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L’equipaggio della Motonave Sabazia II: un modello di competenza e passione per la navigazione nel Lago di Bracciano

Nel cuore del Lago di Bracciano, una delle meraviglie naturali d’Italia, la Motonave Sabazia II solca le acque con affidabilità e sicurezza, grazie a un equipaggio altamente qualificato. La competenza e l’esperienza del team, che da anni opera sul lago, sono essenziali per offrire una navigazione sicura e un servizio impeccabile. Con una stazza lorda di 91,06 tonnellate, la Sabazia II necessita di un equipaggio minimo di tre persone, secondo il Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1986 e il Codice della Navigazione, i membri dell’equipaggio devono possedere specifiche qualifiche:

Capo Timoniere con qualifica di Autorizzato al trasporto passeggeri;

Motorista di Motonave con qualifica di Autorizzato al trasporto passeggeri;

Marinaio , che contribuisce al corretto funzionamento delle operazioni quotidiane.

Alessandro Pierdomenico: un Capitano con la conoscenza del lago

Alessandro Pierdomenico, Primo Capo Timoniere Autorizzato, è al comando della Sabazia II dal 2014, ma la sua carriera con il Consorzio è iniziata nel 1989. La sua profonda conoscenza del lago, non solo come corpo d’acqua ma come territorio, è fondamentale per garantire la sicurezza della navigazione. La sua esperienza gli permette di manovrare la nave in sicurezza anche in condizioni di vento e fondali complessi, un aspetto che lo rende un elemento essenziale dell’equipaggio. Le sue competenze sono una garanzia di sicurezza e professionalità.

Damiano Delle Fratte: il motore della nave

Damiano Delle Fratte, Motorista di Motonave Autorizzato dal 2006, è responsabile della sala macchine dal 2014. La sua competenza nella manutenzione dei motori propulsivi della Sabazia II è cruciale per il corretto funzionamento della nave. Nonostante la sala macchine non richieda la presenza costante di personale al suo interno grazie anche al monitoraggio continuo tramite telecamere, Delle Fratte è sempre pronto ad intervenire in caso di necessità. La sua attenzione ai dettagli e la sua capacità di risolvere eventuali problemi meccanici sono fondamentali per mantenere l’affidabilità della motonave.

Martina Massarelli: un supporto essenziale

Martina Massarelli, al Consorzio dal 2009 e membro dell’equipaggio con la qualifica di Marinaio dal 2015, svolge un ruolo cruciale nell’assistenza al motorista e nella manutenzione della nave. La sua conoscenza del territorio e della lingua inglese è particolarmente utile durante il servizio di noleggio e nella gestione dei passeggeri. Le sue capacità e il suo entusiasmo la rendono una risorsa preziosa per il Consorzio, e la sua esperienza in sala macchine e nella sicurezza a bordo la rendono un membro indispensabile dell’equipaggio.

Un Team di esperti per un servizio eccellente

La competenza di ciascun membro dell’equipaggio della Sabazia II va oltre le singole mansioni, offrendo ai passeggeri un servizio di qualità superiore. Con una dedizione costante, l’equipaggio assicura che ogni crociera sia sicura, piacevole e impeccabile. Più di un semplice mezzo di trasporto, la Sabazia II rappresenta un esempio di affidabilità e professionalità. L’equipaggio è il vero valore aggiunto, che permette alla motonave di offrire un’esperienza di navigazione unica e sicura, consolidando il Lago di Bracciano come una meta turistica di prestigio.

Paola Forte

Redattrice L’agone

“La Banda dei Sorrisi”: a Cerveteri una giornata tra natura e svago per gli assistiti dal servizio OePac

L’iniziativa, promossa da Medihospes e dal Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti, avrà luogo presso il Centro Sportivo “La Rosa Bianca”. Il Primo Cittadino: “Giornata importante per bambini e famiglie”

Una mattinata immersi nella natura, nel verde, a contatto con gli animali, tra momenti ricreativi, intrattenimento e gioco. Si tratta de “La banda dei sorrisi”, iniziativa rivolta ai bambini che usufruiscono del servizio OePac e alle loro famiglie nelle scuole comunali di Cerveteri. Ad organizzarla, nella cornice naturalistica del centro La Rosa Bianca, in collaborazione con l’Associazione Il Flauto Magico e il contributo di Vivenda, è Medihospes, cooperativa che gestisce il servizio di OePac nelle scuole del Comune di Cerveteri.

