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Il cordoglio di Città Metropolitana per la scomparsa di Carlo Petrini

Comunicato stampa

“Le nostre più sentite condoglianze, a nome mio e della Città metropolitana, all’Associazione Slow Food per la perdita del loro caro fondatore, nonché Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Carlo Petrini.
Da tre anni, come Città metropolitana, lavoriamo al fianco di Slow Food Roma per l’organizzazione del Festival Multi. Uno dei tanti progetti che l’Associazione porta avanti con ambizione e dedizione, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare il cibo come strumento di intercultura.
Il messaggio di solidarietà tra popoli, la creazione di una rete tramite le culture gastronomiche del mondo sono obiettivi che la Città metropolitana continuerà a perseguire al fianco di Slow Food, nel ricordo commosso di una figura di rilievo per tutti noi come Carlo Petrini. I suoi insegnamenti non saranno dimenticati e rimarranno impressi in questo territorio e in tutto il mondo oggi e nei prossimi anni, portati avanti dalle nuove generazioni”. A dichiararlo  la Consigliera Delegata alle Pari Opportunità, Politiche sociali e Cultura Tiziana Biolghini.

LA CNESC SU NUOVO AVVISO SERVIZIO CIVILE: TRA ACCOGLIENZA DELLE NUOVE SFIDE E RILANCI

Comunicato stampa

Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e la Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci hanno tenuto una Conferenza stampa cui ha preso parte anche il Capo del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale Giuseppe Pierro dedicata al nuovo Avviso per la presentazione di programmi e progetti di servizio civile universale per l’anno 2026, nel corso della quale hanno invitato gli enti di servizio civile ad aderire nei prossimi progetti di servizio civile alla sperimentazione per la messa in trasparenza delle competenze che i giovani maturano durante l’anno di servizio.

 L’obiettivo di attestare anche le competenze trasversali e di cittadinanza – vera novità di questa sperimentazione – ci trova favorevoli e collaborativi, trattandosi di un riconoscimento e di un’ulteriore valorizzazione dell’impegno dei volontari.

Essendo il primo passo di un percorso complesso che – nel valorizzare le competenze dei giovani – dovrà mettere al centro il loro protagonismo e la relazione degli enti con loro, auspichiamo che continui ad essere valorizzato anche il gruppo di lavoro in Consulta sulle competenze, per monitorare, approfondire e chiarire i nodi rimasti aperti ed arrivare così a un documento realmente spendibile per i giovani e a un percorso praticabile e sostenibile per gli enti.

 È bene sottolineare che, alla luce del carattere sperimentale della misura, l’adesione potrebbe essere più cauta e di modeste dimensioni, ma non per questo meno rilevante.

 Tra le novità richiamate, ci sembra importante la centralità data alla comunicazione non solo dei progetti ma anche dei valori del servizio civile. L’universalità infatti, oltre a investimenti stabili, richiede nei confronti dei giovani condizioni di accesso facilitate e chiare informazioni rispetto alle finalità dell’Istituto.

La direzione intrapresa è in evoluzione positiva, e auspichiamo che vengano finalizzati gli accordi con il Ministero dell’istruzione anticipati dal Ministro.

 “Tra le positive novità non citate in Conferenza – dichiara la presidente della CNESC Laura Milani – c’è l’introduzione dell’obiettivo 16 dell’agenda 2030 che è dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, quale elemento comune da valorizzare in tutti i programmi, necessario per qualificare la connessione tra gli interventi messi in campo e la finalità di difesa civile non armata e nonviolenta propria del servizio civile. In questo tempo di conflitti armati e di tensioni a livello sociale ci sembra fondamentale rafforzare questa dimensione e la Cnesc si impegnerà per dare concretezza alla misura”.  

 “Quanto alla semplificazione – prosegue la presidente – auspichiamo che si continui a lavorare in questa direzione di concerto con la Consulta. Ci sarà semplificazione per tutti nel momento in cui si potrà arrivare a una programmazione di più ampio respiro, pluriennale, inclusiva e flessibile. La CNESC rimane a disposizione per cercare assieme al Dipartimento, alla Consulta e agli altri enti accreditati nuove soluzioni sostenibili e praticabili per tutti gli attori del sistema”.

