Vi è mai capitato anche se per poche settimane di aver avuto un infortunio, che vi ha costretti in carrozzina o a deambulare con le stampelle? Ecco se sì, avete sperimentato anche se per poco tempo cosasignifica essere diversamente abili. Le difficoltà, gli ostacoli che avete incontrato sono gli stessi che incontrano loro tutti i giorni; questo perché bisogna ancora sensibilizzare professionisti e cittadini a pensare in termini di accessibilità, ci dice l’architetto Stefano Mondati dell’ A.S.C.S.( Anguillara Sabazia città sostenibile ) che insieme al suo gruppo ha fatto dell’abbattimento delle barriere architettoniche un cavallo di battaglia. Il problema nel regolamentare gli edifici pubblici all’accesso di persone disabili è che spesso gli edifici sono antichi e gli spazi piccoli e stretti ma ci sono sempre delle soluzioni, il punto è che non si ragiona in termini di accessibilità, parlando sempre di edifici adibiti a persone disabili spesso si trovano delle scale ed una rampa, si dovrebbe invece progettare un’entrata unica.
Lo stesso vale per i marciapiedi spesso stretti e poco accoglienti, non c’entra una carrozzina, non c’entra neanche un passeggino che non saprà come dare precedenza alla persona che viene dalla controparte. Per far fronte ai problemi di accessibilità del centro storico diverse città italiane hanno optato per soluzioni verticali come ascensori e scale mobili molto risolutivi e panoramici. Anche le case ad esempio dovrebbero essere progettate con porte e larghezze che si adattino alla disabilità, anche perché poi negli anni la mobilità di ognuno di noi potrebbe cambiare. Ci sono inoltre le spiagge che non sempre sono adibite e per finire lo sport che offre spesso pochissime possibilità di espressione al diversamente abile nonostante sia cosa nota che lo sport garantisca benessere e aggregazione ad ogni età ed in ogni situazione. In sintesi il discorso sull’abbattimento delle barriere architettoniche merita ancora molta attenzione e sensibilizzazione come quello di un approccio più inclusivo alla disabilità.
Torna il “Natale di Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla”. Come ogni anno, riparte la “maratona solidale” a sostegno delle attività di “Ricerca Scientifica” sulla “Sclerosi Multipla”, una malattia che ad oggi ancora non ha una cura.
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È ufficialmente aperto il bando di partecipazione per la terza edizione del Premio Roma International 2026, concorso letterario che si prefigge di scoprire nuovi talenti e celebrare gli autori già affermati.
Quest’anno il premio si rinnova nella sua missione di stimolare la creazione artistica ispirata dalla bellezza e dall’energia unica della Capitale, la città Eterna, simbolo di cultura e arte universale.
Le iscrizioni sono aperte a tutti gli autori di opere inedite e già pubblicate nelle categorie di narrativa, romanzo, saggistica e poesia. La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 1° dicembre 2025. Le opere selezionate verranno giudicate da una giuria di esperti di settore, con la premiazione che avrà luogo durante una cerimonia esclusiva.
Sabato 7 marzo 2026, il Premio Roma International raggiungerà il suo momento culminante con la cerimonia di premiazione, che si terrà presso lo storico Teatro Ghione di Roma, cornice ideale per una serata all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza. L’evento promette di essere un’occasione straordinaria per celebrare la letteratura e l’eccellenza artistica, riunendo autori, editori, e personalità del mondo della cultura.
Nato per promuovere l’arte letteraria e le nuove voci, il Premio Roma International si distingue per l’alta qualità delle opere che ha accolto nelle edizioni precedenti. Ogni anno, il concorso attira un pubblico internazionale e professionisti del settore, creando un’occasione unica per gli autori di entrare in contatto con il mondo dell’editoria.
