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Nasce Etruria Danza: il primo festival internazionale diffuso di danza contemporanea tra siti archeologici, piazze e spazi urbani dell’Etruria laziale

Comunicato stampa

Da luglio a settembre, l’Etruria laziale ospita Etruria Danza, prima edizione di un progetto performativo itinerante a cura dell’Associazione Profession Dance, con il contributo della Regione Lazio, che coinvolge i comuni di Cerveteri, Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Ladispoli. Il programma si snoda tra siti archeologici, musei, piazze e spazi urbani, trasformandoli in luoghi di spettacolo dal vivo e di incontro tra artisti, comunità locali e pubblico.

Sotto la direzione artistica di Paola Sorressa, l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le amministrazioni comunali coinvolte e il PACT – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, delineando una rete istituzionale orientata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le arti performative. Etruria Danza propone una riflessione sul rapporto tra il movimento e la civiltà etrusca, rielaborata attraverso la danza contemporanea e attivata nei luoghi della stratificazione storica, dove nuove creazioni coreografiche si confrontano con il contesto archeologico e paesaggistico.

La prima edizione si sviluppa lungo un arco temporale che va dal 16 luglio al 26 settembre 2026, toccando in successione Ladispoli, Allumiere, Cerveteri, Tolfa,  Tarquinia e nuovamente Ladispoli, con un programma che alterna nomi affermati della scena italiana a produzioni internazionali. Il percorso si apre a Marina di San Nicola (Ladispoli) il 16 luglio 2026. Alle ore 20.00, presso La Piazzetta – Lungomare del Medioevo, va in scena IntercettAzioni, creazione site specific firmata da Paola Sorressa, direttrice di Mandala Dance Company. Alle 21.30, l’Anfiteatro Villa Romana di Pompeo ospita la stessa compagnia in Trittico Black & White 2.0, composto da Insieme, Border Bodies e Il corpo danzante: omaggio a Pasolini.

La rassegna prosegue il giorno successivo, 17 luglio, sempre a Marina di San Nicola (Ladispoli), nell’Anfiteatro Villa Romana di Pompeo. Alle ore 21.30 va in scena L’altro, coreografia di Moreno Guadalupi per ResExtensa; alle 22.15 GDO – Gruppo Danza Oggi presenta UDA Company Junior in Radici a terra coreografie di Ilenja Rossi.

Il 27 luglio 2026, alle ore 21.30, Piazza della Repubblica (Allumiere) accoglie Romeo & Juliet Project, ideato da Daniela Maccari per Borderline. Il giorno seguente, 28 luglio, alla stessa ora, lo stesso luogo ospita Mandala Dance Company con Il corpo danzante: omaggio a Pasolini e Stone, entrambi firmati da Paola Sorressa. Il festival raggiunge Cerveteri il 31 luglio 2026, in Piazza Santa Maria. Alle ore 21.30 va in scena Anghingò, coreografato da Patrizia Cavola e Ivan Truol per Atacama; alle 22.15 tocca a Movimento in Actor – Con.Cor.D.A con Noi siamo Caos, firmato da Flavia Bucciero.

La rassegna continua l’1 agosto, sempre in Piazza Santa Maria (Cerveteri): alle 21.30 il Balletto di Roma presenta Galà d’Autore, con le coreografie di Valerio Longo, Martina Licciardo, Marcello Giovani e Simone Manzato; alle 22.15 torna Mandala Dance Company con Stone, firmato da Paola Sorressa.

Il 2 agosto, nello stesso spazio, la giornata si articola in tre appuntamenti: alle 21.30 ErsiliaDanza porta in scena La passeggiata, coreografia di Laura Corradi; alle 22.15 Petranura Danza – Megakles interpreta Panta Rhei, firmato da Salvatore Romania e Laura Odierna; alle 23.00 chiude la giornata ARB Dance Company con DuetX, ideato da Marco Munno e Manuela Facelgi. Il 25 agosto 2026, la Villa Comunale – Anfiteatro Pompilio Tagliani (Tolfa) ospita alle ore 21.00 Lay Bare, coreografia di Antonella Albanese e Cassandra Bianco per ResExtensa, e alle 21.45 GDO – Gruppo Danza Oggi in Donna: il coraggio delle emozioni, coreografie di Caterina Giuliani, Francesca Capraro e Martina Bartomioli Il giorno successivo, 26 agosto, alle ore 21.00, lo stesso spazio accoglie Mandala Dance Company con Insieme e Stone, entrambi coreografati da Paola Sorressa.

