Nel pomeriggio ieri, in occasione della Giornata dell’Europa, i giardini di Piazza Stefano Jacini a Vigna Clara hanno accolto cittadini, istituzioni e rappresentanti del mondo politico per lo svelamento della targa dedicata ad Ada Rossi, partigiana, antifascista ed esponente di spicco del federalismo europeo. Una cerimonia partecipata, carica di significato, che ha reso omaggio a una figura fondamentale della storia repubblicana e dell’Europa unita, proprio nel quartiere in cui Ada Rossi visse fino alla sua morte, avvenuta il 15 giugno 1993.
Tra i presenti il sen. Filippo Sensi che ha ripercorso, nel suo intervento, il clima politico e culturale in cui nacque il Manifesto di Ventotene, ricordando come quel testo visionario rappresenti ancora oggi una bussola per la democrazia europea. Un richiamo quanto mai attuale, ha spiegato Sensi, in un momento storico in cui l’idea di Europa viene messa in discussione e i valori fondativi rischiano di essere dati per scontati.
Accanto a lui, Francesco Rutelli ha offerto un appassionato ricordo personale degli ultimi anni di Ada Rossi. L’ex sindaco di Roma ha raccontato la sua vicinanza al Partito Radicale, la lucidità con cui seguiva i temi civili e politici, la tenacia con cui difendeva i principi di libertà, pace e giustizia.
Presente alla cerimonia anche il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, che ha ricordato come questa intitolazione rappresenti “un gesto di riconoscenza da parte della città di Roma e del territorio in cui Ada Rossi visse gran parte della sua vita di impegno politico, civile e didattico”. Torquati ha ribadito il valore simbolico dell’iniziativa a pochi giorni dall’80° anniversario della Liberazione e l’importanza di mantenere viva la memoria di figure come Ada Rossi, soprattutto per le nuove generazioni. “Ricordare la partigiana Ada Rossi significa ricordare il coraggio, la coerenza e la visione di una donna che ha dedicato la sua vita ai valori antifascisti e all’idea di un’Europa unita e libera. Un esempio che questa comunità vuole custodire”, ha detto il presidente.
L’intitolazione di Piazza Jacini segue quella già presente a Bergamo, città della giovinezza di Ada Rossi, e rappresenta un tassello ulteriore nella costruzione di una memoria condivisa. Per il Municipio XV, inserire nel tessuto urbano una figura femminile della Resistenza e del pensiero europeo è anche un atto politico e culturale. Lo ha ricordato la presidente della commissione Pari Opportunità, Stefania De Angelis, nei giorni dell’approvazione della delibera: un modo per rafforzare la conoscenza della storia repubblicana e ribadire il ruolo cruciale delle donne.
La nuova targa, collocata nel cuore di Vigna Clara, non è soltanto un omaggio, ma un invito a riflettere sull’eredità morale e intellettuale di una protagonista del Novecento. Ada Rossi, matematica, insegnante, partigiana, divulgatrice del Manifesto di Ventotene, rappresenta infatti un ponte tra memoria e futuro.
Domenica 18 maggio, alle 10, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV presiederà la Messa per l’inizio del pontificato. L’importante appuntamento è reso noto dalla Prefettura della Casa pontificia che ha pubblicato gli impegni del Papa per il mese di maggio.
Oggi sabato 10, il Pontefice incontrerà i cardinali, mentre domenica 11 dalla Loggia Centrale della Basilica reciterà la preghiera mariana del Regina Caeli. Per il 12 maggio è previsto invece l’incontro con la stampa mondiale che si è radunata a Roma in queste settimane per dare copertura degli eventi dalla morte di Papa Francesco fino al Conclave.
Il 16 maggio è in programma, invece, l’incontro con il Corpo Diplomatico (Capi Missione), mentre martedì 20 Papa Leone prenderà possesso della Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura. Il giorno successivo, si terrà la prima udienza generale del mercoledì.
Sabato 24 maggio, un nuovo incontro: questa volta con la Curia Romana e i dipendenti dello Stato della Città del Vaticano. Domenica ricca di appuntamenti quella del 25 maggio con il Regina Caeli e poi la presa di possesso delle basiliche papali di San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore
Il corso, promosso per “Conta su di te!” dallo Sportello Centro Donna Pandora, presidente Barbara Busetto, non richiede competenze pregresse ed è rivolto a chi desidera acquisire sicurezza nella gestione delle proprie finanze.
