Come ogni anno gli studenti del triennio dell’Istituto Tecnico Agrario Salvo D’Acquisto di Bracciano hanno partecipato alla tradizionale vendemmia presso l’azienda sperimentale della scuola.
Si tratta di un appuntamento molto atteso che unisce didattica (specialmente per i ragazzi del 5 anno in quanto la vinificazione potrebbe essere una degli argomenti della seconda prova) e tradizione dove gli studenti mettono in pratica le conoscenze acquisite e che dovranno acquisire durante il percorso di studi sperimentando direttamente le fasi che vanno dalla raccolta all’ottenimento del prodotto finale.
Prima della raccolta i ragazzi si sono occupati della preparazione della cantina predisponendo gli strumenti, i macchinari e gli spazi necessari per le lavorazioni successive.
Successivamente hanno effettuato la raccolta dei grappoli, selezionando con cura l’uva più sana fino alla pigiatura per ottenere il mosto.
Gli studenti hanno anche misurato il grado zuccherino con il mostimetro apprendendo così come valutare il potenziale alcolico del vino.
La giornata si è svolta in un clima di collaborazione ed entusiasmo confermando il valore educativo di questa esperienza che permette agli studenti di lavorare direttamente sul campo di lavoro.
La vendemmia rappresenta anche un simbolo di continuità tra le generazione di studenti che anno dopo anno contribuiscono con impegno alla produzione del vino dell’istituto.
A ottobre, l’Aula Magna del Liceo Scientifico Statale di Bracciano Ignazio Vian ha ospitato un incontro dedicato alla memoria di Peppino Impastato, figura simbolo della lotta antimafia. Ospite d’onore è stato suo fratello, Giovanni Impastato, tra le voci più attive in Italia nella difesa della legalità e della memoria. Alla conferenza erano presenti la dirigente del liceo Lucia Lolli, il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi ed il comandante dei Carabinieri, una delegazione di Libera Ladispoli, l’ex prefetto di Roma Filippo Curcuruto e studenti di diversi istituti del territorio. Un incontro che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra Stato e cittadini nella lotta contro la mafia.
La storia di Peppino Impastato è stata raccontata con chiarezza e lucidità dallo sguardo di suo fratello Giovanni, che ha descritto la loro infanzia e il modo in cui la mafia ha segnato le loro vite. Figura decisiva nella vita di Peppino e Giovanni fu CesareManzella, boss di Cosa Nostra e parente della famiglia Impastato. Cresciuti in un ambiente dominato dal silenzio e dalla paura, i due fratelli compresero presto la brutalità della mafia. Il 26 aprile 1963 Manzella fu ucciso, vittima di una vendetta tra cosche. Per Peppino quel momento segnò una rottura definitiva con la mafia aprendo la strada all’impegno civile, che portò avanti fino al termine della sua vita.
Nel dialogo con gli studenti, Giovanni Impastato ha restituito l’immagine di un uomo coraggioso e libero, capace di ribellarsi e denunciare la cultura mafiosa nella quale era nato. Una montagna di corruzione e vergogna, una mafia sempre più subdola, capace di infiltrarsi nelle istituzioni e nell’economia, corrompendo invece di sparare. Ma, come ha ricordato Giovanni, la mafia non è invincibile. Non si combatte con la violenza, ma con la cultura,la memoria e l’impegno civile.
La storia di Peppino Impastato dimostra che la mafia non è un destino inevitabile. La lotta contro ogni forma di criminalità organizzata richiede un impegno comune tra cittadini, scuola e istituzioni. È solo attraverso la cultura e il coraggio di scegliere da che parte stare che si può costruire una società libera e giusta, fondata sul rispetto della legalità e della dignità umana. La memoria non è un semplice esercizio del passato: è uno strumento di libertà per il presente e una responsabilità verso il futuro.
