Ci auguravamo una partecipazione importante ma vedere una sala gremitissima che non riesce a contenere tutti quelli che hanno raccolto l’invito, è stato emozionante. Si parla di volontariato quando si attenziona, per esempio, una guerra oppure gli effetti di una calamità naturale. Azioni e reazioni durature che passano attraverso il “nostro corpo”, spesso amplificate dalla paura di prossimità. Nella bellezza e tranquillità di Trevignano Romano, questo incontro attraverso delle testimonianze dirette, ha espresso con parole e immagini una situazione che ha catapultato i presenti in una realtà dove persone conosciute, operano in equipe, realizzando trattamenti sanitari medici e chirurgici. Regalano tempo ed esperienza e professionalità per consentire l’accesso alle cure per patologie e deformità specchio di una povertà estrema di un paese come il Burundi. Attraverso il racconto e le immagini del Dott. Francesco Albo, specialista in chirurgia ortopedica, volto conosciuto dell’Ospedale Padre Pio Bracciano, abbiamo vissuto anche la modalità di avvicinamento alla missione, dove il bagaglio personale, al limite del peso consentito, è costituito da protesi, ortesi e presidi sanitari utili. La sua leggerezza, il sorriso non è mai mancato nel ricordo e nei commenti, ad alleggerire la gravità di quanto vedevamo scorrere. Con il Dott. Piero Petricca, presidente dell’associazione, abbiamo anche scoperto quanto l’impegno totalmente gratuito dei volontari, sia strategico per il raggiungimento degli obiettivi, con un numero impressionante di interventi riabilitativi realizzati, potendo contare quasi esclusivamente su donazioni. E poi, l’intervento del Dott. Antonio Zivieri, farmacista ed ex-Console Onorario Italiano in Burundi, ci ha ricondotti all’importanza della cooperazione, dell’agire in comunità per la comunità, vivendo una vita semplice. In tutti gli interventi, uno spaccato unico: il sorriso ricevuto, gli sguardi, i piccoli gesti, ripagano ogni stanchezza, ogni difficoltà affrontata e ti porta a rinnovare il tuo impegno. E poi le personali testimonianze di Livia Azzariti e Guido Barenson, hanno offerto momenti di riflessione per esperienze diverse ma ugualmente significative. Come amministrazione comunale, Claudia Maciucchi, sindaco di Trevignano Romano, ha manifestato il ringraziamento verso la “Fondazione Andare Oltre”, per le toccanti testimonianze che hanno raggiunto e scosso i presenti. Dal vicesindaco, Luca Galloni, il racconto di un episodio personale che lo ha costretto ad un percorso riabilitativo necessario, tanto vero per poter affermare che quando il “nostro corpo vive un trauma” poi diventa più naturale accrescere la propria sensibilità. Ed ecco che l’aula straripante di persone, diventa sprone per rinnovare l’impegno e tornare a parlarne ancora dando loro voce e spazio.
www.fondazioneandareoltre.org per saperne di più e trovare la modalità utile per sostenere il progetto e “fare anche a distanza, fa la differenza”.
Due nuove aree attrezzate stanno per sorgere a Monterosi (Viterbo) grazie al Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano: andranno a rafforzare la Destination Management Organization Beltur per la promozione turistica, il Gruppo di Azione Locale della Tuscia Romana e la Rete sentieristica del Parco e dei suoi Comuni. Si tratta di due playground da realizzare nell’area naturale protetta dei due laghi: saranno nel Parco Cavalieri di Vittorio Veneto e nel Parco Comunale in località Prato della Fontana. L’intervento complesso sarà di circa 400 mq sui due siti che distano poco più di 1 Km.L’intero progetto è finanziato dalla Regione Lazio per un importo complessivo di 70 mila euro. L’obiettivo è promuovere il benessere nell’ambito della progettazione urbana tra pannelli illustrativi, percorsi giochi adatti a bambini, famiglie e sportivi non impegnati agonisticamente. Si tratta di una serie di spazi esterni da allestire con attrezzature “a bassa soglia” facili da usare per incoraggiare anche persone che vogliono semplicemente fare una passeggiata e provarle senza dover utilizzare enormi riserve di forza. In questo modo sarà possibile effettuare una varietà di esercizi fisici sia attraverso pannelli informativi che con attrezzature ginniche.
