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Presentati i protocolli d’intesa tra Ordine degli Architetti e Comune di Cerveteri

Professionisti e pubblica amministrazione in sinergia per una collaborazione proficua a beneficio della cittadinanza ed una trasformazione urbana di qualità per la valorizzazione del territorio.

Questi gli obiettivi che hanno portato l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia (OAR) ed il Comune di Cerveteri a firmare due Protocolli d’Intesa che sono stati presentati durante la conferenza stampa di questa mattina, lunedì 24 marzo presso l’Aula Consiliare del Granarone, alla quale, con la sindaca Elena Gubetti, è intervenuto per l’OAR il Presidente Alessandro Panci e Antonio Correnti.

Il primo accordo prevede la possibilità per gli iscritti OAR di svolgere semestri formativi presso gli uffici tecnici comunali per sperimentare sul campo la pratica professionale.

“Il Protocollo per la formazione ricalca uno schema già sperimentato con altre amministrazioni – spiega Alessandro Panci – I nostri colleghi hanno modo di poter fare un’esperienza, seppur breve e assolutamente non assimilabile a un’attività di carattere professionale, attraverso un piano formativo che viene gestito in collaborazione tra Ordine ed Ente pubblico, in questo caso il Comune, che li mette in condizione di conoscere dall’interno dell’Amministrazione i vari passaggi e la complessità nelle procedure di istruttoria e approvazione delle varie pianificazioni. Gli iscritti che si sono già cimentati nei semestri formativi in altre realtà sono entusiasti e nel contempo l’Amministrazione beneficia della passione dei professionisti”.

Il secondo Protocollo d’Intesa prevede il lancio di un concorso internazionale di progettazione per il restyling di Piazza Aldo Moro da realizzare tramite la piattaforma CAN dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma (https://competitionarchitecturenetwork.it/) (Competition Architecture Network).

“L’Amministrazione di Cerveteri ha compreso l’importanza di affidare il progetto di quell’area in base a criteri di qualità e non solo a parametri economici – prosegue Panci – La complessità del luogo, che rappresenta l’accesso al centro storico, richiede un’attenta analisi e un approfondimento che consenta all’Amministrazione stessa, ovvero alla Commissione che verrà individuata, di scegliere tra diverse proposte. La procedura del concorso di progettazione in due gradi selezionerà più opzioni di intervento, per arrivare a individuare quella più adatta a rispondere alle esigenze di Cerveteri che, conosciuta oggi soprattutto per le tombe etrusche, vuole accogliere il turista anche nel proprio bellissimo centro, ampliando l’offerta della città”.

“Una collaborazione di grande spessore che guarda al futuro di Cerveteri – ha detto il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – due convenzioni che daranno vita a importanti iniziative per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio. La prima, e quella che maggiormente avrà effetti sulla città, riguarda  l’attivazione di un concorso internazionale di idee, aperto a ingegneri e architetti, per selezionare il miglior progetto per il restyling di Piazza Aldo Moro, la piazza principale della nostra città, il luogo dove insistono il maggior numero di attività commerciali ed imprenditoriali. La seconda prevede l’attivazione di stage formativi per studenti di architettura, che potranno svolgere un periodo di formazione presso l’Ufficio Urbanistica del Comune. Un’opportunità importante per questi professionisti, che potranno acquisire esperienza sul campo e, al tempo stesso, contribuire al lavoro dell’Ente. Ringrazio l’Ordine degli Architetti per questa preziosa opportunità per Cerveteri, ed in particolar modo il Presidente dell’Ordine, Architetto Alessandro Panci, così come ringrazio il nostro Assessore ai Lavori Pubblici, Matteo Luchetti, per il lavoro svolto nel raggiungimento di questo obiettivo e i nostri Dirigenti, l’Ingegner Manuela Lasio e l’Arch. Fabrizio Bettoni. Sono certa che queste due convenzioni, con una realtà di prestigio come l’Ordine degli Architetti di Roma, porteranno alla nostra città indubbi vantaggi”.

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La FOFO, la paura dei cambiamenti

Il paradosso dell’inazione: superare la FOFO, la paura dei cambiamenti

Nella quotidianità, ci imbattiamo spesso in situazioni che richiedono una scelta: agire o restare immobili. Una delle cause più frequenti dell’inazione è la FOFO (Fear of Finding Out), ovvero la paura di scoprire cosa comporterà il cambiamento. Questa paura può farci evitare decisioni importanti, convincendoci erroneamente che non scegliere significhi mantenere la situazione attuale. Tuttavia, anche scegliere di non agire è una scelta, spesso con conseguenze peggiori rispetto all’azione stessa.

