Il ministro Spadafora chiede piΓΉ controllo ai gestori e responsabilitΓ agli sportivi con un insieme di regole che poche strutture si potranno permettere di rispettare alla lettera. Multe da 280 a 500 euro per i frequentatori che contravverranno alle prescrizioni
Dopo loΒ scontro nel Governo, tra il ministro della Salute Speranza, che avrebbe voluto chiudere subito palestre e attivitΓ sportive, e il ministro per le politiche giovanili e lo sport Spadafora, che si Γ¨ opposto alla serrata del settore, la mediazione aveva portato a concedere una settimana, per valutare l’andamento dei contagi ed elaborare regole piΓΉ restrittive. Il ministro Spadafora aveva annunciatoΒ linee guida piΓΉ precise per la pratica sportivaΒ e in effetti il documento Γ¨ arrivato oggi, come previsto.
Il Nuovo protocollo attuativo delle βLinee Guida per lβattivitΓ sportiva di base e lβattivitΓ motoria in genereβ integra ilΒ Dpcm del 13 ottobreΒ scorso e cerca di dare disposizioni piΓΉ chiare per, vi si legge, “assicurare la prosecuzione delle attivitΓ sportive e dellβesercizio fisico alle quali devono attenersi tutti i soggetti che gestiscono, a qualsiasi titolo, siti sportivi, centri di attivitΓ motoria, palestre, piscine, o i soggetti che comunque ne abbiano la responsabilitΓ ”.
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Il testo Γ¨ stato elaborato in collaborazione con il Coni, il Comitato italiano paralimpico, la Federazione Medico Sportiva Italiana, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative. Oltre a misure piΓΉ restrittive, si Γ¨ voluto fare attenzione alla raccolta dei dati, allβesecuzione di controlli e alle sanzioni. Il testo premette infatti che “pur se allβesito dei monitoraggi ad oggi effettuati dal Dipartimento per lo Sport, emerge la sostanziale corretta applicazione delle misure di prevenzione previste nei protocolli ad oggi condivisi, si ritiene tuttavia utile fornire indicazioni piΓΉ dettagliate e prescrittive, in considerazione del piΓΉ recente andamento della curva epidemiologica”.
Il protocollo demanda al datore di lavoro, gestore del sito sportivo o rappresentante dellβorganizzazione sportiva di organizzare turni adatti a rispettare le norme generali del distanziamento sociale e suggerisce “lβutilizzo di soluzioni tecnologiche che consentano la possibilitΓ di tracciare lβaccesso alle strutture, per il tramite di applicativi web, o applicazioni per device mobili, di coloro che partecipano alle attivitΓ sportive proposte”.
Nel leggere le prescrizioni, molto dettagliate, Γ¨ automatico chiedersi quanti impianti sportivi potranno attrezzarsi in tempi brevi e quanti addetti saranno necessari per far rispettare le norme ai frequentatori. Sarebbe indispensabile per esempio, un controllo continuo sugli spogliatoi, dove non vanno lasciati indumenti e gli armadietti andrebbero sanificati a ogni uso. Nel caso delle sale attrezzi, per esempio, si specifica che la mascherina non va indossata soltanto durante lo sforzo fisico, ma va portata quando ci si sposta da un attrezzo all’altro. Ci sono poi indicazioni precise sul rapporto metri quadri per frequentatore, prescrizioni che molte sale e molti spogliatoi difficilmente potranno assicurare.
Il testo insiste sulla responsabilitΓ dei gestori e rappresentanti delle attivitΓ e richiama a precisi doveri di formazione per il personale e di informazione per chi frequenta palestre e centri sportivi. Sono descritte nei particolari le misure di sanificazione indispensabili che devono essere seguite dagli atleti e dai gestori. Per le piscine, si specifica che “il gestore del sito potrΓ disporre il divieto di accesso alle docce, invitando utenti ed atleti a cambiare soltanto il costume bagnato o lβabbigliamento per lβallenamento, ad asciugare velocemente i capelli e a completare la vestizione nel piΓΉ breve tempo possibile. Si accerterΓ
inoltre, anche col supporto dello staff del sito, di controllare che gli atleti rispettino il distanziamento imposto dalle norme di prevenzione dal rischio di contagio”.
Per quanto riguarda le sanzioni, il protocollo rimanda al Dpcm, ma specifica che gli atleti o i frequentatori che non si atterranno alle norme saranno punibili con sanzioni di 280 euro o 500 in caso di recidiva.
(La Repubblica)