Il 12 settembre 2026 il Museo Etrusco di Tarquinia diventa palcoscenico site specific. Alle ore 19.00 E-Motion presenta la versione site specific di Resounding, firmata da Francesca La Cava; alle 20.30 lo stesso gruppo ripropone Resounding nella versione da sala; alle 21.15 ResExtensa (Centro di Produzione Danza Puglia) porta in scena Lay Bare, coreografia di Antonella Albanese e Cassandra Bianco. Il giorno seguente, 13 settembre, il museo ospita ancora tre appuntamenti: alle 19.00 Petranura Danza – Megakles presenta un estratto site specific di Panta Rhei; alle 20.30 Atacama torna con Anghingò, coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol; alle 21.15 Petranura Danza – Megakles chiude la giornata con la versione integrale di Panta Rhei, entrambe firmate da Salvatore Romania e Laura Odierna.

L’edizione 2026 si chiude il 26 settembre al Cineteatro Massimo Freccia (Ladispoli) con una serata di respiro internazionale. Alle ore 17.00 la compagnia spagnola Larumbe Danza propone l’installazione Stage_ON The Road e la performance To resist a heartbeat, firmate da Juan Alberto Torres. Alle 18.45 la compagnia belga Irene K presenta la creazione À l’ombre du bananier, firmata da Irene Kalbusch. Alle 19.30 chiude il festival la compagnia spagnola Takiri Art Company con Dirac’s equation, coreografato da Rafael Perets e Nicole Ratti.

Limina Teatri, testata giornalistica diretta da Letizia Bernazza, è media partner di Etruria Danza a sostegno della promozione delle arti performative e della danza contemporanea. La collaborazione mira a valorizzare il progetto e a rafforzarne visibilità e diffusione.

Gli appuntamenti di Etruria Danza prevedono modalità di accesso differenziate: alcuni eventi sono a ingresso gratuito, altri con biglietto a 5€ (gratuito per under 10 e over 60). I biglietti potranno essere acquistati esclusivamente in loco. La biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Per prenotazioni biglietti scrivere all’indirizzo e-mail info@etruriadanza.com.

vanessa d'orazi vdfotograf@gmail.com
VANESSA D’ORAZI vdfotograf@gmail.com                                                                                                                                  foto gala d'autore balletto di roma crediti copy bdr dimensioni grandi 

Luchetti replica a Città Futura/Anno Zero: “Nessuna lezione sui bandi pubblici, mentre noi portavamo a casa oltre 6milioni di euro di finanziamenti, loro lasciavano la maggioranza”

Comunicato stampa

L’Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri Matteo Luchetti risponde all’articolo inviato alla stampa dal Gruppo Consiliare di Città Futura/Anno Zero”

Leggere i comunicati dei componenti della Lista Città Futura/Anno Zero è sempre un mix tra incredulità e folklore. I consiglieri di questo gruppo quando erano in maggioranza non hanno mai dato un contributo degno di nota nelle scelte dei finanziamenti da richiedere, hanno preferito sempre le polemiche e i “no” a prescindere, ed oggi dai banchi dell’opposizione vorrebbero indicarci la via.

Ma per favore. Nel comunicato si parla di 500.000 euro “dirottati” da un’opera per Valcanneto per finanziare un altro intervento.

L’accusa è di aver destinato il mezzo milione di euro regionale previsto per la sistemazione di Largo Monteverdi a Valcanneto ad un’altra opera, ovvero al rifacimento di via degli Angeli Ceretani. Si parla di risorse bruciate ma si omette di sottolineare un elemento importante: di quale mezzo milione di euro si parla, visto che il bando in questione è ancora aperto?

Ma la cosa esilarante è che città futura/ anno zero ci chiede dei ringraziamenti per aver posto l’attenzione su questa opportunità, per aver studiato le carte.