“Una giornata di fondamentale importanza per la nostra comunità: un evento dedicato ai ragazzi con disabilità e alle loro famiglie, per ribadire con forza il nostro impegno verso un mondo più inclusivo. In concomitanza della settimana in cui si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, con Medihospes abbiamo organizzato una domenica davvero speciale interamente dedicata ai ragazzi con disabilità e alle loro famiglie che fruiscono del servizio di Assistenza Educativa Scolastica nel nostro Comune – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – una giornata di incontro, in cui poter fare rete, durante la quale mentre i bambini saranno intrattenuti da numerose attività formative e ricreative, i loro genitori potranno rapportarsi e confrontarsi con il personale della cooperativa. A far da cornice, lo scenario naturalistico de La Rosa Bianca, un luogo immerso nel verde, dove i bambini potranno trascorrere una giornata salutare e all’aria aperta, in un contesto sano, sicuro e accogliente”.

“Si tratta di un’iniziativa che ho fortemente voluto e per la quale ringrazio la Medihospes per l’immediata disponibilità dimostrata nell’organizzazione – aggiunge il Sindaco Gubetti – in questi giorni il personale della cooperativa ha provveduto a distribuire il materiale informativo ai propri assistiti e le adesioni sono già molte: sarà una giornata davvero speciale alla quale auspico partecipino tanti bambini e altrettante famiglie. Ringrazio dunque la Cooperativa, che annualmente a Cerveteri segue circa 150 bambini tra scuole dell’infanzia, primarie e medie, il personale de La Rosa Bianca per aver messo a disposizione la propria struttura, che sono certa ospiterà i ragazzi nel migliore dei modi, facendoli sentire accolti con amore e cura, l’Azienda Vivenda, che erogherà il servizio del pranzo e l’Associazione Il Flauto Magico, che curerà la parte ludica e ricreativa”.

Commenta l’iniziativa anche Mario David, coordinatore territoriale per la cooperativa sociale Medihospes: “Per festeggiare questa giornata speciale abbiamo pensato di coinvolgere non solo le famiglie dei ragazzi che si appoggiano a noi per i servizi di assistenza educativa-culturale, ma anche le famiglie degli operatori che quotidianamente sono al loro fianco. Un modo diverso per promuovere l’inclusione, la comprensione e la sensibilizzazione riguardo alla disabilità nella nostra comunità. Riteniamo che ogni bambino abbia il diritto di essere ascoltato e valorizzato. Vogliamo creare un ambiente accogliente dove le diversità siano celebrate e dove tutti possano crescere e apprendere insieme. Perché soltanto Insieme possiamo fare la differenza”

Una lunga giornata che avrà inizio alle ore 10:30 con l’accoglienza dei ragazzi e che proseguirà alle ore 11:00 con le attività della ludoteca e alle ore 12:00 con il teatro dei burattini. Dopo la pausa pranzo, alle ore 15:00 ricominciano le iniziative: saranno a contatto con i cavalli e con gli animali della fattoria didattica. Alle ore 17:00 il saluto finale ai partecipanti e la consegna di un gadget in ricordo della giornata.

Mondadori Cerveteri incontra – Valentina Farinaccio presenta “Babies” di Luigi Pavone

Microtrame di vita – dalla cellula al tessuto

La Città metropolitana di Roma Capitale, con il patrocinio del Municipio IX di Roma, è lieta di annunciare la conferenza stampa di presentazione dell’evento “Microtrame di vita – dalla cellula al tessuto”, un fashion show che si terrà il 10 aprile alle ore 17.30 presso La Vaccheria, in Via Giovanni l’Eltore, 35 – 00144 Roma.

