Ad organizzare la collettiva, che coinvolgerà oltre 30 artisti tra pittori, scultori, fotografi e musicisti, Luisana “Lulù” Leone. Appuntamento in Sala Ruspoli da venerdì 26 a domenica 28 settembre
“Un inno alla vita, all’amore, all’arte, alla luce. A quella luce che Marco Vannini, a cui è dedicata la mostra, continua a portare nei cuori e negli occhi di chi lo ha amato. A Sala Ruspoli un evento eccezionale: oltre 30 artisti tra pittori, scultori, ceramografi, musicisti, cantanti e attori condivideranno le proprie emozioni dipinte su tela, il proprio modo di vedere e vivere la vita, sogni e stati d’animo in una tre giorni, curata e organizzata da Luisana ‘Lulù’ Leone, che vi regalerà momenti d’arte, cultura e sentimento davvero importanti”. A dichiararlo è Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri nel presentare “LigthArt’25 – Per Marco, per l’Arte”, collettiva che sarà visitabile gratuitamente nei locali di Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria a Cerveteri da venerdì 26 a domenica 28 settembre.
Nel vernissage, fissato per le ore 18:30 di venerdì 26 settembre e per tutta la durata della mostra, in programma tanti momenti musicali e poetici, con le note del “Magico Hand Pan” di Daiana Scanu, accompagnata dalla partecipazione delle artiste de “La Voce dell’Essere – Ets”, con la soprano Monica Federico, il Maestro di piano Giovanna Santoro e le voci di Laura e Serena Baldassarri. A far da cornice, Nicole Amoroso al pianoforte e Sophia Antoniu Melega al violoncello.
“Luisana Leone, che tutti conosciamo molto più semplicemente come ‘Lulù’ è un’artista straordinaria, una Donna che ama l’arte ed ama condividerla con gli altri: sentimenti che ogni volta la rendono capace di coinvolgere un numero davvero alto di artisti – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – anche per “LightArt’25” sarà così. Troverete di tutto: solamente per citare alcuni degli artisti più conosciuti nel nostro comprensorio, dalle opere del Maestro Giuliano Gentile, alle riproduzioni d’arte etrusca di RobertoPaolini, fino agli scatti del fotografo dei tramonti Jonathan “L’Epèe” Urbani e tanti altri ancora”.
“Inoltre, questa mostra ha un valore speciale – aggiunge Francesca Cennerilli – sarà infatti dedicata a Marco Vannini, alla memoria e al sorriso del nostro indimenticabile Marco. Un gesto quello di Luisana già fatto in passato e che ha sempre emozionato tantissime persone. Tra i temi principali della mostra infatti, ci sarà il mare, il sole, la natura, tutti elementi che Marco amava profondamente e che siamo felici venga ulteriormente ricordato con questo momento culturale e artistico davvero importante e prestigioso”.
“A tutti gli artisti che prenderanno parte alla mostra – conclude l’Assessore Cennerilli – un sincero augurio di vivere una bella esperienza nella nostra città e a voi tutti, l’invito ad immergervi e “perdervi” tra le tantissime opere di ‘LightArt’25’”
Esporranno le loro opere: Albertism, Stefano Bove “Zhew”, Roberta Brugnetti, Claudio Casani, Francesca Colaciello, Giorgio Consoli, Alessandra Contaldo, Marco Di Francesco, Marco Fanfoni, Federica Fedele, Giuliano Gentile, Daniele Giacomozzi “Giaco”, Pino Giuffrè, Iris Grassi, Zara Kiafar, La Bottega dell’arte di Massimo Rossi, Jonathan “L’Epèe” Urbani, Teo Manco, Roberto Paolini di “Pithos Ancient Reproduction”, Lola Poleggi, Riccardo Reginella, Loredana Sala, Leonardo Scorza “Leos”, Bruno Smocovich, Trip, Andrea Vico, Marian Rodriguez Vigil e Letizia Verticelli.
Oltre che dopo il vernissage di venerdì 26, la mostra sarà aperta sabato 27 e domenica 28 settembre dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 21:00.
In qualità di Sindaco della Città di Anguillara Sabazia, ho il piacere e l’onore di invitarLa all’inaugurazione della “prosecuzione della passeggiata di Via del Molo”, che si terrà sabato 13 settembre 2025 alle ore 11:00, presso l’Anfiteatro dei Soldati, in Via del Molo.
