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Tre concetti difficili spiegati ai bambini. Autostima – emozioni – empatia

Ho accolto con piacere la proposta della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Bracciano, Antonella Di Spalatro e della vice preside Rita Orecchioni, di effettuare incontri con gli alunni delle classi quarte e quinte, per coinvolgerli in attività di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Ciò, in osservanza alla legge 29 maggio 2017, n. 71, modificata dalla legge 17 maggio 2024 n.70. Il progetto generale d’Istituto è affidato, come in tutte le scuole, ad un team di docenti che costituiscono il gruppo antibullismo, dedito a studiare, controllare e contrastare il fenomeno nella scuola. I dati emanati a novembre 2021, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riportavano che a livello globale, tra i 10 ed i 19 anni, un adolescente su sette soffre di un disturbo mentale: depressione, ansia, disturbi comportamentali, deficit di attenzione e iperattività, disturbi della condotta, insorgenza precoce dei disturbi alimentari, dei casi di autolesionismo, di suicidio e di reati delinquenziali. Tra i fattori di rischio, vi sono le esperienze di abuso e il bullismo, le relazioni tra pari, la pressione per conformarsi ai coetanei, la qualità della vita familiare, i problemi socio-economici e l’influenza dei media. È essenziale attuare forme di prevenzione creando ambienti protettivi e di supporto in famiglia, a scuola, nella comunità. Tra gli interventi dello Stato: l’istituzione del Bonus Psicologo per sostenere le spese di psicoterapia; la reintroduzione, con l’ultima Legge di Bilancio, dello psicologo nelle scuole a partire dall’anno 2025-2026; l’istituzione dell’Ordine professionale dei pedagogisti (legge n. 55 del 15 aprile 2024) che stabilisce i compiti, i requisiti e le competenze per l’esercizio dell’attività professionale. Il pedagogista oggi è impegnato in attività di ricerca, sperimentazione e didattica; svolge funzioni di coordinamento, consulenza e supervisione in diversi contesti e su diverse età, dai giovani agli anziani. In quanto pedagogista, ho accolto di buon grado la proposta di dialogare con gli alunni di classe quarta e quinta dell’Istituto. Ho organizzato incontri separati tra le classi quinte e le quarte perché a nove anni il bambino è in piena fanciullezza mentre a dieci prende avvio lo sviluppo puberale e la prima adolescenza, dunque ho tarato il linguaggio sul loro livello evolutivo. Come affermava il grande Comenio, nel 1600, si possono insegnare concetti complessi ricorrendo ad un linguaggio adeguato. Del resto parlare di bullismo, senza rappresentare l’importanza delle emozioni, il motivo per cui occorre riconoscerle e governarle, quale importanza hanno l’empatia e l’autostima sulla loro crescita, avrebbe avuto poco senso. Sarebbe rimasta nel loro immaginario la semplificazione che mi avevano espresso: il bullo è cattivo e la vittima è buona. Questo non è sufficiente a destrutturare la figura del bullo. È stata una bella esperienza, insieme abbiamo riconosciuto il valore delle emozioni e la necessità di governarle; come reagire di fronte a un bullo e come non cadere nella Rete del cyberbullo; quali sono i rischi che possono incontrare sul web. Alla base di ogni considerazione c’è stato l’invito a parlare con mamma o papà o comunque confidarsi con un adulto di fiducia, sia quando si è presi di mira, sia quando si è contattati da sconosciuti sul web. I bambini sono stati attentissimi e interessati, tante sono state le domande e soprattutto hanno rivelato un grande bisogno di parlare e di confrontarsi.

Anna Maria Onelli

Redattore L’agone

 

Bettarelli: “Riusciti a dare una nuova idea di Canale Monterano”

All’ingresso dell’antico palazzo comunale, il leone berniniano della vecchia Monterano mi accoglie con un piglio che leggo come un sorriso di accoglienza, sorriso immediatamente riecheggiato dalle due dolci ragazze degli uffici posti a pian terreno, una delle quali, accompagnandomi dal Sindaco, mi riconduce, con i ricordi, a quando insegnavo al liceo “Vian” di Bracciano. Al piano superiore trovo un atletico e gioviale sindaco mentre congeda cordialmente una coppia di cittadini e che mi riceve caldamente, con una estrema gentilezza, con un caldo caffè. La simpatia reciproca è immediata e la chiacchierata, partita da considerazioni sulla povertà del pur bellissimo Comune di Canale Monterano, con le rovine della antica Monterano nella splendida riserva naturale e la frazione di Montevirginio, con artigiani che ancora amano il proprio mestiere ed i cui prodotti sono ricercati nel territorio limitrofo, si allarga a ricordi di studio e di amicizie comuni. Ma ecco le domande specifiche e le sue risposte.