Dallo studio di fattibilità promosso dal Parco in sinergia con l’amministrazione comunale, risultano infatti percentuali alte di bambini che trascorrono almeno una media di due ore al giorno davanti alla televisione o agli schermi di Tablet, Smartphone o computer: “E’ quindi necessario incoraggiare stili di vita sani attraverso un’adeguata attività fisica all’aria aperta già dall’infanzia e adolescenza” dichiara Tiziana Pepe Esposito, commissario straordinario del Parco Naturale Regionale di Bracciano Martignano, ente che darà così un contributo concreto proprio in questa direzione. L’ufficio tecnico del Parco, in sinergia con il Comune di Monterosi, sta poi finalizzando gli ultimi dettagli progettuali e a breve dovrebbero essere affidati i lavori. Al vaglio giochi come il basket inclusivo, un villaggio con torrette, scivoli e tunnel, tavoli da pic-nic, palestrina per l’arrampicata dei più piccoli e multigioco con passarelle e moduli gioco in legno. I lavori dovrebbero finire entro la fine del 2025, consegnando i playground alla collettività.
“Doppio appuntamento in Municipio XV con gli open day per il rinnovo della carta d’identità elettronica. Sabato 5 aprile apertura straordinaria dalle 8.30 alle 16.00 delle sedi di La Storta, Via Enrico Bassano 10 e Prima Porta, Piazza Saxa Rubra 19.
Al fine di garantire un accesso regolamentato ed evitare disagi ai cittadini, per accedere al servizio è necessaria la prenotazione online tramite Agenda CIE (https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/) esclusivamente nella giornata di venerdì 4 aprile a partire dalle 9.00 fino a esaurimento delle disponibilità.
Grazie al personale del Municipio per essere come sempre a disposizione”.
Così in una nota il Presidente del Municipio XV Daniele Torquati e l’Assessore al Decentramento Amministrativo, Alessandro Cozza.
Sono iniziate, nella nebbiosa mattinata di sabato 15 marzo, le prime riprese del cortometraggio “Il cambiamento di Andrea”, ideato e realizzato dai ragazzi della scuola secondaria di I grado di Manziana e Canale, coordinati dalla professoressa Loredana De Rosa, nell’ambito del progetto “Incontri visivi”. Il progetto, presentato dall’Istituto Comprensivo di Manziana e Canale, sotto la dirigenza della prof.ssa Renza Rella, è risultato vincitore di un bando già approvato nel 2022, al quale sono state integrate attività di formazione per i docenti partecipanti ed è finanziato dal CIPS, in collaborazione con il MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito) e con il MIC (Ministero della Cultura). Il cortometraggio è il risultato di un lavoro di squadra, una vera e propria immersione nel mondo della cinematografia, attraverso la quale i ragazzi hanno avuto modo di conoscere teoricamente concetti che poi si sono trasformati in competenze pratiche. Faro indispensabile, in questo, è stato il produttore Claudio Zamarion, che, con la produzione Angelika Vision, ha seguito accuratamente ogni passaggio e incontro del progetto, accompagnando gli aspiranti sceneggiatori con paziente professionalità. Dopo un lavoro prettamente laboratoriale, si sono accesi i riflettori al Museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle; le prime riprese, infatti, nella giornata di sabato 15, sono state effettuate proprio al MUSAM, che ha ospitato con grande entusiasmo i ragazzi, mettendo completamente a disposizione il museo e i velivoli che vi sono esposti. Un ringraziamento particolare, a tale proposito, va rivolto al Comandante della base, colonnello Dario Bovino, e al Direttore del MUSAM, tenente colonnello Paolo De Vita, che hanno reso possibile trasformare il museo in un vero e proprio set cinematografico; presenti erano anche il luogotenente Luciano Matta e il luogotenente Fabrizio Sanetti, che a L’agone ha ricordato l’impegno e la disponibilità dell’Aeronautica e del museo per qualsiasi tipo di attività scolastica e non, coordinate per tempo attraverso uno specifico iter ordinato dallo Stato Maggiore. Attraverso la professionalità messa a disposizione da Claudio Zamarion e da tutti coloro che sono intervenuti nel progetto, i ragazzi della scuola di Manziana e Canale si sono dilettati a colpi di “ciak”, potendo dare una forma e un colore a quello che avevano solo immaginato e ideato in aula. Una prima giornata, cui ne seguirà una ulteriore, durante la quale ha iniziato a prendere vita un racconto che parla ai giovani, ma che, soprattutto, riesce ad essere esemplificativo della genuinità e della semplicità quasi invidiabile che caratterizza ciascuno dei ragazzi parte del progetto. Un abito creato a loro misura, dunque, che nessuno meglio di loro saprebbe indossare e valorizzare.