Si tratta di un’opera fortemente desiderata dalla nostra Comunità, un progetto atteso e sentito.
Un traguardo che rappresenta non solo un intervento urbanistico e turistico importante, ma anche un segnale concreto di attenzione verso il territorio e i suoi cittadini.
L’inaugurazione coinciderà con l’apertura della tradizionale Festa della Madonna delle Grazie, momento centrale per la nostra identità culturale e religiosa.
Siamo inoltre orgogliosi che l’edizione di quest’anno possa contare sulla partecipazione della Regione Lazio e di ARSIAL, nell’ambito del programma degli eventi del Giubileo 2025.
Sempre pieno il locale di Federico perché quando si tratta di mangiare, si sa, preferiamo farlo alla Terra Nostra; genuinità delle materie prime, cucina tradizionale e casareccia, accoglienza familiare coniugano anima e palato in un ambiente confortevole ed informale.
Per questo lo sfaccendare dei collaboratori non viene percepito come una catena di montaggio commerciale ma solo come uno scambio umano, per quanto funzionale al servizio ai tavoli.
Per questo Federico non è il titolare seduto dietro una cassa ma è il padrone di casa che accoglie, consiglia, interagisce in maniera semplice e diretta, amichevole e rispettosa; Federico è il tramite tra la sala e la cucina, cura la preparazione di ogni cosa, organizza, prende le ordinazioni, serve ai tavoli, si occupa delle consegne, degli approvvigionamenti, dell’organizzazione degli spazi, si preoccupa di esaudire ogni richiesta: tutto, sempre con un sorriso gioviale, pulito, limpido e travolgente.
Predisporre l’animo dei suoi ospiti concilia con la più perfetta gustabilità di quello che Federico preparerà per loro.
Un atteggiamento antico e purtroppo desueto, ormai, quello del rispetto per chi si fida e si affida ai tuoi servizi che Federico onora secondo un codice di famiglia, oserei dire un codice di Terra Nostra.
Ma l’impostazione di un tempo a cui è fedele, non gli impedisce di ricordarsi che siamo nell’era del digitale, dell’intelligenza artificiale, del web; così Federico attraverso un eccellente sito internet, [terranostraorioloromano.it] riesce a consentire ai suoi clienti di prenotare un tavolo direttamente, visionare già il menù con i prezzi, onesti e competitivi in rapporto con la qualità, di chiedere la consegna a domicilio o il ritiro direttamente al locale all’orario stabilito, senza tempi d’attesa. Sul sito ci sono una gamma di offerte e proposte quotidiane, ma soprattutto una serie di immagini visive di ciò che mangerete.
Mangiare qui sarà un’esperienza sensoriale fatta di fascino e bellezza antiche, sapori distillati tra le ricette della tradizione familiare e locale, alleggerimento e relax; mangiare qui equivarrà ad apprezzare in toto la bellezza di un territorio tutto da scoprire, ma soprattutto riuscire a innamorarsi della Terra Nostra.
Mancano poche settimane alla IX Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility – promosso dal Ministero dell’Ambiente, dal Ministero dei Trasporti e dalla nostra Fondazione – che si terrà lunedì 6 ottobre a Roma dalle 10.00 alle 17.30, presso le Sale della Protomoteca del Campidoglio (ingresso da Piazza del Campidoglio 1 o via del Tempio di Giove).
La giornata si aprirà già dalle 9.15 con un welcome coffee, occasione perfetta per incontrarsi, e si concluderà con un aperitivo con bollicine sulla terrazza del Campidoglio (con vista mozzafiato sui Fori Imperiali..)
In apertura, come d’abitudine, presenteremo il Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, che descrive l’andamento di un settore in costante evoluzione, con molte novità (luci, ma anche ombre): la Sharing mobility ci sembra stia entrando in una fase nuova ed è importante analizzarla approfonditamente insieme partendo dai dati. Il fil rouge della mattinata sarà quello del “Mobility as a right”, e cioè di un nuovo paradigma in cui il ventaglio dei servizi di mobilità condivisa possa essere lo strumento più efficace per migliorare gli aspetti sociali e ambientali delle nostre città.