FOFO: la paura del cambiamento e della scoperta

La FOFO è una reazione emotiva naturale legata all’incertezza del futuro. Temiamo che esplorare nuove strade possa portarci a scoperte spiacevoli o sconvolgere equilibri consolidati, spingendoci così a preferire l’illusione rassicurante dell’immobilità. Tuttavia, il mondo continua a muoversi indipendentemente dalle nostre scelte e la decisione di restare fermi potrebbe amplificare i problemi anziché risolverli.

Flessibilità cognitiva contro la FOFO

Per affrontare efficacemente la paura della scoperta e dei cambiamenti, è fondamentale coltivare la flessibilità cognitiva. Questa capacità ci permette di adattarci alle circostanze, accettare le novità e sviluppare rapidamente soluzioni alternative quando necessario. Le persone dotate di flessibilità mentale sono più abili nel passare da una situazione all’altra e nel reagire adeguatamente anche alle sfide più complesse.

Educarsi al coraggio di scoprire e cambiare

Integrare il cambiamento nella nostra vita implica sviluppare consapevolezza e coraggio nella scelta. Educarsi alla FOFO significa imparare ad affrontarla consapevolmente attraverso:

  • Autoconsapevolezza: riconoscere e accogliere le proprie paure e resistenze.
  • Valutazione razionale: esaminare oggettivamente benefici e rischi sia dell’azione che dell’inazione.
  • Apertura al nuovo: esplorare con curiosità nuove opportunità e imparare dalle esperienze.
  • Capacità di adattamento: imparare ad affrontare situazioni difficili e a trasformare le sfide in crescita personale.

La vita è scoperta e cambiamento

Accettare che vivere significhi inevitabilmente cambiare è cruciale per la salute mentale e la felicità. Una buona qualità di vita deriva infatti dalla nostra capacità di accogliere le trasformazioni con apertura e fiducia.

Ti invito a riflettere su queste domande:

  • Cosa sto evitando di scoprire nella mia vita?
  • Quanto sto lasciando che la FOFO influenzi le mie scelte?
  • Sto cercando sostegno e confronto per affrontare i cambiamenti?

Affrontare con sincerità queste domande può aprirti la strada verso una maggiore consapevolezza e verso decisioni che rispettino davvero i tuoi desideri di crescita e benessere personale.

Stefano Albano 
Psicologo – Psicoterapeuta – Psicologo dello Sport degli Atleti Olimpionici
Phone: 380.53.17.855

Italia dei Diritti, schiaffo del MEF alla prevenzione sanitaria negati i fondi per estendere lo screening per il tumore al seno

Gli emendamenti volti a modificare il disegno di legge per le liste di attesa votati favorevolmente dalla commisione Sanità del Senato che prevedevano un’estensione anagrafica per le mammografie preventive per la diagnosi precoce del cancro al seno hanno subito lo stop del Ministero dell’Economia e Finanze per impossibilità di reperire i fondi necessari al programma ” Però si reperiscono fondi per aumentare gli investimenti in armi” Lo dice Carlo Spinelli responsabile per la Politica Interna del movimento presieduto dal giornalista Antonello De Pierro  

