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L’associazione Abbruzzese di Roma incontra il sindaco Gualtieri

Riceviamo e pubblichiamo

ABRUZZESI A ROMA

22 giugno Β· ore 19:00 Β· Villa Altieri (Viale Manzoni 47)

L’Associazione Abruzzese di Roma incontra il Sindaco Gualtieri

Un’occasione per far sentire la nostra voce in Campidoglio.
Aperitivo e buona compagnia garantiti

Corpus Domini: la fede attraversa le strade e la storia di Canale Monterano

Nel pomeriggio di oggi, Canale Monterano ha celebrato il Corpus Domini, una delle ricorrenze piΓΉ antiche e simboliche della tradizione cristiana. Una festa che affonda le sue radici nel XIII secolo, quando la Chiesa istituΓ¬ la solennitΓ  per affermare la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia β€” un mistero che, da allora, viene portato fuori dalle chiese per incontrare le strade, le case, le persone. Una festa che ricorda che il sacro non resta chiuso, ma cammina in mezzo alla comunitΓ .

A Canale Monterano, questo cammino ha assunto come sempre un carattere profondamente identitario. Le vie del paese, illuminate da un sole gentile di inizio giugno, si sono riempite di fedeli, famiglie, bambini, anziani, in un corteo che ha unito devozione e memoria. La processione Γ¨ partita dalla chiesa parrocchiale e si Γ¨ snodata tra i vicoli storici, accompagnata dalla banda musicale E. D’Aiuto, dalla Confraternita del SS. Sacramento, dalla Protezione Civile, dal Comitato Festeggiamenti 1986 e dai bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione, emozionati e fieri nei loro abiti bianchi.

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Il Corpus Domini, nella tradizione di Canale, non Γ¨ solo un rito religioso: Γ¨ un gesto collettivo che attraversa la storia del paese, un modo per rinnovare ogni anno il legame tra la comunitΓ  e le sue radici spirituali. Le strade percorse oggi sono le stesse che per generazioni hanno visto passare il baldacchino, l’ostensorio, i canti, su decorazioni floreali raffiguranti immagini sacre e simbolismi identitari locali. Un filo che unisce passato e presente, fede e identitΓ .

Alla celebrazione erano presenti il sindaco Alessandro Bettarelli e il vicesindaco Fabrizio Lavini, che hanno partecipato con discrezione e rispetto, riconoscendo il valore civile e comunitario di un rito che appartiene a tutti, credenti e non. La loro presenza, insieme a quella delle associazioni locali, ha restituito l’immagine di un paese che sa ritrovarsi attorno ai suoi simboli piΓΉ profondi.

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Il momento piΓΉ intenso Γ¨ stato il passaggio del Santissimo tra due ali di silenzio. Il sacerdote ha sollevato l’ostensorio e, per un istante, il tempo sembrava essersi fermato: solo il suono lieve dei passi, il fruscio delle vesti, il profumo dei fiori sparsi dai bambini. Un gesto antico, che continua a parlare anche oggi, in un’epoca in cui tutto corre e tutto si consuma in fretta. Il Corpus Domini ricorda invece la necessitΓ  di fermarsi, di riconoscere ciΓ² che unisce, di ritrovare un senso di comunitΓ  che va oltre le differenze.

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La processione si Γ¨ conclusa con la benedizione finale, mentre il sole calava dietro le colline e il paese ritrovava la sua quiete. Ma ciΓ² che resta non Γ¨ solo il rito: Γ¨ la consapevolezza che, anche in un mondo che cambia, ci sono tradizioni che continuano a custodire il cuore di una comunitΓ . A Canale Monterano, oggi, il Corpus Domini Γ¨ stato proprio questo: un ponte tra fede e storia, tra memoria e presente, tra il cammino di un popolo e il significato piΓΉ profondo della parola collettivitΓ Β che vive anche nei gesti semplici e condivisi.

Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’Agone

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Manziana in festa per il Corpus Domini: fede e partecipazione nel cuore del paese

Una comunitΓ  unita dal senso di appartenenza e dalla profonda devozione religiosa. Si Γ¨ svolta oggi, domenica 7 giugno 2026, la solenne processione del Corpus Domini, uno degli appuntamenti piΓΉ sentiti e attesi dai cittadini di Manziana, che ha trasformato le vie del centro in un palcoscenico di fede e gioia condivisa. L’evento ha visto una massiccia partecipazione istituzionale, a testimonianza dell’importanza della ricorrenza per il tessuto sociale del comune.