Il pomeriggio sarà invece dedicato al confronto partecipativo in due workshop, con il format dell’Arena del Ventaglio: uno spazio aperto in cui la Comunità della sharing e gli stakeholder si confronteranno su governance, regole e risorse per rafforzare il sistema della sharing mobility e tracciare insieme nuove strade per i prossimi anni. È il momento di farlo!
Speriamo che possiate partecipare. Ricordiamo che:
Si è svolto domenica 7 settembre il XIII Motoraduno Nazionale, organizzato dal Motoclub Scoordinati di Anguillara sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana (FMI).
La manifestazione ha avuto come suggestiva cornice il lungolago Reginaldo Belloni e Piazza del Molo della cittadina lacustre.
Fin dalle prime ore del mattino numerosi motoclub provenienti da diverse regioni, insieme a tanti appassionati delle due ruote, hanno animato le strade locali, portando colore ed entusiasmo all’evento.
Il presidente del Motoclub, Maximiliano Vittorini, con il prezioso supporto dei soci, ha curato l’organizzazione della giornata, che ha visto la partecipazione di numerosi motociclisti. Gli appassionati hanno potuto visitare gli stand delle principali case motociclistiche e provare i modelli più recenti grazie ai test ride dedicati.
Ad accompagnare l’evento non è mai mancata la musica, proposta da due soci-DJ, mentre per i più piccoli è stato allestito un mini circuito di “Hobby Sport”, che ha permesso loro di cimentarsi con le minimoto sotto la supervisione di un istruttore federale.
Un numeroso serpentone di moto ha effettuato poi il classico motogiro, dove i partecipanti hanno potuto ammirare la bellezza del nostro lago e dintorni e sostare per l’aperitivo, sempre organizzato dal Motoclub.
Momento clou della kermesse è stato il pranzo, a cui hanno preso parte tantissimi centauri, gustando un ricco e apprezzato menù.
La giornata si è conclusa sul palco di Piazza del Molo, dove il presidente Vittorini ha premiato i motoclub partecipanti che si sono distinti per la maggiore presenza ed omaggiato con un presente, tutti i motoclub e gruppi che hanno partecipato all’evento.
Torre Truglia e le sentinelle del tempo e del mare
Sulla punta estrema del promontorio di Sperlonga, dove il mare abbraccia la roccia e il vento racconta storie antiche, sorge la Torre Truglia, simbolo fiero e silenzioso di un passato tumultuoso. La sua prima pietra, secondo gli studi archeologici, risale all’epoca romano-imperiale, probabilmente come faro o torre di segnalazione legata alla villa dell’imperatore Tiberio.
Nel XIV secolo, il sito ospitava una vedetta fortificata, trasformata poi, nel 1532, in una torre di avvistamento vera e propria. Ma la sua esistenza fu presto messa alla prova: nel 1534, il corsaro ottomano Khair Ad-Dìn Barbarossa devastò la costa laziale, distruggendo la torre.
Ricostruita nel 1611, la torre fu nuovamente abbattuta nel 1623 da una nuova incursione turca, che lasciò Sperlonga in cenere e dolore. Ma come l’araba fenice, la Torre Truglia risorse ancora: nel XVIII secolo fu ricostruita e divenne vedetta costiera, poi sede della Guardia di Finanza dal 1870 al 1969, proteggendo il litorale fino all’alba della modernità.
Oggi, la torre ospita il Centro Educazione Ambientale del Parco Riviera di Ulisse, e la sua terrazza panoramica è aperta al pubblico, regalando vedute mozzafiato sul mare e sul borgo bianco di Sperlonga.
Torre Truglia non era sola. Faceva parte di una rete di torri costiere che punteggiavano la costa tirrenica, progettate per avvistare e segnalare l’arrivo dei pirati. Queste torri comunicavano tra loro con segnali di fumo di giorno e fuochi di notte, creando un sistema difensivo che univa terra e mare in un unico respiro.
Nel territorio di Sperlonga, altre due torri completavano questo disegno strategico: Torre Capovento (costruita su uno sperone roccioso a picco sul mare, servì anche come dogana fino al XIX secolo, ma oggi ne restano solo i ruderi, testimoni silenziosi di un passato glorioso) e la Torre del Nibbio (nascosta tra le case del borgo, è parte integrante del castello baronale e si affaccia sulla piazzetta centrale, come un occhio antico che ancora osserva).
