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Una nuova pagina AVAB odv

Si è svolta ieri 14 giugno 2025 l’inaugurazione della Sede operativa per dare il massimo acconto ai cittadini in ogni criticità Presenti il direttore della protezione civile Dott. Massimo La Pietra, rappresentanza del municipio di Roma, presente Daniele Torquati Presidente XV Municipio, funzionari di Roma capitale, Sua Eccelleza  il Vescovo mons. Gianrico Ruzza, Rappresentanza del Coordinamento regionale Coreir, e associazione amiche.

La presidente dell’AVAB coordinatrice ha accolto tutti gli invitati, ringraziato quanti hanno collaborato, compreso il Parroco di Osteria Nuova per aver concesso l’area e a cui siamo tutti riconoscenti.

Dopo la benedizione e i discorsi delle autorità, i presenti hanno potuto osservare tutte le attrezzature e alcune dimostrazioni effettuate dagli Operatori dell’AVAB.

Alla fine un piccolo Buffet ha chiuso la cerimonia Inaugurale. Un grosso in bocca a lupo dall’Associazione Culturale No Profit L’agone nuovo.

Giovanni Furgiuele

Restauro del sarcofago della coppia etrusca ritrovato a Cerveteri

È iniziato pochi giorni fa il restauro del sarcofago della coppia di sposi che si trova a Villa Giulia, ritrovato molti anni fa a Cerveteri nella zona chiamata “Banditaccia”. Era infatti il 9 aprile del 1881 quando sono stati rivenuti alcuni reperti archeologici a Cerveteri, tra cui il sarcofago in questione dove é raffigurata la coppia di sposi. La raffigurazione rappresenta due coniugi dove lei è sul punto di versare del profumo nella mano del marito, che a sua volta l’abbraccia affettuosamente.

Un’opera realizzata in terracotta intorno al 520-510 a.C., di una coppia aristocratica che sembra riflettere la libertà e persino la parità di cui, secondo gli autori antichi, godevano le donne etrusche dell’epoca. Infatti, la raffigurazione offre un raro scorcio di intimità del passato.

Un’urna di enormi dimensioni caratterizzata da una parte inferiore a forma di letto (la kline), in cui venivano deposte le ceneri dei defunti, e da una parte superiore, con funzione di coperchio, modellata in modo da rappresentare una coppia di coniugi semidistesi a banchetto.

Il sarcofago venne acquistato per 4mila lire da Felice Bernabei, archeologo e politico che nel 1889 fondò il museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma.

A distanza di oltre un secolo dal primo restauro che consentì di ricomporre da centinaia di frammenti la famosa coppia marito-moglie, e a più di mezzo secolo dall’ultimo intervento manutentivo, oggi l’opera è al centro di una nuova stagione di studi che prevede non solo il restauro, ma anche la realizzazione di un piano conservativo, di manutenzione dell’opera e di valorizzazione, grazie alla convenzione fra il museo e l’istituto centrale per il restauro.

La cosa interessante è che questo processo di valorizzazione dell’opera potrà essere vissuta anche dal pubblico in quanto il cantiere sarà visitabile ogni martedì e giovedì dalle 10.00 alle 13.00.

 

Claudia Reale

Manziana, Villa Tittoni concerto Harmonique Ensemble

Stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi

Buongiorno
Segnaliamo che da oggi fino al 15 ottobre 2025 é in vigore l’ord. sindacale n.7 del 03/06/25.

” È Fatto assoluto divieto di accensione fuochi in ogni area del Comune di Canale Monterano”

Se noti fiamme o colonne di fumo all’interno del territorio comunale puoi contattare immediatamente:
Protezione Civile Regionale 803555 attivo h24
Protezione Civile Monterano 3351570882 attivo h24.

Una immediata segnalazione porta ad un tempestivo controllo/intervento riducendo al minimo i danni.

