Referendum sulla riduzione dei parlamentari: l’ANPI Γ¨ per il NO

 

Pubblichiamo una nota dell’ANPI sul prossimo referendum (riduzione parlamentari): ricordatabla posizione dell’ANPI sul referendum

 

Riproponiamo il documento della segreteria Nazionale dell’ANPI del 14 febbraio 2020 e del Comitato Nazionale dell’ANPI del 4 marzo 2020

Contro la riduzione della rappresentanza democratica l’ANPI invita a votare NO al prossimo referendum

E’ chiaro da tempo che la crisi della democrazia che attraversa l’Italia Γ¨ una crisi di rappresentanza, causata da leggi elettorali che hanno favorito l’elezione di nominati dalle segreterie dei partiti, dal crescente potere dell’esecutivo sul parlamento, dal progressivo cambiamento della natura stessa dei partiti. Invece di operare per eliminare la cause di tale sfiducia, aggravata dalle perduranti e gravi difficoltΓ  economiche e sociali in cui versa il Paese, da anni si insiste in vari modi per cambiare la Costituzione, privilegiando sempre il tema della governabilitΓ  su quello della rappresentanza, mettendo in discussione la divisione dei poteri ed aggravando cosΓ¬ la crisi di sistema. L’ultimo effetto della continua campagna per modificare i meccanismi democratici del nostro Paese cambiando la Costituzione Γ¨ la legge di modifica costituzionale che riduce il numero di parlamentari, una legge rispetto a cui abbiamo in passato espresso le nostre critiche, che oggi ribadiamo.
E’ falso che con tale legge aumenterΓ  l’efficienza dei lavori delle Camere, perchΓ© si renderΓ  invece precario e macchinoso il funzionamento delle commissioni e degli altri organi del Parlamento. E’ demagogico esaltare il risparmio di costi derivante da tale riduzione, perchΓ© si tratta di una cifra sostanzialmente irrilevante rispetto alle dimensioni del bilancio dello Stato. La veritΓ  Γ¨ che questa riforma, mal congegnata, risponde ad una logica populista ed antiparlamentarista, che aumenta il discredito verso la democrazia, insistendo sul tema dei suoi β€œcosti”, spesso necessari per un suo corretto funzionamento, verso le istituzioni democratiche, riducendole a β€œpoltrone”, verso gli eletti, sprezzantemente definiti β€œla casta”. Non solo: questa riforma pone l’Italia fra i Paesi europei col piΓΉ alto rapporto fra numero di cittadini e numero di parlamentari, rendendo piΓΉ difficile proprio la rappresentanza, difformemente dall’orientamento dei Costituenti che avevano invece inteso garantire un corretto rapporto fra numero di eletti e di elettori. Per di piΓΉ occorrerΓ  riscrivere immediatamente la legge elettorale, al fine di garantire la presenza in parlamento, a rischio, con tale riforma, di tante forze politiche, e rivedere i criteri di elezione del Presidente della Repubblica da parte dei grandi elettori delle Regioni.
Per queste ragioni l’ANPI prende posizione per il NO al prossimo referendum operando, com’è sua tradizione, in piena autonomia anche organizzativa in ogni aspetto dello svolgimento della campagna referendaria non aderendo di conseguenza ad alcun tipo di comitato, e ponendo al centro del dibattito pubblico una piΓΉ ampia riflessione sui continui tentativi di manomettere la Costituzione, che invece, oggi piΓΉ che mai ed in ogni sua parte, conferma straordinari elementi di attualitΓ  e di modernitΓ .

