Blog Pagina 317

 “Indomite. Storie di donne controcorrente”  al Cinema Palma di Trevignano

Riceviamo e pubblichiamo

 Dal 7 al 9 Novembre  
 In anteprima giovedì 6 novembre 2025
 “PUT YOUR SOUL ON YOUR HAND AND WALK”      di Sepideh Farsi
Tutto pronto per il “Trevignano DOCStories Festival”, la rassegna internazionale di documentari narrativi, patrocinata dal comune di Trevignano Romano che, in anteprima, giovedì 6 novembre 2025, proietterà, alle 18.30,  “PUT YOUR SOUL ON YOUR HAND AND WALK” della regista iraniana SEPIDEH FARSI, che offre uno sguardo profondo sulla tragedia del popolo palestinese.
 La terza edizione, dal 7 al 9  novembre 2025 al cinema Palma, sarà dedicata alle storie vere di donne controccorente ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffit.
 In programma 10 documentari e due cortometraggi realizzati da registi e registe provenienti da tutto il mondo. Focus: “Indomite. Storie di donne controcorrente”. Al centro dei lavori, che saranno offerti al pubblico, lotte di donne, contro il patriarcato, i pregiudizi e gli abusi sulle fasce più vulnerabili: la loro forza ostinata e ribelle trasforma la propria vita e quella di chi le circonda, rompendo catene sociali, violenza e schiavitù.
Questa edizione vedrà la  straordinaria presenza di Faras Fayyad, regista siriano del film in rassegna “The Cave” e documentarista di fama mondiale. Come sempre, tutte le proiezioni saranno arricchite da un collegamento online o con la presenza diretta in sala di registi e/o protagonisti dei film, con la possibilità per il pubblico di interagire con loro, porre domande o condividere riflessioni nate dalla visione dei film.
In questa edizione ci saranno collegamenti in diretta in chat con Hanna Polak, regista di Angels of Sinjar; con Stefano Ferrari, regista di “Io Assistente Sessuale” insieme a Claire, la protagonista del suo film; con Benedetta Barzini, top model del passato e protagonista di “La Scomparsa di Mia Madre”; con Patima Tungpuchayakul, protagonista di “Gost Fleet”.
Claire, Hanifa, Kathera, Dilovan, Nan, Benedetta, Mariè Josè, Amani, Jackie ed Eureka.
Non sono eroine, ma figure femminili provenienti dai più svariati Paesi – devastati dalla guerra, da genocidi, da sistemi giudiziari quasi assenti o dall’inerzia della polizia – che scelgono la via della ribellione, dell’anti-convenzione e della lotta per dire no a crimini, sopraffazioni e ingiustizie.
DICHIARAZIONE COMITATO ORGANIZZATORE
“Dopo la prima edizione dedicata alla lotta per la difesa dell’ambiente e della natura, e la seconda incentrata sulle storie umane devastate dalla insorgenza di confini immotivati – fa sapere il Comitato organizzatore –  la terza edizione del Trevignano DOCStories Festival presenta storie di donne impegnate a cambiare le regole della società patriarcale.
Non saranno quindi storie di donne discriminate, violentate e sconfitte, a dimostrazione di quanto forte sia nel mondo il potere che le opprime, in altre parole non cercheremo racconti di donne vittime, per onorare e riscattare il loro sacrificio, ma  figure femminili che agiscono da protagoniste, che sono o sono state in grado di imprimere un  corso diverso alle loro vicende, e alle vicende della società circostante.
Certamente nessuna di queste storie è riuscita a modificare in modo esteso e permanente questi modelli, ma possono costituire degli esempi per cambiamenti culturali generalizzabili nel futuro. Nella scelta dei documentari ci siamo sforzati di non limitarci alle storie che denunciano macroscopiche violazioni di diritti umani, come la violenza, lo stupro e anche la morte, ma di includere vicende che si confrontano con più generali arbitrii verso la femminilità (e in generale verso l’umanità) in vigore soprattutto nel mondo occidentale.
Si tratta di un punto di vista globale sulla società e la cultura, secondo il quale la malattia diventa inclusione, la sessualità diventa rispetto, e la realtà vibrante di un personaggio (femmina) travolge i tentativi di ricostruzione artificiale che il regista (maschio) vorrebbe imporre”.
 MASTERCLASS
 Come si può raccontare una storia vera senza alterare la sua verità ma al tempo stesso suscitando interesse e passione negli ascoltatori? Come si riesce a trattare un tema sociale rilevante attraverso la magia del documentario narrativo e la forza dei suoi personaggi? E in che modo un regista sensibile riesce a stare fuori dell’inquadratura ma al tempo stesso a far sentire fortemente il suo sguardo e la sua empatia con i personaggi?
Ed esiste uno sguardo femminile nel documentario diverso da quello maschile? A queste domande, e a molte altre, si cercherà di dare risposta nel corso della Masterclass “Kim Longinotto. Lo Sguardo Empatico”, con la regista Kim Longinotto, celeberrima documentarista britannica, da sempre impegnata a raccontare storie di donne attive in varie parti del mondo.
In programma il suo film Rough Aunties, che porta in scena il contributo di un gruppo di donne sudafricane alla lotta contro la violenza e i soprusi sui minori. la masterclass avrà luogo a Trevignano Romano il giorno 8 novembre (9.30 – 13.30) presso il Cinema Palma, nell’ambito del Festival Trevignano DOCStories dal titolo: “Indomite. Storie di donne controcorrente”. La Masterclass avrà un costo di 30 euro, 20 euro per gli studenti, e le iscrizioni si chiuderanno il 5 novembre. Iscrizioni e info: scrivere a paolob@trevignanodocstories.org Pagamento: https://pay.sumup.com/b2c/Q5WHIDHC
UN AUDIOBUS AL TREVIGNANO DOCSTORIES FESTIVAL
  Un autobus fuori servizio parcheggiato nel borgo di Trevignano si trasforma in installazione artistica interattiva: da un altoparlante collocato all’interno del bus si ascoltano opinioni e pensieri della gente raccolte in interviste realizzate in precedenza. E’ un tempo esclusivo dedicato all’ascolto, un aspetto spesso negato nella vita contemporanea, capace di attivare partecipazione e coinvolgimento.
L’autobus, della Schiaffini Travel,  si trasforma da oggetto funzionale al trasporto in Audiobus: un punto di accesso narrativo e una dimensione spaziale e temporale immersiva e contemplativa.
I visitatori salgono sull’Audiobus, lo attraversano e scendono, ascoltando storie emozionanti di donne, ma anche pareri vari e riflessioni approfondite sul femminile, entrando nelle storie degli altri con empatia. Questa installazione é concomitante con la terza edizione del Trevignano DocStories Film Festival, che ha come titolo – Storie di donne controcorrente,  donne che dedicano la loro vita al tentativo di cambiare le regole della società patriarcale.  Durante i tre giorni che ospitano il Trevignano DocStories Festival, al Cinema Palma l’idea dell’AUDIOBUS si espande e si trasferisce in sala 2,  dove l’esperienza dell’ascolto si arricchisce e si approfondisce. L’ascoltatore, comodamente seduto in poltrona, può immergersi nell’ascolto tridimensionale e spaziale, lasciandosi avvolgere dallo stesso paesaggio sonoro dell’Audiobus parcheggiato all’esterno.
Il Comitato organizzatore è composto dai documentaristi Lorenzo Hendel, Juliane Biasi Hendel, Paolo Bravi, Pippo Cappellano, Marina Cappabianca, Marco Leopardi, Lao Buono, da gestori del cinema Palma Milagros Merino e Francesco Palma, e dall’illustratore Daniele Blundo.
In programma anche presentazione di libri, iniziative artistiche e performance musicali.

