“Con il mese di agosto ritornerà uno degli appuntamenti artistici e culturali più attesi del cartellone estivo a Ladispoli. L’Arte ancora una volta navigherà on line con la terza edizione dell’iniziativa Arte d’aMare 2026”.
Con queste parole la delegata comunale all’arte, Felicia Caggianelli, ha presentato l’evento colorato, aperto a grandi e piccini, dedicato ai quadri ed ai versi poetici. Un mese all’insegna di tematiche fresche che ci accompagneranno in rete nel colorato mondo dell’arte 2.0.
“L’iniziativa gratuita, lanciata dall’amministrazione comunale – prosegue la delegata all’arte Felicia Caggianelli, ideatrice dell’evento – è rivolta a tutti gli amanti ed i simpatizzanti delle svariate tecniche artistiche e a tutti coloro che vorranno regalarci tanti granelli di sana emozione creando una piccola poesia a tema estivo, magari tra un bagno e l’altro o riposandosi sotto un colorato ombrellone, godendo della meravigliosa brezza marina estiva. Come sempre per partecipare sarà sufficiente scattare una foto della vostra opera sia essa un dipinto, un acquerello, una scultura o una poesia e inviarla alla mail licia.caggianelli@libero.it. Provvederemo alla pubblicazione sui social affinchè tutti possano ammirarle. Invitiamo grandi e piccini a tuffarsi nel colorato mare dell’arte, aspettiamo le vostre numerose opere. In autunno, insieme al sindaco Alessandro Grando, consegneremo un riconoscimento a tutti i partecipanti nel corso di un evento ufficiale con tanto di mostra”.
Si chiude il mese di luglio, con una straordinaria partecipazione di pubblico, ai doppi appuntamenti culturali che hanno visto protagonista il regista e attore Agostino De Angelis. Due scenari di inestimabile valore storico e archeologico — il Museo Civico Archeologico Lavinium a Pomezia e la Necropoli di San Nicola a Chiaramonte Gulfi — si sono trasformati in palcoscenici suggestivi, confermando l’efficacia del connubio tra teatro, valorizzazione del patrimonio ed emozione dal vivo.
Nella cornice del Museo Civico Archeologico Lavinium, la rappresentazione dell’Eneide ha fatto registrare il tutto esaurito. Sotto la sapiente regia di De Angelis, il capolavoro virgiliano ha preso nuova vita proprio nei luoghi legati al mito di Enea. L’allestimento, caratterizzato da una potente resa drammaturgica e le testimonianze archeologiche, ha saputo coinvolgere spettatori di tutte le età, trasportandoli nel viaggio dell’eroe troiano alla ricerca della nuova patria. L’evento è stato promosso da Regione Lazio, Comune di Pomezia, Museo Civico Archeologico Laviniumcon l’organizzazione artistica dell’Associazione Culturale ArcheoTheatron, project manager Desirée Arlotta.
“Riportare l’Eneide nel territorio di Lavinium significa restituire voce alla memoria storica di questo luogo profondo e identitario. Il teatro diviene la chiave di lettura ideale per riscoprire le nostre radici” — ha commentato il regista Agostino De Angelis.
Altrettanto calorosa e partecipata è stata la risposta del pubblico in terra siciliana, presso la suggestiva Necropoli di San Nicola a Chiaramonte Gulfi. L’evento ha coniugato narrazione, musica e storia all’interno di un sito archeologico di rara bellezza, illuminato per l’occasione da una scenografia di luci essenziale e rispettosa dell’ambiente. Gli spettatori hanno potuto vivere un’esperienza immersiva ed emozionante, dove la parola teatrale ha risuonato tra le antiche testimonianze scavate nella roccia. L’evento è stato organizzato dal Rotary Distretto 2110 Sicilia MaltaRagusa Hybla per volontà del Presidente Vania Orecchio con il Rotary Club Ragusa, NeaParkCooperativa Nostra Signora di Gulfi, società che ha in gestione il sito con la Soprintendenza di Ragusa, in sinergia e collaborazione con l’Associazione Culturale ArcheoTheatrone il patrocinio del Comune di Chiaramonte Gulfi.