Forse erano distratti ma lo scorso anno abbiamo partecipato e vinto questo bando per l’annualità 2025 e portato nelle casse del Comune 450.000 euro. In questi giorni è in esecuzione l’intervento finanziato con questi fondi che ci permetterà di riqualificare diverse aree di campo di Mare.

Insomma, ai bandi bisogna partecipare, e questo lo abbiamo fatto con progetti validi che hanno ottenuto i finanziamenti. Loro, fermi a mera demagogia populista dettata da piccole logiche territoriali, questo non possono davvero saperlo. Ma soprattutto non sanno, o anche in questo caso, omettono di dire che Largo Monteverdi è già inserita all’interno del nostro Piano Triennale delle Opere Pubbliche, un atto di programmazione approvato in consiglio comunale.

Abbiamo scelto di partecipare a quel bando con il progetto di un’altra area che necessita obbligatoriamente di un intervento: il rifacimento della seconda metà (la prima è stata già oggetto di restyling nel gennaio 2024, quando ancora si chiamava Via Settevene Palo Nuova, con binder e tappetino di usura, non certo un semplice rattoppo come dichiarato da Città Futura Anno Zero) di via degli Angeli Ceretani, l’arteria stradale forse più importante di tutto il nostro territorio, in cui insistono l’area sportiva più importante della città, uno spazio in cui si svolgono numerosi eventi, il terzo asilo nido comunale.

Nel progetto intendiamo inserire non solo il rifacimento del manto stradale, ma anche la realizzazione di un camminamento ciclopedonale che darà modo ai cittadini che si recano nell’area sportiva di poterlo fare in assoluta sicurezza.

Ci accusano di aver tradito Valcanneto dal Gruppo di Città Futura: io credo che gli unici traditori siano proprio loro. Traditori del programma elettorale con il quale anche loro hanno ottenuto la fiducia dei cittadini. Di tutti i cittadini, per i quali noi stiamo lavorando in maniera seria e responsabile. Lo stiamo continuando a fare, anche senza di loro, che hanno dimostrato ancora una volta, di non sapere minimamente come si amministra un Ente Locale.

Qui non si tratta di “intestarsi” i fondi come viene scritto in maniera maldestra nel titolo del comunicato, si tratta di raggiungere l’obiettivo intercettando risorse da altri enti per la nostra città. Noi a differenza vostra lo abbiamo fatto e stiamo continuando a farlo, voi non avete contribuito quando eravate in maggioranza e non recupererete di certo ora con queste azioni improvvisate.

Matteo Luchetti

Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri

“E…STATE IN GIARDINO”, TUTTO ESAURITO PER IL TERZO APPUNTAMENTO ALLA CITTADELLA DELLA MUSICA

Comunicato stampa

CIVITAVECCHIA – Nuovo tutto esaurito per “E…state in giardino”, la rassegna culturale organizzata dal Comune di Civitavecchia, Assessorato alla Cultura, negli spazi della Cittadella della Musica.
«La partecipazione registrata anche in occasione del terzo appuntamento conferma il forte interesse del pubblico per una rassegna che sta offrendo alla città spettacoli musicali di qualità e occasioni di incontro in uno degli spazi culturali più importanti di Civitavecchia – dichiara l’assessora alla Cultura Stefania Tinti –. Ringrazio gli artisti, gli organizzatori, gli uffici comunali e tutti coloro che stanno contribuendo alla realizzazione del programma. Un ringraziamento particolare va al pubblico, che sta rispondendo con grande partecipazione».
Protagonista della serata di ieri è stato il concerto-spettacolo “C’era una volta lo Swing”, portato in scena dai musicisti della Kinky Ensemble, sotto la direzione del maestro Giovanni Cernicchiaro.
Il programma ha alternato celebri colonne sonore cinematografiche, tra cui “La Pantera Rosa” e la suite di “Star Wars”, ai grandi classici dello swing e del jazz. La proposta musicale ha accompagnato gli spettatori attraverso le atmosfere del Novecento, con arrangiamenti capaci di unire tradizione e contaminazioni contemporanee.
Il terzo appuntamento consecutivo con il tutto esaurito conferma il positivo avvio della manifestazione e il gradimento del cartellone predisposto dall’Assessorato alla Cultura. La rassegna proseguirà nelle prossime settimane con gli ulteriori eventi in programma alla Cittadella della Musica.
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Bracciano estate 2026

