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LAZIO; D’AMATO: SANITÀ, AUMENTANO LE DISEGUAGLIANZE E DIMINUISCONO I LIVELLI DI ASSISTENZA. TRE DOMANDE A ROCCA

Riceviamo e pubblichiamo

“Purtroppo, quando le nebbie della propaganda di Rocca caleranno, ci si accorgerà che nel Lazio stanno aumentando le diseguaglianze ed è la regione con la spesa privata pro capite a carico delle famiglie più alta d’Italia.
Tre semplici domande a Rocca: è vero o no che siamo calati nei livelli essenziali di assistenza nell’ultimo monitoraggio del Ministero, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza territoriale? È vero o no che oltre 600 mila cittadini hanno rinunciato alle cure nell’ultimo anno, secondo i dati Istat?
È vero o no che la spesa totalmente privata pone il Lazio in testa alle classifiche italiane secondo la Fondazione Gimbe? Sono convinto che Rocca non risponderà a questi quesiti o butterà, come si dice a Roma, la palla in tribuna”. Lo ha dichiarato Alessio D’Amato, consigliere regionale e responsabile nazionale Welfare di Azione.

I sindaci di Allumiere, Tolfa, Canale e Manziana incontrano il direttore generale della ASL RM4

Riceviamo e pubblichiamo

I Sindaci di Allumiere, Canale Monterano, Manziana e Tolfa, riscontrando le notizie di stampa di ieri che parlavano di un possibile “taglio” delle proprie Case di Comunità da parte della Regione Lazio, hanno questa mattina incontrato il Direttore Generale della ASL RM 4, dott.ssa Rosaria Marino, che ha tenuto a confermare che l’iter di costituzione delle Case di Comunità va avanti normalmente e che quelle di Allumiere, Canale Monterano, Manziana e Tolfa saranno tra le prime ad essere aperte. Cambia invece la fonte di finanziamento, che passa dai Fondi PNRR al Bilancio della sanità regionale.

Biodigestore di Cesano. Video dell’assessora Alfonsi riaccende il dibattito

Un sopralluogo tra ruspe e strutture in costruzione, nel cuore di un cantiere da 70mila metri quadrati alla periferia Nord di Roma. È quello che ha mostrato nei giorni scorsi l’assessora capitolina al ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, in un video diffuso sui canali istituzionali. “Siamo entrati dentro il primo biodigestore della Capitale – ha spiegato – un impianto anaerobico innovativo, con una capacità di 100mila tonnellate l’anno, pensato per trattare la frazione organica dei rifiuti solidi urbani”. L’intervento si inserisce nel più ampio piano per la chiusura del ciclo dei rifiuti di Roma, che punta a ridurre la dipendenza da impianti privati e a limitare i costosi conferimenti fuori regione. Il complesso, il primo pubblico gestito da Ama, sarà dotato di pannelli solari in grado di coprire fino al 70% del fabbisogno energetico. La conclusione dei lavori è prevista per dicembre 2026, mentre i primi carichi di rifiuti dovrebbero arrivare a gennaio 2027. “Un passo concreto verso una Roma più sostenibile”, ha dichiarato Alfonsi, presentando quello che viene descritto come un impianto di nuova generazione, capace di produrre energia pulita e ridurre l’impatto ambientale.

Come funzionarà il biodigestore?
L’impianto in costruzione a Cesano si basa su un processo di digestione anaerobica: i rifiuti organici vengono prima pretrattati e poi spinti all’interno di due grandi biodigestori “semi-dry”, tecnologia che permette un minor consumo di acqua e di suolo. Al termine del processo, che dura circa 90 giorni, la frazione organica si trasforma in biogas, biometano e compost per l’agricoltura. Il biogas sarà usato per produrre energia termica ed elettrica, mentre il biometano alimenterà i mezzi Ama. Un biofiltro depurerà l’aria e un sistema di trattamento restituirà all’impianto l’acqua utilizzata, riducendo così l’impatto idrico complessivo. L’assessora ha sottolineato come il biodigestore rappresenti “un tassello fondamentale verso l’autonomia impiantistica della città”, un obiettivo che Roma insegue da anni per superare le emergenze ricorrenti.

