FINALE AL CENTRO DI PREPARAZIONE OLIMPICA “GIULIO ONESTI” DEL CONI
E’ l’arbitro Matteo Martino della sezione di Collegno (Torino) il vincitore della quarta edizione del Torneo eSport dell’Associazione Italiana Arbitri.
Il giovane atleta ha concluso la finalissima al primo posto con 20 punti, davanti al vincitore della precedente edizione Lorenzo De Micheli della sezione di Gallarate (Varese) e a Daniele Picano della sezione di Formia (Latina), entrambi a quota 16 punti (ma con De Micheli in vantaggio per via della differenza reti).
La finale si è tenuta sabato 14 e domenica 15 giugno al Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” del CONI a Roma, alla presenza di importanti esponenti del mondo arbitrale, come l’arbitro di serie A, Federico La Penna, e il vicepresidente vicario dell’AIA, Francesco Massini.
Il torneo ha preso il via lo scorso dicembre con oltre 600 partecipanti appartenenti alle oltre 200 sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri, che si sono sfidati sul noto gioco FC25.
Dopo le fasi eliminatorie, che si sono tenute in modalità online, si è arrivati agli 8 finalisti che si sono affrontati dal vivo a Roma per contendersi il titolo di Campione italiano eSport AIA. Le gare alla console hanno registrato una notevole partecipazione di pubblico, attraverso il canale Twitch Eventi AIA.
A conquistare il pass per la finale sono stati Matteo Martino (Collegno), Lorenzo De Micheli (Gallarate), Daniele Picano (Formia), Nicolò Laprocina (Finale Emilia), Alessandro Marini (Terni), Leonardo Di Fraia (Aprilia), Giovanni Loddo (Cagliari) e Dino Spino (Ariano Irpino).
Il campione Matteo Martino si è imposto anche nella speciale classifica marcatori, con ben 14 reti, avendo la meglio su Nicolò Laprocina (8 reti) e Alessandro Marini (7 reti).
Soddisfazione per la riuscita della manifestazione è stata espressa dal responsabile della commissione di studio per l’organizzazione di eventi e manifestazioni dell’AIA, Alessandro Paone, che ha sottolineato l’importanza aggregativa del torneo, che ha permesso ad arbitri di regioni diverse di conoscersi e confrontarsi, nel pieno spirito associativo dell’AIA.
Il team AIA che ha seguito l’evento è stato composto dalla commissione guidata da Alessandro Paone (Roma 1), e composta da Davide Leonardo Facheris (Bergamo), Stefano Mirri (Perugia) e Vincenzo Pepe (Nocera Inferiore), con la collaborazione di Matteo Guzzardi (Napoli).
Domenica prossima 22 giugno 2025, in occasione della solennità del Corpus Domini, a Bracciano sarà realizzata la 40^ edizione de L’Infiorata. Un evento nato molti anni fa dall’idea di un gruppo di amici del Rione Borgo che, con pochi fiori, raccolti spesso nei campi delle colline braccianesi, iniziarono a realizzare i primi quadri religiosi in omaggio alla festività religiosa del Corpus Domini.
Negli anni, quel piccolo momento di unione e abbellimento di una Bracciano che fu è diventato per la città una vera e propria tradizione, che richiama centinaia di persone e che ne coinvolge altrettante nelle diverse fasi di organizzazione, progettazione e realizzazione. Attualmente infatti l’Infiorata è un’occasione di aggregazione sociale capace di unire diverse realtà associative coinvolgendo donne, uomini, bambini e ragazzi di ogni età che mettono a disposizione tempo ed energie per creare un’atmosfera di festa e allegria. I lavori dell’Infiorata entreranno nella fase operativa venerdì 20 con l’arrivo dei fiori e nella sede del Rione Borgo inierà la fase della “spetalatura”, durante la quale i fiori saranno separati in ogni loro parte da mani abili ed esperte e da tutti coloro che vorranno partecipare ad uno dei momenti più aggregativi della manifestazione.
