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A Colonna l’inaugurazione dei lavori per la realizzazione dell’Isola del Tempo Libero a Colonna.

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 Sanna: “Attraverso la cura del patrimonio pubblico si rinsalda il rapporto tra amministrazione e cittadini”
Oltre un milione di euro dei fondi PNRR – PUI Cultura a Colonna, per il restauro e la rifunzionalizzazione dell’edificio polifunzionale comunale e interventi di natura antisismica sugli edifici del centro storico, di fronte alla piazza principale del paese.
Ieri la cerimonia di avvio dei lavori con il Vicesindaco di Città metropolitana, Pierluigi Sanna, la Consigliera Valeria de Filippis e il Sindaco del Comune di Colonna, Fausto Giuliani.
Un’area pubblica a disposizione di tutti i cittadini completamente riqualificata e priva di barriere architettoniche, che tornerà ad ospitare in ambienti completamente sicuri e moderni una sala musica, il centro anziani e una nuova ludoteca per bambini sopra i 3 anni. Un nuovo sistema di rampe d’accesso ai locali e di collegamento tra l’edificio e il campo da gioco, efficientamento energetico con impianti fotovoltaici, illuminazione LED e un sistema di climatizzazione centralizzato: sono alcuni dei principali aspetti dell’intervento previsto sull’edificio polifunzionale, su cui si interverrà anche da un punto di vista paesaggistico per una migliore integrazione con il contesto, sia per la scelta dei materiali che per i cromatismi.
Gli edifici del centro storico destinati ad accogliere l’Info Point, con uno spazio interno di accoglienza e nuovi varchi di accesso, avranno una nuova copertura lignea e un nuovo solaio, con il rifacimento della facciata esterna e nuovi impianti interni, e una corte verde d’accesso.
“Il PUI Cultura, come il PUI Sport, sono una grandissima occasione per restituire alle nostre comunità luoghi accessibili, sicuri e moderni per poter trascorrere il proprio tempo libero all’insegna della socialità e della crescita comune, dai bambini agli anziani. Senza luoghi di incontro non c’è comunità, sussidiarietà e condivisione e non c’è sentimento di partecipazione al bene comune.
Abbiamo destinato, con un capillare lavoro condiviso con il sindaco Gualtieri, i fondi del PNRR rispondendo a tutti i territori che hanno mostrato progettualità finalizzate a riqualificare edifici storici o spazi che necessitavano interventi di ristrutturazione, non solo per rendere più sicuri e moderni gli ambienti ma anche per seminare tassello dopo tassello una rete di edifici destinati alla collettività, soprattutto al di fuori dei grandi centri.
Consapevoli che la cura del patrimonio pubblico è la strada per rendere più vicina l’amministrazione ai cittadini e migliorare significativamente la qualità della vita”, ha dichiarato il vicesindaco Sanna.

TURISMO. NUMERI DA RECORD PER IL LAZIO AL TTG DI RIMINI. OLTRE 30MILA VISITATORI PROVENIENTI DA 75 PAESI. PALAZZO: “SODDISFATTA, LAVORIAMO PER OFFRIRE UNA PROPOSTA NUOVA E IMMERSIVA”

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Roma, 11 ottobre 2025. Numeri da record per il Lazio al TTG di Rimini, una delle principali fiere dedicate al turismo che si è svolta dall’8 al 10 ottobre.

Lo spazio espositivo dedicato alla Regione è stato visitato in tre giorni da oltre 30mila persone provenienti, non solo dall’Italia, ma anche da 75 Paesi nel mondo, come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, fino all’India, Cina e Sud America.

Quest’anno l’area dedicata al Lazio è stato completamente rinnovata: una superficie di 672 mq arricchita dalla presenza di decine di alberi secolari di olivo e dalle immagini proiettate dagli enormi led che hanno regalato ai visitatori un’esperienza immersiva nei luoghi più suggestivi della regione.

Lo stand Lazio ha ospitato 83 imprese turistiche, oltre a dieci DMO del territorio regionale che in questa nuova edizione hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le più recenti realtà di mercato del turismo.

Molto apprezzate le degustazioni di gelato artigianale accompagnate da masterclass affidate ai maestri gelatieri guidati da Mario Serani, l’ambasciatore del gelato italiano nel mondo. Lunghe code si sono formate per assaggiare l’originale gusto al sedano di Sperlonga, il Marrone Antrodocano e il sorbetto al Cesanese, la Nocciola della Tuscia, la Ricotta romana con riduzione di cesanese e l’immancabile Zabaione.

