Comunicato stampa
PICCOLO PARADISO, ACCESSO AL MARE GARANTITO AD AGOSTO. A SETTEMBRE LA NUOVA SCALETTA
“Un filo di fumo”: al Parco della Legnara a Cerveteri omaggio jazz ad Andrea Camilleri
Comunicato stampa
Appuntamento per venerdì 14 agosto alle ore 21:30, ingresso gratuito. A Ferragosto invece, arriva Enrico Capuano e la “tammurriata rock”, domenica c’è Briga
Uno degli scrittori, sceneggiatori e registi più prolifici della seconda metà del ‘900 in Italia. Andrea Camilleri, il “padre” del “Commissario Montalbano”, rivive a Cerveteri in una serata che mescolerà teatro e improvvisazione Jazz, con lo spettacolo “Un filo di fumo”, riadattamento del romanzo dell’autore siciliano. L’appuntamento è per venerdì 14 agosto alle ore 21:30 al Parco della Legnara a Cerveteri, con ingresso gratuito.
“La vita, la carriera di Andrea Camilleri raccontata tra teatro e grande improvvisazione jazz – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – non un canonico “reading” celebrativo, ma un happening musicale in cui voce e musica interagiscono e creano in tempo reale, rendendo ogni serata irripetibile.
Sul palco, l’attrice Barbara Bovoli, anche speaker e doppiatrice, protagonista di numerose serie Tv e spettacoli di successo, Paolo Damiani, direttore d’orchestra e polistrumentista e Alessandro Papotto, clarinettista, sassofonista e flautista.
Gli appuntamenti dell’Estate Caerite proseguono poi nei giorni seguenti: la sera successiva, giorno di Ferragosto, sabato 15 agosto, ad accendere il palco del Parco della Legnara sarà Enrico Capuano e “la tammurriata rock” in concerto, mentre domenica sera sarà il turno di Briga in concerto, sempre ad ingresso gratuito.
Estate, le Fragilità invisibili. Solitudine estiva degli anziani. Vissuti di sgomento e risorse di cura
Ne parliamo con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica italiana (SPI)
Intervista di Marialuisa Roscino
L’estate, tradizionalmente celebrata come un tempo di leggerezza, vacanze e socialità, si rivela spesso per gli anziani il periodo più critico e insidioso dell’anno. Lo spopolamento delle città, la chiusura dei centri di aggregazione, la partenza dei familiari e le ondate di calore che costringono a una clausura forzata in casa trasformano la solitudine in un vero e proprio isolamento fisico ed esistenziale.
Al riguardo, la psicoanalista Adelia Lucattini offre una chiave di lettura profonda e rigorosa, evidenziando come l’estate amplifichi il senso di sgomento e vulnerabilità psicologica. La rottura della routine quotidiana e il vuoto relazionale li rende senz’altro più fragili. Diventa pertanto, fondamentale comprenderne i meccanismi psicologici di questo disagio e attivare una rete di protezione fatta di ascolto, presenza e attenzione, anche clinica, mirata. Lo vediamo in questa intervista con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica italiana e dell’International Psychoanalytical Association.
Lucattini: Il silenzio dell’anziano non va interpretato come disinteresse, può essere una difesa mentale dal dispiacere di dipendere da qualcuno, dalla paura di essere un peso, dalla preoccupazione di non essere ascoltato con attenzione e interesse
Dott.ssa Lucattini, l’estate è generalmente un periodo gioioso, fatto di relax, di riposo, tempo libero per dilettarsi in attività piacevoli di svago, all’insegna dello sport e della vita sociale, ma per molti anziani, coincide purtroppo con una fase di profonda crisi. Perché, la stagione estiva, amplifica così tanto il senso di solitudine degli anziani?
Quando questa trama relazionale si interrompe, il vuoto esterno può riattivare vissuti interni di perdita, abbandono e precarietà. Le persone anziane, soprattutto i grandi anziani, che possono avere già affrontato lutti, riduzione dell’autonomia e cambiamenti di ruolo, la rarefazione delle relazioni può accentuare la fragilità emotiva e il sentimento di non essere più sufficientemente “tenuti nella mente” di qualcuno. Il caldo in sé e le ondate di calore in aumento, limitano drasticamente la possibilità di uscire e incidono sull’autonomia fisica che può concorrere ad aumentare ulteriormente l’isolamento relazionale.