Sarà tenuto dalla dott.ssa Susanna Papetti, educatrice finanziaria, martedì 13 maggio, dalle 17,00 alle 18,30, nella Biblioteca Bartolomea Orsini di Bracciano.
L’ingresso è libero, sarà un’occasione da non perdere perché: chi controlla il proprio denaro, controlla il proprio futuro.
Venerdì 16 maggio 2025 alle ore 10:30, presso il piano terra della Piastra Ambulatoriale – Palazzina D dell’Ospedale San Paolo (Largo Donatori del Sangue 1, Civitavecchia), sarà inaugurato il nuovo Centro T.O.B.I.A., un progetto nato per offrire percorsi di presa in carico dedicati a persone con disabilità cognitiva e/o relazionale non collaborante, rispondendo in modo qualificato ai bisogni emergenti di cura.
A seguire, nella sala d’attesa del Centro Trasfusionale dello stesso ospedale, si terrà la presentazione ufficiale del Centro e la cerimonia di consegna degli attestati relativi al corso di formazione del Progetto E-LISIR, un innovativo servizio di video-interpretariato in LIS (Lingua dei Segni Italiana), attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che mira a garantire alla popolazione sorda un accesso equo ai servizi sanitari.
All’evento parteciperà anche l’Assessore all’Inclusione Sociale e ai Servizi alla Persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli.
Una giornata di prevenzione, sensibilizzazione e di attenzione alla propria salute quella di ieri: “controlliAMOci” al Mercato del Venerdì di Cerveteri è stata un successo. Effettuati 154 screening del diabete gratuiti, con misurazione della glicemia, della pressione arteriosa, saturazione, circonferenza, peso, altezza e visita con il medico diabetologo. Una giornata importante, un’attività che si inserisce nell’ambito delle iniziative che da tempo sto portando avanti nel territorio sul tema della prevenzione e della sensibilizzazione su quanto questa sia fondamentale per ognuno di noi”.
A dichiararlo è Adele Prosperi, consigliera comunale di Cerveteri e promotrice dell’iniziativa, realizzata con la Croce Rossa Italiana che immediatamente, con la presidente del Comitato Locale Santa Severa – Santa Marinella e i Volontari, ha accolto la proposta di dedicare una giornata di misurazioni gratuite alla cittadinanza.
“Sono estremamente soddisfatta di come la cittadinanza abbia accolto questa iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione – ha dichiarato Adele Prosperi – per l’intera durata dell’iniziativa, conclusasi nel tardo pomeriggio, abbiamo avuto un continuo arrivo di persone pronte ad impegnare pochi minuti della propria giornata per farsi un regalo bellissimo ed importantissimo come quello della prevenzione. Il personale sanitario presente non si è limitato solamente a delle misurazioni: ha seguito con cura, passione e dedizione ogni persona, ogni singolo cittadino, fornendo anche informazioni utili e importanti, tutte estremamente apprezzate dai cittadini che hanno partecipato”.
“Quella di ieri è stata un’iniziativa a cui tenevo molto – aggiunge la consigliera – dati recenti stimano che oltre 800milioni di persone nel mondo siano affette da diabete. Per questo sono felice che ci siano state così tante adesioni: prevenire è la prima cura per il nostro corpo, è il primo modo per stare bene e in salute”
“Al termine di questa lunga giornata – conclude Adele Prosperi – ci tengo a fare un ringraziamento sentito e di cuore al Comitato Locale Santa Severa – Santa Marinella di Croce Rossa Italiana, alla presidente Rosanna Saba e a tutti i volontari e volontarie: con loro, ho avviato già da tempo una solida e proficua collaborazione che sta dando vita ad una serie di iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e assistenza alla cittadinanza davvero importanti. Allo stesso tempo, ci tengo a ringraziare tutte le persone che sono venute al gazebo allestito con Croce Rossa per eseguire lo screening: con un tempo relativamente breve, si sono fatte il regalo più grande e bello, quello della prevenzione!”.
La cefalea è uno dei problemi più diffusi tra i bambini, in particolare in età scolare. In occasione dell’imminente Settimana nazionale del mal di testa, affrontiamo il tema: “Come è possibile curare e affrontare il mal di testa nell’ età dell’infanzia”.
Quali sono i principali tipi di cefalee dei bambini? Come riconoscere un mal di testa scatenato da ansia e depressione nei piccoli? In che modo, i genitori possono aiutare a fronteggiare questo problema di salute?