Di petalo in petalo l’Infiorata entrerà nel vivo domenica 22 intorno alle 7:00 del mattino con l’inizio dell’allestimento dei quadri; con strade e vie chiuse al traffico, come da ordinanza della Polizia Locale. Allora lungo via Salvatore Negretti, in piazza I° Maggio, in Piazza del Comune, a Piazza Dante, in piazza Mazzini e lungo via della Collegiata bambini, ragazzi, donne e uomini si ritroveranno per lavorare all’allestimento dei quadri e nell’arco di poche ore la città di Bracciano sarà inondata quasi per magia di un caleidoscopico susseguirsi di colori e profumi, animato da voci di festa e di allegria. Turisti, visitatori e cittadini potranno ammirare l’alacre lavoro passeggiando per Bracciano fino alle 19.00 circa.
A quell’ora, al termine della Santa Messa, dal sagrato del Duomo Santo Stefano Protomartire inizierà la solenne processione, che farà tappa per le benedizioni e dei momenti di preghiera in piazza del Comune, piazza Dante e poi dinanzi alla Chiesa del Divino Amore in fondo a via Salvatore Negretti. Diverse le realtà che mettono e hanno contribuito all’allestimento dei tappeti floreali e non solo; per diversi anni docenti e bambini dell’IC BRACCIANO hanno realizzato quadri con un occhio aperto sempre sulle bellezze braccianesi; negli ultimi anni poi anche i componenti della Giunta Comunale hanno iniziato a realizzare dei quadri in tema davanti l’ingresso del municipio.
In questa edizione un tocco particolare e inaspettato all’Infiorata verrà dalle Uncinettine, che hanno affidato ad ago e filo la realizzazione dei loro quadri. Ma a chinarsi sull’asfalto mischiando petali, sabbie e e colori per delle suggestive opere festose, saranno poi anche i gruppi del Rione Cartiere, dell’Asilo “Pasqualetti”, delle Parrocchie S.Stefano P.M., S.S. Salvatore e S.Maria Madre della Chiesa di Vigna di Valle; i quadri saranno allestiti poi da Unitalsi, ARVAS-VINCENZIANE, MISERICORDIA, CAMMINARE PER UNIRE, PRO LOCO, Fabrizio di Grisostomo, Giunta Comunale, UNCINETTINE e Rione Monti.
L’Infiorata realizzata e organizzata del Rione Borgo è presente nel circuito di Infioritalia, Associazione Nazionale delle Infiorate Artistiche, a riconoscimento e conferma del valore della manifestazione. L’edizione 2025 dell’Infiorata di Bracciano vede il patrocinio del Comune di Bracciano e la fattiva collaborazione di diverse associazioni quali Pro Loco, Università Agraria, Associazione Volontari Protezione Civile di Bracciano, Fraternità Misericordie, ditte manutenzione del verde ed ecologiche di Bracciano.
E mentre tanti studenti e studentesse si godono il calore estivo altri, costretti a dover fronteggiare i famigerati “esami di maturità”, hanno solo rimandato l’appuntamento col mare. Eppure, quello conclusivo del secondo ciclo di istruzione è un rito necessario, per il quale tanti sono passati e tanti ancora passeranno.
Non unicamente per il voto che, cercando di rappresentare l’andamento didattico di un ragazzo, non ne coglie le sfumature e forse ne analizza troppo superficialmente la maturità, quanto per la necessità di porre le prossime generazioni dinnanzi alle sfide della vita. Perché le difficoltà sono necessarie alla crescita e gli esami con i quali ci si scontrerà in futuro non si limiteranno ad essere soltanto scritti.