Protagonista assoluto l’olio di oliva in tutte le sue declinazioni locali con illustrazioni affidate alla Evoschool.

Per regalare ai numerosi visitatori un’esperienza ancora più immersiva ci si è affidati alle nuove tecnologie, con la presentazione in anteprima assoluta di “Holoteca”, una teca interattiva e olografica, che ha permesso al pubblico di “toccare” digitalmente capolavori e modelli architettonici del territorio laziale.

“Sono molto soddisfatta del lavoro fatto e della visibilità che abbiamo ottenuto a Rimini. Il turismo è un settore che sta cambiando e noi dobbiamo essere capaci di intercettare le esigenze di un mercato in evoluzione. Nel Lazio stiamo lavorando per un turismo che non si accontenta più di vedere ma vuole vivere, sentire e partecipare.

Per questo, negli ultimi due anni abbiamo investito in progetti che mettono al centro l’esperienza del visitatore e la qualità dell’accoglienza, ma anche la valorizzazione delle nostre identità locali. Dai borghi ai cammini, dalle vie del gusto alle rotte del mare, ogni progetto che abbiamo sostenuto nasce da un’idea precisa: raccontare il Lazio non come una meta da attraversare, ma come un territorio da scoprire lentamente”, ha dichiarato l’Assessore al Turismo della Regione Lazio Elena Palazzo.

PER LA MARCIA PERUGIA-ASSISI: SOLO LA NON-VIOLENZA PUO’ SALVARE L’UMANITA’

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Domenica 12 ottobre 2025 mi sara’ impossibile partecipare alla marcia Perugia-Assisi.
Valgano queste poche parole ad esprimere la mia vicinanza e la mia gratitudine a tutte le persone partecipanti che si pongono alla sequela e alla scuola di Francesco d’Assisi, di Aldo Capitini, della nonviolenza in cammino.
Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’ dalla catastrofe.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

DISASTRO STRADE PROVINCIALI: FORZA ITALIA CANALE MONTERANO CHIEDE INTERVENTI IMMEDIATI DELLA CITTÀ METROPOLITANA

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Da troppi anni i cittadini di Canale Monterano e Montevirginio sono costretti a convivere con strade provinciali al limite della praticabilità.
Le arterie SP7A (Canale–Montevirginio) e SP3A (direzione Tolfa), entrambe di competenza della Città Metropolitana di Roma Capitale, versano in uno stato di degrado inaccettabile: buche, crepe, asfalto dissestato e margini franati rendono ogni spostamento un rischio per la sicurezza dei residenti e di chi transita quotidianamente.
Eppure, i fondi ci sono da anni.
Dal 2021 la SP7A risulta destinataria di un contributo di 900.000 euro per il rifacimento del manto stradale e la messa in sicurezza del versante in frana (località Le Crete).
Da quattro anni, però, i lavori non sono mai partiti, mentre in altri comuni della stessa area metropolitana si vedono strade provinciali rifatte, e in alcuni casi persino rifatte due volte.
Il 14 aprile scorso, il Vice Sindaco di Canale Monterano Fabrizio Lavini, insieme all’on. Pino Cangemi, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, aveva incontrato il Vice Sindaco Metropolitano Pierluigi Sanna, ricevendo rassicurazioni sull’avvio imminente dei lavori.
Ma a oggi, nulla si è mosso.
“Siamo stanchi di promesse e rinvii,” dichiarano i rappresentanti locali di Forza Italia Canale Monterano.
“La situazione delle strade provinciali è ormai un’emergenza di sicurezza pubblica. Chiediamo al Sindaco Metropolitano Roberto Gualtieri e al Vice Sindaco Sanna di intervenire immediatamente per far partire i lavori, senza ulteriori ritardi.”
Il territorio di Canale Monterano merita rispetto e attenzione: non può essere trattato come una periferia dimenticata della Città Metropolitana.
I cittadini pagano le tasse, rispettano le regole e hanno diritto a strade sicure. È ora che la politica metropolitana risponda con i fatti, non con le parole.