 

Nuova mappa di Roma. Municipio XV ha 27 quartieri e 22 zone funzionali

Una Roma che cambia e vuole rinnovarsi parte anche da un profondo aggiornamento della mappatura dei quartieri. Con questo spirito è stata presentata al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – la nuova mappa urbana dei quartieri e rioni della Capitale, realizzata quasi mezzo secolo dopo la suddivisione urbanistica del 1977 voluta dal sindaco Giulio Carlo Argan.

La nuova mappa fotografa una geografia aggiornata e complessa: 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali, delineando un’articolazione urbana che restituisce l’identità di una metropoli in continua evoluzione. Il progetto nasce da un ampio lavoro di ricerca e analisi territoriale, coordinato dall’Ufficio di Scopo “Giubileo delle Persone e Partecipazione” guidato da Andrea Catarci, già assessore nella Giunta Gualtieri, in collaborazione con le tre università romane – Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre – e con l’Istat, gli uffici comunali di Statistica e Partecipazione, i Municipi e la cittadinanza.

«Quasi cinquant’anni dopo l’ultima mappatura istituzionale – ha spiegato Catarci – abbiamo voluto guardare Roma in profondità, nei suoi quartieri e nei suoi rioni, costruendo una rappresentazione fondata su dati scientifici e racconti dal basso. È un lavoro ancora in corso, che coinvolge i cittadini e che vuole rendere la conoscenza del territorio uno strumento per migliorare i servizi e gli interventi».

La novità più importante è l’approccio partecipativo e digitale. Tutte le mappe municipali sono consultabili e navigabili online attraverso il portale GeoRoma, accessibile dal sito istituzionale del Comune. Per ogni municipio è possibile esplorare dati demografici, sociali e territoriali – dalla composizione per età e genere all’occupazione, dal livello di istruzione alla presenza straniera – creando un quadro conoscitivo integrato e trasparente.

Municipio Roma XV: 27 quartieri e 22 zone funzionali

Il Municipio XV, il più esteso di Roma con circa 187,3 chilometri quadrati e una popolazione di circa 160.313 abitanti (dato al 31 dicembre 2023), è un territorio complesso, in cui convivono aree residenziali, verdi, produttive e di interesse storico.

Con la nuova mappa l’area comprende 27 quartieri, che spaziano dai nuclei storici ai nuovi insediamenti residenziali: Anguillarese – Colle Due Pini, Borgo di Cesano, Camilluccia, Cesano, Collina Fleming, Cortina d’Ampezzo, Due Ponti, Farnesina, Giustiniana, Grottarossa, Isola Farnese, La Storta, Labaro, Olgiata, Osteria Nuova, Pietra Pertusa, Ponte Milvio, Prima Porta, Quarto Peperino, S. Cornelia, San Godenzo, Saxa Rubra, Tiberina – S. Isidoro, Tomba di Nerone, Valle Muricana, Veientana, Vigna Clara.

A questi si aggiungono 22 zone funzionali, aree in gran parte non abitate, tra cui Bosco Baccano-La Melazza, Casaccia, Cimitero Flaminio, Farneto, Foro Italico, Inviolatella Borghese, Malborghetto, Monte Caminetto, Monte Oliviero, Parchi Volusia e Papacci, Piana del Tevere, Polline Martignano, Prato Corazza, Procoio, Radio Vaticana, Riserva di Livia, Scuola di Fanteria Cesano, Tor di Quinto, Torre dei Venti, Vaccareccia, Valle Vescovo, Veio.