Qui sta il valore della scuola: nozioni e conoscenze sono passeggere, appartengono a esperienze dimenticabili e, a distanza di anni, risultano sfuggenti. Metodi e sistemi hanno invece un valore inquantificabile e sono utili tanto per gli esami di oggi, quanto per le sfide di domani. Nel trascorrere le ultime ore tra i banchi di scuola sarà quindi necessario dosare le energie, scrivere con coscienza e dimostrare – in fine – di essere “maturi”, prima di concedersi a quella beata nostalgia e realizzare che, in un misto di gioia e tristezza, è finita.
Nello scrivere ciò, la redazione del “L’agone”, non può che augurare buoni esami di Stato a tutti.
Si è da poco concluso il Progetto Erasmus + KA122 – SCH “Empowering Education” presentato dall’Istituto Comprensivo Corrado Melone di Ladispoli nella call 2023 per arricchire la qualità dell’insegnamento e affrontare le sfide di un mondo sempre più complesso ed interconnesso, promuovendo la formazione dei docenti dell’istituto all’estero.
Le referenti del progetto, le professoresse Giusy Picone e Sabrina Lascala, hanno elaborato la proposta a partire da un’attenta analisi dei bisogni della scuola, individuando obiettivi chiari e coerenti con le priorità del programma Erasmus+ su temi chiave quali inclusione, transizione digitale, sostenibilità ambientale e cittadinanza attiva.
Sono stati selezionati corsi di formazione in lingua inglese a Dublino e Berlino, che hanno coinvolto 17 docenti dell’Istituto. Questi percorsi hanno permesso di rafforzare le competenze linguistiche, approfondire metodologie didattiche innovative come il CLIL e favorire il confronto con altre realtà scolastiche europee, avviando le basi per un futuro network internazionale Erasmus.
Nel corso di un anno e mezzo, i docenti hanno potuto studiare, viaggiare, condividere esperienze e rafforzare il lavoro di squadra. Sono rientrati arricchiti dal punto di vista umano e professionale, con un entusiasmo e una rinnovata motivazione che hanno generato una ricaduta positiva nel lavoro quotidiano in classe. Tutte le competenze e le abilità acquisite nei corsi di formazione sono state inoltre riconosciute e certificate attraverso l’Europass Mobility, che è uno strumento europeo che valorizza i percorsi formativi svolti all’estero.
L’efficacia di questo progetto si può misurare anche attraverso l’entusiasmo con cui un ampio gruppo di docenti dell’istituto ha deciso di intraprendere una formazione specifica sulla progettazione europea con l’obiettivo di ideare nuovi progetti di qualità che permettano alla scuola di continuare a garantire esperienze erasmus per studenti e insegnanti e di essere sempre più competitiva, innovativa ed internazionale.
Con questo progetto, l’I.C. Corrado Melone ha tracciato una rotta chiara: investire nella formazione dei docenti per crescere insieme. Una sfida vinta, che rappresenta il punto di partenza per nuove avventure educative.
Le professoresse referenti confermano: “Il viaggio continua!”
Il Team Erasmus dell’I.C. Corrado Melone di Ladispoli
Un esempio virtuoso di gestione armonica e prevenzione del randagismo, modello per tutti gli enti pubblici
Il Consigliere Delegato della Città Metropolitana di Roma Capitale per l’Ambiente, la Tutela degli Animali, la Transizione Ecologica e le Aree Protette, Rocco Ferraro, ha visitato una realtà che rappresenta un modello concreto e replicabile di gestione responsabile: la colonia felina interclusa all’interno del centro di ricerca ENEA Casaccia.
Si tratta di un esempio straordinario, dove circa 120 gatti vivono in sicurezza e armonia in un contesto di pieno rispetto reciproco tra persone e animali. La gestione della colonia è altamente organizzata: 15 postazioni per il cibo, tutte corredate da contenitori per la raccolta dei rifiuti, garantiscono igiene e ordine quotidiani.
È stato inoltre realizzato un ricovero specifico per i gatti malati, per i cuccioli e per quelli nel periodo post-operatorio, che ricevono cure adeguate dopo gli interventi di sterilizzazione e castrazione affidati a un veterinario esterno. I gatti sterilizzati sono riconoscibili grazie al taglio auricolare – orecchio destro per le femmine, sinistro per i maschi – secondo i criteri ufficialmente riconosciuti a livello nazionale.