Dottor Alessandro Bettarelli, Lei, nato il 7 dicembre 1973, eletto per la seconda volta nel 2021 “primo cittadino” di Canale Monterano, essendosi presentato con una lista che è stata l’unica alla fine in lizza, ritiene che sia stato rieletto per il suo lavoro ben eseguito al servizio dei cittadini o grazie alle alleanze politiche della sua lista?

In un piccolo comune come Canale Monterano non ci sono alleanze politiche che tengano. Nel 2021 abbiamo riproposto lo schema di “Progetto Locale”, una lista civica che aveva al suo interno, già nel primo mandato, diverse sensibilità politiche, ma soprattutto persone che antepongono il bene comune a interessi personali o di parte. Presentarsi poi da soli, con il quorum al 40% dei votanti, era sicuramente più difficile che avere una lista concorrente, eppure abbiamo preso 200 voti in più del 2016, probabilmente perché i cittadini avevano apprezzato il nostro lavoro.

Cosa significa per lei la politica e che senso ha fare politica?

Seguo la politica fin da bambino. Non perdevo un dibattito in TV neanche quando andava in contemporanea con una partita di calcio. Poi ho studiato politica internazionale alla Sapienza e infine ho provato a farla: ma non credo di esserne portato. Mi ritengo un buon amministratore, ma la politica non credo faccia per me. Preferisco affrontare i problemi quotidiani o la progettualità futura di una comunità, come quella Canalese, semplice solo all’apparenza. La passione politica rimane sullo sfondo, con i grandi ideali, il dovere morale di non pensare solo a se stessi, ma a un mondo enorme, eppure sempre più piccolo, purtroppo sempre più concentrato sull’io, sull’avere, anche a scapito dell’altro. Mi è stato insegnato che, se uno può, deve sempre aiutare chi sta peggio: questa è la barra che tengo dritta tutti i giorni da amministratore pubblico.

Cosa ha fatto la sua Amministrazione nel primo mandato e cosa pensa di concludere in questo secondo mandato?

Fare una lista sarebbe davvero troppo lungo, ma fondamentalmente credo che siamo riusciti a far comprendere che Canale Monterano non è più quel posto un po’ sfigato, tra il Lago di Bracciano e i Monti della Tolfa, che non aveva molto da dire al mondo. Negli ultimi anni siamo riusciti a veicolare il concetto che Canale è un posto che offre al cittadino servizi ottimi. In cui si vive bene anche senza supermercati o cinema. In cui ci sono ottime scuole e le strade sono pulite. Un paese dove, se hai un problema con il Comune,c’è qualcuno che prova a risolvertelo. Un luogo dove puoi vivere immerso nella natura. Dove puoi comprare pane, carne, formaggi, verdure prodotti localmente e poi venduti nella bottega dove lavorano genitori e figli i quali, quando entri, ti chiamano per nome. Un posto che rappresenta con fierezza e al meglio ciò che significa vivere in un piccolo comune a mezz’ora da lago e mare e a un’ora da Roma.
Se ci si riflette bene, non è che ce ne siano poi molti di posti così.

In una cittadina in cui ci si conosce tutti, come ci si sente ad esserne il Sindaco? Come ritiene di essere percepito dai cittadini?

A Canale sono semplicemente“Alessandro”, nato in una famiglia dai sani principi, come tante altre. Quello che da piccolo giocava a rugby perché a calcio era negato, che andava bene a scuola, che suonava con la Banda del paese, che è andato ad abitare dove il nonno e il padre avevano piantato ulivi e viti, che non s’è montato la testa e che sette giorni a settimana non “è” il Sindaco, ma “fa” il Sindaco. Quello che, se c’è un problema, a volte anche non di sua competenza, vuole risolverlo, o quanto meno provarci.

Come sta gestendo la sua Giunta?

Giunta e Consiglio per me sono semplicemente gli amici, i collaboratori, i gruppi di lavoro, in cui ognuno, secondo responsabilità, settore e competenze, deve lavorare al meglio per onorare il ruolo che ha. Nessun medico ci ha ordinato di candidarci a fare gli amministratori pubblici e adesso che siamo qui dobbiamo ripagare la fiducia, che i cittadini ci hanno concesso, impegnandoci al 100%. Per me il gruppo è tutto, ma la maglia va onorata impegnandosi al massimo, io ovviamente per primo.

Le possibili denunce per abuso di ufficio hanno rappresentato, sino a poco tempo fa, una “spada di Damocle” per tutti gli amministratori; lei cosa ne pensa dell’abrogazione di questo reato?

La mia risposta è che non è quello il problema degli amministratori comunali. Quel tipo di reato lo commetti(commettevi) o perché sei incapace o perché sei disonesto. In entrambi i casi è giusto che paghi.