Saluti,

Joao Vitor Cersosimo
Con.com. Deleg. protezione Civile e Sicurezza.
j.cersosimo@comune.canalemonterano.rm.it

A Roma c’è “il Giubileo dello Sport”: Parroccini invita le realtà di Cerveteri a partecipare

L’Assessore allo Sport del Comune di Cerveteri: “Sarà occasione per vivere insieme lo sport e condividerne i valori”

Iniziato ufficialmente con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro lo scorso 24 dicembre, il Giubileo 2025 come di consueto dedica numerose giornate a diverse categorie di persone e realtà individuate in base a specifiche professioni o al loro ruolo all’interno della famiglia e della società, con momenti di convivialità, confronto e di spiritualità. Nel weekend di sabato 14 e domenica 15 giugno è il turno del mondo dello sport, quindi ad atleti, amatori, allenatori, dirigenti e iscritti ad associazioni sportive, che sono invitati a partecipare all’evento insieme ai loro familiari.

“Due giorni dedicati allo sport che vedrà la partecipazione di atleti olimpici e paraolimpici, grandi volti dello sport che saranno presenti per raccontare le loro esperienze e il loro rapporto con le varie discipline e con la fede – ha dichiarato Manuele Parroccini, Assessore allo Sport del Comune di Cerveteri – l’evento si aprirà domani, con il “Villaggio dello Sport” in piazza del Popolo, dalle ore 09:30 e fino alle ore 18:00. Seguirà il pellegrinaggio che da piazza del Popolo arriverà a San Pietro per il passaggio della Porta Santa, attraversando via del Corso, via Tomacelli, ponte Cavour, piazza dei Tribunali, piazza Pia e via della Conciliazione. Il Giubileo dello Sport si concluderà poi domenica alle ore 10:00 con la messa presieduta da papa Leone XIV nella basilica di San Pietro”.

“Si tratta di un appuntamento aperto a tutti – aggiunge l’Assessore allo Sport Manuele Parroccini – e tutte le realtà sportive del nostro territorio possono prendervi parte. Tutte le informazioni e il dettaglio degli appuntamenti è disponibile sul sito del Giubileo dello Sport”.

Maggiori dettagli sono al link:

https://www.iubilaeum2025.va/it/pellegrinaggio/calendario-giubileo/GrandiEventi/Giubileo-dello-Sport.html

Giovani Marinai premiati dal Comune di Civitavecchia

L’Amministrazione comunale si congratula con i giovani atleti Davide Terzaroli, Vittoria Marconi e Mattia Riccobello, della Lega Navale Italiana – sezione di Civitavecchia, per l’esperienza appena conclusa a bordo della Nave Scuola “Amerigo Vespucci” della Marina Militare italiana.

Dal 20 maggio al 5 giugno, i tre ragazzi hanno partecipato attivamente a una fase del “Vespucci Tour 2024–2025”, salpando da Cagliari e toccando i porti di Gaeta, Civitavecchia e Livorno. Durante i 15 giorni di navigazione, hanno affrontato turni di guardia, attività di manutenzione, lucidatura, accoglienza dei visitatori e vita di bordo, in un contesto di straordinaria formazione e disciplina.

Un’esperienza formativa e altamente simbolica, che premia il loro impegno e rafforza i valori marinari, oltre a rappresentare motivo d’orgoglio per tutta la comunità civitavecchiese.

Nelle prossime settimane, prima di una seduta del Consiglio Comunale, il Sindaco conferirà ai tre giovani un riconoscimento ufficiale da parte dell’Amministrazione, come segno tangibile della gratitudine e dell’apprezzamento dell’intera città.

 

Anguillara si mobilita per la pace: “Stop genocidio a Gaza”

Due serate di testimonianze, informazione e sensibilizzazione per chiedere la fine delle violenze nella Striscia di Gaza e, più in generale, nei tanti scenari di guerra del mondo. È questo il messaggio forte e chiaro lanciato dal Presidio Cittadini di Anguillara, che l’11 e 12 giugno ha animato Piazza del Molo con l’iniziativa “Stop genocidio a Gaza”.

