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Un vergognoso atto antidemocratico: a Formello, apparse scritte neofasciste sui manifesti del referendum

Dal comitato Veio Valle del Tevere, si apprende che nel comune di Formello, nella giornata di ieri, sono apparse delle vergognose affissioni contrassegnate da una croce celtica e la firma ‘Nuove Maniere Giovanili; i cartelli clandestini sono stati affissi sopra i manifesti che promuovono il Referendum del prossimo 8 e 9 giugno. I medesimi cartelli oltraggiosi, sono apparsi anche in altri luoghi pubblici del Paese e nei pressi della sede del Partito Democratico.

Una scritta in latino, ‘Referendum Cadendum Est’, il Referendum deve fallire, accompagnava l’esplicito invito a non andare a votare.

Non si può che definirlo ignobile e antidemocratico questo gesto che vorrebbe condizionare la libertà di espressione dei cittadini a conferma che la battaglie per i diritti e la giustizia sociale è temuta.

L’agone si schiera al fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici, di tutti i cittadini che credono nei valori di giustizia, equa e inclusiva.

Il Comitato Veio Valle del Tevere ha chiesto al Comune di Formello di intensificare la vigilanza a mezzo della polizia locale intimando di rimuovere immediatamente i cartelli abusivi e scellerati così da poter garantire che gli spazi dedicati alla propaganda referendaria restino liberi da provocazioni e interferenze antidemocratiche.

L’occasione è propizia per farsi beffa di questi sparuti drappelli squadristi e raccogliere l’invito ad andare a votare il prossimo 8 e 9 giugno, utilizzando il voto come unica arma di rivolta.

 

 

La Redazione

AIR SHOW ATTO QUINTO

Dopo le prove generali di venerdì 30 maggio scorso, che avevano comunque attirato una numerosa folla sul lungomare Marina di Palo, il primo giugno il cielo di Ladispoli si è tinto di tricolore al passaggio delle Frecce Tricolori, che si sono esibite in volteggi aerei e figure acrobatiche lasciando col naso all’insù le migliaia di persone stipate a ridosso della spiaggia nella parte a sud della cittadina laziale.

La quinta edizione della manifestazione aeronautica, che ha fatto registrare un incremento di appassionati, autorità civili e militari, quest’anno è coincisa con l’ormeggio al porto della vicina Civitavecchia, della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci. Due delle cinque forze armate dello Stato, hanno messo accanto i gioielli della loro tradizione marittima e aeronautica, consentendo uno show dei brividi alle migliaia di persone che hanno avuto la costanza di tollerare code interminabili e il caldo di inizio stagione pur di poter dire ‘io c’ero’.

La manifestazione è stata aperta alle ore 15,30 esatte dal lancio di quattro paracadutisti del 17esimo Stormo Incursori di Furbara, i corpi scelti dell’Aeronautica Militari, ognuno dei quali ha portato giù dal cielo la bandiera dell’Italia, della città di Ladispoli e dell’Aeronautica atterrando con precisione centimetrica, dopo un lancio da 2.000 metri, di fronte al palco delle autorità presenti.

Quindi è cominciato lo show acrobatico, con l’esibizione del campione italiano di acrobazia freestyle dell’aeroclub di Viterbo che ha eseguito manovre spericolate ad alto impatto scenico con il suo aereo acrobatico CAP 231.

Di seguito si sono esibiti il Team C26, e il team Fly Roma che hanno, dunque, lasciato il cielo di Ladispoli alle Frecce Tricolori che alle 17 si sono prese la display line e l’attenzione di grandi e piccini con le roboanti figure di altissimo profilo tecnico.

Alternati a colonne sonore di alto impatto emotivo filodiffuse dal sistema di service acustico, si è potuto ascoltare la voce del comandante che in maniera secca e precisa, impartiva ordinativi di esecuzione ai piloti della PAM.

Tantissime le autorità civili e militari intervenute, un potpourri di uniformi di foggia e colori diversi con il denominatore comune dello stesso giuramento, seppur con compiti diversi, allo stesso Stato Italiano.

Tra le autorità civili presenti, ricevuto dal Sindaco Alessandro Grando, visibilmente emozionato e soddisfatto, e da quasi tutti i membri dell’Amministrazione cittadina, era presente l’on. Alessandro Battilocchio.