La letteratura recente conferma che nell’età avanzata, isolamento sociale e solitudine sono associati a depressione, ansia e declino cognitivo da deprivazione, ovvero da mancanza di rapporti sociali. Inoltre, a contribuire a questo stato di malessere, si aggiungono i cambiamenti di vita soprattutto se repentini, basti pensare alle improvvise ondate di caldo anomalo, i merricane e le piogge intense, insorti sempre più precocemente, già a partire dalla primavera, quando il clima è solitamente mite e favorisce le uscite dopo le temperature rigide dell’inverno. Naturalmente, per ciò che concerne, le condizioni di vulnerabilità personale, è noto che gli anziani abbiano maggiori problematiche fisiche e psicologiche dovute all’età, che di conseguenza, ne influenzano la cronicizzazione. (Clinics in Geriatric Medicine, 2025).
In questo contesto di vuoto relazionale, in che modo, in particolare, la solitudine si trasforma in un vero e proprio vissuto di sgomento?
La solitudine diventa sgomento quando non è più soltanto assenza di compagnia, ma è percepita come perdita di un legame interiore affettuoso e rassicurante. In termini psicoanalitici, la presenza dell’altro non svolge solo una funzione di socializzazione ma contribuisce a mantenere un senso di continuità, sicurezza e appartenenza.
Quando i legami si rarefanno, soprattutto negli anziani, possono riattivarsi angosce di separazione, perdita e abbandono, anche molto antiche, avvenute nell’infanzia e nella giovinezza che si vanno a sommare a quelle più recenti. Gli anziani possono allora sentirsi non soltanto soli, ma anche non più importanti per nessuno, dimenticati o creduti morti, quest’ultimo è un pensiero molto più frequente di quel che non si pensi, poiché è una proiezione sugli altri sulla sensazione interiore di assenza, depressione, morte psichica. È in questi passaggi, che il vuoto relazionale può trasformarsi in sgomento, una sensazione di disorientamento, precarietà e impotenza.
Uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders mostra la stretta correlazione negli anziani, tra sentirsi esclusi, sentirsi isolati e sintomi ansiosi e depressivi, particolarmente evidente nelle persone più fragili fisicamente, anche se lo si riscontra anche in alcune forme di demenza senile.
Quali sono, a Suo avviso, i campanelli d’allarme più sottili che i familiari e i caregiver dovrebbero cogliere durante i mesi estivi?
I campanelli d’allarme più importanti sono spesso piccoli cambiamenti rispetto al comportamento abituale, il telefonare di meno, il rinunciare alle visite, perdere interesse per ciò che prima dava piacere, disinteresse per la cura di se stessi, dormire o mangiare di meno, diventare più suscettibili e irritabili, avere un’accentuazione e quindi lamentarsi più frequentemente dei disturbi fisici, anche minimi.
Particolarmente significativo, è quando l’anziano ripete di non volere disturbare o essere di peso. In una lettura psicologica profonda, può trattarsi di un “ritiro difensivo”, per proteggersi dal timore di essere rifiutati o di sentirsi dipendenti, gli anziani rinunciano in anticipo a cercare l’altro con il rischio, più che fondato, che il disinvestimento progressivo dalle relazioni alimenti ulteriormente solitudine e sentimenti depressivi. Per questo, i familiari dovrebbero osservare soprattutto ciò che cambia, anche quando l’anziano continua a dire che “va tutto bene” (Journals of Gerontology. B. Psychological Sciences and Social Sciences, 2025).
Spesso si pensa che basti regalare loro una distrazione momentanea. Quali sono invece, gli interventi psicologici e relazionali davvero efficaci per restituire sollievo alle persone anziane, soprattutto in estate?
Sicuramente non basta distrarre o intrattenere l’anziano in modo formale e distaccato, quello che aiuta è soprattutto una presenza affettiva stabile e prevedibile, emotivamente costante. Telefonate regolari, visite concordate insieme, piccoli appuntamenti quotidiani, attività da fare insieme e occasioni di incontro con i loro coetanei, aiutano a ricostruire quella continuità esistenziale che durante l’estate tende a interrompersi.