Di questo e molto altro, ne parliamo con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Psicoanalista specialista in bambini e adolescenti della Società Psicoanalitica Italiana.
Lucattini: “Se gli attacchi di mal di testa o il mal di pancia, la cosiddetta emicrania addominale, si ripetono nel tempo, è necessario far visitare il bambino dagli specialisti, neurologo e psicoanalista per una corretta diagnosi”.
Dott.ssa Lucattini, il mal di testa è un problema più diffuso di quanto non si pensi e affigge anche i bambini, come è possibile affrontarlo?
L’emicrania è riconosciuta dall’OMS e dalla classificazione internazionale delle cefalee (ICHD-3) come una malattia neurologica cronica e che si ripresenta periodicamente, caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea associati a sintomi neurologici e fisici. Per aiutare i propri bambini, è necessario che i genitori li ascoltino comprendendo il loro reale disagio e che prendano sul serio le sue lamentele. Infatti, il 25% dei bambini in età scolare ha almeno un episodio di mal di testa l’anno. Per i genitori, è importante riuscire a riconoscere i vari tipi di mal di testa per non allarmarsi troppo o ignorali pensando che siano soltanto un capriccio. Se gli attacchi di mal di testa o il mal di pancia, la cosiddetta emicrania addominale, si ripetono nel tempo, è necessario far visitare il bambino dagli specialisti, neurologo e psicoanalista per una corretta diagnosi.
A che età si manifesta l’emicrania infantile?
Uno studio pubblicato su Journal of Headache Pain (2023), ha evidenziato che circa il 62% dei bambini e adolescenti tra 8 e 18 anni soffre di cefalee primarie. Le forme più comuni sono l’emicrania (11%) e la cefalea tensiva (17%). È stato riscontrato che le femmine sono più colpite rispetto ai maschi. In Italia, l’emicrania è il disturbo più frequente nei bambini, ne sono affetti il 30% dei bambini in età scolare (6-11 anni) e il 14% dei preadolescenti e adolescenti (12-18 anni). L’età media di insorgenza dell’emicrania nei bambini è tra i 7 e gli 8 anni, con una prevalenza che aumenta con l’età, raggiungendo un picco tra gli 11 e i 13 anni.
Quali sono i principali tipi di cefalee nei bambini e come si manifestano?
Nei bambini, le cefalee si suddividono principalmente in primarie (non causate da altre patologie) e secondarie (derivanti da condizioni morbose sottostanti). Le forme primarie sono le più comuni in età pediatrica. Secondo la classificazione ICHD-3, queste sono: la cefalea tensiva, la forma più frequente nei bambini, è caratterizzata da dolore bilaterale, di tipo costrittivo, non pulsante, di intensità lieve o moderata. L’emicrania che può manifestarsi già tra i 3 e 5 anni di età, il dolore è spesso pulsante, localizzato nella regione frontale o temporale, e può essere accompagnato da nausea, vomito, fotofobia e fonofobia. La cefalea a grappolo molto rara in età pediatrica, può manifestarsi con episodi di dolore intenso unilaterale, spesso localizzato intorno all’occhio.
Meno diagnosticata, poiché confusa con disturbi d’ansia e somatizzazioni, ma frequente nei bambini è l’emicrania con aura visiva o uditiva in cui i bambini prima dell’attacco emicranico vedono scintille (scotomi scintillanti), ragnatele, macchie colorate o sentono fischi (acufeni), eco di parole comuni (mamma, papà, il proprio nome), tintinnii come di campanelli. Infine, la cefalea da pugnalata, con episodi brevi e intensi di dolore acuto, simile a una pugnalata.
Nei bambini inoltre è da segnalare una forma specifica, l’ emicrania addominale, con dolore addominale ricorrente di durata di circa 20-30 minuti, soprattutto a scuola o a sport, a causa del rumore in classe e di fattori stressanti legati a verifiche o litigi con i compagni, senza cefalea associata. È prevalente nei bambini tra i 5 e i 9 anni e può evolvere in emicrania tipica durante l’adolescenza.
Possono esserci altri disturbi e fattori scatenanti a cui stare attenti?
Il primo sintomo è sempre il dolore alla testa, che può essere preceduto da fonofobia, un disturbo per il quale, il rumore in classe, alle feste dei bambini al chiuso, al cinema, non sono sopportabili e scatenano l’attacco emicranico. Fotofobia, disturbi provocati da luci al neon, luce esterna molto intensa, come al cambio di stagione, luci di palestre, stadi, etc.
