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Giuliano Sdanghi per Liberi e Uguali: “Mi presento, da sempre residente a Bracciano, sono pronto a portare in Parlamento i problemi del territorio”

Giuliano Sdanghi per Liberi e Uguali: “Mi presento, da sempre residente a Bracciano, sono pronto a portare in Parlamento i problemi del territorio”
febbraio 06
14:31 2018

GIULIANO SDANGHI candidato per la Camera dei Deputati nel Collegio uninominale Lazio 2 – 02 Civitavecchia per Liberi e Uguali con Pietro Grasso. 29 anni, assistente di persona con disabilità, da anni impegnato nel sociale e politica locale, è nato a Roma, da sempre residente a Bracciano, è pronto per portare in Parlamento i problemi del territorio che da anni sono diventati problemi anche nazionali. L’acqua pubblica, il lavoro, i diritti civili e sociali, la scuola: questi saranno i temi che il nostro candidato, insieme a Liberi e Uguali, porterà nel dibattito locale.

Lavoreremo per una redistribuzione di redditi e ricchezza che porta verso la piena e buona occupazione, da stimolare attraverso un piano straordinario di investimenti necessari per rimettere in piedi il Paese. Un Green New Deal, che apra la strada alla riconversione ecologica dell’economia, intervenendo prioritariamente su: messa in sicurezza del territorio e su tutte le strutture pubbliche (scuole, ospedali ecc). Investimenti in grado di generare una crescita economica, e quindi occupazione, molto più elevata rispetto agli sgravi fiscali o ai trasferimenti monetari.

L’uguaglianza non ammette distinzioni, perché non parliamo di una concessione della politica, ma del riconoscimento di diritti da rendere esigibili. Vogliamo un sistema di accoglienza rigoroso, diffuso e integrato, sulla base del modello Sprar, adeguatamente dimensionato, superando la gestione straordinaria che troppi scandali e distorsioni ha generato in questi anni, stroncando ogni forma di speculazione e invece generando nuove opportunità di inclusione e sviluppo. Infine, vogliamo riconoscere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stranieri o chi ha completato gli studi nel nostro paese: un riconoscimento doveroso a chi nei fatti è già italiano.

Vogliamo politiche pubbliche per uno sviluppo che sia sostenibile per davvero, che tuteli la centralità di alcuni diritti fondamentali che devono essere garantiti e sottratti alle regole del mercato, e che assicuri a tutti alcuni servizi essenziali che non devono essere subordinati a logiche di profitto e che vedono al centro le persone e la qualità delle prestazioni fornite. E dunque, difesa dei beni comuni e gestione pubblica di servizi essenziali costituiscono una priorità: la difesa dell’acqua pubblica è un fulgido esempio.

Scuola, Università e Ricerca. Da anni siamo collocati agli ultimi posti in Europa per investimenti in questo importante settore. Dobbiamo cancellare la logica della cosiddetta “Buona scuola” e ripartire da una scuola che si fa comunità educante, che si dà l’obiettivo fondamentale di contrastare la dispersione scolastica e di creare condizioni di uguaglianza sostanziale. Una scuola ancorata ai principi costituzionali, rendendola realmente gratuita. L’alternanza scuola-lavoro è da rivedere completamente con il riconoscimento della volontarietà dell’adesione, dando agli studenti strumenti per comprendere il mondo del lavoro e portarvi elementi di innovazione, spirito critico, autonomia intellettuale.

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