Nel suggestivo scenario del lago al tramonto, cittadini, attivisti e semplici curiosi si sono ritrovati per ascoltare, riflettere e porre domande. Un evento che non si è limitato alla denuncia, ma ha voluto offrire anche strumenti di comprensione, attraverso interventi diretti e racconti da chi ha vissuto il dramma della guerra sul campo.

L’iniziativa si è aperta l’11 giugno con l’intervento di Alfio Nicotra, esponente dell’associazione Un Ponte Per/AOI, da poco rientrato da una missione umanitaria verso Rafah. Il giorno successivo si è svolto un nuovo incontro, promosso e coordinato da don Paolo della parrocchia di Regina Pacis, con la partecipazione del gruppo Sanitari per Gaza, rappresentato da Paola Prestigiacomo e Stefania, infermiere e coordinatrici da anni impegnate in progetti umanitari nei territori occupati.

Le due operatrici sanitarie hanno illustrato la condizione drammatica e ormai insostenibile della popolazione di Gaza e della Cisgiordania, descrivendo una situazione di emergenza sanitaria, civile, sociale e psicologica. È stato raccontato con grande forza come la distruzione del sistema sanitario, delle scuole, dei luoghi di culto, delle squadre di soccorso e il blocco degli aiuti alimentari siano utilizzati come strumenti di pressione contro la popolazione civile. Durante l’incontro è stato inoltre approfondito il tema delle campagne di boicottaggio attive a livello internazionale, in particolare contro aziende legate allo Stato occupante. Tra queste, è stata citata la casa farmaceutica Teva, più volte condannata nel mondo per pratiche commerciali scorrette.

Nel corso della serata, don Paolo ha sottolineato come l’obiettivo dell’iniziativa non fosse quello di prendere una posizione politica, ma piuttosto di offrire un’occasione di riflessione collettiva. “Volevamo parlare di questi temi a partire dalla vicenda umana, senza bandiere, ma con l’urgenza di capire – ha spiegato –. Gaza è solo la punta dell’iceberg, un’emergenza che mette in luce altre crisi dimenticate, che si allargano e ci riguardano da vicino. Anche i nostri figli, le nuove generazioni, potrebbero trovarsi coinvolti in questi scenari futuri”.

Quello che è emerso – ha aggiunto – è che dietro a questi drammi si celano meccanismi ricorrenti. Conoscerli è il primo passo per restare vigili e non restare indifferenti, anche per proteggere il nostro stesso futuro”.

Colorata da una grande bandiera arcobaleno con la scritta “Pace in Ucraina, Palestina, Israele, Nigeria, Afghanistan”, la piazza si è trasformata in uno spazio di confronto, dove la parola ha preso il posto dell’indifferenza. Numerosi i passanti si sono fermati ad ascoltare, leggere i materiali informativi e partecipare al dialogo.

Nel corso degli interventi è emersa anche una riflessione critica sulla politica internazionale, ritenuta – da più voci presenti – spesso incapace di arginare le violazioni dei diritti umani, quando non addirittura complice di tragedie ormai sotto gli occhi di tutti.

Paola Forte

(foto a cura di Paola Forte)

 

Lo spettacolo della classe IV A primaria di Manziana racconta il CORAGGIO DI CAMBIARE.

“I BULLI SBAGLIATI SMASCHERATI DAL PROF.” Emozioni forti e un messaggio chiaro: “NO AL BULLISMO”.

Questo è il cuore dello spettacolo teatrale “I BULLI SBAGLIATI”, realizzato con impegno e passione dagli alunni della IV A della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Manziana.