L’attacco acuto può accompagnarsi nausea, vomito, pallore e in generale, come disturbi ricorrenti anche nelle fasi di benessere, a pavor nocturnus (incubi sotto forma di terrore notturno), risvegli parziali dal sonno profondo con stato di agitazione intensa, parasonnie, disturbi non patologici del sonno, ansia e depressione reattivi.
Il mal di testa può essere scatenato da ansia e depressione?
Uno studio pubblicato su Headache (2024), mostra che bambini ansiosi o depressi, che non siano predisposti all’emicrania, ovvero che non abbiano familiarità o ereditarietà, non hanno mai il mal di testa a causa di stress, ansia e depressione. Al contrario, i bambini emicranici, invece, a causa del dolore (alla testa o alla pancia), della fonofobia e per il fatto di non essere creduti per molto tempo, sono ansiosi, tesi e ipervigili. Inoltre, hanno paura di andare a scuola, non vogliono andare alle feste.
Una causa frequente che scatena emicrania è la paura, lo stress quotidiano, di avere brutti voti in pagella o di essere bocciati, per questo, insieme al cambio stagionale, l’emicrania si aggrava nel secondo quadrimestre e si manifesta di rado durante le vacanze natalizie e soprattutto durante le vacanze estive.
I bambini emicranici sono seri, intelligenti, meticolosi, desiderano essere bravi, fare bene ed avere ottimi risultati. Sono dei leader naturali, per quando non riescono nei loro obiettivi, scolasti o nello sport, a causa del dolore e dei disturbi, sono dispiaciutissimi e sovente depressi.
Il mal di testa può essere un fattore di rischio per l’ansia e la depressione nell’infanzia?
Tutti gli studi condotti a livello internazionale, pubblicate su numerose riviste scientifiche, sottolineano l’importanza di valutare e monitorare i sintomi di ansia e depressione nei bambini con cefalea, poiché il manifestarsi di ansia e depressione oltre che provocare una grave sofferenza nei bambini, può influenzare negativamente la gestione e anche l’evoluzione del mal di testa. Inoltre, sottolineano che approccio multidisciplinare che includa valutazioni psicologiche accurate è fondamentale per un trattamento efficace. Nel caso di un ritardo nella diagnosi e per la sofferenza fisica e psicologica prolungate, i bambini possono sviluppare ansia anticipatoria, evitamento, fobie e depressione che necessitano di un trattamento psicoterapeutico e psicoanalitico, per la cura di ansia e depressione, per aumentare la partecipazione (compliance) al trattamento e per la gestione dei sintomi dolorosi.
Quanto può incidere il dolore emicranico a livello psicologico nei bambini?
Il mal di testa ha un impatto significativo sui bambini, non solo sul piano fisico, ma anche sul benessere psicologico, la partecipazione scolastica e le attività quotidiane. Moltissimo. Nei bambini difficoltà a comprendere la natura del disturbo, non sapere come gestirlo, non ricevere un antidolorifico tempestivamente, non sentirsi capiti, non essere creduti, essere rimproverati perché “lamentosi”, avere difficoltà scolastiche, sono tutti elementi i psicologicamente traumatizzanti.
Inoltre, i risvegli notturni sono terrorizzanti e affaticano per cui, di giorno, sono iperattivi e distratti, mentre la sera hanno paura di andare a dormire. Se non diagnosticata e trattata, l’emicrania dei figli mina anche la qualità della vita anche dei genitori. Se uno o entrambi i genitori soffrono o hanno sofferto di una qualche forma di emicrania, sono molto dispiaciuti e si sentono in colpa.
Secondo le Linee Guida internazionali, qual è l’iter più indicato per affrontare il problema?
Secondo le Linee Guida internazionali l’iter più indicato per affrontare il mal di testa (soprattutto l’emicrania) nei bambini e negli adolescenti è multidimensionale e si articola in più fasi. Prima di tutto è necessaria una corretta diagnosi, anamnesi dettagliata (frequenza, durata, intensità, fattori scatenanti, familiarità, impatto sulla vita quotidiana, esame neurologico completo per escludere segni di allarme (red flags) di eventuali patologie sottostanti che causano mal di testa, favorire l’uso del diario del mal di testa, con l’aiuto dei genitori, per monitorare l’andamento degli attacchi. Eventuali approfondimenti di neuroimaging (RMN encefalo) su indicazione dello specialista e quando si ravvedano segnali atipici o cambiamenti recenti dei sintomi e della durata dell’attacco.