Questa iniziativa rappresenta un’efficace strategia per contrastare le nascite incontrollate e prevenire il randagismo, una delle principali sfide legate alla sostenibilità della convivenza urbana e alla tutela del benessere animale.
Fondamentale il ruolo della dirigenza dell’ENEA Casaccia, e in particolare dell’Ing. Scaglione e del Dott. Ranieri, che hanno dimostrato sensibilità, lungimiranza e impegno concreto nel sostenere questa importante attività.
Il cuore del progetto, tuttavia, è rappresentato dalle numerose referenti di colonia, dipendenti del centro che, nel loro tempo libero, con grande senso civico e dedizione, si prendono cura quotidianamente della colonia garantendo igiene, assistenza e monitoraggio sanitario. Un ringraziamento speciale va alla Dott.ssa Bartoccini e alla Dott.ssa Carnevali per il loro instancabile impegno e l’attenzione costante.
Quella dell’ENEA Casaccia è molto più di una colonia felina: è un esempio virtuoso di responsabilità condivisa, empatia e collaborazione tra istituzioni, lavoratori e comunità locale.
Come Consigliere Delegato, auspico che questa esperienza diventi un modello per tutti gli enti pubblici, affinché si riconosca e si valorizzi il ruolo delle referenti di colonia – spesso definite semplicemente “gattare” – non come un ostacolo, ma come una risorsa preziosa e un valore aggiunto per la tutela del benessere animale e per una gestione etica e civile dei nostri spazi comuni”.
Dopo il successo delle passate edizioni, la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” di Anguillara Sabazia si prepara ad accogliere nuovamente il pubblico con la Notte Bianca – Solstizio di Parole, in programma per venerdì 20 giugno.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale, propone un’apertura straordinaria serale e notturna della Biblioteca, trasformandola per una sera in un luogo di incontro tra libri, musica, spettacolo, arte e divulgazione.
Il programma è pensato per tutte le età: dai burattini dedicati ai più piccoli alla musica dal vivo, passando per incontri dedicati all’osservazione delle stelle e approfondimenti sul tema dell’energia. La serata si concluderà con un gran finale suggestivo tra immagini e suoni, pensato per emozionare e unire la comunità sotto le stelle.
Un’occasione speciale per vivere la Biblioteca in una veste nuova, stimolante e partecipata, all’insegna della cultura e della condivisione.
Il programma completo è disponibile nella locandina allegata.
L’USO DI CHATBOT PER LA RICHIESTA DI SUPPORTO PSICOLOGICO: VANTAGGI E RISCHI
INTERVISTA AD ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETA’ PSICOANALITICA ITALIANA Intervista di Marialuisa Roscino
I problemi di salute mentale tra gli adolescenti sono sempre più al centro dell’attenzione da parte degli specialisti. Stress, ansia e depressione emergono come problemi significativi durante la fase dell’adolescenza, periodo di transizione della vita. L’uso delle Chabot prima di richiedere un supporto psicoanalitico negli ultimi tempi è diventata una tendenza trai giovani sempre più affermata, ma quali sono i reali vantaggi e quali possono essere al riguardo, i rischi invece, per la salute mentale dei ragazzi? Ne parliamo in questa intervista con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA)
Lucattini: “Paura del futuro e di fare scelte sbagliate, difficoltà relazionali e di regolazione emotiva, spesso spingono i ragazzi a chiedere un supporto psicologico all’IA, ma è importante avere coraggio e chiedere supporto agli specialisti quando ce n’è bisogno”.
Dott.ssa Lucattini, quali sono i problemi psicologici in questa particolare fase della vita degli adolescenti? Quali possono essere al riguardo, le cause scatenanti?