L’evento nasce dalla collaborazione con l’Istituto Superiore Leon Battista Alberti e si propone come un’occasione per celebrare la memoria di una studentessa scomparsa, promuovendo al contempo un’importante iniziativa di beneficenza: una raccolta fondi a favore della Fondazione Bambino Gesù.

Alla conferenza stampa interverranno:

Mariano Angelucci, Presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale e Consigliere Metropolitano;

Titti Di Salvo, Presidente del IX Municipio;

Vincenzo Lenzoni, Dirigente Scolastico dell’Istituto “Leon Battista Alberti”.

RSVP ufficiocomunicazione@cittametropolitanaroma.it

Mobilità a Roma nord e dintorni: un problema difficile da risolvere

Ormai il giubileo è iniziato e la capitale si è messa in moto per migliorare se stessa e l’accoglienza che è possibile dare ai numerosi turisti venuti per festeggiare l’anno santo. I turisti non si limitano solo a visitare Roma, ma vengono a vedere anche le località limitrofe come quelle del nostro territorio, l’Etruria meridionale, e alcune di queste zone non sono semplici da raggiungere se non si è provvisti di automobile. Nonostante questa premessa è doveroso aggiungere che anche la periferia a nord di Roma, malgrado gli utili interventi effettuati, è ancora soggetta a grossi disagi.

Primo fra tutti si continua a ignorare che in periferia e nei comuni che circondano la Capitale vivono un altissimo numero di pendolari che tutti i giorni si spostano verso la città con ogni mezzo disponibile per raggiungere il posto di lavoro o di studio. Molte di queste persone scelgono di muoversi con le proprie vetture proprio perché il servizio pubblico di spostamento è manchevole e incostante, sia a livello comunale che statale.

Ci sono studenti universitari che per raggiungere la sede della facoltà che frequentano ci impiegano più di un’ora e mezza tra metrò, treno e automobile. Questo non è un esempio fatto a caso, ma è la testimonianza di un ragazzo di Anguillara che ogni giorno prende il treno da Cesano di Roma per risparmiare sui soldi per l’abbonamento “metrebus”, essendo Anguillara zona B e non zona A come tutta Roma. Tizio, così chiameremo il ragazzo per garantirgli l’anonimato, ci ha descritto il suo tipico itinerario di viaggio e, se non considerassimo i dieci minuti di auto, facilmente mutabili in venti se per caso si ritrova nella fascia oraria “di punta”, ci mette una cinquantina di minuti per raggiungere Roma Ostiense da Cesano, altri 10 di metro e altrettanti di camminata dalla stazione Policlinico fino a “La Sapienza”.

In questo conteggio sono stati volutamente ignorati i tempi di attesa e logistici nel momento del cambio tra treno e metropolitana. Tizio non è l’unico e il solo a compiere questa epopea, soprattutto se teniamo in considerazione che si sposta da Roma a Roma; come lui ce ne sono a centinaia e molti altri, come già detto, scelgono di imbottigliarsi nel traffico quotidianamente e sempre nei soliti punti, uno fra molti la congiunzione della Braccianense con la via Cassia. Sapendo che esistono queste problematiche strutturali che rendono difficile gli spostamenti abituali dei cittadini, decidere di sistemare solo dei punti “strategici” viene percepita dagli abitanti come mancanza di considerazione verso di loro e verso i turisti.

Claudio Colantuono

Redattore L’agone

 

