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PD Anguillara: “Approvando una bozza di regolamento aberrante si vogliono togliere i Comitati di Quartiere”

PD Anguillara: “Approvando una bozza di regolamento aberrante si vogliono togliere i Comitati di Quartiere”
novembre 29
21:50 2017

Venerdì 1 Dicembre è stato convocato il Consiglio Comunale e tra gli ordini del giorno è in approvazione “Regolamento dei Quartieri”.

Sarebbe bene correggerlo con “approvazione per rimozione dei Quartieri”.

Questa aberrante bozza di regolamento che verrà proposta e votata in Consiglio è la risultante di un intento ben preciso dell’Amministrazione, astutamente celato dietro rimandi, ritardi, finti ragionamenti e falsa condivisione dei lavori, ovvero la spietata, ma appunto ben nascosta e mai ufficialmente dichiarata, volontà di distruggere quello che rappresenta la forma di più assoluta democrazia partecipata, i Comitati di Quartiere.

A questo punto ci vien da pensare che, per loro, sia troppo vera e concreta questa partecipazione cittadina, quindi è tempo di porne fine.

Il progetto dei Comitati di Quartiere fu sbandierato ai quattro venti in tutta la campagna elettorale, anche prima, dove, innalzavano fieri slogan del tipo “i cittadini hanno il diritto di partecipare alla vita politica e sociale del paese”.

Ma giustamente ora, che non hanno più modo di criticare chi rimane chiuso all’interno del palazzo di cristallo e non ascolta i bisogni concreti del cittadino, perchè, fino a prova contraria, adesso ci son loro (e tutto va bene)…si preferisce tagliare la testa al toro e quindi: addio Comitati, addio partecipazione dei cittadini.

Anche se forse la questione non se la sono studiata così bene, ricordiamo infatti che una delle funzioni principali e più esaustive dei Comitati era quella (e già ci viene di esprimerci al passato) di veicolare le richieste dei residenti in modo tale da facilitare la mediazione tra comunità e Amministrazione.

Ma entriamo nello specifico del caso, affrontiamo la bozza conclusiva del nuovo regolamento.

Il progetto dei comitati di quartiere, dove le basi furono gettate ben 12 anni fa, vede finalmente la luce con la giunta di Pizzorno e la conseguente nascita di tre Comitati: Centro storico, Residenza Claudia-Poggio dei Pini, Ponton dell’Elce.

Fin da subito queste tre istituzioni cittadine hanno cercato (e riuscito in molto) di portare alla luce quelle che erano le criticità territoriali, di gestione del quotidiano e i bisogni principali dei cittadini.

Quindi, nel momento in cui i Presidenti, o chi per loro, incontravano il Sindaco, o un suo delegato alla funzione, avevano il più del lavoro già fatto: proposte, critiche, progetti e molto spesso soluzioni, come è accaduto in questi anni.

Ma forse oggi è tutto cambiato….l’ascolto dei cittadini è ritenuto superfluo, futile e vogliamolo dire non richiesto per i nostri saccenti amministratori…

Altra modifica sostanziale del nuovo regolamento è la frammentazione dell’identità territoriale accorpando i quartieri per sezioni elettorali e non come era stato (anche con fatica) con la connotazione dei confini geografici, bensì preferiscono accorpare per esempio Centro Storico a Falconeto, tanto per citarne una…questo aspetto, che ad occhi estranei ai lavori dei comitati in questi anni, sembra qualcosa su cui sorvolare, risulta invece ben chiaro e ben studiato dagli autori.

La difficoltà odierna culturale e sociale di coinvolgere cittadini in un progetto ben più ampio del loro giardino, è agli occhi di tutti, ma il Comitato di quartiere era riuscito a superarla o quanto meno far germogliare quel seme di appartenenza, coinvolgendo i singoli su tematiche e possibili soluzioni che rispecchiavano quella precisa località, sancita dalle stesse problematiche di gestione del pubblico, di viabilità, di impatto ambientale ecc..

Ora capite bene che accorpare insieme comitati che per forza di cose si appoggiavano su realtà geografiche differenti, vuol dire semplicemente stracciare di sana pianta il progetto stesso.

La stessa cosa si sta cercando di fare immettendo un quorum, prima del 50%, ora del 33% per ritenere valide le elezioni dei comitati.

Ma anche qui, con un astensionismo dilagante senza precedenti (abbiamo recente il caso di Ostia), ma soprattutto, parlando in termini concreti e a noi presenti, il comitato Residenza Claudia/Prato Michele (perchè non più affiancato, secondo le logiche prima riportate, a Poggio dei Pini) dovrebbe portare alle urne oltre 900 persone. Numeri difficili anche per un elezione comunale!!

Detto questo, e tanto ancora ci sarebbe da rigurgitare, un copia e incolla spropositato ha dato luogo a questa nuovo regolamento, dove uno degli errori principali è quello di aver scopiazzato dal “TUEL” delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”. Ma non vi suona strano qualcosa?

A noi molte, e soprattutto che i comitati di quartieri NON SONO UN ENTE LOCALE, bensì forme di PARTECIPAZIONI POPOLARE, sancite proprio dal DL n. 267 del 18/08/2000.

Ma dato che siamo abituati ad esempi concreti, eccoli qui:

parlando di quorum, citato all’art 4 comma 6 del regolamento in questione, è quasi ridicolo il totale riferimento, parola per parola, all’art. 71 comma 10, Capo III,  del DL n.267, dove per l’appunto viene indicato il quorum del 50%, (poi successivamente stabilito al 33%) che tratta l’elezione degli enti locali, in caso di ammissione e votazione di una sola lista e quindi un solo candidato Sindaco collegato. Praticamente diamo i numeri…..

Un’istituzione di rappresentatività popolare hanno pensato bene di equipararla ad un qualunque ente locale.

Ma quello che ci fa sorridere, per non dire piangere, è che nelle precedenti bozze portate in Commissione, era proprio l’Amministrazione comunale A SCEGLIERE I CANDIDATI, qualcosa che dovrebbe far saltare tutti i cittadini dalle sedie.

Praticamente partecipazione popolare ma con chi e come dicono loro.

Queste e tante altre “cose assurde” hanno portato a questo nuovo “sgretolamento” dei Comitati di Quartiere.

Il Partito Democratico è a favore e a difesa di ogni forma di partecipazione e rappresentatività popolare, e soprattutto a difesa di quello che i Comitati di Quartiere hanno il dovere e il diritto di essere, non di non essere.

Metterli nell’impossibilità di sussistere e quindi di agire, è la più subdola forma di controllo autoritario.

Ma la verità vera è un’altra ed è quella di sfuggire dagli strumenti di critica presenti sul territorio, arroccandosi sempre più nella Torre di Cristallo, attaccati alle indennità unico collante ancora rimasto!!!!”

 

Circolo PD di Anguillara Sabazia

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