Blog Pagina 362

ANGUILLARA, IN CENTINAIA IN PIAZZA PER LA PALESTINA. RETE STUDENTI «PIZZIGALLO SI ESPRIMA, IL CONSIGLIO APPROVI LA MOZIONE»

Si riceve e si pubblica

Poco fa si è conclusa la manifestazione ad Anguillara Sabazia per chiedere la fine del genocidio a Gaza, il riconoscimento dello stato di Palestina e lo stop dell’invio di armi da parte dello Stato Italiano.

La manifestazione è stata lanciata dalla Rete degli Studenti Medi di Bracciano e del territorio Sabatino, di concerto con le realtà di Anguillara: associazioni, sindacati, partiti e personalità politiche che sono scese in piazza insieme.

Il corteo, partito intorno alle 10 da San Francesco, ha visto la partecipazione di più di 300 cittadini e cittadine, studenti e studentesse, per arrivare in corteo sotto al Comune di Anguillara Sabazia tra cori e bandiere per la Palestina.

«Oggi ad Anguillara abbiamo visto una mobilitazione che non si vedeva da tempo» racconta Aureliano Bucci della Rete degli Studenti Medi di Bracciano e del territorio sabatino. «Una mobilitazione ampia, che ha visto convergere tutte le realtà del territorio di Anguillara sensibili al tema».

Come preannunciato, la manifestazione ha avuto come rivendicazione l’approvazione della mozione comunale sul riconoscimento dello Stato di Palestina, già approvata nella maggior parte dei comuni del lago di Bracciano e del territorio sabatino, a cui solo il Comune di Anguillara Sabazia si è sottratto.

«Non possiamo restare indifferenti a ciò che sta accadendo. Ci sceglie di non esprimersi è complice del Genocidio» continua l’organizzazione studentesca. «Il Sindaco Angelo Pizzigallo si esprima, il consiglio comunale di Anguillara approvi la mozione per il riconoscimento dello stato di Palestina»

Il sindacato studentesco annuncia che continuerà a mobilitarsi nelle scuole e nel territorio, affinché il comune prenda una posizione netta sul tema.

Rete degli Studenti Medi di Bracciano

2 EDIZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE DEL CAREGIVER E DELL’INCLUSIONE SOCIALE

Si riceve e si pubblica

Questa seconda edizione della giornata regionale del caregiver ha come
tema centrale il progetto di vita.
Vi aspettiamo presso l’ASP istituto Romano di San Michele insieme alle
famiglie delle persone con disabilità, a esperti di rilievo nazionale ed
europeo con i quali approfondiremo il valore sociale del caregiver familiare,
le strategie europee e regionali che stanno ridisegnando gli interventi del
welfare e il sistema integrato dei servizi sociali; parleremo della rivoluzione
derivante dalle nuove tecnologie e delle innovazioni introdotte dal nuovo
piano sociale regionale approvato il 23 luglio scorso.
Particolare attenzione dedicheremo ai giovani caregiver, spesso chiamati a
conciliare studio, cura e aspirazioni personali; parleremo di scuola, università
e inserimento lavorativo, perché il progetto di vita deve significare futuro,
possibilità e inclusione.
Vogliamo aprire prospettive nuove, condivise e partecipate, per costruire un
sistema sociale che sappia essere al fianco delle persone anche nei momenti
più complessi.
Questa giornata vuole essere un invito a camminare insieme. Solo insieme
possiamo dare alla cura il potere di diventare motore di una nuova comunità
solidale.