Ci sono invece reati, e mai nessuno ne parla, che possono portare un Sindaco in tribunale senza che abbia mai avuto alcun comportamento scorretto o sbagliato, ma solo perché rappresentante legale di un ente, il Comune, in cui gli atti gestionali sono in carico ai responsabili delle aree e dei servizi. Sindaci e amministratori hanno un ruolo meramente d’indirizzo e impulso amministrativo, ma spesso pagano per atti gestionali su cui non hanno potere. Il Sindaco è davvero ormai il grande parafulmine del sistema dei Comuni. Per non parlare del famigerato danno erariale… Potrei fare decine di esempi di colleghi esposti a procedimenti della Corte dei Conti per fatti avvenuti anni e anni prima del loro insediamento o di cui non sapevano neanche dell’esistenza. Per non parlare poi del peso morale e penale di situazioni di cronaca tristemente note come avvenuto a Torino, Genova, Rigopiano.Ricordiamoci, infine, che l’indennità di un Sindaco di un piccolo Comune è, più o meno, la metà dello stipendio di un impiegato comunale.

Quali responsabilità sente e quali difficoltà trova nel suo ruolo?

La responsabilità di dare risposte a cittadini che hanno problemi o meritano di stare meglio di come stanno. Le difficoltà di una burocrazia ipertrofica, a volte completamente inutile, che spesso rallenta il lavoro invece di facilitarlo. Anche in questo caso però, se uno è preparato, le difficoltà diventano sfide: possibilità di mettersi alla prova.

Come avete affrontato il problema dell’esplosione del 6 gennaio?

Con il senso di comunità che ci caratterizza e che, evidentemente, ha guidato anche l’azione di tutti quei Comuni, associazioni e cittadini, anche non canalesi, che hanno concorso in una meravigliosa gara di solidarietà che ha portato a una donazione complessiva di 76 mila euro in favore delle famiglie coinvolte. Un evento mai accaduto nella storia del nostro territorio, che va oltre il mero dato materiale, per rappresentare una vera unione ideale delle comunità della nostra zona, a prescindere dai confini comunali.

Lei ha scritto un bellissimo libro sul rapporto fra Canale Monterano e il cinema. Quanto ha influito il cinema, direttamente o indirettamente, sull’economia di Canale?

Canale e cinema sono un binomio inscindibile, che, oltre ad aver dato lavoro a tante famiglie e ad aver creato professionalità importanti, ha fatto conoscere il nostro Comune in Italia e all’estero. Ancora oggi chi arriva all’Antica Monterano non può non ricollegare quei posti a quelli visti in decine di pellicole che hanno segnato la storia del cinema italiano e internazionale. Il cineturismo è oggi una realtà affermata e vogliamo sfruttarla al massimo.

Come pensa di valorizzare le rovine dell’Antica Monterano e del magnifico territorio circostante?

Nel 2016, al nostro insediamento, un regolamento comunale prevedeva il divieto per le produzioni cinematografiche di girare a Monterano e in Riserva. Oggi il cinema è di nuovo di casa. Parimenti non c’erano bagni e strade decenti. Abbiamo istallato i bagni e rifatto completamente Via Casalini, Via Palombara e creato due nuove aree sosta, Comunaletto e Poggio Lupino, e un’area di sosta camper in zona Fontana. Ci siamo aggiudicati un bando regionale, il DTC2, da circa 800 mila euro, per interventi di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per la conservazione, la tutela, il recupero e la valorizzazione finalizzata alla promozione territoriale. Quest’anno ne vedremo finalmente i frutti, che consisteranno in studi su contenuti storici e storico artistici finalizzati all’incremento delle conoscenze sull’antico abitato e sul territorio della Riserva; nel monitoraggio remoto per mezzo di tecniche satellitari, fotogrammetriche e termografiche; nell’illuminazione artistica dell’antico abitato; in un piano di sviluppo turistico e infine nello sviluppo di un portale web e di un’app, al fine di consentire una maggiore fruibilità da parte degli utenti. Oggi l’Antica Monterano e la riserva naturale omonima sono stabilmente meta di turisti e presenza costante su TV e giornali. Ovviamente possiamo e dobbiamo fare ancora di più per valorizzare non solo Monterano, ma tutto il sistema turistico canalese.

Caduto il divieto del terzo mandato nei piccoli comuni, cosa pensa di fare nella Primavera del 2027, quando finirà questa sua seconda esperienza alla guida del Comune di Canale Monterano?

Per ora non ci penso e invito sempre tutti gli amministratori, con cui condivido il lavoro, a rimanere concentrati sul da farsi quotidiano. A me fortunatamente la “sindachite” non ha mai preso. Fare il Sindaco è come fare il Presidente di un’associazione o di una contrada: lo si fa al massimo delle proprie possibilità finché si ricopre quel ruolo e, se un giorno finisce, non devi avere rimpianti purché sia certo che, finché l’hai fatto, hai dato il massimo, senza risparmiarti. Poi, se i cittadini lo vogliono e la vita te lo permette, si continua a farlo, altrimenti si fa altro.