Sulle note della Turondot di Puccini, scandite dal ‘nessun dorma’, le Frecce hanno effettuato l’ultimo passaggio con cui hanno disegnato un enorme tricolore nel cielo sopra il mare di Ladispoli; sarà stato l’effetto del sole e del sudore, ma guardandomi intorno, mi è sembrato che non ero il solo ad avere gli occhi lucidi.

 

Gianluca Di Pietrantonio

Il sogno di tornare bambini per non avere bisogno di appelli

Spesso, negli anni, ho sentito intorno a me, dalle persone che ho frequentato, il desiderio di tornare bambini. Per mille ragioni, a volte futili, a volte molto serie. Oggi, forse, è solo un espediente per ricominciare la vita, per azzerare tutto e incamminarsi verso una nuova e lunga esistenza. Tutto lecito, comprensibile e anche un po’ scherzoso.

C’è però una ragione che sento come fosse un dovere civico tornare bambini, quasi un obbligo, una di quelle ragioni molto serie: quella di tornare a vivere un’età in cui non ci sono differenze tra noi, nati a sud, nord, est, ovest o extraterrestri, maschi, femmine o chissà cos’altro, bianchi, neri, gialli, rossi o a pois, con gli occhi a mandorla o scegliete voi la forma della frutta secca, con i capelli ricci, lisci o rasta, biondi, mori, rossi, senza capelli o con le meches.

Invece, in questo mondo di donne e uomini che hanno, sempre secondo la legge, la facoltà di intendere e di volere, c’è chi contesta addirittura la naturale decisione dell’amministrazione comunale di Bracciano di conferire simbolicamente la cittadinanza italiana alle bambine e ai bambini nati in Italia, ripeto: nati in Italia, da genitori stranieri, proprio il due giugno, in occasione della Festa della Repubblica, bambini ai quali sarà donata la Costituzione e la bandiera Italiana. Sembra davvero tutto logico, naturale, su questo non ci dovrebbero essere divisioni politiche o ideologiche, non ci dovrebbero essere strumentalizzazioni per racimolare qualche voto, chissà poi da chi.

E allora davvero mi piacerebbe tornare bambino, in un ambiente ancora naturalmente sano, dove non c’è bisogno dell’invito del papa (che secondo la religione cattolica è la voce di dio) a costruire ponti invece che muri o della pittrice messicana Frida Kahlo che, molto più laicamente, suggerisce di guardare orizzonti invece che disegnare confini.

Lorenzo Avincola

2 Giugno. La Festa della Repubblica secondo i sindaci del Territorio

Anguillara Sabazia
Angelo Pizzigallo
Il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero di lasciarsi alle spalle la monarchia per costruire una Repubblica fondata sulla partecipazione e sui diritti. Questa ricorrenza ci ricorda che la Repubblica è una conquista collettiva, nata dal coraggio di donne e uomini che hanno scelto la democrazia per un futuro migliore. Ad Anguillara Sabazia celebreremo, come ogni anno, quella scelta, sapendo che libertà e diritti si difendono ogni giorno con l’impegno civile, la partecipazione e il rispetto reciproco. È guardando alla nostra storia che possiamo costruire un domani più giusto e solidale per tutti. Celebriamo questa giornata con orgoglio e senso di responsabilità, perché quei valori vivono solo se, ogni giorno, ci impegniamo a difenderli e a trasmetterli alle nuove generazioni.

Bracciano
Marco Crocicchi
Per l’amministrazione comunale il 2 giugno è un momento per riflettere sui valori costituzionali della democrazia, della libertà, dei diritti e della partecipazione e in cui la Repubblica torna a essere parola viva, non retorica, ma impegno quotidiano per costruire una società più giusta e solidale.In occasione della festa della Repubblica il Comune di Bracciano ha organizzato una cerimonia nella mattinata in piazza IV Novembre, oltre al conferimento simbolico, nell’aula consiliare, della cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori stranieri frequentanti le scuole del territorio, come gesto di inclusione e di valorizzazione del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Questa iniziativa è parte di un percorso che collega memoria, diritti e partecipazione.

