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Liceo Cavour di Roma in protesta. La preside taglia fondi del progetto “Scuole aperte”

Oggi gli studenti del liceo Cavour erano davanti all’entrata della loro scuola per protestare contro la decisione unilaterale della dirigente scolastica di tagliare una parte del progetto “Scuole Aperte” del comune di Roma.

La scuola, grazie alla collaborazione con l’associazione “Studenti ed Ex Studenti del Cavour” riceve da 3 anni un fondo di 15.000 euro per svolgere nelle ore pomeridiane attività che tengano aperta la scuola il pomeriggio. Decine di progetti gestiti da docenti interni ed esterni, genitori, studenti ed ex studenti.

Quest’anno però la dirigente scolastica ha deciso unilateralmente di modificare il piano delle attività cambiando la destinazione d’uso dei fondi. Il risultato? 156 ore in meno di attività. Di fronte alla minaccia di chiudere il progetto e rimandare indietro l’intera somma, l’associazione ha deciso dopo estenuanti discussioni di firmare comunque il piano con le modifiche per tenere anche ques’anno il Cavour aperto.

“Oggi però abbiamo voluto denunciare quello che è successo” – dichiarano dal Cavour – “non è possibile continuare a non essere considerati, siamo cittadini del presente e del futuro e la dirigente Sabatano sembra ignorarlo. Le attività riprenderanno grazie ad un nostro gesto di responsabilità, ma scelte di questo tipo dovrebbero essere prese insieme”.

Così in una nota stampa la Rete degli Studenti Medi del Lazio.

Declassato lo status di protezione del lupo. Al via adeguamento Direttiva Habitat

In occasione dell’entrata in vigore del declassamento dello status di protezione del lupo il 7 marzo u.s. ai sensi della Convenzione di Berna, la Commissione europea ha proposto una modifica mirata degli allegati IV e V della Direttiva Habitat.

Ciò allineerà la Direttiva al cambiamento dello status di protezione del lupo (passato da “strettamente protetto” a “protetto”) che era stato approvato il 6 dicembre 2024 dal Comitato permanente della Convenzione di Berna e proposto dall’UE.

La proposta di declassamento presentata dalla Commisione europea a dicembre 2023 si è basata su un’analisi approfondita dello status del lupo nel territorio dell’Unione ed è stata poi adottata dal Consiglio a settembre 2024. In seguito, la Commissione, a nome dell’UE, ha depositato la proposta di modifica al Segretariato della Convenzione di Berna che ne ha poi deciso l’approvazione.

“La protezione dei lupi ha permesso alla specie di riprendersi dalla quasi estinzione negli ultimi decenni. Tuttavia, ora ci troviamo di fronte a una realtà mutevole con un gran numero di lupi in alcuni paesi dell’UE. La modifica proposta oggi nello status di protezione del lupo da rigorosamente protetto a protetto ai sensi della Direttiva Habitat darà agli Stati membri la flessibilità di gestire le popolazioni di lupi. Ciò non modifica l’obbligo legale degli Stati membri di proteggere la specie e preservarne le popolazioni”, ha dichiarato Jessika Roswall, Commissaria per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva.

Cosa cambia

La proposta della Commissione offrirà una maggiore flessibilità agli Stati membri nella gestione delle popolazioni locali di lupi, in modo che questi possano adottare misure adattate alle circostanze delle varie regioni. Il lupo rimarrà comunque una specie protetta. Le misure di conservazione e gestione degli Stati membri dovranno quindi comunque raggiungere e mantenere uno status di conservazione favorevole. Inoltre, gli Stati membri avranno la possibilità eventualmente di mantenere un livello più elevato di protezione di questo grande carnivoro, se ritenuto necessario ai sensi della legislazione nazionale.

La Commissione ha comunque sottolineato l’importanza di attuare misure appropriate di prevenzione per ridurre la predazione del bestiame. Continuerà quindi ad aiutare gli Stati membri e le parti interessate nella progettazione e nell’attuazione di queste misure attraverso finanziamenti e altre forme di sostegno.

In alcune regioni europee – ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen -, i branchi di lupi sono diventati un vero pericolo, soprattutto per il bestiame. Oggi proponiamo una modifica della legge dell’UE che aiuterà le autorità locali a gestire attivamente le popolazioni di lupi, proteggendo al contempo sia la biodiversità che i nostri mezzi di sostentamento rurali“.