Le critiche del territorio e dei comitati
Nonostante la narrazione ottimistica del Campidoglio, i quartieri di Osteria Nuova e Cesano restano fortemente contrari alla realizzazione dell’impianto. Comitati e cittadini denunciano una scelta “imposta, sbagliata e pericolosa”, sostenendo che il biodigestore sorga in una zona non idonea, priva di adeguate infrastrutture viarie e troppo vicina a scuole, corsi d’acqua e al centro Enea Casaccia, dove sono presenti depositi di rifiuti radioattivi a bassa intensità. Tra le preoccupazioni più forti, quelle legate al traffico pesante dei mezzi Ama, alla mancanza di rotatorie e all’assenza di interventi compensativi per la comunità. A ciò si aggiunge il ritrovamento di 25 tombe etrusche durante gli scavi, che secondo i residenti avrebbe dovuto bloccare il progetto. Ma né i vincoli archeologici né i ricorsi al Tar hanno fermato l’iter: Ama e Comune hanno rimodulato il progetto adeguandolo alle prescrizioni della Soprintendenza, mantenendo però invariata la sostanza.

Fabio Rollo

PRIMA PORTA, TORQUATI – CHIRIZZI (MUN.XV): “DA LUNEDI’ 10 INIZIO LAVORI PERCORSI PEDONALI PROTETTI VIA DELLA GIUSTINIANA”

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“Da lunedì 10 novembre sarà avviata la cantierizzazione dei lavori per la realizzazione dei nuovi marciapiedi e della segnaletica su via della Giustiniana, nel tratto compreso tra via di Santa Cornelia e via Concesio.

Con un finanziamento complessivo di 600.000 euro e un costo dei lavori che ammonta a 488.000 euro, gli interventi di messa in sicurezza dei percorsi pedonali, con inizio il 13 novembre, interesseranno un tratto di un km per lato stradale, per un totale di realizzazione di percorsi pedonali di 2 km e saranno organizzati in due fasi.

Dal 10 novembre al 10 aprile i lavori riguarderanno il lato stradale sinistro in direzione centro, da via di Santa Cornelia verso via Concesio. Al termine di queste lavorazioni prenderanno il via gli interventi sul lato destro, da via Inverigo verso via Concesio. Considerata la mole di interventi messi in campo, per limitare le criticità sulla viabilità di zona, i lavori saranno realizzati a tratti e nella fascia oraria 9.00 – 16.00, escludendo così gli orari più soggetti a traffico. La conclusione definitiva delle lavorazioni avverrà entro il 10 giugno 2026.

Il progetto di messa in sicurezza dei percorsi pedonali è stato presentato alla cittadinanza nell’estate 2024 nel corso di un incontro pubblico nella Parrocchia di Sant’Alfio Maria de’ Liguori a Prima Porta. Un appuntamento in cui sono stati raccolti gli interventi e i contributi dei residenti e dei commercianti, con cui ora saranno condivise e concordate anche tutte le fasi delle lavorazioni, affinché si possano limitare i disagi e si possa procedere speditamente con i lavori. L’obiettivo di questo intervento, come anche di tutti gli altri messi in campo da questo Municipio per migliorare la sicurezza stradale, è quello di consegnare alla cittadinanza dei percorsi pedonali protetti e di sanare l’insicurezza di alcune fermate del trasporto pubblico, coniugando questa esigenza con quelle gli esercizi commerciali e del commercio locale.”

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Gina Chirizzi.

Il canile Vallegrande e la fondazione Cave Canem.

Pochi giorni fa ho avuto l’occasione di visitare il canile Vallegrande e conoscere la fondazione Cave Canem onlus. All’inizio, ad essere sinceri, pensavo che mi sarei imbattuto nel classico stereotipo di canile che un po’ tutti noi abbiamo in mente. Quello di un luogo rumoroso e grigio, con file di gabbie metalliche, cani che abbaiano disperati e poca luce naturale. Odore di disinfettante e animali tristi che cercano attenzioni e una famiglia che li scelga.

Al canile Vallegrande, posto in un lembo di terra non lontano dalla Via Braccianese fra Osteria Nuova e La Storta, ho visto proprio il contrario di quello che mi ero immaginato. Ho trovato un luogo in campagna, all’interno di una vasta area agricola, ricco di persone solari e serene, fra lavoratori e volontari che portavano al guinzaglio i cani in una passeggiata domenicale nel grande prato che lo circonda. All’interno ho avuto il piacere di conoscere Luca, Aldo e Martina, alcuni membri della fondazione Cave Canem impegnati nella cura e nel recupero di cani che hanno incontrato delle difficoltà nel loro percorso. Ad esempio, c’è chi è stato salvato dai combattimenti clandestini organizzati dalla criminalità organizzata, chi sta lavorando alla gestione dell’aggressività o ancora all’istinto di fuga e alla paura dell’uomo.