La Torre Truglia è più di pietra e calce: è memoria scolpita nel vento, è eco di battaglie e rinascite, è luogo dove il tempo si ferma e il mare parla. Oggi, tra le sue mura, non si odono più i tamburi della guerra, ma il canto delle onde e il sussurro della storia. Chi sale sulla sua terrazza, guarda lontano: non solo verso l’orizzonte, ma dentro sé stesso. Ogni tramonto su quella torre è un abbraccio di luce, dove il passato si dissolve nel presente, e la bellezza diventa eternità.
La Panchina Gigante di Sperlonga: dove il cielo incontra il mare
C’è un luogo, sospeso tra cielo e mare, dove il tempo si ferma per lasciar spazio alla meraviglia. Lungo il sentiero dell’antica Via Flacca, che un tempo collegava le ville romane tra Fondi e Gaeta, oggi si erge una panchina gigante blu, come il Mar Tirreno che le fa da specchio. È la numero 265 del circuito internazionale Big Bench Community Project, inaugurata il 15 ottobre 2022, e già diventata una delle mete più amate dai visitatori.
La panchina si trova sulla collina che domina l’area archeologica della Villa di Tiberio, nei pressi del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga. Per raggiungerla, si parte dall’ingresso del museo e si imbocca il percorso A, segnalato da cartelli che guidano lungo il Promontorio villa Tiberio e costa Torre Capovento – Punta Cetarola.
Il sentiero, immerso nella macchia mediterranea, regala scorci spettacolari: spiagge di Levante e Bazzano, il Golfo del Circeo, le isole Pontine, Ischia e, nelle giornate limpide, persino il profilo del Vesuvio. Salendo sugli appositi gradini, ci si può “arrampicare” sulla panchina e lasciar penzolare le gambe, come facevamo da bambini, quando il mondo sembrava più grande e i sogni più vicini.
Accanto alla panchina, un armadietto di legno custodisce libri per il book-crossing, e un pannello con un buco a forma di cuore invita a immortalare il momento. È un luogo che non solo offre bellezza, ma raccoglie messaggi scritti dai visitatori, pensieri lasciati come bottiglie nel mare, testimonianze di emozioni vissute in un angolo di paradiso.
La panchina gigante di Sperlonga non è solo un’installazione: è un invito a guardare il mondo da un’altra prospettiva, a riscoprire la meraviglia, a rallentare il passo. Sedersi lì è come abbracciare l’orizzonte, lasciando che il vento racconti storie di imperatori, di viaggiatori, di sogni e quando il sole cala dietro il Circeo, la panchina blu diventa un faro di quiete, dove ogni sguardo si trasforma in poesia, e ogni respiro è un inno alla bellezza.
Sapori di Sperlonga: dove il mare incontra il mito
Tra le onde che accarezzano la costa laziale e i vicoli bianchi di Sperlonga, vive una tradizione gastronomica che profuma di mare e leggenda. La Zuppa di pesce alla sperlongana, piatto antico e autentico, nasce dal gesto semplice e geniale dei pescatori: cucinare il pescato del giorno direttamente sulla spiaggia, usando acqua di mare per insaporire. Un trucco arcaico, quasi dimenticato altrove, ma ancora vivo nella memoria locale, che dona al piatto un sapore profondo e salmastro, come un abbraccio del Tirreno. I protagonisti sono i pesci “poveri” ma ricchi di gusto: tracine, scorfani, gronchi, insieme a molluschi e crostacei locali come cozze, vongole, sconcigli, seppioline e polipetti. Ogni cucchiaiata è un viaggio nel tempo, un racconto di fatica e ingegno, da gustare lentamente con pane tostato e cuore aperto.
Altro piatto che racconta l’anima di Sperlonga sono i Bombolotti al ragù di seppie. Pasta corta, simile ai rigatoni, ma più larga e generosa, accoglie un ragù bianco di seppie finemente tritate e cotte a lungo, con cipolla, vino bianco, alloro, prezzemolo fresco e, talvolta, un tocco di peperoncino. È una sinfonia marina che unisce la delicatezza del mollusco alla robustezza della cucina casalinga laziale. Un piatto che sa di casa, di terrazze affacciate sul mare e di domeniche lente.
