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Maratona Bullismo 2026, Pieretti: “Città metropolitana in squadra con l’Osservatorio: lo sport come linguaggio educativo potente”

Comunicato stampa

Si è tenuta, dal 20 al 21 maggio a Roma, la seconda edizione della Maratona Bullismo, un evento promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, realizzato in collaborazione con Adnkronos.
Una due giorni intensa, aperta a scuole e cittadinanza, che ha animato Piazza Mastai (Trastevere) di iniziative di diverso tipo, dal confronto dei giovani con i campioni dello sport, a performance, intrattenimento, talk e panel tematici con rappresentanti istituzionali, università, media e terzo settore per affrontare da vicino – e con il diretto coinvolgimento di ragazze, ragazzi e famiglie – i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile, con l’obiettivo di trasformare il disagio in energia positiva e i giovani in veri “Campioni di Vita”.
Per due giorni, quindi, Piazza Mastai è stata la “Piazza del Rispetto”: un grande spazio pubblico dedicato alla conoscenza del fenomeno e ai temi della prevenzione, dell’inclusione, del rispetto delle regole, della gestione delle emozioni, del coraggio e della responsabilità.
Come rappresentante istituzionale, oltreché in veste di atleta, ha partecipato la Consigliera delegata di Città metropolitana di Roma Alessia Pieretti, che il 21 maggio alle 11.30, presso il Palazzo dell’Informazione, è intervenuta al panel su “Media, linguaggio e percezione”, dedicato all’analisi di come i media influenzano la percezione del fenomeno tra i giovani e nell’opinione pubblica, tra responsabilità narrativa, campagne di sensibilizzazione e uso positivo dei contenuti digitali.
“Bullismo, isolamento, fragilità emotiva, cyberbullismo e disagio adolescenziale non sono e non possono essere affrontati esclusivamente come drammi personali: la scuola, i media, la famiglia, le istituzioni hanno ciascuno la propria parte nel creare una rete stabile e sicura in cui, chi ha a che fare con tali difficoltà, possa ascoltare, orientare e tutelare non solo le vittime, ma anche gli aggressori. E già queste categorie, nella narrazione che si fa del fenomeno, non dovrebbero esistere.  La delicatezza dell’età adolescenziale, ma anche delle precedenti fasi di crescita nei ragazzi e nelle ragazze, sempre più esposti e poco “protetti” da contenuti di ogni tipo, richiede massima capacità di risposta, dove il primo imprescindibile passo è l’intercettazione di un bisogno e la giusta capacità comunicativa di fronte ad esso. In questo, lo sport, filo conduttore della manifestazione, oltreché collante sociale al pari di scuola, famiglia e istituzioni del territorio, diventa non solo metafora, azione positiva e antidoto al disagio, ma anche linguaggio educativo e formativo potente, capace di trasformare l’aggressività in risorsa, la disciplina in controllo delle emozioni, il lavoro di squadra come inclusione e condivisione degli obiettivi, dove si acquisisce rispetto di sé e dell’altro e dove le regole non sono gabbie, ma parte del gioco.
Città metropolitana “fa squadra” con l’Osservatorio da tempo: nei giorni scorsi si è tenuta la festa finale del progetto finanziato dal nostro ente relativo alle “Blue Box”; progetto che ha portato questi dispositivi di primo ascolto – realizzati dalla Dedem Spa e installati all’interno delle cabine per fototessera – nei comuni di Monterotondo, Mazzano Romano, Velletri e Zagarolo, accanto a incontri tra i più giovani ed esperti e sportivi sul tema del rispetto e dell’ascolto, volti a contrastare il fenomeno del Bullismo e del Cyberbullismo. Con la nostra convinta partecipazione a questa iniziativa, ribadiamo l’impegno di Città Metropolitana e del Sindaco Gualtieri a essere parte attiva del lavoro collettivo sulla prevenzione e il contrasto a questo fenomeno”.
Così Alessia Pieretti, consigliera delegata Città metropolitana di Roma Capitale.
BIO ALESSIA PIERETTI
Alessia Pieretti, classe 76, è un’ex atleta della Nazionale Italiana di Pentathlon Moderno, disciplina nella quale ha gareggiato dal 1994 al 2011, conquistando importanti risultati internazionali, tra cui la vittoria della Finale di Coppa del Mondo nel 2006 e la qualificazione ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Nel corso della carriera sportiva ha ottenuto cinque medaglie ai Campionati del Mondo e quattro ai Campionati Europei, ricevendo inoltre il Premio Internazionale Cartagine 2009 e il Premio Donna Sport Panathlon Roma 2020.
Laureata in Sociologia e in Scienze Motorie presso “La Sapienza” e l’Università Foro Italico di Roma, è allenatrice di IV livello europeo ed esperta preparatrice fisica qualificata CONI. Ha ricoperto incarichi istituzionali nel mondo sportivo come Consigliere Federale FIPM e Vicepresidente CONI Lazio.
Ha intrapreso il percorso amministrativo nel Comune di Monterotondo come Assessore allo Sport, Volontariato, Pari Opportunità e Diritti. Dal 2019 è Consigliere Comunale e dal 2022 Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale con deleghe a Sviluppo Economico, Innovazione Tecnologica, Transizione Digitale, Energia e Turismo.
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Spostamento Poliambulatorio ASL RM 4 di Civitavecchia