Vivere all’estero è un’occasione unica. Un’opportunità per conoscere meglio la realtà al di fuori del proprio paese e cercare di comprendere che ruolo, nel grande spettacolo che è la vita, si è vogliosi di ricoprire. Tuttavia non è semplice, perché l’ambiente intorno a noi costruisce le persone che siamo. E noi esseri umani veniamo continuamente plasmati, come uomini d’argilla. Sono i rapporti con gli altri a cambiarci. I luoghi che frequentiamo, la cultura da cui siamo inevitabilmente sommersi. Avere la possibilità di vivere, temporaneamente, una vita diversa da quella che ci è stata assegnata porta alla realizzazione di quanto il mondo, nelle sue eterne complessità, sia un meccanismo semplicissimo. Permette di realizzare quanto tutti gli uomini si assomiglino: uniti dagli stessi sogni e dalle stesse paure. In questo contesto, diventa interessante osservare come anche l’istruzione rifletta la cultura di un paese e il suo modo di concepire la formazione dell’individuo. Il confronto tra il sistema scolastico italiano e quello di altri paesi europei, come l’Irlanda, rivela differenze profonde non solo nei metodi di insegnamento, ma anche nella filosofia educativa che li sostiene. In Italia prevale un approccio più teorico e strutturato, fondato sull’approfondimento e sullo studio personale, con una forte attenzione alla conoscenza disciplinare. All’estero, invece, l’apprendimento tende a essere più pratico e partecipativo: lo studente è incoraggiato a collaborare, a discutere, a mettere in pratica ciò che apprende. Paesi come l’Irlanda, generalmente più internazionali, offrono inoltre l’opportunità di entrare in contatto con persone provenienti da ogni parte del mondo. Questa dimensione multiculturale arricchisce l’esperienza umana e influenza positivamente anche l’approccio allo studio, stimolando curiosità, apertura mentale e capacità di adattamento. Attraverso l’istruzione, ogni nazione racconta se stessa e il proprio modo di intendere il futuro, trasmettendo valori, priorità e visioni alle nuove generazioni.
Nove appuntamenti gratuiti per riscoprire il patrimonio culturale, storico e naturalistico del territorio
Roma non finisce mai di raccontarsi. Anche nei suoi quartieri più periferici, tra strade consolari e resti antichi immersi nel verde, la città eterna continua a custodire tracce preziose del suo passato. È questo lo spirito che anima Musei Diffusi, il progetto giunto alla sua quarta edizione e promosso dal Municipio Roma XV con il contributo di Zètema Progetto Cultura e l’organizzazione dell’associazione Mirabilia Urbis.
L’iniziativa, partita il 28 settembre e in corso fino al 22 novembre, propone nove appuntamenti gratuiti per riscoprire il patrimonio culturale, storico e naturalistico del territorio. Un percorso che unisce centro e periferia attraverso visite guidate, aperture straordinarie e momenti di partecipazione civica, per rafforzare il legame tra cittadini e territorio.
Ogni weekend, guide turistiche esperte accompagnano i partecipanti lungo itinerari che raccontano la stratificazione millenaria di Roma: da Malborghetto a Ponte Milvio, dal Foro Italico alla Tomba dei Leoni Ruggenti, fino all’inedita Area Archeologica di via Cassia (km 11,700), recentemente scoperta nel quadrante nord della città.
A novembre rimane ancora tanto da vedere, con tre tappe straordinarie di rilevanza storica etrusca e romana da non perdere.
Malborghetto – Situato lungo la via Flaminia, il monumento ingloba i resti di un arco trionfale eretto in memoria della vittoria di Costantino su Massenzio nel 312 d.C. Oggi ospita un piccolo museo archeologico che racconta la storia dell’antica strada consolare e dei suoi insediamenti. Le visite si terranno sabato 15 novembre alle 9:15, alle 11:30 e alle 14:30.
La Tomba dei Leoni Ruggenti – Tra i siti più affascinanti del Parco di Veio, risalente al VI secolo a.C., conserva uno dei più antichi esempi di pittura etrusca nella quale sono rappresentati due felini dipinti all’ingresso del sepolcro a protezione del defunto. Le visite sono previste sabato 8 novembre alle ore 10:00 e 14:00.