Trevignano
Claudia Maciucchi
Il Referendum del 2 giugno ebbe percentuali di partecipazione al voto oggi inimmaginabili. Allora c’era la necessità e la volontà di ricostruire il Paese dopo la dittatura. Nel corso degli anni, la partecipazione è andata man mano scemando soprattutto tra i giovani, forse per la situazione economica dell’Italia, peggiore di molte altre economie. Questa situazione ha naturalmente generato un alto livello di insoddisfazione tra la popolazione, che ha portato ad una disaffezione verso la politica, e quindi verso la partecipazione al voto. In questo particolare momento storico occorre curare in particolare l’ambito sociale, quel settore dove è posta la maggiore attenzione per venire incontro alle famiglie, ai giovani, alle categorie più deboli e soprattutto a coloro che sono senza lavoro. Dobbiamo rimanere accanto alla popolazione.

Manziana
Alessio Telloni
Ci sono sfide a livello nazionale che, inevitabilmente, si ripercuotono sui cittadini. Le disuguaglianze e l’individualismo rischiano di erodere i valori fondanti della nostra Repubblica. Serve un costante impegno per preservarli per promuovere i diritti, l’inclusione, il lavoro che deve tornare a garantire dignità e ha bisogno di un patto sociale, fatto di salari dignitosi, stabilità e formazione. L’impegno delle istituzioni locali è cruciale, ma è necessario che lo Stato torni protagonista attuando politiche nazionali robuste. Per garantire il diritto e l’equità di accesso alle cure, la dignità degli operatori sanitari serve un piano che realizzi investimenti, valorizzi il personale, crei strutture più efficienti. Ma nonostante tutto, tali difficoltà non possono essere il fallimento della Repubblica. La fiducia nelle istituzioni non è del tutto perduta”.

Canale Monterano
Alessandro Bettarelli
A 79 anni da quei giorni non è facile esprimere in poche righe la prospettiva, da sindaco di un piccolo comune, sul come vanno le cose. Dai pensieri emergono più facilmente i tanti problemi, le cose aberranti che imbruttiscono la nostra Repubblica fondata sul voto di quel Referendum e sulla nostra meravigliosa Carta Costituzionale. Solo nell’emergere di una nuova generazione di giovani, che studino, lavorino, facciano politica, s’impegnino davvero, alberga la speranza di un vero cambiamento, in Italia, in Europa e nel mondo. Una nuova generazione che comprenda il compito che spetta a ciascuno di noi nella difesa del bene comune e agisca pragmaticamente per ottenerlo.


Municipio Roma XV

Daniele Torquati
TorquatiCome si rigenera la nostra Repubblica? Si inizia dalle piccole cose, come rispondere alle richieste dei cittadini che arrivano per mail. Cerchiamo di farlo nel più breve tempo possibile e, soprattutto, affrontando e spiegando ogni situazione, anche quelle che non sono di nostra stretta competenza o quelle che sono di difficile risoluzione per cui si cerca di spiegarne il processo in questo periodo storico dove sembra che contino solo i risultati finali e non i percorsi. Questo lavoro, se fatto in modo costante, ha la capacità di ristabilire quel sentimento di fiducia tra amministrazione e cittadinanza, di rispetto del lavoro, che si è perso nei decenni, specialmente nelle grandi città, dove gli uffici pubblici sembrano buchi neri che inghiottono ogni richiesta di informazione.

Cerveteri
Elena Gubetti
La sindaca Gubetti tranquillizza i cittadiniOggi, il “corpo” della Repubblica mostra segni di affaticamento: diseguaglianze crescenti, sfiducia verso le Istituzioni, un sistema pubblico che spesso fatica ad arrivare dove ce n’è più bisogno. È su questo che dobbiamo lavorare: per ricostruire un rapporto autentico tra Stato e cittadini. Il lavoro resta il pilastro fondativo della nostra Repubblica, che resta solida grazie alla Costituzione. Eppure, oggi il lavoro troppo spesso è precario, sottopagato o addirittura assente. La sanità pubblica sta abbandonando i territori, e questo è un fatto gravissimo. Oggi, troppi cittadini devono spostarsi chilometri per una visita, o aspettare mesi. La Repubblica dovrebbe garantire equità e prossimità. Noi sindaci abbiamo la responsabilità di essere presenti, visibili, affidabili. Dobbiamo ascoltare, mediare, agire. L’Italia deve ripartire proprio dai Comuni, dalle persone.