In un recente studio sui disturbi dell’umore e d’ansia, collegati a risultati sociali e accademici negativi, pubblicato sull’European Journal of Psychology of Education (2023), effettuato tra i maturandi e gli studenti che si stanno preparando per i test di ammissione all’università (17–20 anni), prevalgono ansia da prestazione scolastica per paura del fallimento o per le alte aspettative familiari; paura del futuro e di fare scelte sbagliate; attacchi di panico; difficoltà nella regolazione emotiva con scatti di rabbia, crisi di pianto oppure spossatezza e apatia. Tra gli studenti universitari (18–25 anni), prevalgono ansia cronica e stress da studio, depressione di grado lieve-moderato, spesso associata a somatizzazioni e stanchezza con tendenza all’isolamento; disturbi del ritmo sonno-veglia desincronizzato dalle nottate trascorse sui libri; difficoltà relazionali e solitudine; dipendenze comportamentali da internet e gioco d’azzardo; disturbi alimentari; frequenti anche dubbi patologici sulle proprie capacità o sulle scelte accademiche e di vita.
Cosa riferiscono le ultime statistiche in merito all’utilizzo di chatbot da parte dei giovani, al fine di chiedere un supporto psicologico?
Una ricerca condotta su 17.838 studenti universitari di quattro università sudafricane, pubblicato su Sage Journals (2023) il 25 % degli adolescenti tra 12 e 18 anni hanno usato una chatbot per «parlare dei propri sentimenti o problemi» e 77 % ha dichiarato di averla ha trovato utile. Questo suggerisce che circa 1 adolescente su 4 si affida alle chatbot per un primo supporto emotivo e potenzialmente prima di cercare uno psicoterapeuta da incontrare. In questo caso si potrebbe pensare a comportamenti e curiosità legati anche alla naturale tendenza adolescenziale alla “sperimentazione” non solo alla paura di incontrare uno psicoterapeuta in persona. Il 4.5 % degli studenti universitari, ha usato almeno una volta una “mental health chatbot”. Tra questi, il 58 % li ha provati solo una o due volte e solo il 6,3 % ha continuato l’utilizzo oltre sei mesi. È importante notare che il 12,6% degli studenti era disposto a utilizzare una qualche forma di soluzione digitale per trovare risposte in momenti di difficoltà psicologica, ma non era disposto a ricorrere alle psicoterapie tradizionali in presenza. In Italia secondo i dati forniti da Telefono Azzurro che ha intervistato 800 adolescenti tra 12 e 18 anni, il 22 % degli adolescenti preferirebbe raccontarsi in modo anonimo «utilizzando le chat» invece di rivolgersi direttamente a un professionista. Il 63 % considera l’AI, chatbot e app di salute mentale facilmente accessibili; il 62 % apprezza l’assenza di giudizio. Da sottolineare che la paura del giudizio di uno psicoterapeuta è una proiezione del giudizio che hanno di sé stessi e di cui non sono consapevoli. Il 42 % usa l’AI per cercare risposte ai propri problemi. Lo studio condotto dall’Università Tor Vergata – Generazione Z conferma che circa il 20 % dei giovani ha usato una ChatGPT come “psicologo”, percependola come un sostituto della psicoterapia. Anche in Europa, il fenomeno non è isolato, in Germania il 27 % degli adolescenti ha utilizzato chatbot per questioni emotive, segno di una tendenza continentale verso soluzioni digitali nel tentativo di ritrovare benessere psicologico.
Quali sono i punti di forza e quali possono essere, in questi casi, i rischi per la salute mentale degli adolescenti?
