_Classe 2012, si è formata calcisticamente prima al Città di Cerveteri e poi alla Rim: Margherita è sia centrocampista che difensore, con il vizio del gol_
Nel firmamento del calcio femminile della SS Lazio c’è una nuova conferma per il prossimo anno e proviene da Cerveteri. Si tratta di Margherita Mura, giovane calciatrice di Cerveteri classe 2012, che per il terzo anno consecutivo viene riconfermata tra le fila della Lazio Women Categoria Under 14.
Selezionata tre anni fa dalla Rim Scuola Calcio, cresciuta calcisticamente prima nel Città di Cerveteri e poi nella Rim, Margherita è una calciatrice duttile, che ha ricoperto più ruoli all’interno del rettangolo verde.
Si trova infatti perfettamente a suo agio sia a centrocampo che in difesa, dimostrando anche un ottimo feeling con il gol: già in doppia cifra infatti il bottino di Margherita, con segnature sia su calcio da fermo che in azione.
Una soddisfazione per Cerveteri ma anche per i suoi primi e storici allenatori, Fabrizio Carbone e Massimo Paolangeli, di certo non nuovi al formare e al lanciare giovani talenti.
A Margherita, un caloroso in bocca al lupo per questa terza esperienza in un contesto prestigioso come quello della Ss Lazio, l’augurio di continuare a divertirsi con il calcio e perché no, quello di poter un giorno portare il nome della città di Cerveteri in contesti nazionali ed internazionali.
“Il coltello è diventato un’arma che sostituisce la pistola, cominciamo a parificare l’uso del coltello a quello della pistola e cominciamo a pulire un po’ le strade di questa gente. Poi è chiaro che c’è un problema sociale”. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso del programma “Filorosso”, condotto da Manuela Moreno, in diretta su Rai 3.
“Negli ultimi decenni c’è stato un forte abbassamento morale ed etico”, ha detto Gratteri ha proposito della violenza giovanile, “I genitori sono sempre più distanti dai figli e sempre meno presenti. Sono sempre più egoisti; i cinquantenni vogliono fare i venticinquenni. Certe sere quando rientro a casa a Napoli, alle 10 di sera, vedo frotte di bambini di dieci anni che girano per via Toledo o per piazza del Plebiscito. Questi bambini fra cinque anni saranno carne da macello, i garzoni della Camorra; saranno pronti a sparare, a portare cocaina a Milano, a fare tutto per conto degli adulti, anche perché le pene sono più basse. Vorrei sapere i genitori dove sono se non sono stati ammazzati o in carcere. È ora di cominciare a pensare di poter arrestare per la detenzione di un coltello, non denunciare. Poi è ovvio che c’è un problema sociale”.
“Con 2.000 spettatori si è conclusa ieri, domenica 20 luglio, a Labaro, la seconda edizione di “Cortili di Cinema”, la rassegna cinematografica estiva del Municipio XV.
Dopo il grande successo della scorsa estate, quest’anno dal 6 giugno al 20 luglio le arene estive hanno animato sette quartieri del territorio ogni fine settimana con quindici appuntamenti nei cortili delle scuole.
Un progetto promosso dal Municipio XV e Anec Lazio, che ha portato il grande cinema direttamente nei luoghi di vita quotidiana dei cittadini, trasformando le scuole in cinema all’aperto. Una rassegna diffusa, inclusiva e aperta al pubblico, che ha confermato la volontà di questo Municipio di portare avanti un piano culturale inclusivo, in favore della socializzazione e della valorizzazione degli spazi pubblici, che rende l’arte accessibile a tutti. Grazie davvero ad Anec Lazio, al suo presidente Leandro Pesci e a tutti i tecnici, che hanno compreso sin da subito il senso di questa rassegna, rendendo il linguaggio cinematografico uno strumento di coesione e il cinema un fenomeno collettivo, che ha unito intere comunità.
Grazie davvero a tutte le scuole che hanno partecipato alla rassegna, ai loro Dirigenti e a tutto il personale scolastico, che si è reso in ogni appuntamento sempre disponibile. Grazie agli ospiti speciali Stefano Sardo, Riccardo Milani, Ivano De Matteo, Antonio Manetti, Greta Scarano, Laura Berlinguer, Giulia Bevilacqua e Giacomo Bendotti che hanno partecipato alle serate portando la loro testimonianza sul film in visione; è stato per noi un onore ospitarli nei nostri quartieri. Grazie infine, ma n
on per ultimo, a tutte le associazioni e ai comitati di quartiere che come sempre hanno contribuito attivamente per la buona riuscita dell’intera programmazione e a tutti i cittadini che hanno compreso fino in fondo il significato di questa iniziativa condividendo con noi quindici serate davvero emozionanti”.
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora alle Politiche Scolastiche e Culturali, Tatiana Marchisio.