È iniziato presso l’Istituto Tecnologico Salvo D’Acquisto di Castel Giuliano il progetto “Eccomi: percorsi di contrasto alla dispersione scolastica”, finanziato dal PNRR rientrante nell’investimento 1.4 “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica” – Interventi di tutoraggio e formazione per la riduzione dei divari negli apprendimenti e il contrasto alla dispersione scolastica nelle scuole paritarie non commerciali. Avviso prot. n. 99808 del 18 luglio 2024. Azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica (D.M. 19/2024).
Il progetto che coinvolgerà i ragazzi della scuola sia dell’indirizzo agrario che dell’indirizzo aeronautico sono le seguenti:
1) Percorsi di mentoring e orientamento, gli studenti guidati da un docente esperto saranno aiutati ad acquisire un metodo di studio corretto ed efficace con metodologie innovative, con un percorso mirato individuale che mirerà a mettere a fuoco le proprie attitudini e capacità mediante anche il coaching motivazionale . L’obiettivo è quello di aumentare il benessere scolastico e il potenziamento del senso di appartenenza alla Comunità Scolastica degli alunni partecipanti.
2) Percorsi di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e di accompagnamento: il percorso si articolerà in un Laboratorio di scrittura, dove i ragazzi partecipanti prenderanno parte a delle attività per il recupero delle competenze sull’utilizzo della lingua italiana in forma scritta. L’obiettivo è di stimolare attraverso lezioni interattive il “piacere” della lettura e della scrittura presentando il leggere e scrivere come processo creativo, un’occasione per esprimere il proprio sé, il proprio universo affettivo, le proprie opinioni, in un clima di costruttiva collaborazione. Ha carattere laboratoriale e si propone la realizzazione di materiali verbali, scritti e grafici (disegno), stimolando il bisogno/piacere della letto/ scrittura in un contesto attivo.
3) Percorsi formativi e laboratoriali co-curricolari. L’attività è riferita a percorsi formativi e laboratoriali al di fuori dell’orario curricolare, rivolti a piccoli gruppi ed afferenti a diverse discipline e tematiche in coerenza con gli obiettivi specifici dell’intervento e a rafforzamento del curricolo scolastico. Nello specifico, il laboratorio formativo proposto si intitola “MUSICA E FUTURO”: La formazione rappresenta un pilastro essenziale per costruire risultati concreti in ogni ambito. Questo progetto, strutturato in un percorso di 40 ore, mira a risvegliare nei giovani l’interesse per l’istruzione e a contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico attraverso un approccio innovativo e stimolante: la musica. La musica non è solo una forma di espressione artistica, ma è cultura, matematica e letteratura. Il ritmo si fonda su principi matematici di misura e proporzione, l’armonia esprime equilibrio e struttura logica, mentre il canto e il testo valorizzano la lingua, la letteratura e la cultura umanistica. La musica, quindi, unisce il rigore della scienza con la profondità dell’arte e della parola, offrendo un’esperienza educativa completa e interdisciplinare. Attraverso questo percorso, i giovani avranno l’opportunità di sviluppare competenze trasversali, stimolare la creatività e riscoprire il piacere dello studio come mezzo per comprendere e interpretare la realtà. La musica, grazie alla sua natura pratica e teorica, diventa uno strumento potente per connettere sensibilità e pensiero razionale, permettendo un apprendimento motivante e significativo che abbraccia cultura, scienza e arte.
Codice CUP di progetto: C24D21000340006 Codice locale di progetto: M4C1I1.4-2024-1342-P-48355 Titolo del progetto: “ECCOMI: percorsi di contrasto alla dispersione scolastica” Ente gestore: Centro Studi Goffredo Mameli s.r.l. Scuola paritaria non commerciale capofila: ISTITUTO TECNOLOGICO PARITARIO SALVO D’ACQUISTO
Bracciano ha avuto, fra le sue attività, una cartiera ancora esistente, almeno come struttura, ma invisibile per chi non ne conosca la storia che, grazie a Massimo Mondini, presidente della associazione “Forum Clodii”, vogliamo illustrare.