Le opere in concorso saranno esaminate da una giuria composta da critici letterari, scrittori, giornalisti, accademici e rappresentanti delle principali case editrici italiane e internazionali. Le categorie premiate spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia alla letteratura per ragazzi, con un’attenzione speciale alle opere che meglio incarnano il valore della cultura e della bellezza, temi cari alla città di Roma.
Il Premio Roma International è una delle manifestazioni più attese del panorama letterario. La cerimonia di premiazione vedrà la partecipazione di ospiti d’eccezione provenienti dai mondi del giornalismo, del cinema, della musica e della televisione, che arricchiranno la serata con la loro presenza e il loro contributo artistico.
Non mancheranno inoltre rappresentanti delle case editrici più prestigiose a livello nazionale e internazionale, a conferma dell’importanza del premio nel contesto editoriale globale.
Gli autori interessati a partecipare al Premio Roma International 2026 dovranno inviare le loro opere entro la scadenza del 1° dicembre 2025 seguendo le modalità indicate nel bando ufficiale. Le opere devono essere inviate in formato digitale, accompagnate dal modulo di iscrizione disponibile sul sito ufficiale del premio. Per maggiori informazioni e iscrizioni www.premioromainternational.com / info@premioromainternational.com
Ritrovo alle ore 09:15 in Piazza Risorgimento, poi la Santa Messa e la deposizione della corona al Monumento ai Caduti
“Celebriamo il 4 novembre perché non c’è futuro senza ricordo del passato. E oggi, possiamo celebrare il presente grazie al sacrificio silenzioso di migliaia di donne e uomini, giovani rappresentanti della nostra patria, che hanno perso la vita durante i conflitti mondiali. Una giornata durante la quale commemoriamo chi non c’è più, ma durante la quale vogliamo anche ringraziare tutti coloro che ogni giorno mettono a rischio la propria vita, con dedizione, amore e passione per la nostra sicurezza, facendosi garanti di democrazia e pace”.
A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, in vista del Cerimoniale organizzato dal Comune di Cerveteri per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in programma domani, martedì 4 novembre.
Consueto il programma del Cerimoniale: appuntamento alle ore 09:15 sotto il Municipio per la formazione del Corteo Istituzionale, alle ore 09:30 la celebrazione della Santa Messa presso la Parrocchia Santa Maria Maggiore e a seguire deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti al Parco della Rimembranza.
Sono invitate come sempre, autorità militari, civili e religiose della città.
Federico Carpitella, il titolare del ristorante Terra Nostra di Oriolo, ha le idee chiare e intenzioni solide: a dettare il menu non sono le logiche di mercato, nemmeno le bizzarrie della fantasia o l’ispirazione alla nouvelle cuisine ma le disponibilità delle stagioni.
Non solo tipicità del territorio, dunque, né riproposizioni delle ricette di una volta ma l’elaborazione di quelle materie prime tipiche stagionali, “de quanno è tempo suo”, direbbe Federico.
I prodotti del sole e del freddo, i sapori che si coniugano adesso con l’autunno e poi con l’inverno, con la primavera e con l’estate; tutto per salvaguardare la genuinità, che è un imperativo inderogabile. Le stagioni nei piatti che Federico proietta anche nella sala, sui tavoli, all’ingresso, cosi che tutto sia in sintonia; se vai a trovarlo oggi, potrai sentire l’autunno, tra ricci di castagne, zucche, vino e olio novelli, il profumo del bosco, il tepore del caminetto. L’autunno nella pizza ma anche nei primi e nei secondi, nelle zuppe, e nei dolci. Così a scrivere il menu è quello che Federico può trovare al mercato, negli orti e dai produttori locali dove si approvvigiona, prima di mettersi a dirigere la sua cucina come un appassionato direttore d’orchestra apportando lui stesso l’ultimo tocco, in quel frenetico avanti e indietro tra i fornelli e i suoi clienti che non trascura mai e accoglie con un sorriso autentico e rasserenante.
Ti racconta i suoi piatti Federico, per attivare la chimica gustativa che anticipi la delizia del palato che sta per regalarvi, le mezze maniche rigate con crema di zucca, guanciale casereccio e pecorino romani.
“ Taglio la zucca, rigorosamente di stagione, a dadini piccini e la metto in padella con un filo d’olio, sale e pepe; la copro con un po’ d’acqua e la lascio cuocere finchè non risulterà tenera. Quindi la frullo ottenendo una crema. Prendo il guanciale e lo lascio rosolare in padella senza aggiungere altri grassi, tenendolo in caldo.
Verso la crema di zucca in una padella e metto la pasta in cottura, scolandola al dente direttamente nella padella. Aggiungo una parte della pancetta rosolata e il pecorino grattugiato, mantecando per pochi minuti a fiamma alta.
Una volta impiattata, rifinisco con una pioggia di guanciale e una spolverata di pecorino. Poi vengo a riscuotere la soddisfazione di vedervi mangiare estasiati”.
Il Centro Civico Comunale continua a crescere. In queste settimane sono in corso interventi di manutenzione e riqualificazione negli spazi interni e nelle aree esterne della zona nuova di Bracciano, con un obiettivo chiaro: renderlo sempre più accogliente, funzionale e vivo, un presidio di prossimità dove servizi, socialità e partecipazione si incontrano.
Il Centro è diventato un punto di riferimento per il quartiere e per tutta la città. Qui prendono forma attività che raccontano il volto migliore della nostra comunità:
Doposcuola educativo gratuito per bambine, bambini, ragazze e ragazzi.
Aula Studio gestita dalla Consulta Giovani
Consegna di generi alimentari per il sostegno alle famiglie (Associazione Auxilium).
Incontri e iniziative della Consulta Giovani e del Consiglio di Quartiere.
Corsi per volontari soccorritori e attività di primo aiuto per la cittadinanza (Misericordia Bracciano).
Percorsi di pet therapy per persone con disabilità (Access&Motion in collaborazione con ASL RM 4).
Laboratori per il sostegno alla genitorialità (Distretto socio-sanitario RM 4.3).
Gruppi di lettura e baratto librario (Barattiamo pagine e pensieri).
Iniziative a sostegno delle donne promosse dal Centro Donna comunale.
Un’area verde più bella e fruibile
L’area esterna è stata riqualificata con particolare attenzione agli spazi gioco e al parco, anche grazie al finanziamento ottenuto tramite la Legge regionale per la valorizzazione dell’Etruria meridionale (2022), a beneficio dei Comuni del nostro territorio e alle reti di impresa. Un investimento che migliora la qualità della vita di famiglie, bambine e bambini e invita a vivere lo spazio pubblico come bene comune.
Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di Bracciano perché il Centro Civico è importante
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Giulia Sala, Presidente del Consiglio Comunale di Bracciano con delega alla Partecipazione risponde:
«Il Centro Civico è la nostra casa di quartiere: un luogo di incontro intergenerazionale dove nascono idee e relazioni. È la porta d’accesso ai servizi: orienta, accompagna, sostiene chi ne ha bisogno. È un catalizzatore di partecipazione: mette in moto il protagonismo di cittadini, associazioni e scuole. Ed è un antidoto alla solitudine: crea occasioni di socialità, cultura e mutuo aiuto. Per questo investirci significa prendersi cura, ogni giorno, della qualità della vita della nostra comunità.»
Aggiunge Massimo Guitarrini, Assessore alle Politiche Sociali, Inclusione e Accoglienza e Pubblica Istruzione:
«Il Centro Civico è dove la città diventa comunità.
Stiamo investendo in manutenzione, sicurezza e nuove attività perché gli spazi pubblici vivi sono la prima infrastruttura sociale. Questo grazie alla dedizione di alcuni consiglieri come Alfredo Leone e l’area manutenzioni, compresi gli operatori dei Progetti di Utilità Collettiva (Percettori di reddito d’inclusione) e dei Lavori di Pubblica Utilità (pene alternative e reinserimento sociale).Co-progettare e fare reti tra scuole e associazioni, è un modo per fare Sociale ed essere più attenti nei confronti di chi è più in difficoltà»
I prossimi passi
Sulle priorità di lavoro, il Sindaco Marco Crocicchi spiega:
«Nei prossimi mesi l’Amministrazione continuerà a lavorare per:
consolidare la manutenzione programmata degli spazi;
ampliare il calendario delle attività insieme alle realtà del territorio;
favorire l’uso condiviso degli spazi per progetti di comunità, con particolare attenzione a giovani, famiglie e persone fragili.»
Sulla direzione di marcia, Crocicchi conclude:
«È un altro obiettivo raggiunto dall’Amministrazione comunale, ma è solo l’inizio. C’è ancora molto da fare, e lo faremo, perché crediamo che partecipazione non sia solo una parola, ma il filo che unisce istituzioni, cittadine e cittadini e associazioni in un unico grande progetto di comunità.»
Amedeo Lanucara presenta “In via Fani io non c’ero”, una versione alternativa al mainstream sulla scomparsa di Aldo Moro
Domenica 5 ottobre, presso il Cinema Palma di Trevignano Romano, lo scrittore Amedeo Lanucara ha presentato al pubblico presente in sala il suo ultimo lavoro: “In via Fani io non c’ero”, edito da Fefè Editore. Non si tratta però del primo libro nel quale l’autore mette in primo piano la figura di Aldo Moro, a seguito del “prequel” del 2023 “Quando la CIA rapì Moro”.
Non sono mancati, all’inizio della presentazione, dei riferimenti all’attualità globale, dove secondo l’autore il mondo sembra ormai indirizzato verso una deriva “denaro centrica”, che sempre meno si cura degli interessi dei cittadini, anche per via delle sempre minori politiche di stampo sociale messe in atto dalla classe politica, di qualsiasi colore si tratti. Proprio la mancanza di questa sacralità riservata della vita umana, che secondo lo stesso Moro doveva essere perpetrata anche nei confronti degli avversari, è stata il punto di collegamento con quest’ ultimo. A prendere la parola è stato quindi Riccardo Agresti, ex dirigente scolastico e collaboratore di lunga data per L’agone, che a seguito di una piccola panoramica sulla vita di Moro, si è soffermato in particolare su quanta attenzione mettesse l’ex Presidente della Democrazia Cristiana nella scelta dei termini da utilizzare. Un’attenzione tale che portava i giornali dell’epoca ad ingaggiare ermeneuti atti alla decifrazione dei suoi testi. Ed è stato proprio questo il lavoro messo in atto da Lanucara, che fu studente di Moro e che come pochi altri può interpretare e tradurre quanto da lui scritto nelle 14 lettere (consultabili da internet), testimonianza della prigionia durata 55 giorni che anticipò la sua morte.
Proprio l’utilizzo di alcuni termini da parte dall’ex Primo Ministro, come il verbo “prelevato” anziché “rapito”, in riferimento al momento del suo sequestro, hanno fatto pensare all’autore che la mattina del 16 marzo 1978, all’angolo tra via Fani e via Stresa, Aldo Moro non fosse presente. Senza anticipare troppo quanto raccontato nel libro, Amedeo Lanucara mette a fuoco la sua teoria, nella quale non sono le Brigate Rosse i veri protagonisti della storia, ma agenti esterni che hanno operato nell’ombra, come spesso accaduto nella prima fase repubblicana dell’Italia, come servizi segreti esteri, politici e personaggi di spicco come Licio Gelli.
Si è conclusa con grande soddisfazione la tradizionale mostra del fungo e delle erbe spontanee organizzata a Bracciano, un appuntamento ormai consolidato per appassionati e curiosi del mondo micologico. A fare il punto sull’edizione appena trascorsa è stato Aristide Appolloni, instancabile promotore e anima dell’iniziativa, che ha raccontato le difficoltà e i successi di quest’anno.
“La stagione è stata pessima per la crescita dei funghi,” ha spiegato Appolloni, “ma grazie al prezioso contributo di amici residenti in Toscana e Abruzzo siamo riusciti comunque a realizzare la mostra.” Un risultato tutt’altro che scontato, considerando l’assenza di piogge e le condizioni climatiche, sempre più instabili, che hanno portato all’annullamento di molte altre esposizioni micologiche nel Lazio.
La partecipazione è stata elevata e i visitatori hanno interagito con i professionisti presenti, ponendo domande e ricevendo spiegazioni dettagliate. Particolarmente apprezzati i tre incontri con proiezioni fotografiche dedicati alle erbe spontanee, alle cerrete, al Monumento Naturale della Caldara di Manziana e alle specie fungine tipiche di questi ambienti.
Grande entusiasmo ha suscitato la riproduzione scenografica della Caldara e della Faggeta, ambienti ricreati con cura e arricchiti dalle specie fungine autoctone. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato circa 30 persone tra consiglieri e volontari, impegnati nella raccolta dei funghi, nella costruzione delle strutture e nella cura degli allestimenti. Il risultato? Ben 203 specie fungine esposte e 140 erbe spontanee.
Appolloni ha lanciato un monito sul futuro della micologia: “Il clima sta cambiando radicalmente. Passiamo da nubifragi improvvisi a lunghi periodi di siccità, condizioni sfavorevoli per la crescita dei funghi.” A questo si aggiunge il problema dei raccoglitori improvvisati del fine settimana, spesso poco rispettosi dell’ambiente e delle regole, che danneggiano il delicato equilibrio boschivo.
Il promotore ha voluto ringraziare calorosamente i soci, i sostenitori, l’amministrazione comunale di Bracciano e l’assessora Maddalena Coletta, sempre disponibile e attenta. Un pensiero speciale è andato anche a chi ha messo a disposizione mezzi e attrezzature e agli sponsor che negli anni hanno sostenuto l’iniziativa. Un ringraziamento che è insieme invito e speranza, affinché la passione per la micologia continui a germogliare.
La commemorazione dei defunti con Frammenti di Sacro esalta la vita ed emoziona.
Il 2 novembre cade di domenica quest’anno, la celebrazione dei defunti, quel giorno dell’anno in cui anche i meno propensi alle visite sepolcrali vanno comunque al cimitero a portare un fiore o un pensiero; viali di ghiaia di solito silenziosi che risuonano inconsuetamente di passi e vocii mesti, recrudescenze di dolore riflesse su volti seri, spesso tristi, talvolta disperati.
Non ti aspetteresti di uscire da quel luogo di perdita con l’animo rasserenato, mai penseresti di distendere le contrazioni della malinconia in sorriso; di norma non aneli che a uscire e allontanarti, tornare alla vita, sebbene con il tuo bagaglio di mestizia e dolore.
Eppure stamattina, al cimitero di Bracciano, qualcuno ha avuto l’intuizione giusta per sconvolgere questa logica di cupezza, ha intrattenuto tanta gente in una silenziosa intimità della memoria; chi era lì ha potuto sentire i propri cari accanto ancora una volta, in una declinazione d’amore e di bellezza di quei legami spezzati.
Un’idea, otto tonalità diverse, otto professionisti che con la propria hanno restituito la voce ai cari estinti, mondati da ogni sofferenza e vestiti d’incanto.
Chi l’ha pensata, questa encomiabile possibilità, l’ha titolata “Frammenti di Sacro”, come è sacra ogni vita e ogni ricordo, come è sacro il rispetto postumo e la commemorazione a chi ci ha lasciato il testimone della vita.
Un progetto che ha intrecciato emozioni, voci, stili musicali che vanno dal pop al polifonico alle colonne sonore.
Nel cuore del camposanto, tra le colonne della cappella neorinascimentale, Labirinto Vocale, accompagnato al pianoforte da Diego Procoli e diretto da Giuliano Mazzini, ha rotto quel muro di separazione tra la morte e la vita riunendo le anime dei presenti e dei trapassati in un limbo di bellezza, quella che solo la musica e l’arte sanno creare.
Labirinto Vocale è un ottetto di voci di alto profilo, musicisti del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha saputo alternare atmosfere diverse con il denominatore comune della serenità e della pace.
Capacità e garbo stilistico, tra il sacro e il pop, hanno riempito di bello il vuoto di quel luogo di silenzio, rendendolo leggero, armonico, gradevole.
Il programma dell’evento musicale ha proposto brani Pop, l’Intreccio di Voci e La Coralità nel Cinema – brani celeberrimi come la fortunatissima “Hallelujah” di Leonard Cohen nell’arrangiamento Pentatonix, all’Ave Verum di Wolfgang Amadeus Mozart, alle colonne sonore tratte da Il Laureato, Schindler List e Sacco e Vanzetti. Voci e brani hanno intrecciato anche brani di Williams, Handel, Copland e Morricone in un dialogo di spiritualità e bellezza condivisa. Accanto ai capolavori del repertorio, anche una composizione originale, scritta da Carlo Putelli, testimonianza della vivacità creativa interna al gruppo.
Labirinto Vocale si può collocare a giusto titolo tra i grandi gruppi vocali a cappella internazionali, capaci di fondere tecnica e intensità espressiva in un unico respiro vocale.
Il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, ha introdotto l’ottetto vocale sottolineando l’importanza della memoria del cimitero, l’effimera demarcazione tra chi è stato e chi è ancora anima della comunità. La storia e le tradizioni, aneddoti e curiosità riposano in quello spazio che non può considerarsi staccato dal resto del paese.
Averci portato la musica è stata una sfida riuscita, perché oltre i fiori, per due ore, si è diffusa la delicata manifestazione di come si può essere comunità in maniera più appropriata, connotando quel luogo tradizionalmente triste di delicata quiete.
Al termine del concerto, la direttrice del museo civico di Bracciano, Cecilia Sodano, ha ricordato il progetto “Bracciano sotto sopra”, che vuole rendere il cimitero un luogo vivo, una piazza aperta, un’enciclopedia umana preziosissima; accanto a lei il giornalista Marco Pastonesi ha definito il cimitero “un condominio dove non si litiga”, sigillando quel sorriso che così raramente entra all’ombra dei cipressi.
Nel rientro a casa, mi riecheggiava ancora “The sound of Silence”, il suono del silenzio sussurrato dalle parole dei profeti e dei residenti del Regno dei Giusti.
Questa mattina, dopo la consueta 𝐜𝐞𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐮𝐧𝐭𝐢, delle 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐜𝐞, si è svolta la seconda edizione di 𝐅𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐜𝐫𝐨 – un momento intenso di spiritualità in musica, a cura di Labirinto vocale, che ha intrecciato voci, atmosfere ed emozioni tra pop, polifonia e musica da film.
Nel portico della chiesa del cimitero, luogo intriso di memoria e silenzio, 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚 numerosa per vivere un’esperienza di bellezza condivisa e riflessione.
È stata anche l’occasione per presentare nuovamente “𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚 – 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞𝐫𝐨”, il progetto, a cura del Museo Civico e dell’Associazione Ti con Zero, che propone un itinerario sonoro e culturale tra testimonianze, suggestioni e racconti del nostro territorio.
Un percorso che presto si arricchirà del racconto di
𝐒𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐫𝐢 recentemente scomparso, che con il suo sguardo ha saputo raccontare come pochi l’anima più autentica di Bracciano.
Una mattinata che ha unito 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo momento.