LAGONE

“Scuola e legalità”: seminario del L’agone al Salvo D’Acquisto

“Scuola e legalità”: seminario del L’agone al Salvo D’Acquisto
aprile 26
12:42 2018

“I ragazzi non ascoltano”, “I giovani non hanno rispetto” sono frasi che sentiamo (e diciamo) spesso un po’ tutti. A volte è vero, innegabilmente, ma forse dovremmo domandarci perché la situazione è questa.

Pierstefano Durantini, redattore de L’Agone, non nega le colpe e le carenze degli adulti nei confronti dei ragazzi e, parlando con loro durante l’incontro tenutosi lo scorso martedì 24 aprile presso l’Istituto Salvo D’Acquisto di Castel Giuliano (Bracciano) è riuscito, grazie ad un approccio diretto e privo di retorica, a stabilire con loro un contatto reale.

Il tema del seminario, l’ultimo previsto per questo anno scolastico 2017/18, è stato “Scuola e Legalità”. L’incontro è stato aperto dalle parole del presidente dell’Associazione Culturale no profit L’Agone Nuovo, Giovanni Furgiuele: “L’Agone è presente ed attivo sul territorio da quasi 25 anni, un traguardo che ci rende orgogliosi, così come ci rende orgogliosi l’essere qui per parlare con voi ragazzi di famiglia, di rispetto e di corretti rapporti sociali. Ogni nostro seminario è preparato e presentato da esperti del settore, ed è per questo che oggi abbiamo con noi Pierstefano Durantini.”

La parola passa quindi a Pierstefano Durantini. “L’esigenza di questo incontro nasce dall’osservazione della realtà, una realtà che rischia di sfociare in allarme sociale. La vostra è un’età a rischio, a cavallo tra l’infanzia e l’adolescenza, e si rischia seriamente di perdere la bussola. Quindi oggi parleremo di legalità e soprattutto di stili di vita. La legalità è il rispetto delle regole, scritte e non. Ogni società (Stato, scuola, famiglia, sport, lavoro, ecc) ha le sue regole da seguire. La prima fonte di regole in Italia è la Costituzione, che sancisce non solo i doveri dei cittadini, ma anche i loro diritti. Noi tutti abbiamo il libero arbitrio, ognuno fa le sue scelte; ma poi ne deve accettare le conseguenze. Le statistiche fornite dal Ministero degli Interni ci dicono che la metà di voi ha provato o proverà delle droghe; dovete sapere che il 40%dei sequestri di sostanze stupefacenti coinvolge dei minori. C’è evidentemente un disegno, dietro tutto ciò. Ovviamente è necessario distinguere tra uso e abuso (di alcol o di canne), ma tenete conto che negli ultimi anni è stato innalzato fino al 20%il principio attivo presente in marijuana e hashish, che quindi possono fare danni inimmaginabili anche

in piccole dosi. E lo vediamo perché parallelamente all’aumento del consumo di sostanze stupefacenti aumentano i disturbi psichiatrici come schizofrenia e bipolarismo. È bene fare attenzione perché il confine tra realtà legale e realtà illegale è sottile e vi si scivola velocemente. Ovviamente la colpa è anche di noi adulti, spesso latitanti, oppure che tendiamo a togliere le responsabilità dalle spalle di voi ragazzi che poi, di fronte alle prime difficoltà ed ai primi dolori della vita, crollate mostrando la vostra fragilità.”

A questo punto Pierstefano racconta la storia di Patrizia, il cui racconto è contenuto nel libro “A mano libera” realizzato da due giornaliste del mensile Noi Donne le quali organizzano corsi di scrittura creativa presso la sezione femminile del carcere romano di Rebibbia. Il volume raccoglie appunto i racconti, le storie di ragazze e donne la cui vita è andata perduta, ma che grazie ad un percorso (psicologico, rieducativo e creativo) si stanno riappropriando del proprio corpo, della propria mente, dei propri affetti. Della propria vita. Perché a volte una condanna può fermarti prima di cadere definitivamente nel baratro, permettendoti di apprezzare la libertà, la famiglia, la vita. Come ci ricorda la professoressa Claudia Amoroso, docente di Diritto presso il Salvo D’Acquisto, “La detenzione ha una duplice funzione: punitiva ed educativa; l’obiettivo è sempre quello di restituire alla società un cittadino attivo e rispettoso delle regole, sempre conscio dei suoi diritti e dei suoi doveri.”

Il seminario era finito, la campanella era suonata, ma i ragazzi sono rimasti per parlare con Pierstefano, porgli domande, chiedergli dove poter comprare il libro “A mano libera” ed esprimere il loro pensiero su ciò che avevano ascoltato (realmente ascoltato) durante le ultime due ore. Questo è indubbiamente motivo d’orgoglio per noi de L’Agone Nuovo; significa che il nostro lavoro con le scuole del territorio porta realmente dei frutti. Ma significa anche che spesso non sono i ragazzi ad essere disinteressati o maleducati, ma che siamo noi adulti a non riuscire a comunicare correttamente con loro.

Riflettiamo.

Monia Guredda

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