Fino al 15 gennaio 2026, i cittadini possono partecipare attivamente alla costruzione della nuova mappa di Roma, inviando commenti, proposte e suggerimenti nella sezione “Partecipa” del portale istituzionale.

Fabio Rollo

Giovani e alimentazione: 9 su 10 attenti alla qualità, ma 4 su 10 rifiutano il “cibo del futuro”

I giovani italiani sono sempre più consapevoli di ciò che mettono nel piatto, ma guardano con cautela alle nuove frontiere dell’alimentazione. È quanto emerge dall’indagine “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro e presentata a Roma, al Momec, alla presenza di istituzioni e rappresentanti del mondo agricolo. La ricerca, condotta a settembre 2025 su un campione di 500 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni, fotografa le opinioni delle nuove generazioni su alimentazione, cibo artificiale e prospettive dell’agricoltura.

Il quadro che emerge è quello di una generazione attenta, informata e sensibile alla qualità. Nove giovani su dieci dichiarano di occuparsi personalmente della spesa o, in ogni caso, di fare attenzione a ciò che mangiano. L’89% si dice disposto a spendere di più per prodotti di qualità, mentre quasi l’80% presta attenzione alla provenienza dei cibi acquistati. Per uno su quattro, l’origine del prodotto è un fattore determinante nella scelta. Una sensibilità che cresce tra gli over 25 e tra gli uomini, segno di una crescente consapevolezza sull’impatto ambientale e sociale delle proprie abitudini alimentari.

Sul fronte delle nuove frontiere del cibo, i giovani mostrano opinioni più sfumate.

Quattro su dieci affermano che non mangerebbero mai prodotti a base di farina di insetti, una percentuale che sale al 48% tra le donne. Tuttavia, il 34% considera il novel food una necessità per affrontare le sfide ambientali globali, e un ulteriore 24% lo vede come una forma di innovazione. Più della metà (55%) ritiene che in futuro il cibo artificiale potrà solo parzialmente sostituire quello naturale, mentre appena il 7% immagina una sostituzione totale.

Interessante la maggiore apertura registrata nel Sud e nelle Isole, dove il cambiamento climatico e la siccità rendono più evidente la necessità di alternative sostenibili. Tra le motivazioni che spingerebbero a provare il cibo sintetico prevale la curiosità e la voglia di sperimentare (34%), mentre solo il 12% lo farebbe per motivi economici. Un terzo del campione, però, si dichiara comunque contrario a ogni forma di alimentazione artificiale.

Il commento di Confeuro Giovani

Attilio Arbia, responsabile di Confeuro Giovani, commenta così i dati: “I risultati dello studio realizzato insieme all’Istituto Piepoli sono molto interessanti. Alcuni dati sicuramente ce li aspettavamo come, ad esempio, il disinteresse da parte dei giovani nei confronti del novel food. Al disinteresse però si affianca, al contempo, anche molta curiosità. Il 60% ritiene infatti che che nel lungo periodo il cibo artificiale potrà sostituire quello tradizionale in particolare per la sostenibilità, ma si pongono grandi interrogativi, su tutti la trasparenza e la sicurezza alimentare”.

Fabio Rollo

ASL ROMA 4 E ADICIV/ NOVEMBRE MESE DELLA PREVENZIONE DEL DIABETE

Riceviamo e pubblichiamo

Nel mese di novembre la ASL Roma 4, in collaborazione con l’Associazione Diabetici Civitavecchia (ADICIV), promuove quattro appuntamenti dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla sensibilizzazione sul diabete, che faranno tappa in diversi comuni del territorio aziendale.

L’iniziativa si inserisce nel contesto della Giornata Mondiale del Diabete, che si celebra il 14 novembre di ogni anno, e rappresenta un’importante occasione per richiamare l’attenzione della popolazione sull’importanza della prevenzione e dei corretti stili di vita.

Il calendario di appuntamenti prenderà il via sabato 8 novembre a Civitavecchia, presso il centro commerciale “La Scaglia”, dove sarà allestito il Villaggio della Prevenzione, un punto d’incontro dedicato agli screening gratuiti e all’informazione sanitaria. Sarà possibile sottoporsi al test di valutazione del rischio diabetico e effettuare lo screening oculistico per la maculopatia diabetica.

Il 15 novembre sarà la volta di Cerveteri, con un incontro formativo dal titolo “Valutazione del rischio diabete, diagnosi precoce e presa in carico del paziente nella ASL Roma 4”. Al termine dell’incontro è prevista una camminata presso la Necropoli di Cerveteri, a testimonianza del ruolo fondamentale dell’attività fisica nella prevenzione del diabete.

Le iniziative proseguiranno sabato 22 novembre a Bracciano, dove sarà allestito il Villaggio della Prevenzione con consulenze, attività informative e controlli gratuiti, per concludersi sabato 29 novembre a Formello, con un’ulteriore giornata di sensibilizzazione e salute aperta a tutti i cittadini.

“Con questo ciclo di eventi, la ASL Roma 4 e l’ADICIV – ha spiegato il Direttore ff UOC Servizio Igiene e Sanità Pubblica, la dottoressa Valentina Iannucci –   ribadiscono il loro impegno nella promozione della salute pubblica, nel sostegno alla diagnosi precoce e nella diffusione della cultura della prevenzione, elementi fondamentali per migliorare la qualità della vita e contrastare le malattie croniche come il diabete”.

 

Presepe Vivente: il Comune di Cerveteri si aggiudica un finanziamento regionale di 5mila euro

Riceviamo e pubblichiamo

Nei giorni scorsi, sempre in tema natalizio, l’Assessorato alla Cultura aveva “portato a casa” ulteriori 30mila euro per le luminarie

Un contributo di 5mila euro per la realizzazione del tradizionale Presepe Vivente di Cerveteri, una delle manifestazioni più attese, sentite, partecipate e ricche di storia della città. È quanto si è aggiudicato il Comune di Cerveteri, che ha partecipato con successo all’Avviso Pubblico Regionale per la promozione di tradizioni storiche, artistiche, religiose e popolari per l’anno 2025.