Nel 1696 il feudo di Bracciano, fu acquistato da Livio Odescalchi, grazie alla fortuna immensa che aveva ereditato alla morte dello zio Innocenzo XI, una fortuna che impiegò per il potenziamento degli opifici presenti e la realizzazione di una nuova cartiera.
Per il loro funzionamento, Livio fece progettare e realizzare un acquedotto, i cui resti sono tutt’ora visibili. Sarà però l’erede, Baldassarre Erba Odescalchi, a portare a termine i lavori della cartiera che comincerà a funzionare nel 1724, dando impiego ad oltre 100 operai specializzati, per produrre carta di alta qualità. La cartiera proseguirà la produzione per oltre un centinaio di anni, divenendo la seconda più importante nello Stato pontificio, grazie anche all’ammodernamento dei macchinari con l’utilizzo della “olandese”, una macchina che aumentava di circa 10 volte la produzione di carta.
L’esportazione della “olandese” era vietata per ovvi motivi industriali e, per averla a Bracciano, con finanziamenti più o meno leciti, Livio II Odescalchi, erede di Baldassarre, coinvolse funzionari, ambasciatori, servizi segreti, contrabbandieri, così, grazie a spionaggio e tangenti, la macchina fu costruita di nascosto in Belgio, e, pezzo pezzo, fu trasportata via mare da Amsterdam a Civitavecchia e poi via terra a Bracciano per non pagare le imposte di dazio. Ai loschi mezzi per avere la “olandese”, si aggiunsero i loschi traffici del contrabbando per avere la materia prima, ora necessaria in maggior quantità: per avere carta di qualità, occorreva utilizzare gli “stracci”, la cui disponibilità era molto limitata. Nel 1803 gli Odescalchi vendettero il feudo di Bracciano alla famiglia Torlonia con la clausola di poterlo riacquistare dopo cinquant’anni. Tuttavia la produzione del ferro e della carta, durante la proprietà Torlonia, era ormai cessata. Ad inizio XIX secolo, la cartiera era dotata di dieci pile e un cilindro, ma tra il 1845 e il 1855 era stata trasformata in mulino per la macinazione dei cereali, in parte ancora funzionante fino all’ultimo quarto dello scorso secolo, ed infine l’edificio divenne abitativo, ospitando appartamenti, come tutt’oggi lo vediamo all’angolo fra via principe di Napoli e via Carlo Marchi.
Si è svolta martedì 25 marzo presso l’aula magna dell’IC San Francesco di Anguillara la prima sessione del progetto “EDUCARE ALLA NON VIOLENZA: la gestione dei conflitti, la promozione dei comportamenti cooperativi e la prevenzione del disagio psico-sociale”. Un’iniziativa che mira a contrastare il bullismo, il cyberbullismo e l’emarginazione sociale tra i giovani, coinvolgendo attivamente scuole e famiglie. Organizzato dalla UOC Tutela Salute Donna, Coppia, Prevenzione Età Evolutiva, Soggetti Fragili ed Immigrati della ASL Roma 4, l’attività si inserisce nel Piano di Prevenzione Regionale – Scuole che Promuovono Salute (PP01).
“Il progetto – ha dichiarato la dottoressa Gabriella Lotti, Direttore della UOC Tutela Salute della ASL Roma 4 – fa parte di una più ampia iniziativa che promuove l’educazione al rispetto e alla non violenza, coinvolgendo l’intera comunità educante.”
Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato oltre 100 persone tra docenti e genitori, gli operatori del Consultorio Familiare e le psicologhe dello Sportello Antiviolenza della Procura hanno affrontato vari temi: dai comportamenti discriminatori e manifestazioni violente contro chi percepito come diverso, che si verificano sempre più spesso nelle scuole, ai servizi di supporto messi in campo dalla Roma 4, come lo Spazio Giovani e lo Sportello Antiviolenza in Procura.
“Questa iniziativa – ha sottolineato il dottor Luca Casagni, referente ASL Roma 4 della Rete delle Scuole che promuovono Salute – fa parte delle ‘pratiche raccomandate’ nel manuale regionale che ha l’obiettivo di creare un sistema educativo basato sulla prevenzione, sull’inclusione e sul benessere scolastico.”
Il prossimo incontro si terrà il 2 aprile presso l’IC Barbara Rizzo, aula Bastianelli, a Formello dalle ore 14.30 alle 16.30.
