Il Sindaco Gubetti: “Pace e cessate il fuoco immediato, nessuno volti lo sguardo altrove davanti agli orrori della guerra e di ciò che sta accadendo a Gaza”
“Ciò che sta accadendo a Gaza, e purtroppo anche in tanti altri angoli del mondo, non può e non deve lasciarci indifferenti. In queste settimane l’Italia intera si sta mobilitando, con cortei, scioperi e manifestazioni. Sabato 4 ottobre si tornerà in piazza: su invito del Comune di Civitavecchia e della locale sezione dell’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – saremo presenti come Sindaci del Litorale a nord di Roma, insieme alla società civile, per una manifestazione di pace e giustizia a sostegno del popolo palestinese, martoriato dal dramma della guerra”.
A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, nell’annunciare la propria partecipazione – in rappresentanza dell’intera cittadinanza – alla manifestazione “Pace e Giustizia per Gaza”, promossa dal Sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene con l’Anpi di Civitavecchia. Il ritrovo è fissato per le ore 16:00 ai Giardini del Pincio: da lì il corteo proseguirà fino a Piazza Frati. Tra gli ospiti previsti: S.E. Mona Abuamara, ambasciatore palestinese in Italia, l’attore e scrittore Moni Ovadia e Fabrizio De Sanctis, referente nazionale dell’Anpi.
“Ancora oggi, nel 2025, siamo costretti ad assistere a scene inutili, folli, assurde e vergognose di fame, miseria e morte a causa di conflitti nuovi e ingiustificati: penso a Gaza, penso all’Ucraina, penso a tanti luoghi del mondo dove ogni giorno muoiono civili inermi, tra cui molte donne e molti bambini – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – situazioni sulle quali noi Sindaci possiamo incidere poco, se non facendoci portavoce del sentimento dei cittadini, scendendo pacificamente in strada insieme a loro per far sentire alto il bisogno di pace. Possiamo farlo con atti simbolici, come la mozione recentemente approvata nel nostro Consiglio comunale e in tanti altri Comuni; possiamo farlo promuovendo iniziative di sensibilizzazione e di informazione, soprattutto tra i giovani. Ma siamo consapevoli che devono essere i Governi nazionali ed europei ad assumere posizioni chiare e a compiere azioni concrete”.
“Abbiamo bisogno di pace. Subito, adesso. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato – conclude il Sindaco –. Sabato, a Civitavecchia, lo chiederemo tutti insieme. Ringrazio il Sindaco Marco Piendibene per aver condiviso questa manifestazione con gli altri Sindaci del litorale e l’Anpi per averla organizzata. Fare rete è fondamentale: soprattutto quando in gioco ci sono valori universali come quello della pace”.
“Dopo gli appuntamenti di Cesano di settembre scorso, il 6/7/8 ottobre tornano nel nostro Municipio, questa volta nel quartiere di La Storta, le giornate dedicate agli screening oncologici. Dalle 10.00 alle 18.00, con accesso libero, i residenti del territorio della ASL Roma 1 potranno effettuare gratuitamente i seguenti esami:
– Programma di screening oncologico della cervice uterina, gratuito per donne dai 25 ai 64 anni
– Programma di screening oncologico del colon retto, gratuito per uomini e donne dai 50 ai 74 anni
– Programma di screening oncologico della mammella, gratuito per donne dai 50 ai 74 anni
– Programma di screening HCV – test per epatite C, gratuito per uomini e donne dai 35 ai 55 anni
Un’iniziativa della Asl Roma 1 in collaborazione con il Municipio XV, che insieme proseguono nell’attività di sensibilizzazione e prevenzione con numerosi appuntamenti su tutto il territorio.
