LAGONE

Legambiente: “A rischio lago, ma non si fa niente per riparare acquedotti colabrodo”

Legambiente: “A rischio lago, ma non si fa niente per riparare acquedotti colabrodo”
marzo 16
19:21 2017

Da metà gennaio le sorgenti che portano acqua a Roma e comuni limitrofi, sono in pesante diminuzione per portata, a causa di un inverno particolarmente asciutto. Per mantenere acqua nelle tubature di Roma e dintorni, secondo un vecchio accordo tra Acea e Ministero dei Lavori Pubblici, il gestore idrico può capitare acqua del Lago di Bracciano tra 1.000 e 5.000 litri al secondo in momenti particolarmente critici; ciò sta portando a una riduzione fortissima del livello di acqua del bacino lacustre, il cui valore ecosistemico è messo a grave rischio.

Legambiente denuncia però l’assurda contemporaneità di tali captazioni, con una disperazione idrica altissima negli acquedotti del Lazio: secondo i dati di Ecosiatema Urbano 2016 infatti, l’acqua che si perde nelle tubature è il 44,4% a Roma, il 53,8% Rieti, il 67,0% a Latina e addirittura il 75,4% Frosinone. In pratica oltre la metà dell’acqua sorgente che entra negli acquedotti si disperde prima di essere utilizzabile per scopi antropici.

“Mentre l’esistenza stessa del Lago di Bracciano è messa a dura prova dalle captazioni, è assurdo che non si stia facendo nulla per riparare acquedotti colabrodo che perdono più della metà dell’acqua sorgente immessa in rete – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -. Stiamo assistendo ad una enorme captazione continua da oltre due mesi dell’acqua del Lago di Bracciano che causa un abbassamento senza precedenti del livello e ne mette a dura prova la biodiversità, il valore ecosistemico e le bellezze ambientali e paesaggistiche. Sembra però incredibile che mentre accade tutto ciò, continui la dispersione in rete di quantitativi allucinanti di acqua potabile a causa delle condutture vetuste, più della metà della risorsa idrica sorgiva entra nelle reti e sparisce negli acquedotti colabrodo. I gestori del servizio idrico non possono continuare a far finta di niente sfruttando la risorsa pubblica per eccellenza, in maniera così violenta. Peraltro la siccità di questo inverno è causata dai mutamenti climatici scatenati dalle emissioni di gas serra, dovremo farci sempre più i conti ed è quindi prioritario e fondamentale adeguare le condutture idriche, insieme ad un cambio degli stili di vita per evitare gli sprechi eccessivi di acqua: si calcola per esempio che la mancanza del doppio flusso di scarico dei gabinetti nelle sole scuole romane, provochi un’allucinante spreco di oltre un miliardo di litri di acqua all’anno”.

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