Dal profilo Facebook del comune di Bracciano

Dopo il successo delle scorse settimane – con Opera Camion, il Concerto per la Pace, In Bocca al Luppolo, Arti e Mestieri, la Notte Bianca e le tante iniziative che hanno animato il nostro territorio – l’estate prosegue con un calendario di appuntamenti per tutto il mese di luglio.
Un programma ricco di eventi, cultura, musica, spettacoli e momenti di incontro, promosso grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione, le associazioni, le cittadine e i cittadini e le tante realtà che ogni giorno si impegnano con passione per valorizzare e far vivere il nostro territorio.
Vi aspettiamo per continuare a condividere insieme un’estate fatta di partecipazione, comunità e occasioni per stare insieme. Scoprite tutti gli appuntamenti di luglio e non mancate!

𝗜𝗹 𝗹𝗮𝗴𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗿𝗲.

Da profilo Facebook di Massimo Guitarrini

Non deve inseguire orizzonti lontani né imitare ciò che non è.
Ha onde piccole, confini riconoscibili, un equilibrio fragile. La sua forza sta nella calma, nella profondità, nella capacità di custodire la vita e di insegnarci il valore del 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲 e della 𝗰𝘂𝗿𝗮.
Il lago non deve dimostrare niente a nessuno.
Anche 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 dovrebbe imparare dal suo lago.
Lo dico chiaramente: dobbiamo superare questo complesso di inferiorità. 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 e il Lago di Bracciano non è un mare che non ce l’ha fatta.
Non è una comunità che vive all’ombra del potere, in ricerca favore dei grandi dove ricavare un vantaggio misero.
Abbiamo una storia, un’identità e una bellezza che non hanno bisogno di essere confrontate con quelle degli altri.
Forse in passato questo non era così evidente.
In Piazza del Comune c’erano le palme, piante esotiche che richiamavano un immaginario lontano dalla natura del nostro territorio. Erano simbolo dell’epoca imperiale/coloniale in cui il prestigio sembrava arrivare da ciò che appariva esotico, monumentale, distante.
Nel dopoguerra, lungo il lago, furono piantati i pini, quasi a ricreare il paesaggio del litorale tirrenico. Una scelta figlia della cultura del tempo, che oggi mostra tutti i suoi limiti (radici superficiali, caduta per squilibrio strutturale, proliferazione della processionaria). Come se, per sentirci più importanti, avessimo avuto bisogno di assomigliare a qualcos’altro.
Oggi, invece, abbiamo l’occasione di guardarci con occhi diversi. Di riconoscere il valore delle nostre scelte, anche quando vanno controcorrente. Di costruire un futuro che parta da ciò che siamo, non da ciò che vorremmo imitare.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮.
Nasce dal rapporto autentico tra un territorio, la sua natura e le persone che lo abitano.
𝗘 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.
C’è chi confonde il senso di appartenenza con il diritto di decidere chi è davvero braccianese e chi no. Ma Bracciano è sempre stata un 𝗰𝗿𝗼𝗰𝗲𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲, di persone, di incontri. La sua identità non è mai stata immobile: si è costruita attraverso gli arrivi, le partenze, gli scambi e le contaminazioni.
𝗟𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗺𝘂𝗿𝗶.
Servono a dare forza ai rami, non a tenere lontani gli altri.
Eppure, ancora oggi, facciamo fatica a sentirci davvero una comunità. Litighiamo invece di confrontarci, diffidiamo invece di ascoltarci, trasformiamo troppo spesso le differenze in conflitti.
𝗠𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗮𝗹𝘇𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲.
Cresce quando sa ascoltare, discutere e partecipare. 𝗜𝗹 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮: è il coraggio di costruire anche partendo da idee diverse.
Partecipare non significa essere sempre d’accordo. Significa sentirsi responsabili dello stesso luogo e cercare, insieme, un punto di incontro.
A Bracciano viviamo tra due grandi simboli.
Da una parte il 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼, memoria di un potere concentrato nelle mani di pochi.
Dall’altra il 𝗟𝗮𝗴𝗼: un 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲, fragile e prezioso, che non appartiene a qualcuno in particolare, ma a tutti e tutte. E che continuerà a vivere solo se tutti ce ne prenderemo cura.
𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼.
Possiamo continuare a coltivare la cultura della delega, del favore e della contrapposizione. Oppure possiamo scegliere quella dell’𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼, della 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 e della 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗮.
Il futuro di Bracciano non si costruisce aspettando che qualcuno decida per tutti. Si costruisce insieme, rispettandoci anche quando non siamo d’accordo e mettendo il 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 davanti agli interessi personali.
𝗜𝗹 𝗹𝗮𝗴𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗿𝗲.
𝗘 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗮 𝘀𝗲́.
Ha soltanto bisogno di riconoscersi per ciò che è sempre stata: una 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮, attraversata da mille storie, capace di custodire le proprie radici senza trasformarle in confini.