Abbiamo a cuore la salute delle nostre cittadine e dei nostri cittadini, come anche siamo profondamente convinti che la diagnosi precoce, attraverso controlli regolari e test di screening, sia uno dei principali strumenti per prevenire o riconoscere l’insorgenza di patologie. E’ per questo che accogliamo davvero con entusiasmo la prossima iniziativa, una grande opportunità per la cittadinanza che potrà, gratuitamente e in tutta sicurezza, monitorare il suo stato di salute ed effettuare visite di routine ma davvero necessarie.”
l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” vi invitano a un evento speciale dedicato alla memoria del celebre scrittore 𝕊𝕥𝕖𝕗𝕒𝕟𝕠 𝔹𝕖𝕟𝕟𝕚, scomparso recentemente.
𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟬 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳:𝟯𝟬, Stefania Di Michele e Marco Vitali torneranno a trovarci, dopo i successi delle precedenti iniziative, per portare alcune letture tratte dalle opere di Stefano Benni. La recitazione di Stefania e le musiche di Marco si incontreranno di nuovo per celebrare la creatività, l’ironia e l’immaginazione di uno degli autori più amati della letteratura italiana.
Domenica 5, 12 e 19 ottobre 2025 al Bioparco di Roma saranno organizzati gli ’Incontri di natura’, attività e laboratori interattivi in sei postazioni dislocate nei 17 ettari del parco.
L’iniziativa – che si svolge dalle ore 11.00 alle 17.00 – ha lo scopo di permettere ai visitatori di incontrare la natura nelle sue molteplici forme, focalizzando l’attenzione sulle fragilità.
Le postazioni nel dettaglio: in “Ecosistemi in equilibrio’ è presente una torre di mattoncini in equilibrio tra loro per capire quanto gli ecosistemi siano delicati. Ogni volta che si sottrae un mattoncino si rischia di far crollare tutto.
Nella stazione ‘Predatori della notte’ si potranno osservare da vicino piume, penne, crani, uova, usare una speciale macchina didattica per scoprire come vedono gli uccelli ed evidenziare le caratteristiche e gli adattamenti di prede e predatori.
In ‘Denti sorprendenti’ saranno messi a confronto i crani di diverse specie e gli adattamenti alle diverse diete. La postazione ‘Chi l’ha fatta?’ è invece dedicata ai reperti che si trovano in natura, con particolare riferimento agli escrementi della fauna italiana.
‘Dalle api al miele’ descrive la frenetica attività di un alveare, con i ruoli specifici all’interno della comunità, e il complesso modo di comunicare di questo affascinante insetto sociale.
Particolare attenzione è rivolta ai bambini più piccoli nella postazione ‘Le stagioni dell’orso’, dedicata al grande mammifero che popola anche le nostre montagne, dove si troverà un tabellone e tanti disegni da posizionare per scoprire la dieta differenziata del plantigrado in ogni stagione.
Nel corso delle giornate, infine, si potrà visitare l’esposizione Plasticocene, allestita nella Sala degli elefanti. La mostra è costituita da installazioni artistiche accompagnate da pannelli informativi sulla salvaguardia dell’ambiente acquatico e marino.
Gli argomenti trattati spaziano dalla nascita della plastica, al suo riuso e riciclo, passando per la tropicalizzazione dei mari causata dai cambiamenti climatici, analizzando tematiche come la sovrapesca e l’invasione delle specie aliene, con focus sull’inquinamento da plastiche e microplastiche.
La rassegna è ideata e curata dall’artista divulgatrice Elisabetta Milan, con il supporto scientifico del WWF Area Marina Protetta di Miramare.
Le attività della giornata sono comprese nel costo del biglietto di ingresso.
Al via due attività dedicate al sostegno psicologico e clinico: il Servizio di Psico-Oncologia e l’Ambulatorio di Uro-Oncologia.
La ASL Roma 5 amplia l’offerta assistenziale rivolta ai pazienti oncologici e ai loro familiari attivando nel mese di ottobre due nuovi servizi presso l’Unità di Oncologia del Presidio Ospedaliero San Giovanni Evangelista di Tivoli.