In termini psicoanalitici, è importante offrire contenimento e rispecchiamento, ovvero fare sentire la persona pensata, ascoltata e ancora capace di suscitare interesse nell’altro. Anche coinvolgerli nelle decisioni, scegliere le attività, organizzare un incontro, mantenere piccole responsabilità personali, sostiene e rinforza l’autoefficacia e l’autostima contrastando la passività e la dipendenza.
Quando compaiono ritiro marcato, perdita d’interesse o sintomi depressivi, è invece opportuno un vero intervento psicologico, psicoterapeutico e psiconalitico, non soltanto dare una maggiore compagnia. Questo è confermato da uno studio, che dimostra che interventi strutturati di pieno supporto e coinvolgimento sociale, negli anziani possono ridurre la solitudine e i sintomi depressivi, favorendo anche autoefficacia e capacità di adattamento. (Studio pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry (2025).
Nello specifico, come possono i familiari decodificare questo silenzio e trovare invece, la chiave giusta per aprire un canale di comunicazione autentico?
Il silenzio dell’anziano non va interpretato come disinteresse, può essere una difesa mentale dal dispiacere di dipendere da qualcuno, dalla paura di essere un peso, dalla preoccupazione di non essere ascoltato con attenzione e interesse. Per aprire un canale autentico di dialogo, quindi, è importante non incalzare con domande, ma offrire una presenza affettiva disponibile, capace anche di tollerare lunghe pause, divagazioni, allentamenti della memoria, silenzi.
Nei momenti di maggiore fragilità o isolamento estivo può essere particolarmente prezioso ascoltare i ricordi che emergono spontaneamente. Raccontare il proprio lavoro, gli affetti, episodi familiari, viaggi, amicizie o momenti particolarmente cari, permette agli anziani di ritrovare un filo tra ciò che è stato e ciò che è oggi. In termini psicoanalitici, la narrazione autobiografica può sostenere la continuità del Sé, l’identità e il sentimento del proprio valore, soprattutto quando l’invecchiamento comporta perdite di ruoli, di persone o di autonomia.
È fondamentale, però, che i ricordi siano liberi e mai forzati, non bisogna trasformare il dialogo in un interrogatorio né pretendere necessariamente ricordi felici. L’ascolto autentico consiste nel seguire ciò che l’Altro desidera raccontare, rispettando anche le reticenze. In questo modo, può sentirsi ancora depositario di una storia che non solo interessa qualcuno ma che continua ad avere significato, trasmettere esperienze, narrazioni, fatti, impressioni fanno parte di un fondamentale bagaglio transgenerazionale che dovrebbe essere cercato e certamente mai perduto.
Una ricerca pubblicato sul Journal of Contemporary Psychotherapy (2025), specificamente dedicata alla psicoterapia psicodinamica e psicoanalitica nell’anziano sottolinea proprio l’importanza dell’esplorazione delle esperienze passate, delle perdite, delle relazioni e delle trasformazioni dell’identità; evidenzia inoltre come questo lavoro possa favorire autoriflessione, comprensione di sé, relazioni e senso di valore personale.
Quali consigli si sente di dare ai familiari e ai caregiver?
-Mantenere una presenza regolare. Meglio contatti brevi ma costanti, che visite sporadiche: la continuità affettiva rassicura e riduce il senso di abbandono;
-Ascoltare senza fare troppe domande. Lasciare spazio ai silenzi e alle parole spontanee, evitando domande pressanti o atteggiamenti troppo direttivi;
-Prestare attenzione ai piccoli cambiamenti. Ritiro, irritabilità, perdita di interesse, trascuratezza o frasi tipo “non voglio disturbare”, possono essere segnali di disagio;
-Favorire i ricordi spontanei. Parlare liberamente di lavoro, affetti, amicizie e momenti significativi può sostenere la continuità del Sé e il sentimento del proprio valore, senza mai forzare la memoria;
-Non infantilizzare e mantenere un dialogo formale e cortese. Coinvolgere l’anziano nelle decisioni quotidiane e rispettarne desideri, tempi e autonomia protegge l’autostima e la dignità personale;
-Conservare gelosamente le piccole routine. Pasti, telefonate, passeggiate compatibili con il caldo e appuntamenti condivisi aiutano a mantenere riferimenti temporali e relazionali stabili;
-Chiedere aiuto quando il ritiro persiste. Se compaiono isolamento marcato, tristezza prolungata, perdita d’interesse o forte angoscia, è importante rivolgersi al medico e agli specialisti curanti e, quando necessario, a uno psicologo o allo psicoanalista.
