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“E…state in Giardino”, giovedì 16 luglio il Giulia Lorenzoni Quartet presenta “Italian Stories”
Città Futura Anno Zero: quando mancano argomenti politici, si ricorre agli insulti personali e alla riscrittura della realtà
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La replica dell’assessore Luchetti conferma che quando mancano argomenti politici, si ricorre agli insulti personali e alla riscrittura della realtà.
Definire “traditori” i consiglieri e i membri di Città Futura Anno Zero è un tentativo tanto scomposto quanto improprio di spostare l’attenzione dai fatti. Soprattutto se quelle parole arrivano da chi, per circa nove mesi, ha scelto di sottrarsi di fatto alla vita della maggioranza senza mai fornire una spiegazione pubblica ai cittadini, lasciando sulle spalle degli altri il peso politico e amministrativo di un assessorato delicato come quello dei Lavori Pubblici.
Noi, al contrario, in quella fase abbiamo continuato a lavorare. Ci siamo fatti carico di una crisi politica che non avevamo provocato, cercando fino all’ultimo di salvaguardare la maggioranza e il mandato ricevuto dagli elettori. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità e lealtà nei confronti del sindaco, che per mesi ha denunciato pubblicamente, persino davanti alla pubblica assise comunale, le pressioni e i ricatti politici provenienti proprio da chi, in quella fase aveva creato la crisi ed abbandonato la maggioranza.
Ricatti che, a detta del sindaco, e noi ne siamo testimoni, avevano ben poco a che vedere con il programma amministrativo e molto di più con equilibri, incarichi e posizionamenti politici.
Esiste poi una differenza sostanziale che l’assessore evita accuratamente di ricordare. La nostra scelta di uscire dalla maggioranza è stata pubblica, ufficiale, motivata in Consiglio comunale e spiegata ai cittadini. La loro, invece, è maturata per mesi nell’ambiguità e senza mai assumersi la responsabilità politica delle proprie decisioni davanti alla comunità.
Quanto allo “spettacolo folkloristico” evocato dall’assessore, riteniamo che siano i cittadini a poter giudicare chi, da mesi, assiste a Consigli comunali nei quali la maggioranza è costretta ogni volta a rincorrere i numeri per garantire il numero legale e l’approvazione degli atti. Questa è una realtà politica oggettiva, non una nostra rappresentazione.
Forse ciò che continua a infastidire l’assessore è il fatto che Città Futura Anno Zero abbia scelto di svolgere fino in fondo il proprio ruolo istituzionale. Abbiamo studiato gli atti, presentato osservazioni, avanzato proposte e, quando necessario, espresso critiche motivate. È ciò che dovrebbe fare ogni consigliere comunale. Evidentemente, per chi è abituato a considerare il confronto come un ostacolo anziché come un valore, questo atteggiamento rappresenta un problema.
Rivendichiamo inoltre il lavoro svolto dai nostri amministratori durante gli anni di governo. Molti progetti che oggi vengono inaugurati o rivendicati da questa amministrazione nascono da un percorso amministrativo avviato anche grazie al contributo dei nostri assessori e del nostro gruppo. Non ne facciamo una questione di medaglie, perché riteniamo che le opere appartengano ai cittadini e non ai singoli amministratori. Ma non accettiamo nemmeno che venga sistematicamente cancellato il lavoro di chi ha contribuito a costruirle.
Quanto alle frazioni, respingiamo con serenità i tentativi di trasformare il dibattito politico in propaganda elettorale. Il consenso non si conquista con dichiarazioni enfatiche, con qualche intervento concentrato nell’ultimo anno di mandato, ma con la credibilità costruita nel tempo, con la presenza costante e con la capacità di ascoltare i cittadini. Su questo saranno gli elettori, come sempre, a pronunciarsi.
Infine, una precisazione che dimostra quanto l’assessore abbia letto frettolosamente perfino gli atti di cui parla. Nella sua replica sostiene che avremmo omesso di ricordare che il progetto di Largo Monteverdi era già previsto nell’annualità in corso. Peccato che proprio questo costituisse il presupposto della mozione approvata dal Consiglio comunale. È scritto nero su bianco. Forse, prima di accusare gli altri di superficialità, sarebbe opportuno rileggere gli atti.
Continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, studiando i provvedimenti, avanzando proposte e denunciando ciò che riteniamo sbagliato. Lo faremo senza alzare i toni, senza ricorrere agli insulti e senza trasformare il dissenso politico in attacco personale. Perché crediamo che questo sia il rispetto dovuto ai cittadini e alle istituzioni.
