La situazione internazionale รจ in questo momento piรน frammentata che mai. Dalle macerie di Gaza alle pianure dellโUcraina, fino alle piazze al Venezuela e alle proteste iraniane, il panorama globale vive una situazione di caos come mai dalla fine della seconda guerra mondiale.
Il sistema internazionale nato dalle ceneri del secondo conflitto mondiale sta infatti affrontando un importante momento di crisi. Il disordine globale non รจ piรน solo una categoria geopolitica, cosรฌ come la messa in discussione dellโordine internazionale liberale su cui si sono fondati gli ultimi 80 anni, ma una realtร quotidiana fatta di violazioni del diritto internazionale che relegano le Nazioni Unite a un ruolo come non mai minoritario. In questo scenario, il Partito Democratico, a ogni livello, sa da che parte stare con grande chiarezza: quella della difesa del diritto internazionale riconosciuto come bussola attraverso la quale ogni attore geopolitico dovrebbe muoversi.
Il caos generato dallโinvasione dellโUcraina da parte della Russia di Vladimir Putin ha posto lโOccidente e lโUnione Europa davanti a delle scelte irrimandabili. Il conflitto in Ucraina non รจ apparso, sin da subito, solo come una disputa territoriale, ma come un attacco frontale allโordine geopolitico globale in violazione della Carta delle Nazioni Unite. Su questo la nostra posizione รจ sempre stata chiara: non si puรฒ giustificare in alcun modo un tentativo di mettere a repentaglio lโintegritร territoriale di un paese sovrano. Ciรฒ che ne deriva รจ inoltre il fatto che, da posizioni europeiste, lโUnione Europea dovrebbe e potrebbe fare di piรน, affiancando al sostegno a Kiev anche un recupero di un certo protagonismo diplomatico. Non possiamo rimanere a guardare, puntando solo ed esclusivamente sul riarmo. Occorre scegliere chi vogliamo essere, da ora in futuro.
Lo stesso vale riguardo al dossier mediorientale. Anche qui sulla difesa del diritto internazionale non possiamo transigere in alcun modo. Il massacro portato avanti dal governo di Netanyahu ha mostrato tutto il cinismo del governo Meloni e delle destre mondiali, nel perseguire una difesa a oltranza delle azioni del premier israeliano e dei suoi ministri. “Il diritto internazionale non รจ un menu alla carta che si applica solo agli amici”, come ricordato dalla segretaria Elly Schlein. E dal 7 ottobre qualsiasi linea rossa รจ stata superata. Il cessate il fuoco annunciato in pompa magna da Donald Trump tiene sul filo di lana e a Gaza si continua ancora oggi a morire, con continue ingerenze coloniali in Cisgiordania e attacchi nella Striscia. Il cessate il fuoco deve essere immediato e permanente, in linea con quanto richiesto dalle Nazioni Unite. E il riconoscimento dello stato palestinese dovrebbe essere una diretta conseguenza di tutti questi fatti. La soluzione due popoli, due stati, รจ lโunica realmente perseguibile ed attraverso questa linea che le potenze internazionali dovrebbero muoversi. Senza quei finti equilibrismi ben rappresentati dalle parole e azioni di Giorgia Meloni.
Gli stessi principi di diritto internazionale valgono per quello che รจ accaduto in Venezuela. ร naturale e ovvio per noi sostenere che la volontร popolare non possa essere calpestata dalla repressione, riferendoci allโopposizione interna al regime di Maduro. Qualsiasi repressione delle libertร ci vede schierati dalla parte degli oppressi: il diritto internazionale, in questa visione, protegge l’individuo dallo Stato oppressore. E anche lโazione militare di Trump in Venezuela si configura in unโaggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente la legge internazionale. Abbiamo sempre condannato il regime di Maduro e le sue azioni repressive. Le sue ripetute violazioni di diritti umani in Venezuela non possono perรฒ giustificare altre gravi violazioni come lโaggressione militare e la violazione della sovranitร venezuelana. La democrazia non si esporta con le bombe, questo la storia lo ha giร dimostrato e con costi drammatici. Afghanistan e Iraq sono lรฌ a testimoniarlo. Ci auguriamo che il popolo venezuelano possa avere il diritto di una transizione pacifica verso la democrazia.
Lโattacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale. Cosa accadrebbe se la Cina decidesse di invadere Taiwan? Stabilire questi precedenti รจ molto pericoloso e i principi del diritto internazionale vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia di qualsiasi sicurezza regionale e globale. Questo esplicito ritorno a categorie imperiali (ammesso che sia un ritorno) a discapito del multilateralismo rappresenta un pericolo e una fonte di possibili altri futuri conflitti.
Non dobbiamo rassegnarci a un ordine mondiale che sostituisca la legalitร internazionale con la legge del piรน forte e del piรน ricco. Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano, cosรฌ come le parole di Meloni nella parte in cui definiscono legittima lโazione militare di Trump in Venezuela. Ci aspetteremmo invece che lโUnione europea e il governo italiano si esprimessero duramente contro queste violazioni, difendendo il diritto internazionale e le sedi multilaterali.
Anche per lโIran applichiamo lo stesso metro di giudizio. Il Partito Democratico รจ al fianco del popolo iraniano che sta dando in questi terribili giorni una lezione di coraggio al mondo intero. La manifestazione in Piazza del Campidoglio a Roma lo testimonia. Una lotta straordinaria per sconfiggere un regime che opprime, anche attraverso lโutilizzo della forza, il popolo. Questi movimenti vanno sostenuti e ci dicono con chiarezza che sarร la volontร popolare, dallโinterno, a portare un cambiamento e non gli interventi unilaterali esterni. Il nostro compito รจ sostenere, nella legalitร internazionale, la lotta contro il regime teocratico, con sanzioni vere, richiamando le Nazioni Unite allโurgenza di fermare il massacro. Dobbiamo dare voce a questo popolo, alla sua volontร di cambiamento. Serve politica, per stare ai tavoli negoziali, anche con lโobiettivo di porre condizioni che portino alla fine del regime teocratico.
E pure il diritto โ quel diritto internazionale che per noi ancora conta โ ha strumenti per fare la massima pressione per salvare le vite. Sanzioni per tutti coloro che ordinano di sparare al popolo. E che lโUnione europea deve far rispettare. Cosรฌ come il perseguimento dei crimini presso le corti internazionali di giustizia che andrebbero difese, non sanzionate o delegittimate come fatto da Trump.
Serve politica per portare lโorrore dellโIran alle Nazioni Unite, spingendo per una presa di posizione del mondo intero. Rassegnarsi allโidea di un โpoliziotto del mondoโ che agisce fuori da ogni legge, proprio come nei regimi, non solo tradisce i principi di fondo che tengono insieme le nostre istituzioni e il sentimento radicato dei cittadini italiani, ma rende il nostro pianeta un posto piรน insicuro e pericoloso. Per tutti.



