RenderΓ piΓΉ facile la richiesta di credito
Il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni ha chiarito che le risorse del Recovery Fund arriveranno solo a primavera inoltrata.
Ricorrere ai prestiti destinati ai costi della sanitΓ (concessi a tassi vicino allo zero) potrebbe diventare una necessitΓ . Ma resta la contrarietΓ del M5S
Il possibile ricorso alla nuova linea di credito del Mes, che per noi vale 36 miliardi, collocato finora in fondo alle possibili decisioni del governo per la persistente contrarietΓ dei Cinque Stelle, potrebbe tornare in primo piano da qui alla fine dellβanno. Un percorso che si annuncia comunque accidentato, ma lβevidenza dei numeri potrebbe renderlo meno scivoloso,Β come lascia intendere il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quando dopo aver chiarito che sul tema ha una βposizione laicaβ, osserva: Β«Se serviranno risorse aggiuntive rispetto a quelle preventivate, lo valuteremo tutti insieme e andremo in ParlamentoΒ».
Il nodo delle risorse
Fino a qualche giorno fa, e prima che il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni chiarisse nella sua audizione in Parlamento del 1Β° settembre scorso che le risorse del Recovery Fund arriveranno a primavera inoltrata, vi era lβaspettativa allβinterno della maggioranza e del Governo che si potesse ottenere una sorta di βanticipoβ in tempi brevi. In realtΓ il 10% delle risorse assegnate al nostro Paese, pari a circa 20 miliardi, potrΓ confluire nella legge di Bilancio ma lβeffettiva finalizzazione delle risorse relative ai programmi contenuti nel Recovery Plan nazionale potrΓ avvenire solo quando vi sarΓ stato il via libera della Commissione europea e del Consiglio Ue.
Un tabΓΉ politico
Da gennaio ad aprile-maggio, dunque. Tempi non brevi. Ecco allora che a fronte della possibile impennata dei contagi che gli esperti mettono in conto da qui alla fine dellβanno e soprattutto dei pesanti costi sociali ed economici della pandemia con cui stiamo facendo i conti, potenziare il sistema sanitario con risorse disponibili pressochΓ© nell’immediato diverrebbe non unβopzione ma una necessitΓ . Altrimenti occorrerebbe ricorrere al finanziamento in deficit che agli attuali tassi risulterebbe decisamente piΓΉ oneroso rispetto alla linea di credito del Mes. Prestiti destinati al finanziamento dei costi βdiretti e indirettiβ della sanitΓ , che verrebbero concessi a tassi molto piΓΉ contenuti, vicino allo zero. Il problema perΓ² non pare essere quello del βcostoβ del Mes, quanto il superamento di un tabΓΉ dai risvolti prettamente politici eretto dal M5S, una sorta di battaglia identitaria al pari del taglio del numero dei parlamentari.
I numeri in Parlamento
Qualora il Governo – come lascia intendere Conte – decidesse di accelerare coinvolgendo il Parlamento per ottenere il via libera alla richiesta dei fondi del Mes attribuiti allβItalia, vi sarebbero i numeri per farla passare? La questione riguarda sia i numeri che le conseguenze politiche di eventuali sostegni che dovessero arrivare da Forza Italia, unica formazione politica dellβopposizione favorevole allβattivazione della nuova linea di credito. Se dalla maggioranza pare garantito il sostegno del Pd, di Italia Viva e di Leu (pur con qualche distinguo) Γ¨ del tutto evidente che la proposta non passerebbe senza i voti del M5S, che resta pur sempre la formazione politica che ha ottenuto i maggiori consensi nelle elezioni politiche del 2018. Anche un eventuale soccorso di deputati e senatori pentastellati, che si esprimessero in modo difforme dalle indicazioni del vertice comporterebbe rischi per la tenuta del Governo, al pari del βsoccorsoβ di Forza Italia.