A tale riguardo la fondazione è impegnata a 360 gradi per il benessere e la gestione ottimale degli animali, partendo proprio dalle peculiarità della razza e dei singoli esemplari. In particolare è attiva con varie iniziative fra cui webinar, incontri, attività di sensibilizzazione e corsi di formazione annuali per educatori cinofili.

Inoltre, sono consultabili online i numerosi progetti che la fondazione segue e porta avanti grazie alle donazioni. Fra cui l’adozione a distanza di un cane, la prevenzione alla leishmaniosi canina, i corsi nelle scuole per insegnare ai bambini a rispettare gli animali e a contrastare il fenomeno del randagismo ancora molto diffuso. Infine di notevole rilievo è la collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura attraverso il progetto “io merito giustizia”, che consente alla fondazione di offrire supporto e snellire le pratiche della giustizia italiana. In questo modo più di 160 cani sono stati svincolati dal sequestro giudiziario e gli è stata offerta una seconda possibilità, stavolta  lontano dai maltrattamenti.

Cristian Pelliccioni

 

Canile Vallegrande                        Canile Vallegrande

Tutti i documenti e le registrazioni delle sessione degli Stati Generali green economy sono online

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Ampia partecipazione alla XIV edizione degli Stati Generali green economy che si è svolta il 4 e 5 novembre a Rimini, in occasione di Ecomondo. Istituzioni, imprese ed esperti si sono riuniti e confrontati per discutere strategie, prospettive e politiche volte a guidare la transizione ecologica nel nuovo complesso contesto globale. Dalla presentazione della Relazione sullo stato della green economy 2025 alla Sessione plenaria internazionale, l’evento ha messo in evidenza le sfide e le opportunità della green economy non solo in Italia, ma anche in Europa, allargando lo sguardo fino agli Usa, Cina e Africa.

👉 Di seguito i link alle registrazioni delle Sessioni, la relazione introduttiva di Edo Ronchi, la Relazione sullo stato della green economy 2025 e tutte le nostre presentazioni e quelle degli speaker.

SALUTE, LEGGE DI BILANCIO 2026, NURSING UP: “PASSO AVANTI CON L’ARTICOLO 69, MA LA PARTITA RESTA APERTA PER GLI INFERMIERI E GLI ALTRI PROFESSIONISTI EX LEGGE 43/2006”

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IL SINDACATO: “BENE LA CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE, ORA SERVONO EQUITÀ E RICONOSCIMENTO PIENO DEL RUOLO DI INFERMIERI E OSTETRICHE”
ROMA, 7 NOVEMBRE 2025 – Il sindacato Nursing Up accoglie con cauto apprezzamento le ultime evoluzioni del testo della Legge di Bilancio 2026, che con l’articolo 69 introduce finalmente una distinzione chiara tra i fondi destinati ai medici, da una parte, e agli infermieri dall’altra.
“Si tratta di un risultato non scontato – afferma il sindacato – ottenuto anche grazie alla pressione e al confronto costante che abbiamo portato avanti nelle ultime settimane. La nuova formulazione consente di individuare con maggiore precisione le linee di finanziamento, chiarendo che i 480 milioni di euro previsti non sono un contenitore indistinto, ma una quota specifica per gli infermieri, distinta dagli 85 milioni aggiuntivi riservati ai medici e veterinari.”
Il Nursing Up sottolinea però che il percorso non può dirsi concluso. “Serve adesso consolidare questo principio di equità e costruire una contrattazione che valorizzi realmente le specificità professionali. Restano sul tavolo temi cruciali come la libera professione per gli infermieri, la piena valorizzazione economica e giuridica del ruolo e la questione dell’indennità di esclusività che non può essere solo appannaggio dei dirigenti.”
“Monitoreremo l’iter parlamentare – conclude il sindacato – affinché le correzioni che verranno non indeboliscano, ma rafforzino il percorso di riconoscimento di chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai cittadini nel Servizio sanitario nazionale.”
UFFICIO STAMPA SINDACATO NURSING UP

Cna, nell’Hotel Nobu di Robert de Niro le opere di Lidia Scalzo in tutte le camere

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Nel nuovissimo hotel del grande attore Robert De Niro c’è la firma di un’altra grande: Lidia Scalzo, artista di casa Cna, art director e titolare de Il Papiro Art a Vetralla. C’è una sua opera in ogni camera. “Un giusto e meritato riconoscimento alla sua professionalità. Un nuovo traguardo che stavolta è di respiro internazionale: certe cose non capitano per caso”, è il commento di Attilio Lupidi, segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia.