La nuova offerta comprende il Servizio di Psico-Oncologia, attivo ogni mercoledì dal 1° ottobre e pensato per garantire il necessario supporto psicologico alle persone con patologia oncologica e alle loro famiglie in un’ottica di cura integrata e multidisciplinare, e l’Ambulatorio di Uro-Oncologia, rivolto alla presa in carico e al follow-up degli utenti affetti da patologie uro-oncologiche e che sarà attivo ogni martedì a partire dal 7 ottobre.
“L’attivazione dei due nuovi servizi, resa possibile dalla collaborazione multidisciplinare tra diverse professionalità sanitarie, rafforza l’offerta assistenziale dell’Oncologia dell’Ospedale di Tivoli garantendo percorsi diagnostico-terapeutici più tempestivi, integrati e centrati sulla persona.
Un approccio che consolida la sinergia tra competenze mediche, con l’obiettivo di incidere in maniera concreta e positiva sulla qualità di vita dei pazienti con patologia oncologica e dei loro familiari”, dichiara la Dott.ssa Rosa Saltarelli, Direttrice dell’Unità di Oncologia del San Giovanni Evangelista.
“Con l’attivazione del percorso di Psico-Oncologia si compie un ulteriore passo nel processo di umanizzazione dell’assistenza rivolta alle persone più fragili”, sottolinea il Dott. Giuseppe Nicolò, Direttore del Dipartimento integrato di Salute Mentale, Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e delle Dipendenze Patologiche (DSM-DP).
“Con questo servizio la ASL Roma 5, attraverso il Dipartimento di Salute Mentale e in sinergia con l’Unità di Oncologia, si impegna a garantire il massimo supporto a chi sta affrontando un momento di particolare difficoltà”.
“Il nuovo Ambulatorio di Uro-Oncologia, gestito in collaborazione con l’Unità di Oncologia, garantirà in regime di Servizio Sanitario Nazionale prime visite uro-oncologiche finalizzate allo screening, alla diagnostica e alla programmazione terapeutica dei tumori urologici (prostata, vescica, reni e testicoli).
Si eseguiranno, inoltre, visite di controllo per i follow-up dei pazienti, rafforzando così la presa in carico e la continuità assistenziale sul territorio della ASL Roma 5”, aggiunge il Dott. Flavio Forte, Direttore dell’Unità di Urologia dell’Ospedale di Tivoli.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 0774 316.4353 – 0774 316.4553
Roma, 1 ottobre 2025 – “Oggi è stata approvata dal Consiglio Regionale del Lazio la mozione da me presentata che invita il Presidente della Regione, Rocca, e la Giunta ad attivarsi affinché venga data concreta attuazione, negli Atenei del Lazio, all’istituzione di tre lauree specialistiche: “Cure Primarie e Sanità Pubblica”, “Cure Pediatriche e Neonatali”, “Cure Intensive e nell’Emergenza”, annunciate dal Ministro della Salute, durante il Congresso Nazionale della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI).
A rendersi parte attiva presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché si lavori fin da subito alla definizione degli ordinamenti didattici e a prevedere, di concerto con le Asl e gli ordini professionali, campagne informative e di sensibilizzazione sulle opportunità di crescita professionale per gli studenti già iscritti e per coloro che vogliono intraprendere questa professione.
Il provvedimento, che ha ricevuto un ampio consenso trasversale in Aula, si inserisce nel più vasto contesto delle politiche volte alla valorizzazione del capitale umano nel settore della sanità.
L’invito è teso ad arginare il fenomeno della carenza degli infermieri che, oltre a rivestire carattere di emergenza nazionale, sta impattando sull’intero servizio sanitario regionale, con ripercussioni anche sul carico di lavoro per il personale in servizio. Solo nel Lazio il fabbisogno formativo, per l’anno accademico 2024-2025, individuato dal Ministero della Salute è stimato in 3.431 unità.