I due appuntamenti, che hano avuti anche il patrocinio di rivista Archeologia Viva, Firenze ArcheoFilm Festival e torismA, confermano la validità del progetto culturale promosso da De Angelis e dalle istituzioni locali coinvolte: utilizzare lo spettacolo dal vivo come volano per la promozione del territorio e della storia antica. La risposta entusiastica dei visitatori ha dimostrato quanto la combinazione di rigore storico, qualità artistica e accessibilità sia la strada maestra per avvicinare la cittadinanza e i turisti ai luoghi della cultura.
Le dichiarazioni dell’Assessore alle Opere Pubbliche Matteo Luchetti, dell’Assessore allo Sport Manuele Parroccini e del Sindaco Elena Gubetti
Il Consiglio comunale di Cerveteri ha approvato all’unanimità un atto fondamentale per il prosieguo dell’iter burocratico che porterà alla realizzazione del PalaEtruria, il primo Palazzetto dello Sport nella storia di Cerveteri, per il quale l’Ente ha ottenuto un finanziamento di 3milioni di euro, il più alto in tutta Italia, all’interno del Bando Sport e Periferie e sul quale ha stanziato un ulteriore milione e mezzo di euro.
Un atto presentato in maniera congiunta dagli Assessori Matteo Luchetti e Manuele Parroccini, rispettivamente Assessore alle Opere Pubbliche e Assessore allo Sport, predisposto insieme all’Ufficio Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri.
Soddisfatto Matteo Luchetti, Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri, che dichiara: “Un progetto dall’importo totale di 4milioni e mezzo di euro per realizzare un Palazzetto di primo ordine in tutto il territorio regionale. L’area individuata per la sua realizzazione è quella limitrofa il Campo Enrico Galli, unica scelta possibile e consentita, dovuta dal fatto che nel nostro piano regolatore era già riservata alla realizzazione di impianti sportivi. Essere giunti a far riconoscere il pubblico interesse del progetto in Consiglio è frutto di un lavoro di squadra importante, che mi ha visto operare in maniera congiunta con Manuele Parroccini, Assessore allo Sport, e con gli uffici. Ci tengo con l’occasione a ringraziare i Dirigenti Manuela Lasio e Fabrizio Bettoni e tutto l’ufficio Opere Pubbliche che con diligenza e straordinaria disponibilità hanno affiancato l’amministrazione nella presentazione del progetto”.
“Dopo mesi di lavoro intenso – dichiara l’Assessore allo Sport Manuele Parroccini – è stata approvata la delibera che attesta l’interesse pubblico dell’opera. Siamo perfettamente consapevoli che il percorso non è terminato. Siamo ancora in Conferenza dei Servizi e la strada è lunga, ma quella di ieri rappresenta una tappa fondamentale. Sorgerà una struttura moderna, pensata per accogliere tutte le discipline sportive senza esclusioni, con particolare attenzione all’inclusione e all’accessibilità. Un centro di ritrovo sportivo e di aggregazione che auspico, possa divenire in futuro anche palcoscenico di tornei e rassegne nazionali ed internazionali dello sport. Personalmente, oltre ai ringraziamenti espressi dal collega Matteo Luchetti, con il quale ho trovato una profonda sinergia sull’argomento, ci tengo a fare un ringraziamento speciale a tutto l’Ufficio Sport e Cultura del nostro Comune: il loro lavoro e la loro disponibilità sono state preziose per il raggiungimento dell’obiettivo”.
Commenta il voto unanime del Consiglio e il riconoscimento del pubblico interesse del progetto anche Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri: “Quello relativo al PalaEtruria è solamente uno dei tantissimi finanziamenti che in questi anni il Comune di Cerveteri si è aggiudicato sotto la mia Amministrazione. Non soltanto siamo risultati aggiudicatari di contributo, ma ci siamo classificati al primo posto in tutta Italia, sinonimo di un lavoro davvero egregio da parte di tutto l’apparato comunale. Nessuno, nel corso della storia di Cerveteri, aveva mai progettato e ottenuto fondi per realizzare il Palazzetto dello Sport. Ringrazio dunque con l’occasione gli Assessori Matteo Luchetti e Manuele Parroccini, che sin dal primo istante hanno creduto fortemente in questo progetto, i Dirigenti Fabrizio Bettoni e Manuela Lasio e tutti gli uffici coinvolti in fase di predisposizione del progetto. A loro tutti, davvero grazie!”