Ho accolto con piacere la proposta della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Bracciano, Antonella Di Spalatro e della vice preside Rita Orecchioni, di effettuare incontri con gli alunni delle classi quarte e quinte, per coinvolgerli in attività di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Ciò, in osservanza alla legge 29 maggio 2017, n. 71, modificata dalla legge 17 maggio 2024 n.70. Il progetto generale d’Istituto è affidato, come in tutte le scuole, ad un team di docenti che costituiscono il gruppo antibullismo, dedito a studiare, controllare e contrastare il fenomeno nella scuola. I dati emanati a novembre 2021, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riportavano che a livello globale, tra i 10 ed i 19 anni, un adolescente su sette soffre di un disturbo mentale: depressione, ansia, disturbi comportamentali, deficit di attenzione e iperattività, disturbi della condotta, insorgenza precoce dei disturbi alimentari, dei casi di autolesionismo, di suicidio e di reati delinquenziali. Tra i fattori di rischio, vi sono le esperienze di abuso e il bullismo, le relazioni tra pari, la pressione per conformarsi ai coetanei, la qualità della vita familiare, i problemi socio-economici e l’influenza dei media. È essenziale attuare forme di prevenzione creando ambienti protettivi e di supporto in famiglia, a scuola, nella comunità. Tra gli interventi dello Stato: l’istituzione del Bonus Psicologo per sostenere le spese di psicoterapia; la reintroduzione, con l’ultima Legge di Bilancio, dello psicologo nelle scuole a partire dall’anno 2025-2026; l’istituzione dell’Ordine professionale dei pedagogisti (legge n. 55 del 15 aprile 2024) che stabilisce i compiti, i requisiti e le competenze per l’esercizio dell’attività professionale. Il pedagogista oggi è impegnato in attività di ricerca, sperimentazione e didattica; svolge funzioni di coordinamento, consulenza e supervisione in diversi contesti e su diverse età, dai giovani agli anziani. In quanto pedagogista, ho accolto di buon grado la proposta di dialogare con gli alunni di classe quarta e quinta dell’Istituto. Ho organizzato incontri separati tra le classi quinte e le quarte perché a nove anni il bambino è in piena fanciullezza mentre a dieci prende avvio lo sviluppo puberale e la prima adolescenza, dunque ho tarato il linguaggio sul loro livello evolutivo. Come affermava il grande Comenio, nel 1600, si possono insegnare concetti complessi ricorrendo ad un linguaggio adeguato. Del resto parlare di bullismo, senza rappresentare l’importanza delle emozioni, il motivo per cui occorre riconoscerle e governarle, quale importanza hanno l’empatia e l’autostima sulla loro crescita, avrebbe avuto poco senso. Sarebbe rimasta nel loro immaginario la semplificazione che mi avevano espresso: il bullo è cattivo e la vittima è buona. Questo non è sufficiente a destrutturare la figura del bullo. È stata una bella esperienza, insieme abbiamo riconosciuto il valore delle emozioni e la necessità di governarle; come reagire di fronte a un bullo e come non cadere nella Rete del cyberbullo; quali sono i rischi che possono incontrare sul web. Alla base di ogni considerazione c’è stato l’invito a parlare con mamma o papà o comunque confidarsi con un adulto di fiducia, sia quando si è presi di mira, sia quando si è contattati da sconosciuti sul web. I bambini sono stati attentissimi e interessati, tante sono state le domande e soprattutto hanno rivelato un grande bisogno di parlare e di confrontarsi.
All’ingresso dell’antico palazzo comunale, il leone berniniano della vecchia Monterano mi accoglie con un piglio che leggo come un sorriso di accoglienza, sorriso immediatamente riecheggiato dalle due dolci ragazze degli uffici posti a pian terreno, una delle quali, accompagnandomi dal Sindaco, mi riconduce, con i ricordi, a quando insegnavo al liceo “Vian” di Bracciano. Al piano superiore trovo un atletico e gioviale sindaco mentre congeda cordialmente una coppia di cittadini e che mi riceve caldamente, con una estrema gentilezza, con un caldo caffè. La simpatia reciproca è immediata e la chiacchierata, partita da considerazioni sulla povertà del pur bellissimo Comune di Canale Monterano, con le rovine della antica Monterano nella splendida riserva naturale e la frazione di Montevirginio, con artigiani che ancora amano il proprio mestiere ed i cui prodotti sono ricercati nel territorio limitrofo, si allarga a ricordi di studio e di amicizie comuni. Ma ecco le domande specifiche e le sue risposte.