Caro assessore Luchetti, al di là della propaganda e delle polemiche, il bilancio del suo assessorato è sotto gli occhi di tutti. Sono i cittadini a giudicare quotidianamente lo stato della città, delle strade, del decoro urbano e della manutenzione, ed è sempre più diffusa la sensazione di una città trascurata e lasciata indietro.
Amministrare, soprattutto un assessorato complesso come quello dei Lavori Pubblici, richiede presenza costante, capacità di ascolto, programmazione e un impegno che non conosce orari. È un incarico che richiede dedizione totale, ogni giorno, perché i problemi dei cittadini non si fermano alle ore d’ufficio. Quando tutto questo viene meno, i risultati – o, più precisamente, i non risultati – diventano inevitabilmente evidenti.
Prosegue la cura del verde pubblico a Bracciano
Dalla pagina Facebook del Comune
MARCO MANCINI (EX DIS) A FILOROSSO (RAI 3): “SONO STATO IDENTIFICATO DA UN COLLEGA IN PENSIONE. HO CAMBIATO ABITAZIONE, AUTO E RESIDENZA”
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“Io sono stato identificato da un collega in pensione. Ho cambiato abitazione, ho dovuto vendere un’auto, ho cambiato residenza”. Lo ha affermato questa sera a “Filorosso”, il programma condotto su Rai 3 da Antonino Monteleone con Adele Grossi, l’ex agente segreto ed ex dirigente del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), Marco Mancini.
Per la prima volta, nel corso di uno spazio dedicato al pericolo delle infiltrazioni dei servizi segreti russi in Italia, l’ex agente segreto ha rivelato pubblicamente alcuni particolari della sua vita al servizio dello Stato. E ha ricordato come “il giuramento che abbiamo fatto alla Patria, alla bandiera, all’Italia, non è sufficiente andare in pensione per violarlo. Il giuramento è perenne. E’ un onore aver giurato per difendere il nostro Paese”.
Secondo Mancini “da anni l’Italia è un obiettivo di ricerca molto importante e che l’intelligence russa, soprattutto quel servizio CRU che costituì Lenin – e che ancora non ha cambiato acronimo – sia ancora molto forte e molto presente. Vorrei solo citare alcuni fatti. Chi non vede questa presenza di penetrazione dei servizi russi in Italia, ma soprattutto in Europa, non vede l’ovvio. Pochi mesi fa è stato condannato un tenente colonnello di Marina, Walter Biot, a circa 50 anni di carcere per spionaggio mentre cedeva notizie segrete, criptate, e che il ROS, l’ottimo reparto dei Carabinieri, lo ha colto in fragranza di reato. E quindi è stato catturato. Potrei citare altri fatti”.
Mancini ha poi spiegato di condividere “pienamente l’allarme del ministro della difesa Guido Crosetto. Certamente non arriveranno i russi a cavallo, i cosacchi verso Trieste, ma c’è già in atto una penetrazione da parte dell’intelligence russa. Ci sono fatti circostanziati in Germania e in Austria che producono procedimenti penali verso persone che si sono vendute. I cittadini appartenenti all’intelligence si sono venduti e sono stati reclutati dai servizi russi”.
Secondo Mancini “bisogna tornare ai metodi tradizionali. Capire dove sono le sensibilità. Rafforzare il controspionaggio offensivo. Noi del Sismi con questo metodo abbiamo sventato l’11 settembre italiano a Beirut. Il controspionaggio previene il crimine, non corre dietro i cadaveri. La tecnologia è importantissima, ma leggere tra le righe, tra gli spazi bianchi non c’è scritto niente, bisogna interpretare. La tecnologia non interpreta, l’uomo si”.
In apertura di puntata, sollecitato da Antonino Monteleone sulla vicenda legata a Sigfrido Ranucci, Mancini non ha voluto commentare spiegando che “Io non ho nessun conto in sospeso con nessuno”.
VALTER LAVITOLA A FILOROSSO (RAI 3): “HO PROMESSO ALLA PROCURA CHE NON PARLO. APPENA SARO’ AUTORIZZATO RACCONTERO’ TUTTA LA VERITA’”
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“Ho promesso alla Procura che non parlo. Ho interesse che non vengano inquinati i pozzi e che si facciano delle indagini più lineari possibili”. Lo ha affermato questa sera a “Filorosso”, il programma condotto su Rai 3 da Antonino Monteleone con Adele Grossi, l’imprenditore Valter Lavitola.