“Prosegue il lavoro organizzativo e di preparazione al Natale da parte della nostra Amministrazione – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – nei giorni scorsi ci è stato ufficializzato il finanziamento di 30mila euro per la realizzazione delle luminarie e ieri questi ulteriori 5mila euro per il Presepe Vivente, una tradizione di Cerveteri, che vede coinvolte tantissime realtà e altrettante persone e che sempre ci regala grandi emozioni. Aspetto che mi fa piacere sottolineare, è che quest’anno abbiamo ottenuto un contributo anche maggiore rispetto al passato: una testimonianza ulteriore sulle capacità che ha il nostro Ente ed hanno i nostri uffici nel partecipare agli avvisi pubblici e nell’aggiudicarsi fondi extra-comunali”.

“Come già detto – prosegue la Cennerilli – stiamo continuando a lavorare per la pubblicazione del calendario degli eventi del Natale Caerite e il Presepe Vivente è certamente uno di quegli appuntamenti che da sempre ci rende comunità e capaci di richiamare davvero tante persone in città. Ringrazio con l’occasione la Responsabile dell’Ufficio Cultura la Dottoressa Isabella Massicci e i dipendenti Desiree Mencarini e Fabrizio Sale: ottenere finanziamenti e contributi sovracomunali è programmazione ed è fondamentale per garantire un’offerta culturale sempre di qualità e variegata. A loro, il mio ringraziamento più sincero”.

L’OMBRA DELLO SCHERMO: FIGLI, DIPENDENZA E BISOGNO DI CONNESSIONE REALE. NE PARLIAMO CON ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA

Di Marialuisa Roscino

L’avvento degli smartphone e la loro ubiquità hanno trasformato nel corso degli anni, radicalmente, il panorama sociale e comunicativo, offrendo opportunità senza precedenti, ma introducendo al contempo, nuovi e complessi problemi. Tra questi, la dipendenza da dispositivi mobili nei bambini e negli adolescenti appare come una vera e propria “emergenza silenziosa”, che impatta significativamente sullo sviluppo psico-fisico e sulle dinamiche relazionali delle nuove generazioni. Sempre più frequentemente, molti bambini entrano in contatto con lo smartphone in età molto giovane, e gli adolescenti trascorrono in media diverse ore al giorno connessi, compromettendo il tempo dedicato al sonno, allo studio e all’interazione sociale diretta. Questa iper-connettività si traduce in un crescente disagio psicologico, portando ad un aumento dei livelli di ansia, depressione e irritabilità. La precocità dell’accesso e l’intensità d’uso rappresentano pertanto, fattori cruciali che ne influenzano senz’altro, la salute mentale di molti bambini e adolescenti. Le ripercussioni di questo uso eccessivo sono profonde: difficoltà di concentrazione, riduzione della capacità di attenzione prolungata, impatto negativo sul rendimento scolastico, isolamento, difficoltà a sviluppare empatia e ad affrontare le interazioni sociali faccia a faccia, aumento dei livelli di ansia, depressione e irritabilità, soprattutto se il dispositivo viene sottratto, non ultimo i disturbi del sonno. Affrontare la dipendenza da smartphone non significa demonizzare la tecnologia, ma promuovere un’educazione digitale critica e consapevole. La sfida attuale per genitori, educatori e istituzioni sanitarie è dunque quella di sviluppare strategie efficaci di prevenzione e intervento per garantire che questi strumenti restino alleati dello sviluppo, e non ostacoli al benessere. Di questo e molto altro ancora, ne parliamo oggi in questa intervista con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana.

 Lucattini: “L’educazione digitale inizia dall’esempio, i genitori che riescono a staccarsi dallo smartphone insegnano ai figli come potere stare da soli, privandosi di qualcosa di piacevole, senza sentirsi perduti, svuotati o abbandonati. È una lezione affettiva e simbolica che forma il senso del limite e la relazione. Fondamentale il dialogo costante con i figli, parlare con loro e ascoltarli”.

 Dott.ssa Lucattini, cosa riferiscono oggi i dati più aggiornati sull’utilizzo di smartphone e dispositivi digitali da parte di bambini e adolescenti?

Negli ultimi anni si è osservato un incremento costante dell’uso di smartphone e tablet tra bambini e adolescenti, accompagnato da un aumento dei casi di utilizzo problematico.

Uno studio condotto in Germania su ragazzi tra 10 e 17 anni ha rilevato che dal 2021 l’uso quotidiano superiore alle tre ore e i sintomi di “problematic smartphone use” (PSU) sono significativamente associati a una riduzione della qualità di vita (Pediatric Research, 2025).

Un’altra indagine su bambini di età compresa tra 6 mesi e 4 anni ha evidenziato come l’uso dei cellulari sia ormai diffuso già in tenerissima età (BMC Public Health, 2023).

Questi risultati confermano che l’accesso ai dispositivi digitali avviene sempre più precocemente e che il tempo di esposizione è spesso eccessivo, con importanti ripercussioni sul benessere psicologico e sociale. I “nativi digitali” tendono a percepire lo smartphone come un giocattolo: luminoso, colorato e pieno di stimoli visivi e sonori. Lo utilizzano come strumento esplorativo, passando dalle foto ai video fino ai giochi interattivi. Uno studio qualitativo recente ha mostrato che i bambini stessi riconoscono alcuni benefici nell’uso dello smartphone, come la possibilità di mantenere i contatti, reperire informazioni e combattere la noia (Frontiers in Psychology, 2025).

