Comunicato stampa
“Consentire la prescrizione ai privati accreditati significa perdere il governo della spesa sanitaria e dare un assegno in bianco alle stesse strutture che erogano le prestazioni, consentendo così di autoalimentarsi selezionando le tariffe più convenienti. Tutto ciò rischia di generare ricorsi nel momento in cui verranno superati i tetti di spesa. Per quanto riguarda i cittadini non si profila concretamente nessuna semplificazione, bensì un inevitabile aumento della spesa a loro carico, poiché questo meccanismo porterà a una crescita complessiva del numero delle prescrizioni e di conseguenza della inappropriatezza. Già oggi nel Lazio una prescrizione su due non viene soddisfatta dal servizio sanitario ma in regime totalmente privatistico, e questo dato è destinato a crescere. Il Lazio è la regione italiana che negli ultimi due anni ha avuto la percentuale di incremento annuo della spesa privata a carico delle famiglie ben superiore alla media nazionale. Rocca, come sempre, adotta due pesi e due misure. Usa il bastone con i medici di medicina generale, accusandoli di inappropriatezza prescrittiva e subendo la sanzione del TAR del Lazio, che con sentenza numero 11984 del 2026 ha annullato il meccanismo voluto da Rocca che obbligava i medici di medicina generale e i pediatri a trasformare automaticamente in ricette dematerializzate le indicazioni degli specialisti privati. In questa maniera prova furbescamente ad aggirare questa sentenza consentendo direttamente ai privati di governare l’offerta attraverso l’autoprescrizione. Su questo le chiacchiere stanno a zero e verificheremo a consuntivo l’esito di questa sperimentazione, che rischia di generare solo disparità. Con questo sistema il pubblico perde completamente il governo della committenza”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato.


