Si è tenuta lo scorso 28 aprile, in un più che affollato Centro Congressi Frentani di Roma, l’assemblea “Per il Lazio. Insieme, per un nuovo inizio”. Sul palco, del Partito Democratico, si sono alternati al microfono, il capogruppo Mario Ciarla, il segretario e consigliere regionale Daniele Leodori, Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale e consigliera regionale e il deputato Claudio Mancini.
Con loro, hanno preso rispettivamente la parola per intervenire su lavoro, PNRR, sanità e sociale, Luca Bianchi, direttore della SVIMEZ, Pierciro Galeone, presidente della Fondazione IFEL, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE e Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore del Lazio.
In sala anche i consiglieri regionali del Partito Democratico Michela Califano, Emanuela Droghei, Sara Battisti, Eleonora Mattia, Salvatore La Penna, Massimiliano Valeriani e Rodolfo Lena. Presenti inoltre i capigruppo di tutte le altre opposizioni: Marietta Tidei di Italia Viva, Adriano Zuccalà per il Movimento 5 Stelle, Claudio Marotta per Sinistra Civica Ecologista e Alessio D’Amato di Azione.
Un’iniziativa che si iscrive nel solco della mobilitazione permanente che ci porterà alle prossime scadenze elettorali scaturita in seguito alla grande vittoria del No al referendum sulla giustizia. Il fallimento del tentativo della destra di riscrivere la storia conferma quanto la Costituzione sia ancora l’unica bussola capace di parlare a chi non ha potere, ai giovani che chiedono pace e a chi rifiuta la logica securitaria del governo. Parallelamente, non si può ignorare l’immobilismo della giunta Rocca. Una gestione che si è rivelata una subalterna “copia sbiadita” del governo nazionale, incapace di esercitare autonomia e di rispondere alle reali emergenze del territorio.
Il percorso che intendiamo proseguire in seguito all’iniziativa, nasce dalla convinzione che il Lazio meriti un progetto serio e condiviso. Un progetto che parli a chi lavora, a chi studia, a chi fa impresa, a chi si prende cura degli altri, ascoltando la parola più gridata dal nostro popolo: unità.
La destra ha fallito. I dati presentatici dai relatori tecnici ce lo hanno confermato con grande chiarezza. L’abbandono e la regressione delle aree interne, segnalataci dalla SVIMEZ, i dati Ifel sul PNRR e quelli della Fondazione Gimbe, secondo cui il 12% dei cittadini ha rinunciato alle cure (circa 700.000 persone). Dati che sono il risultato dell’immobilismo e dell’assenza di programmazione sulla sanità, sui trasporti e sullo sviluppo economico.
Davanti a questo quadro occorre mettere in campo un’alternativa seria, concreta, ampia e radicata sui territori, che rimetta al centro investimenti, sanità pubblica, sviluppo e riduzione delle disuguaglianze. Un’attenzione particolare va poi messa sulle province e le già citate aree interne, troppo spesso dimenticate e abbandonate a loro stesse. Come testimonia l’ultimo bilancio approvato lo scorso dicembre, caratterizzato da microspese senza alcuna visione, la destra ha portato e sta portando il Lazio verso nessuna direzione chiara. Da loro solo gestione del potere, delle poltrone e poca trasparenza. Questo non è più accettabile.