Il futurismo a Bracciano: Il MUSAM ospita l’esposizione delle opere di Tullio Crali

La mostra dedicata all’estetica innovativa del grande artista Tullio Crali (Igalo Montenegro 1910 – Milano 2000), l’ultimo dei futuristi, già ospitata nelle Sale Storiche di Palazzo Aeronautica a Roma, viene ora accolta, dal 31 maggio al 13 luglio 2025, nella meravigliosa sede del “MUSAM – Museo Storico dell’Aeronautica Militare” di Vigna di Valle, completamente ristrutturato e ampliato nel 2023, appoggiato in una spettacolare posizione, nel pieno del Parco Naturale Regionale di Bracciano Martignano, sulle rive dello splendido lago di Bracciano, che ha visto nascere l’aeronautica in Italia.
L’accesso alla preziosa esposizione, di enorme valore artistico e storico, sarà possibile tutti i giorni, eccetto i lunedì, dalle ore 10:00 alle ore 16:30 (il fine settimana fino alle ore 18:00), senza incremento del biglietto di accesso al Museo e senza necessità di prenotazione. Sarà possibile usufruire di visite guidate.
L’esposizione delle tele di Tullio Crali, curata dalla storica dell’arte Barbara Martorelli. Rassegna che è la prima dedicata all’aeropoeta futurista (come lo definì Marinetti), consiste in oltre 80 opere provenienti dalla famiglia Crali e da collezioni pubbliche e private, tra cui spiccano la Regione Veneto e Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Venezia Giulia. Le tele saranno accolte in uno dei nuovi padiglioni museali, in un contesto molto particolare che permette di associare le immagini alla realtà dei motori e degli aerei.
Il giovanissimo Crali, affascinato dalla visione futurista, fu accolto nel neonato movimento artistico di avanguardia con una calorosa risposta ad una sua missiva inviata a Filippo Tommaso Marinetti. Divenne presto suo amico e punta di diamante dell’Aeropittura, la corrente pittorica che esalta il dinamismo, la velocità e la modernità della nuova possibilità di solcare il cielo trasmettendone l’esaltazione sensoriale attraverso colori vividi e prospettive ardite, ma realistiche.
“Le prospettive mutevoli del volo costituiscono una realtà assolutamente nuova e che nulla ha di comune con la realtà tradizionalmente costituita dalle prospettive terrestri” (Manifesto dell’Aeropittura 1929), parole che Crali fece proprie realizzando tele anche astratte, ma sempre realistiche perché, grazie alle opere realizzate per l’aeronautica, Crali ebbe la possibilità di vivere realmente le emozioni che intendeva descrivere. Ebbe, infatti, da Umberto Klinger, il privilegio di viaggiare gratuitamente, per fini artistici, vita natural durante, sui voli della compagnia nazionale di trasporto passeggeri, l’Ala Littoria S.p.A. (poi Alitalia), e su aerei militari, frequentando aeroporti e vivendo in prima persona le sensazioni che poi tradusse nelle sue opere.
“L’eternità non esiste, non esiste la stasi, tutto si muove, cambia, si trasforma. Il moto, nello spazio e nel tempo, è la legge prima dell’universo” affermava Tullio Crali, e dalle sue esperienze scaturirono vedute aeree vorticose, tagliate da rette oblique che effettivamente trasferiscono la sensazione della velocità in immagini comunque tutte dotate di una profonda sensibilità poetica.
Come definire altrimenti, se non poetica, l’affascinante tela “Seduttore di nuvole”, del 1938, dove le nubi, che si scansano danzando intorno alle eliche dell’aereo, sono in realtà cinque sensuali, morbidi, eterei, splendidi corpi femminili?
Le opere di Crali sono state utilizzate per scopi promozionali, ma anche per scopi politici e bellici. Tuttavia, la data di realizzazione dell’opera “In tuffo sulla città (incuneandosi nell’abitacolo)”, del 1939, ci suggerisce di mostrare maggiore attenzione, prima di assegnare definizioni affrettate sull’artista: un conto è ciò che l’immagine vuole esprimere, altro è il suo impiego. La tela fu infatti realizzata nel 1938, cioè nettamente prima dell’ingresso in guerra dell’Italia e prima dell’impiego militare dei famosi “Picchiatelli”, aerei di una pattuglia aerea fortemente specializzata in azioni pericolosissime consistenti nel lanciarsi in caduta libera, accelerare puntando verso l’obiettivo, colpire il bersaglio e infine cabrare per rientrare. Ciò che Crali volle offrire allo spettatore, non è l’immagine di una azione di guerra, ma quella sensazione che pochi hanno la possibilità di vivere: il pericoloso volo in picchiata.
L’artista non rallentò mai il proprio lavoro, traendo ispirazione dal volo direttamente ed indirettamente e, ormai quasi ottantenne, trovò ulteriore creatività frequentando la pattuglia acrobatica delle “Frecce Tricolori” per le quali dipinse delle visioni bellissime, lasciandoci meravigliosi sogni realistici su tela.
Il Comandante dell’Aeroporto di Vigna di Valle, Colonnello Dario Bovino, ha tenuto a precisare:
“Siamo estremamente felici di accogliere e poter offrire al territorio ed a tutti i visitatori del Museo l’esposizione delle opere di un importantissimo esponente dell’arte futurista. È un vero onore poter ospitare, su indicazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, questa mostra di enorme pregio che evidenzia l’attenzione e l’importanza che Vigna di Valle riveste per la Forza Armata.
Si tratta di una scelta che si coniuga perfettamente con la nostra volontà di aprire gli spazi museali ad attività culturali sempre più ampie e numerose che vadano da convegni, collaborazioni con le Università e Centri di Ricerca, mostre tematiche ed eventi in collaborazione con importanti realtà private, che avvicinino sempre più le Istituzioni ai cittadini affinché possano toccare con mano il servizio svolto dalla Forza Armata a favore della collettività”.
L’iniziativa promossa dall’Aeronautica Militare permette di ampliare l’offerta del Museo, affiancandosi perfettamente, integrandola, alla collezione permanente di velivoli e cimeli, tra le più complete e rilevanti del settore a livello internazionale, che in un luogo unico abbraccia storia, ingegneria, tecnica, sport, arte… in sintesi la cultura a tutto tondo nel senso più profondo del termine.
Riccardo Agresti