Roma 24 marzo 2025: La prevenzione è importante per preservare la salute e scoprire eventuali patologie che, se diagnosticate nei tempi dovuti, abbassano sensibilmente la possibilità di portare al decesso. Investire quindi sulla prevenzione sanitaria è fondamentale se si vuole garantire ai cittadini un’aspettativa di vita più alta; eppure in Italia investire sulla prevenzione diventa difficile a causa di fondi che non si riescono a reperire. E’ quanto emerge in questi giorni dopo il no del Ministero dell’Economia ad avallare delle modifiche al disegno di legge sulle liste di attesa che garantisca alle donne un’estensione dell’età per lo screening mammario fondamentale per la ricerca di eventuali tumori alla mammella. Carlo Spinelli responsabile nazionale per la Politica Interna del movimento Italia dei Diritti interviene sull’argomento: ” E’ di questi giorni la notizia del diniego da parte del Ministero dell’Economia alla richiesta presentata dalla maggioranza di governo ma avallata anche da gran parte dell’opposizione, di estendere lo screening per la prevenzione del cancro al seno alle donne dai 45 ai 74 anni. Attualmente la fascia di età per le donne che vengono chiamate al controllo biennale è compresa tra i 50 e i 69 anni – continua Spinelli – mentro soltanto in quattro regioni italiane l’età per essere chiamate al controllo si estende ai 45 e ai 74 anni di età, nel rispetto di quelle che sono le direttive europee. Altre due regioni invece allungano la fascia di età ai 74 anni mantenendo l’età minima ai 50 mentre nel Friuli Venezia Giulia si adotta l’allungamento al contrario e cioè dai 45 anni ai 69. Ci sono poi due regioni, Lazio e Piemonte dove c’è la possibilità di estendere l’età per lo screening mammario su richiesta delle interessate, per il Lazio si può estendere fino ai 74 anni, per il Piemonte invece si adotta una fascia di età compresa tra i 45 e i 74 anni. Come vediamo quindi c’è una disparità di trattamento da regione a regione grazie anche alla famosa autonomia differenziata voluta da questo governo che porta i cittadini italiani ad essere catalogati in serie A, serie B e addirittura serie C andando a ledere il principio costituzionale di uguaglianza che vorrebbe tutti i cittadini con pari dignità sociale. Per migliorare un programma di prevenzione per i tumori al seno vecchio di 50 anni e oltre, sono stati presentati appunto, degli emendamenti a firma bipartisan per apportare alcune modifiche al disegno di legge sulle liste di attesa, emendamenti che hanno avuto il benestare della commissione Sanità del Senato ma che, come già detto, non hanno passato il taglio della ghigliottina del Ministero dell’Economia e Finanze che ha negato l’approvazione per mancanza di fondi. Sarebbero serviti – va avanti ancora l’esponente IdD – 18 milioni di euro per un programma sperimentale di tre anni, il che avrebbe dato modo a circa 4 milioni di donne di usufruire dello screening per prevenire i tumori alla mammella che di fatto allo stato attuale è impedito. Mettere soldi sulla prevenzione sanitaria significa investire sulla tutela della salute, evidentemente in Italia si preferisce investire in altro, magari sul condono delle multe relative a chi non ha risposto all’obbligo vaccinale per il Covid, alla corsa al riarmo dove si prevede di superare il 2% di investimento lordo del PIL nazionale ( attualmente si attesta al 1,57% ) o ai vari bonus che, come abbiamo visto, potrebbero portare benefici a chi non ne ha bisogno attraverso attestazioni false come successo per i redditi di cittadinanza o bonus 110%. E pensare che il Servizio Sanitario Nazionale consiglia alle donne di sottoporsi a mammografia per la prevenzione del cancro al seno già al compimento del quarantesimo anno di età ma come abbiamo visto, per chi vorrebbe seguire questo consiglio deve forzatamente rivolgersi al privato con conseguente esborso di denaro in strutture che a volte, non garantiscono risultati attendibili. E così questo governo prende nuovamente a schiaffi il diritto alla salute dei cittadini italiani non investendo sulla prevenzione sanitaria che – conclude Spinelli – potrebbe salvare la vita a milioni di donne attraverso la diagnosi precoce del cancro al seno”.

Ufficio stampa Italia dei Diritti per la Politica Interna

Ambiente, Ribera (Mun. XV): “Un patto di collaborazione parchi, dieci appuntamenti su conoscenza territorio di prossimità”

“Grazie al Patto di Collaborazione sul Parco firmato dal Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, con le associazioni del territorio e le realtà locali, a partire da sabato 29 marzo fino al 31 maggio, nella sede di B.A.A.A.L – Borsa Archeologica Artistica Agrituristica del Lazio, in Via Veientana, saranno organizzati dieci appuntamenti gratuiti, e aperti alla cittadinanza, di formazione e informazione sulla conoscenza del territorio di prossimità.

Focalizzati su differenti argomenti, gli incontri, organizzati dalle Associazioni firmatarie del patto, saranno incentrati sulla conoscenza del patrimonio ambientale e culturale del Municipio XV; un progetto che mira all’uso consapevole dei Parchi Papacci e Volusia, per la loro salvaguardia e la valorizzazione delle due aree. Tra gli appuntamenti in programma anche interessanti escursioni assistite all’interno dei due parchi, per il riconoscimento delle erbe spontanee e per scovare preesistenze archeologiche del luogo e rilevanze ambientali.