Inaugurato a Civitavecchia il Centro Servizi – Stazione di Posta: l’unica struttura di questo tipo in tutta la provincia di Roma al di fuori della Capitale

Comunicato stampa

Si è svolta ieri mattina, in un’atmosfera di partecipazione autentica e di grande significato umano e istituzionale, l’inaugurazione del nuovo Centro Servizi – Stazione di Posta, sito in Via Giusti 22 a Civitavecchia. Un momento atteso, che segna una tappa concreta nel percorso di costruzione di una comunità più equa e solidale.
Alla cerimonia erano presenti il Sindaco Marco Piendibene, l’Assessora ai Servizi Sociali Antonella Maucioni, l’On. Paolo Ciani – Segretario della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati –, i rappresentanti istituzionali dei Comuni del Distretto RM4.1.
Presente anche la comunità del terzo settore che animerà concretamente la struttura: la Croce Rossa Italiana, la cooperativa Alicenova e la Comunità di Sant’Egidio. Hanno partecipato inoltre Monsignor Cono Firringa, Stefania Milioni in rappresentanza della Caritas, e Gabriella Sarracco e Gaetano Starace per la Fondazione Cariciv, a testimonianza del radicamento comunitario e della rete di solidarietà che sostiene il progetto.
La struttura nasce grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione Inclusione e Coesione, Investimento 1.3 – Sub investimento 1.3.2, ed è il frutto di un progetto promosso dal Distretto Socio-Sanitario RM4.1, con il Comune di Civitavecchia capofila. Un traguardo reso possibile dall’impegno straordinario degli uffici comunali, che hanno saputo tradurre un’opportunità europea in un servizio reale e permanente per le persone.
Quella di Civitavecchia è l’unica Stazione di Posta attualmente presente nell’intera provincia di Roma al di fuori della Capitale. Un primato che non è motivo di vanto in sé, ma testimonianza concreta della capacità di questo territorio di intercettare risorse, progettare soluzioni e farsi carico delle fragilità sociali in modo strutturale. Il Centro si configura come presidio strategico per tutto il litorale nord e per i Comuni del Distretto RM4.1, coprendo un’area vasta e storicamente sottoservita sotto il profilo dei servizi di prossimità per le persone in condizione di povertà estrema o grave marginalità.
Il Centro Servizi nasce per offrire ascolto, orientamento, accompagnamento e presa in carico delle persone più vulnerabili, attraverso un sistema integrato di servizi e professionalità dedicate. Non un semplice sportello assistenziale, ma un luogo dove si costruiscono percorsi di autonomia, di dignità e di reinserimento sociale: un punto di ripartenza, concepito attorno alla centralità della persona.
Il Sindaco Marco Piendibene ha voluto sottolineare il valore umano e istituzionale del momento: “Questa struttura ci dice che le istituzioni possono fare la differenza nella vita concreta delle persone, che i fondi europei possono diventare servizi reali, che nessuno deve restare indietro. Sono orgoglioso del lavoro svolto dagli uffici comunali, che hanno operato con dedizione e competenza per portare a termine un progetto complesso. Ringrazio il Distretto RM4.1, i partner del territorio e tutti coloro che oggi hanno scelto di esserci: la presenza dell’Onorevole Ciani è per noi un segnale importante di attenzione istituzionale verso le politiche sociali del nostro comprensorio.”
L’Assessora ai Servizi Sociali Antonella Maucioni ha posto l’accento sul percorso che ha reso possibile questo risultato: “Con la Stazione di Posta diamo vita a uno spazio che mette al centro la persona, con la sua storia, i suoi bisogni e la sua dignità. Questo risultato è il frutto di un lavoro paziente e quotidiano, fatto di relazioni, di costruzione di rete, di dialogo con il terzo settore e con le comunità. Voglio ringraziare gli uffici dei Servizi Sociali per la loro competenza e il loro impegno, ma anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Patrizio Scilipoti e i suoi uffici, che hanno reso possibile la realizzazione concreta della struttura con professionalità e spirito di collaborazione. Il fatto che Civitavecchia sia l’unica realtà della provincia a ospitare una Stazione di Posta è il riconoscimento della serietà e della visione con cui abbiamo affrontato questa sfida insieme.”
L’inaugurazione del Centro Servizi – Stazione di Posta si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento delle politiche sociali territoriali promosso dal Distretto RM4.1, con l’obiettivo di consolidare strumenti permanenti di sostegno, inclusione e contrasto alla povertà, valorizzando al massimo le opportunità offerte dal PNRR per costruire una rete sociale moderna, efficiente e vicina ai cittadini.
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Industria26 a Civitavecchia, il PD: “La nostra città al centro della nuova politica industriale ed energetica del Paese”

Comunicato stampa

Venerdì 29 maggio, alle ore 15, presso la Sala Consiliare “Renato Pucci” del Comune di Civitavecchia, si terrà l’iniziativa nazionale Industria26 – Reindustrializzare l’Italia, dedicata al tema “Energia per l’Italia”.