E per quanto riguarda la caccia?

Sia secondo la Convenzione di Berna che secondo la Direttiva Habitat dell’UE, se una specie è “protetta” (invece di “strettamente protetta”), la caccia può essere autorizzata tenendo conto della conservazione delle popolazioni.

La caccia di tali specie deve essere attentamente regolamentata dagli Stati membri, che sono comunque tenuti a garantire il raggiungimento e il mantenimento di uno status di conservazione favorevole per le popolazioni nelle varie regioni biogeografiche. Gli Stati membri dovranno comunque continuare a monitorare lo stato di conservazione di queste specie e comunicarlo regolarmente alla Commissione (ogni sei anni).

Prossimi passi

La proposta di modifica della Commissione degli allegati della direttiva Habitat in merito allo status di protezione del lupo dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Sciopero dei trasporti. Ancora disagi per i pendolari

Lo sciopero Trenitalia (e non solo), previsto per domani, mercoledì 19 marzo è stato ridotto da 24 a 8 ore, dalle 9 alle 17. Segue una informativa grafica della linea FL3, cioè la tratta Roma-Cesano-Viterbo, estrapolata dal sito di Trenitalia, dove si trovano le corse garantite di tutte le linee. https://www.trenitalia.com/content/tcom/it/treni_regionali/lazio/treni_garantiti_lazio.html

fasce garanzia trenitalia

fasce garanzia trenitalia 2

Lo sciopero di venerdì 21 marzo invece per il momento è confermato per la durata di 24 ore, e coinvolgerà in particolare il servizio di mezzi pubblici come Tram, Metro e bus garantendo le fasce  05-8:30 e 17-20.

Altro possibile sciopero TPL, non ancora confermato in programma per martedì 1 aprile.

Inoltre è stata comunicata una riduzione dell’offerta treni, per lavori in corso sulla linea, nei giorni (venerdì) 28 marzo, 4 aprile, 9 maggio.

Per rimanere aggiornati e avere notizie in tempo reale è stata creata una community dal Comitato Pendolari FL3 su Telegram all’indirizzo https://web.telegram.org/k/#@FL3_online 

 

Buon compleanno, Luca e Roberta, ovunque voi siate

Un modo corale, quello dei genitori M. Pia e Alberto Alivernini, di commemorare l’ amato figlio Luca, che avrebbe compiuto 30 anni, se una terribile malattia non l’avesse strappato prematuramente all’affetto dei suoi cari. La medesima sorte ha trascinato con sé Roberta, condannata da un male incurabile quando aveva appena 20 anni; sua sorella, Valentina Faiola, è presidente dell’Associazione Onlus Farò che da anni si impegna a sostenere i piccoli pazienti oncologici e le loro famiglie. Nella sala del teatro Charles De Foucauld, nel pomeriggio del 16 marzo, ci saranno state più di duecento persone, a ricordare con il sorriso Luca e Roberta, così come loro avrebbero voluto.  L’evento è stato finalizzato a una raccolta fondi  destinata a sostenere gli sforzi dell’Associazione Onlus Farò nel loro percorso di sostegno all’oncologia pediatrica. L’evento è stato presentato da Stefano Cipolletta che, con molta naturalezza, sa bene interagire anche con i bambini, presenti numerosi; il parroco, Don Fernando, nel saluto di apertura, ha ringraziato tutti perché stavano dando vita a un bel momento di solidarietà.

Il senso di questa collaborazione, nata sul dolore di due famiglie, si traduce in un messaggio di speranza “Se uniamo le forze, tutti insieme possiamo farcela” e le donazioni raccolte saranno utilizzate a realizzare progetti in campo oncologico.
L’appello ad unire gli sforzi è stato recepito e sponsorizzato da molteplici attività commerciali di Bracciano, ottimamente coordinate da Simonetta ed Enzo, titolari della cartolibreria Fantasia. Molti i negozi di abbigliamento che hanno fatto sfilare i loro capi indossati da donne di tutte le taglie, da  ragazzi e uomini adulti, da bambini, anche quelli del giardino dell’Infanzia,  che hanno calcato la passerella con disinvoltura al ritmo di bellissime musiche, da Ramazzotti a Celine Dion.