Un punto di forza importante dell’IA generativa è la sua capacità di generare rapidamente riassunti di dati e contenuti complessi e di tradurre tali informazioni nei livelli di alfabetizzazione e nel tono richiesti ovvero li adatta alle esigenze degli utenti, anche semplificando il linguaggio. Ad esempio, tali capacità potrebbero rendere più efficienti i compiti amministrativi dei medici e potrebbero anche aiutarli a scrivere la documentazione clinica (certificati e cartelle cliniche) in un modo che i pazienti possano comprendere meglio. l problema principale non ancora risolto è la mancanza di garanzie riguardo la privacy dei dati sensibili e personali degli utenti. Proteggere le informazioni da possibili violazioni è indispensabile. Ma le preoccupazioni etiche che circondano i cosiddetti “agenti relazionali” come le chatbot, vanno oltre la tutela della privacy e dei dati degli utenti. Ad esempio, alcune questioni chiave sono la privacy affettiva, l’induzione emotiva e le relazioni virtuali. La privacy affettiva si riferisce alla protezione di pensieri ed emozioni privati. L’induzione emotiva si riferisce al potenziale delle chatbot di manipolare le emozioni degli utenti, sollevando preoccupazioni relative al consenso e all’impatto sulla psiche. Le relazioni virtuali fanno si che i giovani si leghino alle chatbot e che confondano anche i confini tra relazioni umane e artificiali, sollevando interrogativi sulla possibile dipendenza da dispositivi e tecnologia digitale. Per affrontare queste preoccupazioni è necessario sviluppare linee guida e quadri etici, nonché implementare misure di sicurezza avanzate come la crittografia end-to-end. Inoltre, man mano che questi sistemi di intelligenza artificiale diventano più sofisticati nell’imitare le conversazioni umane si verifica il, già constatato, “pregiudizio dell’impostore”. I pazienti che utilizzano le chatbot ad un certo punto hanno crescenti dubbi sull’autenticità del loro interlocutore digitale, come pubblicato sul Forensic Science International (2024). Questa incertezza può manifestarsi come un sospetto persistente di interagire con un’intelligenza artificiale piuttosto che con un terapeuta umano, anche quando si relazionano con una persona reale. Tale dubbio potrebbe potenzialmente minare la relazione terapeutica, influenzando la fiducia, l’apertura e l’efficacia complessiva del trattamento psicoterapeutico.
Crede sia importante conoscere l’utilizzo corretto dell’intelligenza artificiale, sia per i genitori, che per i ragazzi?
È assolutamente necessario sapere di che cosa si parla quando ci riferiamo all’Intelligenza Artificiale (AI). Il Complex computing agent (CCA), commercialmente denominato AI (intelligenza artificiale), è un insieme di software che hanno la capacità di agire per conto di un utente o di un sistema (computer in rete) per eseguire delle attività. I CCA sono sistemi in grado di orchestrare flussi di lavoro complessi, coordinare le attività tra più agenti, applicare la logica a problemi complessi e rispondere alle domande degli utenti. L’AI è un sistema complesso di software, quindi, ad oggi, non ha nulla a che vedere con il concetto di intelligenza umana, come noi la intendiamo. Una chatbot, come ad es. ChatGPT tanto utilizzata dagli studenti, è un programma per computer progettato per interagire con gli utenti, affrontando compiti o richieste specifiche attraverso tecnologie di intelligenza artificiale. La chiave di queste tecnologie sono le tecniche di apprendimento automatico (ML) e di apprendimento profondo (DL), che, se integrate con l’NLP, costituiscono il fondamento di chatbot di intelligenza artificiale. L’NLP è l’elaborazione del linguaggio naturale, un sottocampo dell’informatica e dell’intelligenza artificiale (AI) che utilizza il machine learning per consentire ai computer di comprendere e comunicare con il linguaggio (come Siri, Gemini, etc.). Stiamo quindi parlando di computer in rete e di programmi (software) che possono anche avete dei programmatori, che da remoto interagiscono con gli utenti.
Si avvicinano per molti studenti gli esami di maturità e anche per molti ragazzi la sessione estiva all’Università, perché secondo Lei molti studenti che si preparano ai test, sotto stress, usano le chatbot per un sostegno psicologico, prima di consultare uno psicoterapeuta?