Dottor Alessandro Bettarelli, Lei, nato il 7 dicembre 1973, eletto per la seconda volta nel 2021 “primo cittadino” di Canale Monterano, essendosi presentato con una lista che è stata l’unica alla fine in lizza, ritiene che sia stato rieletto per il suo lavoro ben eseguito al servizio dei cittadini o grazie alle alleanze politiche della sua lista?
In un piccolo comune come Canale Monterano non ci sono alleanze politiche che tengano. Nel 2021 abbiamo riproposto lo schema di “Progetto Locale”, una lista civica che aveva al suo interno, già nel primo mandato, diverse sensibilità politiche, ma soprattutto persone che antepongono il bene comune a interessi personali o di parte. Presentarsi poi da soli, con il quorum al 40% dei votanti, era sicuramente più difficile che avere una lista concorrente, eppure abbiamo preso 200 voti in più del 2016, probabilmente perché i cittadini avevano apprezzato il nostro lavoro.
Cosa significa per lei la politica e che senso ha fare politica?
Seguo la politica fin da bambino. Non perdevo un dibattito in TV neanche quando andava in contemporanea con una partita di calcio. Poi ho studiato politica internazionale alla Sapienza e infine ho provato a farla: ma non credo di esserne portato. Mi ritengo un buon amministratore, ma la politica non credo faccia per me. Preferisco affrontare i problemi quotidiani o la progettualità futura di una comunità, come quella Canalese, semplice solo all’apparenza. La passione politica rimane sullo sfondo, con i grandi ideali, il dovere morale di non pensare solo a se stessi, ma a un mondo enorme, eppure sempre più piccolo, purtroppo sempre più concentrato sull’io, sull’avere, anche a scapito dell’altro. Mi è stato insegnato che, se uno può, deve sempre aiutare chi sta peggio: questa è la barra che tengo dritta tutti i giorni da amministratore pubblico.
Cosa ha fatto la sua Amministrazione nel primo mandato e cosa pensa di concludere in questo secondo mandato?
Fare una lista sarebbe davvero troppo lungo, ma fondamentalmente credo che siamo riusciti a far comprendere che Canale Monterano non è più quel posto un po’ sfigato, tra il Lago di Bracciano e i Monti della Tolfa, che non aveva molto da dire al mondo. Negli ultimi anni siamo riusciti a veicolare il concetto che Canale è un posto che offre al cittadino servizi ottimi. In cui si vive bene anche senza supermercati o cinema. In cui ci sono ottime scuole e le strade sono pulite. Un paese dove, se hai un problema con il Comune,c’è qualcuno che prova a risolvertelo. Un luogo dove puoi vivere immerso nella natura. Dove puoi comprare pane, carne, formaggi, verdure prodotti localmente e poi venduti nella bottega dove lavorano genitori e figli i quali, quando entri, ti chiamano per nome. Un posto che rappresenta con fierezza e al meglio ciò che significa vivere in un piccolo comune a mezz’ora da lago e mare e a un’ora da Roma. Se ci si riflette bene, non è che ce ne siano poi molti di posti così.
In una cittadina in cui ci si conosce tutti, come ci si sente ad esserne il Sindaco? Come ritiene di essere percepito dai cittadini?
A Canale sono semplicemente“Alessandro”, nato in una famiglia dai sani principi, come tante altre. Quello che da piccolo giocava a rugby perché a calcio era negato, che andava bene a scuola, che suonava con la Banda del paese, che è andato ad abitare dove il nonno e il padre avevano piantato ulivi e viti, che non s’è montato la testa e che sette giorni a settimana non “è” il Sindaco, ma “fa” il Sindaco. Quello che, se c’è un problema, a volte anche non di sua competenza, vuole risolverlo, o quanto meno provarci.
Come sta gestendo la sua Giunta?
Giunta e Consiglio per me sono semplicemente gli amici, i collaboratori, i gruppi di lavoro, in cui ognuno, secondo responsabilità, settore e competenze, deve lavorare al meglio per onorare il ruolo che ha. Nessun medico ci ha ordinato di candidarci a fare gli amministratori pubblici e adesso che siamo qui dobbiamo ripagare la fiducia, che i cittadini ci hanno concesso, impegnandoci al 100%. Per me il gruppo è tutto, ma la maglia va onorata impegnandosi al massimo, io ovviamente per primo.
