REMIGRAZIONE, APPELLO DI DUE STUDENTI CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE «COSA SI PROVA QUANDO TI DICONO CHE CASA TUA NON È DAVVERO CASA LA TUA?»

Comunicato stampa

Ci chiamiamo Kilian e Lukman, abbiamo deciso di scrivere una lettera per spiegare attraverso il nostro vissuto e la nostra storia, perché il concetto di remigrazione non solo sia impraticabile, ma sia profondamente ingiusto e violento.
Una lettera che vuole far aprire gli occhi alla società civile, su una delle proposte più disumane nel dibattito politico.

Crediamo sia necessario smontare gli slogan cinici portati avanti dalle destre neofasciste promotrici della campagna, ricordando che dietro a termini propagandistici e violenti ci sono vite spezzate, sogni interrotti e il rifiuto di considerare eguali cittadine e cittadini che vivono, studiano, lavorano e costruiscono qui il proprio futuro.
Qualcuno dice che persone come noi dovrebbero essere “remigrate” e nel secolo scorso avrebbero detto “deportate”, la domanda che ci viene spontanea è: dove?

Forse la domanda è un’altra: Che Italia vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? La verità è che abbiamo paura del 13 giugno. Non ci sentiremo sicuri a camminare per strada e questo ci fa schifo

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