“Occi-riente Yoga Katha”, incontro e performance a Viterbo

Da oltre dieci anni, l’associazione Ta Ki The Da opera sul territorio di Viterbo e a livello nazionale per promuovere lo yoga, la danza indiana kathak, la musica e le arti sceniche orientali, cercando di trovare sempre punti di incontro con la cultura occidentale. Con questo spirito sono in programma due appuntamenti per esplorare, avvicinarsi o approfondire lo yoga, nell’ambito del progetto “Occi-riente Yoga Katha”.

Il primo Γ¨ un seminario con Rosella Fanelli dal 3 al 5 settembre 2021 presso la struttura di Casale Ponte Sodo – Parco dell’Olmo in Strada Ponte Sodo a Viterbo. Un incontro teorico, pratico ed esperienziale con attivitΓ  per adulti e per bambini. La prenotazione Γ¨ obbligatoria entro le ore 12 del 2 settembre.

Quindi, sabato 11 settembre presso il chiostro della Chiesa di Santa Maria Nuova a Viterbo (Via Santa Maria Nuova) Γ¨ in programma la performance “Occi-riente Yoga Katha” sempre a cura di Rosella Fanelli. Il progetto Γ¨ realizzato con il patrocinio e il supporto del Comune di Viterbo, nell’ambito delle iniziative culturali e di spettacolo. Un ringraziamento particolare ad Angela Rosa Parsi e al Team di Casale Ponte Sodo per l’accoglienza per il secondo anno consecutivo dell’associazione Ta Ki The Da.

Oggi che lo yoga Γ¨ entrato a far parte della quotidianitΓ , cosΓ¬ come anche altre pratiche orientali, si intende promuovere e valorizzare questa sapienza nella sua essenzialitΓ  per il benessere e la ricerca di un equilibrio psicofisico. Dopo aver affrontato la pandemia, Γ¨ importante tornare a proporre un percorso che sia connesso alla bellezza in generale e all’equilibrio interiore. In questo progetto Rosella Fanelli cerca di dare una traccia storica delle origini, concentrandosi sul concetto essenziale della pratica yoga, quello di β€œunione”, sul mito creatosi intorno all’origine dello yoga. La formazione di Rosella Fanelli in questo ambito si basa sulla tradizione indiana Ashtanga con il maestro Gyanander, originario dell’Hariana, vissuto a New Delhi. La maestra ha seguito una pratica tradizionale che mira a trasmettere il messaggio di generazione in generazione, grazie a metodologie, rituali, e pratiche. Va da sΓ© che, nel passaggio dello yoga dall’oriente all’occidente, le pratiche possano subire modifiche, cosΓ¬ come i contenuti, divenendo piΓΉ inerenti al contesto e alle narrazioni dominanti. Anche le traduzioni dei testi sanscriti, in questa transizione, hanno determinato a formare un concetto di β€œyoga moderno” che appare piΓΉ come un costrutto culturale, frutto di una conoscenza condivisa in un particolare periodo storico.

In conclusione il progetto “Occi-riente Yoga Katha”, Γ¨ un umile tentativo di divulgare, raccontando dal sanscrito Katha, la pratica yoga, nel massimo rispetto di accoglienza sincretica e nella quasi impossibilitΓ  di tracciare definizione di un fenomeno cosΓ¬ complesso, spesso frutto di stereotipi sull’India e l’Oriente che creano false illusioni riguardo una realtΓ  che andrebbe conosciuta un po’ piΓΉ profondamente. E come insegna Vivekananda, che Γ¨ stato un mistico indiano: β€œTutte le vie spirituali hanno uguale valore e dignitΓ , gli elementi che le distinguono non le rendono reciprocamente contraddittorie, quanto piuttosto complementari. Ognuna di esse traccia una specifica traiettoria nel viaggio di comprensione dell’Uno”. Ed Γ¨ questa l’essenza che la cultura yoga deve trasmettere: superare il dualismo, la discriminazione in ogni sua forma, aspetti molto in voga nel tempo in cui viviamo. Yoga come apertura e comprensione delle diversitΓ , pratica benefica per la salute psico-fisica dell’essere umano. Yoga come superamento-accoglienza della paura in ogni sua forma.

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