Portano la sua firma tutti i quadri, oltre 100, installati sopra i letti di ogni camera del Nobu Hotel & Restaurant, in via Veneto 155 a Roma, inaugurato ieri sera alla presenza dei tre soci fondatori del marchio, ovvero lo chef Nobu Matsuhisa e l’imprenditore Meir Teperin, oltre alla star del cinema a stelle e strisce.

Lidia Scalzo è entrata nel progetto in collaborazione con Antonacci Falegnamerie. Ha realizzato tutti i quadri che sono stati alloggiati sopra i letti nelle camere. Tutte opere originali e firmate dall’artista Cna, variazioni su un tema che rappresenta insieme eleganza, dinamismo, lusso ed energia positiva.

Il primo Nobu Hotel & Restaurant italiano è nato in un edificio del XIX secolo dove un tempo sorgeva il leggendario Grand Hotel. I lavori di ristrutturazione, firmati Rockwell Group, hanno richiesto un investimento di 135 milioni di dollari. L’hotel si sviluppa su 6 piani e ospita oltre 100 camere e suite, ristorante Nobu, bar, sale riunioni e spa.

“Se Lidia Scalzo è stata coinvolta in un progetto così importante, dopo essere stata inserita nella prestigiosa Homo Faber Guide – conclude Lupidi – ci sarà pure un motivo. Un motivo che è sinonimo di arte, competenza e passione. Siamo orgogliosi e felici per lei”.

L’incarico da quasi 150mila euro affidato dal Comune di Civitavecchia all’architetto Claudio Giustini rappresenta un atto che non può essere tollerato e che richiede un’immediata revisione.

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In primo luogo per come è stato prodotto: la determina non contiene alcuna spiegazione chiara sulle motivazioni dell’affidamento, sulle modalità di selezione, né sulle ragioni che hanno portato a individuare un solo professionista destinatario di un incarico di tale entità economica.
Un atto che non espone le prestazioni richieste, la durata dell’incarico o la valutazione della congruità del compenso.
A questo si aggiunge un elemento politicamente sconcertante: l’incarico è stato conferito a un sindaco di Fratelli d’Italia, forza politica oggi all’opposizione del nostro Comune e distante da noi sul piano politico e amministrativo.
Un fatto grave di per sé, ma che evidenzia un problema ancor più profondo: il progressivo abbandono del governo della città a logiche esterne, private e opache.
È ormai evidente che il fondo immobiliare e l’advisor privato cui l’Amministrazione ha affidato la gestione di gran parte del patrimonio comunale stiano esercitando un’influenza crescente non solo economica ma anche politica.
Le scelte strategiche della città – dalla rigenerazione urbana dell’ex Italcementi alle aree di sviluppo urbano – sembrano sempre più dettate da chi opera fuori dalle istituzioni, senza che la cittadinanza sappia nulla sulle modalità, sui vantaggi o sugli impegni assunti dal Comune.
Questo atto si inserisce in una linea di continuità con l’amministrazione passata del Movimento 5 Stelle: la scelta del fondo immobiliare nasce proprio in quella fase, è stata poi confermata e potenziata dalla Lega con Tedesco, e noi l’abbiamo ereditata senza mai metterla realmente in discussione, anzi ampliandone poteri e competenze.
È il momento di cambiare rotta: servono scelte diverse, fondate sul controllo pubblico, sulla trasparenza e sull’interesse collettivo, non su logiche privatistiche.
La nomina dell’architetto Giustini, tecnico riconducibile all’advisor stesso, rappresenta un caso emblematico di potenziale conflitto di interessi: chi oggi riceve l’incarico è parte di quel sistema di consulenza privata che dovrebbe invece essere controllato dall’Ente.
In pratica, controllato e controllore coincidono, in un cortocircuito inaccettabile.
Gli incarichi pubblici che superano i 50mila euro devono, per legge, rispettare procedure di concorrenza e comparazione tra più professionisti (art. 7 del D.Lgs. 165/2001 e art. 17 del D.Lgs. 36/2023).
In questo caso, invece, l’incarico è stato affidato direttamente, tramite una trattativa su MePA con un solo soggetto, senza bando pubblico, senza parere dei revisori dei conti e senza neppure la verifica sull’impossibilità di utilizzare personale interno.
Se poi questa determinazione fosse stata adottata senza la piena conoscenza e condivisione dell’assessore competente, il dirigente firmatario deve essere immediatamente rimosso.
Un atto di questa portata non può essere gestito in autonomia tecnica senza un indirizzo politico chiaro e condiviso.
Per tutti questi motivi, il Partito Democratico di Civitavecchia chiede l’immediata revoca dell’incarico e la verifica di legittimità dell’atto da parte del Sindaco e del Segretario Generale.
È necessario aprire un confronto politico nella maggioranza per ridefinire i criteri di affidamento e garantire la massima trasparenza su tutti i rapporti tra Comune, fondo immobiliare e advisor.
Civitavecchia merita un’amministrazione che torni a rispondere ai cittadini e non agli interessi di soggetti privati.
Questo incarico rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso: non è solo una questione di metodo, ma di credibilità, trasparenza e rispetto delle regole.
PARTITO DEMOCRATICO DI CIVITAVECCHIA