In prima fila il sindaco Alessio Telloni, accompagnato dal vicesindaco Remo Fiorucci e dalla Giunta comunale al completo. La presenza delle autoritΓ  civili, scortate dal picchetto d’onore della Polizia Locale, ha sottolineato il legame indissolubile tra le tradizioni religiose e l’identitΓ  civile della cittadina. La solennitΓ  del momento Γ¨ stata ulteriormente arricchita dalla presenza della banda musicale, che ha accompagnato l’intero percorso. Le note solenni dei musicisti hanno allietato i presenti, scandendo il passo della processione e conferendo un’atmosfera di festa e decoro che ha emozionato l’intera comunitΓ .

La celebrazione liturgica e il successivo corteo sono stati guidati dal parroco, Don Donelio, insieme al viceparroco Don William. Nelle loro parole e nella guida spirituale della processione Γ¨ emerso l’invito alla fratellanza, alla pace e al valore della comunitΓ . Il passaggio del Santissimo Sacramento Γ¨ stato accolto con grande commozione dai residenti: balconi addobbati, fiori lungo il percorso e un silenzio orante hanno accompagnato il cammino, alternato alle armonie della banda e alle preghiere dei fedeli.

L’intera cittadinanza si Γ¨ stretta attorno al corteo, vivendo il momento non solo come un rito, ma come una vera esplosione di fervore religioso che ha coinvolto giovani, anziani e famiglie.”Vedere il paese cosΓ¬ unito e partecipe Γ¨ il segno tangibile di una comunitΓ  viva” – Γ¨ stato il commento del vicesindaco Fiorucci a margine dell’evento. La giornata si Γ¨ conclusa con la benedizione finale, lasciando nel cuore dei manzianesi il ricordo di una domenica di profonda spiritualitΓ  e serena convivenza.

Florentina Miniosu

La passeggiata della III T dell’Alberghiero nel Bosco di Palo

Comunicato stampa

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Una passeggiata nel bosco di Palo per concludere l’anno in modo diverso fra natura e storia del territorio: Γ¨ quella che ha visto protagonisti il 4 giugno gli studenti della III T dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, accompagnati dai docenti Dina Cerroni, Daniele Manzo e Concetta Allocco. β€œIl Bosco di Palo rappresenta uno degli ultimi esempi di foresta planiziale del litorale laziale, un patrimonio naturale di grande valore da preservare e tutelare.
Si tratta di uno dei luoghi piΓΉ suggestivi e affascinanti di quest’area geografica,Β – ha sottolineato il Prof. Manzo – ricco di biodiversitΓ  e di bellezza. Per questo abbiamo deciso di trascorrere questa giornata all’aria aperta, svolgendo una lezione diversa dal solito, che unisce l’educazione ambientale alla scoperta del territorio locale”. Durante il percorso, gli studenti hanno anche approfondito la storia della Tenuta di Palo, strettamente legata alΒ Castello Odescalchi, che domina il paesaggio circostante, senza dimenticare La Posta Vecchia, storica dimora rinascimentale affacciata sul mare, costruita sui resti di un’antica villa romana e oggi considerata uno dei luoghi piΓΉ prestigiosi della costa laziale.
β€œUn autentico viaggio fra natura, storia e cultura – ha aggiunto la Prof.ssa Cerroni – che ha offerto ai nostri allievi la possibilitΓ  di conoscere piΓΉ da vicino le straordinarie ricchezze di questo luogo a cui Γ¨ legata anche la scomparsa del celebre artista Caravaggio. Il modo ideale – ha concluso – per salutare l’anno scolastico, celebrando insieme il valore dell’apprendimentoΒ per un giornoΒ fuori dalle aule, a contatto con un patrimonio naturaleΒ e storico che rende unico il territorio di Ladispoli”.
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Una visione ironica del Mondiale di calcio 2026 1 di 4

 

Quello del 2026, diciamolo senza girarci intorno, non Γ¨ un Mondiale: Γ¨ un tour organizzato. Tre Paesi con 16 cittΓ  coinvolte. Manca solo il pullman con la guida che, microfono alla mano, dica:

β€œA destra potete ammirare la finale al New York New Jersey Stadium, a sinistra l’inaugurazione all’Estadio Azteca di CittΓ  del Messico. Se guardate bene in fondo… ecco il Canada, quello che sembra un frigorifero, ma piΓΉ educato.”