Se Sperlonga ha il mare negli occhi e la pietra nel cuore, i suoi dolci ne custodiscono l’anima più tenera. Nati dalla semplicità contadina e dai profumi della Riviera di Ulisse, i dolci sperlongani sono piccole opere di poesia gastronomica, capaci di evocare feste, tramonti e racconti tramandati tra generazioni. Tipico è la Panicella di Sperlonga, un dolce pasquale dalla forma semplice ma dal sapore profondo con un impasto di pane arricchito con liquore, semi di anice e vanillina. Profuma di primavera e di riti antichi. Veniva preparato dalle famiglie per celebrare la rinascita, spesso decorato con uova sode colorate.
I piatti di Sperlonga sono memorie impastate, profumi che raccontano, gesti che resistono al tempo. Ogni morso è un ritorno alle feste di paese, alle cucine delle nonne, ai tramonti sul mare con il cuore pieno e le mani zuccherate. E quando il sole cala dietro la Torre Truglia diventano il sigillo dolce di una giornata perfetta.
Tra i prodotti più preziosi della terra pontina, spicca il Sedano bianco di Sperlonga IGP4. Coltivato su terreni sabbiosi e salmastri tra Fondi e Sperlonga, questo ortaggio si distingue per la sua croccantezza, delicatezza e sapore aromatico. La raccolta avviene da febbraio a giugno, e la sua produzione è limitata, rendendolo una vera eccellenza. Secondo la leggenda, il sedano bianco era considerato afrodisiaco: la ninfa Calipso, nella mitica Odissea, lo avrebbe servito a Ulisse per trattenerlo con sé. Un ortaggio che non è solo ingrediente, ma simbolo di seduzione e memoria, capace di trasformarsi in sorbetti, gelati, frittate e piatti gourmet.
Sperlonga non è solo un borgo, è un canto di mare e terra, dove ogni piatto è una carezza salata, ogni ingrediente una storia da raccontare. La zuppa che nasce sulla spiaggia, la pasta che profuma di seppie, il sedano che seduce come un mito antico: tutto qui è memoria che nutre. E quando il sole cala dietro il Circeo, tra i profumi della Riviera di Ulisse, la cucina di Sperlonga diventa un inno alla bellezza, dove il gusto si fa poesia, e ogni boccone è un ritorno a casa.
Sperlonga: dove la pietra racconta e il silenzio canta
Nel cuore bianco e luminoso di Sperlonga, tra vicoli che si arrampicano come pensieri e terrazze che si aprono come sogni sul mare, si celano tre custodi del tempo. Non sono solo edifici: sono memorie scolpite, preghiere sospese, frammenti di eternità.
La Chiesa di Santa Maria di Spelonca Edificata nel XII secolo, è la più antica del borgo. Oggi accoglie eventi culturali, ma un tempo era il fulcro spirituale tra Gaeta, Fondi e Terracina. Al suo interno, due navate con loggiati femminili raccontano la devozione di un’epoca. Nella Cappella del Presepe, una statua lignea di San Leone Magno (scuola napoletana, XVIII sec.) veglia sul borgo. Gli affreschi medievali, riemersi grazie a restauri recenti, sussurrano storie di fede e resistenza
La Chiesa di San Rocco Una cappella del XV secolo, discreta e sempre aperta. Sorge lungo la salita dal mare al centro storico, come un invito alla quiete. Nei suoi toni rosati e nel profumo di fiori freschi, si respira pace e raccoglimento. È il punto di partenza della processione serale del 16 agosto, che porta la statua del Santo fino al mare, tra fuochi e preghiere
Palazzo Sabella, tra le pietre antiche del borgo, è un palazzo signorile che conserva un segreto storico: nel 1379 ospitò l’antipapa Clemente VII, in fuga da Anagni dopo la disfatta di Marino. La sua facciata, rifatta nel XVI secolo, cela le tensioni dello Scisma d’Occidente. È uno dei palazzi più arcaici di Sperlonga, testimone silenzioso di intrighi e rifugi
In questi luoghi, la pietra si fa voce, il silenzio si fa canto, la storia si fa pelle.
Visitare Santa Maria, San Rocco e Palazzo Sabella è come sfogliare un libro scritto dal vento e dal sale, dove ogni affresco è una carezza, ogni statua un pensiero, ogni pietra un battito.