All’appuntamento parteciperanno la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein e Andrea Orlando, insieme ad altri esponenti nazionali del partito, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, del mondo dell’impresa e delle realtà produttive.

Per il Partito Democratico di Civitavecchia si tratta di un passaggio politico di grande rilievo. Il fatto che una tappa nazionale del percorso del Forum Industria PD si svolga nella nostra città non è casuale: Civitavecchia è oggi uno dei luoghi simbolo della transizione energetica, del phase out dal carbone e della necessità di costruire una nuova politica industriale capace di tenere insieme lavoro, ambiente, innovazione e sviluppo.

La nostra città non può essere spettatrice dei processi di trasformazione che la attraversano. Deve esserne protagonista.

Per questo riteniamo importante che il Partito Democratico nazionale scelga Civitavecchia come sede di confronto su energia e reindustrializzazione: è un segnale di attenzione verso il territorio, verso i lavoratori, verso le imprese e verso una comunità che da anni chiede certezze sul proprio futuro produttivo e occupazionale.

Civitavecchia può e deve diventare un modello nazionale di riconversione industriale giusta: non un territorio lasciato nell’incertezza, ma una città cardine di una nuova fase energetica, portuale e industriale del Paese.

Partito Democratico Civitavecchia

 

ANGUILLARA TTS STREET FOOD

Comunicato stampa

29-30-31 MAGGIO 2026
Lungolago di Viale Reginaldo Belloni – Anguillara Sabazia

Per il quarto anno consecutivo, il TTS Food torna nella splendida cornice di Anguillara Sabazia, confermando una delle tappe più amate e suggestive dell’intero tour.

Dal 29 al 31 maggio, il Lungolago di Viale Reginaldo Belloni si trasformerà ancora una volta in un grande villaggio dedicato al miglior cibo “on the road”, immerso nello scenario unico del Lago di Bracciano tra luci, musica, profumi e sapori provenienti da tutto il mondo.

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, il team TTS Food è pronto a riportare sulle rive del lago tre giorni di gusto e divertimento per tutta la famiglia. Una location unica, circondata dal verde e affacciata direttamente sul lago, dove sarà possibile vivere un’esperienza gastronomica e scenografica davvero speciale.

Il lungolago verrà trasformato in una lunga passeggiata del gusto con oltre 20 Street Chef selezionati a bordo di Food Truck e Stand Cucina, pronti a cucinare in modalità espressa le loro migliori specialità. Un vero ristorante sotto le stelle dove scegliere tra piatti della tradizione italiana, grandi classici dello street food e incredibili proposte internazionali.

Ampie aree attrezzate con tavoli e sedute saranno a disposizione del pubblico, pensate per garantire comfort e convivialità, permettendo di vivere l’esperienza gastronomica in totale relax, immersi in un’atmosfera accogliente e curata in ogni dettaglio.

Scenografie luminose, musica, allestimenti curati e la splendida vista fronte lago renderanno ancora più magica una delle tappe più affascinanti del TTS Street Food Tour 2026.

COSA TROVERETE?

I 20 Street Chef si sfideranno per trasformare dei classici in piatti gourmet. Prepareranno le loro ricette attraverso straordinarie rivisitazioni e metodi di cottura diversi, come panini con hamburger di chianina o scottona, oppure sfilacciato di suino nero iberico. Panini con delizie di pesce, tonno, polpo arrosto, frittura espressa di alici, moscardini, calamari e baccalà.

Dalla Sicilia cannoli, arancine, pane e panelle, sfincione e “pane ca meusa”. Dalla Puglia le autentiche bombette cotte allo spiedo, puccia artigianale farcita, panzerotti e focaccia barese. Dalle Marche olive ascolane, mozzarelline al tartufo e cremini. Dall’Abruzzo i veri arrosticini di pecora. Fritti espressi, carciofo alla giudia e tante altre specialità.

 SAPORI DAL MONDO…

Dal Messico jalapeño fritti con ripieno di formaggio, nachos, burritos e tacos. Dalla Grecia pita gyros, souvlaki e dolmades. Un viaggio in India con tikka chicken alla brace, pollo al curry, pani puri e samosa. Dalle steak house americane slow smoked BBQ con ribs e pulled pork. Dalla Penisola Iberica smash burger e specialità di suino nero. Direttamente dall’Argentina empanadas e ottimi panini con carne argentina.