Inaugurata a Villa Altieri la mostra fotografica “Kuma- la Parola”,  con scatti di quindici artisti dal Mali, tra cui il grande Malick Sidibé

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Un incontro tra culture e popoli, momenti di vita e di storia catturati da scatti artistici: la Città metropolitana di Roma Capitale ha aperto le sale della splendida Villa Altieri a Roma per ospitare la mostra fotografica kuma (la Parola), un progetto di diplomazia culturale tra l’Africa, Roma e il Mondo, nell’ambito dell’Afrikindi International Festival.

L’inaugurazione è avvenuta ieri in presenza dell’Ambasciatore del Mali, S.E: Yacouba Diakite, della consigliera delegata alla Cultura Tiziana Biolghini, il direttore della 14esima edizione della Biennale di Bamako/ Rencontres de Bamako.

“Sono fotografie straordinarie, che raccontano la forza, la cultura, il dolore e la fatica di chi è arrivato qui in Italia attraversando il mare – ha detto Biolghini – . Sono qui anche in nome del sindaco Roberto Gualtieri per sottolineare che la città di Roma ha investito moltissimo a livello politico e sociale sull’intercultura e questo è un impegno che abbiamo preso all’inizio del mandato, che stiamo portando avanti con determinazione.

Per oltre due anni abbiamo lavorato sui tavoli della convivenza per conoscere il valore delle culture e delle arti dei popoli che sono in Italia. Si tratta di 560mila cittadini che arrivano da molte nazioni. Sono italiani portatori di altre ricchezze che vogliamo conoscere e riconoscere. C’è solo un modo per sconfiggere il razzismo – ha concluso la consigliera -: l’integrazione”.

Diciotto gli artisti che mostrano volti che raccontano vite, sogni, fatiche, ma anche attimi di vita quotidiana.

Le foto sono esposte in tre sale, una delle quali dedicata agli scatti di Malick Sidibé, il grande fotografo malese, primo africano a vincere il Leone d’Oro alla Biennale delle Arti di Venezia, scomparso nel 2016. Sidibé tra gli anni Sessanta e Settanta realizzò molti ritratti nel suo studio ma catturò anche momenti della vita notturna a Makabo, la capitale del Mali,  raccontando  una società ben diversa dall’immaginario collettivo di chi non la conosceva: “ Gli europei credevano che vivessimo sugli alberi.

Dalle mie foto – disse -si capisce invece che eravamo assolutamente à la page, proprio come gli occidentali”. Esposte  anche le foto di Mohamed Keita, un giovane fotografo originario della Costa D’Avorio, che oggi vive e lavora a Roma, che racconta la città eterna con uno sguardo acuto che ha esposto con la mostra “Porto Roma” al Mattatoio, svelando il lato ambivalente della capitale, luogo di approdi e partenze, una fusion tra passato e presente.

 La mostra è stata patrocinata dal Comune di Roma, Città Metropolitana di Roma Capitale e Regione Lazio e sarà visitabile fino al 29 ottobre.

Agricoltura: Filiera pronta ad utilizzare i droni per l’irrorazione. Confronto ad Agrilevante a Bari tra Università, politica e imprese

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Il mondo agricolo e della meccanica è pronto a cogliere le opportunità dell’irrorazione di precisione con droni. Lo hanno ribadito con forza le associazioni di categoria nel corso del convegno “Droni in agricoltura: lo stato dell’arte”, organizzato da Federacma ad Agrilevante Bari, a poche ore dall’approvazione in Parlamento della norma che avvia la sperimentazione nazionale sull’impiego dei droni per i trattamenti fitosanitari. Il convegno organizzato dalla Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole, operatrici e da giardinaggio ha messo a confronto alla “Fiera del Levante” università, politica e imprese su uno dei temi più attuali per il futuro dell’agricoltura italiana.

Ad aprire i lavori sono stati il prof. Simone Pascuzzi e il PhD Francesco Paciolla dell’Università degli Studi di Bari con una relazione che ha tracciato l’evoluzione tecnologica del comparto agricolo, dalle prime fasi di meccanizzazione fino all’attuale transizione verso l’agricoltura di precisione e l’agricoltura 4.0. Dall’uso dei sensori ai big data, dai rover autonomi agli algoritmi di intelligenza artificiale, i docenti hanno evidenziato come i droni rappresentino oggi uno degli strumenti più versatili per una gestione agricola efficiente, sostenibile e sicura.

