Oriolo Romano: la violenza sulle donne al centro della conferenza a Palazzo Altieri

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“Uscire dalla violenza si può, non siamo sole”. L’amore malato, le caratteristiche dell’uomo che violenta, i bambini come vittime indirette: sono stati i temi affrontati durante la conferenza “Libere d’amare” di sabato 16 luglio organizzata da Manuela Fiori, psicologa e consigliera con delega alla Cultura e al Sociale di Oriolo Romano.

A fare da cornice all’evento, fortemente sentito da parte dei cittadini del paese e del territorio, la suggestiva sala degli Avi di Palazzo Altieri, affollata per l’occasione. Sono intervenuti il sindaco Emanuele Rallo, patrizia Miracola, direttrice del palazzo, il parroco don Giorgio Pollegioni e gli specialisti Paola Serafini, docente della Società di Psicoterapia Psicoanalitica e membro ordinario, gli psicologi Rosario Scicolone, Talia Urso e Monia Marinelli. Importante l’intervento delle rappresentanti del centro antiviolenza Erinna di Viterbo.

«La conferenza è stata un proseguimento della sensibilità che da sempre i cittadini di Oriolo hanno dimostrato nei confronti delle donne vittime di violenza – ha detto il sindaco Rallo – Già nel 2013 Oriolo aveva lanciato un segnale riempiendo piazza Umberto I di scarpe rosse ».

Il flash mob di giugno ha riscosso un grande successo. Con l’intento di lanciare un messaggio ancora più forte sono state coinvolte 69 volontarie sdraiate per terra senza scarpe che rappresentavano le donne uccise dal 2 gennaio fino al giorno della manifestazione i cui nomi sono stati letti. Circondate da una musica di speranza le donne si sono alzate e abbracciate formando una spirale, gesto che ha commosso tutti coloro che erano in piazza.

«La caratteristica della situazione in cui si trovano le donne vittime di violenza è che finiscono proprio in una spirale – ha detto Manuela Fiori – ma la cosa fondamentale, soprattutto in ambito terapeutico, è che quando capiscono di non essere sole si uniscono. Infine la piazza di Oriolo si è riempita di un fragoroso applauso. Uniti contro la violenza si vince, non siamo sole. Il flash mob ha avuto talmente tanto successo che ci hanno chiesto di replicare in altri paesi. Di violenza domestica muoiono 2 donne su 3. Oggi la solidarietà per questa tematica è molto forte e sta aumentando anche quella tra donne stesse che si guardano intorno e capiscono di non essere sole. Per le donne vittime di violenza: rivolgetevi agli sportelli, agli psicologi, ai consultori e se non avete i soldi non preoccupatevi perché la Regione Lazio copre le spese».

In apertura della conferenza sono state proiettate alcune slide sull’amore malato. Fondamentale è stato il coinvolgimento e l’intervento del parroco di Oriolo Romano, don Giorgio che ha trasmesso un messaggio molto forte dicendo “no” al perdono verso il proprio carnefice. Spesso le donne vittime di violenza si rivolgono al sacerdote in confessione e raccontano le violenze subite. Non si può mai perdonare chi ci mena ma si deve denunciare al primo episodio. Sono intervenute le donne del gruppo “Libere d’amare”, l’ex sindaco di Oriolo Graziella Lombi, che hanno letto delle testimonianze di altre donne.

Alessia Rabbai

 

Foto di Silvia Pesci

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