GLUTEN FREE

Da Bizzi troverete arrosticini e patate twister. Da Curry Street Indian pollo al curry con riso e pollo fritto. Da Ao! polpettine di scottona sfilacciata con cuore al formaggio fuso. Da Italian’s BBQ panino con hamburger, pulled pork e pulled beef sfilacciato e le immancabili ribs. Ma fai attenzione, potrebbero esserci rischi di contaminazione.

PER GLI AMANTI DEL DOLCE…

Tiramisù e crepes espresse, cannoli, cassatine, cremolati, delizie al pistacchio, brioche col tuppo farcite al momento, cheesecake, ottimi churros artigianali e tante altre dolci sorprese.

DRINK EXPERIENCE

In esclusiva per il TTS Food la Birra Cruda non Filtrata prodotta da uno dei più antichi birrifici bavaresi, Landshuter Brauhaus.

Grazie alla collaborazione con Campari Group nasce Drink Lab, il format dedicato alla mixology d’autore con cocktail e Spritz preparati da esperti barman.

Confermata inoltre l’attenzione alla sostenibilità ambientale grazie all’acqua minerale in brick riciclabile Tetra Pak, per ridurre il consumo di plastica all’interno del villaggio.

Un’atmosfera colorata da luci e musica in cui gustare le eccellenze “on the road” in perfetto stile TTS Food. Tre giorni dedicati a tutti, grandi e piccoli, per vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio estate sul Lago di Bracciano.

Vi aspettiamo dal 29 al 31 maggio alla tappa Anguillara del TTS Street Food Tour 2026.

Non fatevelo raccontare, siate voi i protagonisti!

INGRESSO LIBERO

Venerdì 29 maggio dalle 17:00 alle 24:00
Sabato 30 maggio dalle 12:00 alle 24:00
Domenica 31 maggio dalle 12:00 alle 24:00

TTS Food è un format di Mela Eventi

La maggioranza fugge dall’Aula: Cerveteri ostaggio di un’Amministrazione al capolinea

Comunicato stampa


Oggi alle 17:00 l’Amministrazione Gubetti ha messo in scena l’ennesimo, indecoroso spettacolo: la diserzione totale del Consiglio Comunale.
Senza il Presidente del Consiglio non avevano i numeri per approvare i 13 punti all’ordine del giorno e hanno scelto la via della fuga.
Una ritirata strategica messa in atto senza nemmeno il garbo istituzionale di avvertire i consiglieri di minoranza presenti in Aula, lasciati ad attendere nel vuoto. Un mix inaccettabile di manifesta incapacità politica e totale maleducazione istituzionale.
Cerveteri è bloccata da una maggioranza che non c’è più, tenuta insieme solo dall’attaccamento alla poltrona. Se non siete più in grado di governare, abbiate la dignità di andare a casa.

I Consiglieri di Opposizione del Comune di Cerveteri

Inaugurata a Palazzo Valentini la mostra di Antonio Taschini “Non Homo”

Comunicato stampa

Si è inaugurata ieri a Palazzo Valentini la mostra di Antonio Taschini “Non Homo”, con il patrocinio della Città metropolitana di Roma e promossa dall’Associazione Oltreforma APS con la curatela di Rosanna Accordino e la direzione artistica di Roberto Dominelli (Galleria L2Arte).
La mostra è un percorso attraverso l’animo umano, le sue spinte verso l’altro, il mondo, e le “gabbie” entro le quali siamo – ognuno a modo suo- stretti. Taschini, attraverso un uso sapiente, di ceramica, metalli, legno, con le sue opere scultoreee racconta le radici dell’umanità, la lotta tra l’uomo a cui ci rimanda il “Leviatano” di Thomas Hobbes” teso al potere, alla sopraffazione verso il simile da sé, “Homo homini lupus” e l’uomo che agisce spinto dalla ricerca della libertà, di una giustizia per sé e gli altri,  l’ “Homo homini deus” spinoziano. «Le opere metalliche, i busti, le corazze, vogliono rappresentare proprio questo: le due spinte che ci portiamo dentro, una che ci porta verso l’altro, verso un atteggiamento di fiducia, l’altro che, per i molti aspetti del carattere di ognuno di noi, sembra bloccarci.
Eppure queste “corazze” in qualche modo di aiutano, ci proteggono», ha spiegato l’artista.
 Immersi in un mondo dove tutto corre, dove l’immagine, l’algoritmo, le piattaforme digitali ci proiettano in una connessione perenne che tuttavia non ci connette emotivamente ed empaticamente con l’altro, ci si ritrova  sospesi in una condizione di solitudine nella moltitudine, spesso incapaci di cogliere il complesso sistema nel quale agiamo su questo pianeta. Taschini, artista romano, affonda le radici della sua arte in questa romanità, nell’arte e nella storia di cui è intrisa la città eterna, ma cala le sue opere – che rimandano ad antichi richiami – nel nostro tempo. Un minuzioso, «quasi ossessivo», come lo definisce lui stesso, racconto figurativo impresso sulla ceramica, un volto che sembra ricordarci di aver visto, affacciato sulla storia, il moto perpetuo in cui l’uomo prova ad elevarsi ad Homo homini deus ma troppo spesso cade nella tentazione della sopraffazione.
«Ci stiamo abituando a vedere cose che fino a poco tempo fa ci avrebbero fatto ribellare. Pensiamo al sangue versato, all’infanzia negata nei luoghi di guerra, come Gaza, l’Ucraina e nei molti posti dimenticati. Lo sforzo  che siamo chiamati a fare costantemente oggi è quello di superare paura e ignoranza. Spesso ciò che non conosciamo ci spaventa ma è soltanto attraverso lo sguardo verso l’altro, la consapevolezza di essere parte di un unico sistema e l’uso della razionalità possono fermare gli orrori a cui assistiamo in questo nostro tempo. Taschini con le sue opere ci trasmette la tensione tra questi due lati dell’umanità: la necessità di liberarci da ciò che ci impedisce di avvicinarci all’altro. Uscire dalla corazza e provare a superare bellum omnium contra omnes» ha detto il Capo di Gabinetto metropolitano Francesco Nazzaro.
La mostra sarà visitabile fino all’8 giugno nella Sala della Pace di Palazzo Valentini (Via IV Novembre 119/A, Roma).