Un pensiero per Canale Monterano, per l’Italia, per l’Europa e per il Mondo?

A volte mi piacerebbe dire la mia su questioni che vanno oltre i confini territoriali del Comune. Poi rifletto che ognuno ha il suo ruolo. Io ho l’onore di poter e dover pensare a Canale e Montevirginio, lascio ad altri il dovere di occuparsi del nostro Paese e oltre. In un mondo in cui tutti parlano di tutto, spesso a sproposito, provo a parlare poco e ad ascoltare molto. Magari imparo anche qualcosa…

Dalla scrittura alla realtà: il percorso creativo degli studenti per la sostenibilità

Il 20 marzo, presso l’Istituto Comprensivo La Giustiniana, si è svolto il secondo incontro del progetto “Filma la tua area protetta”, un percorso didattico, rivolto a due classi della quarta elementare. L’iniziativa fa parte del programma GENS, che mira a sensibilizzare gli studenti sulle sfide attuali e sulle conseguenze delle attività umane della crisi climatica.

L’incontro, ricco di creatività e riflessioni, ha visto protagonisti gli studenti, che hanno esplorato i temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente attraverso la scrittura a mano e il disegno. Guidati dalle insegnanti Francesca Pizzi, Rosa Gagliano, Anna Mancini e Patrizia Infusino, i giovani partecipanti hanno realizzato lavori in cui hanno dato voce alla loro visione della natura e della sua salvaguardia. Con cartoncini, testi scritti a mano e disegni, ogni lavoro ha raccontato una storia unica, ma tutte le storie erano unite dall’impegno verso la sostenibilità.

Io, Paola Forte, redattrice de L’agone e grafologa, ho accompagnato i ragazzi nella lettura dei loro testi, sottolineando il valore della scrittura a mano non solo come mezzo di comunicazione, ma anche come espressione autentica della propria creatività e personalità.

La mattinata è stata partecipativa: dopo la presentazione dei lavori, gli studenti hanno condiviso ispirazioni e messaggi, proponendo idee creative per la tutela dell’ambiente. I loro testi e disegni hanno evidenziato l’importanza di sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della natura.

L’incontro è stato arricchito dagli interventi di Claudio Zamarion, rappresentante di Angelica Vision, che ha illustrato le fasi di realizzazione del cortometraggio che sarà girato presso la Caldara di Manziana, e di Giancarlo Morgana, ecologo dell’ENEA, che ha approfondito il valore delle aree protette e l’importanza di preservare la biodiversità.

A testimoniare l’importanza dell’evento, era presente anche il giornale L’agone, rappresentato dal presidente Giovanni Furgiuele, che ha sottolineato il valore delle iniziative educative come questa, capaci di stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza ambientale e una sensibilità più attenta verso le tematiche ecologiche.

L’incontro si è concluso con un saluto e con l’attesa del prossimo appuntamento, previsto per il 16 aprile. In quella data, gli studenti si recheranno alla Caldara di Manziana per osservare da vicino l’ambiente che sarà protagonista del loro cortometraggio. Sarà un’occasione unica per vivere direttamente il territorio, comprenderne il valore e raccontarlo attraverso il linguaggio cinematografico.

Paola Forte

Redattrice L’agone

Per Trevignano un evento di sport e amicizia. Campionati italiani indoor di rowing

L’8 e il 9 marzo scorso si sono tenuti a Roma i ventiquattresimi Campionati Italiani indoor di Rowing.L’importante manifestazione nazionale si è svolta nella Palestra Monumentale del Foro Italico, alla quale hanno preso parte 54 società remiere provenienti da tutta Italia con atleti e atlete di ogni età e abilità che si sono sfidati al remoergometro o simulatore di vogata.

La manifestazione sportiva ha visto una partecipazione straordinaria di atleti e di atlete e le due giornate di gara hanno confermato le attese, per i risultati ottenuti e per le grandi emozioni originate ai presenti dall’elevato grado di competizione agonistica e dal forte spirito sportivo degli atleti. La giornata inaugurale è stata dedicata alla distanza “regina” dei 2000 metri individuali, una vera prova di resistenza e strategia per proseguire poi con la staffetta 4×500. Domenica 9 marzo è stata la giornata delle competizioni più “esplosive” con la distanza dei 500 metri individuali, una sfida di pura potenza e velocità.