LISA FEDERICO: COSA E’ ACCADUTO E COSA DOVRA’ ACCADERE NEL SUO NOME

Sabato 31 maggio presso l’aula Consiliare del Comune di Trevignano Romano è stato presentato il libro “Le Tre Vite di Lisa” alla presenza del Sindaco Claudia Maciucchi, del promotore dell’evento, arch. Francesco Correnti, e di una platea che ha gremito l’aula al massimo della capienza.
Gli autori del libro, l’arch. Margherita Eichberg attuale Sovrintendente per la provincia di Viterbo e la Tuscia meridionale presso il Ministero della Cultura, e il biologo Maurizio Federico, prendendo spunto dalle tristi vicende narrate nel libro, hanno cercato di dimostrare come anche la peggiore delle sventure, la morte della figlia Lisa avvenuta presso l’ospedale Bambino Gesù a causa di una inspiegabile sequela di errori, possa e debba diventare un motivo per sensibilizzare l’opinione pubblica su un gigantesco problema che già da tempo condiziona negativamente la vita di moltissime persone: la Sanità a disposizione del cittadino sempre più rivolta al guadagno di chi la gestisce piuttosto che al benessere di chi ne ha bisogno. Il tutto compendiato da una interessante presentazione tecnica sui diritti negati dei malati condotta dall’ex ispettore AGENAS dott. Quinto Tozzi.
Cosa è accaduto: Lisa, adottata dall’Ucraina, contrae all’età di 17 anni una malattia ematologica non oncologica che porta i medici dell’ospedale privato ed extra-territoriale in cui viene ricoverata, il Bambino Gesù, a indirizzarsi immediatamente verso la terapia più invasiva ma più redditizia, il trapianto di midollo osseo, nonostante Lisa non ne avesse alcuna urgenza. La procedura va malissimo, all’atto dell’infusione Lisa sviene, urla di dolore per 12 ore a causa della emolisi massiva indotta dalla concomitante infusione di ben 0,35 litri di globuli rossi incompatibili. Lisa sviluppa subito anche una polmonite bilaterale ma, inspiegabilmente, i medici del reparto non procedono all’isolamento del microbo responsabile. Verrà isolato solo 15 giorni dopo, a due giorni dalla morte di Lisa, dai medici del reparto di Terapia Intensiva, quando ormai non c’era più nulla da fare. Tutta questa ricostruzione, avallata dal perito del PM che ha dato seguito alla denuncia sporta dai genitori di Lisa, è stata totalmente ribaltata dalla CTU del GUP, redatta in clamoroso conflitto di interessi da un medico stretto collaboratore di tre periti di parte del Bambino Gesù. Lisa non avrà giustizia.
Cosa dovrà accadere: l’assurda morte di Lisa scoperchia tremendi meccanismi di cui possono essere vittime tutti i cittadini che si trovano a doversi rivolgere agli ospedali o alla giustizia. La denuncia che i genitori stanno portando in tutta Italia da tempo, questa di Trevignano è stata la 47ma presentazione, è finalizzata nello specifico a evidenziare come l’ospedale Bambino Gesù sia ormai monopolista non controllabile nelle prestazioni e negli esiti per la pediatria di tutto il centro sud italiano. Questa anomalia, se non adeguatamente corretta, è destinata a perpetuare casi di malasanità a cui non si potrà porre alcun rimedio, visto che lo Stato Italiano non ha alcun potere di ispezione su questo ospedale. Più in generale, il significato dell’impego dei genitori di Lisa sta nel rilancio di una Sanità autenticamente pubblica, in grado di agire nell’interesse del cittadino e non dei bilanci, e che sappia chiedere scusa e trovi gli adeguati e trasparenti rimedi quando le cose non vanno nella direzione voluta, come purtroppo è inevitabile possa accadere.
La Redazione

2 Giugno: una Repubblica nata dalla Resistenza

Un 2 giugno in memoria della lotta per la Libertà e la Democrazia

La Festa della Repubblica è legata alla Festa della Liberazione. Non a caso si festeggiano le due giornate. Cè correlazione tra la resistenza partigiana e la nascita della Repubblica, e riteniamo che la seconda non sarebbe nata senza l’azione della prima. L’asfissia nazifascista aveva esasperato l’intero popolo italiano. La tensione era alta e l’Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale era devastata. 

Il re Vittorio Emanuele III, compromesso col regime, si era rifugiato a Brindisi insieme al maresciallo Badoglio lasciando tutti allo sbando. 

Nasce così la riscossa… la Resistenza!

Il presidente Mattarella ha ricordato quel momento storico, nell’intervento tenuto in Liguria, nell’80° della Liberazione, parlando della lotta partigiana e delle forze che avevano a cuore l’Italia.

Nel 1945 l’Italia si univa, sud e nord, liberandosi dall’ostaggio dei nazisti e della Repubblica di Salò, nata il 23 settembre 1943. 

L’unione fu spinta dal bando che Rodolfo Graziani, ministro della guerra, aveva pubblicato per arruolare i giovani delle classi 1924 e 1925 nei reparti fascisti, minacciando la pena di morte ai renitenti. I quali scelsero la strada della montagna e della resistenza. 

Quindi, grazie anche a loro se la Linea Gotica, costruita dai tedeschi per ostacolare la risalita della penisola delle forze alleate, fu espugnata, perché conoscevano i luoghi e presidiavano le zone interne.

Molti giovani si schierarono contro il fascismo e scelsero di lottare per la libertà e la pace.

Il 25 aprile e il 2 giugno, sono giorni nei quali il senso di appartenenza si riafferma. 

Festeggiano i cittadini, le istituzioni, le Forze Armate, le Scuole e le comunità italiane all’estero.

Il 2 giugno fa memoria del referendum del 1946, quando gli italiani, donne e uomini di età superiore a 21 anni furono chiamati al voto e per la prima volta, col suffragio universale.Votarono, per la prima volta nella storia, anche le donne. 

La partecipazione fu dell’85 percento degli aventi diritto e sancì: Repubblica 54,27%, Monarchia 45,73%. Tradotto in voti: 12.717.923/Repubblica e 10.719.284/ Monarchia. Una notazione: nel Lazio e nelle regioni del Sud prevalse la Monarchia. 

Dal 2001, per volontà del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, la Festa della Repubblica si celebra il 2 giugno con rigoroso cerimoniale: la deposizione della corona d’alloro all’altare della Patria, a Roma, dal Presidente della Repubblica, alla presenza dei presidenti di Senato, Camera, Consiglio dei ministri, Corte costituzionale e del Ministro della difesa e del Capo di Stato Maggiore della Difesa. 

Segue l’esecuzione dell’Inno di Mameli e il passaggio delle Frecce Tricolori nei cieli di Roma. 

Inoltre, la parata ai Fori Imperiali con: Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, CRI, delegazioni Onu, NATO, UE e l’apertura al pubblico dei giardini del palazzo del Quirinale con esibizioni delle bande musicali dei vari corpi. 

 

Il senso della Festa

Perché, diventi impegno morale il ricordo dei partigiani e di coloro che hanno sacrificato la vita.
Perché quei nomi di donne e uomini siano memoria viva.
Perché sia di monito che la libertà e la democrazia, frutto del sacrificio dei caduti, vanno preservate ogni giorno con la difesa di quei valori che sono fondanti della Festa della Repubblica.
Il vento della Destra spira, anche, in Italia con differenti interpretazioni sull’unità nazionale e il patriottismo, il che ci obbliga a essere sentinelle per la difesa di tutti i diritti acquisiti, per non retrocedere al passato buio e delittuoso.

Associazione no profit L’agone Nuovo

Musica Sacra in Cammino Seconda tappa dei concerti, Campagnano di Roma

Musica Sacra in Cammino Seconda tappa dei concerti,
Foto: Andrea De Ieso

Il 30 maggio 2025 si è tenuta la seconda tappa del Francigena Lazio Festival – Musica Sacra in Cammino, nella Collegiata di San Giovanni Battista di Campagnano di Roma, con il concerto “Konstantin Bogino & Friends”, inserito nel Lazio Musica Sacra Festival 2025.

In programma brani di Bach, Vivaldi, Kreisler, Massenet, Paganini, Sarasate e Milhaud, in un percorso tra scrittura sacra e repertorio virtuosistico. Protagonisti: Konstantin Bogino (pianoforte), Laura Pietrocini (pianoforte), Marco Fiorentini (violino), Lev Bogino (violino), e l’Orchestra da Camera dell’Accademia Internazionale Musicale di Roma (AIM).

Il concerto è stato dedicato ad AVIS Campagnano di Roma, con la partecipazione della presidente Antonietta Gervasi, e ha coinciso con la chiusura della XXV edizione del Festival Internazionale promosso da AMAL – Accademia Musicale dell’Alto Lazio.

Musica Sacra in Cammino Seconda tappa dei concerti,
Foto: Andrea De Ieso

Interventi istituzionali di Luigi Fiorelli (direttore artistico), del Sindaco Alessio Nisi, di Fiorella De Angelis (presidente AMAL) e di Konstantin Bogino, che ha ricordato i 25 anni di attività artistica e formativa dell’Accademia.

Il Francigena Lazio Festival, selezionato dalla Regione Lazio per rappresentare con altre proposte di eccellenza nel Lazio, la Musica sacra antica e contemporanea nell’ambito delle manifestazioni ufficiali dell’Anno Giubilare 2025, prosegue fino al 21 giugno con concerti nei luoghi simbolici della Via Francigena del Lazio.

Prossimo appuntamento:
Domenica 8 giugno, ore 11:00 – Santuario della Madonna del Sorbo
Con il soprano Rosaria Angotti, Gabriele Benigni (violino barocco), Fabrizio Cardosa (viola da gamba), Lidia Dottore (cembalo/organo)
Programma: musiche di Vivaldi, Bach, Pergolesi, Handel, Mozart e Cardosa.

Organizzazione: Comune di Campagnano di Roma
Per informazioni, programma completo e aggiornamenti
francigenalaziofestival.com

Bracciano celebra il 2 Giugno: cittadinanza simbolica ai bambini nati da genitori stranieri

Bracciano celebra il 2 Giugno: cittadinanza simbolica ai bambini nati da genitori stranieri𝟮 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟭𝟵𝟰𝟲.

𝗜𝗹 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼, con un 𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝗱𝘂𝗺 𝗮 𝘀𝘂𝗳𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲 — 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝘃𝗼𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 — sceglie la 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 e chiude la stagione di una 𝗺𝗼𝗻𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮 che aveva trascinato l’Italia in 𝗱𝘂𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗶 e nel baratro del 𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝗺𝗼.

𝟮 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱. 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼.

Dopo il consueto omaggio ai caduti, vittime delle guerre, con la deposizione della corona in Piazza 4 Novembre, celebriamo in aula consiliare la 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 con un gesto che parla di futuro: 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗼𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗜𝘂𝘀 𝗦𝗼𝗹𝗶 ai 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗲 nati in Italia da genitori stranieri riconoscendo il loro essere 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝘃𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀.

A ciascuno di loro sarà donata 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮: simboli che 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 e che rappresentano 𝗶 𝗽𝗶𝗹𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮.

𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗳𝘂 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, nel 2012, ad attivare questa iniziativa.

𝗨𝗻 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 che abbiamo voluto riprendere, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗻𝗼𝗶 𝗳𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀.

𝗗𝗼𝗻𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 che hanno aderito all’iniziativa 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲, perché possano diventare 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗰𝗲, 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼.

Spazi dove i cittadini e le cittadine di domani possano crescere nella 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀, nel 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 e nella 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀.

Perché l’educazione è il primo passo per mettere la guerra fuori dalla storia.

𝗖𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝘂𝗿𝗶: 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝟮 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼.

2 Giugno. Torquati: “Ristabilire la fiducia tra amministrazione e cittadinanza”

Domani l’Italia celebra il 2 giugno, anniversario del referendum del 1946 che sancì la nascita della Repubblica e vide, per la prima volta, la partecipazione al voto delle donne. Una ricorrenza che raggiunge quest’anno la sua 79esima edizione e che, come sempre, trova in Roma il centro delle celebrazioni istituzionali e del sentire collettivo. Una giornata che invita a riflettere sul rapporto tra cittadini, istituzioni e futuro del Paese.

Come si rigenera la nostra Repubblica?
Dopo riunioni con uffici e incontri pubblici, nella presidenza del Municipio si entra nella fase conclusiva della giornata con un momento che Torquati reputa fondamentale: leggere e rispondere alle email dei cittadini.

Questa routine è interrotta dalla domanda “Come si rigenera la nostra Repubblica?”
“Si inizia dalle piccole cose, come rispondere alle richieste dei cittadini. Cerchiamo di farlo nel più breve tempo possibile e, soprattutto, affrontando e spiegando ogni situazione, anche quelle che non sono di nostra stretta competenza o quelle che sono di difficile risoluzione per cui si cerca di spiegarne il processo in questo periodo storico dove sembra che contino solo i risultati finali e non i percorsi. Questo lavoro, se fatto in modo costante, ha la capacità di ristabilire quel sentimento di fiducia tra amministrazione e cittadinanza, di rispetto del lavoro, che si è perso nei decenni, specialmente nelle grandi città, dove gli uffici pubblici sembrano buchi neri che inghiottono ogni richiesta di informazione. Enti di prossimità, come i Municipi, rappresentano la prima linea di contatto capace di rigenerare la Repubblica ogni giorno.”

79esima celebrazione a Roma: ecco il programma
Anche quest’anno Roma ospita le celebrazioni ufficiali con un programma che richiama migliaia di persone. La giornata si apre con l’alzabandiera solenne all’Altare della Patria, seguito dall’omaggio al Milite Ignoto, momento centrale della ricorrenza, con il Presidente della Repubblica e le più alte cariche dello Stato a rendere onore ai caduti.
A metà mattina il Presidente raggiunge via di San Gregorio, dove accoglie i reparti schierati per la storica parata del 2 giugno che dal 1948 attraversa via dei Fori Imperiali. Sfilano rappresentanze delle Forze Armate, della Protezione Civile, dei Corpi dello Stato, insieme a bande e fanfare militari, simbolo dell’unità del Paese e delle sue istituzioni. La cerimonia si conclude con gli onori della fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo e dei Corazzieri, a chiusura della sfilata.
A catturare l’attenzione del pubblico è poi l’attesissimo passaggio delle Frecce Tricolori, che colorano il cielo di Roma con la scia verde, bianca e rossa della Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Fabio Rollo