Comunicato stampa

A partire da lunedì 25 maggio, il Poliambulatorio di Civitavecchia sito a Via Etruria resterà chiuso e tutti i servizi destinati al pubblico saranno trasferiti e regolarmente attivi presso la nuova sede di Viale Lazio.

Sandra Germogli Italia dei Diritti De Pierro denuncia campagna elettorale scorretta ad Anguillara Sabazia

Comunicato stampa


La candidata sindaca del movimento Italia dei Diritti De Pierro lamenta affissione di manifesti di propaganda elettorale affissi fuori dagli spazi di pertinenza da parte del candidato sindaco Pizzigallo ” Sono stati coperti i miei manifesti che erano stati correttamente affissi negli appositi spazi a noi destinati, è così che Pizzigallo rispetta le regole”?

Roma 21 maggio 2026: Siamo agli sgoccioli di questa campagna elettorale che porterà gli elettori alle urne il 24 e 25 maggio per il rinnovo del consiglio comunale di Anguillara Sabazia, ultimi giorni che si preannunciano infuocati a causa di scorrettezze afferenti la campagna elettorale come denuncia la candidata sindaca del movimento Italia dei Diritti De Pierro Sandra Germogli:” Durante questa campagna elettorale tanto io quanto i candidati consiglieri del movimento Italia dei Diritti De Pierro presenti nella lista, abbiamo cercato di portare avanti la nostra campagna elettorale senza sconfinare nelle gratuite e becere accuse o menzogne e soprattutto nel rispetto delle norme previste; purtroppo devo constatare che non per tutti è stato così.

Mi riferisco al sindaco uscente Pizzigallo che nelle plance elettorali installate in via Santo Stefano ha affisso o comunque i suoi collaboratori hanno affisso, i manifesti a mezza figura con i simboli dei partiti che lo appoggiano negli spazi destinati alla mia persona e alla lista del movimento Italia dei Diritti De Pierro che rappresento in queste elezioni come candidata sindaca. Questo episodio mi lascia sconcertata – prosegue la Germogli – perché un sindaco dovrebbe farle rispettare le regole nel comune che amministra e non infrangerle come è stato fatto. E’ così che intende amministrare Anguillara Sabazia?

E’ così che farà rispettare le norme di un’amministrazione legalitaria e virtuosa? Naturalmente non lascerò certo correre questa mancanza di rispetto verso le regole e verso la mia persona e il movimento tutto, riservandomi di esporre quanto si è verificato presso la Procura della Repubblica in modo che accerti se c’è stata una violazione delle norme che regolano la campagna elettorale e in caso, disporre le giuste sanzioni.

Mi auguro che gli elettori domenica e lunedì prossimi sappiano, come credo, scegliere tra chi ha portato avanti una campagna elettorale all’insegna del rispetto delle regole, e chi invece – conclude la Germogli – con arroganza non ne ha tenuto conto”.
Ufficio stampa Italia dei Diritti De Pierro