Grazie davvero a “B.A.A.A.L” per l’intera programmazione, agli “Amici del Parco Volusia”, agli “Amici del XV Municipio”, all’American Overseas School of Rome e a Labsus – Laboratorio per la Sussidarietà – che con Retake Roma, capofila del progetto, hanno aderito al Patto di Collaborazione e sono a lavoro quotidianamente per il bene di un’intera Comunità.”

Così in una nota l’Assessore alle Politiche Ambientali del Municipio XV, Marcello Ribera.

Il Goretti di Latina, una eccellenza contro i casi di ictus

Se in Italia la sanità non ha i dovuti fondi che meriterebbe, malgrado tutto continua a stupirci per molti aspetti positivamente. E’ il caso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove in sole 24 ore, quattro pazienti sono stati sottoposti con successo a trombectomia meccanica, un intervento cruciale per il ripristino del flusso sanguigno cerebrale, poiché colpiti da ictus ischemico. Si tratta di una tecnica, tra le più efficaci contro l’ictus ischemico acuto, che mira essenzialmente a rimuovere il trombo responsabile dell’ostruzione riducendo fortemente il rischio di conseguenze invalidanti.

Una tecnica dunque estremamente importante in grado di una vera e propria svolta per alcuni aspetti, ma va sicuramente sottolineato che questo tipo di intervento è il risultato di una equipe attenta e coordinata. Infatti, grazie al perfetto coordinamento dei reparti coinvolti tra cui pronto soccorso, neurologia, terapia intensiva, radiologia interventistica e il team anestesiologico oltre al lavoro dei medici, infermieri e tecnici ,il tutto è stato possibile.

L’ospedale già nel 2024 aveva registrato notevoli casi su un totale di 157 pazienti trattati. Questi dati confermano che il Santa Maria Goretti è una struttura ospedaliera eccellente sia per la gestione dell’ictus ischemico e sia perché è in grado di intervenire con tempestività e competenza per salvare vite umane e per ridurre il rischio di disabilità.

«Un sentito ringraziamento va a tutto il personale sanitario coinvolto, medici, infermieri, tecnici di radiologia – commenta l’azienda sanitaria in una nota – per il loro impegno costante e la dedizione nel garantire cure di alto livello ai cittadini. Questo risultato sottolinea ancora una volta l’importanza della tempestività nell’intervento e il valore di un sistema sanitario efficiente e ben coordinato. L’ospedale di Latina, che nel 2024 ha fatto registrare 99 trombolisi e 95 trombectomie in 157 pazienti, si conferma come punto di riferimento provinciale per la cura dell’ictus, con l’obiettivo di offrire ai pazienti le migliori opportunità di recupero».

Claudia Reale

Redattrice L’agone

Bracciano. Coro Polifonico in “REQUIEM” di Wolfgang Amadeus Mozart

DOMENICA 30 MARZO ORE 18,00 NEL DUOMO DI SANTO STEFANO A BRACCIANO

“Blue Route in Rete” per valorizzare i Borghi Etruschi

Grande successo per il workshop “Blue Route in Rete”: turismo, sostenibilità e accessibilità per valorizzare i Borghi Etruschi

Maurelli, GALP Mare Lazio: sostenere la Blue Route del Lazio per valorizzare i territori e superare le criticità

Si è svolto presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale “Alessandro Cialdi” di Civitavecchia, il workshop Blue Route in Rete: itinerari tra borghi marinari, biodiversità e sostenibilità per un turismo accessibile ed il ruolo strategico dei porti”, evento centrale del Programma di Rete “Visit Borghi Etruschi”. Un’occasione significativa per fare il punto sulle progettualità in corso e sulle nuove sinergie tra istituzioni, imprese, enti di ricerca e attori del territorio impegnati nello sviluppo sostenibile del turismo costiero e dell’entroterra laziale.

Nato nel 2017 con l’esperienza pionieristica de I Borghi Marinari di Roma”, il Programma di Rete ha progressivamente ampliato la propria visione, fino a giungere all’attuale progetto “VISIT BORGHI ETRUSCHI”, promosso dalla Rete di Imprese RIBOMAR. Con il coinvolgimento di oltre 70 imprese attive nei Comuni costieri di Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia, Montalto di Castro, Tarquinia e, più recentemente, Cerveteri, il progetto punta a valorizzare l’identità storica e culturale dell’Etruria Meridionale con un approccio innovativo e integrato.