Area Archeologica di Via Cassia (km 11,700) – È una delle scoperte più rilevanti degli ultimi anni. Rinvenuta a La Giustiniana nel 2020 durante un intervento di archeologia preventiva, ha restituito una ricchissima tomba a camera etrusca con oltre 60 vasi, per lo più buccheri, oggi restaurati. Situata poco oltre il Grande Raccordo Anulare, l’area offre una vista strategica sulla vallata dell’antica Veio, cuore dell’Etruria meridionale. L’appuntamento è per sabato 22 novembre alle ore 9:30 e 11:30.
Il 24 ottobre si è celebrata la Giornata internazionale dell’azione per il clima, per rilanciare l’urgenza della lotta ai cambiamenti climatici e promuovere azioni concrete per la sostenibilità. Il pensiero va subito alla COP21, la conferenza delle Nazioni Unite tenutasi a Parigi nel 2015 che ha fissato obiettivi ed azioni per arrestare la crisi climatica puntando all’abbandono progressivo dei combustibili fossili, causa principale delle emissioni di anidride carbonica, e del conseguente innalzamento della temperatura terrestre che ha effetti devastanti e catastrofici sull’equilibrio atmosferico e del sistema ecologico, e in fin dei conti sulla vita di tantissimi popoli. La questione non è soltanto ambientale, ma soprattutto sociale e culturale, e chiama in causa l’attuale assetto economico mondiale basata su un consumismo sempre più irrazionale, sullo spreco di risorse naturali, generando squilibri, aumento della distanza fra ricchi e poveri, e alla fine facendoci sprofondare in conflitti armati devastanti e raccapriccianti, impensabili solo pochi anni fa. Abbiamo visto il peggio che la società ci potesse mostrare, atrocità d’altri tempi sovrapposte ai grandi interessi finanziari.
Possiamo uscirne malissimo, con il sopravvento dei più forti e lo schiacciamento di popoli e diritti, oppure puntando ad un nuovo equilibrio mondiale nel solco della sostenibilità. Oggi il principale ostacolo è la guerra, che sposta risorse dall’ambiente all’economia, dalla transizione ecologica si passa alla transizione bellica, e si torna a petrolio e carbone, oltre che gas.
Un grande uomo politico, non dirò chi, 50 anni fa diceva: «Occorre contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in unacrisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell’individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato». Oggi la chiamiamo “economia circolare”, che vuol dire cultura del “non spreco” e rispetto dell’ambiente, modificare a fondo il sistema industriale e produttivo, limitare l’estrazione di risorse naturali attraverso riuso e riciclo di oggetti e materiali, sostenere nuovi stili di vita sicuramente migliori e più soddisfacenti. Di tutto questo si deve tornare a parlare, non solo una tantum il 24, perché la pace che tanto invochiamo di questi tempi si raggiunge per davvero proprio attraverso la riconversione ecologica.
I cittadini sono stanchi di subire gli attacchi disumani del governo. È vergognoso inveire contro chi rischia la vita per portare aiuti a una popolazione martoriata e affamata. Forse la presidente Meloni, col suo blaterare, vuole coprire l’incapacità di affrontare i problemi e beffa le ragioni della piazza. Così in questo autunno “caldo” concentra l’attenzione sulla propaganda elettorale.
In settembre si è votato:
Il 28 in Valle d’Aosta. L’Union Valdotaine ha ottenuto il 31,97% dei voti, gli Autonomisti di Centro il 14,05%, e PD-Federalisti Progressisti l’8,04%.
L’affluenza è stata del 62,98%
Il 28 e 29 nelle Marche. È stato riconfermato Francesco Acquaroli, del centrodestra, col 52,4%, superando Matteo Ricci, del centrosinistra, fermo al 44,4%.
L’affluenza è stata del 50,01%.
In ottobre si è votato:
Il 5 e 6 in Calabria. Ha vinto Roberto Occhiuto del centrodestra, col 57,36%, mentre Pasquale Tridico del centrosinistra ha raggiunto il 41,73%.
L’affluenza è stata del 44,36%.
Il 12 nel comune di Aosta per il rinnovo del sindaco. È stato eletto Raffaele Rocco, col 50,06%; il rivale Giovanni Girardini ha preso il 49,94%.