La storia racconta in maniera leggera e divertente, la quotidianità dura di un gruppo di ragazzi cresciuti in un quartiere degradato della periferia di Roma, dove la violenza verbale e fisica è all’ordine del giorno, il prevaricare, rubare, deridere è considerata la normalità. In questo contesto difficile anche le famiglie finiscono per alimentare il disagio anziché contrastarlo; non solo non sostengono la scuola, ma ostacolano apertamente i loro figli a frequentarla. Tra questi ragazzi c’è Cesarino: lui è diverso, non è un bullo, lo avrebbe voluto diventare, ma non c’è riuscito. Cesarino è “normale”, ha un sogno: studiare, istruirsi per uscire fuori da questo contesto, vuole diventare un insegnante. Per questo motivo viene preso in giro dai compagni. E’ solo, ma non si arrende. Ecco però che in classe arriva il nuovo professore di Storia: un uomo timido, poco avvenente, non alla moda, tuttavia fa qualcosa di straordinario: riesce a vedere il dolore dietro la rabbia, la paura dietro la violenza, la voglia di cambiare dietro la maschera del menefreghismo. Crea piano piano un clima di fiducia e con pazienza, intelligenza e fermezza apre quei cuori chiusi aiutando i ragazzi a guardarsi dentro e avviene il miracolo: smaschera i comportamenti sbagliati, senza mai giudicare, li guida a riconoscere l’errore e trasformarlo in punto di forza e alla fine tutti trovano il coraggio di cambiare.

“Siamo fieri del percorso fatto da questi ragazzi – ha dichiarato la Dirigente professoressa Renza Rella!   “La nostra scuola si è sempre attivata nel promuovere iniziative contro il bullismo.” – hanno saputo parlare di argomenti così scottanti con leggerezza e il messaggio arriva chiaro-

E’ una rappresentazione che lascia il segno, un messaggio che resta: IL CAMBIAMENTO E’ POSSIBILE SE SI TENDE LA MANO. “Abbiamo capito che essere bulli non è forza, ma debolezza – hanno detto gli studenti spettatori a fine spettacolo – e con l’aiuto giusto si può migliorare tutti”.

La rappresentazione è stata applaudita da genitori, docenti e studenti della scuola secondaria di I° grado. I piccoli attori si sono calati nella parte a meraviglia dando origine ad una esibizione vera, toccante e allo stesso tempo divertente. La dirigente e tutto il team insegnanti hanno sostenuto con entusiasmo questa iniziativa che ha associato teatro, leggerezza, educazione civica e convivenza civile. Complimenti a tutti.

 

Palmira Raia

SI PUÒ FARE DI PIÙ SENZA ESSERE EROI.

Lavorare in rete, creare sinergie, mettere al servizio del territorio competenze e possibilità; questo è uno degli splendidi risultati che ad oggi, con orgoglio e gratitudine USPT condivide:

Un progetto che testimonia l’incontro di diverse realtà e apre un dialogo attivo tra l’Associazionismo, il privato-sociale e l’istituzione pubblica territoriale.

Così nasce il progetto Faro’ con Te da un intento che diventa azione, da parte dell’associazione FA.RO’, presente sul territorio da oltre 10 anni, che ha messo a disposizione il 5 per mille per finanziare un servizio di supporto psicologico dedicato ai pazienti del day-hospital oncologico di Bracciano. Si dice che da una mancanza si può creare sostanza e questa è la storia di FA.RO’, nata dalla perdita di una giovane ragazza di appena 20 anni, Roberta Faiola. La catena virtuosa ha “contagiato” e coinvolto altre realtà presenti sul territorio tra cui l’associazione Generazione Musica, che da altrettanti anni porta la cultura della musica e della solidarietà nella nostra comunità; l’apertura ricettiva al progetto da parte del day hospital oncologico di Bracciano infine, ha permesso di tracciare un invisibile filo d’oro in cui è entrato il servizio di sostegno psiconcologico di USPT.

Una scrupolosa selezione, fatta di “mesi di prove”, per portare in scena questa melodia: Gli strumenti si sono accordati perfettamente in una preziosa sinergica armonia. Se qualcuno chiedesse cos’è un’eccellenza, risponderei che questo ne è senz’altro un esempio rappresentativo, che sposa competenze e professionalità con passione e vocazione, per dare un contributo in questo nostro mondo così fragile e delicato.