Massimiliano Maselli, assessore all’inclusione sociale

PROGRAMMA
SABATO 11 OTTOBRE
APERTURA DELL’EVENTO:
COFFEE DI BENVENUTO
ATTIVITÀ SOCIALI
Partita di Basket
2 EDIZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE DEL CAREGIVER E DELL’INCLUSIONE SOCIALE A
INTRODUCE:
Massimiliano Maselli
SALUTI ISTITUZIONALI:
Amedeo Ciaccheri Presidente del Municipio Roma VIII
Antonello Aurigemma Presidente Consiglio Regionale Lazio
Luciano Ciocchetti Vice Presidente Commissione Sanità Camera Dei Deputati
Barbara Funari Assessore Alle Politiche Sociali e alla Salute Roma Capitale
Alessia Savo Presidente Commissione Sanità Regione Lazio
Giorgio Simeoni Capogruppo Forza Italia – Regione Lazio
Alessio D’Amato Capogruppo Insieme per il Lazio Azione – Regione Lazio
Marietta Tidei Capogruppo Italia Viva – Regione Lazio
Laura Cartaginese Capogruppo Lega – Regione Lazio
Alessandra Zeppieri Capogruppo Polo Progressisti e Ecologista- Regione Lazio
Nazareno Neri Capogruppo Gruppo Misto Noi Moderati – Regione Lazio
Francesco Rocca Presidente Regione Lazio
LUNCH
PROGRAMMA
SABATO 11 OTTOBRE
2 EDIZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE DEL CAREGIVER E DELL’INCLUSIONE SOCIALE A
13:30
INTERVENTI
Maurizio Borgo Garante Nazionale Disabili
Franco Parasassi Presidente Fondazione Roma
Daniele Sinibaldi Presidente Anci Lazio – Regione Lazio
Francesco Pastorello Presidente CRIRoma
Enrico Coppotelli Segretario Cisl – Regione Lazio
Natale Di Cola Segretario Cgil – Regione Lazio
Alberto Civica Segretario Uil – Regione Lazio
Armando Valiani Segretario Ugl – Regione Lazio
Marco Marcocci Presidente Confcooperative – Regione Lazio
Mauro Iengo Presidente Legacoop – Regione Lazio
Maria Pia Zitti Presidente Unci Lazio – Regione Lazio
Lorenzo Stura Presidente Un.i.coop – Regione Lazio
Marco Olivieri Presidente Agci – Regione Lazio
Giovanni Ricci Presidente Unione Europa delle Cooperative Lazio – Regione Lazio
Francesca Danese Presidente Forum Terzo Settore – Regione Lazio
Umberto Emberti Gialloreti Presidente Consulta Disabilità – Regione Lazio
15:30
15:00
PROGRAMMA
SABATO 11 OTTOBRE
2 EDIZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE DEL CAREGIVER E DELL’INCLUSIONE SOCIALE A
FOCUS ENEL S.p.A.
– Il ruolo delle aziende per l’inclusione sociale
( Aldo Forte)
TAVOLI TEMATICI
IL PROGETTO DI VITA E LA TUTELA DEL CAREGIVER
– Le politiche europee sul progetto di vita e la European Care Strategy
( Adriana Masgras)
– Quale futuro oltre e dopo la cura: presentazione dello studio del CNEL
(Alessandro Geriae Fiovo Bitti)
– La riforma della disabilità: il progetto di vita e le nuove prospettive per il
caregiver (Gianfranco De Robertis)
– Il piano regionale autismo: la centralità della persona con disabilità, del
caregiver e della comunità ( Stefania Stellino)
– Il ruolo delle consulte:potenziare la partecipazione delle famiglie e dei
caregiver (Gabriella Schina)
Modera: Ornella Guglielmino
SCUOLA E UNIVERSITÀ: QUALI AZIONI A FAVORE DEL GIOVANE CAREGIVER?
– Crescere tra libri e cura: il percorso scolastico “su misura” per il giovane
caregiver ( Annarita Giuseppone )
– Sognare il futuro: un modello innovativo di università inclusiva per i giovani
caregiver (Giuseppe Calabrò)
– Qualità di vita del caregiver e forme di tutela dedicate al ruolo di cura
(MarinaPetrini)
– Diamo valore alle differenze
(Maria Teresa Diodati)
Modera: Elisabetta Longo
IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE E LE NUOVE TECNOLOGIE
– Il Nuovo Piano sociale regionale: il ruolo dei Consorzi e l’intelligenza
artificiale (Simona Polizzano)
– La transizione digitale dei servizi sociali: rischi e opportunità
(Stefano Nocentini)
– Etica e parità di accesso nei servizi sociali digitali(Tiziana Catarci)
– Servizi innovativi: il progetto Anchise (Leonardo Palombi)
Modera: Fulvio Viel
PROGRAMMA
SABATO 11 OTTOBRE
2 EDIZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE DEL CAREGIVER E DELL’INCLUSIONE SOCIALE A
16:30
17:30
19:30 CONCLUSIONE LAVORI
L’ABITARE AUTONOMO: NUOVI STRUMENTI E OPPORTUNITÀ
– Il vivere autonomo: nuovi modelli abitativi per favorire l’autonomia e i percorsi
di emancipazione e crescita (Dino Barlaam)
– Il modello budget di salute: autodeterminazione della persona e integrazione
sociosanitaria(Elisa Gullino)
– L’abitare nel Dopo di noi: consulenza giuridica a disposizione delle
famiglie (Marco Forcella)
– Interventi di inclusione sociale nel campo della salute mentale
( Marinella Cornacchia)
Modera: Antonio Mazzarotto

Per tutta la durata dell’evento, le équipe multidisciplinari dei Centri Tobia offriranno
consulenze mediche e visite specialistiche gratuite.
Sarà inoltre disponibile un servizio di triage dedicato, con la possibilità di prenotare eventuali prestazioni aggiuntive.