Sciopero per i sindacati un diritto da difendere

La Commissione di garanzia a favore dell’azienda e dell’utenza

Nell’ultimo anno si sono registrati una serie di disagi causati dagli incessanti scioperi dei treni e non solo. Il traffico ferroviario però è quello che la fa da padrona, causando problemi a chi viaggia tutti i giorni e non dobbiamo pensare necessariamente a lunghe percorrenze, ma semplicemente ai pendolari. Ormai ogni volta che c’è un ritardo si parla di sciopero anche se effettivamente non c’è, questo perché per i viaggiatori il fatto di non far passare treni è un vantaggio per i ferrovieri, anche se così non è. Non c’è ovviamente nessuna logica in questo, ma dall’altra tutti i problemi causati dai treni scioperi o no, fanno perdere dei soldi alle aziende e reclami continui da parte dell’utenza alle varie associazioni. Finché il tutto non è stato di recente portato sotto gli occhi di chi proclama gli scioperi e cioè i sindacati, mettendo loro un freno. «Il diritto di sciopero è sotto attacco». Questo è quello che dicono i sindacati. La recente delibera della Commissione di garanzia, sotto la presidenza Bellocchi, ha imposto nuove restrizioni, ampliando i servizi minimi garantiti nel settore ferroviario. Una decisione che accoglie le richieste del Gruppo Fsi creando un precedente che limita la libertà sindacale e favorisce gli interessi aziendali a scapito di quelli dei lavoratori. In base alla delibera in pratica lo sciopero non riguarda tutto il settore, ma va in base all’azienda. Inoltre, saranno garantiti dei treni e quindi non sarà più previsto il silenzio sordo nei fine settimana. Se questo è un punto a favore dell’utenza, dall’altra i sindacati non ci stanno e sostengono che si tratta di un attacco alla libertà sindacale, penalizzando i lavoratori e rendendo lo sciopero inefficace per far valere i propri diritti. Seppur i sindacati cercano l’appoggio dell’utenza in queste azioni sostenendo che sono anche per farla viaggiare meglio e in tranquillità, i viaggiatori ormai saturi dai continui scioperi, anche se derivanti da sigle sindacali diverse e settori diversi, restano comunque scioperi e non hanno il tempo di fare i conti con chi li sostiene, ma con i disagi causati.

Claudia Reale

Redattrice L’agone

 

Proseguono le ricerche in Myanmar e vengono estratte vive una donna incinta e una bambina

Sono le 7.20 in Italia del 28 marzo quando si verifica un forte terremoto di magnitudo Mwp 7.7 in Myanmar (Birmania). L’epicentro si trova a poche decine di chilometri da Mandalay, una città di circa un milione di persone.

Una terra quella del Myanmar, già particolarmente provata da decenni a causa dei continui conflitti interni tra la giunta militare e le milizie etniche. Il Paese, segnato quindi da violenze e tensioni, che hanno causato milioni di sfollati e decine di migliaia di vittime. Ora si trova in una situazione ancora più difficile a causa della forte scossa di terremoto che lo ha investito..

«La giunta militare bombarda i terremotati e ruba gli aiuti». Questo è quanto dichiarato da un attivista birmano. Perché ovviamente non si ha un minimo di pietà per queste situazioni, ma anzi i deboli vengono messi ancora più in difficoltà.

«La giunta militare che governa il Myanmar sta usando il terremoto per intensificare gli attacchi contro la popolazione, da un lato bombarda i terremotati per indebolire la resistenza, dall’altro ruba donazioni e pacchi alimentari. E’ quindi davvero importante che la comunità internazionale presti la massima attenzione a chi invia gli aiuti, dando assoluta precedenza alle organizzazioni umanitarie sul campo». Questo l’appello all’agenzia Dire è Yimon Win Pe, membro della comunità birmana in Italia.

In tutta questa situazione continuano le ricerche dei dispersi che sono tantissimi, per non parlare delle vittime sempre fatte dal terremoto, il cui numero per ora è di 2056 e 4mila feriti. Numeri che purtroppo sono destinati a salire. Fonti della resistenza indicano già ora quasi 3mila decessi e oltre 3mila feriti.

Nel Myanmar la situazione resta difficile a causa delle devastazioni causate dalla guerra civile, i soccorsi che hanno difficoltà a intervenire per la precarietà delle strutture di emergenza, ma anche per la portata della devastazione e il susseguirsi di nuove scosse. Nell’area di Sagaing-Mandalay sono tre gli ospedali distrutti e 22 quelli parzialmente inagibili. «La devastazione del terremoto ha travolto le strutture sanitarie nelle aree colpite, che stanno lottando per gestire l’afflusso di feriti», ha affermato in un comunicato l’Organizzazione mondiale della sanità, segnalando che il numero delle vittime potrebbe crescere ancora e richiamando la solidarietà internazionale per «alleviare il bisogno di cure chirurgiche e traumatologiche, di forniture per trasfusioni di sangue oltre a anestetici, medicinali essenziali e supporto per la salute mentale».