“Chiediamo che l’area e il monumento dedicato a Giacomo Matteotti siano protetti da un impianto di videosorveglianza. Dopo l’ennesimo gesto di oltraggio, riteniamo urgente intervenire per evitare ulteriori sfregi alla memoria. Azione proporrà in Campidoglio uno specifico stanziamento per la messa in sicurezza del monumento a Matteotti e di quel tratto di lungotevere dove fu rapito. La cosa grave è che non siano ancora state previste misure adeguate a proteggere un luogo così simbolico, e non è la prima volta che accadono episodi del genere e che la stele viene profanata. Il danneggiamento della targa è un gesto vile, un insulto alla memoria democratica della Repubblica. Colpire la figura di Matteotti significa colpire i valori fondanti della nostra Costituzione: libertà, giustizia e coraggio civile.” Lo hanno dichiarato il consigliere regionale e segretario romano di Azione Alessio D’Amato, e i consiglieri in Assemblea capitolina Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, a margine del presidio di oggi pomeriggio davanti al monumento di Matteotti, con il segretario Carlo Calenda.
Appresa da fonti di stampa la notizia, il comitato provinciale dell’ANPI di Roma condanna con forza l’accaduto in attesa che le indagini delle forze dell’ordine chiariscano la dinamica e individuino gli autori del gesto che, come al solito, agiscono nel buio.
Non è la prima volta che viene profanata la memoria di Giacomo Matteotti. Evidentemente il suo fiero coraggio, la sua granitica fede democratica e antifascista, la sua immensa statura politica e la specchiata integrità morale gettano nel panico e nel discredito ancor oggi il fascistume abietto.
E non è un caso che abbiano preso di mira la lapide che riporta la sua frase: ”Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai”, che Matteotti pronunciò nel discorso del 30 maggio 1924 – pochi giorni prima di essere rapito – alla Camera dei Deputati, per denunciare brogli e violenze fasciste.
Siamo per il resto fiduciosi nel rapido ripristino della lapide.
“Penso che i Magistrati osservano e lavorano con il Codice in mano. Poi se lavorando indagano non solo i soliti noti, ma anche colletti bianchi e persone eccellenti, non dobbiamo gridare allo scandalo”. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso del programma “Filorosso”, condotto da Manuela Moreno, in diretta su Rai 3.
Sull’opportunità dei Magistrati di andare in tv per parlare della Riforma della Giustizia Gratteri ha spiegato che è “giusto e doveroso. Invito tutti i colleghi ad andare in tv, sui giornali e alle radio a parlare della separazione delle carriere e a spiegare in termini non tecnici, con parole comuni ai non addetti ai lavori, al grande pubblico e spiegare questa riforma. Bisogna spiegare alla gente che non è normale che addirittura si debba modificare la Costituzione per lo 0,2% dei Magistrati. Pensi che ogni anno lo 0,2% decide da giudice decide di fare il Magistrato e da Magistrato il giudice, non le sembra sospetta questa cosa? E’ ovvio che i Magistrati debbano andare n televisione a dire no alla separazione delle carriere. Oggi per poter cambiare funzione bisogna cambiare Regione, questa dunque è la mamma di tutte le riforme? Questa è una scemenza”.
“Sono stato criticato dal viceministro Sisto perché vado in televisione a parlare di mafia. E io ho risposto che siccome al Ministero della Giustizia c’è un ufficio ispettivo, dove ci sono 12 magistrati che fanno le ispezioni per verificare se un Magistrato ha creato disonore, benissimo mandate 1, 3, 5 magistrati e mi ha aprite un procedimento disciplinare. Fai un’istruttoria e vediamo come stanno le cose, così ho la possibilità di difendermi”. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso del programma “Filorosso”, condotto da Manuela Moreno, in diretta su Rai 3.
“No che tu spari mentre stai facendo un convegno con un magistrato in pensione, Bruti Liberati, leader di Magistratura Democratica, e poi vieni ad attaccare me che sai tranquillamente che non faccio parte di nessuna corrente”, ha proseguito Gratteri.
Nel corso della puntata il procuratore Gratteri ha ricordato che “la droga è l’affare più importante per le mafie italiane, in particolare per la ‘ndrangheta, perché ancora oggi è leader in Europa per l’importazione di cocaina. Milano è la piazza più importante d’Italia, è la città dove si consuma più cocaina soprattutto nel centro dove ci sono locali alla moda e di lusso frequentati da gente con tanti soldi. Molti di questi locali sono gestiti dalla criminalità organizzata, da prestanome. In questi locali oltre a bere cocktail si usa cocaina, e chi gestisce quei locali può fare foto e video ed eventualmente ricattare. Questa situazione è diffusa nelle città grandi, importanti e ricche ma Milano è in prima fila”.
Durante il presidio odierno delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata
accreditata e delle RSA del Lazio, i referenti regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sono stati ricevuti dal Capo di Gabinetto del Ministero della Salute.