Durante l’incontro, si sono alternati numerosi interventi. A partire da Alberto Cecere, Managing Director di Giotto ADV che ha illustrato le potenzialità della piattaforma di rete ed i suoi percorsi turistici, Alberto Renzi, progettista Lazio Blue Route che ha illustrato lo sviluppo dell’itinerario esperienziale dedicato ai borghi marinari del Lazio, nato per raccontare la costa attraverso la memoria degli approdi etrusco-romani, le eccellenze enogastronomiche e la cultura marinaresca.

Massimo Castellano, General Manager della Rete RIBOMAR, ha sottolineato il valore strategico dell’integrazione tra costa ed entroterra nella promozione del brand territoriale “Visit Borghi Etruschi” e il grande lavoro che stanno portando avanti per il riconoscimento in Consiglio d’Europa della certificazione europea di questi itinerari all’interno dellItalian Blue Route; mentre Edoardo Bruni, direttore del Museo del Mare e della Navigazione di Noto, ha portato una testimonianza di buone pratiche dal territorio siciliano.

Un ruolo chiave è stato attribuito alla digitalizzazione: la piattaforma Visit Borghi Etruschi rappresenta il primo vero catalogo turistico integrato del litorale nord laziale, offrendo esperienze, eventi, strutture, servizi e itinerari in un unico hub accessibile e user-friendly.

Molto significativo l’intervento di Marco Maurelli, Presidente del GALP Mare Lazio e di Federbalneari Italia ha dichiarato: “il workshop ha rappresentato un importante momento di sintesi e rilancio delle azioni previste dal Programma di Rete, confermando la centralità e punto di partenza proprio dal litorale nord del Lazio nel panorama del turismo sostenibile, accessibile e integrato che sarà presto esteso a livello regionale nel pieno dialogo con i comuni costieri. L’obiettivo è di consolidare l’itinerario turistico dei borghi marinari proprio facendoli ripartire dalla rete del nord del Lazio, per estendersi poi a tutto il territorio regionale.”

Il focus sulla sostenibilità e l’accessibilità è stato approfondito grazie ai contributi del Direttore Generale di CURSA, Stefano Banini, che ha presentato strumenti innovativi per ridurre l’impatto ambientale del turismo, e di Stefano Maiandi, Presidente di FIABA ETS, che ha illustrato i principi della Total Quality in ambito accessibilità. A completare la visione progettuale, l’intervento dell’architetto Giancarlo Zema, CEO dello Zema Design Group, che ha parlato dell’uso di materiali biocompatibili e di soluzioni di design eco-sostenibili e inclusivi.

Di fondamentale importanza anche la formazione: Laura Castellani, direttrice della Fondazione ITS SIXELLENCE e ITS AGRO, ha presentato i programmi per il trasferimento delle competenze digitali e di marketing territoriale, mentre Mauro Guarini, vicepresidente della cooperativa benefit PART-ENERGY, ha evidenziato le connessioni tra transizione ecologica e partecipazione delle comunità locali e ha annunciato la partenza di un accordo per un Hub energetico dalla costa Nord del litorale laziale con un piano ancora più ambizioso per l’intera costa nazionale unitamente a Federbalneari Italia con cui è stata realizzata la prima CER BALNEARE italiana con l’esperienza di Lignano Sabbiadoro.

Il dibattito è stato arricchito dai saluti istituzionali di Pietro Alessi, Assessore al Turismo del Comune di Civitavecchia, di Paola Fratarcangeli, consigliera delegata al marketing territoriale del Comune di Santa Marinella, e del consigliere delegato Pierpaolo Perretta per il Comune di Ladispoli il quale ha ribadito che il Comune di Ladispoli ha inteso condividere la visione della Blue Economy e del litorale Smart e Green impegnandosi a lanciare il Progetto “Visit Borghi Etruschi” in qualità di Amministrazione capofila.

Oggi questo straordinario Programma di interventi si distingue anche per aver dato un contributo significativo alla Lazio Blue Route che parte dall’Etruria meridionale per caratterizzare tutta la costa laziale attraverso l’itinerario turistico dedicato ai Borghi Marinari. Un progetto originale ed unificante che mira a divenire un modello di promozione turistica in ambito nazionale ed internazionale. Sono intervenuti Dario Bartolo, delegato di Legacoop Lazio, Roberto Arciprete, coordinatore pesca del GALP Mare Lazio che ha messo in evidenza le criticità del comparto pesca ed Eleonora De Risi, coordinatrice di Spazio Attivo di Civitavecchia – Lazio Innova.