Conclusa con successo la manifestazione “One Health” promossa dalla ASL Roma 

Si riceve e si pubblica

Si è conclusa con entusiasmo e partecipazione la manifestazione “One Health”, promossa dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 4, un’iniziativa dedicata alla promozione di buone pratiche per la salute pubblica, ambientale e animale. L’evento si è chiuso con la firma di protocolli d’intesa tra Regione Lazio, Comuni, enti e associazioni, tutti impegnati a sostenere corretti stili di vita e, in particolare, un uso consapevole e responsabile della plastica.

«Si possono fare tante cose, anche piccole – ha sottolineato la direttrice generale della ASL Roma 4, dottoressa Rosaria Marino – ma mettere insieme le forze che condividono questa missione è fondamentale per promuovere il concetto di One Health. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato: la presenza della Regione è una testimonianza concreta che siamo sulla strada giusta».

La giornata si è aperta con il taglio del nastro da parte del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, affiancato dalla stessa dottoressa Marino. Con questo gesto simbolico è stato dato il via alle attività del Villaggio della Prevenzione, uno spazio dedicato all’informazione, alla salute e alla sensibilizzazione ambientale.

A seguire, ha preso il via la camminata ecologista, organizzata con il Gruppo di Cammino aziendale e i volontari dell’associazione Fare Verde. I partecipanti hanno ripulito il litorale del Castello di Santa Severa, raccogliendo plastica e rifiuti abbandonati.

La manifestazione ha rappresentato un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, cittadini e mondo associativo, dimostrando che la salute dell’uomo e quella dell’ambiente sono profondamente interconnesse. Un principio chiave del paradigma One Health, che punta a un approccio integrato e globale per affrontare le sfide sanitarie del presente e del futuro.

Nel corso della giornata sono stati eseguite 164 misurazioni per paramentri vitali, somministrati 294 vaccinazioni, sono stati registrati 109 accessi per la valutazione del rischio diabetologico e 158 per l’ambulatorio nutrizionale. Al gruppo di cammino hanno partecipato 321 persone. Sono state 70 le prestazioni oculistiche.

Festa del Cinema di Roma 2025: la 20ª edizione, tra memoria e innovazione, dal 15 al 26 ottobre

Dal 15 al 26 ottobre 2025, sedici giorni di cinema, tra storie, proiezioni, celebrazioni e premi: è quanto promette la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

La sede principale resta l’Auditorium Parco della Musica, che ospiterà le principali sale di proiezione e il lungo red carpet, e saranno coinvolti la Casa del Cinema, oltre a spazi urbani dove si intrecceranno mostre ed eventi.

Tra le novità più significative figura l’istituzione di un nuovo premio:” Industry Lifetime Achievement Award”, pensato per celebrare coloro che hanno lasciato un’impronta profonda nell’industria cinematografica internazionale. Il primo destinatario sarà Lord David Puttnam, produttore britannico noto per film come “Momenti di gloria”, “Urla del silenzio”, “Mission” e “Fuga di mezzanotte”.

Jafar Panahi, regista iraniano, presenterà al pubblico il suo nuovo film, “Un Simple accident”, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2025: riceverà il Premio alla Carriera, il riconoscimento sarà consegnato da Giuseppe Tornatore. L’immagine ufficiale dell’edizione è un omaggio al fotografo Franco Pinna (19251978), nel centenario della sua nascita. Lo scatto scelto è tratto dal set di “Giulietta degli Spiriti” di Federico Fellini (1965), scena onirica che ben simboleggia la tensione poetica tra realtà e fantasia che anima tutto il festival. In parallelo verranno allestite tre mostre dedicate a Pinna: “Mondocinema” all’Auditorium, un’esposizione alla Casa del Cinema sul Mandrione con il reportage fra Pinna e Pasolini, e infine “Fratelli in scena!”, una mostra lungo via Veneto. Anche il cinema contemporaneo sarà protagonista, ma con consapevolezza storica: restauri, retrospettive, omaggi a maestri e autorità del linguaggio cinematografico.  

Il festival mantiene intatta la sua struttura mista: un concorso internazionale, riconosciuto dalla FIAPF, affiancato da sezioni non competitive, proiezioni speciali, eventi con il pubblico, omaggi e retrospettive. Molti gli eventi a ingresso gratuito che confermano il desiderio di apertura verso un vasto pubblico.  