Il cuore del convegno ha riguardato l’impiego dei droni per l’irrorazione di precisione. Collegato da remoto, il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, ha illustrato il contenuto del recente emendamento da lui proposto e approvato nel Decreto Semplificazioni, che consente – in via sperimentale per tre anni – l’irrorazione aerea con droni su terreni agricoli, nel rispetto di condizioni rigorose di sicurezza, tracciabilità e tutela ambientale. Un passo atteso da tempo dal mondo agricolo, che finora scontava un vuoto normativo e restrizioni non più coerenti con le innovazioni disponibili.

“Era doveroso dare il via a una fase di sperimentazione concreta, che permetta di verificare sul campo le potenzialità dei droni per una protezione delle colture più mirata, sicura e sostenibile – ha dichiarato De Carlo –. L’agricoltura di precisione è una risposta alle sfide ambientali, economiche e occupazionali del settore, ed è anche una leva per attrarre nuove generazioni”.

Al confronto hanno preso parte le associazioni agricole e della meccanica agraria: Confagricoltura, Copagri, CAI Agromec e UNCAI Contoterzisti, che hanno espresso pieno sostegno alla norma, chiedendo tempi rapidi per l’adozione dei decreti attuativi e per la definizione dei protocolli standard, affinché le imprese possano utilizzare questa tecnologia in modo efficace e regolare, superando presto la fase sperimentale.

A chiudere i lavori è stato Andrea Borio, presidente di Federacma, che ha sottolineato il ruolo chiave dei rivenditori di macchine agricole nella diffusione di queste soluzioni: “Siamo pronti a diventare un punto di riferimento anche per la vendita e l’assistenza di droni agricoli, che si affiancheranno ai macchinari ad alto contenuto tecnologico che già offriamo. L’innovazione è parte integrante della nostra visione di filiera”.

Federacma rinnova il proprio impegno nel favorire un dialogo costante tra istituzioni, ricerca e operatori, per accompagnare l’agricoltura italiana in una transizione tecnologica che sia concreta, sostenibile e al servizio del territorio.

 

DOMENICA 12 OTTOBRE SI CELEBRA LA 75^ GIORNATA NAZIONALE PER LE VITTIME DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO.

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IN QUESTA OCCASIONE, L’OSSERVATORIO SICUREZZA VEGA ENGINEERING DI MESTRE RINNOVA IL PROPRIO APPELLO: “FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO DEI LAVORATORI SONO LE UNICHE SOLUZIONI PER USCIRE CONCRETAMENTE DALL’EMERGENZA E PER DARE TUTELE E DIGNITÀ AI LAVORATORI”

 

Da gennaio a fine agosto 2025 si contano 681 vittime, più della metà del Paese si trova in zona rossa e arancione. In otto mesi sono 493 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 188 quelli in itinere. Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia anche a fine agosto sono le regioni con il maggior numero di vittime totali. Nonostante tutto, si registra ancora una lieve diminuzione nel numero complessivo delle denunce di infortunio.

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI AGOSTO 2025

“Domenica 12 ottobre si celebra in tutta Italia la 75esima edizione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro). Un’occasione importante per ricordare le vittime, ma ci auguriamo, anche e soprattutto, un’opportunità per cercare soluzioni concrete, per uscire da un’emergenza che si ripete anno dopo anno, giorno dopo giorno.” Questa la riflessione sul prezioso valore della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che aggiunge: “I dati dei primi otto mesi del 2025 parlano di 681 decessi, una situazione stabile rispetto allo scorso anno, quando le vittime erano 680. Ma la stabilità non può certo rappresentare un indicatore di speranza, dal momento che in alcune giornate si registra anche più di un decesso al giorno. Nel nostro Paese la sicurezza sul lavoro viene spesso sottovalutata, non tutti comprendono che può essere l’arma più potente ed efficiente contro gli infortuni e, contemporaneamente, l’alleata principale per la qualità della vita e per la dignità dei lavoratori”.

IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE: I DATI AD AGOSTO 2025

A finire in zona rossa ad agosto 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 20,6 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori), sono: Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia e Calabria. In zona arancione: Trentino-Alto Adige, Puglia, Veneto, Liguria, Sardegna, Abruzzo e Toscana. In zona gialla: Piemonte, Marche, Valle d’Aosta ed Emilia-Romagna. In zona bianca: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Molise.

(Sul sito www.vegaengineering.com/osservatorio sono disponibili i grafici e i dati).

MORTI E INFORTUNI IN ITALIA: I NUMERI ASSOLUTI AD AGOSTO 2025

Da gennaio ad agosto 2025 Sono 681 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 493 in occasione di lavoro (14 in meno rispetto ad agosto 2024) e 188 in itinere (15 in più rispetto ad agosto 2024). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (68). Seguono: Veneto (53), Campania (49), Sicilia (41), Piemonte (38), Toscana (35), Emilia-Romagna (34), Puglia (33), Lazio (32), Liguria (15), Sardegna e Calabria (14), Trentino-Alto Adige (13), Umbria, Marche e Abruzzo (12), Basilicata (9), Friuli-Venezia Giulia (7), Molise e Valle d’Aosta (1).

(Sul sito www.vegaengineering.com/osservatorio è disponibile il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati).

Nei primi otto mesi dell’anno, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (66,5), seguita da quella compresa tra i 55 e i 64 anni (31,5). Al terzo posto troviamo la fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (21,7).

Numericamente, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (168 su un totale di 493).

DONNE E INFORTUNI MORTALI

In totale sono 58 le donne decedute nei primi otto mesi del 2025 (1 in meno rispetto al 2024). 28 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 30 in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE DOPPIO

Da gennaio ad agosto 2025 si registrano 148 vittime straniere, su un totale di 681; 108 sono deceduti in occasione di lavoro e 40 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro per i lavoratori stranieri risulta essere più che doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 43 morti ogni milione di occupati, contro i 18 italiani.

IL SETTORE PIÙ COLPITO: QUELLO DELLE COSTRUZIONI

Alla fine di agosto 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzionicon 78 decessi in occasione di lavoro, seguito dalle Attività Manifatturiere (69), Trasporti e Magazzinaggio (65) e Commercio (48).

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI: IL PRIMO E L’ULTIMO DELLA SETTIMANA LAVORATIVA

Il lunedì è il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi otto mesi dell’anno (23,7%), seguito dal venerdì (20,3%) e dal giovedì (16,4%).

DENUNCE DI INFORTUNIO: ANCORA IN LIEVE CALO

Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco, rispetto ad agosto 2024. Dalle 386.554 a fine agosto 2024 passiamo alle 384.007 di quest’anno (-0,7%).

Anche alla fine dei primi otto mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (45.565). Seguono: Costruzioni (24.595), Sanità (23.929), Commercio (21.839) e Trasporto e Magazzinaggio (21.625).

Le denunce di infortunio delle lavoratrici ad agosto 2025 sono 137.388 (107.337 delle quali in occasione di lavoro), mentre 246.619 le denunce totali degli uomini (213.710 in occasione di lavoro).

 

Le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 82.208 su 384.007 (circa 1 su 5), mentre il numero delle denunce di questi ultimi in occasione di lavoro ammonta a 68.911 su un totale di 321.047 (ancora circa 1 su 5).

 

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

 

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

SIAC Europa Lancia la Sfida Sociale e del Lavoro: Le Arti Circensi Protagoniste al “Festival delle Opportunità” di Roma

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Cresce l’attesa per il Festival delle Opportunità 2025 che si terrà a Roma. Nei prossimi giorni verrà svelato il ricco programma dell’iniziativa che guarda a temi fondamentali come l’inclusione sociale, la salute e lo spettacolo dal vivo.

Tra i protagonisti di questa edizione spicca il sindacato SIAC Europa Spettacolo dal Vivo e Benessere Animale, che, in stretta sinergia con la Circus Academy Fusion e ASI Cultura Terzo Settore, darà vita all’innovativo progetto di formazione e occupazione che mette al centro le arti circensi, rappresentando una risposta concreta e creativa alle esigenze di inclusione e lavoro per le fasce più fragili della popolazione.

Presentare il nostro progetto al Festival delle Opportunità è cruciale. Dimostriamo che le arti circensi non sono solo intrattenimento, ma – sottolinea Bianca Montico, Segretario Generale di SIAC Europa e Referente Nazionale ASI Cultura Terzo Settore per le attività circensi – la piattaforma ideale per il riscatto sociale e professionale. La nostra iniziativa è un’apertura di porte e di menti, dove le attività di spettacolo diventano capofila per la creazione di nuove opportunità lavorative in tutti i comparti“.