Tutto inizierΓ  l’11 giugno a CittΓ  del Messico che ospiterΓ  per la terza volta una partita inaugurale. Da fonti ufficiose, pare che il Messico stia preparando una richiesta alla FIFA:

β€œDopo cinque inaugurali, la sesta sarΓ  gratis con un pallone in omaggio.”

SarΓ  un Mondiale che permetterΓ  di parlare, oltre che di fuorigioco, anche di altro. Ecco qualche suggerimento.

 

Geografia.

Tre Paesi, mille culture e la certezza che almeno una partita si giocherΓ  mentre stai dormendo. Il Mondiale 2026 non sarΓ  solo calcio. SarΓ  un corso accelerato di geografia, astronomia, sopravvivenza notturna e gestione delle relazioni:

β€œAmore, non sto tradendo nessuno: sto solo guardando una partita alle tre del mattino”.

 

Lo stadio piΓΉ a nord sarΓ  il BC Place a Vancouver (Canada), ben sopra il 49Β° parallelo; quello piΓΉ a sud l’Hard Rock Stadium a Miami (USA), piΓΉ a sud persino di CittΓ  del Messico; quello piΓΉ a ovest il Lumen Field a Seattle (USA), che si trova piΓΉ a ovest di San Francisco. Los Angeles e Vancouver sono molto a ovest, ma Seattle la supera di qualche decimo di grado di longitudine, non fatevi ingannare dalla proiezione del Mercatore, ma guardate le coordinate; lo stadio piΓΉ a est Γ¨ il Gillette Stadium, situato a Foxborough, Massachusetts, nell’area metropolitana di Boston.

 

Dicono che il calcio unisca i popoli. Sì, certo. Peccato che nel 2026 li unisca a orari completamente diversi. Con tre fusi orari diversi, la FIFA ha creato un Mondiale che non unisce i popoli: unisce le occhiaie.

 

Il Mondiale si gioca in tre fusi orari nordamericani, che giΓ  di per sΓ© sembrano una barzelletta:

EDT (UTC -4): la costa Est, dove le partite iniziano a orari quasi civili. Per noi italiani significa:

β€œAh, guarda, Γ¨ solo sera. Posso ancora fingere di avere una vita sociale.”

CDT (UTC -5): Messico e centro USA. Traduzione:

β€œOk, Γ¨ tardo pomeriggio da loro… quindi da noi Γ¨ l’ora in cui stiamo decidendo cosa ordinare sul delivery.”

PDT (UTC -7): la costa Ovest.

 

Qui la FIFA ha deciso di testare la nostra fede calcistica: le partite che iniziano alle 18.00 locali, significa che in Italia sono le 03:00 del mattino. Perfetto per chi ama il calcio, l’insonnia e le occhiaie artistiche.

Per sopravvivere, basta ricordare tre semplici regole:

EDT β†’ Italia +6 ore

CDT β†’ Italia +7 ore

PDT β†’ Italia +9 ore

Ad esempio, la partita inaugurale si gioca in Messico, quindi in CDT. Loro iniziano alle 13:00. Noi alle 21:00. Un orario perfetto: abbastanza presto per non addormentarsi, abbastanza tardi per litigare su chi ha preso il telecomando.

 

Vancouver ospita partite a giugno, ma in British Columbia a giugno puΓ² fare freddo. Non freddo β€œmetti la felpa”. Freddo β€œmetti la felpa, il piumino, la sciarpa e chiedi scusa al clima per averlo sottovalutato”.

Per capirsi freddo del tipo: β€œPorta la maglia della tua squadra. Ma anche la giacca a vento, i guanti e un thermos di brodo caldo.”

Invece Miami ospita partite a giugno del tipo: β€œPorta la maglia della tua squadra. Ma non dimenticare anche la crema solare, un cappello e un estintore per il caldo.”

