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Società. Croce Rossa, al via corsi di formazione per volontari

Sono aperte le iscrizioni presso il Comitato Locale Sabatino della Croce Rossa Italiana ai nuovi Corsi di formazione per Volontari CRI che avranno inizio il  21 febbraio ad Anguillara Sabazia (zona Ponton dell’Elce) e il 3 marzo a Manziana (presso la Sede locale – Via dei Platani s.n.c.).

Durante i corsi, saranno trattati i seguenti argomenti:

  • Introduzione al Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: struttura e Principi Fondamentali. Origini del Movimento. Ruoli attuali e compiti principali.
  • Introduzione al Diritto Internazionale Umanitario.
  • Strategia 2020 della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
  • Il Codice Etico della C.R.I.
  • Le attività della C.R.I.
  • Il primo soccorso. Urgenza e gravità. Attivazione del servizio di emergenza sanitaria.
  • Infarto del miocardio: fattori di rischio e posizioni d’attesa.
  • Le emorragie. Primo soccorso delle emorragie.
  • Lo Shock: segni e sintomi.
  • I traumi cranici e vertebrali.

Le lezioni saranno tenute da Istruttori e Monitori della C.R.I., coadiuvati dai delegati tecnici di area del Comitato che illustreranno le attività di pertinenza sul territorio, e si concluderanno con un esame finale teorico/pratico.
Per maggiori dettagli visitare il sito Internet del Comitato: www.crianguillara.org, oppure contattare:

  • il volontario Clemente Ambrosino – tel. 338-7100773 e-mail: segreteria@crianguillara.org per il corso che si terrà ad Anguillara;
  • la volontaria Concetta Lettera – telefono 338-7100633 e-mail: delegatoarea6.manziana@crianguillara.org per il corso che si terrà a Manziana.

All’atto dell’iscrizione sarà necessario esibire una foto tessera (anche in solo formato digitale), fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità e provvedere al versamento di 30 euro quale quota associativa per l’anno 2014 (l’importo è comprensivo di quota di iscrizione alla C.R.I., quota assicurativa, costo del libro di testo e materiale didattico).
A coloro che supereranno l’esame sarà rilasciato l’attestato di Volontario della Croce Rossa Italiana nonché il tesserino di Socio Attivo. Chi avrà frequentato almeno 14 ore di corso riceverà un formale attestato di frequenza.

Tolfa, i rifiuti conferiti nella discarica di Viterbo

Soluzione lampo a Tolfa per l’emergenza rifiuti: il comune collinare ha infatti chiesto e ottenuto l’autorizzazione a conferire i rifiuti presso la discarica di Viterbo a partire dai prossimi giorni. Il sindaco Landi, appena ricevuta la nota della Hcs con la quale si informava dell’impossibilità di conferire presso la discarica di Civitavecchia, si è messo subito al lavoro per trovare un’alternativa.

In tempo record quindi si è trovata questa soluzione, che consentirà la normale ripresa del servizio a partire da martedì, giorno di scadenza dell’ordinanza di divieto assoluto di conferimento dei rifiuti presso i cassonetti emanata ieri dal primo cittadino. Va detto anche che c’è stata piena sintonia con il sindaco di Allumiere e la soluzione vale per tutti e due i comuni. “Voglio ringraziare i concittadini per la collaborazione – ha affermato Landi – dato che hanno risposto con estrema responsabilità all’ordinanza urgente di sabato mattina che vietava il conferimento dei rifiuti nei cassonetti. Ora possiamo dedicarci con più serenità all’attivazione del nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta, per il quale approveremo il progetto definitivo nel prossimo Consiglio comunale”.
Un passaggio che consentirà all’amministrazione di pubblicare subito il bando di gara per la gestione.