Legalità e memoria: incontro con gli studenti

“Il coraggio nasce dalla paura”: Piero Grasso e la lezione di una vita intera

L’ex presidente del Senato e magistrato antimafia ha incontrato le studentesse e gli studenti del liceo “Vian” e dell’IC “Don Bosco”. Un’ora di emozioni, verità e scintille di futuro, con la voce di un uomo che ha scelto, per tutta la vita, di stare dalla parte giusta.

Una standing ovation ha accolto il 19 maggio mattina Piero Grasso nell’aula magna del liceo gremita di studenti. Non è il saluto riservato a un ospite qualunque, ma il riconoscimento spontaneo che si tributa a un uomo che ha scelto, per oltre quarant’anni, di vivere pericolosamente pur di restare dalla parte giusta. Magistrato dal 1969, giudice a latere del più grande processo penale della storia repubblicana, Procuratore nazionale antimafia e infine Presidente del Senato, Grasso si è avvicinato ai ragazzi con la naturalezza di chi vuole condividere una idea con la stessa passione di chi lo ascolta.

Dopo la presentazione da parte della Dirigente scolastico prof.ssa Lucia Lolli, le domande degli studenti si sono susseguite senza sosta per oltre un’ora, tutte profonde, intelligenti e taglienti. Lui ha risposto a ognuna con la chiarezza che lo contraddistingue: nessun gergo istituzionale, nessuna retorica di circostanza. Solo la voce di chi ha visto da vicino il peggio e ha scelto, ogni volta, di non cedere.

“Il coraggio non è l’assenza della paura. È non lasciarsi immobilizzare da essa per continuare a camminare secondo i propri ideali.”

 

La foto della decisione

La sua storia professionale comincia da un’immagine vista su un giornale da ragazzo: una madre in lutto china sul figlio ucciso, e accanto a lei un magistrato in giacca. Fu quella foto, sul quotidiano palermitano “L’ora”, a fargli decidere la strada.

“Volevo essere libero”, ha spiegato Grasso agli studenti. “Solo con la propria coscienza. Fare giustizia senza dover rendere conto a nessun altro se non alla mia coscienza.” Un ideale che ha difeso a caro prezzo: quarant’anni sotto scorta, la libertà di muoversi da solo perduta, il rapporto col figlio sacrificato sull’altare del dovere.

 

Piersanti Mattarella

Il suo primo vero scontro con la mafia avviene il 6 gennaio 1980. È il giorno dell’Epifania quando Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana, fratello maggiore dell’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, viene assassinato a Palermo mentre si reca a messa con la moglie e i figli. Un killer gli spara a bruciapelo dal finestrino della sua Fiat 132. Grasso, magistrato di turno, è tra i primi ad arrivare sul luogo del delitto. “Era un omicidio che mescolava politica e mafia in modo inestricabile”, ha ricordato. Mattarella stava cercando di costruire una Sicilia diversa, spezzando quel “perverso circuito” tra Cosa Nostra e Pubblica Amministrazione che garantiva appalti, favori e impunità. Lo avevano ucciso proprio per questo.