Nel rapporto di Confesercenti di inizio anno emerge un dato catastrofico: in Italia siamo vicino ad un’apertura a fronte di 3 chiusure di piccole attività, il peggiore da dieci anni a questa parte. Colpa del rallentamento dei consumi, della carenza di credito, della curva demografica, a cui si aggiungerà presto l’effetto dei dazi. Lo stesso Draghi ha ammesso al Senato che l’Italia -sbagliando strategia- ha attuato in questi 20 anni una svalutazione interna tagliando i salari e la spesa pubblica, per rimanere competitiva sulle esportazioni. In parole semplici: se pago di meno l’operaio che produce un prodotto che poi vendo all’estero, riuscirò a venderlo a un prezzo più conveniente e a piazzarmi sul mercato con un maggiore ritorno economico (almeno nel breve periodo). Questo è accaduto perché l’euro, a differenza della lira, non si può svalutare e quindi si è deciso di tagliare i costi di produzione a partire dai salari, invece di incentivare -magari con agevolazioni al credito delle imprese- gli investimenti per aumentare la produttività. Nonostante i sacrifici fatti dagli italiani, la stretta economica volta al “raggiungimento forzato” del saldo primario statale (differenza fra entrate ed uscite dello Stato al netto del pagamento degli interessi sul debito), non ha raggiunto i risultati sperati e il debito pubblico italiano non è affatto diminuito.
Così, solo fra gennaio e dicembre dello scorso anno sono spariti 61.634 esercizi a fronte di appena 23.188 nuove imprese del commercio. “Un problema enorme sia sul piano economico sia sul piano sociale. Purtroppo, fino ad ora si è fatto nulla o poco per porre un’argine alla scomparsa dei piccoli negozi”, sottolinea Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti. Il rischio di trasferire il totale controllo della distribuzione commerciale a pochi monopolisti e alle grandi multinazionali è elevato. Nel 2014 le aperture erano state 43.324, pari a poco più di 118 al giorno, mentre nel 2024, il ritmo giornaliero di iscrizioni si è ridotto a 63,5, quasi la metà.
Davanti a questo cupo scenario occorre chiedersi quali possano essere le soluzioni percorribili, non solo per rallentare il trend ma per invertirlo e mantenere vivo il nostro tessuto economico, specie nei piccoli centri urbani che si stanno spegnendo lentamente.
In questo contesto un percorso realizzabile può essere quello del Progetto AURI. Un sistema fondato sulla vera natura della moneta, basata sulla fiducia dei cittadini che la accettano e la utilizzano per gli acquisti locali. Infatti la moneta, cartacea o digitale, non essendo più legata all’oro dal 1971, viene oggi accettata solo per convenzione. Da qui si potrebbe partire per creare una moneta legata al valore del territorio per incentivare gli scambi, e quindi il potere d’acquisto di chi la utilizza con importanti benefici per le imprese locali. Una moneta che per convenzione ha lo stesso valore dell’euro, 1 auri = 1 euro.
Roma, 11 settembre 2025. La Regione Lazio stanzia nuovi fondi per l’erogazione dei voucher sport e amplia la platea degli ammessi.
Saranno infatti oltre 47mila le famiglie che potranno ricevere il buono da 500 euro per far praticare sport ai figli di età compresa tra i 6 e i 18 anni, grazie allo stanziamento di 24 milioni di euro per il 2025-26.
È quanto è stato deliberato oggi in Giunta regionale su sollecitazione dell’Assessore allo Sport Elena Palazzo.
“Si tratta di un’operazione senza precedenti. Voglio per questo ringraziare il Presidente Francesco Rocca che fin dalla pubblicazione del bando, nel marzo scorso, ha sempre creduto nella bontà di questo progetto ed è stato al mio fianco nel percorso. Siamo riusciti, grazie ai Fondi FSE+, a incrementare di ulteriori 14 milioni di euro, la somma già resa disponibile di 10 milioni – spiega l’Assessore Palazzo -.
In questo modo possiamo far scorrere immediatamente la graduatoria degli aventi diritto, arrivando a coprire l’intera platea dei richiedenti. Le 27mila famiglie che erano risultate idonee, ma per le quali non avevamo copertura economica, potranno incassare il loro voucher: 500 euro per praticare la disciplina preferita in una delle 1749 associazioni, società sportive e enti del terzo settore di ambito sportivo di tutto il Lazio che hanno aderito al progetto. Parliamo di famiglie con un reddito Isee fino a 50mila euro, dunque un bacino molto esteso. Niente di simile era stato mai fatto in regione”.