Tuttavia, proprio per la sua facilità d’uso e la varietà di funzioni, lo smartphone richiede un controllo costante. Senza una guida adulta, può ridurre il tempo dedicato al gioco libero, al movimento e alle relazioni reali, elementi essenziali per lo sviluppo emotivo e cognitivo.

Infatti, questa immersione precoce nel digitale rappresenta una forma di “specchio artificiale”. Il bambino, che dovrebbe costruire la propria immagine attraverso il volto e lo sguardo dell’altro, rischia di riconoscersi unicamente attraverso lo schermo, sostituendo l’esperienza relazionale con una rappresentazione virtuale. In questa fase evolutiva, l’identità si costruisce sul rispecchiamento affettivo del genitore; quando questo è sostituito dallo smartphone, si apre uno spazio di alienazione precoce.

Molti genitori notano che i bambini piccoli sembrano affascinati dagli smartphone. Qual è, secondo Lei, il significato di questa attrazione nella prospettiva psicoanalitica?

I bambini si avvicinano agli schermi con curiosità istintiva: la luce, il colore, il movimento catturano la loro attenzione come un oggetto magico. Uno studio recente ha mostrato che i bambini percepiscono lo smartphone come una “presenza amica”, utile a ridurre la noia o a tenere compagnia (Frontiers in Psychology, 2025).

Da un punto di vista psicoanalitico, lo smartphone può assumere la funzione di oggetto transizionale, simile al peluche o alla coperta di Linus: un oggetto che media l’assenza del genitore e offre un’illusione di continuità affettiva. Tuttavia, se l’oggetto tecnologico sostituisce sistematicamente la relazione, perde la sua funzione simbolica e diventa un “oggetto feticcio” che anestetizza l’angoscia e non permette di vivere e superare la separazione, rallentano o boccando processo di crescita verso l’autonomia. Il bambino impara a calmarsi non grazie alla presenza interiore della madre o del padre, ma attraverso la stimolazione esterna, riducendo così la capacità di autoregolazione emotiva e sviluppando un pericoloso rapporto affettivo con lo smartphone e i suoi contenuti.

Come si conciliano le sollecitazioni della modernità attuale con la protezione della salute mentale, del bambino? Esiste un’età giusta in cui introdurre i dispositivi digitali?

 È importante distinguere i giocattoli elettronici, per i quali è sempre indicata l’età consigliata, da dispositivi complessi come lo smartphone, che invece non riportano limiti chiari.

Le linee guida internazionali raccomandano per i bambini dai 2 ai 5 anni un’esposizione non superiore a un’ora al giorno, o limitato a brevissimi momenti sotto la supervisione di un adulto. Idealmente, l’uso supervisionato può iniziare intorno ai 12 anni, senza connessione dati e per un massimo di 15 minuti al giorno. Con la crescita, si può arrivare gradualmente a un’ora quotidiana. (Current Psychology, 2025). È dunque necessario stabilire limiti chiari e scegliere contenuti appropriati all’età.

Nei primi anni di vita, infatti, lo sviluppo cerebrale e affettivo dipende dall’esperienza corporea, dal gioco simbolico e dal contatto umano.

L’introduzione troppo precoce del digitale può interferire con la costruzione della funzione simbolica: lo schermo fornisce immagini già pronte, impedendo al bambino di creare rappresentazioni proprie. La realtà virtuale, in questa fase, non stimola, ma sostituisce l’immaginazione. È dunque fondamentale che l’adulto filtri l’esperienza, trasformando il dispositivo in un “mezzo di conoscenza condivisa” e non in un surrogato o una sostituzione della relazione personale, affettiva, umana, educativa. Chi, in piena consapevolezza, sceglierebbe di fare crescere i propri bambini davanti ad una macchina,ad un dispositivo, ad un computer per quanto evoluto?

Quando saranno cresciuti impareranno ad usare correttamente la tecnologia, studiandola auspicabilmente a scuola, fin dai primi anni della Primaria con dei corsi dedicati, tenuti da professionisti e insegnanti.

 Dott.ssa Lucattini, negli adolescenti si parla sempre più spesso di “dipendenza da smartphone”. Quali sono, in particolare? le dinamiche psicologiche sottostanti?

 Nei soggetti più giovani l’uso eccessivo del telefono può assumere caratteristiche simili a una dipendenza comportamentale, con perdita di controllo e sintomi di astinenza psicologica.

Lo stesso studio tedesco sopra citato ha mostrato che l’utilizzo superiore alle tre ore quotidiane è associato a una minore qualità di vita e a maggiori livelli di stress psicologico (Pediatric Research, 2025). Le ragazze risultano leggermente più vulnerabili, probabilmente per un maggiore coinvolgimento nelle interazioni sociali mediate dai dispositivi.

Dal punto di vista psicoanalitico, il dispositivo funziona come oggetto narcisistico, uno specchio che conferma continuamente l’esistenza del Sé attraverso like e messaggi. Ma il bisogno di conferma può degenerare in un circolo vizioso dell’onnipotenza narcisistica, ovvero l’adolescente cerca nello smartphone una presenza costante che colmi l’angoscia di separazione. È il tentativo di mantenere un legame fusionale con l’Altro, evitando il dolore della separazione, della differenziazione e del limite. La dipendenza digitale, quindi, non è solo comportamentale, ma soprattutto affettiva. Può nascere da un vuoto relazionale. Ma quello che è maggiormente pericoloso è che può creare questo vuoto con l’illusione che sia riempito da qualcosa che non esiste concretamente, ma che è puramente virtuale e allontana dai rapporti personali reali.