“APERIMUSIC PER UN DRAGONBOAT”
Comunicato stampa
L’UNITA’ DEVE TORNARE A CASA
Dal profilo Facebook del PD
da oltre un anno il Partito Democratico lavora perché l’Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta.
Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell’acquisto all’asta del 2022. Una proposta limpida: l’Unità torna al Partito Democratico, senza compartecipazioni societarie. Abbiamo esaminato anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale. A differenza del passato, non cerchiamo investitori perché siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale.
Possiamo assumere questo impegno perché in questi tre anni di segreteria Schlein abbiamo rimesso in sicurezza il PD. Il bilancio 2025 si è chiuso con un utile superiore a 3,6 milioni e un patrimonio netto oltre 5,5 milioni. Il miglior bilancio degli ultimi 15 anni. Abbiamo chiuso la cassa integrazione per i nostri dipendenti, rinnovato e migliorato il contratto, risanato i conti e aumentato fortemente le risorse destinate ai territori, mandandone in tre anni il triplo di quante ne erano state mandate nei sette anni precedenti. Grazie a questo il 2×1000 continua a crescere: già i dati a luglio di questo anno ci dicono che 524.840 cittadini hanno scelto il PD, per oltre 8,1 milioni di euro; cioè le stesse risorse che nel 2023 abbiamo raccolto non in sei mesi ma in dodici.
Questa solidità la investiamo in buona politica: per riaprire sedi, sostenere l’organizzazione e ricostruire strumenti di partecipazione, informazione ed elaborazione culturale, per le nostre campagne sulla sanità pubblica e la scuola, sul salario minimo e il lavoro dignitoso, sulle politiche industriali e la transizione ecologica.
Per questo accogliamo volentieri l’appello rivolto a Romeo e al PD da tante personalità della cultura e dell’informazione: da Edith Bruck a Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia, Ivano Fossati e molti altri. Perdere la voce dell’Unità sarebbe un impoverimento per tutta la sinistra italiana.
Negli ultimi tre anni le Feste dell’Unità sono passate da circa 200 a più di 500. Una comunità è tornata a incontrarsi, discutere, organizzarsi. Vogliamo restituire a quelle feste anche il loro giornale, nello spirito indicato da Antonio Gramsci; cioè non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del paese.
La nostra proposta è sul tavolo. Prima che si imbocchino altre strade, ci auguriamo che prevalga la volontà di riconsegnare l’Unità al suo popolo. Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia. Non per nostalgia. Ma perché una sinistra che vuole cambiare il Paese ha bisogno anche di luoghi nei quali costruire idee, cultura e pensiero.
CONTROLLI SERRATI SUL LITORALE. DAL 13 AGOSTO AL VIA ANCHE IL PROGETTO “PRESIDIO E TUTELA”
COMUNICATO STAMPA
UNA NOTTE LUNGA UN GIORNO. Ladispoli sceglie un Ferragosto di condivisione, sicurezza e rispetto del mare
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ArcheoTheatron chiude il mese di agosto con i grandi appuntamenti firmati da Agostino De Angelis
Comunicato stampa
Dopo il successo a Gallipoli, il progetto “I Sentieri dell’Anima” e il tour culturale firmato dal regista e attore proseguono tra Cerveteri, Santa Marinella e Minturno con conferenze sull’AI, teatro immersivo e un omaggio speciale a Totò insieme alla nipote Elena De Curtis.
Dopo il grande riscontro di pubblico ottenuto lo scorso 7 agosto a Lido San Giovanni di Gallipoli con la presentazione del libro “Pensieri Riversi” di Paola Scarpa, l’Associazione Culturale ArchéoTheatron si appresta a chiudere un mese di agosto ricco di cultura, arte e riflessione scientifica. Sotto la direzione artistica dell’attore e regista Agostino De Angelis, si terrà un trittico di appuntamenti imperdibili all’interno della IV Edizione del Progetto itinerante “I Sentieri dell’Anima”.