Poiché, esistono vari tipi di cefalee primarie, l’andamento nel tempo è diverso. Certamente, se trattate le crisi sono sempre più rare e il controllo del dolore efficace. Nelle forme croniche può essere necessaria una terapia farmacologica sintomatica con antidolorifici al bisogno e profilattica con farmaci specifici. Alcune forme regrediscono, altre sono ricorrenti, si ripresentano nel tempo soprattutto in seguito a eventi scatenanti, forti stress sia fisici che mentali.
L’emicrania può incidere sulla qualità del sonno dei bambini?
Esiste un’elevata comorbilità, ovvero la presenza contemporanea nella stessa persona di due o più malattie, tra emicrania e disturbi del sonno, con una dipendenza reciproca tra sonno e cefalea.
Uno studio pubblicato su Journal of Clinical Medicine (2021) ha mostrato una relazione tra emicrania e disturbi del sonno nei bambini bidirezionale, se da una parte l’emicrania può causare disturbi del sonno, poiché il dolore e i sintomi associati possono interferire con la capacità del bambino di addormentarsi o mantenere il sonno, dall’altro lato, i disturbi del sonno possono scatenare o peggiorare l’emicrania, infatti, la privazione del sonno o un sonno di scarsa qualità possono aumentare la frequenza e la gravità degli attacchi di emicrania. Questi disturbi includono difficoltà nell’addormentarsi, risvegli notturni frequenti, sonno non ristoratore e sonnolenza durante il giorno.
I bambini con emicrania hanno una durata totale del sonno inferiore, più tempo trascorso svegli e un tempo di addormentamento più breve rispetto ai bambini senza emicrania. Questi risultati suggeriscono che i bambini con emicrania sono più privati del sonno ma si riaddormentano più rapidamente .
Quanto è importante la psicoterapia nella gestione degli attacchi di emicrania?
La psicoterapia psicoanalitica e l’analisi sono molto efficaci, poiché agiscono sull’ansia e sulla depressione. Inoltre, i bambini emicranici hanno bisogno di un sostegno psicoanalitico per la comprensione del disturbo, la gestione delle crisi e per ritrovare la fiducia in se stessi. L’intervento dello psicoanalista infantile prevede sempre colloqui con i genitori. In alcuni casi è indicata la terapia di bambino e genitori insieme.
Uno studio pubblicato sul Journal of Child Psychotherapy supporta l’efficacia della psicoterapia psicodinamica nei bambini, evidenziando miglioramenti in vari disturbi psicologici, fisici e comportamentali. I risultati hanno mostrato che il gruppo sottoposto a psicoterapia ha avuto miglioramenti significativi nella frequenza, intensità e durata del mal di testa rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, è stato osservato un miglioramento nel funzionamento globale dei pazienti trattati con psicoterapia. La psicoterapia psicoanalitica familiare è particolarmente indicata nei casi di emicrania infantile, poiché coinvolge l’intera famiglia nel processo terapeutico. Questo approccio consente di affrontare le dinamiche relazionali che possono contribuire all’insorgenza o al mantenimento del disturbo, favorendo una comprensione condivisa, una vicinanza affettiva e la possibilità di pensare al proprio bambino che insieme favoriscono le cosiddette “strategie di coping”, ovvero per affrontare problemi e situazione critiche, più efficaci.
Quali consigli può dare ai genitori?
– Prendere sul serio il dolore del bambino. Non sminuire i sintomi, riconoscere e legittimare il mal di testa aiuta il bambino a sentirsi capito, a non sentirsi solo e che può essere aiutato;
–
– Andare dallo specialista il prima possibile. Annotare frequenza, durata e intensità degli episodi (diario) dell’emicrania può facilitare la diagnosi e la terapia al momento della visita;
– Iniziare subito e senza timore una psicoterapia psicoanalitica o un’analisi. La sofferenza dei figli non è mai sopportabile per i genitori. La psicoterapia psicoanalitica del bambino e familiare sono un aiuto indispensabile per tutti;
– Incoraggiarli a praticare sport, fino a trovare quello migliore, che piace al bambino e non scatena il mal di testa;
– Supportarli nel frequentare gli amichetti, andare alle feste, frequentare camp invernali e estivi. Stare da soli non aiuta mai;
– Attivare il programma didattico personalizzato, che è previsto dalla legge per i bambini emicranici, poiché talvolta, possono avere bisogno di uscire dalla classe. Inoltre, sono giustificate le assenze per le viste mediche e per la psicoterapia.