L’Ufficio per il coordinamento degli Affari umanitari dell’Onu ha fornito una stima parziale dei danni. Sono stati distrutti o danneggiati 1.700 edifici di abitazione, 60 edifici scolastici, 670 monasteri, e tre ponti, mentre suscita preoccupazione l’integrità delle grandi dighe.

In tutta questa devastazione e caos c’è ancora un po’ di speranza nel trovare qualcuno ancora in vita. E’ il caso di una donna incinta e una bambina che sono state estratte vive dalle macerie a distanza di giorni. E quindi si continua a cercare.

Claudia Reale

Redattrice L’agone

Nel Lazio medicina di base sotto attacco: così si mina la sanità pubblica

In questi due anni e poco più di amministrazione regionale di centrodestra, il presidente Rocca ha deciso di mantenere per sé la delega alla sanità, unico presidente di una grande regione ad aver preso questa decisione. Tuttavia a questa scelta non stanno corrispondendo buoni risultati. Anzi, proprio sul terreno della sanità l’operato della giunta Rocca appare in chiara difficoltà e confusione. Secondo i dati del Ministero della Salute, i medici di base nel Lazio sono 4.023, con una media di 1.257 pazienti ciascuno, vicini al limite massimo di 1.500. Tuttavia, il 68% di loro ha oltre 27 anni di servizio e solo 231 hanno meno di sei anni di esperienza. Altrettanto allarmante è la situazione dei pediatri. Di questi operano 727 specialisti con una media di 910 pazienti ciascuno, ben oltre il limite contrattuale di 800. Di questi, 613 hanno più di 23 anni di esperienza, mentre non si registra alcuna nuova leva con meno di due anni di anzianità. Eppure nonostante questi incontrovertibili dati che delineano l’estrema difficoltà della situazione, Rocca sta portando avanti una narrazione che individua nella presunta insufficienza della medicina di base la principale ragione del malfunzionamento della sanità, in un costante scaricabarile. Un’operazione costruita anche attraverso affermazioni discutibili e false come quella ad esempio secondo cui i medici di base lavorino due ore al giorno. La posizione di Rocca è figlia di una visione ragionieristica che mette al centro le procedure e non la salute dei cittadini. Posizione da cui derivano buona parte dei danni al sistema sanitario. E in questo modo si mette a rischio di smantellamento l’ultimo vero presidio pubblico di sanità favorendo la privatizzazione. E la riforma della professione, proposta a livello nazionale, è stata sposata da Rocca, senza costruire alcuna interlocuzione con i soggetti che dovrebbero praticarla.

E che in tutto questo tempo dall’insediamento l’apposita commissione di Medicina Generale non sia mai stata convocata delinea i contorni di una situazione grottesca e inspiegabile. Specialmente in un contesto come quello del Lazio in cui medici di base e pediatri di libera scelta, come dimostrano i dati in precedenza, sono pochi e sempre più anziani. La causa del sovraffollamento dei pronto soccorso non è da imputare ai medici di famiglia, come il presidente lascia spesso intendere, ma alla carenza dei posti letto. Rafforzare la prima linea sanitaria sui territori dovrebbe essere inoltre una priorità, così come cercare di comprendere come mai i medici ospedalieri sempre più spesso abbandonino il servizio pubblico e per quale motivo i dati delle campagne vaccinali e di screening peggiorino sistematicamente nella nostra regione. Occorrerebbe pensare alla maggioranza dei cittadini che non hanno nessuna assicurazione sanitaria privata e a tutti quelli che alle cure rinunciano. Costruire una risposta in tal senso, pensando a ciò che intercorre fra la prescrizione e la prestazione, dovrebbe essere la priorità. Tutti temi di cui si è discusso lo scorso 11 marzo all’evento organizzato dal gruppo del PD e introdotto dal vicepresidente della commissione Sanità Rodolfo Lena “Quale futuro per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta?”, che insieme agli altri consiglieri del Partito Democratico ha promosso questa iniziativa di ascolto. Sono intervenuti, in un’assemblea molto partecipata, esponenti delle principali associazioni sindacali di settore e gli ex ministri della Salute Roberto Speranza e Beatrice Lorenzin.