TERZO SETTORE: COMUNE CERVETERI APPROVI CON URGENZA CONSORZIO SOCIALE

Comunicato stampa

“Da politica solo rimpallo responsabilità, centinaia di famiglie non possono più aspettare”
Cerveteri, 21 mag. – “L’amministrazione comunale di Cerveteri si svegli e prenda atto dell’urgenza di approvare l’avvio del Consorzio Sociale dell’Etruria Meridionale, come già fatto dal Comune di Ladispoli, ormai più di 5 mesi fa. Il Consorzio, infatti, cambierebbe radicalmente la gestione delle politiche sociali del nostro comprensorio, con una programmazione più efficace, azioni più veloci, risorse dedicate e una maggiore attrazione di fondi regionali.  Non comprendiamo quali ostacoli ancora ci possano essere: ieri pomeriggio, nell’aula consiliare del Granarone, abbiamo assistito a un dibattito imbarazzante, in cui di fronte al grido di allarme lanciato da tutte le associazioni del volontariato e del Terzo Settore sull’urgenza di un cambio di passo, la politica, anziché essere solidale, ha risposto con argomentazioni inconsistenti e il consueto gioco del rimpallo di responsabilità.  Basta! Siamo stanchi: centinaia di famiglie alle prese con disabilità, non autosufficienza, minori fragili, povertà, aspettano un aiuto concreto!”. Lo dichiarano in una nota le associazioni Piccolo Fiore APS/Ets,Nuove Frontiere APS/Ets, Animo, Libera/Presidio Cerveteri e Ladispoli, Centro Solidarietà Cerveteri, UDI (Unione Donne in Italia) Gruppo Nilde Iotti, Scuolambiente Odv/Ets, Volontari Ospedalieri (AVO) Cerveteri e Volontari Ospedalieri (AVO) Ladispoli, Auser Civitavecchia Gruppo Cerveteri. Queste associazioni martedì pomeriggio erano presenti nell’Aula consiliare del Granarone ai lavori del Consiglio Comunale aperto di Cerveteri, e sono firmatarie di una nota di sollecito all’approvazione, letta a nome di tutti da Silvia Leuzzi.
“La politica non può rimanere insensibile: ci appelliamo al senso di responsabilità affinché anche a Cerveteri si vada alla votazione dello Statuto di costituzione approvato a Ladispoli al più presto possibile. Se ci sono miglioramenti da fare, si possono fare strada facendo. L’importante è muoversi in tempi veloci, perché il Consorzio può avere accesso a importanti contributi regionali “una tantum” per la sua costituzione, ma soprattutto per altri progetti e servizi sociali indispensabili per le persone più fragili”, conclude la nota.
Piccolo Fiore APS/Ets,Nuove Frontiere APS/Ets, Animo, Libera/Presidio Cerveteri e Ladispoli, Centro Solidarietà Cerveteri, UDI (Unione Donne in Italia) Gruppo Nilde Iotti, Scuolambiente Odv/Ets, Volontari Ospedalieri (AVO) Cerveteri e Volontari Ospedalieri (AVO) Ladispoli, Auser Civitavecchia Gruppo Cerveteri

Ladispoli, Marina Cozzi: “La memoria di una città vive attraverso la sua cultura”

Comunicato stampa

Passato e Futuro APS promuove sabato 23 maggio alla Biblioteca Comunale “Peppino Impastato” un incontro dedicato a Roma città aperta e al legame tra Roberto Rossellini e la città

 di Marco Di Marzio

Passato e Futuro APS, associazione di promozione sociale attiva da anni sul territorio di Ladispoli, continua il proprio percorso di valorizzazione culturale e sostegno alla comunità con un nuovo appuntamento dedicato alla memoria storica e cinematografica della città. Sabato 23 maggio 2026, alle ore 16.30, presso la Biblioteca Comunale Peppino Impastato, si svolgerà infatti l’incontro pubblico dal titolo “La Roma di Roma città aperta. Ladispoli e Rossellini, tra storia e memoria”, promosso dall’associazione con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul profondo legame tra Roberto Rossellini e il territorio ladispolano.

Nel corso degli anni, Passato e Futuro APS ha affiancato numerose realtà cittadine attraverso iniziative sociali e culturali concrete: dalla donazione di strumenti musicali agli istituti scolastici del territorio al sostegno di associazioni locali, passando per interventi a favore delle scuole e di strutture di servizio pubblico. Un’attività che l’associazione porta avanti nella convinzione che cultura, partecipazione e attenzione al territorio rappresentino strumenti fondamentali per rafforzare il senso di comunità.

“Crediamo fortemente — spiega la presidente Marina Cozzi — che la cultura debba essere vissuta come occasione di crescita collettiva e di riscoperta delle nostre radici. In questi anni abbiamo cercato di essere presenti nella vita cittadina non soltanto attraverso iniziative culturali, ma anche con interventi concreti a sostegno delle scuole, delle associazioni e delle realtà sociali del territorio. Questo evento dedicato a Rossellini nasce proprio da questa sensibilità: valorizzare una pagina importante della storia di Ladispoli e restituirla alla città”.