 

 

Un omaggio a Luca perché anche lui da adolescente aveva sfilato; lo si vede bello e disinvolto nel video di apertura. Maestre di ballo, di trucco, addetti alla scenografia hanno arricchito le performance dei bambini che si sono esibiti in “Odissea nello spazio” vestiti da astronauti; o mascherati da Puffi; o da navigatori sul Titanic, la cui storia è stata introdotta con le parole originali di Rose, una protagonista della tragedia; i bambini hanno ballato una tarantella napoletana ed hanno rappresentato i Simpson, la famiglia più pazza d’America.

 

Era presente la maestra di ballo, Caterina Boldrini, con la sua scuola che si è esibita nella “Pizzica” e nel flamenco riscuotendo successo, mentre una bella performance di tango argentino è stata eseguita da Fulvio Cipolletta e Giorgia

La presenza della Dott.ssa Rosaria Giagu, psiconcologa del progetto USPT, “Uno spazio per te”, è stata ed è fondamentale nel sostegno dei pazienti oncologici e delle loro famiglie. Una protagonista di primo piano che lenisce le ferite dell’animo e aiuta ad affrontare il dolore, l’impotenza e l’angoscia. L’appello di Giampiero Nardelli, vice presidente dell’Associazione Farò, è stato chiaro: sostenere il Progetto di Day Hospital, nel reparto oncologico di Bracciano, diretto dal dottor Mario Rosario D’Andrea, coadiuvato dai  dott. Alessandro Lembo e Vittore Cereda, consente di ricevere quell’aiuto psicologico e psicoterapeutico così necessario per affrontare i dolori più grandi.

La serata si è chiusa con il “can can” dei bambini, i ringraziamenti a tutti i presenti, agli organizzatori, ai genitori; al presidente APS “Luce del Sole”, per aver reso disponibili i locali dove svolgere le prove; al giornale L’agone, presidente Giovanni Furgiele, sempre attento ai temi della salute e del benessere.

Ma il grazie più importante va a Luca e Roberta che, nella lotta contro la malattia, non hanno mai perso la speranza lasciandoci in dono anche una serata speciale come questa, un esempio di come due famiglie così duramente colpite hanno saputo creare uno spazio di unione solidale tra tante persone che neanche si conoscono.

Anna Maria Onelli
Redattore L’agone 

Proiezione del film “Il delitto Mattarella” alla Camera dei Deputati

Il Vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale, Pierluigi Sanna, ha assistito questa mattina alla proiezione del film “Il delitto Mattarella” presso la Camera dei Deputati, alla presenza del regista e produttore della pellicola Aurelio Grimaldi e alla Co-produttrice Simona Filice.
Presenti alla proiezione Anthony Emanuele Barbagallo, Deputato Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, Gaetano Amato e Valentina Grippo, Deputati componenti della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione). Ha moderato il giornalista Andrea Cottone.
“La proiezione di questo film non è solo un momento culturale, ma un’occasione di rinnovato impegno civile. È essenziale che le nuove generazioni non dimentichino i sacrifici fatti da chi ha lottato per costruire una società giusta, libera dalla criminalità e dalla corruzione. Il ricordo di Piersanti Mattarella, oggi più che mai, deve rappresentare un monito per tutti noi, per ricordare che la lotta alla mafia e alla disuguaglianza è una battaglia che non può essere mai data per vinta, ma che richiede ogni giorno il nostro impegno e la nostra responsabilità.
Vogliamo anche esprimere la nostra gratitudine al regista e agli attori che hanno contribuito a raccontare questa storia con tanta dedizione e sensibilità. Il film rappresenta un omaggio a una figura che ha dato tanto per la nostra democrazia e per la costruzione di un’Italia migliore.
La legalità, la giustizia e l’impegno civile non devono essere solo ideali astratti, ma devono tradursi in azioni concrete, quotidiane, di tutti noi”.
Pierluigi Sanna, Vicesindaco della Città metropolitana di Roma
Roma, 18 marzo 2025

Il delitto Mattarella 3Il delitto Mattarella 2

 

Trattamento chirurgico del tumore al seno: tecniche mini-invasive. Intervista al dott. Giovanni corso