Le possibili denunce per abuso di ufficio hanno rappresentato, sino a poco tempo fa, una “spada di Damocle” per tutti gli amministratori; lei cosa ne pensa dell’abrogazione di questo reato?
La mia risposta è che non è quello il problema degli amministratori comunali. Quel tipo di reato lo commetti(commettevi) o perché sei incapace o perché sei disonesto. In entrambi i casi è giusto che paghi.
Ci sono invece reati, e mai nessuno ne parla, che possono portare un Sindaco in tribunale senza che abbia mai avuto alcun comportamento scorretto o sbagliato, ma solo perché rappresentante legale di un ente, il Comune, in cui gli atti gestionali sono in carico ai responsabili delle aree e dei servizi. Sindaci e amministratori hanno un ruolo meramente d’indirizzo e impulso amministrativo, ma spesso pagano per atti gestionali su cui non hanno potere. Il Sindaco è davvero ormai il grande parafulmine del sistema dei Comuni. Per non parlare del famigerato danno erariale… Potrei fare decine di esempi di colleghi esposti a procedimenti della Corte dei Conti per fatti avvenuti anni e anni prima del loro insediamento o di cui non sapevano neanche dell’esistenza. Per non parlare poi del peso morale e penale di situazioni di cronaca tristemente note come avvenuto a Torino, Genova, Rigopiano.Ricordiamoci, infine, che l’indennità di un Sindaco di un piccolo Comune è, più o meno, la metà dello stipendio di un impiegato comunale.
Quali responsabilità sente e quali difficoltà trova nel suo ruolo?
La responsabilità di dare risposte a cittadini che hanno problemi o meritano di stare meglio di come stanno. Le difficoltà di una burocrazia ipertrofica, a volte completamente inutile, che spesso rallenta il lavoro invece di facilitarlo. Anche in questo caso però, se uno è preparato, le difficoltà diventano sfide: possibilità di mettersi alla prova.
Come avete affrontato il problema dell’esplosione del 6 gennaio?
Con il senso di comunità che ci caratterizza e che, evidentemente, ha guidato anche l’azione di tutti quei Comuni, associazioni e cittadini, anche non canalesi, che hanno concorso in una meravigliosa gara di solidarietà che ha portato a una donazione complessiva di 76 mila euro in favore delle famiglie coinvolte. Un evento mai accaduto nella storia del nostro territorio, che va oltre il mero dato materiale, per rappresentare una vera unione ideale delle comunità della nostra zona, a prescindere dai confini comunali.
Lei ha scritto un bellissimo libro sul rapporto fra Canale Monterano e il cinema. Quanto ha influito il cinema, direttamente o indirettamente, sull’economia di Canale?
Canale e cinema sono un binomio inscindibile, che, oltre ad aver dato lavoro a tante famiglie e ad aver creato professionalità importanti, ha fatto conoscere il nostro Comune in Italia e all’estero. Ancora oggi chi arriva all’Antica Monterano non può non ricollegare quei posti a quelli visti in decine di pellicole che hanno segnato la storia del cinema italiano e internazionale. Il cineturismo è oggi una realtà affermata e vogliamo sfruttarla al massimo.
Come pensa di valorizzare le rovine dell’Antica Monterano e del magnifico territorio circostante?
Nel 2016, al nostro insediamento, un regolamento comunale prevedeva il divieto per le produzioni cinematografiche di girare a Monterano e in Riserva. Oggi il cinema è di nuovo di casa. Parimenti non c’erano bagni e strade decenti. Abbiamo istallato i bagni e rifatto completamente Via Casalini, Via Palombara e creato due nuove aree sosta, Comunaletto e Poggio Lupino, e un’area di sosta camper in zona Fontana. Ci siamo aggiudicati un bando regionale, il DTC2, da circa 800 mila euro, per interventi di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per la conservazione, la tutela, il recupero e la valorizzazione finalizzata alla promozione territoriale. Quest’anno ne vedremo finalmente i frutti, che consisteranno in studi su contenuti storici e storico artistici finalizzati all’incremento delle conoscenze sull’antico abitato e sul territorio della Riserva; nel monitoraggio remoto per mezzo di tecniche satellitari, fotogrammetriche e termografiche; nell’illuminazione artistica dell’antico abitato; in un piano di sviluppo turistico e infine nello sviluppo di un portale web e di un’app, al fine di consentire una maggiore fruibilità da parte degli utenti. Oggi l’Antica Monterano e la riserva naturale omonima sono stabilmente meta di turisti e presenza costante su TV e giornali. Ovviamente possiamo e dobbiamo fare ancora di più per valorizzare non solo Monterano, ma tutto il sistema turistico canalese.