Tra le innumerevoli eccellenze sportive presenti a Trevignano Romano, ridente cittadina posta sulla riva nord del Lago di Bracciano, la società dilettantistica “Trevignano Rowing A.D.S.” nata nel 2022 ad opera di Giuseppe Papaluca – istruttore di tecnica ed apprendimento del ciclo di voga – ha partecipato alle varie discipline iscrivendo 24 tra atleti ed atlete, raggiungendo nella classifica finale un significativo e importante undicesimo posto e portando a casa ben 8 medaglie. Nelle gare sulla distanza dei 2000 metri Trevignano Rowing ADS ha schierato Assunta Mariani medaglia d’oro e campionessa italiana nella categoria 70/74, il promettentissimo giovane ventiduenne Davide Catena medaglia d’argento nella categoria 20/29, Francesca Mariani medaglia d’argento, Antonio Cariello medaglia d’argento, Giuseppe Papaluca medaglia d’argento, Chiara Nicolosi medaglia di bronzo e Laura Galli medaglia di bronzo. Anche la staffetta femminile composta da Piera Pennelli, Gina Pruteanu, Laura Galli e Nichola Agostinelli si è aggiudicata una meritata e prestigiosa medaglia di bronzo nella 4x500mt. 

Oltre ai medagliati hanno preso parte alla competizione sui 2000 mt: Arianna Tabellini, Letizia Sonzio, Carlo Alberto Marchi, Castore Parissi, Gianluca Franchini e Francesco Perconti. Nella staffetta maschile 4×500 classificatasi al sesto posto hanno partecipato: Federico Simeoni, Alessandro Stefanelli, Daniele Prosia e Davide Catena. La competizione sportiva dello scorso fine settimana è stata una vera festa dello sport e un importante successo della Trevignano Rowing non solo per il numero degli iscritti e delle iscritte alla competizione, tutti agguerriti e lo spirito agonistico e di amicizia che è emerso e per la simpatia dimostrata sugli spalti dalle famiglie e dai sostenitori.

Manziana e la sua ripartenza: nuove attività commerciali donano slancio al paese

Manziana guarda al futuro con rinnovato ottimismo e lo fa partendo dal cuore pulsante del paese. L’apertura di una ventina di nuove attività commerciali in centro, segna un momento significativo di ripresa economica e sociale, testimoniando il coraggio e la determinazione di imprenditori e commercianti locali che hanno scelto di tornare a un commercio di prossimità, fatto di negozi a misura d’uomo, di relazioni dirette e di servizi su misura per i cittadini. A differenza delle dinamiche commerciali degli ultimi anni, che hanno visto la grande distribuzione imporsi come protagonista, il fenomeno che sta interessando Manziana si muove in direzione opposta: stanno rinascendo le piccole botteghe, con attività che riportano vita e fermento nel centro del paese. Una scelta che non è solo economica ma anche culturale, legata al desiderio di restituire centralità ai negozi di vicinato e alle prestazioni di qualità.

Le nuove aperture offrono servizi diversificati, rispondendo alle esigenze della comunità e arricchendo l’offerta locale. Tra queste: nuovi esercizi dedicati alla cura della persona, servizi tecnologici, non mancano gli spazi dedicati alla moda e agli accessori, né attività orientate al benessere e all’alimentazione. Si amplia il settore della ristorazione e quello turistico, rafforzando l’attrattività del territorio, tutti esempi concreti di come il tessuto commerciale locale stia crescendo e diversificandosi. Questa rinnovata vitalità del centro non è solo un segnale di ripresa economica, ma anche di una comunità che sceglie di investire su sé stessa. Ogni nuova impresa è il frutto di un investimento che va oltre l’aspetto economico: è un segnale di fiducia nel futuro del paese, significa credere nel valore del commercio di prossimità, nella possibilità di costruire rapporti di fiducia con i clienti e nel recupero di un’identità locale che negli anni rischiava di perdersi. A confermare questo nuovo fermento è anche la rinascita del mercatino che, ogni prima domenica del mese, anima il centro di Manziana. Dopo un periodo di declino ai minimi storici, ha ritrovato vigore: oggi conta circa 30 banchi e sta riprendendo vita, diventando un appuntamento sempre più apprezzato da residenti e visitatori.

Avviare un’attività in un contesto economico complesso, come quello odierno, non è una scelta priva di sfide. Chi intraprende questa strada affronta difficoltà burocratiche, incertezze di mercato e la necessità di conquistarsi la fiducia della clientela. Tuttavia, le nuove aperture dimostrano che investire sulle proprie competenze e sul proprio talento può generare opportunità non solo individuali, ma anche collettive. Il commercio rappresenta da sempre un elemento centrale nella vita di ogni comunità, e il fatto che Manziana veda crescere il numero di attività sul proprio territorio è il segnale di una vitalità che non si è mai spenta.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’importanza di un tessuto economico solido e dinamico, esprime il proprio sostegno a questi nuovi imprenditori, riconoscendo il valore del loro impegno e della loro determinazione. Il Comune si pone al fianco di chi sceglie di investire, impegnandosi a creare condizioni favorevoli alla crescita delle attività locali, affinché il centro del paese continui a essere un luogo di incontro e opportunità. A tutti coloro che hanno intrapreso questa nuova avventura imprenditoriale, l’augurio è quello di ottenere il successo e la soddisfazione desiderati, contribuendo a rendere Manziana un paese sempre più accogliente, vivace e ricco di prospettive.

