La protesta dei taxi contro il decreto Asset

Si รจ svolta il 10 ottobre la manifestazione da parte dei tassisti che hanno scioperato a seguito del decreto Asset, approvato il 5 ottobre, e che รจ arrivata fino alla sede del ministero dei Trasporti. A protestare, nel pomeriggio nella capitale come in diverse cittร  italiane, erano i tassisti aderenti ai sindacati di base Usb, Orsa e Fast-Confsal, contrari alla riforma che stabilisce un aumento del 20% delle licenze taxi nelle cittร  metropolitane. Secondo i rappresentanti delle sigle sindacali, “inopportunoโ€ รจ la definizione piรน elegante per un decreto capace, a loro dire, “di abrogare ogni norma che prevede una programmazione territoriale”. Il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha definito la mobilitazione come “poco comprensibile”, aggiungendo che lo sciopero proclamato รจ una protesta tardiva, in quanto la riforma รจ in vigore, di fatto, giร  da qualche mese. ยซLโ€™abbiamo presentata ai tassisti, ai titolari di NCC (noleggio con conducente) e a tutti gli altri attori del settore. Pieno rispetto, come sempre, per chiunque abbia scioperato e, ovviamente, per i numerosissimi operatori taxi che hanno garantito il servizioยป.

Una manifestazione purtroppo poco riuscita alla quale hanno preso parte solo qualche centinaio di persone in tutto, in una giornata di disagi per i cittadini, giร  provati dopo lo sciopero del trasporto pubblico di lunedรฌ di autobus e metro. Si sono cosรฌ fermati per 24 ore anche i tassisti per manifestare appunto contro un decreto, approvato in via definitiva la scorsa settimana, che introduce la possibilitร  per i sindaci di comuni capoluogo di regione, sede di cittร  metropolitana o di aeroporto di aumentare le licenze rispetto a quelle giร  rilasciate. Il tutto attraverso un concorso straordinario e con procedure molto piรน snelle.

Claudia Reale
Redattrice Lโ€™agone

 

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