A Miami il caldo Γ¨ talmente intenso che il pallone non rimbalza: evapora.

 

È il primo Mondiale in cui per seguire la tua squadra devi avere non solo il calendario, ma anche un atlante, un convertitore di fusi orari e un diploma in logistica internazionale.

 

Tecnologia

Con palloni che sembrano smartphone e arbitri che ricevono piΓΉ notifiche del tuo gruppo WhatsApp scolastico, questo sarΓ  il primo Mondiale in cui il pallone rischia di essere piΓΉ intelligente di alcuni difensori. Il pallone ufficiale Γ¨ un piccolo prodigio di ingegneria: una batteria interna, un microchip sensore IMU a 500 Hz che registra ogni tocco 500 volte al secondo come un diarista ossessivo e ha necessitΓ  non solo di essere gonfiato, ma anche di essere ricaricato prima di ogni partita, proprio come un telefonino che ha passato la notte a scrollare social.

Con un microchip cosΓ¬, manca solo che abbia anche Spotify e ti chieda: β€œVuoi ascoltare una playlist motivazionale mentre ti dribblo?”

A questo punto manca solo che inizi a mandare all’arbitro notifiche del tipo

β€œScusi, quel giocatore mi ha preso a calci senza motivo.”

oppure dica:

β€œHai camminato 3.000 passi oggi. Bravo. Ora smettila di prendermi a calci.”

 

La FIFA lo guarda con orgoglio, ma anche con un filo di ansia: in un mondo in cui si puΓ² hackerare qualunque cosa, qualcuno teme che un programmatore particolarmente creativo possa infilarsi nel microchip e deviare la traiettoria del pallone per segnare un gol decisivo… magari proprio contro gli Stati Uniti.

Non sarebbe la prima volta che la geopolitica incontra il calcio, ma sarebbe la prima volta che lo faccia via Wi‑Fi.

 

Mentre gli ingegneri assicurano che β€œΓ¨ tutto sotto controllo”, il pallone, lucido, perfetto, quasi vanitoso, sembra pronto a diventare il vero protagonista del torneo. Un oggetto che non si limita a rotolare: ascolta, registra, osserva e, forse, in fondo, giudica.

 

Il pallone Γ¨ composto di soltanto quattro pannelli, una scelta minimalista che fa sembrare il design scandinavo un esercizio di barocco.

 

Il VAR avrΓ  piΓΉ telecamere di un reality show. Se un giocatore si gratta il naso, lo vedranno da 12 angolazioni diverse, compresa una ripresa satellitare. A chi si aggiusterΓ  i calzettoni, arriverΓ  una mail con la foto da tre angolazioni e la scritta:

β€œVuoi salvarla nei ricordi?

 

Si ipotizza che la finale dei Mondiali 2026 possa risucchiare fino al 7% del traffico Internet globale. In pratica, per un paio d’ore il pianeta smetterΓ  di funzionare a pieno regime: niente email, niente smart working, niente videochiamate con la nonna (scherzo, ma non poi cosΓ¬ tanto). Tutti collegati a guardare ventidue persone che corrono dietro a un pallone… e i server che sudano piΓΉ dei giocatori.

Con tutta questa tecnologia, forse non funzionerΓ  la connessione Wi‑Fi dello stadio:

β€œVuoi caricare una foto? Perfetto, sarΓ  online entro il Mondiale 2030.”

 

Poi c’è il dato piΓΉ surreale: durante il torneo verranno generati l’equivalente di 45.000 anni di video in 4K. Quarantacinquemila anni. Roba che, se inizi a guardarli oggi, finisci quando l’umanitΓ  avrΓ  sviluppato tre nuove civiltΓ , inventato altrettanti modi per sbagliare i rigori e forse colonizzato Marte, dove ovviamente si giocherΓ  il primo Mondiale interplanetario.

Insomma: sarΓ  un evento epico e, soprattutto, un incubo per chiunque abbia una connessione β€œfino a 20 mega” equivalente alle accelerate dei bradipi.

 

Sociologia

Ci saranno Nazioni minuscole che sfideranno giganti, tipo CuraΓ§ao, 150.000 abitanti e la faccia di chi dice:

β€œSiamo pochi, ma rumorosi”.