E’ necessario agire con tempestività e lungimiranza per garantire al nostro sistema sanitario risorse umane qualificate e adeguate alle esigenze crescenti. L’istituzione di questi nuovi corsi di laurea specialistica rappresenta un passo decisivo per il rilancio della figura dell’infermiere, aumentandone l’attrattività e rendendola appetibile anche attraverso nuovi e maggiori sbocchi di carriera.
Come evidenziato nella mozione, l’avvio delle tre lauree permetterà agli infermieri di acquisire una formazione avanzata e competenze specifiche per svolgere ruoli di maggiore responsabilità e a esercitare la prescrizione infermieristica di trattamenti assistenziali e ausili. L’obiettivo è quello di potenziare le competenze professionali degli infermieri e migliorare l’assistenza sanitaria”.
E’ quanto dichiara, Mario Luciano Crea capogruppo della Lista civica Rocca Presidente in Consiglio regionale del Lazio.
Nuovi appuntamenti anche quest’anno presso il cortile della Rocca Albornoz di Viterbo con gli eventi organizzati da Quartieri dell’Arte con lo spettacolo “Il Rinascimento” dove sarete proiettati in una moltitudine di epoche tra i salotti vittoriani di Oscar Wilde e Walter Pater e sui palcoscenici lignei dei teatri di Shakespeare, nei locali di stand-up comedy contemporanei e in un futuro prossimo immaginato, fino ad arrivare a un incontro finale tra le epoche, per interrogarsi sul senso della parola che ne compone il titolo: Rinascimento.
Nuova versione (expanded) del testo di Gian Maria Cervo con interventi di Massimo Bagnato regia di Pierpaolo Sepe
Appuntamenti:
🔷 sabato 4 ottobre alle ore 17:00 per il Festival Michelangelo
🔷 domenica 5 ottobre alle ore 17:00 per il Festival Quartieri dell’Arte
Tarquinia, oltre 3 milioni e 200mila euro di investimenti nei primi 15 mesi Il sindaco Francesco Sposetti: “Abbiamo investito sulla città tre volte tanto rispetto allo stesso periodo della precedente giunta Giulivi”
Tarquinia (VT), 1° ottobre 2025 – “In questi primi 15 mesi abbiamo investito sulla città tre volte tanto rispetto allo stesso periodo della precedente giunta Giulivi: oltre 3 milioni e 200mila euro destinati a lavori già realizzati o finanziati, contro appena 1 milione e 100mila euro registrati in passato”.
Lo dichiara il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, sottolineando come la nuova amministrazione abbia impresso una svolta concreta nella gestione delle risorse pubbliche.
«Questi numeri – prosegue il sindaco Sposetti – non sono soltanto cifre, ma opere, cantieri e interventi su scuole, strade, spazi pubblici e servizi essenziali che ogni giorno migliorano la qualità della vita dei cittadini». Tra i progetti principali già avviati o conclusi ci sono: 318mila euro per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle scuole; 180mila euro per il rifacimento completo di via Porto Clementino, al Lido; 120mila euro per la messa in sicurezza degli incroci di via IV Novembre; 196mila euro per l’ampliamento della biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli”.
Tra le iniziative più importanti finanziate che partiranno in futuro: 99mila euro per la riqualificazione della circonvallazione Vincenzo Cardarelli; 480mila euro per gli interventi sul palazzo comunale; 1 milione e 373mila euro per il lungomare, a cui si aggiungono fondi comunali. “La capacità di intercettare risorse, programmare con serietà e dare priorità agli interessi della collettività è il nostro modo di amministrare – conclude il primo cittadino –.
In questo primo anno di lavoro lo abbiamo fatto senza clamori, ma con risultati concreti. Continueremo su questa strada: lasciamo che a parlare siano i fatti, non le parole”.
L’adolescenza è un periodo delicato per tutti i ragazzi, e le difficoltà scolastiche possono avere un impatto significativo sull’autostima, sulla motivazione e sulla socializzazione. Nel caso di BES e DSA, si ritiene, pertanto, prioritaria una diagnosi precoce. Ma quando è proprio necessario intervenire? E perché è importante saperne riconoscere le caratteristiche e le differenti tipologie di trattamento?Ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana componente dell’International Psychoanalytical Association.