Primo appuntamento sulla Scienza e l’Attualità con la conferenza sull’Intelligenza Artificiale che si terrà sabato 22 Agosto 2026, ore 19:00 nei Giardini del Castello del Sasso della Famiglia Patrizi a Cerveteri (RM). La suggestiva cornice del Castello del Sasso ospiterà l’incontro divulgativo dal titolo «L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – Cos’è veramente: aiuto o pericolo?». In un momento storico in cui l’AI rappresenta una delle sfide più controverse e affascinanti, l’ing. Roberto Centofanti guiderà il pubblico in un viaggio rigoroso alla scoperta di meccanismi, potenzialità e reali rischi di questa tecnologia. L’evento sarà introdotto dalla dott.ssa Desirée Arlotta, Presidente di ArchéoTheatron. L’appuntamento, con la collaborazione del parroco Padre Mario Vecchierelli, ha lo scopo di raccogliere fondi per la Parrocchia di Santa Croce. Ingresso con contributo libero fino ad esaurimento posti (accesso dal cancello dei giardini).
Il Secondo appuntamento sarà uno spettacolo teatrale itinerante immersivo: “Ogni volto sopra di me …. Sospiri”. Domenica 23 Agosto 2026, ore 19:00 a Santa Marinella nella località Caccia e Riserva / Largo Padelletti lo spettatore farà un viaggio immaginario ed emozionale tratto dal libro dello scrittore santamarinellese Massimiliano Passerani, con regia e adattamento di Agostino De Angelis. Nello scenario naturale del luogo andrà in scena la Compagnia dei Volti, nata proprio 10 anni fa dall’unione di artisti del territorio con gli attori dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage. Ben 20 attori daranno vita a uno spettacolo itinerante e interattivo che racconta la quotidianità e la bellezza dell’interiorità umana attraverso vari personaggi. Il pubblico sarà condotto direttamente da De Angelis con l’autore Passerani lungo un percorso in cui i “sentieri dell’anima” prenderanno magicamente forma. Ad arricchire il viaggio la musica di Edoardo Cangini alla chitarra e il canto di Lorenzo Pellegrini e Asia Transilvani, movimento coreografico della Obelix Academy e la partecipazione dei Cavalieri dei Colli Etruschi.
Terzo appuntamento tutto dedicato al Principe della risata con lo spettacolo “Totò, l’Uomo oltre la Maschera” che si terrà Mercoledì 26 Agosto 2026, ore 21:00 nel Chiostro Comunale di Minturno (LT). A chiusura delle attività di agosto, in occasione dei festeggiamenti di Maria SS. delle Grazie, ArchéoTheatron propone una straordinaria performance teatrale e multimediale dedicata al più grande attore italiano del ‘900. Un atto unico di circa 1 ora e 30 minuti in cui Elena Anticoli De Curtis, nipote del celebre attore, dialogherà sul palco con Agostino De Angelis, ripercorrendo aneddoti, lettere private, canzoni e poesie tratte anche dai suoi libri, con proiezioni di immagini e filmati. In scena l’accompagnamento musicale al pianoforte del M° Rosalba Lapresentazione e il canto del soprano Debora Condello e la partecipazione di Riccardo Frontoni attore dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage.
Gli eventi hanno il patrocinio di: Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Cerveteri e Parrocchia Santa Croce, Comune di Santa Marinella, Comune di Minturno e Parrocchia San Pietro Apostolo, rivista Archeologia Viva, Firenze ArcheoFilm Festival e tourismA.
Stand up comedy a Cerveteri, al Parco della Legnara Chiara Becchimanzi con “Terapia di gruppo”
Comunicato stampa
Appuntamento per giovedì 13 agosto alle ore 21:30, ingresso gratuito
La Stand Up comedy sbarca a Cerveteri. Giovedì 13 agosto alle ore 21:30 sul palcoscenico del Parco della Legnara arriva Chiara Becchimanzi, con “Terapia di gruppo”, uno spettacolo che abbatte gli stereotipi, che va contro il politicamente corretto, che sviscera una ad una le paure di ogni giorno e il contagio delle paure. Nessun copione, ma improvvisazione pura: un dialogo costante tra artista e pubblico, che varierà in base all’evolversi dello spettacolo.