Nel corso del servizio realizzato nei pressi del suo ristorante, Valter Lavitola, figura centrale nell’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato dello scorso ottobre ai danni del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, ha scelto di mantenere il riserbo sugli aspetti oggetto dell’indagine, ribadendo tuttavia la propria disponibilità a chiarire la vicenda non appena gli sarà consentito. Interpellato dal giornalista sul presunto sondaggio che avrebbe sottoposto a Ranucci per valutarne un possibile impegno politico, Lavitola ha spiegato che “è evidente che non volevo lanciare Sigfrido in politica. Volevo semplicemente sottoporgli un’opzione alla quale lui non pensava proprio ed era totalmente in disaccordo”.
Sul procedimento giudiziario in corso, Lavitola ha ribadito la propria posizione, continuando a dichiararsi estraneo alle accuse e annunciando che fornirà la propria versione dei fatti quando gli sarà consentito: “Ti prometto che, appena la Procura e il mio avvocato mi autorizzano, ti darò tutte le spiegazioni del caso”, ha poi aggiunto, con una battuta sulla propria situazione processuale: “Anche perché il mio avvocato mi ha detto che lui non mi difende più ed è l’unico che mi fa credito. Sicuramente rimango pure con l’avvocato d’ufficio e non ho neanche la speranza che ci potrà stare Berlusconi a mandarmi un avvocato”.
Al via “Donne che resistono” con la lettura scenica di “Sensi” di Adània Shibli, con Chiara Favero
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Giovedì 16 luglio, ore 17:30, a bordo della Motonave Sabazia II – imbarco all’Idroscalo degli Inglesi di Bracciano
La nuova rassegna multidisciplinare e itinerante promossa dalla Biblioteca Comunale di Bracciano e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura prende il via giovedì 16 luglio alle 17,30. Sarebbe meglio dire prende il largo perché la presentazione di “Sensi” di Adania Shibli, con la partecipazione straordinaria di Chiara Favero si svolgerà a bordo della Motonave Sabazia II, che salperà per la crociera sul lago alle 17,30 dall’Idroscalo degli Inglesi, a Bracciano.
“Sensi” è la storia di una ragazzina senza nome che vive in un villaggio, anch’esso senza nome, in Palestina. Le esperienze quotidiane di questa ragazza, che cerca di concentrarsi sulle piccole cose per non farsi sopraffare dalla realtà che la circonda, assumono una portata ben più ampia, risuonando fino a diventare pesanti come macigni, in quella che è a tutti gli effetti una tragedia che riguarda ognuno di noi.
“Sensi è un romanzo della materia,” – dice Chiara Favero – “è un romanzo del corpo. È anzi, più precisamente, il romanzo di un corpo. La storia, anche quella maggiore di un popolo martoriato come quello palestinese, passa da quelle porte aperte sul mondo che sono i sensi di una ragazzina. Vediamo quello che lei vede,” – dice ancora Favero – “sentiamo i rumori che lei sente: l’amore ha il suono di un fischio e il nome in codice di un gioco, la morte ha il colore quasi nero della Coca Cola”.
“Donne che resistono” propone storie che emancipano la Storia, per capire, ragionare, ribellarsi all’oppressione, all’ingiustizia, alla violenza, alla guerra. Oltre l’indignazione, la partecipazione.
L’imbarco sulla Motonave Sabazia II è libero, fino a esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni: biblioteca@comune.bracciano.rm.it
“Sensi” di Adània Shibli (La Nave di Teseo 2025) sarà disponibile a bordo, grazie alla Libreria Giunti al Punto di Bracciano.
Allegati:
– Adània Shibli, (nella foto) scrittrice e docente palestinese, è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali. Nel 2001 e nel 2003 ha vinto il premio Qattan Young Writer’s Award-Palestine, è stata finalista al National Book Award nel 2020 e nel 2021. Ha vinto il LiBeraturpreis nel 2023, premio promosso dall’associazione Litprom di Berlino, che decide però di non assegnarlo all’autrice, a causa del “della guerra, iniziata da Hamas” (citazione da Litprom). In suo appoggio si schierarono 1.500 autori, tra cui i Nobel Annie Ernaux, Abdulrazak Gurnah e Olga Tokarczuk.
– Chiara Favero, (nella foto) attrice, si forma presso la “School After Theatre” diretta da Jurij Alschitz in collaborazione con l’istituto G.I.T.I.S. di Mosca. Studia con Tage Larssen e Donald Kitt all’Odin Teatret di Holstebro e con Michele Abbondanza, Renato Gatto, Toni Cafiero, Serena Sinigaglia. Lavora con Adriano Jurissevich, Giampaolo Gotti, Fabio Cherstich, Luciano Colavero. Ha studiato anche danza classica e contemporanea con Laura Boato, Nicoletta Cabassi e Silvia Gribaudi. Nel 2012 ha fondato con Luciano Colavero la compagnia Strutture Primarie.