L’appuntamento del 23 maggio ruoterà attorno al capolavoro del Neorealismo Roma città aperta e al volume La Roma di Roma città aperta, scritto da Flaminio Di Biagi, docente di cinema alla Loyola University di Chicago, che sarà presente all’incontro insieme allo storico del cinema Claudio Siniscalchi e al critico cinematografico Michele Castiello. Apriranno l’evento l’assessore alla Cultura Margherita Frappa, la presidente dell’associazione Marina Cozzi e Crescenzo Paliotta, autore del volume Ladispoli e i Luoghi del Cinema. A moderare il dibattito sarà il giornalista Marco Di Marzio.

L’iniziativa intende approfondire non soltanto il valore artistico e storico del film, ma anche il rapporto speciale che Rossellini ebbe con Ladispoli. Fu proprio nella cittadina tirrenica, infatti, che il regista iniziò parte della propria esperienza cinematografica nel villino appartenuto al nonno Zeffiro Rossellini, in via Duca degli Abruzzi. Sempre a Ladispoli, il 21 agosto 1945, venne organizzata una delle prime presentazioni pubbliche del film dopo la guerra, a testimonianza di un legame rimasto nel tempo nella memoria culturale della città.

“Spesso — conclude Marina Cozzi — conosciamo i grandi nomi del cinema senza sapere quanto abbiano incrociato la storia delle nostre città. Rossellini rappresenta una parte importante della memoria culturale italiana e il fatto che Ladispoli abbia avuto un ruolo nel suo percorso umano e artistico è qualcosa che merita di essere raccontato e condiviso. Sarà un pomeriggio di riflessione, memoria e confronto aperto a tutti”.

L’ingresso all’evento sarà libero fino a esaurimento posti.

 

PERCHE’ LA MUSICA FA BENE AI GIOVANI. I BENEFICI DELLA MUSICOTERAPIA SPIEGATI DA ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETA’ PSICOANALITICA ITALIANA

di Marialuisa Roscino

 La musica tocca corde profonde, soprattutto durante l’adolescenza e la giovinezza, un periodo della vita, caratterizzato da profonde trasformazioni fisiche, psicologiche e sociali. Per i giovani, la musica, non è solo intrattenimento, ma un vero e proprio strumento di regolazione emotiva, una bussola identitaria e, in molti casi, una terapia quotidiana.

“I motivi principali per cui la musica ha questo straordinario valore terapeutico – spiega la psicoanalista e psichiatra Adelia Lucattini,  Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana – si sviluppano, su tutti i livelli di sviluppo (bio-psico-sociale) integrati e interagenti tra loro”.

“Dove le parole non arrivano, si inceppano o diventano un ostacolo alla comunicazione – avverte Lucattini – nel silenzio comunicativo o nel caos emozionale, la musica rappresenta un canale privilegiato, il fil rouge che unisce giovani di ogni generazione. Attraverso le cuffie costantemente collegate agli smartphone, non c’è solo intrattenimento, ma la ricerca di un baricentro. La musica si rivela così un potentissimo “regolatore emotivo” spontaneo, capace di dare forma alla rabbia, espressone alla tristezza e voce ai conflitti interiori che i ragazzi non sanno o non possono verbalizzare”. Ma come può una melodia trasformarsi in uno strumento di cura e in che modo, la musicoterapia, oggi, si inserisce nei percorsi clinici e multidisciplinari di supporto psicologico per i più giovani? Vediamolo insieme ad Adelia Lucattini in questa intervista.

 Dott.ssa Lucattini, per gli adolescenti l’ascolto della musica è quasi una costante quotidiana. Prima ancora di diventare un percorso clinico guidato, in che modo l’uso spontaneo che i ragazzi fanno della musica rappresenta una forma di autoregolazione emotiva profonda e di auto-cura?

 Nell’adolescenza la musica ha un valore particolare, perché accompagna una delle trasformazioni profonde della vita: il passaggio dall’identità infantile a un’identità più autonoma, personale e sociale. Se nel bambino piccolo la musica è soprattutto ritmo, voce, corpo, ninna nanna, presenza materna e “involucro sonoro”, nell’adolescente diventa anche scelta, appartenenza, linguaggio emotivo e ricerca di sé.

Il riferimento ad Anzieu è molto importante: l’“involucro sonoro” nasce precocemente nella relazione madre-bambino, ma in adolescenza viene in qualche modo rielaborato. L’adolescente ha bisogno di separarsi dai genitori, ma anche di costruire nuovi contenitori psichici. La musica può diventare proprio questo: un nuovo involucro, non più soltanto familiare, ma personale e gruppale. La playlist, il concerto, la band, il genere musicale preferito, la canzone ascoltata in cuffia, diventano luoghi simbolici in cui il ragazzo può riconoscersi, consolarsi, differenziarsi, pensare.