L’affluenza è stata del 45,72%.
Il 12 e 13 in Toscana. È stato confermato Eugenio Giani, col 53,92%. Il centrodestra con Alessandro Tomasi ha ottenuto il 40.90% e la lista Antonella Bundu il 5,18%.
L’affluenza è stata del 47,73%
In novembre, il 23 e 24, sarà il turno di Campania, Veneto e Puglia
In Campania il candidato del centrosinistra sarà Roberto Fico (M5S). Il centrodestra candida Edmondo Cirielli.
In Veneto, il candidato sarà Alberto Stefani, sostenuto dal centrodestra. Il centrosinistra ha scelto Giovanni Manildo (Pd).
In Puglia il centrosinistra candida Antonio Decaro. Il centrodestra candida Luigi Lobuono.
È allarmante che in Italia l’astensionismo sia il primo partito, specie nei giovani tra i 18 e i 34 anni, perché non si sentono rappresentati. La politica non intercetta le loro priorità e non offre strumenti di partecipazioneinclusivi.
C’è una profonda sfiducia nei governanti, una distanza crescente tra istituzioni e società civile.
Nasce così un attivismo civico e sociale che cerca di influenzare la realtà, esprimendosi con manifestazioni e forme di protesta creativa. Un attivismo che, non rinuncia all’impegno, ma lo reindirizza verso canali ritenuti più efficaci per il cambiamento.
Un fenomeno che lancia un monito severo al sistema democratico italiano. La mancata attenzione ai giovani porta a una democrazia svuotata, sempre più illiberale. Solo la politica credibile può invertire la rotta di una deriva!
Ogni anno, in questo periodo, viene reso noto il documento di programmazione economica, la manovra finanziaria, da inviare a Bruxelles per l’approvazione della Commissione Europea. Dietro alle cifre che vengono scritte e alla loro distribuzione nei vari settori, c’è però la strategia del governo per il prossimo triennio, e non si parla solo di strategia economica, ma dell’idea che il governo stesso ha dei propri cittadini, di come questi devono vivere ed affrontare il quotidiano, barcamenandosi tra il proprio salario e i pregi e i difetti dello stato sociale. Salta agli occhi l’analisi di Massimo Baldini e Stefano Toso su Lavoce.info (16/10/2025) sui dati pubblicati dall’ISTAT lo scorso 14 ottobre, sull’andamento della povertà in Italia. Il dato assoluto ci dice che nel 2024 le persone povere in Italia erano 5,74 milioni, praticamente le stesse del 2023, ma sensibilmente di più di quelle del 2014 che erano4,1 milioni.
Di fronte ad una condizione del genere, ci si sarebbe aspettati una maggiore sensibilità agli aspetti sociali del fenomeno, maggiori investimenti sulla sanità, sull’istruzione,e su tutti quei servizi a cui queste persone non possono accedere. Sarebbe stato necessario, già da tempo, un nuovo patto sociale per ridurre la piaga della povertà, stiamo parlando di un italiano su dieci. Le parti sociali criticano fortemente la manovra, la considerano asfittica, 16 miliardi di euro sono molto al disotto di quello che sarebbe necessario per rendere più giusto e più equo il Paese. Le critiche provengono non soltanto dalle organizzazioni sindacali, il segretario della CGIL Landini ritiene che la politica salariale è praticamente assente, i lavoratori italiani hanno, in negativo, una forte disparità salariale rispetto ai loro colleghi europei e inoltre, non sono ancora riusciti a recuperare il potere di acquisto che l’ISTAT certifica in una perdita netta del 10.5% tra il 2019 e il 2024.
Anche il presidente degli industriali Orsini (Avvenire, 13 ottobre 2025) non è convinto della manovra, al giudizio positivo sull’operato di Giorgetti in tema di contenimento dei conti pubblici, si accompagna la forte critica sulla mancanza di investimenti senza i quali il Paese non crescerà e quindi non avrà risorse da ridistribuire.Insomma, la manovra non piace a nessuno e sembra figlia dell’immobilismo del governo che a fronte di un attivismo forse eccessivo sul tema della legalità (inasprimento delle pene, creazione di nuovi reati,…) appare invece privo di idee sui temi che favoriscano la crescita dell’economia e che migliorino le condizioni delle classi meno abbienti.