In che modo, i genitori possono prevenire un uso eccessivo degli smartphone nei figli? Quanto conta la loro funzione affettiva ed educativa in questo contesto?

Il ruolo dei genitori è fondamentale: stabilire regole chiare sull’uso dei dispositivi, favorire attività all’aperto, relazioni reali e hobby creativi. Numerosi studi hanno dimostrato che il tempo trascorso dai genitori davanti allo smartphone riduce la qualità delle interazioni con i figli, aumentando la distrazione e la “disconnessione emotiva”, inoltre, che la responsività genitoriale diminuisce quando i genitori usano troppo lo smartphone, con effetti diretti sulla regolazione emotiva del bambino (Infant and Child Development, 2021).

Una ricerca ha altresì evidenziato che l’uso genitoriale del telefono è associato a un calo di attenzione e sensibilità nella relazione con i bambini (Computers in Human Behavior Reports, 2020).

Dal punto di vista psicoanalitico, il genitore “assente digitale” rischia di non offrire al figlio i necessari segnali affettivi di presenza, alimentando un senso di vuoto e solitudine.

La funzione genitoriale consiste nel porre limiti, trasformando il desiderio in pensiero. Dire “no” allo smartphone non è un atto punitivo, ma un gesto di cura che contiene l’eccesso pulsionale e restituisce al bambino la possibilità di desiderare. Il genitore che introduce regole sostiene il principio di realtà, aiutando il figlio a distinguere tra l’onnipotenza virtuale e la frustrazione costruttiva del mondo reale. È molto importante stabilire “tempi e luoghi liberi da ogni schermo”, come durante i pasti o la sera. Condividere l’uso del telefono con i figli in modo intelligente, misurato e consapevole, sono strategie semplici, ma molto efficaci, per favorire una crescita sana, prevenire rischi di sovraesposizione, cyberbullismo, contenuti violenti o pornografici. E anche per creare e mantenere una relazione viva e autentica, basata sul rispetto delle esigenze vere dei figli e delle regole dettate dai genitori. Fa bene a tutta la famiglia.

Come l’uso dello smartphone da parte dei genitori può influenzare il comportamento dei figli?

 Le ricerche mostrano che i bambini, i cui genitori usano frequentemente lo smartphone mostrano più spesso comportamenti oppositivi, richieste di attenzione e ansia da separazione (Computers in Human Behavior Reports, 2020). La relazione affettiva viene parzialmente interrotta: il bambino percepisce il genitore come presente fisicamente, ma assente mentalmente. Si tratta di una vera e propria rottura del legame di sguardo: il volto del genitore, che dovrebbe restituire riconoscimento e significato, viene sostituito dalla luce dello schermo. In questo senso, il genitore distratto dal telefono rappresenta per il bambino un “oggetto morto”, il corpo è presente, ma senza vita interiore, con la mente altrove. Paradossalmente, il genitore è percepito inconsciamente come un robot e la macchina/computer/smartphone come vivo, vero e presente.

L’educazione digitale, quindi, inizia dall’esempio, i genitori che riescono a staccarsi dallo smartphone insegnano ai figli come potere stare da soli, privandosi di qualcosa di piacevole, senza sentirsi perduti, svuotati o abbandonati. È una lezione affettiva e simbolica che forma il senso del limite e la relazione.

Secondo Lei, lo smartphone, se usato invece correttamente, può avere anche un valore evolutivo efficace?

Sì, certamente, se mediato dalla presenza adulta e inserito in un contesto relazionale. Lo smartphone può diventare un ponte intergenerazionale, uno strumento di scoperta e di dialogo tra genitori e figli. Quando l’adulto accompagna il bambino nel mondo digitale, introduce la funzione simbolica dell’“interprete”: trasforma un’esperienza tecnologica in un’occasione di pensiero.

Dal punto di vista psicoanalitico, questo passaggio segna il superamento della dipendenza fusionale. Il genitore non proibisce, ma “ favorisce”  l’esperienza, trasformando il piacere immediato in conoscenza condivisa. Così, lo smartphone diventa un oggetto culturale, da usare insieme per quel che è e può dare, non un oggetto investito affettivamente e immediatamente gratificante, da cui dipendere per sentirsi bene, ovvero ne rappresenta l’anticamera della dipendenza patologica da dispositivi elettronici.  L’efficacia di un approccio educativo equilibrato è confermata da uno studio che mostra come la sensibilità e la responsività genitoriale diminuiscano quando i genitori stessi usano troppo lo smartphone (Infant and Child Development, 2021). In altre parole, la migliore prevenzione inizia dando il buon esempio, mostrando “come si fa”, spiegando poi, anche il perché, in caso fosse necessario.

Quali indicazioni si sente di dare ai genitori per gestire al meglio l’uso dello smartphone nei figli?

-Fondamentale il dialogo costante con i figli, parlare con loro e ascoltarli;

-Non introdurre l’uso dei dispositivi elettronici prima dei 12 anni;

-Successivamente limitare il tempo di utilizzo (massimo un’ora al giorno per arrivare col tempo a due);

-Evitare assolutamente l’accesso Internet (anche nei dispositivi dei genitori) nei piccoli e fino all’età di legge negli adolescenti;

-Scaricare nei propri dispositivi soltanto giochi adatti all’età;

-Non usare mai il telefono come “strumento calmante”, non solo non è efficace, i bambini sono storditi, non tranquilli;

-Evitare l’uso dopo le 20:00 anche negli adolescenti, poiché interferisce con il sonno;

-Promuovere tutte le attività fisiche e manuali, il gioco libero e la vita all’aperto, giovano ad ogni età;

-Spiegare come funzionano i dispositivi elettronici e quali rischi gli smartphone comportano;

-Favorire incontri di persona con i coetanei, gli amici, i compagni di scuola e di sport, fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva e relazionale;

-Integrare sempre attività extrascolastiche nella vita quotidiana dei figli, come sport, musica, attività in oratorio, teatro, scout, iniziative sociali, folkloristiche e di volontariato.