Il film di apertura sarà “La vita va così” (“Life Goes This Way”) di Riccardo Milani, fuori concorso nella sezione “Grand Public”. Il racconto – ambientato in Sardegna – esplora in vent’anni il conflitto tra sogno del lavoro e difesa del territorio.  

Rome Film Fest si profila come un momento di celebrazione a tuttotondo: un anniversario importante (la XX edizione), la memoria che guarda indietro (Fellini, Pinna, Pasolini), il presente che dialoga con il futuro (nuove sezioni, nuovi premi, attenzione al pubblico). Un’edizione ambiziosa, che punta a rilanciare Roma come crocevia del cinema internazionale. Un appuntamento imperdibile per cinefili, professionisti del settore e amanti del grande schermo: uno spettacolo proiettato verso il futuro, ma con lo sguardo sempre rivolto alla storia.

Il centenario della nascita di Andrea Camilleri ha lasciato una traccia e il territorio ringrazia

Il 6 settembre del 2025 Andrea Camilleri avrebbe compiuto cento anni, lo stesso giorno, ma del 1950, nella finzione letteraria, nasceva il commissario Montalbano. Perfino nel ricordare il centenario della sua nascita, non riesco a separare lo scrittore di Porto Empedocle dalla sua creatura più famosa. Ho avuto la fortuna d’incontrare Andrea Camilleri un paio di volte e sono stati due momenti legati tra loro. La prima volta fu alla Festa nazionale de L’Unità di Bologna del 1998: il segretario del PDS Massimo D’Alema, lo presentò con Manuel Vazquez Montalban, lo scrittore catalano da cui Camilleri trasse ispirazione per il nome del suo commissario, la seconda fu all’Auditorium Parco della Musica nel 2018, in quella occasione lo scrittore rivelò che il commissario Montalbano non lo avrebbe mai fatto morire perché due suoi colleghi scrittori di gialli, il francese Jean-Claude Izzo e Manuel Vazquez Montalban, che volevano liberarsi di Fabio Montale e Pepe Carvalho, i loro poliziotti-detective, morirono prima della morte dei loro personaggi. In accordo con la casa editrice Sellerio, “Riccardino”, l’ultimo romanzo di Camilleri, fu pubblicato postumo. In quell’ultimo capitolo, Montalbano non muore, ma sceglie di sparire, di cancellarsi, in polemica con il suo autore e con la versione televisiva del personaggio, che nella mente dello scrittore aveva finito per sovrapporsi all’originale. Diverso da Luca Zingaretti, Montalbano è sempre stato descritto dall’autore come testimonia la statua di bronzo a Porto Empedocle, somigliante all’attore e regista Pietro Germi.

Andrea Camilleri non è stato soltanto quel narratore di belle e intriganti storie, non sempre con Montalbano, che ci hanno fatto sognare e pensare, ma anche un maestro che ci ha insegnato la necessità di descrivere i luoghi dove gli avvenimenti, veri o inventati, visibili o segreti, tragici o comici, avrebbero riempito le pagine ancora bianche di un inedito romanzo. Ci ha fatto capire, attraverso le sue opere, che tutto ciò che accade intorno all’autore, non può essere slegato dalle case, dai vicoli, dalle piazze, dagli specchi d’acqua o dai monti, che sono una parte importante della nostra quotidianità. Ci ha comunicato che non si può prescindere dalle usanze, dai costumi, da qualche piatto tipico locale, perfino dalle colorite espressioni dialettali che sceglie di utilizzare. Questo vale tanto per chi legge quanto per chi scrive. Il nostro territorio, grazie alle bellezze naturali e alla sua storia, è fortunato ad avere tanti narratori, attenti osservatori e raccoglitori di episodi. I luoghi che fanno da sfondo alle storie sono i veri protagonisti delle vicende locali, sempre in bilico tra realtà e fantasia, come il grande maestro siciliano ci ha insegnato.   

Così, nel ricordare il centenario della nascita di Andrea Camilleri, ci rendiamo conto che una piccola parte della nostra vita l’abbiamo condivisa con lui. Ci ha lasciato una traccia e ne siamo grati.

Lorenzo Avincola

Work in progress a Canale. Archiviata l’estate, ripartono i lavori pubblici

Arriva l’Autunno e ripartono i lavori pubblici a Canale Monterano, dove in verità si è lavorato anche durante i mesi più caldi dell’anno.