Gli studi sulla musica e lo sviluppo mostrano che il coinvolgimento musicale attivo – suonare, cantare, comporre, improvvisare – favorisce funzioni intellettive ed emotive importanti. Alcuni studi statunitensi condotti nelle high school hanno evidenziato che due anni di lezioni musicali di gruppo migliorano la codifica neurale del linguaggio e la maturazione dei processi uditivi, con effetti collegati anche all’attenzione, alla lettura e all’apprendimento. Non è quindi solo “ascoltare musica”: è fare esperienza attiva del suono, del ritmo, della coordinazione, dell’attesa, dell’ascolto dell’altro.

Nelle scuole superiori anglosassoni, la partecipazione a cori, orchestre e gruppi musicali è considerata come esperienza di crescita socio-emotiva che favorisce l’apprendimento delle materie curriculari. La musica di gruppo sostiene competenze come cooperazione, perseveranza, autoregolazione, senso di appartenenza, fiducia in sé e capacità di stare dentro una relazione senza perdere la propria voce. Anche studi su studenti universitari mostrano che la partecipazione agli ensemble musicali, basta pensare alle fanfare delle università francesi, può favorire bisogni psicologici fondamentali come relazione, competenza e autonomia (Contributions to Music Education, 2023),

Negli ultimi anni, anche all’interno di contesti terapeutici, si utilizza molto la scrittura di testi o la creazione di playlist condivise. Qual è il valore psicologico, in termini di identità e autostima, nel vedere la propria sofferenza o la propria rabbia “oggettivata” e trasformata in una canzone, prendendo in qualche modo le distanze dal proprio dolore?

La correlazione tra musica e cervello in adolescenza è oggi molto studiata, perché proprio durante questa fase della vita è estremamente plastico, emotivamente sensibile e ancora in piena maturazione. La musica non coinvolge una sola area cerebrale, ma attiva contemporaneamente funzioni mentali, la psiche, “circuiti” emotivi, cognitivi, motori e relazionali: memoria, attenzione, linguaggio, immaginazione, vitalità e valorizzazione dell’esperienza.

Lo psicoanalista Theodor Reik aveva intuito molto precocemente che la dimensione uditiva è profondamente legata ai processi inconsci e affettivi. In adolescenza questo aspetto diventa ancora più evidente: i ragazzi spesso usano la musica come un linguaggio emotivo alternativo, capace di esprimere ciò che non riescono ancora a dire apertamente. Molte emozioni adolescenziali (rabbia, malinconia, senso di esclusione, desiderio amoroso, bisogno di appartenenza) trovano nella musica una forma di rappresentazione e contenitore.

Dal punto di vista neuropsicologico, ascoltare o scrivere musica e poi metterla in pratica stimola il rilascio di dopamina e coinvolge i circuiti cerebrali del piacere e della motivazione. Per questo la musica può favorire sentimenti positivi, aumentare il senso di vitalità e aiutare gli adolescenti a modulare stati emotivi intensi o instabili. Ma non si tratta solo di “sentirsi meglio”, la musica aiuta anche a costruire identità. L’adolescente sceglie musiche che “lo rappresentano”, che raccontano qualcosa di sé, del gruppo a cui sente di appartenere o della persona che desidera diventare (Journal of Creativity in Mental Health, 2026).

 Uno dei più grandi ostacoli con i pazienti adolescenti, come mi spiegava poco fa, è proprio quello di abbattere il silenzio o la difficoltà a verbalizzare il proprio malessere, secondo il Suo parere, la musicoterapia, sia essa l’ascolto guidato o l’improvvisazione attiva riesce a superare queste resistenze e a fare emergere vissuti traumatici o conflitti profondi che altrimenti, rimarrebbero inespressi? E come è possibile, secondo Lei,  che la musica possa stimolare l’intelligenza dell’adolescente?

 La musica può stimolare profondamente l’intelligenza dell’adolescente perché coinvolge contemporaneamente emozioni, pensiero, memoria, immaginazione e capacità relazionali. Le neuroscienze in accordo con la psicoanalisi, mostrano che l’esperienza musicale attiva molte aree cerebrali insieme e favorisce l’integrazione tra mondo emotivo e cognitivo. Studi recenti confermano inoltre che la musica sostiene la regolazione emotiva, la resilienza psicologica e la capacità di mentalizzazione, aspetti centrali proprio durante l’adolescenza.