VinArte, dal 16 al 19 luglio il centro storico diventa un percorso tra vino, cucina, arte e musica
Riceviamo e pubblichiamo
Centro anziani “Mons. Carlo Chenis”, firmata la convenzione tra il Comune e l’APS Alda Merini
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Caldo estremo. Flash mob al Colosseo di Cgil, Rete studenti e Unione Universitari per denunciare condizioni di lavoro e chiedere più diritti
Da UFFICIO STAMPA Rete degli Studenti Medi del Lazio riceviamo e pubblichiamo
Lunedì 13 luglio, la Cgil di Roma e del Lazio, la Rete degli Studenti Medi del Lazio e l’Unione degli Universitari di Roma hanno svolto un flashmob davanti al Colosseo, esponendo un grande termometro segnante temperature estreme e esponendo cartelli con su scritto frasi di denuncia delle condizioni di lavoro nei cantieri edili, nella consegna del cibo e nell’agricoltura.
La Cgil, dopo aver ottenuto dalla Regione Lazio l’ordinanza che introduce le fasce orarie di stop per alcune categorie di lavoro nei giorni di caldo estremo, si è mobilitata per aumentare le tutele per la salute di tutti i lavoratori e le lavoratrici esposti al caldo estremo.
Una questione, quella dei cambiamenti climatici, che con l’arrivo dell’estate si sta traducendo in una vera e propria crisi che sta venendo pagata dai lavoratori, dagli studenti e dalle persone anziane.
“I lavoratori e le lavoratrici sono tra i soggetti più esposti all’emergenza caldo che attanaglia Roma e il Lazio – commenta Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio -. È necessario far rispettare e garantire la piena attuazione dell’ordinanza regionale e tutelare la salute e la sicurezza di chi lavora – aggiunge Di Cola -. Occorre che il Comune di Roma faccia la sua parte integrando il Piano Caldo con interventi specifici sul lavoro, estendendo le tutele nei servizi in appalto e adottando provvedimenti per le lavoratrici e i lavoratori del Comune, delle sue società partecipate e dei lavori pubblici”, conclude Di Cola.
La Rete degli Studenti e l’Unione degli Universitari hanno, invece, scelto di mobilitarsi per denunciare una situazione insostenibile all’interno degli istituti e delle università, dove il caldo estremo continua a mettere a dura prova studenti e insegnanti nel periodo dell’esame di stato e della sessione di esami universitari.
I sindacati studenteschi chiedono interventi concreti da parte degli enti preposti, per adattare gli edifici scolastici all’aumento delle temperature.
“Le battaglie dei lavoratori sono le battaglie degli studenti” spiegano Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Lazio e Leonardo Soffientini del l’UDU Roma “il governo non può più rimandare degli interventi che, oltre a invertire la rotta dei disastri climatici, prendano atto della crisi attuale e tutelino la vita delle persone”
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Sfiorata tragedia sulla Roma San Pietro–Vigna Clara
Treni: Casu (PD), sfiorata tragedia sulla Roma San Pietro–Vigna Clara. Governo riferisca subito
«Quanto accaduto questa mattina sulla linea ferroviaria Roma San Pietro–Vigna Clara è un episodio gravissimo. Se saranno confermate le ricostruzioni emerse nelle prime ore, una trivella impegnata in un cantiere avrebbe perforato la volta della galleria, colpendo un treno regionale in transito. Solo per una fortunata coincidenza non ci sono stati feriti. Presenterò un’interrogazione urgente al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per chiedere che venga fatta piena luce sull’accaduto e che il Governo riferisca su come sia stato possibile che lavori eseguiti al di sopra della sede ferroviaria abbiano potuto interferire con la circolazione dei treni, mettendo a rischio la sicurezza di passeggeri e lavoratori.
Desidero ringraziare il personale ferroviario, i macchinisti, la Polfer, i Vigili del Fuoco, i tecnici di RFI e tutti gli operatori intervenuti che hanno gestito l’emergenza, adesso è fondamentale accertare se tutte le procedure previste siano state rispettate e verificare quali misure saranno adottate affinché un episodio di questa gravità non possa mai più ripetersi.»
Dichiara in una nota Andrea Casu, deputato PD e Vice Presidente Commissione Trasporti