Studi internazionali come Open AI, Mental Health Use Survey 2024 mostra che la scelta è egata all’accessibilità immediata e gratuita, infatti, le chatbot sono disponibili 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, senza appuntamento e senza costi. Riportano inoltre che oltre il 60 % degli adolescenti e giovani adulti ritiene l’AI più facilmente accessibile rispetto a uno psicologo poiché e hanno sottomano. Il 45% dei giovani dice di preferire scrivere a una macchina per non sentirsi giudicato, soprattutto su temi come ansia da prestazione, burnout, autostima, sessualità, ossessioni e che l’anonimato consente loro di esplorare pensieri intimi che non riescono a condividere con familiari o amici. Gli studenti le usano spesso come “primo passo” o strumento di auto-valutazione prima di decidere se chiedere aiuto professionale. Gli esami di maturità, i test d’ingresso e la scelta dell’università, causano stress, ansia anticipatoria, disturbi del sonno e somatizzazioni. In mancanza di una rete di supporto, lo studente cerca risposte rapide, spesso digitando “perché sto male” o “come calmare l’ansia” su strumenti come ChatGPT. Alcuni trovano che parlare con una chatbot li aiuti a scrivere, verbalizzare e riflettere su sé stessi, specie se non sono abituati al dialogo interiore o alla psicoterapia. Alcune chatbot offrono anche esercizi di journaling e meditazione guidata, indirizzando gli studenti che pongono domande sulla loro salute psicologica e su come ritrovare la serenità.
Quali consigli si sente di dare loro?
Non avere timore a parlare con specialisti, psicoterapeuti, psichiatri e psicoanalisti e tenere presente che le chatbot sono un sistema complesso di software; informarsi sempre sul funzionamento dell’Intelligenza Artificiale e delle chatbot; sapere che ci sono rischi per la propria privacy e come proteggerla; se dubitate delle chatbot, attenti a non spostare la sfiducia anche sugli psicoterapeuti e gli psichiatri; parlare sempre con i genitori e con le persone più care, parenti, amici, insegnanti, tutor, dei propri stati d’animo e delle difficoltà emotive, possono aiutarvi.
E ai genitori?
Ascoltare sempre i figli e parlare con loro senza stancarsi, di qualunque argomento, fin dall’infanzia; aggiornarsi sul funzionamento della tecnologia informatica, dell’AI e delle chatbot in modo da condividere le conoscenze con i figli; creare fin da piccoli un ambiente accogliente, aperto e rispettoso in cui i figli si sentano sicuri per cui possono chiedere sostegno e conforto nel momento del bisogno; ricordare che la maturità, i test d’ingresso e gli esami all’università sono momenti difficili, faticosi e di tensione. Sono situazioni in cui i figli hanno bisogno di particolare affetto, supporto e vicinanza; sostenere i figli nell’intraprendere un percorso psicoterapeutico, spiegandone l’utilità, l’efficacia e l’importanza per star bene.
Il caratteristico borgo di Anguillara Sabazia, affacciato sulle rive del lago di Bracciano, si è preparato al meglio anche quest’anno per la nuova edizione della sua storica sagra del pesce.
Si tratta infatti di un evento ormai tipico e consolidato da anni quello della sagra del pesce di Anguillara Sabazia. Una festa che ogni anno viene riproposta dal Comune in collaborazione con la Pro Loco e altre associazioni per culminare in due giornate di vera allegria e spensieratezza e che rappresenta un appuntamento imperdibile per celebrare la tradizione della pesca lacustre e il legame della comunità con il suo splendido lago.
Questa volta la festa è stata concentrata nel weekend di sabato 14 e domenica 15 giugno, due giornate di spettacoli, tradizione e gusto. Quest’anno per la sua 64esima edizione sono stati scelti ospiti particolari, Fausto Leali e Nino Frassica che tra musica e simpatia hanno dato armonia a questa edizione.