Le tecniche mini-invasive per il trattamento chirurgico del tumore al seno rappresentano un’evoluzione significativa nella chirurgia oncologica, offrendo numerosi vantaggi rispetto alle procedure tradizionali. Queste tecniche mirano a ridurre al minimo il trauma chirurgico che può verificarsi in molte donne con tumore al seno, preservando così nel contempo, l’efficacia del trattamento. Ne parliamo di questo e molto altro con il Dott. Giovanni Corso, Medico Chirurgo Oncologo dell’istituto Europeo di Oncologia di Milano

Intervista di Marialuisa Roscino 

Dott. Corso, parliamo di evoluzione della chirurgia mammaria, cosa è cambiato? 

Tantissimo. Possiamo dire con grande soddisfazione che la chirurgia mammaria primaria eseguita per la cura del tumore al seno ha subito una vera e propria rivoluzione. Verso la fine dell’Ottocento, la chirurgia mammaria consisteva in una mutilazione della donna, purtroppo. L’intervento chirurgico venne ideato dal chirurgo statunitense William Halsted che prevedeva l’asportazione di tutto il seno, dei muscoli pettorali (grande e piccolo) e di tutti i linfonodi ascellari, senza nessuna possibilità di ricostruzione plastica. Il dolore post-operatorio e la limitazione funzionale erano indicibili. Successivamente, negli anni ‘70 siamo passati alla mastectomia radicale con risparmio dei muscoli pettorali e all’introduzione della chemioterapia adiuvante, secondo gli studi dell’oncologo Gianni Bonadonna. Tuttavia, il vero cambiamento arriva con la “quadrantectomia” di Umberto Veronesi, negli anni ’80. Togliere tutto il seno non era più necessario, i risultati dimostravano chiaramente che il tumore al seno si poteva curare benissimo con la quadrantectomia, seguita dalla radioterapia.

Quando è possibile salvare il seno?

In diversi casi. Parliamo di chirurgia conservativa, quindi, della cosiddetta quadrantectomia. L’intervento chirurgico consiste in una resezione parziale della ghiandola mammaria in corrispondenza della neoplasia già diagnostica in fase pre-operatoria. Concettualmente, il seno si suddivide in quattro quadranti, e la quadrantectomia prevede l’asportazione parziale di uno dei quadranti. Di solito, alla quadrantectomia segue sempre una radioterapia esterna, al fine di ridurre significativamente il rischio di recidiva tumorale locale. Questa procedura chirurgica è fattibile di solito quando la neoplasia è mono-focale, di dimensioni piccole e occupante un solo quadrante, oppure quando ci troviamo di fronte ad una neoplasia multi-focale (più foci tumorali) che occupa similmente un solo quadrante. Con l’avvento dell’onco-plastica abbiamo la possibilità di ottenere anche risultati eccellenti in termini di outcome estetico e di radicalità oncologica, anche quando siamo costretti ad eseguire interventi chirurgici conservativi ma più ampi.

Esistono tecniche mini-invasive per il trattamento chirurgico del tumore al seno?

Certamente. Abbiamo a disposizione la chirurgia video-laparoscopica e la chirurgia robotica, che sarebbe l’evoluzione della prima, e ne permette una visione tridimensionale. Il vantaggio della chirurgia mini-invasiva si traduce non solo in un possibile migliore risultato estetico, ma anche in una migliore ripresa post-operatoria e minor dolore. Tuttavia, nel nostro caso, la chirurgia mini-invasiva è utilizzata in una popolazione di donne molto selezionate. Non è possibile ad oggi proporre tale approccio chirurgico in tutti i casi e non tutti i centri ospedalieri hanno a disposizione tali strumenti per la chirurgia mammaria. Possiamo però affermare che i primi risultati di un nostro studio randomizzato in IEO e pubblicato sulla rivista Annals of Surgery, dimostrano che la chirurgia robotica è una tecnica fattibile e sicura in particolare nelle donne ad alto rischio genetico (con mutazione del gene BRCA, per intenderci). Siamo in attesa dei risultati anche per le donne operate con questa tecnica, ma con una diagnosi di tumore al seno.

Parliamo di mastectomie conservative nel trattamento del tumore della mammella,

quali sono i principali tipi di mastectomie conservative?