Una sera di comunità al Parco de La Rinascente: il quartiere si ritrova dopo l’alluvione

Sabato di festa all’interno del parco de La Rinascente. Una festa collettiva in un quartiere non è mai solo un evento: è un dispositivo sociale, un termometro della comunità, un’occasione per misurare quanto un luogo riesca davvero a essere vivo, soprattutto quando l’iniziativa è soprattutto un modo per ritrovarsi uniti dopo l’evento drammatico accaduto nella notte del sei febbraio 2026, quando una bomba d’acqua causò l’esondazione del fosso locale sommergendo diversi garage interrati, dove l’acqua raggiunse anche i due metri d’altezza.

conduttore da vicinogiovanni

L’ha ricordato subito Gioacchino Fornario che ha presentato l’intera iniziativa, lo ha voluto ribadire l’amministratore di condominio Giovanni Furgiuele, in un appassionato intervento in cui ha espresso la soddisfazione per la buona riuscita dell’evento, ringraziando tutti i presenti e anche quelli che non hanno potuto partecipare anche se dietro l’evidente emozione si poteva leggere la pagina di un impegno quotidiano riconosciuto da tutti.

sindacosindaco con giovanni

Ha preso poi la parola il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi che, portando i saluti dell’amministrazione comunale di Bracciano, presente anche con la presidente del consiglio Giulia Sala e l’assessora Maddalena Coletta, si è impegnato nella premiazione dei partecipanti e dei vincitori del torneo di tennis, organizzato per l’occasione.

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Una festa che ha saputo raccontare chi abita quel territorio, perché quando prevale l’attività spontanea, quella autoprodotta, significa che il quartiere ha una forte capacità di iniziativa e i tavoli, le luci, la musica e i piatti condivisi, sono strumenti di inclusione. Queste iniziative hanno la forza di lasciare tracce: provocano nuove relazioni, idee per iniziative future, lo spazio pubblico diventa un palcoscenico democratico.

premiati con fuochipremiati con fuocofuochifestanti

Il Parco de La Rinascente, quella sera, sembrava aver cambiato pelle. Non era più il rettangolo verde incastonato tra alberi e palazzi, il luogo dove i bambini corrono dopo scuola e gli anziani si siedono sulle panchine guardandosi attorno. Era diventato altro: una sorta di camera di risonanza dove il quartiere si stringeva, finalmente, tutto insieme, nel ricordo di un evento negativo ma superato.

gentesindaco con il premiopruemiato

La cosa più bella, forse, era la semplicità. Nessuna grande struttura, nessun palco monumentale, nessuna retorica. Solo persone, luci, cibo condiviso, un parco che per una sera si trasformava in piazza. Una piazza verde, aperta, dove tutto sembrava possibile: parlare, ridere, ricordare. La gara di Karaoke è stata un esempio.

immagino di trebella fotosindaco con lorenzinobimbi e anzianicaraokepartecipante con maglietta

Quando la festa è finita, il parco è tornato quello di sempre. Ma non del tutto. Era rimasta una traccia, una specie di eco. Come se il quartiere avesse lasciato lì un pezzo di sé, e come se il parco avesse restituito qualcosa in cambio: la certezza che, quando ci si ritrova davvero, un luogo può cambiare. Anche solo per una sera. Anche solo in quei gioiosi momenti di felicità collettiva.

Lorenzo Avincola redattore L’agone

Le parole di Gianni Rodari continuano a parlare al presente e da domenica 12 luglio avranno anche un luogo che le custodirà.