Il progetto unisce la formazione artistica e tecnica alla creazione di percorsi di vita, con benefici diretti su temi sensibili:

  • Inclusione e Sanità: Le discipline della Circus Academy Fusion sono impiegate per il benessere psicofisico e cognitivo di individui con disabilità, ADHD, autismo e per l’invecchiamento attivo degli anziani a rischio di abbandono. L’attività circense è riconosciuta come un potente strumento per migliorare la coordinazione, l’autostima e la salute mentale.
  • Filiera Tecnica e Lavoro di Squadra: Oltre agli artisti, l’iniziativa forma tutte le figure che garantiscono il proseguo dello spettacolo, come i tecnici, gli addetti alla sicurezza, e gli specialisti della sartoria di scena. Viene data fondamentale importanza al gioco di squadra, essenziale per la sicurezza e la riuscita di ogni performance, creando figure professionali complete e interconnesse.
  • Nutrizione e Performance Sportiva: Il percorso formativo integra nozioni fondamentali sui prodotti alimentari essenziali per la dieta degli sportivi. Questo garantisce che gli allievi, in particolare gli artisti circensi, mantengano un elevato benessere delle persone attraverso una corretta alimentazione, elemento cruciale per la sostenibilità fisica della carriera artistica.
  • Etica e Benessere Animale: sotto l’egida di SIAC Europa, il progetto promuove un “Circo Etico” che stabilisce elevati standard per il benessere animale. Questo approccio etico si estende all’utilizzo degli animali in attività di Pet-Therapy e supporto per le persone fragili, riconoscendo il legame terapeutico tra uomo e animale.

La presentazione al Festival delle Opportunità a Roma sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio le metodologie e i risultati di un modello che, partendo dalle radici laziali, punta a diventare un faro di speranza e sviluppo per il Terzo Settore in Italia e all’estero.

Presto asfaltate le strade di campagna a Monteroni, Olmetto Monteroni e Boietto Assessore Pierini: “Un altro passo avanti per una Ladispoli più sicura e moderna”

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“In questi giorni sarà indetta la gara di appalto per la riqualificazione delle strade rurali di Ladispoli per un importo di circa un milione di euro che si andrà ad aggiungere agli altri cinque milioni di euro stanziati per la ristrutturazione della rete viaria nel corso dell’anno”.
Con queste parole Marco Pierini, assessore ai lavori pubblici, ha annunciato l’avvio del progetto per la manutenzione straordinaria delle strade rurali che da tempo necessitavano di un totale restyling.
“Procederemo – prosegue l’assessore Pierini – all’asfaltatura di via dell’Infernaccio, via della Cannella, via dell’Acquedotto Statua, via Rimessa Nuova, via delle Casermette, via Olmetto, via delle Carciofete, via dei Monteroni e via della Sorgente. I lavori saranno effettuati dunque in zone agricole come Monteroni, Olmetto Monteroni e Boietto. Se non ci saranno problemi burocratici, entro la fine del mese di novembre dovrebbero iniziare i lavori”.
Altri interventi di ristrutturazione della rete viaria sono previsti a Ladispoli – a partire dal 13 ottobre – nei quartieri Cerreto e Campo Sportivo in viale Mediterraneo, via dei Giacinti, via dei Gelsomini, via dei Mughetti, via delle Camelie, via dei Tulipani, via dei Lillà, via delle Ortensie, via delle Gardenie, via dei Ciclamini, via delle Orchidee, via delle Azalee, via delle Viole, via dei Garofani, via Rimini e via dei Fiordalisi.
Allo stesso tempo, si procederà con il rifacimento dei marciapiedi di via Fiume e via Palermo, nel tratto che va da via Genova a via Venezia.
“L’Amministrazione Grando – conclude Pierini – sta portando avanti un importante programma per il rinnovo e la messa in sicurezza delle strade cittadine. Vogliamo continuare il lavoro iniziato, per dotare tutta Ladispoli di una rete viaria moderna, efficiente e decorosa, capace di rispondere alle reali esigenze di mobilità dei cittadini”.

Presentazione opportunità a sostegno del tessuto imprenditoriale a Bracciano

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