Il nuovo asilo nido di Piazza Nassiriya è tra le opere iniziate da qualche mese e ripartite di slancio in questi giorni. Lavori da poco iniziati, invece, per la nuova mensa della Scuola dell’Infanzia di Montevirginio. Mentre è stato appena chiuso il nuovo tratto d’illuminazione artistica presso l’Antica Monterano, che ha permesso di completare tutto il sentiero di visita. In questi giorni partiranno invece i lavori di asfaltatura delle vie Trocchi e Casalini, importanti arterie viarie nella frazione di Montevirginio.
In programma, ma ancora non iniziato, l’importante intervento di riqualificazione di Via dei Forni e la seconda tranche dei lavori su Piazza Mazzini, dove rimosso lo storico distributore carburanti, si continuerà con il restyling di selciato, illuminazione e alberature: due interventi proprio nel centro del paese per portare avanti l’idea di riqualificare man mano tutte le aree del cento storico per ridar loro, oltre a una fruibilità quotidiana, un’estetica gradevole e accogliente.

A metà mese dovrebbe inoltre essere inaugurata l’area degli impianti sportivi “C. D’Aiuto” con la messa in opera del nuovo manto del campo in erba, del campo coperto per il padel e del campo da calcio a 5.

Inaugurazione prevista per il 2026 invece per l’intervento sull’ex Scuola Elementare di Montevirginio, che grazie ai Fondi PNRR diventerà una struttura che ospiterà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, specialisti, infermieri di comunità, altri professionisti della salute, assistenti sociali, a disposizione della Asl RM4, ma con uno spazio previsto per il centro anziani di Montevirginio.

Anche un ulteriore intervento sul Cimitero comunale, per la realizzazione di altri 100 fornetti è proiettato al 2026, per concludere gli interventi recenti su posti a terra e cappelline funerarie.

In ultimo, ma forse primo per importanza, il lavoro sul potabilizzatore in zona Casalini, che permetterà di avere stabilmente acqua potabile in tutto il paese. I lavori sono attualmente nelle fasi di esproprio e dovrebbero chiudersi entro il 2026 per un investimento di Acea Ato2 Spa di quasi sei milioni di euro.

Si dichiarano molto soddisfatti il Sindaco Alessandro Bettarelli e l’Assessore ai LLPP Andrea Magagnini, impegnati con gli Uffici anche in una serie di bandi e progettazioni inserite nel Piano Triennale delle opere pubbliche e riguardanti praticamente tutti i luoghi simbolo del paese, da Piazza del Campo al teatro comunale, il Bocciodromo di Montevirginio, gli impianti sportivi dell’Olmata e la palestra comunale, l’allargamento di Via Secchinetto e i soliti interventi sulle strade più periferiche, per le quali la manutenzione è doverosamente continua.

Gianluca Di Pietrantonio                  

Donnafugata – Tra realtà e fantasia la leggenda di Bianca di Navarra (parte 2 di 7)

 

Bianca di Navarra

Bianca di Navarra, figlia del re Carlo III il Nobile e di Eleonora di Castiglia, restò nuovamente sola nella stanza, ma ora cominciava a comprendere tutto.

Bianca era nata a Pamplona il 6 luglio 1387. Cresciuta tra le mura austere e incantate del castello di Olite, si era appassionata precocemente allo studio, nutrendo la mente con filosofia, lettere e scienze, imparando a leggere la realtà con lucida intelligenza e spirito critico.

Molto bella e dotata di tutte le virtù”, la giovane principessa, raffinata, colta e di straordinaria grazia, fu scelta a soli quindici anni come sposa di Martino il Giovane, re di Sicilia, vedovo e di età quasi doppia rispetto a lei, che la condusse tra le corti aragonesi e le città siciliane, dove il sole aveva un altro calore e il mare un altro respiro.

Bianca aveva imparato rapidamente la nuova lingua, abbracciando con curiosità e interesse la cultura siciliana e le usanze dell’isola. Il popolo siciliano, col suo calore viscerale, aveva visto in lei non solo una sovrana, ma una donna che parlava con gli occhi e ascoltava con l’anima e l’aveva accolta come una regina e come una figlia. Aveva accolto quella giovane regina con l’amore che il Sud sa offrire: un amore ardente, che si dona senza riserve.

Bianca, aperta alla vita e al cuore della gente, aveva ricambiato con affetto sincero e gesti di profonda umanità, conquistando il rispetto e la devozione dei siciliani.

Le nozze erano state celebrate nella splendida cattedrale di Palermo con fasto e solenni festeggiamenti. Tuttavia, la vita coniugale si era rivelata presto amara. Martino preferiva le braccia catanesi, tradendola con leggerezza e crudeltà, e aveva generato figli da altre donne, mentre Bianca, in cinque anni, aveva subito tre dolorosi aborti e perso un figlio di otto mesi.