Con la risoluzione 64/257 del 21 marzo 2010 l’Assemblea dell’Onu ha invitato tutti gli Stati membri, le organizzazioni del Sistema delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative e gli individui a osservare annualmente l’8 maggio e il 9 maggio (uno o entrambi i giorni) in modo appropriato per rendere omaggio a tutte le vittime della Seconda guerra mondiale. La denominazione internazionale è “Time of Remembrance and Reconciliation for Those Who Lost Their Lives during the Second World War”.
Tra il 7 e il 9 maggio infatti, la Germania pose fine alla Seconda guerra mondiale in Europa firmando, prima provvisoriamente e poi definitivamente, la resa incondizionata agli Alleati: Francia, Regno Unito e Stati Uniti d’America e all’Armata Rossa sovietica.
L’obiettivo delle Nazioni Unite è quello di commemorare le vittime della Seconda guerra mondiale, cioè determinate dai regimi nazifascisti e anche quello di celebrare la fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, istituita per garantire la pace e la soluzione dei contrasti internazionali con mezzi pacifici.
La Seconda guerra Mondiale fu una carneficina che conta, in totale, quasi 70 milioni di morti (68 milioni per le statistiche) .
In Italia, nel rapporto Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45, il conto ufficiale delle perdite fatto da Roma dall’ Istituto Centrale Statistica nel 1957 riferisce il numero esatto di morti. I morti militari sono stati 291.376, di cui 204.346 prima dell’armistizio (66.686 morti in battaglia o per ferite, 111.579 dispersi certificati morti e 26.081 morti per cause non belliche) e 87.030 dopo l’armistizio (42.916 morti in battaglia o per ferite, 19.840 dispersi certificati morti e 24.274 morti per cause non belliche). I morti per branca di servizio: Esercito: 201.405; Marina: 22.043; Aeronautica: 9096; forze coloniali: 354; cappellani: 91; milizia: 10.066; forze paramilitari: 3252; non indicati: 45078.
Morti per teatro di operazioni: in Italia: 74.725 (di cui 37.573 dopo l’armistizio); in Francia: 2060 (1039 dopo l’armistizio); in Germania: 25.430 (24.020 dopo l’armistizio); Grecia, Albania e Jugoslavia: 49.459 (10.090 dopo l’armistizio); Unione Sovietica: 82.079 (3522 dopo l’armistizio); Africa: 22.431 (1565 dopo l’armistizio); mare: 28.438 (5526 dopo l’armistizio); altro: 6844 (3695 dopo l’armistizio).
I prigionieri morti sono inclusi nella lista sopra. I morti civili sono stati 153.147 (123.119 dopo l’armistizio), inclusi 61.432 in attacchi aerei (42.613 dopo l’armistizio).
Nelle perdite vanno aggiunti 15.000 soldati africani coscritti. Sono incluse le 64.000 vittime delle repressioni e genocidi nazisti (tra cui 30.000 prigionieri). I morti militari dopo l’armistizio includono 5927 schierati con gli Alleati, 17.166 partigiani e 13.000 della Repubblica Sociale Italiana.
Studi aggiornati al 2010, archiviato il 2 agosto 2020 in Internet Archive, dell’Ufficio dell’Albo d’Oro del Ministero della Difesa,hanno fornito dati più precisi sulle perdite tra le forze armate, le formazioni militari e paramilitari, che risultano essere di 319.207, così suddivise: Esercito: 246.432; Marina: 31.347; Aeronautica: 13.210; formazioni partigiane: 15.197; forze armate della RSI: 13.021.
Il tributo di sangue più ingente per la liberazione dell’Europa dal nazifascismo lo ha fornito la Russia sovietica, con circa 25 miloni di morti (8 milioni tra i civili e 17 milioni tra i militari).
Ieri in Russia è stato celebrato, come ogni anno, il 9 maggio, come la vittoria della “Grande guerra patriottica” (così viene definita a Mosca) contro il nazifascismo. E’ più che comprensibile che un Paese, che ha dato un tale contributo di sangue, renda omaggio ai milioni di morti che hanno contribuito in modo decisivo, alla liberazione dall’oppressione criminale del nazifascismo.