“Nutrire l’Europa: l’importanza delle proteine animali”

Circa 125 organizzazioni europee (allevatori, produttori, industriali, organizzazioni professionali e interprofessionali, consorzi, studiosi e accademici ecc), hanno consegnato alla Commissione europea un appello unitario chiedendo una strategia agro-alimentare UE omnicomprensiva, basata su dati scientifici, che valorizzi le proteine animali e sostenga un modello agro-alimentare resiliente ed equilibrato in tutto il continente.

Le richieste comprendono:

– Sviluppare una strategia alimentare UE che abbia un approccio olistico, sia per le colture che per gli allevamenti e garantisca un trattamento equo per tutti i settori agricoli.

– Sostenere valutazioni ambientali che considerino l’intero ciclo di vita dei prodotti alimentari.

– Sostenere valutazioni nutrizionali scientificamente fondate che confermino l’importanza degli alimenti di origine animale per la salute umana, in particolare per le popolazioni vulnerabili come i bambini, gli anziani e le persone con carenze nutrizionali.

L’appello mette anche in evidenza le conseguenze indesiderate delle politiche che penalizzano le proteine animali, osservando che una riduzione della produzione dell’UE aumenterebbe inevitabilmente la dipendenza dalle importazioni, aggraverebbe le emissioni globali e minaccerebbe i mezzi di sussistenza di milioni di agricoltori ed aziende di trasformazione dell’UE.

Il ddl sicurezza, il Quirinale chiede delle modiche o la bocciatura è assicurata

Il tanto discusso e chiacchierato ddl sicurezza che ha fatto tanto clamore nelle ultime ora in Italia, fondamentalmente non ha fatto altro che “mettere contro” i due più importanti vertici italiani, Sergio Mattarella Presidente della Repubblica e Giorgia Meloni Presidente del Consiglio.

Il Quirinale da parte sua si oppone su una serie di punti diversi sul testo e di cui chiede assolutamente la modifica. Ma cosa non è realmente piaciuto al Presidente della Repubblica? Il Quirinale è contrariato su più cose, tra queste il divieto di vendere le sim card anche ai minorenni sbarcati in Italia, negando così loro la possibilità di poter parlare con i propri parenti. E’ inoltre contrario al carcere per le donne in stato di gravidanza e che hanno figli sotto i 12 mesi di età. Sono poi ritenute incostituzionali le aggravanti per chi manifesta contro le grandi opere e le pene draconiane. Ci sono poi una serie di altri punti che non sono piaciute a Mattarella, altri due o tre per l’esattezza, e anche per queste chiede in maniera molto esplicita, sia a Giorgia Meloni che a Matteo Salvini, di rivedere la legge e di fare le opportune modifiche, senza le quali la bocciatura da parte del Presidente della Repubblica è assicurata.

Si può affermare ancora una volta che abbiamo come Presidente della Repubblica un uomo che nonostante la sua età non cede mai alla stanchezza intesa in tutti i sensi e che combatte contro quello che reputa ingiusto senza indugiare davanti a chiunque e a quello che viene proposto per questo Paese. Un uomo dalla grande esperienza e umanità che porta avanti con fierezza valori e giustizie, come appunto in questo caso, dove se Giorgia Meloni e Matteo Salvini non apporteranno le dovute modifiche, il testo relativo al ddl sicurezza, non sarà firmato dal Presidente della Repubblica e quindi se la legge non viene firmata non è approvata, ma bensì bocciata.

Claudia Reale

Redattrice L’agone