Caduto il divieto del terzo mandato nei piccoli comuni, cosa pensa di fare nella Primavera del 2027, quando finirà questa sua seconda esperienza alla guida del Comune di Canale Monterano?
Per ora non ci penso e invito sempre tutti gli amministratori, con cui condivido il lavoro, a rimanere concentrati sul da farsi quotidiano. A me fortunatamente la “sindachite” non ha mai preso. Fare il Sindaco è come fare il Presidente di un’associazione o di una contrada: lo si fa al massimo delle proprie possibilità finché si ricopre quel ruolo e, se un giorno finisce, non devi avere rimpianti purché sia certo che, finché l’hai fatto, hai dato il massimo, senza risparmiarti. Poi, se i cittadini lo vogliono e la vita te lo permette, si continua a farlo, altrimenti si fa altro.
Un pensiero per Canale Monterano, per l’Italia, per l’Europa e per il Mondo?
A volte mi piacerebbe dire la mia su questioni che vanno oltre i confini territoriali del Comune. Poi rifletto che ognuno ha il suo ruolo. Io ho l’onore di poter e dover pensare a Canale e Montevirginio, lascio ad altri il dovere di occuparsi del nostro Paese e oltre. In un mondo in cui tutti parlano di tutto, spesso a sproposito, provo a parlare poco e ad ascoltare molto. Magari imparo anche qualcosa…
Il 20 marzo, presso l’Istituto Comprensivo La Giustiniana, si è svolto il secondo incontro del progetto “Filma la tua area protetta”, un percorso didattico, rivolto a due classi della quarta elementare. L’iniziativa fa parte del programma GENS, che mira a sensibilizzare gli studenti sulle sfide attuali e sulle conseguenze delle attività umane della crisi climatica.
L’incontro, ricco di creatività e riflessioni, ha visto protagonisti gli studenti, che hanno esplorato i temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente attraverso la scrittura a mano e il disegno. Guidati dalle insegnanti Francesca Pizzi, Rosa Gagliano, Anna Mancini e Patrizia Infusino, i giovani partecipanti hanno realizzato lavori in cui hanno dato voce alla loro visione della natura e della sua salvaguardia. Con cartoncini, testi scritti a mano e disegni, ogni lavoro ha raccontato una storia unica, ma tutte le storie erano unite dall’impegno verso la sostenibilità.
Io, Paola Forte, redattrice de L’agone e grafologa, ho accompagnato i ragazzi nella lettura dei loro testi, sottolineando il valore della scrittura a mano non solo come mezzo di comunicazione, ma anche come espressione autentica della propria creatività e personalità.
La mattinata è stata partecipativa: dopo la presentazione dei lavori, gli studenti hanno condiviso ispirazioni e messaggi, proponendo idee creative per la tutela dell’ambiente. I loro testi e disegni hanno evidenziato l’importanza di sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della natura.
L’incontro è stato arricchito dagli interventi di Claudio Zamarion, rappresentante di Angelica Vision, che ha illustrato le fasi di realizzazione del cortometraggio che sarà girato presso la Caldara di Manziana, e di Giancarlo Morgana, ecologo dell’ENEA, che ha approfondito il valore delle aree protette e l’importanza di preservare la biodiversità.
A testimoniare l’importanza dell’evento, era presente anche il giornale L’agone, rappresentato dal presidente Giovanni Furgiuele, che ha sottolineato il valore delle iniziative educative come questa, capaci di stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza ambientale e una sensibilità più attenta verso le tematiche ecologiche.
L’incontro si è concluso con un saluto e con l’attesa del prossimo appuntamento, previsto per il 16 aprile. In quella data, gli studenti si recheranno alla Caldara di Manziana per osservare da vicino l’ambiente che sarà protagonista del loro cortometraggio. Sarà un’occasione unica per vivere direttamente il territorio, comprenderne il valore e raccontarlo attraverso il linguaggio cinematografico.