Dott.ssa Lucattini, cosa riferiscono i dati in merito alla scolarizzazione nel mondo e in Italia oggi, con particolare riferimento ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento?
I DSA rappresentano una condizione tutt’altro che marginale: riguardano ormai uno studente su 16 in Italia, e almeno uno su dieci a livello mondiale. L’impegno delle istituzioni sanitarie e scolastiche si conferma decisivo non solo per garantire diagnosi tempestive e uniformi sul territorio, ma anche per promuovere un reale diritto all’inclusione e al successo formativo lungo tutto l’arco della vita.
Su scala globale, le stime dell’OMS indica (2022) una prevalenza di disturbi specifici dell’apprendimento tra il 5 e il 15% della popolazione in età scolare, con variazioni legate a criteri diagnostici e sistemi educativi. Negli Stati Uniti, ad esempio, la prevalenza di “learning disabilities” tra i bambini e adolescenti è stimata attorno all’8%.
Negli ultimi anni in Italia si è registrato un costante aumento degli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) certificati, riflesso sia di una maggiore consapevolezza diagnostica sia di un più diffuso ricorso agli strumenti previsti dalla legge 170/2010. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’anno scolastico 2022/2023 gli studenti con DSA sono stati 354.569, pari al 6,0% della popolazione scolastica (MIUR, 2023).
La distribuzione varia per ordine di scuola: 3,2% nella primaria, 6,7% nella secondaria di I grado e 7,1% nella secondaria di II grado. Tra i disturbi, la dislessia è la più frequente (oltre 200.000 casi), seguita da disortografia, disgrafia e discalculia. Restano tuttavia significative le differenze territoriali: nel Nord-Ovest le certificazioni raggiungono il 7,9%, mentre al Sud si fermano al 2,8% (MIUR, 2023).
Il quadro universitario conferma una sottorappresentazione, nel 2020 gli studenti con DSA iscritti negli Atenei italiani erano circa 16.000, pari all’1% della popolazione universitaria. Un dato che suggerisce diagnosi ancora tardive e percorsi scolastici frammentati.
Quali sono, a Suo avviso, le principali difficoltà che i ragazzi con DSA possono avere nel delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza?
Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza rappresenta per tutti una fase delicata, in cui si ridefinisce l’identità personale e sociale. Per i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) questa transizione può essere ancora più complessa. La scuola, che è il luogo privilegiato di crescita e confronto, diventa spesso anche la principale fonte di fatica: modalità di insegnamento e di verifica pensate per studenti con un apprendimento tradizionale possono far emergere frustrazione e senso di inadeguatezza.
Uno dei rischi principali è quello di sviluppare vissuti di diversità e isolamento. I bambini con DSA spesso si accorgono presto di avere una modalità diversa di apprendere, ma non riescono a darle un nome: questo li porta, soprattutto nei primi anni di scuola, a credere di avere un “handicap”. Con l’arrivo dell’adolescenza, quando cresce il bisogno di appartenenza al gruppo dei pari, tale percezione può amplificare la vulnerabilità emotiva.
Uno studio pubblicato su PLoS ONE (2024) mostra che questi ragazzi sono più esposti a disturbi d’ansia e depressione, in particolare quando la diagnosi arriva tardi. Uno studio italiano recente, condotto su un ampio campione di adolescenti, ha evidenziato come ansia, depressione e stress siano dimensioni distinte ma strettamente interconnesse del disagio emotivo.
Questo dato conferma che i sintomi psicologici negli adolescenti con DSA non vanno letti solo come reazione alla difficoltà scolastica, ma come parte di un funzionamento emotivo complesso che richiede attenzione clinica e supporto.
Quali sono, in particolare, i disturbi dell’apprendimento che si possono individuare con produttività?