Non è comprensibile il motivo per il quale la giornata Onu delle vittime dellaSeconda guerra mondiale sia stata sostanzialmente ignorata nel nostro Paese e nell’Europa “occidentale”.
La Storia non dovrebbe essere dimenticata. E’ fatta anche di cifre, di uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per la Libertà, o comunque per un ideale cui credevano, giusto o sbagliato che fosse. E’ stata una tragedia globale. A prescindere dal momento politico contingente, la Storia, per fortuna, ci parla sempre e continuerà a farlo. Nonostante tutto.
E’ iniziato il ciclo di premiazioni del Concorso internazionale “Un Poster per la Pace 2024-2025” che ogni anno coinvolge i ragazzi della Scuola secondaria di 1 grado nella produzione di disegni sul tema.
Quest’anno il titolo ispiratore è stato “Pace senza limiti” , un invito agli studenti a riflettere sulla pace come obiettivo raggiungibile se non stabiliamo “limiti “ ossia confini, sia i mentali che fisici
Tutte le scuole del nostro territorio i prendono parte riuscendo così a coinvolgere diverse centinaia di alunni su un argomento molto sensibile che è quello ,appunto della pace in un periodo in cui di pace sentiamo tutti il bisogno perché immersi in un mondo percorso da continue tensioni e sconvolto da conflitti incomprensibili per i nostri ragazzi.
Le premiazioni dei concorrenti hanno dunque preso avvio il 30 marzo, presso la Sala Consiliare del Comune di Trevignano Romano, dove erano presenti la responsabile del service, Elisa Pezone, e i Soci Gloriana Anselmi e Walter Zambelli accolti dalle Autorità Civili e Scolastiche e dai 60 alunni partecipanti .
La selezione dei Poster presentati è stata, anche quest’anno, impegnativa : sono stati premiati i primi tre classificati con medaglia e attestato di merito ed altri 20 alunni con attestato di menzione speciale.
Il giorno 8 maggio , invece, si è svolta la premiazione dell’Istituto di Bassano Romano, articolata su due sedi : per il Plesso scolastico di Oriolo la cerimonia si è svolta nella splendida sala di Palazzo Altieri mentre alle 11,00 presso il Palazzo Giustiniani per gli alunni della Scuola Secondaria di Bassano Romano.
Entrambe le premiazioni si sono sono svolte in due prestigiosi palazzi grazie al lavoro di coordinamento del nostro presidente Lions della Zona , Walter Zambelli e della Direttrice responsabile delle prestigiose sedi , dottoressa Valeria.
Erano presenti la dirigente scolastica delle sedi di Bassano e Oriolo, professoressa Roberta Aiello, la direttrice e responsabile dei due palazzi, e i professori che hanno seguito i ragazzi durante il concorso, oltre il presidente di Club Dal Mas e le nostre socie Elisa Pezone, Simonetta Di Camillo e Gloriana Anselmi.
Ha partecipato alle premiazioni, consegnando medaglie e attestati e rivolgendo parole di elogio ai ragazzi, agli insegnanti e ai dirigenti, la coordinatrice distrettuale del service “ Poster della pace” , Elisa De Bartolo.
Le ultime due premiazioni si svolgeranno a Bracciano e ad Anguillara e sono in programmazione”
Nell’aula consiliare, sabato 10 maggio, alle 16,30, per la serie “Incontri di storia 2025”, il professor Settimio La Porta parlerà di “Intolleranza religiosa e conflitti sociali nel Medioevo”
Nella Sala degli Archi, in piazza Firenze n°7, nei giorni sabato 10 maggio dalle 15,00 alle 19,00 e domenica 11 maggio, dalle 10,00 alle 19,00, si terrà una mostra collettiva di collage “Il mio tempo dell’immaginazione” in cui settanta artisti di ogni parte del mondo espongono le loro opere con cui aprono una porta sul loro mondo personale. Sarà disponibile uno spazio in cui chi lo desidera potrà creare, esprimersi, comunicare attraverso il collage.
Promossa dalla Biblioteca Comunale, l’11 maggio 2025, dalle ore 16,00, all’ingresso del Bosco Macchia Grande si terrà la prima maratona di lettura a cielo aperto. I lettori appartenenti ai gruppi di Libri Insieme, Le rime Sparse ed altre Associazioni, leggeranno brani tratti da “La Fattoria degli animali” di George Orwell. Sarà un modo per ricordare il 75° anniversario della sua morte.