Dal profilo Facebook del comune di Manziana

Il Comune di Manziana è lieto di invitarvi a due appuntamenti dedicati all’inaugurazione del monumento in onore di Gianni Rodari, realizzato dal nostro concittadino Nando Massa.
Conferenza stampa
Cerimonia di rivelazione del monumento
Domenica 12 luglio, ore 11.00
Piazza Tommaso Tittoni
Alla presenza di Paola Rodari, figlia dello scrittore, sarà svelata ufficialmente l’opera dedicata a uno dei più grandi autori della letteratura italiana per l’infanzia, il cui messaggio continua a ispirare generazioni di bambini e adulti.
Un invito aperto a tutta la cittadinanza per celebrare insieme la forza dell’immaginazione e delle parole.

L’ANTICA MONTERANO TRA LE 10 LOCATION CINEMATOGRAFICHE PIU’ SUGGESTIVE DELLA REGIONE LAZIO

Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano

L’Antica Monterano entra a fare parte del ristretto elenco delle location cinematografiche più suggestive e rappresentative scelte dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission nell’ambito dell’avviso “Film Friendly Location 2025”.
Il Comune di Canale Monterano e la Riserva Naturale Regionale Monterano continuano così il percorso legato alla valorizzazione del territorio attraverso il cinema.
Grazie a questo accreditamento l’Antica Monterano sarà presentata nei principali festival e mercati internazionali dedicati al cinema e all’audiovisivo, ma non solo: tutte le dieci location in elenco saranno mappate professionalmente con fotografie ad hoc ed inserite nei Fam Tour (Familiarization Tour), occasioni di incontro con “location manager” e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di favorire nuove opportunità di visibilità e attrarre future produzioni.
Il video della dichiarazione del direttore della Riserva Naturale Monterano, Stefano Ciferri,
al link riportato di seguito.
https://www.facebook.com/reel/1709165256771846

Un calendario ricco di eventi a Bracciano

Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano

Centinaia di persone stanno animando le vie e le piazze per questa seconda edizione del Roll!Fest
A Bracciano l’estate continua con un calendario ricco di eventi: cultura, musica, sport, iniziative sociali, spettacoli e tante occasioni per stare insieme e vivere la nostra città.
Vi aspettiamo per continuare a condividere questa estate, insieme!
IL video al link riportato di seguito

https://www.facebook.com/reel/1901298850538907

Marco Crocicchi, sindaco di Bracciano

Mobilità annuale docenti 2026/2027: il merito resta escluso. “È tempo di restituire dignità alla professionalità docente

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto della sottoscrizione definitiva, avvenuta il 10 luglio 2026, del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie per gli anni scolastici 2025/2026, 2026/2027 e 2027/2028, siglato tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le Organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca. Contestualmente è stata pubblicata la nota ministeriale n. 18007 del 10 luglio 2026, contenente le istruzioni operative per la presentazione delle istanze. I docenti con contratto a tempo indeterminato, appartenenti a tutti gli ordini e gradi di scuola, potranno presentare domanda esclusivamente tramite la piattaforma Istanze OnLine dalle ore 15.00 del 10 luglio 2026 alle ore 23.59 del 23 luglio 2026.

Il CNDDU ritiene che la disciplina della mobilità annuale costituisca uno degli ambiti nei quali l’Amministrazione scolastica è chiamata a realizzare un equilibrato bilanciamento tra valori di rango costituzionale: la tutela dell’unità familiare, la protezione delle persone con disabilità e delle situazioni di particolare fragilità, il buon andamento della pubblica amministrazione e la valorizzazione della professionalità del personale docente. Tale equilibrio discende dai principi di ragionevolezza, imparzialità e proporzionalità che devono orientare ogni scelta amministrativa e contrattuale incidente sulla vita lavorativa dei dipendenti pubblici.

È proprio sotto quest’ultimo profilo che il CNDDU manifesta profonde perplessità. Anche nell’attuale disciplina contrattuale continuano a non assumere alcuna rilevanza il servizio prestato, l’anzianità professionale maturata, i titoli culturali e accademici, la formazione permanente, le competenze certificate, la partecipazione a percorsi di ricerca educativa, le attività di innovazione metodologica, la progettazione didattica e il contributo offerto al miglioramento dell’offerta formativa. Tutti elementi che qualificano il profilo professionale di un docente e che rappresentano il risultato di anni di studio, aggiornamento e impegno al servizio della scuola pubblica.