Nel corso dell’incontro, il Ministero ha fornito rassicurazioni importanti: una parte dei fondi individuati nella legge finanziaria per la sanità accreditata sarà vincolata al rinnovo del contratto nazionale, atteso da anni. I rappresentanti sindacali – Massimiliano Rizzuto (Fp Cgil Roma e Lazio), Antonio Cuozzo (Cisl Fp Lazio) e Alessandro Camino (Uil Fpl Roma e Lazio) – hanno dichiarato che “una quota dell’aumento dei DRG (tariffe per le prestazioni sanitarie) sarà destinata all’adeguamento salariale dei lavoratori, segnando un primo,
significativo passo verso la riapertura del negoziato con ARIS e AIOP”.
Tuttavia, sottolineano che l’effettivo aumento delle tariffe da parte del Ministero potrà avvenire solo con l’avanzamento dell’iter di rinnovo. È perciò fondamentale un’azione normativa sinergica tra Ministero della Salute e Regioni, indispensabile per completare il percorso.
Situazione più complessa, invece, per il contratto delle RSA. Qui sarà necessario coinvolgere anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, poiché tali strutture sono finanziate in parte da risorse sanitarie (competenza del Ministero della Salute) e in parte da risorse sociali (competenza del Ministero del Lavoro). Il Ministero della Salute ha espresso disponibilità ad applicare lo stesso meccanismo vincolante per la quota sanitaria.
I sindacati annunciano che la mobilitazione non si fermerà: “Il 28 luglio saremo davanti alla sede nazionale di AIOP per sollecitare l’apertura del tavolo di trattativa. E non escludiamo che a settembre la protesta possa riprendere direttamente dal Ministero del Lavoro”
Tre giorni per vivere il 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 in modo diverso: 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝘃𝗶𝘃𝗼, 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝗴𝗼𝗹𝗼𝘀𝗼, 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶, ma soprattutto il piacere di 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝘀𝗶, guardarsi negli occhi, confrontarsi, riscoprire quelle parole che con la vicinanza cambiano peso.
𝗜𝗼 𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗼̀. Per ascoltarvi, per incontrarvi, per raccogliere pensieri, desideri, idee.
Perché le cose belle nascono così: senza proclami, guardandoci negli occhi, faccia a faccia.
Guidare in Cina, o anche solo osservare il traffico, è un’esperienza che ribalta ogni aspettativa. Abituato al frastuono delle nostre città, dove clacson e smog sono compagni di viaggio, mi sono ritrovato immerso in un flusso urbano incredibilmente intenso, spesso lentissimo, ma… silenzioso. A confronto, Roma all’ora di punta sembrerebbe quasi una città addormentata.
Eppure, nonostante le migliaia di auto incolonnate a passo d’uomo, non c’è rumore assordante, né aria irrespirabile. Lo smog, un tempo simbolo delle metropoli cinesi, è quasi scomparso. Merito di una politica lungimirante: grazie a incentivi governativi che hanno trasformato il panorama urbano, oggi circa la metà delle auto sono a motore elettrico. La Cina è il primo mercato mondiale per veicoli elettrici, con oltre 6 milioni di veicoli elettrici venduti nel 2022. Le esenzioni fiscali e le quote di produzione obbligatorie hanno spinto le case automobilistiche a investire massicciamente e le stazioni di ricarica sono ovunque: oltre 2,6 milioni installate nel Paese.
Anche i motorini, che si accalcano ai semafori all’inizio della giornata lavorativa, sono a motore elettrico. Nessun rombo, nessun fumo. Solo un sussurro di ruote. Pochi indossano il casco, nonostante l’obbligo, e alcuni si avventurano persino sui marciapiedi. Ma il silenzio resta, come una cortesia urbana.
Ciò che mi ha davvero stupito nelle città è la cura maniacale del decoro urbano. Addetti alla pulizia ovunque, armati di scope e raccoglitori, operano anche tra la folla. Mi è stato detto che sono monitorati via GPS dai loro superiori, per garantire efficienza e copertura.
I giardinieri sono una presenza costante: innaffiano, potano, rifilano siepi con precisione chirurgica. Le strade sono bordate da aiuole fiorite, prati curatissimi, vasi di rose persino sui viadotti chilometrici che si estendono oltre le periferie. Un’armonia visiva che trasforma anche le infrastrutture in paesaggi.
La Cina moderna è anche grattacieli. Tanti, altissimi, uniformi. Anche nelle città “piccole”, dove “piccolo” significa 10 milioni di abitanti, si trovano complessi residenziali prefabbricati, costruiti in serie per rispondere alla domanda abitativa esplosa negli ultimi decenni.
Questi edifici, immersi nel verde, collegati da ampie strade, appaiono desolatamente identici, come alveari futuristici. Una scelta funzionale, ma che sacrifica l’identità architettonica. Un contrasto evidente con la leggerezza delle costruzioni imperiali, come la Città Proibita o il Palazzo d’Estate.
Eppure, la Cina sa anche stupire con l’innovazione. A Shanghai, il quartiere finanziario di Pudong è un caleidoscopio di luci e forme. Dal Bund, il viale lungo la riva sinistra del fiume Huangpu, si ammira uno skyline che sembra uscito da un film di fantascienza.
In Cina, anche il caos è ordinato. Anche il rumore è silenzioso. E anche l’uniformità, a volte, riesce a raccontare una storia. Basta saperla ascoltare.