A Bracciano, nell’I.C. Tommaso Tittoni, una pedagogista e un criminologo forense, affrontano le problematiche dei minorenni

Un appello ai GENITORI , ai NONNI, ai DOCENTI, agli EDUCATORI
e più in generale a tutti coloro che hanno a cuore il problema del disagio giovanile.
Intervenendo all’incontro programmato dall’Istituto Comprensivo di Bracciano nella sede di via Principe di Napoli, 51
BAMBINI E ADOLESCENTI, TRA BULLI E RISCHI DEL WEB
incontrerete la pedagogista, Anna Maria Onelli, e il criminologo forense Gianluca Di Pietrantonio. Essi affronteranno il tema della crescita e della sofferenza, che affligge sempre in maggior misura, bambini e adolescenti. E’ importante riconoscere il loro dolore, che può esprimersi non solo con il disinteresse verso la scuola ma anche con manifestazioni di violenza, atteggiamento oppositivo in famiglia, autolesionismo, disturbi alimentari, depressione, isolamento. Chiedersi cosa dire, cosa fare e come intercettare le loro domande d’aiuto, significa compiere passi in avanti per la scuola e la famiglia insieme, in vista della salute psicologica e fisica dei nostri giovani.

Rischio idraulico: esercitazione della Protezione Civile a Prima Porta

Si è svolta ieri a Prima Porta l’esercitazione di protezione civile dedicata al rischio idraulico, organizzata dal Dipartimento di Roma Capitale insieme alle strutture operative del sistema cittadino. L’attività ha coinvolto anche il Municipio XV, la Polizia Locale e diverse associazioni di volontariato, oltre a un gruppo di esercenti della zona. 

L’obiettivo era mettere alla prova le procedure del piano comunale per il rischio inondazioni e verificare sul campo la funzionalità delle nuove barriere anti allagamento, testate nel tratto di via della Giustiniana in prossimità di via Saronno, dove il fosso di Pietra Pertusa confluisce nella marana, uno dei punti più critici del quadrante.

L’esercitazione, costruita su uno scenario di possibile esondazione del fosso, si è concentrata su un’area che negli anni ha mostrato forte vulnerabilità, soprattutto dopo l’evento alluvionale del gennaio 2014. A partire dalla tarda mattinata, volontari, personale del Dipartimento, operatori della Colonna Mobile e giovani del Servizio Civile hanno incontrato cittadini e passanti per distribuire materiale informativo e ricordare le principali norme di autoprotezione. Nel primo pomeriggio sono state trasportate e montate le barriere anti allagamento, con la conseguente chiusura temporanea della circolazione tra via Saronno e via di Santa Cornelia. Un test operativo utile anche per verificare tempi di intervento, coordinamento e gestione della sicurezza dell’area.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato il valore dell’iniziativa, ringraziando l’intero sistema di protezione civile, il Municipio XV, la Polizia Locale e la Struttura Commissariale per il lavoro svolto. Ha evidenziato come Prima Porta sia un territorio particolarmente esposto al rischio idrogeologico e come la prevenzione rappresenti un passaggio indispensabile per la sicurezza dei cittadini. Ha aggiunto che le nuove attrezzature acquistate con le risorse del Giubileo sono state finalmente messe alla prova in uno scenario realistico, auspicando che non debbano essere utilizzate in situazioni di emergenza.

Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ha espresso riconoscenza agli operatori e ai volontari impegnati nell’esercitazione, ricordando come il lavoro di prevenzione non debba mai arretrare nonostante le numerose urgenze quotidiane. Ha spiegato che l’iniziativa rappresenta un momento significativo per testare l’efficacia del modello di intervento, valutare l’adeguatezza delle risorse disponibili e, allo stesso tempo, rafforzare la conoscenza del territorio da parte dei residenti. Ha ringraziato il sindaco, il Commissario per il Giubileo, il direttore della Protezione Civile e tutti coloro che hanno collaborato, ribadendo che solo un impegno costante nella mitigazione del rischio può garantire una risposta solida nelle situazioni critiche.

Fabio Rollo