I quattro Disturbi Specifici dell’Apprendimento certificabili sono: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Il Programma Didattico Personalizzato (PDP) può essere attivato anche in presenza di altri disturbi che influenzano l’apprendimento.
Si tratta, per esempio, di disturbi da dispersione d’attenzione (legati all’assunzione di farmaci per asma, emicrania, malattie croniche, ecc.), del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), con o senza iperattività, che si manifesta con tempi di attenzione ridotti, o del disturbo delle funzioni esecutive, caratterizzato in particolare da difficoltà nella memorizzazione. Possono inoltre rientrare in tale ambito i disturbi d’attenzione e concentrazione con iperattività secondari a stati depressivi medio-gravi.
Questa configurazione normativa si allinea una ricerca pubblicata su Children (2023) che considera l’ADHD come un disturbo neuroevolutivo con impatti su attenzione, memoria, funzioni esecutive e apprendimento.
Infine, non va dimenticato che il PDP può essere richiesto anche per studenti che praticano sport a livello agonistico (non necessariamente riconosciuto a livello nazionale) o per musicisti iscritti a conservatori pubblici o privati, nei casi in cui queste attività interferiscano con gli impegni scolastici o di studio.
Perché è fondamentale riconoscere e trattare precocemente i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?
La diagnosi precoce è fondamentale. Qualsiasi difficoltà agli apprendimenti può essere riconosciuta già nella scuola dell’infanzia, ma generalmente si attende la terza elementare (scuola primaria) per somministrare test psicodiagnostici. Questo è motivato dalla necessità di rispettare i tempi evolutivi individuali dei bambini e dal fatto che, con l’avanzare delle classi, le richieste scolastiche crescono e diventa più evidente la necessità di adattare metodi e strumenti di valutazione.
Un intervento tempestivo consente di promuovere l’apprendimento delle abilità fondamentali, di introdurre strumenti e strategie compensative adeguate, e di stimolare la motivazione e la fiducia nello studente, che può così mostrare ciò che sa fare con modalità valorizzanti. Questo processo favorisce la partecipazione al gruppo classe e la piena inclusione scolastica.
Uno pubblicata su Applied Neuropsychology: Child (2025), le tecniche di identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento, incluse procedure tradizionali e strumenti tecnologici emergenti, risultano essenziali per ridurre gli impatti a lungo termine e promuovere percorsi educativi più inclusivi.
In che modo, il Programma Didattico Personalizzato può aiutare gli studenti con BES e DSA a raggiungere risultati scolastici positivi e a favorire competenze utili anche per l’Università e per il mondo del lavoro?
Attraverso il PDP, lo studente non è più valutato solo secondo standard uniformi, ma secondo criteri calibrati alle sue potenzialità (tempi più lunghi, uso di strumenti compensativi, modalità alternative di studio). Questo favorisce la fiducia, riduce il senso di frustrazione e rende più evidente il valore delle competenze effettivamente acquisite. Nel medio-lungo termine, con un adeguato supporto, il PDP può promuovere migliori risultati scolastici, maggior motivazione allo studio, e una transizione più fluida verso l’autonomia educativa e professionale.
Un elemento chiave è che il PDP insegna allo studente strategie metacognitive e strumenti compensativi che lo rendono più efficiente nel gestire le proprie difficoltà. Così, quando si troverà a dover affrontare carichi di studio più grandi e complessi (università, inserimento lavorativo), avrà già una “cassetta degli attrezzi” funzionale: non solo conoscenze, ma modalità ragionate di apprendimento e auto-monitoraggio.
Uno studio pubblicato su Brain Science (2025) ha dimostrato che interventi basati su sistemi di apprendimento adattivo e personalizzato hanno generato miglioramenti significativi in studenti con DSA (in particolare nella fluenza aritmetica e nella comprensione della lettura) rispetto ai metodi tradizionali, con grandi dimensioni d’effetto. Un altro studio su Disability and Rehabilitation: Assistive Technology (2025) studio focalizzato sulla disgrafia, ha evidenziato che l’adozione di tecnologie assistive (speech-to-text, predizione di parole, strumenti organizzatori grafici) ha impatti positivi sul rendimento scolastico e sul coinvolgimento degli studenti.