-Avere sempre il parental control attivo e limitare dell’uso a bambini e adolescenti che sempre più spesso ne fanno abuso all’insaputa stessa dei genitori, attivando l’apposito timer interno.

Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne: a Cerveteri una giornata di arte, musica, parole e impegno collettivo

Riceviamo e pubblichiamo

“Ci sono numeri che non possiamo più accettare. Ci sono nomi che non dovremmo più leggere, perché non dovrebbero esistere. E invece, ogni anno, la lista delle donne uccise per mano di chi diceva di amarle continua ad allungarsi. È una ferita profonda, che riguarda tutti: perché parla di ciò che ancora non funziona nel nostro modo di educare, di amare, di rispettare.

Per questo gli eventi del 25 novembre non sono una semplice ricorrenza, ma un atto di responsabilità collettiva. Perché ciò che deve cambiare è profondo, culturale, radicato. E richiede tempo, ascolto, dialogo, ma soprattutto presenza.” Anche quest’anno l’Amministrazione comunale di Cerveteri, insieme alle tante associazioni del territorio che da sempre ci affiancano, propone una giornata di arte, musica, teatro e confronto: linguaggi diversi per dire una sola cosa, con forza.

Basta violenza, basta silenzi. Un percorso che si intreccia con il lavoro importante e costante portato avanti, ormai da tre anni, insieme al Centro Antiviolenza, punto di riferimento fondamentale per l’ascolto, la tutela e il sostegno delle donne. Una giornata per ricordare, per riflettere e per continuare a costruire — insieme — una comunità più consapevole, più giusta, più libera”.

A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, nel presentare il programma delle iniziative messe a punto dall’Amministrazione comunale, attraverso l’Assessorato alla Cultura, in vista della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne di martedì 25 novembre. Una serie di appuntamenti che dureranno per l’intera giornata e che si svolgeranno all’interno dei locali dell’Aula Consiliare del Granarone, al mattino, e in Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria nel pomeriggio. La Giornata, organizzata dall’Assessorato alla Cultura, vede la partecipazione dell’Auser e della Libreria Mondadori Bookstore Cerveteri.

“La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne è sempre un momento estremamente sentito e toccante all’interno della nostra comunità – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – lo dimostra la forte adesione da parte di realtà associative che hanno scelto di essere presenti e di contribuire in maniera attiva al programma delle iniziative, con momenti di informazione, sensibilizzazione, arte e cultura.

Una Giornata che da Donna e rappresentante delle Istituzioni sogno un giorno non ci sia più bisogno di organizzare eventi come questo: per far sì che ciò accada, c’è bisogno di un cambiamento radicale delle nostre società, che parta dal basso, che inizi dalle nuove generazioni alle quali è fondamentale trasmettere la cultura del rispetto, della non violenza, della pace e della giustizia.

Come Amministrazione, cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo, sperando che iniziative come questa possano tenere sempre alta l’attenzione e possano aiutare a sensibilizzare, per avere presto un mondo libero dalla violenza di genere e da ogni forma di violenza”.

Alle ore 10:30 presso l’Aula Consiliare del Granarone ospiterà la presentazione del libro “Le due vite di Linda”, di Linda Moberg, Mauro Valentini e Simona Berterame. La presentazione è curata dalla Mondadori Bookstore di Cerveteri.

Nel pomeriggio in Sala Ruspoli spazio all’arte, alla musica, agli incontri, all’informazione e al teatro. Alle 15:00 sarà aperta la mostra “Donna allo Specchio”, a cura dell’Associazione “InArte”.

A seguire, interventi da parte di numerose realtà associative del territorio, partendo da quello della Dottoressa Ileana Alese Cigliano del Centro Antiviolenza Le Farfalle, proseguendo poi con quello di Lalla Enea del Centro Solidarietà Cerveteri, delle Componenti della Consulta dei Cittadini Migranti e Apolidi Astrid Raykovich, Nawal El Mandilli e Alba Lucia Perdomo e del Sostituto Commissario Responsabile dell’Unità Investigazioni di frontiera ANPS Cerveteri Giada Crivella.

Impreziosiranno il pomeriggio, gli intermezzi musicali della soprana Elena Danusia Socea. Interverranno inoltre gli avvocati Scuderoni e Parissi, con l’incontro dal titolo “Una sentenza… uno spiraglio”. Conclusioni e letture affidate a Leda Bressanello di Scuolambiente. A seguire, lo spettacolo teatrale “Sirio e Febe”.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti in programma è libero e gratuito.

giornata contro la violenza sulle donne Cerveteri

Da lunedì 10 novembre avvio del cantiere “Agorà: connessioni urbane” a Bracciano

Riceviamo e pubblichiamo

Partirà da 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 il cantiere per la realizzazione del progetto “Agorà: connessioni urbane”, finanziato grazie alla Legge Regionale per la valorizzazione dell’Etruria Meridionale (2022), che porterà a 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐢 nel centro urbano per proseguire con la zona di Bracciano Nuova.
 𝐃𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟎 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 sarà avviata la cantierizzazione dell’area, con:
– 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚
In questa prima fase i lavori riguarderanno:
Intervento di 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐞 presente tra via della Praterina e l’omonima piazza
 Gli uffici competenti valuteranno la 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 in base allo stato di avanzamento dei lavori, per consentire un utilizzo in sicurezza delle porzioni di parcheggio disponibili.
Chiediamo la 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚: un piccolo disagio temporaneo per un beneficio collettivo per la 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢
a favore del 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐫𝐨 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨.