Numerosi autori hanno evidenziato come la musica comunichi direttamente con il mondo affettivo e inconscio attraverso il ritmo e il suono. In adolescenza questo aspetto è particolarmente importante, perché il ragazzo vive emozioni intense e spesso difficili da verbalizzare. La musica diventa allora una forma di pensiero emotivo: permette di contenere stati interni confusi, dare forma alle emozioni e trasformare l’impulsività in esperienza rappresentabile.

Philippe Gutton ha mostrato come l’adolescenza sia il tempo della “pubertà psichica”, cioè di una profonda riorganizzazione interna. In questa fase la musica può aiutare il ragazzo a costruire continuità tra corpo, emozioni e pensiero, accompagnando il delicato lavoro di costruzione dell’identità. L’importanza dell’esperienza estetica nella crescita mentale, la musica, come altre esperienze artistiche, favorisce la capacità di pensare, immaginare e tollerare la complessità emotiva. Attraverso il suono e il ritmo, l’adolescente può avvicinare aspetti profondi di sé senza sentirsi troppo esposto o minacciato dalla parola diretta. L’“involucro sonoro” come di una prima struttura psichica fondata sulla voce, sui suoni e sulla musicalità della relazione. In adolescenza questo involucro viene in parte ricostruito attraverso le musiche amate, le canzoni ascoltate ripetutamente, le esperienze musicali condivise, che diventano contenitori emotivi e strumenti di identificazione.

Le ricerche più recenti confermano che la musica attiva anche i sistemi neuropsicologici collegati alla regolazione interna, alla memoria autobiografica e al senso di identità personale. Inoltre, gli interventi di musicoterapia negli adolescenti possono ridurre ansia, isolamento emotivo e sintomi depressivi, migliorando la capacità di esprimere e comprendere i propri stati interni. La musica, quindi, non stimola soltanto abilità artistiche, ma sostiene la crescita mentale dell’adolescente, la creatività e la trasformazione delle emozioni in pensieri condivisibili (Frontiers in Child and Adolescent Psychiatry, 2026).

Che tipo di Musica, a Suo avviso, è adatta agli adolescenti?

Tutti gli studi affermano che non esistano generi musicali “giusti” o “sbagliati” per gli adolescenti. La musica più importante è quella che il ragazzo sente come propria, quella che gli permette di riconoscersi, emozionarsi, pensare e sentirsi vivo. In adolescenza la musica è profondamente legata alla costruzione dell’identità e alla regolazione emotiva, ogni ragazzo sceglie sonorità che parlano del suo mondo interno, delle sue emozioni, del gruppo a cui sente di appartenere o della persona che desidera diventare.

Una ricerca dell’Universidad Autónoma de Madrid, dimostrano infatti che non è tanto il genere musicale in sé a essere terapeutico o dannoso, quanto il modo in cui la musica viene vissuta, sia in solitudine che in compagnia. La ricerca contemporanea evidenzia che la musica può aiutare gli adolescenti a regolare emozioni intense, ridurre ansia e solitudine e favorire processi di autoriflessione e costruzione dell’identità.

Dal punto di vista psicologico e psicoanalitico, la musica può essere considerata uno spazio privilegiato di trasformazione mentale. Sigmund Freud aveva già intuito che l’esperienza artistica permette di dare espressione simbolica a desideri, conflitti ed emozioni profonde che non riescono a trovare facilmente parole. In adolescenza questo processo è particolarmente importante, perché il ragazzo attraversa una fase di intensa turbolenza emotiva e identitaria.

La mente cresce attraverso la capacità di trasformare emozioni grezze e confuse in pensieri pensabili. Il ritmo, la melodia e la ripetizione permettono di organizzare ciò che inizialmente appare caotico o travolgente. Thomas Ogden sottolinea l’importanza degli spazi creativi e immaginativi nello sviluppo del Sé. Attraverso la musica l’adolescente può entrare in contatto con aspetti profondi della propria interiorità senza sentirsi immediatamente esposto al giudizio o costretto alla verbalizzazione diretta. La musica diventa così una forma di pensiero emotivo, un luogo psichico in cui il ragazzo può sentirsi esistere, immaginare sé stesso e costruire continuità tra corpo, emozioni e pensiero.

E’ fondamentale non solo ascoltare musica, ma viverla attivamente, praticarla, suonare, cantare, improvvisare, comporre. Quando l’adolescente vive la musica, sperimenta un processo creativo che rafforza identità, fiducia in sé e capacità relazionale. Fare musica significa trasformare emozioni interne in qualcosa di comunicabile, condiviso e pensabile, un’esperienza profondamente evolutiva per la mente adolescenziale.