 

Il Maxiprocesso

Il capitolo più imponente della sua carriera resta il maxiprocesso a Cosa Nostra, celebrato tra il 1986 e il 1987 nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone di Palermo, una struttura costruita appositamente, soprannominata dagli addetti ai lavori “l’astronave verde”. Grasso vi partecipò come giudice a latere, accanto al presidente di Corte d’Assise Alfonso Giordano. Trovare magistrati disposti a presiedere quel processo non era stato facile: ben dieci avevano declinato prima che l’incarico venisse accettato. Chiamato a quel lavoro da Giovanni Falcone, Grasso si trovò davanti ad una stanza blindata “con quattro pareti piene di scaffali da cielo a terra”: 400.000 fogli da studiare, 475 imputati, i vertici di Cosa Nostra alla sbarra per la prima volta nella storia.

 

Tommaso Buscetta

Il momento più memorabile dell’intero processo fu la testimonianza di Tommaso Buscetta, detto il “Padrino dei due mondi”: il 3 aprile 1986, il boss arrestato in Brasile nel 1983 e poi estradato in Italia entrò per la prima volta nell’aula bunker e rivelò pubblicamente la struttura di Cosa Nostra. Per la prima volta i segreti dell’organizzazione erano svelati da un mafioso che aveva scelto di collaborare. “Fu la svolta del processo”, ha ricordato Grasso. La sentenza del 16 dicembre 1987 fu storica: 19 ergastoli, 2.665 anni complessivi di carcere. La mafia esisteva — e ora lo diceva un tribunale.

“Nessuno pensava che ce l’avremmo fatta. Invece riuscimmo a dimostrare, in un’aula di Corte d’Assise, l’esistenza della mafia.”

 

La tuta strappata

Grasso ha raccontato agli studenti la pressione fisicamente sfinente di quegli anni con un episodio emblematico. Mentre sfidava l’orologio per completare le motivazioni della sentenza, ogni giorno di ritardo avvicinava la prescrizione per qualche imputato, suo figlio entrò in ufficio agitando una tuta strappata per fare educazione fisica. Scese a comprarne una nuova e, sulla strada, incrociò uno degli imputati appena scarcerato. Tornò al tavolo, aprì la pratica e scoprì di star completando la scheda di un uomo accusato di numerosi omicidi: era proprio quel ragazzo. “Per un istante mi chiesi: chi me lo fa fare?” racconta con voce ferma. “Poi mi tornarono in mente le parole di Falcone: il senso del dovere è la cosa più importante. Bisogna fare sempre ciò che si deve, a testa alta, schiena dritta.”

 

La minaccia

Quando seppe che Giovanni Brusca stava progettando di sequestrare suo figlio, decise di proteggerlo nel solo modo possibile: allontanarlo. Lo fece trasferire a Roma, chiedendogli di lasciare all’improvviso la città, gli amici e soprattutto la squadra di calcio a cui era profondamente legato. Per il ragazzo fu un sacrificio enorme, ma non ne comprese il motivo: il padre non poteva rivelargli che quella scelta era l’unico modo per sottrarlo a un piano mafioso.

Quel progetto criminale, come emerso in diversi procedimenti giudiziari, rientrava nella strategia di Cosa Nostra di colpire i familiari per forzare o riattivare contatti e pressioni verso lo Stato, in un periodo in cui il dialogo sotterraneo tra le parti si era indebolito.

Il figlio, ignaro del pericolo, perse un anno di università e dovette ricominciare da capo in una città nuova. Poi, fortunatamente, il gruppo incaricato del sequestro venne arrestato prima di poter agire.

L’epilogo, quasi paradossale, arrivò anni dopo: superato il concorso in polizia, quel ragazzo si ritrovò a dover garantire la sicurezza proprio a Giovanni Brusca, l’uomo che un tempo aveva progettato di rapirlo.

 

Le scintille del futuro

Dopo il maxiprocesso, Grasso affiancò Falcone al Ministero di Grazia e Giustizia a Roma, dove insieme disegnarono le nuove strategie antimafia: nacquero la Procura nazionale antimafia, le Direzioni distrettuali e la DIA. Fu un periodo “breve ma epocale”, interrotto dalla strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui morirono Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta, e poi da quella di via D’Amelio, che strappò Paolo Borsellino cinquantasette giorni dopo.

Grasso racconta un episodio straordinario.