Un’indignazione senza età e senza schieramenti, un’onda di repulsione collettiva allo sterminio di innocenti, che si è propagata dalle Alpi al mare mettendo a denominatore comune l’immedesimazione e lo sdegno di un popolo che si è espresso all’unanimità contro la guerra. Questa la sintesi del periodo appena trascorso che ha connotato il nostro Paese di quella nobiltà d’animo romantica che non sa restare inerme e indifferente ai soprusi e alle prepotenze, che vorrebbe cancellare ogni sfumatura di ingiustizia, che unendosi in una voce sola di piazza ha avuto la caparbia di soffocare i toni arroganti dei pre-potenti. Chissà che quel dissenso di popolo non abbia in qualche modo contribuito ad accendere lo spiraglio di pace intravisto, rincorso per millenni e del quale si possa pensare di aver gettato le fondamenta, finalmente.
Sarebbe la trasfigurazione prodigiosa in grado di mutare la nostra condizione di essere viventi in esseri umani. Quando non c’è pietà e commiserazione si perdono i connotati della dignità, scadendo gradualmente sempre più verso il branco piuttosto che verso il sociale. Eccolo il potere dell’onda: frangibile ma con la capacità della rigenerazione perpetua, che non perderà il suo moto fintanto che non trionferà la luce chiara e pacata di una luna che sola rischiarerà la notte senza più lampi e tuoni di bombardamenti. Questo, in fondo, hanno voluto comunicare le piazze tra grida e colori, invocazioni e silenzi, slogan e manifesti: solo la pace farà disperdere la nostra onda di disapprovazione a qualsiasi forma di violenza. Nel nostro territorio questo è stato quanto mai evidente: cittadini e istituzioni hanno acceso fiaccole e riempito piazze, unendosi a quell’onda di beltà italica che riesce a dimenticarsi delle differenze quando si tratta di fare la differenza. È un piacere, prima ancora che un dovere, per questa Redazione essere testimoni e diffusori di queste belle e genuine pagina di solidarietà.
“Esprimiamo il nostro cordoglio per il bracciante indiano di 55 anni che è morto sul lavoro. Giovedì mattina stava lavorando in un terreno agricolo a Sezze quando è stato colpito da un infarto, che non gli ha lasciato scampo nonostante la velocità dei soccorsi allertati dagli altri braccianti.” Lo dichiarano in una nota la Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil Frosinone Latina.
“Non è la prima volta che accade: per questo è necessario fare chiarezza sia sulla regolarità del rapporto di lavoro, sia sui carichi di lavoro sostenuti dal lavoratore, non solo nella mattinata di giovedì ma anche nei giorni precedenti. – continua il sindacato – Non ci rassegniamo all’idea che la fatica, invece di essere debellata dal mondo del lavoro grazie all’innovazione e a una migliore organizzazione, continui a essere causa di dolore e sofferenza. È necessario fare luce su quante ore lavorasse il bracciante, quali strumenti utilizzasse e con quale preparazione; se fosse informato e formato sulla sicurezza e sulla tutela sanitaria; se fosse sottoposto a visite e controlli medici, come previsto dalla normativa vigente.”
“Davanti al proseguire della strage nei luoghi di lavoro, è inaccettabile che la Regione Lazio continui a ritardare nell’applicazione del Piano annuale degli interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.”, concludono la Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil Frosinone Latina.
Dal 7 al 9 novembre la città celebra il pescato locale con grandi chef, laboratori slow food e un villaggio di degustazioni gratuite.
Tarquinia (VT), 1° novembre 2025 – Dal 7 al 9 novembre 2025, dalle 18 alle 21, a piazza Cavour, Tarquinia si prepara ad accogliere la nuova edizione di Fish Heritage 2025, l’evento dedicato al mare, al pescato locale e alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche del territorio.
Tre giornate di show cooking stellati, laboratori Slow Food e un grande villaggio del gusto, promossi dal Comune di Tarquinia con il coordinamento del GAL Pesca Lazio e il sostegno del Programma FEAMPA 2021–2027.
Il festival Fish Heritage rappresenta un viaggio sensoriale e culturale tra mare e campagna della Maremma Laziale, dove la cucina diventa linguaggio di identità, comunità e innovazione. Tra i protagonisti della manifestazione, alcuni dei più grandi interpreti dell’alta cucina italiana:
Andrea Pasqualucci (Moma, Roma – 1 Stella Michelin);
Domenico Stile (Enoteca La Torre – Villa Laetitia, Roma – 2 Stelle Michelin).
Accanto agli chef stellati, i laboratori Slow Food Costa della Maremma Laziale proporranno esperienze culinarie guidate da cuochi dell’Alleanza Slow Food, tra cui Marco Porro, Stefano Paolone, Gioia Ruggeri e Tiziana Favi, con il contributo di Alessandro Ansidoni e Giorgio Corati.
Ogni giornata sarà dedicata a un tema diverso: dal pescato d’acqua dolce alle tradizioni etrusche, fino alla stagionalità e sostenibilità del pesce di mare. A chiudere la manifestazione, domenica 9 novembre, l’appuntamento “Piatti e racconti delle cucine storiche di Tarquinia” con Vittoria Tassoni e Carla Valdi, per un omaggio alla memoria gastronomica e familiare della città. Il coordinamento degli eventi è affidato all’enogastronomo con “il cappello” Carlo Zucchetti.
Anteprima per le scuole – “La Canzone del Mare”
L’edizione 2025 di Fish Heritage si aprirà in anteprima giovedì 6 novembre con una mattinata interamente dedicata alle scuole primarie, presso il Cinema Etrusco di Tarquinia. L’attività laboratoriale, dal titolo “La Canzone del Mare”, accompagnerà bambini e insegnanti in un percorso educativo alla scoperta del mare come risorsa da conoscere, rispettare e tutelare.
Nel corso della mattinata, verranno consegnati i kit didattici del progetto Fish Heritage “Il mare come risorsa” e sarà proiettato il breve cartone animato educativo omonimo, realizzato per sensibilizzare i più piccoli alla cultura della sostenibilità e alla valorizzazione del pescato locale. Un’iniziativa che mira a trasmettere ai giovani cittadini di Tarquinia il valore del mare come parte integrante della vita della comunità, in continuità con le attività già avviate nelle scuole della costa laziale.
Tarquinia, capitale del gusto e delle tradizioni del mare
Fish Heritage nasce come progetto del Comune di Tarquinia, finanziato nell’ambito del Programma FEAMPA 2021–2027 – Azione 1.1.D “Sviluppo dell’innovazione di marketing”, coordinato dal GAL Pesca Lazio. L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione integrata del litorale laziale, dedicato alla valorizzazione delle economie blu e del patrimonio marittimo e gastronomico locale.
Tarquinia si propone come luogo ideale in cui storia, arte e tradizioni marinare si intrecciano con la ricchezza del prodotto ittico locale e delle eccellenze enogastronomiche a filiera corta, in un momento in cui la città è impegnata nel percorso di candidatura a “Capitale Italiana della Cultura 2028”. Un’occasione per raccontare il mare non solo come risorsa economica, ma come elemento culturale, identitario e collettivo.
Il villaggio gastronomico e le visite guidate
Cuore pulsante della manifestazione sarà il villaggio gastronomico Fish Heritage, un percorso all’aperto tra stand, profumi e degustazioni gratuite di piatti a base di pesce locale e prodotti tipici della costa della Tuscia. Un vero itinerario del gusto, dove cuochi, produttori e pescatori racconteranno il territorio attraverso assaggi, racconti e incontri dedicati alle tradizioni culinarie e alla stagionalità del mare.
Le degustazioni sono gratuite, ma è necessaria la prenotazione.
Info e prenotazioni:
Infopoint Barriera San Giusto – Tarquinia