A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Bracciano desidero esprimere grande soddisfazione per la straordinaria riuscita del Triathlon, del Paratriathlon e del Campionato Italiano Interforze che hanno animato il nostro lungolago nel weekend appena trascorso.
Con oltre 300 atleti provenienti da diverse realtà del territorio nazionale, Bracciano ha vissuto due giornate all’insegna dello sport, dell’inclusione, della sana competizione e della condivisione, offrendo uno spettacolo di grande valore sportivo e umano.
Un sentito ringraziamento va a tutti gli atleti, protagonisti di questa bellissima manifestazione, agli organizzatori e all’Associazione Sportiva Guida Sicura, che con professionalità, impegno e passione hanno reso possibile un evento così partecipato e perfettamente riuscito. Un grazie va anche alla Polizia locale di Bracciano, di Trevignano Romano e di Città Metropolitana di Roma Capitale, alle forze dell’ordine, alle Protezioni civili comunali di Bracciano e Oriolo Romano, ai volontari e a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa.
Il nostro lungolago si conferma, oggi ancora di più grazie al suo nuovo assetto, un luogo ideale per ospitare manifestazioni sportive di livello, capace di coniugare bellezza, accoglienza e funzionalità. Eventi come questo valorizzano il territorio, promuovono i valori dello sport e rappresentano un’importante occasione di crescita e di visibilità per Bracciano.
Continueremo a sostenere iniziative che mettano al centro lo sport, l’inclusione e la valorizzazione dei nostri spazi, con la convinzione che rappresentino un investimento importante per la comunità e per il futuro della nostra città.
Momento commemorativo dell’incendio del 2 agosto 2022
L’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a partecipare al momento di ricordo e riflessione a quattro anni dall’incendio che ha colpito la nostra Faggeta.
Appuntamento domenica 2 agosto 2026 alle ore 18:30 presso la Fontana Vecchia di Oriolo Romano.
Nel corso dell’incontro si terranno l’intervento del Sindaco e alcune letture di riflessione
Due giorni di dibattiti, incontri, musica, giochi, buon cibo e tanta voglia di stare insieme. Un appuntamento che rimette al centro ciò che conta davvero: la partecipazione, il confronto e il senso di comunità.
A riceverli, l’Assessore allo Sport del Comune di Cerveteri Manuele Parroccini_
Uniti nell’amicizia, nello Sport, nel ricordo di un giovane ragazzo, Andrea Guiduzzi, scomparso ad appena vent’anni a seguito di un incidente stradale. Da quel giorno, sono nati “I Magnifici 7”, sette amici quasi tutti 50enni con la passione per la bicicletta: un modo per trasformare il dolore in un messaggio di speranza, amicizia e solidarietà. Questa colorata carovana di sportivi, domenica mattina ha fatto tappa a Cerveteri, in Piazza Santa Maria, dove ad accoglierli c’era Manuele Parroccini, Assessore allo Sport che ha dato loro il benvenuto in città ed augurato un buon proseguo del percorso iniziato.
“Lo sport non è solamente un momento per tonificare il proprio corpo, ma anche per dare nuova linfa, nuova forza alla propria anima ed è proprio ciò che unisce i Magnifici 7, che in sella alle loro due ruote girano l’Italia e l’Europa ricordano un giovane della loro città, figlio di uno di loro sette, venuto a mancare troppo presto – ha spiegato Manuele Parroccini – è stato per me un onore poterli incontrare, ascoltare la loro storia. Il loro coraggio e la loro tenacia hanno rappresentato un momento di riflessione ed incoraggiamento anche per me che conserverò per sempre. A loro, il mio ringraziamento, un ringraziamento che estendo anche ad Andrea Di Stefani, nostro concittadino e amico di uno dei magnifici 7, e l’augurio di continuare a vivere con passione il mondo dello sport e della bicicletta e di rimanere sempre magnifici amici”
Sarà inaugurato domani, mercoledì 29 luglio, il nuovo impianto semaforico sulla via Aurelia, a Borgata Aurelia, all’intersezione con via di Sant’Agostino e via Brahms.