Immancabili i mercatini artigianali seguiti da mostre fotografiche e, non per ultima, la cucina tipica di questa sagra a base di pesce di lago che si é potuta degustare in loco con degli stand appositi e non solo. Presenti sono stati anche alcuni show di cucina per mostrare dagli chef più esperti i trucchi e i segreti della cucina tradizionale rivisitata in chiave moderna.
Un grande contributo dal punto di vista musicale è stato dato anche da tre orchestre appartenenti a tre scuole diverse, Anguillara, Bassano Romano e Civitavecchia, che unendosi hanno dato avvio a una grande orchestra creata da 70 coristi e 35 orchestrali che si sono esibiti all’anfiteatro sulla sponda del lago.
La sagra del pesce, come sempre, racchiude in se quelle due giornate di forte identità per la comunità, un’occasione per vivere la cittadina di Anguillara tra cultura, sapori e spettacolo, all’insegna della valorizzazione del territorio.
Si è svolta ieri 14 giugno 2025 l’inaugurazione della Sede operativa per dare il massimo acconto ai cittadini in ogni criticità Presenti il direttore della protezione civile Dott. Massimo La Pietra, rappresentanza del municipio di Roma, presente Daniele Torquati Presidente XV Municipio, funzionari di Roma capitale, Sua Eccelleza il Vescovo mons. Gianrico Ruzza, Rappresentanza del Coordinamento regionale Coreir, e associazione amiche.
La presidente dell’AVAB coordinatrice ha accolto tutti gli invitati, ringraziato quanti hanno collaborato, compreso il Parroco di Osteria Nuova per aver concesso l’area e a cui siamo tutti riconoscenti.
Dopo la benedizione e i discorsi delle autorità, i presenti hanno potuto osservare tutte le attrezzature e alcune dimostrazioni effettuate dagli Operatori dell’AVAB.
Alla fine un piccolo Buffet ha chiuso la cerimonia Inaugurale. Un grosso in bocca a lupo dall’Associazione Culturale No Profit L’agone nuovo.
È iniziato pochi giorni fa il restauro del sarcofago della coppia di sposi che si trova a Villa Giulia, ritrovato molti anni fa a Cerveteri nella zona chiamata “Banditaccia”. Era infatti il 9 aprile del 1881 quando sono stati rivenuti alcuni reperti archeologici a Cerveteri, tra cui il sarcofago in questione dove é raffigurata la coppia di sposi. La raffigurazione rappresenta due coniugi dove lei è sul punto di versare del profumo nella mano del marito, che a sua volta l’abbraccia affettuosamente.
Un’opera realizzata in terracotta intorno al 520-510 a.C., di una coppia aristocratica che sembra riflettere la libertà e persino la parità di cui, secondo gli autori antichi, godevano le donne etrusche dell’epoca. Infatti, la raffigurazione offre un raro scorcio di intimità del passato.
Un’urna di enormi dimensioni caratterizzata da una parte inferiore a forma di letto (la kline), in cui venivano deposte le ceneri dei defunti, e da una parte superiore, con funzione di coperchio, modellata in modo da rappresentare una coppia di coniugi semidistesi a banchetto.
Il sarcofago venne acquistato per 4mila lire da Felice Bernabei, archeologo e politico che nel 1889 fondò il museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma.
A distanza di oltre un secolo dal primo restauro che consentì di ricomporre da centinaia di frammenti la famosa coppia marito-moglie, e a più di mezzo secolo dall’ultimo intervento manutentivo, oggi l’opera è al centro di una nuova stagione di studi che prevede non solo il restauro, ma anche la realizzazione di un piano conservativo, di manutenzione dell’opera e di valorizzazione, grazie alla convenzione fra il museo e l’istituto centrale per il restauro.
La cosa interessante è che questo processo di valorizzazione dell’opera potrà essere vissuta anche dal pubblico in quanto il cantiere sarà visitabile ogni martedì e giovedì dalle 10.00 alle 13.00.