Lunga storia di abbandono quella della Linea FL5 tra Santa Severa e Civitavecchia

Riceviamo e pubblichiamo

La sospensione della linea FL5 tra Santa Severa e Civitavecchia è solo l’ultimo capitolo di una lunga storia di abbandono. Treni soppressi, ritardi infiniti, mancanza di comunicazione e nessuna certezza sui tempi di ripristino: ecco cosa significa vivere ogni giorno la realtà di chi studia, lavora e viaggia nel nostro territorio.
Ma il vero guasto non è solo tecnico: è politico. È il risultato di anni di tagli, incuria e disinvestimento pubblico. Un modello che considera il trasporto pubblico un costo, non un diritto. Nella nuova legge di bilancio del governo Meloni non c’è una sola misura concreta per migliorare la mobilità quotidiana dei cittadini, per ridurre le disuguaglianze territoriali o per investire nella transizione ecologica.
La stessa logica è quella che domina in Regione: una gestione del trasporto ferroviario e dei servizi pubblici che risponde alle logiche del profitto, non ai bisogni delle persone.
Una Giunta che continua a ignorare le richieste di chi ogni giorno prende un treno o un autobus per lavorare, studiare, vivere.
E intanto, da chi dovrebbe rappresentare questo territorio in Consiglio regionale, solo un silenzio assordante. Nessuna parola, nessuna presa di posizione, nessuna difesa dei cittadini che li hanno eletti. Un silenzio che pesa come un tradimento politico.
Noi Giovani Democratici di Civitavecchia diciamo basta a questa indifferenza.
Chiediamo un piano pubblico e strutturale per il trasporto nel Lazio, investimenti veri sulla linea FL5 e su tutte le infrastrutture che collegano la costa con la Capitale, e un cambio di rotta radicale nella gestione della mobilità regionale.
Perché la giustizia sociale passa anche dai binari su cui ogni mattina viaggiano i lavoratori, gli studenti, le famiglie.
E noi saremo sempre dalla parte di chi non può permettersi il lusso di voltarsi dall’altra parte.
Giovani Democratici di Civitavecchia

ROMA, PRIMO GENNAIO DI MUSICA NEL CENTRO STORICO CON LA ‘ROME PARADE’. SVETLANA CELLI: «UN APPUNTAMENTO IMPERDIBILE PER FAMIGLIE E TURISTI»

Riceviamo e pubblichiamo

Gli organizzatori di Destination Events: «Il mondo intero sarà affascinato»

Roma, 5 novembre 2025 – La Città Eterna si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi delle festività: la Rome Parade di Capodanno. Patrocinata da Roma Capitale, la parata, giunta al 19­­° anno, è il più grande spettacolo in Italia di marching band e gruppi di cheerleader provenienti dagli Stati Uniti, che per l’occasione si esibiranno con formazioni omologhe o folkloristiche provenienti da diverse regioni italiane, in un ideale abbraccio tra Italia e America, durante i giorni più belli e significativi dell’anno.

Il 1° gennaio 2026, a partire dalle ore 15:30, il cuore di Roma – da Piazza del Popolo a Piazza di Spagna – si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, animato da un’esplosione di musica, colori ed energia. Un caleidoscopio di suoni e coreografie che, come ogni anno, celebra l’incontro tra culture e tradizioni, regalando a cittadini e visitatori un’esperienza unica per inaugurare il nuovo anno all’insegna della festa e della condivisione.

«Roma si prepara ad accogliere, come da tradizione, questo straordinario evento. Dagli Stati Uniti e da tutta Italia, arriveranno marching band, cheerleader e bande folkloristiche. Un appuntamento imperdibile per famiglie, appassionati di musica e per chiunque voglia iniziare un nuovo anno con allegria, buon umore ed energia», dichiara Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina e madrina dell’evento.

Lizzie Bone, Direttrice della Parata per gli organizzatori della Destination Events Ltd, aggiunge: «Siamo pronti, i performer sono pronti e siamo sicuri che anche i romani lo siano. L’evento di Capodanno sarà coinvolgente, ricco di cultura e spettacolo: un tributo degno della Città Eterna. Garantiremo che Roma, l’Italia e il mondo intero siano coinvolti e affascinati.»

Il concerto vedrà la presenza di affermati ensemble statunitensi come: le Disco Amigos, da New Orleans; la Key West High School Band, dalla Florida; le californiane Mission San Jose High School Warrior Marching Band and Color Guard, la Bloomington All Star Marching Band, la Esperanza Flores Ballet Folklorico e la Palm Springs High School Marching Band; la Spirit of America Productions, da Dallas; dall’Illinois, arrivano la Waubonsie Valley High School e la Lake Zurich High School Marching Band; ci sarà la newyorkese Corning Painted Post High School Hawks Marching Band; la Varsity Spirit All American rappresenta, invece, una iniziativa nazionale statunitense, che comprende cheerleaders, ballerine e artisti che si sono qualificati durante i campi estivi della Varsity Spirit.

Ai numerosi gruppi americani, si affiancheranno artisti italiani, come la Folkloristica Band di Bettolle, i Caferza di Giulianova, la Frustica di Faleria, e tanti altri gruppi che allieteranno i romani e i turisti che parteciperanno al concerto itinerante. L’ingresso all’evento è gratuito: un invito aperto a famiglie, appassionati di musica e curiosi di ogni età, per vivere insieme un Primo dell’anno indimenticabile, tra le meraviglie di Roma, nel segno della cultura, della gioia e dello spettacolo.