Al Gal Tuscia Romana 391mila euro per il territorio

La notizia è ufficiale: il Gal Tuscia Romana si è collocato al primo posto tra tutti i Gal del Lazio sia in termini di spesa effettiva, sia in termini di impegno di spesa. Pertanto sarà proprio il Gal Tuscia Romana l’unico nella Regione Lazio ad accedere alla premialità di ulteriori risorse che si dovessero liberare a seguito di rimodulazioni regionali.  Per ora sono stati assegnati ulteriori 391mila euro che si sommano ai 6 milioni già spesi e distribuiti sul territorio. Una bella soddisfazione per tutta l’area del Gal che coinvolge 13 Comuni (Allumiere, Anguillara Sabazia, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Oriolo Romano, Tolfa, Trevignano Romano, Vejano, Villa S. Giovanni in Tuscia), 2 Province (Roma e Viterbo) , 2 Università agrarie (Allumiere e Bassano Romano), 2 Aree protette (Parco Marturanum e Parco di Bracciano e Martignano), la Camera di Commercio di Viterbo, il Consorzio Lago di Bracciano e soggetti privati (Legacoop Lazio, Confcooperative Roma, Bracciano Ambiente, Bcc di Roma, Bcc di Barbarano, Bcc di Formello e Trevignano) e che soprattutto fa ben sperare per la prossima Programmazione 2014 – 2020.

“La notizia dell’ottenimento di ulteriori risorse economiche è sicuramente un elemento di notevole importanza per il territorio della Tuscia Romana – dichiara il presidente del Gal Tuscia Romana, Aldo Frezza  -. Questo traguardo premia l’impegno di tutta la struttura che è stata capace di assistere i beneficiari pubblici e privati e allo stesso tempo anche l’intuizione degli Enti Locali e delle Imprese che hanno scelto di scommettere sul Gal, uno strumento capace di  intercettare fondi europei da spendere per la valorizzazione e promozione della Tuscia Roma. Resta certamente il rammarico per tutti quei progetti che ad oggi sono ammissibili ma non finanziabili per carenza di fondi – afferma il presidente Frezza – ma a questo proposito posso garantire che il Gal Tuscia Romana non sta con le mani in mano e si è già attivato per riuscire ad accedere ad ulteriori risorse economiche”.

In attesa della strutturazione della prossima Programmazione Europea, il Gal Tuscia Romana è attualmente impegnato come Capofila del Progetto di Cooperazione Interterritoriale “Lazio di qualità, oltre Roma: identità, paesaggio, beni culturali e prodotti agroalimentari” che coinvolge ben 5 Gal del Lazio e prevede la promozione di un turismo di qualità per le aree rurali del Lazio e la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari tipiche. Nel progetto è prevista la promozione di pacchetti turistici da presentare nelle più importanti fiere di settore sia a livello nazionale che internazionale al fine di valorizzare le aree rurali intorno alla Capitale.

Bracciano. Comune: “Programmata la potatura di 190 alberi”

Partirà a breve a Bracciano una operazione di potatura di alberi che complessivamente, nel centro abitato, interesserà circa 200 esemplari tra tigli, pini, lecci, querce, pioppi e platani.
“Si tratta – spiega il consigliere delegato Remo Eufemi – di un intervento, in linea con le raccomandazioni del Corpo Forestale dello Stato, mirato a prevenire situazioni di pericolo per la pubblica incolumità pubblica e privata. La potatura inoltre permetterà di migliorare anche il decoro urbano. L’intervento prenderà il via non appena verrà individuata, tramite una
gara che si sta predisponendo in questi giorni, incaricata ad effettuare i lavori. Al riguardo con la delibera n. 17 del 23 gennaio 2014 è stata stanziata una somma di circa 26mila euro, iva compresa”. “Molte le vie interessate dal provvedimento. Nel dettaglio – aggiunge – si interverrà in via dei Lecci (8 pini spartitraffico), nel parco di via dei Lecci (12 pini e 3 lecci), nel parco
piazza degli Ulivi (10 pini), lungo la pista ciclabile di Bracciano Nuova (4 querce), presso la scuola materna di via dei Pasqualetti (1 pino), su via Braccianese nel tratto compreso tra il Convento dei Cappuccini e la caserma dei Carabinieri (6 tigli), in via Olmata Tre Canelli (50 tigli), in via Claudia (5 lecci), sul lungolago Argenti (8 pioppi), presso la frazione di Castel Giuliano (5 pini), presso il giardino di via Cavour (3 platani), in via Odescalchi (25 platani), in via Principe di Napoli (10 platani) e altre aree da determinare”.
“Come si vede – aggiunge il consigliere delegato Eufemi – si tratta di un intervento ampio. Siamo sicuri che, nel corso dello svolgimento dei lavori, i cittadini sapranno sopportare i minimi disagi che ne deriveranno alla circolazione stradale”.

Col progetto I-Scope Cerveteri diventa “smart”

Si è svolto a Tartu, in Estonia, il 6° meeting internazionale di ‘Complex Challenges, Innovative Cities’ (CCIC), il progetto europeo che coinvolge 14 Istituzioni locali di 10 Paesi dell’UE con lo scopo di promuovere le ‘best practice’ in materia di innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico. Al centro dell’incontro, il coinvolgimento della società civile nei processi di innovazione nel settore pubblico.

Il Comune di Cerveteri si è reso protagonista dell’evento grazie alla Regione Lazio che, attraverso l’agenzia regionale Bic Lazio, ha illustrato come buona pratica il progetto pilota realizzato nel quadro dell’I-SCOPE, un acronimo per ‘Interoperable Smart City services through an Open Platform for urban Ecosystems’. Si tratta di un’iniziativa europea che ha l’obbiettivo di sviluppare le cosiddette ‘smart city’.
Il progetto che coinvolge il Comune di Cerveteri intende fornire, attraverso una piattaforma informatica aperta basata su un modello 3D del territorio urbano (3D City GML Model), servizi intelligenti a favore dei cittadini. Gli ambiti di applicazione sono tre: ottimizzare l’efficienza energetica da fonti rinnovabili, migliorare la mobilità e l’inclusione sociale, ridurre l’inquinamento acustico.

“La Regione Lazio – ha illustrato Lorenzo Croci, assessore allo Sviluppo sostenibile del Comune di Cerveteri – ha svolto nel nostro territorio delle rilevazioni che hanno permesso di realizzare delle banche dati aggiornatissime che serviranno per la lavorazione di importanti dati. Per esempio, studiando le struttura e l’ubicazione degli edifici, è possibile calcolare il potenziale di energia solare nel territorio di Cerveteri, in vista della realizzazione di impianti fotovoltaici”.

“Siamo molto orgogliosi – ha proseguito Croci – che la Regione abbia scelto Cerveteri come esempio di città che sostiene la ricerca tecnologica a favore della sostenibilità. Di questo vorrei ringraziare in primo luogo l’Assessore regionale Guido Fabiani, oltre che la Bic Lazio. Come sempre, la nostra città sarà disponibile alle nuove sperimentazioni che puntano a realizzare servizi più efficienti per il cittadino, ad ottimizzare le risorse per uno sviluppo realmente sostenbile”.

“La partecipazione della Regione Lazio al progetto CCIC si sta rivelando preziosa in quanto consente un confronto costante e attivo con le buone pratiche di molti altri enti locali europei in materia di promozione dell’innovazione – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani –. In particolare trovo molto importante quanto si sta realizzando a Cerveteri con I-Scope perché è il segno tangibile di come, con l’impegno fattivo degli enti locali si possa fare innovazione a vantaggio dei cittadini e rendere sempre più concreto l’obbiettivo di trasformare i nostri centri urbani in smart city”.
Nell’ambito del progetto CCIC, la Regione Lazio parteciperà nei prossimi mesi alle “Deep Delegation” che si terranno in Danimarca e nei Paesi Bassi, dove verranno approfondite le buone pratiche in tema di ‘green economy’ e cooperazione tra Università, imprese e pubblica amministrazione.

Musica. Il video “Alla fine” di Renato Zero girato al Castello Odescalchi

Renato Zero inventa un altro triangolo passionale. E questa volta a fare da cornice a questo gioco degli equivoci è il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano, in cui molti incesti furono consumati. Il video clip dell’ultimo singolo del “Re dei Sorcini”, “Alla fine”, è stato girato proprio qui, nella meta scelta da Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker e da Tom Cruise e Katie Holmes per i loro matrimoni. Nulla di migliore di un posto che ha accolto, e nascosto, tra le sue mura intrighi amorosi a volte anche intrisi di sangue.

Gli attori, protagonisti di questo tradimento consumato alle sue spalle, sono Euridice Axen e Andrea Preti. Renato mette in scena qui una storia d’amore della serie “io, lei, l’altro”, in cui domina la passione ardente di una seduzione ammaliatrice e traditrice, che provoca la rabbia e l’offesa per un orgoglio ferito, il risentimento per un tradimento che sarà fatale, nella disperazione del doversi rassegnare alla perdita di quello che sembrò un amore profondo. All’inizio rancore, dolore, una rabbia cieca, una voglia quasi di vendetta per riscattare l’umiliazione subita, poi la lucidità porta a trovare spazio per quello che, se non è perdono, o si avvicina molto ad esso o comunque è una conquista superiore alla perdita: la speranza. Alla fine quello che conta è l’amore, per questo artista che sta portando in giro in tutto il mondo il suo “Amo tour, capitolo II” (oltre 300mila spettatori in più di 48 date in tutta Italia), nella costruzione della “sua” favola, che non poteva che fare tappa in questo posto idilliaco e suggestivo, da favola appunto, del Castello Orsini-Odescalchi.

E così, prima che cali il sipario, come canta, trova posto dentro sé per un po’ di quiete e riposo dal tedio, dall’astio provocati dal dolore di questo triangolo amoroso di cui è vittima. E nonostante “la fine sia inaccettabile ed insopportabile”, se si è vissuto con intensità e passione il proprio sentimento, quello che è stato avrà comunque un valore aggiunto, sarà qualcosa di raro “che molti non sapranno cos’è”. Certo “la passione non giustifica tutta l’assurda violenza”, ed al mondo d’oggi ce n’è molta. Quante storie finite nel sangue, vicende di mogli, fidanzate, compagne, massacrate di botte, ridotte in fin di vita o che l’hanno persa a causa di mariti, padre-padroni, possessivi, ossessivi, che non sopportano che venga detto loro “no”, di essere rifiutati dalle propri donne, che sono “solamente loro” e di nessun’altro. Per questo quella di Renato Zero è una favola moderna, non sempre a lieto fine, ma comunque che resta lì, come il Castello Orsini-Odescalchi, a ricordarci di non dimenticare mai quello che è stato il nostro passato, i nostri affetti, poiché costituiscono quello che siamo oggi. Per guardare verso il futuro con occhi diversi, migliori, verso un mondo in cui regni più pace, più amore, più solidarietà, più sentimento.

E la lezione non manca: “si arriverà alla fine e fine sia purché ci resti speranza”. La speranza di aver vissuto pienamente, intensamente e completamente i nostri sentimenti. A rischio della propria vita; tra chi per interesse è pronto a pugnalarci alle spalle e tradirci, regna un amore, reale o recitato, in cui per esso si può morire e in nome di esso si può uccidere, poiché sa essere un veleno dolce quanto amaro. Una trovata geniale, che sa mostrare questa sfaccettatura dell’amore in maniera originale, unendo passato e presente, antichità e modernità. In cui si grida il rispetto per la propria dignità, pensando che non tutta l’umanità sia perduta e che resti un po’ di rimorso nella lacrime, che si spera sentite e non recitate. Per non sentirsi vuoti dentro, ma ricchi, come gli interni delle stanze del Castello, non di mobili od oggetti futili, ma di emozioni e sensazioni che fanno battere il cuore.

Renato Zero mostra, una volta di più, in questo video “in costume” diretto da Alessandro D’Alatri, la sua maestria da attore, oltre che di cantante. Con intensità espressiva, sa essere serio, austero e un po’ brutale, nel guardare in faccia la realtà e dirla con una schiettezza, al tempo stesso diretta, dolorosa e cruenta. Non fa sconti, ma sa ritrovare anche la tenerezza della saggezza e della maturità.  In questo teatro della vita messo in scena da Renato Zero, il Castello aggiunge un altro tassello importante alla sua artisticità per “conservare, diffondere, salvaguardare e trasmettere le opportunità educative racchiuse” al suo interno.

Barbara Conti

Regione. In Commissione Politiche Sociali arriva l’ok per il Garante dei Rifugiati

La commissione Politiche sociali e Salute, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha terminato l’esame dell’articolato della proposta di legge n.87, di iniziativa della Giunta, mediante la quale si intende istituire nel Lazio il ”Garante dei diritti dei rifugiati e delle persone bisognose di protezione internazionale o umanitaria”.

Si tratta di una figura di supporto alle attività regionali di prima accoglienza, che non avrà alcun budget economico a disposizione, se non il supporto logistico degli uffici e la facoltà di visitare i centri di accoglienza, vigilando sull’applicazione e l’attuazione delle normative e delle convenzioni internazionali, nonché sulle attività delle strutture ricettive dedicate ai profughi, promuovendo la realizzazione dei progetti territoriali finalizzati a garantire servizi sociosanitari, di inserimento lavorativo e tutela legale. La proposta di legge, composta da 8 articoli di cui 7 approvati ieri  all’unanimità, passa ora al vaglio della commissione Bilancio per l’esame delle disposizioni finanziarie.
Nel corso dell’esame del testo in Commissione sono passati all’unanimità 11 emendamenti – alcuni a firma del presidente Lena, altri del consigliere Devid Porrello (M5S) – tesi ad allargare la platea dei destinatari dell’azione del Garante e a rendere più trasparente e capillare l’attività di informazione e rendicontazione delle iniziative intraprese.

”La condivisione degli emendamenti – ha commentato Lena – dimostra ancora una volta che, di fronte ad argomenti di grande rilevanza, la buona politica sa sempre trovare la giusta sintesi per favorire il miglior percorso possibile a tutela dei più deboli. Inoltre – aggiunge il presidente – la Regione Lazio sarà la prima in Italia a istituire per legge una figura di riferimento per la difesa di tutte le persone che fuggono ogni giorno da miseria, fame e violenze di ogni tipo. E questo grazie al lavoro congiunto di tutti i gruppi consiliari”. Il Garante sarà nominato dal presidente della Regione (previo parere obbligatorio della commissione Politiche sociali), scelto tra persone che dispongono di particolare competenza nel settore della tutela dei diritti dei rifugiati e della protezione internazionale.

Bracciano. L’efficienza dell’Ambulatorio Infermieristico del “Padre Pio”

Aperto a settembre il nuovo Ambulatorio Infermieristico, al terzo piano dell’Ospedale “Padre Pio” di Bracciano, di cui L’agone si era occupato, siamo andati a vedere come procede la sua attività. Il personale del Tribunale del malato di Civitavecchia si è recato lì in una visita di controllo ed ha trovato il servizio efficiente, funzionale, dotato di personale gentile e qualificato. L’unico appunto è che si auspica una maggiore collaborazione dei medici di famiglia. Da non dimenticare che, chi è esente, non paga nulla per ricevere i servizi erogati nell’Ambulatorio.

Sorto con lo scopo di essere “un punto d’ascolto sanitario” che garantisca “la continuità assistenziale tra ospedali e servizi territoriali”, la missione sembra riuscita. Le due unità di personale che vi operano si danno molto da fare per soddisfare e rispondere a tutte le esigenze di una clientela sempre più numerosa. Il riscontro c’è e l’Ambulatorio sta prendendo sempre più piede, con un ricambio continuo di pazienti e gente sempre più numerosa ad aspettare il proprio turno fuori dalla porta. Con il telefono che squilla in continuazione: le persone vogliono avere informazioni, e conoscere sempre meglio tale servizio, chiedendo suggerimenti.

Il modello dell’Ambulatorio Infermieristico (AA.II.) è rivolto a quei pazienti che non necessitano di ricovero, le cui cure sono prese in carico e gestite autonomamente da personale infermieristico qualificato. Per ridurre i tempi di attesa ed offrire cure ed assistenza migliori, soprattutto a malati cronici. Lavorando in stretta collaborazione con il Punto Unico di Accesso sociosanitario (PUA), contribuisce a una stesura più adeguata del piano terapeutico, partendo dalla creazione di una cartella infermieristica, aperta la quale si potrà seguire il paziente in maniera costante. Col continuo monitoraggio si potrà, così, decidere di ricorrere a metodologie di Valutazione Multi Dimensionale (VMD), per un aggiornamento più all’avanguardia del PAI, Piano Assistenziale Individuale.

Non si tratta, dunque, di una mera e passiva esecuzione delle terapie prescritte da terzi. La collaborazione con Medici di Medicina Generale (MMG) c’è ovviamente, ma si va oltre. Con tale servizio si intende favorire ed accelerare l’accesso alle prestazioni di assistenza sanitaria primaria (primary care); sviluppando nel paziente una propria capacità di autocura (self care), coinvolgendolo attivamente e rendendolo partecipe e consapevole delle scelte terapeutiche stesse, stilate in base ai suoi suggerimenti per un’assistenza condivisa che renda il paziente più soddisfatto e soprattutto anche più cosciente e preparato dal punto di vista medico-clinico: è il cosiddetto Empowerment del cittadino. Un potenziamento che significa una comunicativa più accessibile da parte della medicina al diretto interessato; un malato che ha il diritto sì alla cura, ma anche alla conoscenza: la medicina è del e per il paziente, non può né deve essere indotta passivamente e in maniera astrusa e distaccata, come fosse una scienza infusa incomprensibile, che spaventerebbe anche di più.

Barbara Conti

Sport. Mountain bike, il 16 febbraio riparte da Trevignano il Trittico Laziale

Manca poco all’inizio della nuova stagione della mountain bike nel Lazio ed esattamente domenica 16 febbraio sarà la giornata di avvio del Trittico Laziale a Trevignano Romano, primo dei suoi tre appuntamenti in calendario (2 marzo Bracciano; 9 marzo Bassano Romano), sotto l’egida del Centro Sportivo Italiano, tra il lago di Bracciano e i Monti Sabatini.

Una gara che ha alle spalle ben 20 edizioni: più passano gli anni, più si conferma l’interesse e il gradimento di tutti i bikers, dai più giovani a quelli meno, verso questa collaudata manifestazione nata nel lontano 1993 dall’esperienza e dall’amicizia che lega i suoi storici fondatori come Arnaldo Montanini, Gabriele Di Giacomo, Roberto Loreti, Antonio Mantua e Domenico Trogu che sono riusciti a portare sui campi di gara dai 900 ai 1000 bikers in media.

L’organizzazione della prima prova è affidata alla Cicli Montanini di Corchiano, nel viterbese, che sta predisponendo, con l’esperienza acquisita negli anni precedenti, tutti gli accorgimenti affinché l’evento riesca alla perfezione: confermato il classico percorso di 6500 metri con un dislivello di appena 300 metri tra Rocca Romana e il Monte Rinacceto con un tratto di salita al 15%.

Per quanto concerne le iscrizioni, il termine è fissato a giovedì 13 per la pre-iscrizione. La quota è di 15 euro con pagamento la mattina del 16 febbraio alla verifica tessere mentre i ritardatari potranno iscriversi versando la quota di 20 euro sul posto. Gli organizzatori hanno confermato tutta la logistica e il ritrovo al campo sportivo a partire dalle 7.30 ma, a seguito della concomitanza dell’evento podistico Giro del Lago di Bracciano, la partenza è stata spostata alle 10.

Tanta è l’attesa ma anche la voglia di ripercorrere a Trevignano Romano i più bei momenti agonistici che hanno caratterizzato le precedenti edizioni della manifestazione, con tanti nomi di spicco dello sterrato che hanno lasciato il segno: Martin Kraler, Thomas Dietsch e Johnny Cattaneo nel 2007 al Grand Prix d’Inverno e negli ultimi anni Stefano Capponi, i pluricampioni italiani, europei e del mondo master come Massimo Folcarelli, Mirko Balducci, Marco Cellini, Gianni Panzarini e Maria Adele Tuia, la biker di Civita Castellana che da quest’anno è passata nella categoria élite con la formazione piemontese della Servetto Footon.

Leggi il regolamento della gara: http://www.ciclimontanini.it/public/regolamento%20trittico%202014_0.pdf

Programma
Domenica 16 febbraio: Trevignano Romano (Roma); organizzazione Cicli Montanini e Trevignano Bike
Domenica 2 marzo: Bracciano (Roma); organizzazione Asd Bike Lake Bracciano
Domenica 9 marzo: Bassano Romano (Viterbo); organizzazione Cicli Montanini e Biker Club Bassano Romano

Protezione Civile. Il Consiglio regionale del Lazio approva la nuova legge

Con 31 voti favorevoli e sei contrari il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge regionale n.42 “Sistema integrato regionale di Protezione Civile”, che tra le altre cose prevede l’Istituzione dell’Agenzia regionale di Protezione Civile. Primi firmatari della proposta di legge licenziata dal Consiglio regionale, Massimiliano Valeriani (Pd) e Adriano Palozzi (Pdl). A votare a favore tutti i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, tranne quello del Movimento 5 Stelle che ha votato contro.

Oltre all’istituzione dell’Agenzia regionale, la proposta di legge n.42 prevede la nascita della Consulta regionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile, i cui componenti lavoreranno a titolo gratuito e saranno in carica due anni. Questo organo conferisce centralità al ruolo dei volontari. Altre novità interne alla norma sono: l’istituzione del Centro funzionale multi-rischio, della Sala operativa unificata permanente e del Comitato regionale di protezione civile (presieduto dal governatore del Lazio e composto anche dai presidenti delle Province, dai sindaci dei Comuni capoluogo di provincia, dal sindaco di Roma e dai presidenti di Cal, Anci Lazio, Uncem Lazio e della Consulta regionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile).

“Questa legge colma un vuoto normativo lungo trenta anni –  dichiara Massimiliano Valeriani, vice presidente del Consiglio regionale, che evidenzia le novità sostanziali introdotte dalla legge sul riordino della Protezione civile: “la creazione di un’Agenzia, la valorizzazione del volontariato e quella della formazione permanente”. “Analogamente a quanto già accade in altre regioni italiane – prosegue – nascerà infatti l’Agenzia regionale di Protezione civile con il compito di dare un’organizzazione centrale, una gestione snella e unitaria, oltre che un coordinamento e un controllo, sia in fase ordinaria che emergenziale. Inoltre il volontariato è ormai elemento imprescindibile e insostituibile nella vita e nell’organizzazione della Protezione civile. Un valore aggiunto, per altro un’attività gratuita e senza fini di lucro, da esaltare e valorizzare soprattutto per l’approfondita conoscenza dei territori sui quali si trovano ad operare. Infine, la legge 42 riconosce l’importanza di un’adeguata formazione professionale di tutti i soggetti che partecipano al Sistema integrato regionale di Protezione civile”. “Finora la materia era regolata dalla legge 37 dell’11 aprile del 1985, ovvero la legge istitutiva della Protezione civile, che però non teneva conto dei riordini successivi e delle ripartizioni delle competenze derivanti dalla legge Bassanini e dalla riforma del titolo V della Costituzione – ha spiegato il vice presidente Valeriani – oggi l’Amministrazione del Lazio ha varato una legge che risponde alle esigenze del territorio. Esigenze che sono ovviamente diverse da quelle di trenta anni fa. Il mio ringraziamento va a tutti i gruppi della Pisana, che hanno consentito l’approvazione di questa legge in tempi record”.

“Anche questo obiettivo è stato raggiunto” sottolinea il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Dopo un’attesa durata trent’anni, il Consiglio regionale ha finalmente approvato la nuova legge sulla Protezione civile. Una legge che permette al Lazio di dotarsi di una struttura organizzativa efficiente e snella, l’Agenzia regionale di protezione civile, di fondamentale importanza per la programmazione e l’organizzazione, sia per la gestione delle situazioni emergenziali che per quelle ordinarie. Voglio ringraziare tutto il Consiglio regionale, maggioranza e opposizione, per il senso di responsabilità dimostrato che ha permesso, in tempi brevi, di dare risposte concrete alle cittadine e ai cittadini del Lazio. In giornate nelle quali in Italia sembra sempre prevalere la polemica, lo scontro, le parole senza contenuti, il Lazio dimostra di essere in controtendenza: si producono fatti concreti in un clima che, insieme alla dialettica democratica, tiene ben presente il bene comune e il valore delle istituzioni”.