Anche molti musicisti e artisti hanno raccontato questa funzione vitale della musica nell’adolescenza. David Bowie diceva della musica: “Per me la musica è il colore. Non il dipinto. La mia musica mi permette di dipingere me stesso”, mentre Ezio Bosso sottolineava che “la musica ci insegna la cosa più importante che esista, ascoltare”. Questo è centrale anche sul piano psicologico, attraverso la musica l’adolescente impara ad ascoltare sé stesso, le proprie emozioni e gli altri, a dipingere l’affresco della propria vita.

Quali consigli si sente di dare?

 – È importante ascoltare la musica, in quanto aiuta i ragazzi a comprendere meglio se stessi. La musica favorisce la regolazione emotiva e permette di dare forma a stati d’animo difficili da esprimere a parole;

-Suonare o cantare stimola mente e creatività. La pratica musicale migliora attenzione, memoria, concentrazione e capacità di espressione personale;

-Fare musica insieme riduce isolamento e solitudine. Band, fanfare, cori e gruppi musicali favoriscono relazioni, ascolto reciproco e senso di appartenenza;

-Favorisce un migliore rendimento scolastico e universitario. Disciplina, memoria, organizzazione mentale e capacità di concentrazione vengono rafforzate dalla pratica musicale;

-Aiuta a costruire identità e autostima. Attraverso la musica ci si può riconoscere nel proprio stato d’animo e nelle proprie emozioni e sentirsi in molti casi, più sicuri di se stessi;

-La passione musicale può diventare anche una professione. Musicista, cantante, produttore, insegnante o musicoterapeuta: la musica può trasformarsi in un percorso lavorativo e creativo;

-La musica aiuta sempre a combattere ansia e depressione. La musica e musicoterapia sostengono il benessere psicologico e la regolazione delle emozioni.

“Senza le api non ci sarebbe il nostro futuro”. Giornata mondiale delle Api

Dal profilo Facebook dell’Università Agraria di Canale Monterano

Senza di loro, non ci sarebbe il nostro futuro.
Oggi è la Giornata Mondiale delle Api, ma il rispetto per questi piccoli, immensi motori della biodiversità deve guidarci ogni singolo giorno.
Se scompare l’ape, scompare l’equilibrio della nostra terra.
Proteggere le api significa proteggere il nostro ambiente, la nostra agricoltura e le nostre tradizioni.
Grazie per quanto fate per noi associazione

CONSULTA ROMA. RIMOZIONE COMMISSIONE “ANTIFASCISMO”. STUDENTI INCONTRANO VALDITARA, STUDENTE CHIEDE TUTELA DELLA DEMOCRAZIA, MA IL MINISTRO SE NE VA.

Comunicato stampa

ROMA, [20/05/26] – Oggi una delegazione della Consulta degli Studenti di Roma ha incontrato il Ministro dell’Istruzione Valditara, per un confronto con il parlamentino degli studenti della capitale.

A poche ore dalla cancellazione della commissione “antifascismo”, Federico Rossi (membro del Consiglio di Presidenza) ha preparato una lettera per il Ministro dell’Istruzione. Una volta consegnata, però, il ministro lascia l’incontro per altri presunti impegni, dicendo che avrebbe risposto in un secondo momento.

«Non una semplice modifica formale, ma una precisa presa di posizione politica» emerge dalla lettera «A ciò si aggiunge una forte preoccupazione rispetto al mancato rispetto dei processi democratici interni alla Consulta, evitando la votazione dell’assemblea plenaria composta da tutti gli studenti rappresentanti.»

«La democrazia non è un aspetto accessorio che si può decidere di non applicare» spiega la Rete degli Studenti Medi. «Chiediamo alla DG Sabatini che, come previsto dalla normativa, l’USR svolga quel ruolo di garanzia dei processi democratici nelle consulte.»