Una simile impostazione appare difficilmente conciliabile con il principio del buon andamento sancito dall’articolo 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione di perseguire l’efficienza e la qualità dell’azione amministrativa anche attraverso la valorizzazione delle competenze e delle professionalità. Se la qualità dell’istruzione rappresenta un interesse pubblico primario, non appare coerente che, nelle procedure di mobilità annuale, l’esperienza professionale e il percorso di crescita culturale del personale docente siano completamente esclusi da qualsiasi forma di valutazione.

Il CNDDU ribadisce che le tutele previste dalla legge n. 104 del 1992 costituiscono una conquista irrinunciabile dello Stato sociale e trovano pieno fondamento negli articoli 2, 3, 32 e 38 della Costituzione. Nessuna riflessione può e deve mettere in discussione tali diritti. Tuttavia, il riconoscimento di prerogative fondamentali non dovrebbe comportare l’automatica cancellazione di ogni altro criterio idoneo a valorizzare il merito e la professionalità. Un sistema realmente equo è quello che riesce a contemperare interessi costituzionalmente rilevanti senza azzerare il valore dell’impegno professionale.

Non può essere ignorata la condizione di migliaia di insegnanti che hanno prestato servizio per molti anni lontano dai propri affetti, affrontando notevoli sacrifici personali ed economici, investendo nella formazione universitaria e specialistica, conseguendo ulteriori titoli culturali, promuovendo progetti innovativi, partecipando a percorsi di ricerca educativa e contribuendo concretamente alla crescita delle proprie comunità scolastiche. È difficile spiegare a questi docenti perché tutto ciò non assuma alcun rilievo nelle procedure di mobilità annuale, mentre la qualità della loro professionalità continua a essere richiesta e valorizzata ogni giorno all’interno delle istituzioni scolastiche.

Da sempre il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sostiene che la cultura dei diritti debba procedere insieme alla cultura della responsabilità. Diritti e merito non sono principi contrapposti, ma valori complementari che trovano la loro sintesi nel principio di giustizia sostanziale. Una pubblica amministrazione moderna non può limitarsi a garantire le necessarie tutele sociali, ma deve anche saper riconoscere e valorizzare il capitale umano, le competenze e il percorso professionale di coloro che operano al servizio dello Stato.

Il CNDDU esprime pertanto una ferma contrarietà nei confronti di un sistema che continua a escludere qualsiasi forma di riconoscimento dell’esperienza professionale, della formazione continua e dell’impegno culturale dei docenti. Una simile impostazione rischia di alimentare demotivazione, sfiducia nelle istituzioni e disaffezione verso quei percorsi di aggiornamento che lo stesso Ministero promuove come strumenti essenziali per l’innovazione della didattica. Non è coerente chiedere agli studenti di credere nel valore dello studio, dell’impegno e del merito se, parallelamente, tali principi non trovano adeguata applicazione nelle procedure che disciplinano la vita professionale degli insegnanti.

Per queste ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un forte appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova una revisione dell’attuale impianto della mobilità annuale, introducendo criteri che, nel pieno rispetto delle tutele previste dall’ordinamento per le persone con disabilità, per le situazioni di fragilità e per l’unità familiare, attribuiscano un adeguato riconoscimento anche al servizio prestato, ai titoli culturali, alla formazione certificata, all’aggiornamento professionale e al contributo offerto dai docenti all’innovazione del sistema scolastico. Il merito non può essere un principio evocato esclusivamente nei confronti degli studenti o richiamato nelle dichiarazioni programmatiche: deve tradursi in un criterio concreto di giustizia amministrativa capace di restituire dignità alla professionalità docente. Solo così sarà possibile costruire una scuola autenticamente fondata sui principi costituzionali di equità, imparzialità, responsabilità e valorizzazione delle competenze, rafforzando la fiducia del personale scolastico nelle istituzioni e la credibilità dell’intero sistema educativo.

Prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU