Si tiene sabato primo marzo alle ore 17.30 presso l’Archivio storico comunale di Bracciano, la presentazione del libro di Stefano Vicari “L’insalata sotto il cuscino. Storie di disordini e di adolescenti”. Il curatore dell’intero progetto, il dottor Stefano Vicari è Primario dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma.
Il libro narra sette storie per sensibilizzare su un tema troppo poco conosciuto: i disturbi psichici di bambini e adolescenti. Nonostante la loro preoccupante frequenza, i disturbi mentali in età evolutiva sono sconosciuti ai più, spesso per il pregiudizio che la malattia mentale sia esclusiva dell’età adulta. Non solo disturbi dello sviluppo quali l’autismo, l’ADHD, il ritardo di linguaggio o la dislessia, ma anche disturbi psichiatrici come la depressione, l’ansia, l’anoressia e la bulimia, i disturbi della condotta, sono patologie molto frequenti il cui esordio può essere improvviso quanto imprevisto. E troppo spesso la malattia mentale è ritenuta da genitori e pazienti qualcosa di cui vergognarsi o, addirittura, di cui sentirsi colpevoli.
Tratte da una lunghissima esperienza sul campo, le storie individuali raccolte in questo libro, semplici, toccanti, e anche molto divulgative, sono un contributo concreto per superare i pregiudizi e affrontare senza terrorismi la realtà.
Torna l’appuntamento tanto atteso da buongustai e semplici amanti delle sagre
del fine settimana.
La cornice è quella della splendida piazza del Molo di Anguillara dove domenica 2 marzo, fin dalla mattina, si terrà la XIII edizione di una delle sagre più importanti del paese sabatino e di tutta la Regione Lazio: “Broccoletti in Piazza”, la manifestazione che promuove il prodotto tipico più noto del territorio sabatino e non solo, che nel 2005 ha ottenuto la denominazione di Prodotto Tipico della Regione Lazio.
La manifestazione, che porta alla città sempre più visitatori e fama, è patrocinata dal Comune di Anguillara ed è organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Anguillara Sabazia.La festa porta con sé sempre una allegra atmosfera e un buon un mix tra cibo e musica, gusto e folklore. Durante la giornata saranno presenti anche numerosi agricoltori ed espositori di prodotti enogastronomici del territorio.
Si tiene sabato primo marzo alle ore 17.30 nella Sala Natili di piazza Tubingen, il primo incontro de “Il mondo in cinque equazioni”. Il progetto nasce dalla passione di tre esperti provenienti dal mondo della ricerca scientifica e della formazione, con il “pallino” di voler rendere, alcuni argomenti scientifici, alla portata di tutti. Perché tutto è comprensibile a tutti.
Così Stefano La Malfa, Giuseppe Girardi e Teresa Polimei, si sono seduti a tavolino, hanno chiacchierato e discusso fino a mettere a punto un progetto di divulgazione scientifica articolato in cinque incontri in cui tenteranno di rendere interessanti, piacevoli, facilmente comprensibili, alcuni di quegli argomenti che, da studenti, abbiamo considerato, o consideriamo, “difficili”, lontani dalla realtà, impossibili da sperimentare nella quotidianità. Il loro obiettivo è di raccontare la scienza utilizzando un linguaggio e una forma che, non sacrificando nulla dell’indispensabile rigore scientifico, cerca di evitare espressioni tecnicistiche e distanti dalla nostra quotidianità. Sono partiti dalla convinzione che spesso è proprio questo tipo di esposizione che non favorisce, anzi rende praticamente inefficace, qualunque tentativo di comunicare la scienza. Una scienza con cui, però, anche se spesso inconsapevolmente, ci misuriamo tutti i giorni e che chissà quante volte ci ha sollecitato delle domande a cui non abbiamo saputo dare risposta seppure ci sarebbe molto piaciuto riuscire a farlo. Si, perché questo ciclo di incontri è pensato per rispondere alle domande delle persone che alimentano continuamente le proprie curiosità, che non danno nulla per scontato, che amano stupirsi e spesso si ritrovano con il naso all’insù e a bocca aperta! Per partecipare non serve una laurea né un diploma, basta essere curiosi!
Ecco le “Cinque Equazioni”: la Legge della Gravitazione Universale, la Legge della Pressione Idrodinamica, la Legge dell’Induzione Elettromagnetica, il Secondo Principio della Termodinamica e la Teoria della Relatività Ristretta ci spiegano perché la Luna non cade sulla Terra, come riusciamo a volare, perché possiamo accendere la luce, perché è importante tenere allacciate le cinture, perché… Un “racconto accattivante” che ci porta anche a conoscere il contesto storico-filosofico e le vicende di coloro che attraverso queste grandi rivelazioni scientifiche hanno cambiato il corso della storia. Un percorso intrigante in cui hanno creduto, accordandoci il loro patrocinio, anche l’ENEA, il Comune di Canale Monterano, il Comune di Bracciano e il Comune di Formello.
Dopo due ore e mezza di camera di consiglio, ieri i giudici del tribunale di Civitavecchia hanno respinto la richiesta di costituzione di parte civile dell’Associazione Salviamo Bracciano nel processo contro il cantiere sequestrato di Prato Giardino, dove compaiono 8 imputati, tra costruttori e tecnici, funzionari e dirigenti comunali.
“Il processo prende il nome dall’area pubblica, il ‘prato-giardino’ – scrive l’associazione Salviamo Bracciano in un comunicato stampa – con giochi per bambini, garantita dal piano regolatore, e situata in uno dei rari belvedere sul lago, ora sostituito da una lottizzazione di tre mastodontici palazzi rosa salmone, ricoperta di asfalto, privata del gran numero di querce e altri alberi secolari preesistenti. Il panorama copre anche la vista del celebre castello. I palazzi contestati risulterebbero inoltre oggetto di abusi edilizi mirati ad ampliarne la volumetria già di per sé eccessiva, dato il luogo. Le conseguenze stanno provocando gravi ripercussioni idrogeologiche nell’area sottostante (smottamenti, allagamenti, pericolo per l’incolumità di persone e mezzi sulla viabilità). Il complesso residenziale insiste anche sul cimitero, senza rispettarne le distanze”.
“Sebbene per un semplice cavillo formale sulla regolarità dello statuto non siamo stati ammessi – contiuna Salviamo Bracciano – il tribunale (aderendo alla giurisprudenza ormai consolidata della Suprema Corte di Cassazione) ha comunque affermato la nostra legittimazione in futuro ad intervenire e a partecipare ai processi penali inerenti i reati edilizi e urbanistici che riguardano il territorio di Bracciano. Nonostante l’impossibilità di partecipare come parte civile nel processo di Prato Giardino, presenzieremo comunque a tutte le udienze pubbliche che si terranno e vi daremo conto di tutti gli sviluppi”.
“Quanto all’udienza di ieri – conclude il comunicato – registriamo che il Comune di Bracciano non si è costituito parte civile perché non intravede alcun profilo di danno (‘…non risultano palmari ragioni di danno nei confronti dell’Amministrazione Comunale’ Deliberazione n. 276 del 16/05/2013), dimenticando che, laddove il processo si concludesse positivamente per la società Prato Giardino, si configura un grave danno erariale per la cittadinanza, che ammonta a 10.300.000 euro”.
Ancora poca l’attenzione per la gestione e la tutela degli animali nei capoluoghi del Lazio, secondo “Animali in Città”, l’indagine di Legambiente che valuta i servizi e le attività dei Comuni capoluogo a favore degli amici a quattro zampe. Le amministrazioni comunali fanno poco per fermare il randagismo a fronte delle risorse economiche impiegate. Roma si piazza in 9° posizione su 15 grandi città con un punteggio di 30,84 su 100, Latina 35esima su 44 fra le città medie con 28,75 e Frosinone in posizione 18 su 45 sulle piccole con 39,72. Viterbo e Rieti non sono inserite in classifica perché non hanno risposto al questionario.
Saranno sempre troppi i cani e gatti che soffrono in strada a Roma se non si incentiva anagrafe e sterilizzazione degli animali d’affezione: unici risultati evidenti l’enorme sforzo per le adozioni, le difficoltà nella restituzione di cani ai proprietari e l’aumento dei costi per i cittadini. Latina poco meglio e qualcosa in più fa Frosinone che indica una buona media di cani restituiti o dati in adozione.
Roma è la città che spende di più in Italia, fra le amministrazioni che hanno risposto al questionario, dichiarando di investire 3,4 euro/cittadino. Latina spende 1,6 euro/residente e Frosinone 2 euro/residente.
“Secondo gli ultimi dati dell’anagrafe canina nazionale, il Lazio è una delle regioni con il maggior numero di cani ‘noti’ rispetto ai cittadini, almeno uno ogni 10 abitanti con ben 550.489 cani, ma ancora si fa poco per i cittadini e i loro animali d’affezione – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio -. Aree cani, controlli, canili rifugio che attendono da tempo risposte, denotano che nella Capitale, ad un alto investimento pro-capite per gli amici a quattro zampe, corrisponde solo un mediocre risultato. I romani vedono bene quanto gli operatori dei canili e i volontari per strada facciano salti mortali per mantenere risposte decenti ai cittadini pur a dispetto della corsa ad ostacoli giornaliera a cui sono sottoposti. A Roma è urgente superare la situazione attuale che vede uno stallo prolungato degli ultimi 5 anni sulla qualità delle politiche a servizio dei cittadini e dei loro amici a quattro zampe.”
Rispetto all’attenzione e alla conoscenza della presenza di cani nel territorio, Frosinone è l’unica a dichiarare il dato. Nel capoluogo ciociaro risulta un cane ogni 16 residenti.Nessun comune laziale indica il dato sulla presenza degli spazi in città dedicati agli animali, misurato come rapporto tra il numero di cittadini residenti e il numero di aree cani urbane dichiarate.
Sono aperte le iscrizioni alla terza edizione del festival “Il gusto della memoria,” rassegna di film ispirati alle immagini d’archivio che si terrà a Roma, presso la Sala Cinema Trevi e su un battello sul Lago di Bracciano, il 27 e 28 settembre 2014. Per il secondo anno è aperto il contest, con scadenza al 15 agosto 2014 per registi appassionati di immagini d’archivio. Il tema di quest’anno è: Ero quello che non sono più. Il cambiamento, un tema di certo non facile, lirico, filosofico che si pone una domanda esistenziale: Cosa vuol dire cambiare? Novità di questa edizione, il contest Junior, dedicato a agli studenti under 18 delle scuole medie e superiori, dal tema Questo sono io: biografie e autobiografie, vere o false, ispirate dalle immagini tratte dall’archivio nosarchives.com. Tutte le informazioni per partecipare al bando al link comeeravamocontest2014.webnode.it
Il contest è articolato in tre sezioni: Fiction, con cortometraggi della durata massima di 12 minuti; Documentari, per opere di reportage o di docufiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Advertising dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima di 45 secondi. Tutti i lavori devono essere presentati entro il 15 agosto 2014 e devono contenere almeno il 60% di immagini di cinema amatoriale tratte nell’archivio nosarchieves.com che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm e Super8). Oltre al materiale scaricabile dall’archivio, si potranno usare immagini vecchie e nuove girate con qualsiasi supporto tecnologico.
Il festival, fondato e diretto dalla montatrice e regista Cecilia Pagliarani, recentemente impegnata nel montaggio del documentario di Gianni Amelio, Felice chi è diverso, presentato al recente Festival del Cinema di Berlino, è organizzato dall’Associazione per la salvaguardia della memoria filmica amatoriale Come Eravamo, in collaborazione con l’archivio di cinema amatoriale nosarchives.com e il portale di cinema cinemaitaliano.info. La giuria dell’edizione 2014 è composta da: Ciro Giorgini, regista, scrittore e autore di Fuori Orario e Blob; Stefano Amadio, giornalista sceneggiatore e direttore di Cinemaitaliano.info; la regista Fiorella Infascelli (Il vestito da sposa, Zuppa di pesce); il regista Marco Santarelli (Lettera al Presidente, Le milleeunanotte, Scuola Media); Luigi Vernieri, direttore di IED Visual Communication e la giornalista cinematografica Valentina Neri.
Un evento unico, ispirato dall’opera di salvaguardia della memoria dell’archivio nosarchives, che possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi dagherrotipi, negativi su vetro, diapositive, Polaroid, filmini familiari e di viaggi e di fatto costituisce il primo archivio mondiale di video ed immagini amatoriali. Il portale ospita più di 10mila filmati e un innumerevole repertorio di immagini che hanno fatto la storia del Ventesimo secolo.
Allarme “mozzarella blu” a Bracciano. Preoccupazione dopo l’ultima segnalazione due giorni fa da parte di una famiglia nel torinese. A lanciarlo una donna del comune lacustre, che la scorsa settimana ha acquistato il prodotto. “Ho comprato la mozzarella circa una settimana fa – spiega la signora – in un supermercato locale. Quando ho aperto l’involucro la mozzarella sembrava buona, così ne ho mangiata metà e conservato il resto. Due giorni dopo però, quando l’ho riaperta, aveva assunto un colorito azzurro. Allarmata, ho segnalato il caso alla Asl di Bracciano in Via del Lago”. Il fenomeno che ha destato non poche preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare dalla sua prima apparizione nel 2010, è causato dal batterio Pseudomonas fluorescens, riscontrato nelle mozzarelle prodotte con acqua contaminata o non adeguatamente conservate.
I colori al centro dell’incontro in programma per domani 27 febbraio alle 16.30 alla biblioteca comunale di Bracciano. L’autrice Marcella Marsala presenta al pubblico il suo primo libro “Il Profumo dei colori” (Alter Ego Edizioni). Un saggio sull’influenza dei colori nella vita di ognuno. Per scoprire il ruolo e l’importanza dei colori e, attraverso il sistema Aura Soma, per prendersi cura di sé
Nata a Roma, Marcella Marsala vive attualmente vive a Oriolo Romano. Formatasi psico-pedagogista nel 1976 alla Sapienza di Roma, ha proseguito il suo percorso di ricerca nell’incontro con il mondo orientale. Ha dedicato parecchi anni al lavoro sul corpo: danza, mimo, teatro; energie che ha convogliato poi nella pratica dell’Art of Holistic Massage. Insegnante di meditazione, dal 1994 ha cominciato a lavorare con il Sistema del prendersi cura Aura Soma. Ha condotto per oltre dieci anni gruppi esperienziali di crescita e meditazione. Educatrice professionale, è specializzata in dipendenze patologiche e tematiche relative ad abusi su donne e minori. Ha lavorato anche con portatori di handicap e in case famiglia per adolescenti. Attualmente collabora, in qualità di trainer, con la Scuola di Counselor Olistico di Bassano Romano.
Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Massimiliano Valeriani (Pd), ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la giunta a mettere in campo tutte le azioni necessarie perché il carbone utilizzato come combustibile nella centrale elettrica di Torre Valdaliga Nord (Civitavecchia) rispetti i limiti previsti dal Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio.
Nella mozione, firmata dai consiglieri Devid Porrello e Silvia Blasi (M5S), si fa presente che nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dal ministero è previsto l’utilizzo di carbone con contenuto di zolfo inferiore all’1 per cento, mentre il piano regionale prevede un limite dello 0,3 per cento.
“Non esistono motivi – si legge nella mozione – per non applicare il limite dello 0,3 per cento”, visto che il carbone con queste caratteristiche “è disponibile sul mercato e il suo utilizzo è certamente praticabile”. “Questa zona – ha ricordato Porrello – subisce già un forte impatto ambientale, ci sono due impianti di produzione di energia elettrica, di cui uno a carbone, e in più c’è il porto di Civitavecchia. Acea, nei suoi impianti, rispetta le norme regionali, non si capisce perché Enel non debba fare lo stesso. Oggi chiediamo alla Giunta di fare chiarezza una volta per tutte”.
“Il Piano della Regione Lazio – ha ricordato l’assessore Concettina Ciminiello – non ha cogenza sugli impianti autorizzati a livello nazionale, come la centrale di Torre Valdaliga Nord, ma soltanto su quelli sottoposti ad autorizzazione provinciale, con potenza inferiore a 300 megawatt termici. Ma le misure contenute nel Piano servono a raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge per quanto riguarda la qualità dell’aria e quindi le Aia rilasciate dal ministero ne devono tenere conto. La giunta si impegna a chiedere tutta la documentazione tecnica al proprietario dell’impianto e a chiedere al ministero dell’Ambiente tutte le informazioni necessarie sull’eventuale impossibilità di un utilizzo di carbone con contenuto di zolfo inferiore al 3 per cento”.
“E’ un onore per Ladispoli che il neo ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti abbia scelto una scuola della nostra città per la sua prima uscita ufficiale”. Queste le prime dichiarazioni del sindaco Crescenzo Paliotta al termine dell’incontro in aula consiliare tra gli studenti della Corrado Melone e il ministro Galletti organizzato dall’istituto comprensivo diretto da Riccardo Agresti nell’ambito del progetto “Incontro con gli esperti”.
“Ci fa molto piacere – ha proseguito Paliotta – che tra le priorità del Governo Renzi ci siano i giovani e l’istruzione. Quello che è accaduto oggi in aula consiliare è la prova di quanto sia importante investire sulla formazione e di quanto gli studenti siano recettivi e attenti a tutte le problematiche. Come ha ricordato il Ministro, del resto, i nostri ragazzi passano più tempo con gli insegnanti che con noi”.
Nel corso dell’incontro il sindaco Paliotta ha ribadito al ministro l’importanza che la gestione dell’acqua rimanga pubblica.
“Ladispoli, grazie alla gestione della Flavia Acque, – ha concluso Paliotta – è un esempio di quanto la gestione pubblica del settore idrico possa essere importante per i cittadini che hanno costi ridotti ed un’azienda sempre pronta a soddisfare tempestivamente le esigenze degli utenti. Abbiamo sottolineato che la gestione pubblica dell’acqua è importante quanto la proprietà pubblica. Abbiamo chiesto che quando in Parlamento si discuterà di questo si tenga presente l’opinione dei sindaci che difendono la gestione pubblica dell’acqua”.