Quale ruolo possono avere genitori, insegnanti e adulti di riferimento sul percorso scolastico, sul benessere emotivo e sulle relazioni degli studenti con BES e DSA?
Tutti gli adulti di riferimento svolgono un ruolo cruciale nel sostegno agli studenti con BES e DSA, non solo introducendo competenze didattiche, ma riconoscendo e valorizzando le capacità individuali, l’impegno, l’originalità e la creatività di ciascuno. In un contesto educativo sempre più consapevole della varietà dei bisogni degli studenti, prestare attenzione ai BES e ai DSA è fondamentale per assicurare inclusione e accompagnare bambini e adolescenti nel mostrare e non solo “dimostrare”, le proprie qualità, i propri interessi e le loro potenzialità relazionali.
Un dato rilevante pubblicato su Frontiers in Education (2025) sulle tecnologie educative inclusive ha mostrato che l’uso di strumenti digitali personalizzati e tecnologie assistive ha mostrato di favorire significativamente la partecipazione e l’apprendimento degli studenti con bisogni diversi, permettendo di adattare materiali e modalità didattiche al profilo individuale.
Quali suggerimenti pratici si sente di offrire ai genitori di bambini e adolescenti con BES o DSA, per sostenerli nel percorso scolastico ed emotivo?
Accogliere e normalizzare la diagnosi. Non viverla come un’etichetta, ma come uno strumento per comprendere meglio i punti di forza e le difficoltà del proprio figlio;
Collaborare con la scuola, mantenendo un dialogo costante con insegnanti e specialisti, partecipando attivamente alla costruzione e alla revisione del PDP;
Valorizzare i talenti personali, aiutando i figli a coltivare passioni e interessi extra-scolastici (sport, arte, musica, tecnologia) che rafforzano autostima e motivazione;
Creare un ambiente sereno di studio a casa e offrire uno spazio privo di distrazioni, con tempi regolari e pause frequenti, sostenendo lo studio senza trasformarlo in una fonte di conflitto;
Promuovere un’autonomia graduale, incentivando il bambino o l’adolescente a usare strumenti compensativi (mappe, software, audiolibri) per imparare a gestire da solo i propri compiti e organizzare il tempo;
Prendersi cura del benessere emotivo, prestando attenzione ai segnali di disagio, ansia o tristezza. Se necessario, rivolgersi a uno specialista: un supporto psicologico può prevenire il rischio di isolamento e depressione, frequenti negli adolescenti con BES e DSA con diagnosi tardiva e non supportati.
E agli adolescenti?
Conoscere le proprie specificità e comprendere il funzionamento del proprio disturbo, così da acquisire consapevolezza dei punti di forza e delle aree di fragilità;
Utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi anche attraverso l’aiuto di un tutor le prime volte. Mappe concettuali, sintesi vocali, software e tempi aggiuntivi non sono facilitazioni indebite, ma strumenti che permettono di esprimere appieno se stessi e le proprie competenze;
Chiedere aiuto nei momenti di difficoltà. E’ sempre bene parlare con gli insegnanti, i genitori o anche uno specialista e psicoanalista. La richiesta di sostegno è un segno di maturità e mai di debolezza;
Organizzare lo studio con metodo, pianificando i compiti in piccoli passi: suddividere le verifiche e prevedere pause regolari aiuta a ridurre lo stress e a migliorare la resa scolastica;
Coltivare sempre i propri interessi personali, sport, musica, arte, tecnologia, volontariato, impegno nel sociale, diventano spazi di espressione autentica, rafforzando l’autostima e la motivazione;
Costruire e mantenere relazioni significative, significa non isolarsi e coltivare i rapporti con amici e i compagni di scuola perché permette di condividere difficoltà e successi, creando una rete di sostegno che favorisce la resilienza e il benessere.