Possiamo dunque, senz’altro confermare che da un’assenza nasce sempre una presenza, dobbiamo solo riuscire a metterla a fuoco per vederla bene.

 

Grazie al presidente,  Valentina Faiola e a tutto il direttivo dell’associazione FA.RO’, che con grande generosità ha messo a disposizione il 5 per mille, portando avanti con pazienza e tenacia l’iter burocratico per attivare questo progetto, grazie a Generazione Musica e al dr Alessandro Lembo che con la sua band continua a supportare la raccolta di fondi per progetti di utilità sociale e sanitaria, grazie al dr. Mario D’Andrea per la disponibilità con cui ha accolto la proposta e grazie a tutti voi, che state leggendo, perché la condivisione crea  motivazione e ci tieni connessi in un unico grande respiro che è la vita. Si può dare di più, la canzone del trio Morandi, Ruggero e Tozzi, è sicuramente l’esempio musicale, in fatti e parole, che più si adatta per incorniciare il senso di questo nuovo progetto insieme, il primo, ci auguriamo, di tanti altri.

E per concludere rubo le parole del libro “Manuale del Guerriero di Luce”, di Paulo Coelho:

“il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli I miracoli cominciano ad accadere”.

Rosaria Giagu

 

 

 

Giulia Caminito incanta il pubblico alla Mondadori Point di Manziana con il suo ultimo romanzo: Il male che non c’è