Queste perdite, unite all’umiliazione di vedere Martino ostentare i suoi figli illegittimi, l’avevano condotta a una profonda crisi dell’anima, un abisso di dolore silenzioso e dignitoso.

Eppure aveva saputo rialzarsi con fierezza e lucidità, sostenuta dall’amore del popolo e dalla sua indomita intelligenza.

Alla morte di Martino, il suocero Martino il Vecchio le aveva affidato pieni poteri come “Vicaria del Regno di Sicilia” e Bianca aveva governato con fermezza, giustizia e straordinaria competenza, mantenendo il controllo totale sull’amministrazione, le finanze e la giustizia.

In un mondo dominato da uomini e da lotte dinastiche, aveva brillato come una stella solitaria e autorevole, dimostrando abilità politica, saggezza diplomatica e una visione moderna del potere. Aveva riformato le finanze, amministrato la giustizia e placato le lotte dinastiche. Il popolo la chiamava “la regina che ascolta” e i nobili la temevano per la sua lucidità. Bianca era la visione di ciò che il potere femminile poteva essere, in un’epoca che lo negava.

 

Bernardo di Cabrera

Dopo la morte del suocero, Martino il Vecchio, nel 1410, Bianca di Navarra aveva continuato a esercitare un ruolo centrale nel governo del Regno di Sicilia. Ma la sua presenza al potere, in quanto donna, non era gradita a molti potenti che ambivano all’autonomia o al trono stesso.

Fra questi, il più insidioso e temuto era il conte di Modica, Bernardo di Cabrera y Foix, uno dei più potenti feudatari della Sicilia del XV secolo, uomo astuto e spietato, che le aveva chiesto di divenire sua moglie, con l’intento di impadronirsi del regno, ma che Bianca aveva rifiutato, con un atto di coraggio e autonomia, raro per una donna dell’epoca.

Durante un viaggio nelle campagne di Ragusa, Bianca, accompagnata da una piccola scorta, si era trovata sorpresa da una minaccia di tempesta improvvisa proprio nei pressi della tenuta di Donnafugata del conte Cabrera. Nuvole nere come presagi di morte avevano improvvisamente oscurato il cielo mentre il vento urlava tra gli ulivi come se volesse avvisarla di qualcosa.

Per ripararsi, aveva chiesto ospitalità al conte, che l’aveva accolta nel suo castello con una generosità tanto ostentata quanto evidentemente falsa.

La scorta era stata sistemata in un casale vicino, mentre Bianca era stata invitata a un sontuoso pranzo, con tutti gli onori dovuti a una regina. La tavola era imbandita con raffinatezze, ma l’atmosfera era stranamente gelida, come se ogni sorriso celasse un pugnale.

Durante il banchetto, Bianca aveva notato che il vino dolcificato, servito con insistenza, aveva tuttavia un retrogusto amaro e pungente, come il sospetto che le cresceva nel cuore, ma non era riuscita a reagire: in poco tempo il mondo le era divenuto ovattato, i pensieri confusi, la memoria sfocata.

 

Drogata

Ora che si era risvegliata, cominciava a comprendere che nel calice di vino le era stato mescolato un infuso di qualche droga. Forse mandragora oppure oppio, o forse la pericolosa belladonna. Le dosi, per fortuna, erano state minime: sufficienti a renderla inerme, a cancellare il ricordo di ciò che accadeva, ma non a ucciderla.

Ora, la sua scorta, ignara del tradimento, non sarebbe potuta intervenire.

La sua mente cominciava a schiarirsi, dolorosamente e a fatica, ma finalmente poteva ragionare. Aveva compreso immediatamente il senso della corda e del vestito, il motivo della sua prigionia e chi l’aveva voluta rinchiudere, non per punirla, ma per piegarla.

Ma la chiave, nascosta tra le pieghe, era evidentemente una promessa. Ma di chi e di cosa?

La verità le si era comunque presentata come una lama fredda: il conte Bernardo l’aveva posta davanti a due sole possibilità.

 

 

 

per leggere la puntata successiva

 

Per leggere dall’inizio

 

Riccardo Agresti

 

Bracciano riparte dallo sport: impianti riaperti, piazze piene e cantieri che guardano al futuro

L’inizio del nuovo anno sportivo a Bracciano è stato segnato da una serie di eventi e interventi che raccontano una comunità in movimento, pronta a riscoprire nello sport non solo un’attività fisica, ma un potente strumento di aggregazione, educazione e rinascita urbana.