Falcone aveva consegnato a Grasso il proprio accendino d’argento, chiedendogli di custodirlo: stava tentando di smettere di fumare e voleva una garanzia che non avrebbe ceduto. “Me lo ridarai solo se voglio ricominciare”, aveva detto. Grasso lo accettò, convinto di doverlo restituire presto. Grasso e Falcone rientravano sempre insieme a Palermo da Roma, rientrando con l’auto di Falcone. Ma quel giorno fatidico Falcone, che aveva rinviato la partenza per un impegno della moglie, Grasso cercò di partire ugualmente senza trovare posto in aereo, poi, per un concorso di circostanze quasi incredibile, un onorevole che disdisse il biglietto all’ultimo minuto, una telefonata da Fiumicino, riuscì a imbarcarsi su un volo. Il giorno dopo, la strage di Capaci dove avrebbe perso la vita anche lui, se non fosse riuscito a partire. Grasso accorse all’ospedale sperando in un miracolo. Lì trovò Borsellino. “Il suo volto diceva tutto.”

“Da quel giorno porto quell’accendino sempre in tasca. Produce scintille. E voglio che quelle scintille accendano fiaccole nei giovani.”

 

La terza parte

Grasso non si fermò. Nel 2005 fu nominato Procuratore nazionale antimafia, coronando la sua carriera con la cattura di Bernardo Provenzano, il boss dei boss latitante da quarant’anni, nel 2006. Nel 2013 fu eletto senatore, poi Presidente del Senato. Ma è la terza parte della sua vita, quella che lo porta oggi nelle scuole, che sente forse più sua: diffondere tra i giovani l’idea della giustizia e della legalità, custodire la memoria di chi non c’è più.

 

Invisibile

A chi gli ha chiesto come mai la mafia sembri lontana dalla vita quotidiana, Grasso ha risposto con nettezza: “Oggi è invisibile. Si è infiltrata nell’economia legale, gestisce appalti, smaltisce rifiuti a prezzi impossibili perché li seppellisce illegalmente e con quei prezzi strangola chi lavora onestamente.” Il comodo “tanto lo fanno tutti”, ha avvertito, è la prima porta che la criminalità attraversa. Ogni piccolo cedimento personale alimenta un danno collettivo.

Prima di congedarsi, Grasso ha raccontato un episodio che gli dà ancora oggi la forza di continuare nel suo progetto di educazione alla legalità. Due figlie di un boss mafioso arrestato, che a scuola avevano seguito un percorso di legalità, riuscirono a convincere la madre a collaborare con la giustizia. “Erano bambine”, ha detto con voce commossa. “Capaci di fare ciò che molti adulti non riescono a fare.” Oggi quelle ragazze si sono laureate. Per storie come questa ha fondato l’associazione Scintille di Futuro: custodire la memoria, abitare il presente, costruire il domani.

La sala ha applaudito di nuovo. Stavolta non sembrava un benvenuto. Sembrava una promessa.

 

Riccardo Agresti

Foto di Giovanni Furgiuele e Lorenzo Avincola

La maggioranza della Giunta di Cerveteri non si presenta in aula per il consiglio comunale.

Comunicato stampa

Oggi la maggioranza non è scesa in Aula. L’eccezione che diventa regola. Non presentarsi in Aula è diventata ormai una prassi e noi non lo accettiamo.

Quello che ci attendeva oggi, era un Consiglio comunale con ben 13 punti all’ordine del giorno, di cui, più della metà, riguardavano somme importanti per il nostro Comune e che, soprattutto, prevedeva la discussione sul rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario per l’anno 2025: un documento cruciale su cui avremmo avuto diversi interrogativi da porre alla Sindaca e all’Assessore.

Ancora una volta chi dovrebbe governare la nostra Città la lascia, invece, sospesa e appesa ai desiderata del pretenzioso di turno.
Città Futura Anno Zero oggi era presente, pronta a confrontarsi con la giunta sui temi in programma, ma ancora una volta abbiamo trovato di fronte a noi il vuoto.

Città Futura Anno Zero

Maratona Bullismo 2026, Pieretti: “Città metropolitana in squadra con l’Osservatorio: lo sport come linguaggio educativo potente”

Comunicato stampa

Si è tenuta, dal 20 al 21 maggio a Roma, la seconda edizione della Maratona Bullismo, un evento promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, realizzato in collaborazione con Adnkronos.
Una due giorni intensa, aperta a scuole e cittadinanza, che ha animato Piazza Mastai (Trastevere) di iniziative di diverso tipo, dal confronto dei giovani con i campioni dello sport, a performance, intrattenimento, talk e panel tematici con rappresentanti istituzionali, università, media e terzo settore per affrontare da vicino – e con il diretto coinvolgimento di ragazze, ragazzi e famiglie – i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile, con l’obiettivo di trasformare il disagio in energia positiva e i giovani in veri “Campioni di Vita”.
Per due giorni, quindi, Piazza Mastai è stata la “Piazza del Rispetto”: un grande spazio pubblico dedicato alla conoscenza del fenomeno e ai temi della prevenzione, dell’inclusione, del rispetto delle regole, della gestione delle emozioni, del coraggio e della responsabilità.
Come rappresentante istituzionale, oltreché in veste di atleta, ha partecipato la Consigliera delegata di Città metropolitana di Roma Alessia Pieretti, che il 21 maggio alle 11.30, presso il Palazzo dell’Informazione, è intervenuta al panel su “Media, linguaggio e percezione”, dedicato all’analisi di come i media influenzano la percezione del fenomeno tra i giovani e nell’opinione pubblica, tra responsabilità narrativa, campagne di sensibilizzazione e uso positivo dei contenuti digitali.
“Bullismo, isolamento, fragilità emotiva, cyberbullismo e disagio adolescenziale non sono e non possono essere affrontati esclusivamente come drammi personali: la scuola, i media, la famiglia, le istituzioni hanno ciascuno la propria parte nel creare una rete stabile e sicura in cui, chi ha a che fare con tali difficoltà, possa ascoltare, orientare e tutelare non solo le vittime, ma anche gli aggressori. E già queste categorie, nella narrazione che si fa del fenomeno, non dovrebbero esistere.  La delicatezza dell’età adolescenziale, ma anche delle precedenti fasi di crescita nei ragazzi e nelle ragazze, sempre più esposti e poco “protetti” da contenuti di ogni tipo, richiede massima capacità di risposta, dove il primo imprescindibile passo è l’intercettazione di un bisogno e la giusta capacità comunicativa di fronte ad esso. In questo, lo sport, filo conduttore della manifestazione, oltreché collante sociale al pari di scuola, famiglia e istituzioni del territorio, diventa non solo metafora, azione positiva e antidoto al disagio, ma anche linguaggio educativo e formativo potente, capace di trasformare l’aggressività in risorsa, la disciplina in controllo delle emozioni, il lavoro di squadra come inclusione e condivisione degli obiettivi, dove si acquisisce rispetto di sé e dell’altro e dove le regole non sono gabbie, ma parte del gioco.
Città metropolitana “fa squadra” con l’Osservatorio da tempo: nei giorni scorsi si è tenuta la festa finale del progetto finanziato dal nostro ente relativo alle “Blue Box”; progetto che ha portato questi dispositivi di primo ascolto – realizzati dalla Dedem Spa e installati all’interno delle cabine per fototessera – nei comuni di Monterotondo, Mazzano Romano, Velletri e Zagarolo, accanto a incontri tra i più giovani ed esperti e sportivi sul tema del rispetto e dell’ascolto, volti a contrastare il fenomeno del Bullismo e del Cyberbullismo. Con la nostra convinta partecipazione a questa iniziativa, ribadiamo l’impegno di Città Metropolitana e del Sindaco Gualtieri a essere parte attiva del lavoro collettivo sulla prevenzione e il contrasto a questo fenomeno”.
Così Alessia Pieretti, consigliera delegata Città metropolitana di Roma Capitale.
BIO ALESSIA PIERETTI
Alessia Pieretti, classe 76, è un’ex atleta della Nazionale Italiana di Pentathlon Moderno, disciplina nella quale ha gareggiato dal 1994 al 2011, conquistando importanti risultati internazionali, tra cui la vittoria della Finale di Coppa del Mondo nel 2006 e la qualificazione ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Nel corso della carriera sportiva ha ottenuto cinque medaglie ai Campionati del Mondo e quattro ai Campionati Europei, ricevendo inoltre il Premio Internazionale Cartagine 2009 e il Premio Donna Sport Panathlon Roma 2020.
Laureata in Sociologia e in Scienze Motorie presso “La Sapienza” e l’Università Foro Italico di Roma, è allenatrice di IV livello europeo ed esperta preparatrice fisica qualificata CONI. Ha ricoperto incarichi istituzionali nel mondo sportivo come Consigliere Federale FIPM e Vicepresidente CONI Lazio.
Ha intrapreso il percorso amministrativo nel Comune di Monterotondo come Assessore allo Sport, Volontariato, Pari Opportunità e Diritti. Dal 2019 è Consigliere Comunale e dal 2022 Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale con deleghe a Sviluppo Economico, Innovazione Tecnologica, Transizione Digitale, Energia e Turismo.
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