Giovedì 12 giugno, presso la libreria Mondadori Point di Manziana, si è tenuta la partecipatissima presentazione del nuovo romanzo di Giulia Caminito, Il male che non c’è. L’incontro è stato introdotto e condotto da Eleonora Brini, ex assessora alla Cultura del Comune di Manziana, attuale libraia Mondadori e responsabile dell’Ufficio Stampa Editoriale.
A impreziosire l’evento, la presenza di figure di spicco del panorama culturale nazionale e locale: Giovanni Solimine, professore ordinario di Biblioteconomia e Culture del libro, presidente della Fondazione Bellonci – Premio Strega, Emanuele Rallo, sindaco di Oriolo Romano, e Maria Angela Mecca, presidente dell’associazione culturale Crescere con i libri. Hanno inoltre partecipato i gruppi di lettura di Trevignano (rappresentato da Stefania Di Michele), di Bracciano (con Luigia Luisa De Michele), e di Oriolo Romano (Valeria e Francesco per Crescere con i libri), contribuendo con entusiasmo alla vivacità dell’incontro.
Ad aprire la presentazione è stato Giovanni Solimine, con parole affettuose:“Provo un grande piacere a essere qui perché Giulia la conosco da 35 anni e l’ho vista crescere come scrittrice. L’acqua del lago non è mai dolce ha rappresentato per lei una svolta importante: l’ha portata nella cinquina del Premio Strega 2021, segnando il suo ingresso tra le voci più originali e interessanti della letteratura italiana contemporanea.”
Eleonora Brini ha ricordato il percorso dell’autrice:
“Giulia è una talentuosa scrittrice under 40” – “Per poco”, aggiunge divertita Caminito, suscitando risate tra il pubblico – “che ha fatto moltissima strada. Dal suo esordio nel 2017 con La grande A (Giunti), passando per La ballerina e il marinaio (Orecchio Acerbo), Un giorno verrà e naturalmente L’acqua del lago non è mai dolce, fino a questo nuovo romanzo, che presentiamo oggi con grande gioia.”
Silvia Aprile, intervenuta durante la serata, ha sottolineato la profondità della narrazione: “Il male che non c’è non si smentisce. È un romanzo potente. Caminito riesce a descrivere la precarietà esistenziale dei millennial con una precisione spiazzante. Loris, il protagonista, mi ha ricordato Jo di Piccole donne: un caso?”
L’autrice risponde sorridendo:“Il parallelismo non è casuale. Jo March e Loris (o Lorens) sono come due facce della stessa medaglia. Loris, però, è anche una copia imperfetta, contaminata, e molto vicina a mia madre che ha sempre amato Piccole donne.”
Caminito ha raccontato l’origine del personaggio Catastrofe, alter-ego psico-fantastico di Loris, rivelando l’influenza di un suo racconto del 2016: “In quella storia, una donna malata sentiva rumori da un armadio. Dentro trovava una bambina: la malattia prendeva corpo. È da lì che ho iniziato a raccontare queste presenze fantastiche come manifestazioni psicologiche interiori. Catastrofe è la materializzazione dell’ipocondria di Loris, la sua unica compagna quando tutto il resto crolla.” L’autrice ha spiegato come la patologia psicologica sia spesso un peso invisibile:
“L’ipocondria, l’ansia, la depressione diventano compagnie invasive. E la scrittura di Loris nasce da una vera patologia: l’iperlessia. Una donna me ne parlò a una cena. Da bambina leggeva compulsivamente ogni cosa scritta, al punto da non riuscire a vivere normalmente. Quella storia mi ha ispirato.”
Una delle riflessioni più intense è stata quella sullo scontro generazionale: “Molti miei coetanei capiscono Loris e la sua paralisi esistenziale. Ma lettori più grandi spesso non comprendono il perché del suo blocco. Si chiedono perché non reagisca. Ma per noi, cresciuti in un mondo instabile e senza garanzie, la precarietà non è solo economica: è esistenziale.”
Sollecitata dalle domande di Eleonora Brini e del pubblico, Giulia Caminito ha condiviso momenti toccanti del proprio vissuto, ha raccontato di suo nonno, della sua vita sul lago di Bracciano, della sua capacità di adattarsi: “è stato lui ad ispirare Tempesta, figura concreta e affettuosa dell’infanzia di Loris. La sua morte rappresenta per Loris una frattura. Senza di lui, il personaggio perde il contatto con il proprio passato.” Con emozione, Caminito ha ricordato il ragazzo rumeno ospitato a casa loro dal nonno, Gelo, figura reale dietro il personaggio omonimo del romanzo.
“Volevo parlare di Santa Maria di Galeria, di Testa di Lepre. Sono luoghi dimenticati, attraversati da storie invisibili. Mio nonno mi portava lì da bambina: quella geografia è parte della mia identità.”
Alla domanda se scrivere il romanzo sia stato terapeutico, Caminito ha risposto con sincerità: “Sì, è stato terapeutico. Ma non l’ho scritto per guarire. Avevo già superato quel momento grazie alla psicanalisi. Il romanzo mi ha permesso di rielaborare e trasformare ricordi dolorosi in qualcosa di narrativamente forte e condivisibile.”
A conclusione dell’incontro, Eleonora Brini ha chiesto se Caminito scegliesse personalmente i titoli:
“Sì, sempre. Tranne La grande A, suggerito da Sandro Triulzi, uno studioso post coloniale a cui mi sono rivolta per la consulenza storica Ora sto lavorando a quello che sarà il terzo libro di una trilogia cominciata con L’acqua del lago non è mai dolce e proseguita con Il male che non c’è. Il titolo ce l’ho, ma non lo svelo. Per scaramanzia.”
L’autrice ha anche annunciato una nuova edizione collettiva di Amatissime, prevista per settembre, insieme ad altre cinque scrittrici. La sesta? Maria Bellonci.
L’evento si è chiuso con l’immancabile firmacopie, durante il quale la scrittrice ha potuto incontrare e dialogare con i suoi lettori più affezionati. Un momento intimo e corale che ha suggellato una serata intensa, in cui letteratura, esperienza personale e impegno civile si sono fusi in una narrazione potente, profondamente umana e generazionale.

La Redazione