L’intervento, realizzato dall’assessorato ai Lavori Pubblici per un importo di circa 52.000 euro, mette in sicurezza uno degli incroci più pericolosi della zona, regolando l’attraversamento e le manovre di svolta su un tratto ad alta percorrenza.
“L’incrocio era segnalato da tempo come un punto critico della viabilità e l’impianto semaforico era la risposta più diretta ed efficace, parliamo di uno snodo tristemente noto ai civitavecchiesi dove era importante intervenire” spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Patrizio Scilipoti. “Ringrazio l’ ufficio lavori pubblici, che hanno seguito l’opera dalla progettazione all’attivazione.”
“La sicurezza stradale si costruisce anche con interventi come questo, puntuali e concreti,” afferma il sindaco Marco Piendibene. “Continuiamo a lavorare sui punti critici della viabilità, un incrocio alla volta.”
Stefano Signore: “La rivoluzione mininvasiva è oggi al servizio del paziente urologico”.
Di Marialuisa Roscino
Il tumore della prostata rimane una delle sfide cliniche più significative della medicina moderna, ma il panorama del trattamento sta vivendo una trasformazione senza precedenti. La parola d’ordine è oggi “precisione”: diagnosticare prima, intervenire meglio e, soprattutto, preservare la qualità della vita del paziente.
Per esplorare queste nuove frontiere, abbiamo intervistato il Dott. Signore, Direttore UOC Urologia ASL Roma 2.
In un’epoca in cui l’innovazione tecnologica, dalla risonanza magnetica multiparametrica alla chirurgia laser focalizzata promette di riscrivere i protocolli oncologici, abbiamo chiesto al Direttore di analizzare non solo i progressi tecnici, ma anche le barriere culturali che ancora oggi frenano la prevenzione maschile. Dalla sala operatoria alla gestione dei dati digitali, l’intervista che segue traccia il ritratto di un chirurgo che, pur avvalendosi delle tecnologie più avanzate, non dimentica che la vera missione della Medicina resta il recupero funzionale e il benessere profondo del paziente.
Dott. Signore, in Italia, si registrano circa 40.000 nuovi casi di tumore alla prostata ogni anno. A Suo avviso, qual è il principale ostacolo culturale che impedisce agli uomini di approcciare lo screening con la stessa regolarità delle donne?
L’ostacolo principale è un misto di tabù culturale, paura del giudizio ed errata percezione della propria salute. Per decenni, la figura maschile è stata condizionata dall’idea che chiedere aiuto o sottoporsi a un controllo clinico rappresentasse una forma di vulnerabilità. A questo, si aggiunge il timore storico del tutto ingiustificato, oggi nei confronti dell’esplorazione rettale e la paura di affrontare una diagnosi che nell’immaginario collettivo viene ancora associata alla perdita della virilità o della continenza.
Mentre la donna ha interiorizzato la cultura della prevenzione sin dall’adolescenza grazie alla ginecologia, l’uomo tende ad andare dall’urologo solo quando compaiono i sintomi. Ma nel tumore della prostata in fase iniziale, i sintomi spesso non ci sono. Per rompere questo muro dobbiamo fare capire che un prelievo per il PSA e una visita preventiva non minano la virilità, ma sono l’unico strumento concreto per tutelare la qualità e la durata della propria vita.
Lei ha concentrato gran parte della Sua attività sulla diagnostica precoce. Quali sono gli strumenti oggi a disposizione dello specialista che stanno realmente cambiando la storia clinica del paziente?
Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione della precisione. Il punto di svolta fondamentale è stata la Risonanza Magnetica Multiparametrica (mpRMI), che ci permette di visualizzare i tessuti prostatici con un dettaglio un tempo impensabile, individuando le lesioni sospette prima ancora di intervenire.