“Per noi è un piacere poter riprendere il programma della nostra Estate Caerite con un’artista come Chiara Becchimanzi, una vera e propria mattatrice del palcoscenico e che vive di teatro sin da giovanissima, quando neppure aveva compiuto 18anni – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessora alla Cultura del Comune di Cerveteri – tantissime le tournée in carriera così come le collaborazioni: il grande pubblico televisivo senza dubbio è abituata a vederla il venerdì sera all’interno del programma di La 7 “Propaganda”, dove è ospite ricorrente ma Chiara ha una carriera ben più lunga che l’ha vista calcare i più grandi palcoscenici italiani ed internazionali, giungendo sino in Germania, Spagna, Messico e Cile. La stand up è una forma di comicità nuova, innovativa: Chiara Becchimanzi in questo è una vera e propria leader, che coniugherà arte, satira, comicità e attivismo, strappando al pubblico una risata ma anche importanti momenti di riflessione”
Dal 2020 a oggi, tra conduzioni radiofoniche (“La Ritirata dei Gladiatori”, Dimensione Suono Roma), scritture televisive (“Boomerissima”, su Rai2), spettacoli teatrali (troppi da elencare!), apparizioni cinematografiche (l’ultima in “Come far litigare mamma e papà” di Gianluca Ansanelli, con Giampaolo Morelli e Carolina Crescentini), tour di stand up in tutta Italia, è non soltanto uno dei volti più apprezzati nei teatri italiani, ma anche sul web dove conta solamente su Instagram più di 200mila follower
IL RISPETTO DEI LUOGHI È UNA RESPONSABILITÀ DI TUTTI: FERMATO UN PRESUNTO ABBANDONO DI RIFIUTI NEL PARCO
Comunicato stampa
Le immagini di una fototrappola decisive per individuare il responsabile
Prosegue senza sosta l’attività di vigilanza dell’Ente Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano a tutela del territorio e dell’ambiente.
Nella giornata di oggi, i GuardiaParco dell’Ente, nell’ambito delle attività di controllo e contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti, hanno individuato, grazie alle immagini registrate da una fototrappola, una persona che avrebbe effettuato lo scarico di rifiuti in un’area sottoposta a tutela ambientale nel territorio di Cesano di Roma.
Le immagini acquisite hanno consentito agli agenti di ricostruire l’accaduto, individuare il mezzo utilizzato e risalire all’identità della persona, che è stata denunciata all’Autorità competente per presunto abbandono illecito di rifiuti.
I materiali abbandonati sarebbero riconducibili, tra l’altro, a sanitari dismessi e rifiuti derivanti da attività edilizie, una tipologia di scarico particolarmente grave per le conseguenze che può determinare sul decoro, sulla sicurezza e sull’ecosistema.
L’intervento dimostra l’efficacia delle attività di monitoraggio svolte dai GuardiaParco, anche attraverso l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza e fototrappole, nelle aree maggiormente esposte al fenomeno.
L’Ente Parco ricorda che il territorio protetto non è una discarica e che il conferimento dei rifiuti deve avvenire esclusivamente attraverso i canali autorizzati.
L’abbandono dei rifiuti, oltre a rappresentare un grave danno per l’ambiente e per l’intera comunità, comporta conseguenze anche sotto il profilo amministrativo e penale, con la possibilità che venga imposto al responsabile anche l’obbligo di rimozione dei materiali e di ripristino dello stato dei luoghi.
«Il rispetto dei luoghi è una responsabilità di tutti – sottolineano in maniera univoca il Direttore Sabatini e il Commissario Iacomelli –. Il nostro territorio è un patrimonio comune che dobbiamo difendere ogni giorno. L’attività dei nostri GuardiaParco continuerà con determinazione, anche attraverso gli strumenti tecnologici a disposizione, per contrastare chi deturpa e danneggia l’ambiente».
L’Ente Parco invita cittadini, visitatori e operatori economici a collaborare alla tutela del territorio, segnalando eventuali situazioni di abbandono o comportamenti illeciti agli organi competenti.
Si precisa che la persona denunciata è da considerarsi presunta innocente fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità da parte dell’Autorità giudiziaria.
Ente Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano


