Rifiuti, Zero Waste Lazio chiede lo stop al talquale in discarica

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Il Forum Zero Waste Lazio ha depositato il 17 gennaio presso la Procura della Repubblica di Roma un  esposto molto circostanziato riguardante la pratica tuttora in vigore di conferire il rifiuto “talquale” o non differenziato in almeno la metà delle discariche del Lazio, con produzione di percolato tossico sul fondo e spesso anche in falda e di biogas liberato in atmosfera.

“Nonostante che il 6 agosto 2013 il Ministro ambiente Andrea Orlando abbia emesso una specifica circolare attuativa – si legge nel comunicato diffuso da Zero Waste Lazio – in seguito alle procedure di infrazione europee, e che la megadiscarica di Malagrotta sia stata chiusa almeno per questo specifico aspetto, le discariche di Bracciano, Civitavecchia, Colleferro e Guidonia tuttora sono autorizzate a ricevere il rifiuto ‘talquale’ ed effettuare una semplice ‘tritatura’ e seppellimento di questo schifoso ‘pappone’ con la frazione organica putrescibile causa degli effetti inquinanti citati.
In questa illegittimità gioca un ruolo determinante una norma superata del Piano Gestione Rifiuti Regionale che avrebbe dovuto essere modificata già dal 7 agosto, e che autorizza i gestori delle discariche, in mancanza di impianti di selezione detti TMB, ad effettuare ancora un trattamento che è stato classificato come inadeguato ed illegittimo dallo stesso Ministero dell’Ambiente.
Abbiamo già notificato la relativa diffida a provvedere urgentemente al Ministro, al presidente Zingaretti, ai presidenti delle Province, ai sindaci ed ai gestori di Bracciano, Civitavecchia, Colleferro, Guidonia e Borgo Montello (LT), soggetti da cui ci aspettiamo, ognuno per la sua parte e responsabilità, provvedimenti urgentissimi”.

“In particolare – prosegue il comunicato – chiediamo di: 1. applicare urgentemente le disposizioni contenute nella circolare ministeriale del 6/8/2013, emessa a seguito delle direttive della C.E. che riconosce come trattamento adeguato dei rifiuti in discarica la tecnica della trito-vagliatura solo se accompagnata dalla stabilizzazione della frazione umida, onde evitare la formazione del percolato in falda e l’immissione di biogas in atmosfera, procedendo alla urgente modifica del Piano di Gestione Rifiuti Regionale in vigore con urgente adeguamento del punto 10.03.01 alla circolare ministeriale del 6/8/2013;
2. sospendere urgentemente qualsiasi conferimento di rifiuti urbani indifferenziati ‘talquale’ presso le discariche di Bracciano – Civitavecchia – Colleferro – Guidonia – Borgo Montello e presso tutte le restanti discariche di rifiuti urbani del Lazio in esercizio che eventualmente ancora effettuassero tali conferimenti, rivedendo le autorizzazioni A.I.A. che ancora prevedono il conferimento di tali rifiuti urbani indifferenziati;
3. provvedere ad attivare la procedura di chiusura degli invasi di discariche in cui sono stati conferiti rifiuti urbani indifferenziati ‘talquale’ ai sensi dell’art. 12 D. Lgs. 36/2003, predisponendo adeguato progetto di gestione post-operativa ed intervento di bonifica ambientale al fine di abbattere l’inquinamento delle falde idriche e dell’atmosfera circostante i siti citati;
4. assicurare che venga effettuato per tutti i rifiuti urbani conferiti nel Lazio il citato trattamento adeguato presso impianti di Trattamento Meccanico Biologico autorizzati e presenti nel territorio regionale, recentemente utilizzati anche per eseguire il trattamento adeguato sui rifiuti della città di Roma;
5. assicurare il raggiungimento dei limiti di raccolta differenziata e di effettivo riciclaggio fissati dalle norme europee già recepite da leggi nazionali ed indicati nel Piano di Gestione Rifiuti Regionale onde garantire il pieno rispetto di quanto indicato in quest’ultimo documento;
6. esercitare tutti i poteri conferiti loro dalla legge affinché vengano accertate tutte le responsabilità circa il mancato raggiungimento degli obiettivi imposti dalla legge e vengano posti a carico dei singoli soggetti responsabili di tale inadempimento gli oneri economici derivanti dall’applicazione delle sanzioni da parte della Regione ed i maggiori costi sostenuti dai Comuni per il conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati;
7. rendere note agli scriventi ed alla popolazione tutta le azioni che si intende adottare al fine del raggiungimento degli obiettivi di RD e di effettivo riciclaggio previsti dalle direttive europee e dalla legge nazionale al D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e le altre misure sopra richieste;
8. rendere note agli scriventi ed alla popolazione tutta le soluzioni che i Comuni intendono adottare al fine di elevare le percentuali di raccolta differenziata e le modalità per migliorare la qualità delle frazioni merceologiche raccolte al fine di rendere effettivo il massimo riciclaggio e recupero di materiali”.

“Il deposito presso la Procura della repubblica di Roma della diffida-esposto – conclude il comunicato – sarà seguito lunedi prossimo dal deposito presso la Corte dei Conti per quanto attiene al danno economico, ed entro un mese da apposita denuncia penale in caso di assenza di adeguati provvedimenti”.

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