La cosiddetta mastectomia conservativa prevede il risparmio della cute e del complesso areola-capezzolo e viene chiamata comunemente mastectomia nipple-sparing. Tale procedura chirurgica viene effettuata nei tumori multicentrici o nei tumori di dimensioni piuttosto grandi oppure nelle donne ad alto rischio genetico. L’intervento chirurgico prevede l’asportazione totale della ghiandola mammaria attraverso un’incisione cutanea del seno con l’analisi intra-operatoria del tessuto retro-areolare che ci permette di capire se vi sono cellule tumorali nel capezzolo. In caso di positività è tuttavia necessario asportare il complesso areola-capezzolo, per evitare recidive tumorali precoci. La mastectomia nipple-sparing è una procedura sicura da un punto di vista oncologico, numerosi studi retrospettivi hanno dimostrato chiaramente che non vi è nessun rischio maggiore di recidiva tumorale rispetto alla mastectomia radicale.

Quali sono i vantaggi della mastectomia conservativa?

I vantaggi della mastectomia nipple-sparing sono molteplici. Con questa procedura chirurgica abbiamo una maggiore probabilità di raggiungere un buon risultato estetico nella ricostruzione mammaria immediata con una protesi definitiva e permette quindi di raggiungere un buon equilibrio psico-fisico nella donna che affronta un percorso già di per sé difficile, quale la diagnosi di un tumore. Tale risultato non è solo un fatto estetico, bensì parte integrante di un percorso verso la guarigione completa. La protesi viene posizionata dietro il muscolo pettorale, oppure qualora le condizioni locali lo permettano, anche in sede pre-pettorale, ovvero sopra il muscolo. In passato, la mastectomia nipple-sparing veniva effettuata solo in alcune donne, ovvero che presentazione una dimensione ghiandolare medio-piccola e in assenza di ptosi. In un nostro studio retrospettivo IEO pubblicato sulla rivista Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery, abbiamo descritto nuove tecniche chirurgiche di mastectomia nipple-sparing anche per le donne che presentano una ghiandola mammaria poco favorevole.

Quanto conta, a Suo avviso, la Prevenzione di precisione in risposta ad una diagnosi precoce?

Entriamo in un campo necessario per la nostra intervista. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) annualmente pubblica un report molto dettagliato sui numeri del cancro in Italia. Il tallone di Achille è ancora la prevenzione. Sappiamo che oggi l’unica strategia efficace per ridurre la mortalità correlata al cancro è l’adesione agli screening forniti dal sistema sanitario nazionale. Una lesione tumorale mammaria identificata attraverso un programma di screening ha maggiori probabilità di guarigione, a differenza di una lesione diagnosticata accidentalmente. Ancora notiamo differenze significative tra Nord, Centro, Sud e Isole della penisola Italiana nei programmi di estensione e adesione agli screening mammografico. L’adesione complessiva allo screening mammografico è di circa il 56% con importanti eterogeneità tra le varie regioni. Alcune regioni offrono un’estensione dello screening oltre il 100%, altre poco meno del 40%! Sono dati allarmanti. Lo screening salva la vita, c’è poco da discutere, l’obiettivo è raggiungere il 100% in tutte le regioni.

Quali consigli si sente di dare alle donne che scoprono di avere il tumore al seno?

Non avere paura! Esplorare e conoscere la propria storia familiare (importante per valutare un eventuale test genetico), aderire sempre allo screening e in caso di diagnosi di neoplasia mammaria, affidarsi il prima possibile ad un centro multidisciplinare specializzato nella gestione delle donne con tumore del seno, ovvero ad una breast unit. Ritengo utilissimo anche condividere le proprie esperienze all’interno delle numerose associazioni presenti sul territorio nazionale che forniscono un prezioso supporto logistico anche alle donne già sottoposte ad intervento chirurgico. Quello che consiglio sempre a tutte le mie pazienti è di seguire i consigli dei medici specializzati, fidarsi e affidarsi. Inoltre, non essere fatalisti. Per un nostro meccanismo intrinseco di sopravvivenza, noi pensiamo sempre che il tumore può colpire solo gli altri, in qualche modo ci sentiamo immuni, ma la malattia va affrontata, nascondere o ritardare il problema può solo aggravare la situazione e ridurre le possibilità di cura.