Al ‘Terra Nostra’ di Oriolo la pizza è un’opera d’arte

Al ‘Terra Nostra’ di Oriolo la pizza è un’opera d’arteSi fa presto a dire pizzeria

Chiamare per cognome Federico è quasi un volerlo deturpare di quell’informalità bella con cui ci interfacciamo a un amico o a una persona di famiglia.

Scrivere: “il signor Federico Carpitella, gestore del ristorante/pizzeria Terra Nostra di Oriolo…” sarebbe una svalutazione di un posto unico nel suo genere e confonderlo con altre centinaia di migliaia generalizzandolo in stereotipo. Quando diciamo pizzeria ci vengono alla mente quelle immagini di posti affollati, caciaroni, con odori impregnanti e uno stuolo di camerieri indaffarati e approssimativi che devono sbarcare la serata portandoci una pizza. Al “Terra Nostra” di Oriolo, locale nato con principi ispiratori nettamente diversi, tutto questo non è non titolare, né gestore, Federico ti invita a mangiare in quella che sente e conduce come casa sua. Non ha tantissimi posti, ma nemmeno pochi, spazi adeguati a godersi una serata nell’intimità di coppia, nella convivialità di una famiglia o nella goliardia di un gruppo di amici; ad accogliervi c’è lui, Federico, che non prende ordinazioni ma vi racconta cosa vi farà mangiare in quel posto che rappresenta la trasfigurazione del suo sogno di ragazzo, di qualcosa di sentito e realizzato nel suo fantasticare visionario. La pizza Federico la fa con meticolosa attenzione ai particolari, perché non passi come il pasto dozzinale e veloce, spartano e senza pretese ma sia invece l’accesso all’esaltazione dei gusti; distilla gli ingredienti, che sceglie con cura e raffinatezza. Farine biologiche di alta qualità, polpe di pomodori locali, verdure e condimenti delle botteghe di quella terra sua che sente il posto dove è nato e cresciuto. L’attenzione alla lievitazione, lunga e naturale, che rende l’impasto digeribile e gustoso, leggero e fragrante; una fragranza che permane anche quando la pizza si raffredda, quella croccantezza che è musica per il palato e opera d’arte per gli occhi. Prima della pizza non si scappa ai suoi supplì, di cui va orgoglioso, “sono come quelli che mi faceva la nonna” dice. Anche in questo caso, non un frittume dozzinale e pesante ma qualcosa di friabile e asciutto, pastoso e raffinato. Solo il conto finale vi farà ridestare dalla sensazione di essere stati ospiti a casa sua, sebbene anche quello, il conto, mantenga la contenutezza che è d’altri tempi, quando il giusto e il gusto vanno in mediazione per conquistarvi per sempre.

Gianluca Di Pietrantonio

Redattore L’agone

 

