LAGONE

Inizio delle attività “burrascoso” all’Istituto “Corrado Melone”

Inizio delle attività “burrascoso” all’Istituto “Corrado Melone”
ottobre 03
12:32 2018

Il preside Riccardo Agresti: «Premiata l’offerta formativa con un aumento costante delle iscrizioni»

L’anno scolastico 2018/19 è iniziato anche per i ragazzi dell’Istituto Melone di Ladispoli.

Abbiamo parlato con il preside Riccardo Agresti per chiedergli come si prospetta questo nuovo anno per studenti e docenti.

«L’inizio dell’anno scolastico è stato alquanto burrascoso. La cattiva interpretazione della norma da parte dell’assessore (che non ritiene sia compito del Comune gestire il dimensionamento assegnando le aule vuote di altri istituti alle scuole che ne hanno necessità) tende di fatto a limitare la libertà di scelta da parte dei genitori che stanno invece premiando l’offerta formativa della Melone con un aumento costante delle iscrizioni. A questo si aggiunge l’illogica determinazione di non far più usare come spazio per la refezione scolastica la sala polifunzionale, costringendo i bambini a mangiare in un locale angusto che presenta più di un pericolo. Infine la serenità dei docenti è minata da frasi ingiuriose da parte del primo cittadino che indica nei docenti politicizzati la fonte dei suoi problemi che andrebbe cercata più vicino a lui».

Qual è la politica dell’Istituto Melone nei riguardi della complessa questione relativa ai vaccini?

«Cinicamente potremmo pensare che se qualcuno non vuole vaccinarsi può essere libero di far correre a se stesso dei pericoli, ma ci si dimentica che la Legge Lorenzin tende a realizzare la cosidetta immunità di gregge, cioè la difesa passiva dei soggetti a forte rischio, come le donne incinte e gli immunodepressi. È proprio questo il senso e la necessità di intervento da parte dello Stato a difesa dei più deboli. Strano che i no vax o i free vax parlino di tutto, ma non citino mai questi aspetti; il loro disinteresse (fondato su una presunta libertà di scelta) nei confronti delle necessità del prossimo mette a rischio (addirittura mortale) i soggetti più deboli, che invece andrebbero maggiormente tutelati. La libertà personale non deve mai sfociare in un pericolo per la comunità».

Monia Guredda

Share

0 commenti

Nessun commento ancora!

There are no comments at the moment, do you want to add one?

Scrivi un commento

Scrivi un commento

La tua e-mail non verrà pubblicata.
I campi obbligatori sono segnati *