“Lo sport è fondamentale per il benessere dei nostri ragazzi e l’assessorato allo sport della Regione Lazio non vuole lasciare indietro nessuno. Oggi lo dimostriamo con i fatti”, conclude l’assessore Palazzo.
Sul sito di Sport e Salute saranno pubblicate nei prossimi giorni tutte le informazioni sulle modalità per accedere ai voucher.
“Voucher per lo Sport – Regione Lazio” è un’iniziativa promossa dalla Regione Lazio, Direzione regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, in qualità di Organismo Intermedio del PR FSE+ 2021-2027, realizzata in collaborazione con Sport e Salute e cofinanziata dall’Unione Europea – Programma FSE+ della Regione Lazio 2021-2027.
Le prossime elezioni comunali vengono dopo un quinquennio di governo della destra incapace di affrontare le priorità della città e avviare cambiamenti sostanziali e duraturi, disperdendo in un insieme di iniziative di corto respiro la grandissima opportunità offerta dai finanziamenti europei (PNRR).
Sinistra italiana è nata per costruire e rafforzare un partito che considera la riconversione ecologica la chiave di uno sviluppo ancorato alla affermazione dei diritti sociali e ambientali, e allo stesso tempo contribuire alla costruzione un’alternativa culturale e politica ai governi e alle amministrazioni di centro destra.
Per questo parteciperemo – nelle forme che decideremo, con il simbolo di AVS – alle prossime elezioni comunali, per costruire insieme a tutte le realtà progressiste un grande progetto di rilancio della nostra città, con il coraggio dell’innovazione e della partecipazione e con l’obiettivo della sostenibilità, qualità ed efficienza.
Occorre che si operi collegialmente organizzando da settembre incontri con la cittadinanza per la costruzione di un programma condiviso, nella consapevolezza che la destra non si batte puntando sulla somma dei consensi (presunti) dei vari soggetti, ma dando speranza specialmente a chi ha perso la fiducia e non va a votare: guardiamo all’elettorato “di sinistra”, il più deluso da anni e decenni di involuzione del “mondo progressista”, sempre più spostato su posizioni liberiste e di predominio del privato sul pubblico.
Andremo agli incontri con grande apertura, pronti all’ascolto ma anche a illustrare le nostre idee, proponendo alcuni temi:
1) PNRR: bilancio sui finanziamenti assegnati al comune di Anguillara, sul loro impiego ed attuazione dei progetti approvati.
2) Trasparenza e partecipazione: comitati di quartiere, consultazioni dei cittadini, ecc..
3) Gestione del territorio: analisi critica su attuazione del piano regolatore, limitazione del consumo di suolo, viabilità e parcheggi, verde pubblico; va bocciato attuale progetto PUA (Piano di Utilizzo degli Arenili) e completamente riprogettato, insieme alla gestione di tutto il litorale; riqualificazione dell’anguillarese.
4) Ambiente e energia: contenzioso su gestione privatistica di ACEA e ruolo del Comune di Roma, uso razionale dell’acqua; investimenti “produttivi” per rinnovabili ed efficienza energetica, Comunità Energetiche Rinnovabili; sito rifiuti nucleari nella Tuscia; tariffa puntuale sui rifiuti, sostegno al compostaggio domestico e di comunità, riduzione e riciclo.
5) Politiche sociali e diritti: adeguare imposte comunali alla dichiarazione ISEE; progetti di formazione generale, linguistica e istituzionale; strumenti di sostegno e incentivo allo studio, estesi agli extracomunitari.
6) Economia e lavoro: contrasto al lavoro nero e sotto-pagato; turismo di qualità e non saltuario, sinergie con l’area provinciale di Roma; iniziative per attività produttive nel campo agricolo, turistico, artigianale, culturale.
7) Cultura: utilizzo struttura ex consorzio e teatro scuola media S. Francesco, potenziamento dell’orario di apertura della biblioteca comunale, ruolo e rapporti con la proloco.
8) Giovani: dare loro voce [papa Francesco “se vuoi aiutare i giovani ascoltali”] e strumenti di partecipazione; creare punti di aggregazione, anche con l’apertura pomeridiana dei locali scolastici.
9) Città metropolitana, e rapporto con Roma.