La fiducia è una cosa seria

Nel mondo dominato dall’intelligenza artificiale di cui non riusciamo ancora ad immaginare le opportunità o le problematicità che comporta affrontare la sua gestione, un umanissimo sentimento, la capacità di avere fiducia, è ancora li a ricordarci che siamo uomini e che ci rapportiamo a tutti i livelli basandoci ancora su di essa. Le borse di tutti il mondo guadagnano o perdono a seconda del livello di fiducia che gli investitori hanno in chi decide le sorti delle dispute internazionali. La guerra economica che l’amministrazione Trump ha deciso di intraprendere nei confronti della maggior parte dei paesi del mondo, è un esempio di come la fiducia comunque governi dei meccanismi che sembrano sfuggire al nostro vivere quotidiano. I dazi vengono annunciati, applicati e poi sospesi e forse riapplicati di nuovo, si veda Canada e Stati Uniti, con la conseguenza che le borse, incluse quelle USA, hanno avuto degli andamenti altalenanti bruciando cospicue ricchezze proprio per la progressiva perdita di fiducia nell’operato di Trump. E una volta persa la fiducia, è difficile e lungo recuperarla. L’aspetto però più preoccupante della mancanza di fiducia reciproca è quando a parlare sono le armi, quando la diffidenza si tramuta in sospetto e paura e si lancia un missile o un drone prima che sia il popolo confinante a lanciarlo. La guerra tra Russia e Ucraina è la diretta conseguenza di come la parola più volte data e non rispettata porti ad una progressiva reciproca diffidenza che ha portato, solo negli ultimi tre anni, a centinaia di migliaia di morti. Nel 1989 l’amministrazione G.W. Bush assicurò Gorbaciov, durante i colloqui di Malta di quell’anno, che gli USA non avrebbero approfittato della situazione nell’Europa orientale per danneggiare gli interessi sovietici”. L’anno successivo, febbraio 1990, durante i colloqui con l’URSS per rassicurare i sovietici sulla unificazione tedesca, il Segretario di Stato americano affermò nell’incontro con Gorbaciov che per la NATO – not one inch estward- non un pollice verso est rispetto alla situazione di allora (analisidifesa.it, Francesco Ferrante, 28 giugno 2024). Sappiamo poi come il patto sia stato tradito e la NATO si è spostata ad est ben oltre i confini del 1989. D’altra parte l’Ucraina però, firmando il memorandum di Budapest, dicembre 1994, stilato per evitare che l’arsenale nucleare sovietico presente nei paesi ex-sovietici fosse fuori controllo, si impegnava a cedere alla Russia tutte le testate nucleari presenti sul proprio territorio, tremila testate nucleari tattiche e duemila strategiche, in cambio di un impegno delle super potenze a preservare la propria integrità territoriale, riferita ai confini del 1991, e a non esercitare pressioni di tipo economico e militare da parte di esse. Sappiamo anche qui come è andata a finire, nel 2014 la Russia invade la Crimea in palese violazione del memorandum e nel 2022 prima punta sulla capitale Kiev e poi conquista gli oblast di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporižžja (RaiNews.it, Pietro Vernizzi, 5 dicembre 2024). In questi tre anni i morti sono stati insensatamente tanti. In questi giorni si sta tentando di avviare almeno un cessate il fuoco, ma, alla luce di quanto scritto, quale può essere il livello di fiducia tra Putin e Zelens’kyj? Su quali basi e chi dovrebbe garantire il rispetto di un trattato di pace? Sono domande di non facile risposta che richiedono un elevato livello di fiducia reciproca. In questo scenario l’Europa non può e non deve trovarsi impreparata, la deterrenza militare è un fattore che conta nei rapporti tra i paesi e in questo momento storico in cui l’alleanza con gli USA, amministrati da Trump, sembra vacillare, essa non può sottrarsi al compito di garantire la sicurezza di tutti i cittadini europei.

Salvatore Scaglione

Palazzo Valentini ospita l’incontro preparatorio del “Viaggio del Ricordo” con gli studenti

Angelucci-Minnucci: “Studiare la storia per costruire un futuro di pace e solidarietà”

Si è svolto questa mattina l’incontro di formazione con gli studenti dei 15 istituti superiori che parteciperanno al “Viaggio del Ricordo” che si terrà il 14 – 15 e 16 aprile e che vedrà la partecipazione anche del Sindaco Roberto Gualtieri.  A coordinare i lavori il professor Giorgio Marsan insieme al professor Gianni Stelli, Presidente della Società degli Studi Fiumani, la professoressa Donatella Schürzel, Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Roma e Vicepresidente nazionale vicario e i professori Maria Grazia Chiappori, Raoul Pupo ed Ester Capuzzo.
Nel corso dell’evento è stato illustrato agli studenti il programma dettagliato del Viaggio oltre alla presentazione della storia delle Foibe e dell’Esodo Giuliano – Dalmata.
A dare il benvenuto alle ragazze e ai ragazzi degli istituti il Consigliere della Città metropolitana di Roma Capitale, Mariano Angelucci e il Capo Segretaria del Sindaco in Città metropolitana, Emiliano Minnucci.
“È bello vedere una Sala consiliare piena di ragazzi e ragazze per un’occasione così importante. Come Ente metropolitano insieme a Roma Capitale abbiamo voluto fortemente finanziare questa esperienza perché crediamo che visitare i luoghi dove si è verificato uno dei delitti più atroci della storia sia fondamentale per le nuove generazioni. E’ importante educare i giovani narrando loro quanto successo in passato, affinché gli eventi della storia non possano verificarsi nuovamente, soprattutto in un periodo come quello di oggi dove la guerra è vicina a casa nostra più di quanto si pensi. In questo contesto è importante portare avanti il concetto di Europa unita, ovvero di un Europa di pace, quella che abbiamo la fortuna di vivere dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Voi giovani state godendo di questo privilegio che non è un fatto di poco conto ma bensì il frutto del lavoro delle nostre madri e padri. E l’amministrazione Gualtieri vuole perseguire proprio l’obiettivo dei nostri antenati: costruire un’istruzione che guardi ad un futuro migliore sulle basi degli ideali di pace.
Così Mariano Angelucci, Consigliere CMRC.
“Con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Roma e tutti coloro che sono stati coinvolti, abbiamo costruito passo dopo passo questo appuntamento. Un evento che segue la strada del Viaggio della Memoria, in quella che è ormai una tradizione positiva dell’Istituzione capitolina e metropolitana. Con questi progetti diamo la possibilità a delegazioni di ragazze e ragazzi di visitare luoghi importanti e significativi come quelli delle Foibe, permettendo alle nuove generazioni di approfondire pezzi di storia di un secolo drammatico come quello del ‘900. E il fatto che sono trascorsi 80 anni da quelle vicende può avere sia aspetti positivi che negativi: non abbiamo vissuto sulla nostra pelle ciò che è stato ma è fondamentale non dimenticare quegli episodi della storia perché ciò sarebbe la premessa che quest’ultimi si ripetano. E l’Amministrazione guidata da Roberto Gualtieri si fa portatrice di questo messaggio: fornire gli strumenti necessari allo studio della storia per un futuro che guardi alla pace e alla solidarietà tra popoli. La giornata di oggi infatti farà in modo che gli studenti arrivino al Viaggio con una preparazione giusta a ciò che si vedrà in prima persona.”
Ha aggiunto Emiliano Minnucci, Capo Segreteria del Sindaco metropolitano.