Ribadiamo l’assoluta necessitΓ  di una reale attuazione delle disposizioni costituzionali, che ancora oggi sono disattese in parte rilevante, e l’urgenza di ribadire e rilanciare la centralitΓ  del Parlamento rispetto al potere del governo, sempre piΓΉ esteso e incontrollato, all’abuso di decreti legge e di voti di fiducia, alla prassi di spostare al di fuori del Parlamento le sedi del dibattito e persino delle decisioni proprie delle Camere. PiΓΉ in generale, davanti alla crisi economica e sociale da cui l’Italia non Γ¨ mai uscita da un decennio, occorre finalmente operare per la realizzazione concreta dei principi costituzionali in merito al lavoro, alle imprese, alla sanitΓ , alla scuola, ai servizi, all’ambiente, alla cultura, al paesaggio, alla legalitΓ , alla solidarietΓ , all’eguaglianza, alla pace.
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
14 febbraio 2020

Il testo del documento del Comitato nazionale ANPI che illustra le ragioni della scelta. “Una legge improvvisata e opportunistica. L’ANPI non aderirΓ  ai Comitati del NO e realizzerΓ  iniziative in autonomia”

La legge che verrΓ  sottoposta al voto, col referendum del 20 e 21 settembre p.v., non corrisponde, in realtΓ , ad alcuna necessitΓ  concreta e rappresenta semplicemente una manifestazione di quella antipolitica che si fa circolare nel Paese creando un grave discredito verso le istituzioni fondamentali della Repubblica. Questa riduzione del numero dei parlamentari – frutto di improvvisazione e opportunismo – non corrisponde ad alcuna esigenza reale, anzi investe negativamente il tema della rappresentanza, incidendo sulla stessa struttura istituzionale delineata nell’art. 1 della Costituzione, ponendo seri problemi per una composizione del Parlamento che sia veramente rappresentativa di tutte le esigenze e di tutte le realtΓ  del Paese, e mettendo, insomma, a repentaglio, la funzionalitΓ  e la centralitΓ  del Parlamento stesso. Questa diminuzione del numero di parlamentari renderΓ  precario e macchinoso il funzionamento delle Commissioni e degli altri organi delle Camere. Per di piΓΉ occorrerΓ  riscrivere immediatamente la legge elettorale al fine di garantire in Parlamento la presenza, a rischio con tale riforma, di tante forze politiche, e rivedere i criteri di partecipazione alla elezione del Presidente della Repubblica da parte dei grandi elettori delle Regioni. La stessa riduzione di spesa Γ¨ ridicola, posta a fronte di tante altre spese che le istituzioni sopportano inutilmente e che da anni vengono segnalate con diversi progetti da esperti, le cui indicazioni non vengono mai raccolte. Insomma, una legge – quella sottoposta a referendum – che non riduce le spese se non in modo β€œsimbolico” ed incide negativamente su un esercizio della sovranitΓ  popolare che sia davvero fondato sulla rappresentanza. Il giudizio, dunque, non puΓ² che essere assolutamente negativo sotto ogni profilo. Anche, e soprattutto perchΓ© peggiorerebbero i problemi reali delle istituzioni e in particolare del Parlamento, che dovrebbe essere organo centrale di tutta l’attivitΓ  politica e istituzionale ed invece, di fatto, Γ¨ esposto da anni ad una sostanziale emarginazione. CiΓ² che occorre, semmai, Γ¨ ricondurre il Parlamento a quel ruolo centrale per le istituzioni e la politica che la Costituzione gli assegna, come luogo di confronto e di elaborazione, anzichΓ© ricorrere – come accade continuamente – all’abuso dei decreti legge e del voto di fiducia. La politica deve tornare ad essere quella pensata dall’art. 49 della Costituzione, che assegna ai partiti il compito di β€œconcorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Un concorso che si realizza solo se avviene in Parlamento, attraverso la progettazione e l’elaborazione delle misure occorrenti per rafforzare la democrazia, non solo nelle sue forme esteriori, ma anche e soprattutto nei suoi contenuti. Per tutte queste ragioni, l’ANPI dΓ  il NO come indicazione di voto e ritiene nel contempo che non basti l’espressione di un voto negativo, ma occorra promuovere nel Paese un’ampia riflessione sul ruolo del Parlamento e della politica, in stretta aderenza ai princΓ¬pi costituzionali. RealizzerΓ , dunque, in piena autonomia e senza aderire ad alcun Comitato esterno, iniziative culturali e politiche.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

4 marzo 2020

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