UFFICIO STAMPA

TRANSIZIONE ENERGETICA, IL PD DI CIVITAVECCHIA: «DAL MINISTRO PICHETTO FRATIN NESSUNA RISPOSTA, SOPRATTUTTO AI LAVORATORI. SUI 52 PROGETTI SERVE TRASPARENZA, IL COMUNE NON PUÒ ESSERE SPETTATORE»

Comunicato stampa

“Riserva fredda, così come viene raccontata dal Ministro significa in realtà ospitare sul territorio un dinosauro spento, senza manutenzioni e senza prospettiva. Il Governo è in ritardo su tutta la linea: il territorio merita scelte, non rinvii” Il convegno di Unindustria al Molo Vespucci, atteso come un passaggio decisivo per il futuro energetico e industriale di Civitavecchia, si è chiuso lasciando tutto in bilico. Il ministro Pichetto Fratin è arrivato in città con grandi annunci e se n’è andato senza fornire risposte concrete, soprattutto a chi quelle risposte le chiedeva da mesi: i lavoratori Minosse e dell’indotto, che proprio davanti all’Autorità portuale hanno manifestato la loro legittima preoccupazione per il futuro occupazionale.

A loro non si replica con formule vaghe e impegni rinviati a un futuro indefinito. La “riserva fredda” così come la intende il ministro non è una strategia: è un alibi. Significa tenere in piedi impianto improduttivo, con manutenzioni di fatto inesistenti e una prospettiva industriale congelata, mantenendo il territorio nell’incertezza e i lavoratori nel limbo. Non è questa l’idea di transizione che Civitavecchia chiede da anni: non basta evocare la decarbonizzazione “salvo emergenze” per intestarsi una svolta che, ad oggi, sulla carta non c’è. Soprattutto, sulla reindustrializzazione si continua a navigare a vista. I progetti depositati per le aree di Civitavecchia sarebbero cinquantadue: un numero rilevante, che impone trasparenza e una valutazione politica seria. Anch’essi purtroppo scontano il fatto che i terreni attorno alla centrale sono tutt’ora indisponibili, conseguenza diretta della non scelta sul futuro della centrale e del territorio.

L’Amministrazione comunale deve poter vedere, esaminare e valutare quei progetti, perché è suo compito tutelare la cittadinanza da iniziative non in linea con uno sviluppo che — finalmente — coniughi salute e lavoro. Civitavecchia non può essere il terreno di sperimentazione di qualunque proposta calata dall’alto: il principio che salute e occupazione debbano camminare insieme è oggi una linea rossa non negoziabile. Il Governo è in ritardo su tutta la linea.

Mentre il ministro si dice pronto a partire “domani mattina” se i progetti arriveranno, sono mesi che il territorio attende un quadro di programmazione, risorse certe e tempi definiti. Il Partito Democratico di Civitavecchia sostiene con convinzione il lavoro del Sindaco Piendibene e dell’Amministrazione, e continuerà a stare al fianco dei lavoratori e dei sindacati. La transizione si fa con i territori, non sopra i territori: pretendiamo risposte, non altri convegni.

 

 

Partito Democratico — Circolo di Civitavecchia

Carta d’Identità Elettronica: sabato 23 maggio apertura straordinaria dell’Ufficio Anagrafe

Comunicato stampa

Il Comune di Civitavecchia informa la cittadinanza che sabato 23 maggio, dalle ore 8.30 alle ore 13.00, sarà prevista un’apertura straordinaria dell’Ufficio Anagrafe dedicata al rilascio e al rinnovo della Carta d’Identità Elettronica (CIE).
L’iniziativa nasce in vista della scadenza del 3 agosto 2026, termine oltre il quale le carte d’identità cartacee perderanno validità, indipendentemente dalla data riportata sul documento. La disposizione rientra nel processo di uniformazione dei documenti di identità degli Stati membri dell’Unione Europea ad una tipologia standard.
I cittadini residenti potranno quindi recarsi senza prenotazione presso l’Ufficio Anagrafe di Piazzale Santarelli snc, località Campo dell’Oro, per richiedere il rilascio o il rinnovo della Carta d’Identità Elettronica.
Per i cittadini minorenni sarà obbligatoria la presenza di entrambi i genitori.
Al fine di effettuare la procedura, sarà necessario presentarsi muniti di: Tessera Sanitaria, una fototessera recente, carta d’identità scaduta; il costo del rilascio è pari a €22,21, mentre il duplicato avrà un costo di €27,37, da corrispondere in contanti allo sportello.
Per qualsiasi informazione è possibile contattare i numeri: 0766.590505 – 0766.590509.
L’open day, già sperimentato con risultati positivi nelle precedenti occasioni, è stato organizzato per andare incontro alle esigenze dei cittadini che, anche per motivi lavorativi, incontrano difficoltà ad accedere al servizio negli ordinari orari di apertura.
L’Amministrazione comunale ringrazia il personale dei Servizi Demografici per la disponibilità e per la collaborazione che hanno reso possibile questa ulteriore giornata straordinaria dedicata alla cittadinanza.