“Complimenti al Gruppo Modellisti Centumcellae saranno sempre i benvenuti a Cerveteri”

L’Assessora alla Cultura del Comune di Cerveteri Francesca Cennerilli si complimenta con gli organizzatori della mostra-concorso di modellismo statico tenutasi nel weekend in Sala Ruspoli

“Nel finesettimana appena trascorso, Sala Ruspoli si è trasformata in un piccolo grande paradiso della miniatura. Uno spazio dove si sono riuniti oltre 200 appassionati di modellismo provenienti da tutta Europa, offrendoci una due giorni di esposizione davvero di qualità, spessore e caratura internazionale. Oltre 800 i modellini esposti tra imbarcazioni, navi, aerei, automobili: esemplari davvero di ogni genere che hanno richiamato nella nostra città davvero tantissimi visitatori. Al Gruppo Modellisti Centumcellae, come prima cosa rinnovo i miei auguri per il loro 20esimo anno di attività e poi il mio ringraziamento per aver scelto Cerveteri per celebrare un anniversario di così grande importanza per la loro realtà. Chiaramente, saranno sempre i benvenuti nella nostra città e all’interno dei nostri locali. Sin da ora, sono a loro disposizione per pianificare nuovi appuntamenti analoghi a questo appena conclusosi, eventi che non possono far altro che portare visibilità al nostro territorio”. A dichiararlo è Francesca Cennerilli, Assessora alla Cultura del Comune di Cerveteri.

Al via “Intuizioni di Primavera” la nuova rassegna multidisciplinare di Bracciano

Parte sabato 5 aprile con la proiezione di Io capitano di Garrone, già nomination agli Oscar 2024, “Intuizioni di Primavera”, la rassegna multidisciplinare organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune, che svolgerà l Teatro Delia Scala di Bracciano fino al 25 maggio.

Dopo il buon risultato dello scorso dicembre con la rassegna “La cruna del Lago” – dice Biancamaria Alberi, assessora alla Cultura – torniamo al Teatro Delia Scala con cinema, teatro, danza e musica. Abbiamo assemblato un palinsesto di pregio – continua Alberi – cinque film, tra cui Io capitano, filma italiano candidato agli Oscar 2024 e No Other Land, vincitore dell’Oscar come miglior film documentario”. I film in programmazione sono stati proposti dal MedFilm Festival.

La rassegna prevede due spettacoli teatrali molto significativi: “Nella tempesta che ho nel cuore”, monologhi su Pasolini di Antonio Costantini, con Andrea Dolcini, regia di Raffaello Fusaro e “Pulcinella nella luna”, di e con Federico Moschetti, una gustosa rievocazione dei fasti della commedia dell’arte.

C’è poi un ricco programma musicale – dice ancora l’assessora Alberi – che prevede 5 appuntamenti, che vanno dalla lirica, al jazz, dalla musica barocca a quella moderna. E un coinvolgente spettacolo di danza classica proposto dall’ Associazione Il Proscenio”.

Alla domanda del perché nel sottotitolo di Intuizioni di Primavera c’è scritto “la rassegna che non si rassegna”, Bianca Maria Alberi ha detto: “La cultura è un formidabile anticorpo contro l’individualismo, la rassegnazione, il disinteresse verso la comunità. Allo stesso tempo – conclude Alberi – è un efficace integratore alla coesione sociale, dunque fa bene alle persone, alle famiglie ed è salutare per il sistema dell’accoglienza turistica e della ristorazione del territorio di Bracciano”.

Intuizioni di Primavera parte sabato 5 aprile si svolgerà fino al 26 maggio, al Teatro Delia Scala, in via delle Ferriere 16, Bracciano. Info: cultura@comune.bracciano.rm.it