Sicurezza stradale. D’Amato-Tidei: Lazio strade sicure, approvata proposta in commissione LLPP, passo importante

“Finalmente, dopo circa venti mesi dalla sua presentazione, oggi, in Commissione Lavori Pubblici e Mobilità c’è stato un primo passo importante, con l’approvazione all’unanimità dell’intero articolato della proposta di legge Lazio Strade Sicure, comprensivo di alcuni emendamenti presentati dalle forze politiche. Ora auspichiamo che il parere sugli articoli finanziari della Commissione Bilancio possa avvenire in tempi rapidi affinché l’Aula esamini il testo. Ringraziamo l’impegno del presidente della Commissione, Cosimo Mitrano, e di tutti i componenti per il lavoro svolto. Lazio Strade Sicure è una proposta di legge basata sulla prevenzione e sulla cultura della sicurezza stradale, che nasce attraverso il confronto con le associazioni dei familiari delle vittime di incidenti stradali e supportata da una petizione che ha raccolto migliaia di adesioni sul sito laziostradesicure.it. Purtroppo, ancora oggi, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani, e Roma e il Lazio hanno numeri preoccupanti. La proposta di legge è basata sul coinvolgimento, nell’ambito delle loro autonomie, delle istituzioni scolastiche, sui corsi di guida sicura per i giovani neopatentati, sul coinvolgimento delle amministrazioni comunali e degli operatori commerciali e sull’istituzione di un fondo premiale per la sicurezza per sostenere le buone pratiche. È prevista, inoltre, un’assistenza psicologica e legale alle vittime e ai loro familiari. L’impostazione della proposta di legge è relativa agli obiettivi dati dalla Commissione Europea per la riduzione di morti e infortuni. Nell’ultimo anno, nella nostra regione, ci sono stati 20.275 incidenti stradali che hanno causato 339 vittime e 26.802 feriti. Il tasso di mortalità nel Lazio è stato di 5,9 decessi ogni 100.000 abitanti, superiore alla media nazionale, con un costo dell’incidentalità stradale che incide per circa l’undici per cento sul totale nazionale.” Lo hanno dichiarato il consigliere di Azione e primo firmatario, Alessio D’Amato, e la consigliera di IV, Marietta Tidei.

SI Ladispoli. Strade rotte dopo la fibra ottiche, nessuna notizia dal comune

“Ritorniamo, con dispiacere, sulla situazione delle buche presenti sulle strade di tutta Ladispoli. Nonostante i rattoppi, che durano pochi giorni, non sembra ci sia la volontà di trovare soluzioni durature al problema. I lavori per la fibra ottica, a cui nessuno in Comune vuole dare notizie ai cittadini, sono tuttora in corso sebbene l’assenza di operai durante la settimana. La mancanza di transenne sulle strade dissestate e segnaletica, ci fanno pensare che i lavori siano invece terminati. Peccato che le lunghe tracce che solcano praticamente tutte le strade di Ladispoli, sembrano debbano rimanere così.
Le domande sono molto semplici: dove sono i responsabili dei lavori? Possibile che il Comune non abbia fatto richiesta di completare l’asfaltatura delle strade dissestate? In che mani siamo?
Apprendiamo che le società interessate ai lavori, in queste settimane, hanno ricevuto onerosi finanziamenti per la copertura del territorio italiano, nonostante le crescenti perdite.
Una cordata di banche e società telefoniche, divise sulla carta ma unite negli intenti, che straguadagnano perdendo milioni di euro e che non riescono a coprire le buche fatte.
Il Comune di Ladispoli, che dovrebbe fare gli interessi dei cittadini, si mette a disposizione invece  dell’ennesima scalata “all’italiana”, di cui sentiremo ancora parlare, male, lasciandoci le strade devastate.”
Così in un nota il Circolo Sinistra Italiana – Litorale Nord “Masha Amini” – Alleanza Verdi e Sinistra.

20 marzo, ultimo saluto al Direttore Morelli

Giovedì 20 Marzo alle ore ore 15, presso la Chiesa della Madonna del Ruscello a Vallerano (VT), si terranno i funerali del Direttore Massimiliano Morelli scomparso prematuramente lo scorso 11 marzo.

Presentazione sistema informativo integrato Tevere SIIT