Con la riapertura del campo sportivo comunale “Massimiliano Vergari”, finalmente ragazze e ragazzi delle due società calcistiche di Bracciano — l’ASD VIS Bracciano e la SSD Bracciano — sono tornati ad allenarsi e a vivere uno spazio fondamentale per la loro crescita sportiva e personale.

 L’Atletica Sabatina torna a casa

Tra i segnali più simbolici di questo nuovo inizio c’è sicuramente il ritorno degli allenamenti dell’ASD Atletica Sabatina presso il campo sportivo comunale “Massimiliano Vergari”, dopo anni di assenza da un luogo che ha visto crescere intere generazioni. Oggi, quello spazio torna a riempirsi di bambini, famiglie, allenatori e atleti, restituendo alla comunità un punto di riferimento prezioso.

Sul significato di questo ritorno è intervenuto il Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, che ha dichiarato:

“Questo non è semplicemente uno spostamento logistico, ma un gesto dal profondo valore culturale: restituire alla cittadinanza un luogo di aggregazione sportiva significa anche restituire alla comunità un pezzo della sua identità.”

 Sport in piazza, tra premi, giochi e testimonianze

Un altro momento importante si è svolto nel cuore della città, in Piazza IV Novembre, trasformata per un giorno in un grande campo all’aperto grazie alla Giornata dello Sport in Piazza.
Una manifestazione che ha coinvolto associazioni sportive, cittadini e ospiti d’eccezione, come la schermitrice Aurora Grandis, recentemente medagliata a livello europeo e mondiale.

Durante la mattinata, sono stati premiati atleti e associazioni per l’impegno sul territorio. Presente anche il mondo del volontariato, con la donazione di sangue organizzata dal Gruppo Donatori “Francesco Olgiati” e la partecipazione attiva dell’AVAB Bracciano. Un appuntamento che ha messo al centro i valori dello sport come strumento di benessere, inclusione e cittadinanza attiva.

 Il Palazzetto Starnoni si rifà il look: partiti i lavori

Altro tassello di questo settembre sportivo arriva dal quartiere di Bracciano Nuova, dove è stato inaugurato il cantiere per la riqualificazione del Palazzetto Starnoni, chiuso dal 2018 e da allora oggetto di degrado e atti vandalici.

Il finanziamento ottenuto dall’Amministrazione Crocicchi rientra nel Programma Urbano Integrato (PUI) sostenuto dal PNRR, e prevede un rinnovamento completo dell’impianto: abbattimento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico, attenzione alla sostenibilità ambientale e apertura a una pratica sportiva multidisciplinare.

Il valore strategico dell’opera è chiaro: restituire al territorio un centro sportivo funzionale, sicuro e accessibile, in grado di ospitare attività sportive, scolastiche e aggregative.

Un investimento sulla comunità

Il ritorno degli allenamenti, la festa in piazza e l’apertura di un cantiere importante raccontano una visione integrata dello sport come leva di coesione sociale, rigenerazione urbana e crescita collettiva.

Bracciano sembra aver imboccato con decisione una strada che punta non solo alla manutenzione degli spazi, ma alla valorizzazione del capitale umano che li anima: associazioni, famiglie, giovani, volontari.

E mentre si apre un nuovo anno sportivo, si riaprono anche spazi, relazioni e prospettive. Segni concreti di una comunità che, passo dopo passo, si rimette in cammino.

La ricerca scientifica e il miracolo della speranza 

Chi fosse giunto a Trevignano giovedì 28 agosto 2025, pensando di partecipare ad una serata ludica si sarà sentito un po’ spiazzato. La locandina annunciava musica dal vivo ed un evento organizzato da Gianfranco Venturi, stilista piuttosto noto nelle nostre latitudini. Sempre nella locandina, per chi avrà voluto leggere con un pò di attenzione, si faceva riferimento alla solidarietà  ma anche questo era in linea con l’attività dello stilista, da sempre impegnato ad organizzare sfilate di moda per donne “in rinascita”,  dopo l’esperienza del tumore.

Sulla base di queste indicazioni,  chiunque avrebbe potuto ipotizzare una piacevole serata di musica, una divertente sfilata di moda,  per ricordare 30 anni di attività di Venturi in questo  meraviglioso borgo  affacciato sul lago di Bracciano, tra ricordi e suggestioni. 

Niente è come sembra: gli artisti che si esibiscono sul palco sono bravi musicisti, suonano con passione, la stessa passione che mettono nella loro professione di medici. Ed allora, improvvisamente, tutto si mischia: le note allegre con il dolore, il ritmo con il battito del cuore. La ricerca, quella scientifica che tutti dovremmo sostenere, con il miracolo della speranza.

