Osteria Nuova: seminario sulla sicurezza alimentare organizzato da L’Agone Nuovo

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Cosa si intende per sicurezza alimentare e quali rischi si prevengono grazie a una corretta conservazione dei cibi. Venerdì 13 gennaio, gli studenti dell’Istituto Comprensivo Enzo Biagi di Osteria Nuova sono stati coinvolti in un seminario organizzato dall’associazione culturale L’agone Nuovo, nell’ambito dei suoi numerosi progetti in collaborazione con le scuole del territorio.

Il dottor Claudio Cappabianca e la dottoressa biologa nutrizionista Carla Musa, hanno incuriosito i ragazzi con un argomento parallelo ai loro programmi scolastici, ma che ha costituito un’utile occasione di approfondimento della materia. L’intervento ha suggerito degli spunti interessanti di riflessione per gli studenti che sono intervenuti con domande ai relatori e suggestioni scritte.

La dottoressa Musa ha spiegato: «La sicurezza alimentare può essere definita come l’insieme dei processi che mirano a garantire prodotti salutari e di qualità. Per garantire un elevato livello di sicurezza alimentare è necessario che in tutte le fasi del processo produttivo della filiera agroalimentare siano rispettate le norme al riguardo. La qualità delle materie prime come la valutazione dei rischi durante la produzione è fondamentale ai fini della sicurezza e della qualità del prodotto finale e allo stesso tempo, sono fondamentali anche le modalità di trasporto e di conservazione per il mantenimento delle proprietà organolettiche, ossia dell’insieme delle caratteristiche fisiche e chimiche percepite dagli organi di senso, e nutrizionali fino all’arrivo sulle nostre tavole. I rischi sono microbiologici, fisici e chimici». La dottoressa Musa ha poi parlato delle buone regole da adottare in casa e a scuola.

L’intervento del dottor Cappabianca si è invece concentrato sui controlli alimentari: «Nella storia, l’uomo ha perseguito il fine di controllare i suoi manufatti, a volte anche tenendo in serbo, i segreti del suo operato. L’evoluzione degli utensili o delle armi dalla pietra al bronzo e poi al ferro è stata lunga e costellata di successi, ma anche di insuccessi. La chimica deve molto agli alchimisti, la pittura nelle arti è stata per alcuni versi il laboratorio per eccellenza dove venivano utilizzati e sperimentati vari tipi di pigmenti. Le botteghe artigiane tenevano ben custoditi i loro segreti, ed ancora oggi nel difficile ruolo che hanno le metodiche di conservazione e restauro dei beni artistici, a volte è quasi impossibile stabilire quali siano le materie adoperate dagli artisti. La rivoluzione industriale correlata ad altri tre importanti fattori, la facile diffusione dei prodotti, il crescente bisogno di essi, e l’assicurarne la sicurezza, richiede un utilizzo di standard di produzione. Gli standard di produzione devono garantirla qualità, il rispetto dei dati di progetto in relazione all’uso, la sicurezza».

Alessia Rabbai

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