Al momento, tutto Γ¨ congelato fino al prossimo, imminente appuntamento elettorale del 20 e 21 settembre. OccorrerΓ verificare se vi saranno contraccolpi sulla tenuta del Governo, se si darΓ vita a un possibile rimpasto, e poi se vi sarΓ e in che misura l’atteso βrimbalzoβ del Pil nella seconda metΓ dellβanno, dopo il -12,8% del secondo trimestre. Subito dopo, ma solo se il risultato del voto regionale e del referendum confermativo della modifica costituzionale sul taglio dei parlamentari non produrrΓ scossoni significativi sul fronte della tenuta del Governo, si potrΓ verificare se sussistono le condizioni politiche per rimettere in campo il dossier del Mes.
Lavori in corso
Il tutto mentre si avvierΓ nel prossimo Eurogruppo informale di Berlino lβistruttoria che dovrebbe condurre a quella revisione del dispositivo originario del Meccanismo europeo di stabilitΓ che era giΓ stata avviata prima dellβesplodere della pandemia, con annesso il tema che la presidenza dellβEurogruppo, ora retta dallβirlandese Paschal Donohoe, definisce un Β«malintesoΒ»: la supposta automaticitΓ del ricorso a una ristrutturazione del debito nel caso in cui uno Stato ricorra all’intervento finanziario del Mes. Molti aspetti sono da definire, anche in relazione alla funzione di backstop del βSalva-Statiβ rispetto al fondo di risoluzione unico dellβUnione bancaria. In questo caso si parla evidentemente di mettere mano al meccanismo originario del Fondo salva-Stati, mentre la nuova linea di credito viaggia su un altro binario e non prevede alcuna condizionalitΓ , se non quella appunto di utilizzare le relative risorse per la sanitΓ .
I possibili βalleatiβ
Γ chiaro che se fosse solo lβItalia a chiedere il sostegno del βMes sanitarioβ, potrebbero rafforzarsi i timori di quanti paventano il cosiddetto βeffetto stigmaβ sui mercati (che al momento per la veritΓ non pare affatto sussistere). Se tuttavia a ricorrere alla nuova linea di credito fosse un insieme di paesi (quelli mediterranei ad esempio e la Spagna con lβimpennata dei contagi in effetti pare nuovamente in prima linea), questo potrebbe essere un argomento a favore del Governo, magari rafforzato da una nuova presa di posizione della Commissione Ue che ribadisca (peraltro lo ha giΓ fatto, ma in questo caso repetita iuvant) lβassoluta assenza di condizioni aggiuntive, sotto forma di possibili richieste di successivi interventi a suon di tagli alle spese sociali o drastiche cure di rientro dal debito) per i paesi che ne facciano richiesta. Se non vi fossero alleati, almeno in prima battuta, il Governo potrebbe mostrare il coraggio politico di agire in qualche modo da apripista, magari sostenuto dalla presidenza di turno tedesca dellβUnione e da un alleato di peso come la Francia.
I conti
Con lβattivazione dei 27,4 miliardi del Fondo Sure (il programma di aiuti previsto dalla Commissione Ue per attenuare i rischi di disoccupazione causati dalla pandemia), lβItalia risparmierΓ 5,5 miliardi in spesa per interessi nellβarco di 15 anni. Risparmi che andrebbero ad aggiungersi ai 5 miliardi in meno in 10 anni garantiti dallβeventuale ricorso al βMes pandemicoβ. Per la Banca d’Italia si consentirebbe in tal modo di Β«sottrarre le necessitΓ dei finanziamenti del Tesoro ai capricci di mercatoΒ». Quanto al Recovery Fund, la stima dei tecnici di Via Nazionale Γ¨ che i 120 miliardi che verranno concessi al nostro paese sotto forma di prestiti (il resto Γ¨ composto da sovvenzioni) potranno comportare agli attuali tassi una spesa per interessi inferiore di circa 1,3 miliardi lβanno, rispetto a quella che sarebbe necessario mettere in campo ad oggi considerato che il rendimento di BTp decennali Γ¨ attualmente pari a poco piΓΉ dellβ1 per cento.
(Il Sole24Ore)