Grazie a queste immagini, oggi eseguiamo la cosiddetta biopsia fusion: una tecnica che sovrappone in tempo reale le immagini della risonanza con l’ecografia, permettendoci di guidare l’ago bioptico esattamente nel punto bersaglio con millimetrica precisione. Questo ha ridotto drasticamente le biopsie casuali o “a random “, azzerando i falsi negativi e limitando le sovradiagnosi di neoplasie indolenti. A questo, si affiancano i nuovi biomarcatori sierici e urinari di ultima generazione, che ci aiutano a stratificare il rischio prima ancora di indicare un percorso bioptico. La diagnosi precoce oggi non significa solo “trovare il tumore”, ma capire fin da subito quale tumore necessita di trattamento e quale invece, può essere semplicemente monitorato in sicurezza.
Quali sono i vantaggi tangibili, in termini di recupero funzionale e qualità della vita, per un paziente sottoposto a prostatectomia radicale mininvasiva rispetto al passato?
Il passaggio dalla chirurgia “a cielo aperto” alla laparoscopia e alla chirurgia robotica ha letteralmente riscritto il decorso post-operatorio. I vantaggi immediati sono la riduzione drastica delle perdite ematiche, del dolore post-operatorio e dei tempi di degenza: il paziente si alza dal letto spesso già il giorno dopo e torna a casa in tempi brevissimi.
Ma il vero cambio di passo risiede nel recupero funzionale. L’ingrandimento ottico ad altissima definizione e la precisione dei movimenti ci consentono di preservare con cura millimetrica le delicate strutture vascolo-nervose (sparing), responsabili dell’erezione e gli sfinteri deputati alla continenza urinaria. Non trattiamo più solo la malattia oncologica in sé, ma trattiamo l’uomo nel suo complesso, restituendolo alla sua quotidianità con un impatto minimo sulla qualità della vita.
Oggi si parla sempre più di chirurgia “focalizzata” e di tecnologie come l’ablazione laser (TPLA) o l’uso di modelli 3D. Come vede l’integrazione di queste frontiere all’interno di una struttura pubblica come l’Ospedale Sant’Eugenio?
L’integrazione di queste tecnologie nel servizio sanitario pubblico non è più un futuro ipotetico, ma una realtà in costante espansione. La ricostruzione tridimensionale dell’organo (modelli 3D organ-specific) ci permette di effettuare un vero e proprio “rendering” pre-operatorio, pianificando l’intervento sartorialmente sulla specifica anatomia del paziente.
Per quanto riguarda i trattamenti focalizzati, come l’ablazione laser TPLA o gli ultrasuoni focalizzati, essi rappresentano una risorsa straordinaria per casi altamente selezionati: ci permettono di “sterilizzare” la singola lesione tumorale risparmiando il resto della ghiandola prostatica sana. In una struttura come la nostra, inserire queste opzioni significa offrire una chirurgia su misura (tailored surgery): non una singola tecnica per tutti, ma la tecnologia giusta per quel singolo paziente e per la sua specifica classe di rischio.
Come sta cambiando il profilo del chirurgo di oggi, sempre più immerso in una realtà fatta di dati e immagini digitali, e quanto è importante l’affiancamento tecnologico rispetto all’esperienza manuale?
Il chirurgo moderno è diventato un professionista “ibrido”, capace di coniugare la manualità anatomica con l’interpretazione di flussi di dati digitali, simulazioni e console tecnologiche. È innegabile che l’avvento della robotica e dei sistemi digitali abbia aumentato la distanza “fisica” tra il chirurgo e il paziente in sala operatoria: non tocchi più i tessuti con le mani, ti trovi seduto a un visore a qualche metro dal letto operatorio.
Ma è proprio qui, che si gioca la vera partita culturale e deontologica. La tecnologia è un amplificatore straordinario dei nostri sensi e delle nostre abilità manuali, ma non potrà mai sostituire il giudizio clinico, l’empatia e la responsabilità. Più la macchina interpone una distanza fisica tra me e il paziente, più io devo accorciare la distanza umana. Il paziente non si affida a un braccio meccanico o a un algoritmo, ma al chirurgo che ha guardato negli occhi in ambulatorio, che gli ha spiegato il percorso e che sarà lì al suo risveglio. La tecnologia salva i tessuti, ma è la relazione d’aiuto che salva la persona.
Guardando ai prossimi anni, quale ritiene sarà il passo evolutivo definitivo che renderà la chirurgia mininvasiva lo standard quotidiano?
Il passo evolutivo definitivo sarà la democratizzazione e la piena sostenibilità della tecnologia, insieme a una formazione specialistica sempre più standardizzata. La chirurgia robotica e mininvasiva non deve rimanere una prerogativa di pochi centri d’eccellenza, ma diventare la norma accessibile a chiunque ne abbia bisogno all’interno del SSN.
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale ci aiuterà nel supporto alle decisioni intraoperatorie in tempo reale, ma la vera sfida sarà di tipo organizzativo e formativo: creare scuole di chirurgia in grado di allenare i giovani urologi sui simulatori anziché direttamente sul paziente, per garantire standard di sicurezza elevatissimi. L’obiettivo finale non è celebrare la tecnologia per il gusto della novità, ma far sì che ogni paziente, varcando la porta dell’ospedale pubblico, trovi una cura precisa, mininvasiva e profondamente umana.
CANALE MONTERANO (RM) – Si è conclusa con un grande successo di pubblico e partecipazione la 5ª edizione della Pastasciutta Antifascista di Canale Monterano. Nella giornata di lunedì 27 luglio, Piazza Tubingen si è trasformata nel cuore pulsante di una manifestazione che ha saputo unire la memoria storica della Famiglia Cervi a un momento di viva riflessione politica e festa cittadina.
I momenti salienti della giornata e la grande affluenza hanno confermato il forte legame del territorio con i valori della solidarietà, della pace e della giustizia sociale.
Un pomeriggio dedicato ai più giovani e al territorio
Ad aprire l’evento, a partire dalle 17:30, è stata la Caccia al Tesoro collaborativa dal titolo “Brigate a caccia di futuro e tesori”, ideata, organizzata e curata con passione da Genea. Un’iniziativa a forte impatto educativo che ha visto tanti bambini e famiglie mettersi in gioco non in una logica di competizione, ma di collaborazione per comporre la Mappa del Tesoro di Canale Monterano, riscoprendo e valorizzando le risorse storiche e naturali del territorio.
Gli interventi al microfono
La serata è entrata nel vivo con l’intervento introduttivo al microfono di Manuele Magagnini, Segretario del circolo locale, che ha aperto ufficialmente la manifestazione salutando la piazza colma e ripercorrendo la genesi storica del 25 luglio 1943 a Campegine. Richiamando la celebre frase di Sandro Pertini — «L’antifascismo non è un’opinione: è una presa di posizione morale, un dovere civile per proteggere la libertà di tutti» — il discorso d’apertura ha sottolineato il valore del gesto dei Fratelli Cervi proiettandolo nell’attualità:
«La nostra non è una commemorazione nostalgica, ma una nuova Resistenza quotidiana. Di fronte a un governo reazionario che taglia i diritti sociali e la sanità, che spende in riarmo e propaganda bellicista mascherandosi dietro lo slogan “prima gli italiani”, noi rispondiamo prendendoci cura delle nostre comunità, difendendo la pace e praticando la solidarietà concreta nelle piazze.»
Al microfono si sono poi succeduti gli interventi di Marta Bonafoni (Coordinatrice della Segreteria Nazionale del Partito Democratico), di Jacopo Augenti (Segretario della Federazione Romana dei Giovani Democratici) e del Sindaco di Canale Monterano Alessandro Bettarelli.
La condivisione, i ringraziamenti e la festa
Come da tradizione, il momento centrale è stato segnato dalla distribuzione gratuita della pastasciutta a tutta la cittadinanza presente, rinnovando il gesto simbolico compiuto dalla Famiglia Cervi nel 1943. La serata si è poi chiusa tra musica e partecipazione grazie all’esibizione dal vivo degli Sbronzi di Riace.
L’organizzazione desidera rivolgere un sentito ringraziamento a Genea per l’organizzazione della Caccia al Tesoro, e a chi come ogni anno ci sostiene e permette di dare vita a questa iniziativa: bar, ristoranti, associazioni, l’Università Agraria e l’Amministrazione Comunale per la concessione degli spazi, e tutti quelli che continuano a sostenerci e a partecipare con passione.
L’appuntamento è rinnovato per il prossimo anno, con l’impegno costante di continuare a far rete e custodire la memoria attraverso la partecipazione democratica.