Incredibilmente, in quella serata di fine estate, non eravamo lì per diletto ma per affrontare una nuova sfida:  un progetto per sostenere quanti avranno bisogno di un supporto psicologico per affrontare la malattia. Nessuno deve restare solo, come quella sera che eravamo tutti insieme,  dalla stessa parte: ricerca, solidarietà amore; coinvolti dagli stessi ricordi e dalle stesse paure.

Sul palco salgono le donne, in un tripudio di colori mentre il ritmo della musica diventa struggente. Sono  loro le protagoniste dell’evento: sono tutte in passerella, anche quelle che non ci sono. Qualcuno parla, qualcuno ride, qualcuno piange. Questa è la vita e in quella stralunata serata di fine agosto, noi abbiamo vissuto.

Un grazie speciale a Gianfranco…..un enorme abbraccio ai nostri medici.

 Antonella Morichelli

5 ottobre, Giornata Internazionale degli Insegnanti

Si riceve e si pubblica

Il 5 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale degli Insegnanti, istituita nel 1994 dall’UNESCO per commemorare la sottoscrizione delle Raccomandazioni dell’UNESCO e dell’ILO sullo status degli insegnanti (1966). Una data simbolica, che non è solo occasione di riflessione e riconoscimento, ma anche un momento collettivo per riportare l’attenzione sull’essenza profonda dell’insegnamento: educare alla libertà, al pensiero critico, alla responsabilità verso sé stessi e verso il mondo. In questo contesto, è utile soffermarsi sul significato stesso del termine “docente”, che deriva dal latino docēre, e significa “insegnare”, ma anche “mostrare”, “indicare una via”.

 

È questo, forse, il significato più autentico del nostro mestiere: non solo trasmettere conoscenze, ma aprire strade, sollevare domande, nutrire sogni. Nel corso della storia, figure come Socrate, Quintiliano, Ipazia, Comenio, Maria Montessori ci ricordano che l’insegnamento è da sempre un atto rivoluzionario e profondo, un atto di resistenza, capace di trasformare società e destini. Ma mai come oggi, nel cuore di un’epoca frenetica, segnata da incertezze, crisi ambientali, conflitti e fragilità giovanili, il ruolo del docente si fa fondamentale, delicato, complesso. Siamo educatori, e per scelta o per diretto contatto con la realtà che ci circonda, anche ascoltatori, guide, testimoni di umanità.

 

Ogni giorno, nelle nostre aule, ci troviamo di fronte a studenti che portano dentro di sé domande difficili, paure silenziose, bisogni spesso invisibili. Eppure, continuiamo a credere che ogni gesto di cura, ogni parola giusta al momento giusto, possa generare futuro.

In questa prospettiva, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani promuove l’iniziativa “Homines dum docent discunt” –

 

Gli uomini mentre insegnano imparano. Si tratta di un laboratorio partecipativo che coinvolgerà studenti e docenti in un dialogo attivo, dove insegnare significa anche imparare. Attraverso attività collaborative e momenti di confronto, studenti e insegnanti potranno scambiarsi esperienze e idee per migliorare insieme il processo educativo, promuovendo una crescita reciproca e un rinnovato rapporto di fiducia in classe. Al termine del laboratorio, i docenti avranno modo di inviarci un lavoro conclusivo che fotografi l’attività svolta dedicata alla giornata celebrativa.

 

Il lavoro finale potrà essere un elaborato, un racconto, una testimonianza, una presentazione multimediale o qualsiasi altro prodotto relativo all’esperienza concreta vissuta in classe. Come sempre saremo lieti di pubblicare il lavoro realizzato per condividerlo e valorizzarlo sulle pagine social del CNDDU e nella sezione dedicata alle iniziative didattiche sul nostro sito ufficiale. Crediamo che in un tempo in cui la narrazione pubblica, molto spesso e per i più disparati motivi, tende a sminuire la figura del docente, sia necessario rimettere al centro la dignità, la bellezza, la complessità di questo mestiere. E chi meglio degli insegnanti stessi può viverlo e testimoniarlo ogni giorno?

 

Concludiamo con le parole di uno dei più grandi pedagogisti del nostro tempo, Paulo Freire: “L’educazione non cambia il mondo. L’educazione cambia le persone. Le persone cambiano il mondo.”

A tutti i docenti, in ogni angolo del pianeta: grazie per essere ancora luce, presenza, orizzonte.

Prof.ssa Rossella Manco

Segreteria Nazionale CNDDU