Praticamente un quartiere di Roma, ma con piΓΉ mare, meno traffico e, soprattutto, una nazionale qualificata al Mondiale.

Sono arrivati fin qui per dimostrare che non serve essere un gigante per entrare nella storia: basta un sogno, un allenatore testardo e un po’ di fortuna caraibica, quella che profuma di vento caldo e ottimismo.

 

Mentre loro festeggiano il de Coubertiniano β€˜l’importante Γ¨ partecipare’, noi italiani osserviamo la scena con la bocca amara. PerchΓ©, diciamolo con eleganza: CuraΓ§ao Γ¨ al Mondiale, noi no. Centocinquantamila abitanti contro i nostri sessanta milioni. Un’isola che in un pomeriggio la giri tutta in motorino, mentre noi giriamo in tondo da due edizioni cercando un varco per rientrare.

È un po’ come se il vicino di casa, quello che non salutavi mai perchΓ© β€œtanto Γ¨ uno sfigato”, vincesse il Nobel mentre tu stai ancora cercando le chiavi di casa.

Se continua cosΓ¬, al prossimo Mondiale si qualificherΓ  anche la squadra aziendale del supermercato sotto casa battendo la nostra nazionale, almeno loro hanno vinto il torneo interno del reparto salumi. L’autocritica sorge spontanea, ma con il sorriso: forse dovremmo prendere esempio da CuraΓ§ao.

Loro hanno messo insieme entusiasmo, organizzazione, un pizzico di follia tropicale… noi abbiamo messo insieme rimpianti, moviole e dibattiti televisivi infiniti.

Loro hanno trovato un allenatore che ha costruito un miracolo; noi abbiamo trovato mille opinioni e nessuna qualificazione. Eppure, in fondo, questa Γ¨ la bellezza del Mondiale: ti ricorda che il calcio non Γ¨ una questione di dimensioni, ma di visione. Che la storia non la scrive chi Γ¨ piΓΉ grande, ma chi ci crede di piΓΉ e che a volte, per tornare a sognare, basterebbe un po’ di quella testardaggine caraibica.

 

Conviene conoscere le tifoserie nordamericane, che sono un mondo a parte

Gli statunitensi gridano β€œDefense!” anche quando la loro squadra sta tirando un calcio d’angolo.

I messicani cantano per 90 minuti, qualunque sia il risultato.

I canadesi si scusano se fanno gol: β€œSorry, eh?”

 

Altri argomenti mondiali:

Geografia, Tecnologia e Sociologia

Storia ed Economia

IdentitΓ , Urbanistica e Geologia

Antropologia e Tempistica

 

Fonti:

www.fifa.com

www.scienzenotizie.it

www.olympics.com

 

Riccardo Agresti

 

 

“SCUOLA DI ORIOLO ROMANO IN FESTA” 7^ EDIZIONE

Dal profilo Facebook del Comune di Oriolo

Due giornate speciali dedicate agli studenti, alle famiglie e a tutta la comunitΓ  per celebrare insieme la conclusione dell’anno scolastico!
Venerdì 5 giugno 2025
Parco di Villa Altieri – Scuola dell’Infanzia e Primaria
Dalle ore 9:00 fino al pomeriggio
Saluti istituzionali del Sindaco e della Dirigente Scolastica (ore 9:15)
Manifestazioni finali delle classi (dalle 9:30)
Apertura delle postazioni espositive (ore 11:00)
Pic-nic (ore 13:10)
AttivitΓ  e giochi liberi nel pomeriggio
Pesca a premi
Presenza dello stand dell’Associazione Crescere con i Libri per la promozione e distribuzione di libri
Lunedì 8 giugno 2025
Scuola Secondaria e Polisportiva di Oriolo Romano
Dalle ore 9:00 alle 13:00
Torneo scolastico di hockey
Torneo di ping pong
Mostra d’arte e presentazione in costume (11:30 – 13:00)
Pic-nic organizzato dagli alunni dell’Aula Natura (dalle 13:00)
L’Amministrazione Comunale di Oriolo Romano esprime il proprio apprezzamento per queste giornate, che testimoniano il valore della collaborazione tra scuola e territorio e la vitalitΓ  della nostra comunitΓ .
Un sentito ringraziamento agli insegnanti, al personale scolastico, alle famiglie e soprattutto agli alunni, per l’impegno costante, la partecipazione attiva e l’entusiasmo che hanno accompagnato tutto l’anno scolastico.
Grazie alla Protezione Civile e alla Croce Rossa Italiana per la preziosa presenza e il servizio di supporto garantito durante le giornate dell’evento.
Vi aspettiamo numerosi per festeggiare insieme la conclusione di un altro importante anno scolastico!
Viva la scuola, luogo di formazione, incontro e crescita civile

A Trevignano, masterclass di pianoforte del maestro Stefano Cucci

Dal profilo Facebook del comune di Trevignano

domenica 7, ore 18,00, sala consiliare
La stagione del “Trevignano Proms” si Γ¨ conclusa, ma non terminano gli appuntamenti del MΒ° Stefano Cucci che, stavolta, ci offre l’opportunitΓ  di entusiasmarci insieme ai giovani e giovanissimi pianisti che, domenica 7, realizzeranno un concerto al termine di una Masterclass di Pianoforte.
Sosteniamo la musica ed il loro impegno: l’appuntamento – con ingresso gratuito – Γ¨ alle ore 18, in sala consiliare.
Luca Galloni
Viola Catena
Elio Gazzella
Daniela Simeoni
Massimo Riti
Monica Silenzi
Dario Sforzini
APT Trevignano Romano

PALESTRA COMUNALE: IL COMUNE DI CANALE MONTERANO SI AGGIUDICA UN BANDO DA 900MILA EURO PER LA RIQUALIFICAZIONE E L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELL’IMMOBILE

Dal profilo Facebook del Comune di Canale Monterano

Se le date hanno un valore per questa c’è da dire che la notizia arriva a 10 anni esatti dall’insediamento del gruppo β€œProgetto Locale” (elezioni del 6 Giugno 2016) e a un anno esatto (6 Giugno 2025) dalla presentazione del bando. Se le notizie hanno una scala di valori c’è da dire che questa Γ¨ una grande notizia: il Comune di Canale Monterano risulta aggiudicatario di un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sport, da 896.550 €, finalizzato alla ristrutturazione della palestra comunale di Piazza Maria De Mattias.
β€œIl bando risale al 2025 – commenta il Sindaco di Canale Monterano Alessandro Bettarelli – ed Γ¨ il famigerato β€˜Sport e Periferie’, sogno proibito di tutti i comuni italiani e spesso causa di cocenti delusioni vista l’esiguitΓ  dei fondi per accontentare la fame di infrastrutture degli oltre 8mila borghi italiani. Lo presentammo proprio il 6 Giugno 2025, una data che evidentemente ci porta fortuna, finalizzato alla realizzazione e alla rigenerazione di impianti sportivi con particolare attenzione alla riqualificazione energetica degli stessi. All’uscita dell’avviso decidemmo con l’Ass. ai LLPP e Turismo Andrea Magagnini e al resto dell’Amministrazione comunale di focalizzarlo sulla palestra comunale, centro focale del nostro sport al chiuso. Nel 2024, proprio grazie ad Andrea e al nostro Segretario comunale, eravamo riusciti dopo anni di lavoro a formalizzare la titolaritΓ  del bene che, pur costruito qualche decennio fa, non risultava nel patrimonio per problemi sulla proprietΓ  del terreno. Senza quella titolaritΓ  non avremmo potuto accedere al bando. Un risultato, insomma, che Γ¨ frutto di un grande lavoro svolto in questi anni sul riordino del patrimonio immobiliare, un lavoro silenzioso ed invisibile che ha sistemato situazioni che da decenni erano indefinite e irrisolte.”
β€œUn risultato che ci rende davvero felici – continua l’Assessore Andrea Magagnini – un progetto, del valore complessivo di 1.390.000 euro, che prevede interventi su isolamento, infissi, pavimentazione sportiva, spogliatoi, fotovoltaico, illuminazione LED e sistemi intelligenti di gestione, oltre che un sistema di climatizzazione estate e inverno. Un risultato importante per rendere la palestra piΓΉ sicura, moderna, sostenibile ed accessibile, rafforzando il suo ruolo di punto di riferimento per scuole, associazioni sportive, famiglie e cittadini del comprensorio di Canale Monterano e Oriolo Romano.
È d’obbligo ringraziare le associazioni sportive che ci hanno aiutato a dare forma al bando e all’Amministrazione comunale di Oriolo Romano, che associandosi al nostro comune ci ha permesso di raggiungere il numero di abitanti necessario per accedere al finanziamento.

L’Amministrazione Comunale di Bracciano rinnova il proprio contributo nella realizzazione dell’infiorata 2026

Dalla pagina Facebook del Comune

L’Amministrazione Comunale rinnova il proprio contributo nella realizzazione dell’infiorata 2026 con un quadro dedicato a una ricorrenza fondamentale della storia del nostro Paese: gli 80 anni del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 che sancΓ¬ la nascita della Repubblica Italiana e il primo voto delle donne, un momento di grande partecipazione democratica e di conquista dei diritti civili.
Per celebrare i valori di libertΓ , uguaglianza e partecipazione che sono alla base della nostra comunitΓ .
Il programma di oggi:
Ore 18.00 – Santa Messa presso il Duomo
Ore 19.00 – Processione per le vie del centro urbano
Vi aspettiamo per vivere insieme uno dei momenti piΓΉ sentiti e significativi della nostra tradizione

Valencia – il Santo Calice: storia vera di una coppa antica

Il Santo Calice: storia vera di una coppa antica

Si racconta che ogni oggetto antico abbia una voce. Non una voce che si ascolta con le orecchie, ma una sensazione sottile, come un respiro trattenuto nel tempo. La coppa che oggi riposa nella Cattedrale di Valencia Γ¨ una di queste voci: piccola, discreta, eppure capace di attraversare i secoli.

All’inizio non era un tesoro. Era solo una coppa di agata, levigata da mani pazienti in un laboratorio del Vicino Oriente. Una coppa da tavola, fatta per contenere vino, acqua, forse un gesto di ospitalitΓ . Nessuno avrebbe immaginato che un giorno sarebbe diventata un simbolo, un ponte tra mondi.

La tradizione dice che fu posata su una tavola semplice, in una stanza di Gerusalemme. Non c’erano cavalieri, nΓ© magie, nΓ© luci soprannaturali. C’erano uomini stanchi, un maestro che parlava di amore e di addio e un gesto antico come il mondo: prendere il pane, prendere il calice, condividere. Da quel momento la coppa non fu piΓΉ solo una coppa. Divenne memoria.

 

La tradizione, sostenuta da una documentazione insolitamente continua, racconta un percorso che attraversa l’intera storia cristiana.

La coppa dell’ultima cena di GesΓΉ, con cui istituΓ¬ il sacramento dell’Eucarestia, sarebbe stata portata a Roma da san Pietro e usata dai primi papi nelle celebrazioni eucaristiche.

Quando i venti della persecuzione iniziarono a soffiare su Roma, la coppa fu affidata a mani fidate. PassΓ² di notte, di casa in casa, come un segreto da proteggere, fino a che, nel 258, durante la persecuzione di Valeriano, papa Sisto II l’affidΓ² al diacono san Lorenzo, che la fece giungere nella sua terra natale, Huesca, per salvarla.

Per secoli fu custodita nel monastero di San Juan de la PeΓ±a, tra i silenzi dei Pirenei.

Quando riemerse, fu accolta dai re d’Aragona: nel 1399 i monaci la consegnarono al re Martino I. PassΓ² da una corte all’altra, finchΓ©, nel 1424, Alfonso il Magnanimo la portΓ² a Valencia, dove rimase stabilmente e dove, dal 1916, Γ¨ custodita nella Cappella del Santo Calice della cattedrale che divenne la sua casa definitiva. LΓ¬, tra colonne gotiche e luce filtrata, la coppa trovΓ² finalmente riposo alla fine di una storia che non ha bisogno di miracoli, ma Γ¨ fatta da documenti: le pergamene, gli inventari reali, le cronache monastiche. Una catena di testimonianze che, dal IV secolo in poi, non presenta interruzioni.

 

La parte superiore del calice di Valencia Γ¨ una semplice coppa di agata orientale, lavorata con la finezza tipica dell’artigianato vicino-orientale del I secolo a.C.. È piccola (circa 17 cm totali, 7 cm la sola coppa, diametro 9,5 cm), leggera, pensata per essere tenuta nel palmo della mano. Il piede e i manici sono aggiunte medievali, realizzate quando la coppa divenne oggetto di venerazione. Gli studi archeologici degli ultimi decenni hanno confermato che la coppa Γ¨ compatibile per epoca, stile e provenienza con un oggetto che avrebbe potuto trovarsi sulle tavole giudaiche del tempo di GesΓΉ.

Il Calice di Valencia Γ¨ importante per tre motivi. La coppa in agata, nella sua parte originale, Γ¨ una delle pochissime del I secolo giunta fino a noi in condizioni eccellenti. Nessun’altra reliquia cristiana possiede una documentazione cosΓ¬ continua e coerente. Per milioni di credenti rappresenta la memoria tangibile dell’Ultima Cena: non un oggetto magico, ma un frammento di quotidianitΓ  che si Γ¨ trasformato in simbolo.

Il calice Γ¨ stato usato da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI durante la Messa.

Il Calice non è il premio di un eroe. È la memoria di un gesto di condivisione, di un amore che si spezza e si dona e forse per questo, ancora oggi, chi lo guarda sente una nostalgia, una promessa, un richiamo.

 

Il Calice di Valencia non è il Graal dei romanzi medievali. Il Graal arturiano nasce nel XII secolo come simbolo letterario: un oggetto mistico e mutevole, ora coppa, ora piatto, ora pietra, che incarna la purezza spirituale e sfida ogni definizione. È il centro di una ricerca interiore, non di un pellegrinaggio storico; un enigma più che una reliquia. Mito, allegoria, poesia: questo è il Graal arturiano. Il Calice di Valencia, al contrario, è un oggetto reale, databile, studiato, con una storia documentata. Le due tradizioni non si escludono, ma appartengono semplicemente a mondi diversi.

Nelle leggende medievali, il Graal non Γ¨ solo un oggetto sacro: Γ¨ la prova suprema, la meta che separa i cavalieri comuni dagli eletti. Si racconta che fosse la coppa dell’Ultima Cena, la stessa con cui Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue di Cristo durante la Crocifissione. Questa doppia sacralitΓ  β€” eucaristica e passionaria insieme β€” lo trasforma in un simbolo di potere assoluto e purezza irraggiungibile.

Secondo la tradizione arturiana, Giuseppe fugge dalla Palestina portando con sΓ© il Graal e raggiunge le isole britanniche, dove fonda una comunitΓ  cristiana e affida il sacro oggetto ai suoi discendenti, i Re Pescatori. Per secoli questa stirpe ne Γ¨ la custode, ma il suo potere si indebolisce man mano che i guardiani si rivelano indegni.

Quando ArtΓΉ sale al trono, il regno Γ¨ ferito, la terra Γ¨ sterile e il Graal Γ¨ scomparso. La sua ricerca diventa il simbolo stesso della rigenerazione del mondo. I cavalieri partono, ma uno solo Γ¨ destinato a trovarlo: Galahad, figlio di Lancillotto, l’unico totalmente puro. È lui a vedere il Graal, a toccarlo, a essere infine rapito in una dimensione spirituale. Dopo la sua visione, il sacro oggetto scompare per sempre dalla Britannia.

Nelle versioni piΓΉ tarde del ciclo arturiano, si narra che il Graal non rimanga nelle isole britanniche, ma venga condotto in salvo nel Sud, “in una terra cristiana minacciata dagli invasori”. Molti autori medievali identificano questa terra con la Spagna, allora impegnata nella Reconquista.

Il Graal Γ¨ il linguaggio della letteratura cavalleresca: quello di ChrΓ©tien de Troyes e Geoffrey di Monmouth nel XII secolo, di Robert de Boron e Wolfram von Eschenbach tra la fine del XII e il XIII, fino a Thomas Malory nel Quattrocento. Il Calice di Valencia, invece, Γ¨ il linguaggio della storia.

 

 

Approfondimenti

Valencia

Jardì del Tùria

Il Santo Calice: il Graal

L’Orxata

La Paella valenciana

Il Tribunal de las aguas

La CittΓ  delle arti e delle scienze

 

 

Riccardo Agresti