La Galleria Accademica presenta Luigi Rabbai. Il viaggio dedalico nella mater materia.

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L’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in convenzione formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre, accreditata dalla Regione Lazio, iscritta all’albo di Roma Capitale e del Comune di Canale Monterano, presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, vicepresidente il dott. Renato Rocchi, direttore artistico Antonino Bumbica, inaugura la mostra dell’Artista Luigi Rabbai alla Galleria Accademica d’Arte Contemporanea della Città d’Arte Canale Monterano di Roma in Corso della Repubblica n.50 il 13 dicembre 2025 alle ore 17.00, aperta al pubblico fino al 3 gennaio 2026 ore 11,00-13,00 con ingresso gratuito.

Luigi Rabbai nasce a Canale Monterano nel 1943, si trasferisce a Roma, dove vive e lavora nell’Amministrazione finanziaria. Partecipa alla mostra “8° Premio nazionale di arti figurative fra i dipendenti dello Stato”, presso il Museo delle arti e tradizioni popolari di Roma. Nel 1999 ritorna al paese natio con la moglie e i due figli, ove si stabilisce per la vita.

Il ritorno alle origini ispira una dedizione completa alla scultura, con innata passione autodidatta. Partecipa a mostre collettive fra cui l’evento Arte in chiasmo e a mostre personali con pittura e scultura, ricordando la Mostra in Galleria Accademica d’Arte Contemporanea. Nel 2020 e nel 2024 riceve il Riconoscimento al Merito in Arte al Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea Apollo dionisiaco con mostra presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e pubblicazione dell’opera con critica in semiotica estetica della prof.ssa Fulvia Minetti nella Mostra Accademica dell’Arte Contemporanea online.

Il cromatismo onirico ed emotivo del Rabbai sospinge oltre le coordinate di spazio e di tempo, in un luogo tutto interiore. L’artista ricerca il sostrato instante e irriflesso dell’inconscio collettivo sognante, fino al luogo impenetrabile dell’inconoscibile, che rinnova la visione sapienziale della forma, in una nuova cosmogonia. È la necessità di latenza della forma nell’informe, per un’etica di verità.

La doppia cornice simboleggia il dover essere del ruolo d’assegnazione sociale e l’identità idem della medesimezza e dell’identificazione, l’interno dell’opera è ipseità, identità narrativa, libera relazione aperta alla differenza di sé, al racconto di sé nel grembo della mater omnium: la materia cromatica.

Il colore materico è sinestesia dell’infinità del possibile. E l’infinito è al moto in divenire d’innumerevoli inizi, alla libertà d’immaginazione, che proietta al luogo franco e transizionale d’una finestra, fra sé e mondo e nella sintesi di entrambi, alla rêverie, che rende in ogni istante fanciulli di se stessi, a ricominciarsi. È un movimento emozionale, che confonde l’uomo all’uomo e alla natura, per rinascere.

L’artista offre una dimensione primordiale, con densità di energia a concentrazione massima, che attende il suo dispiegarsi espressivo e realizzativo, fino al catartico del primo nascere, del primo uscire cosmologico e ontogenetico, che accompagna e significa il ri-uscire di ogni atto di affermazione della vita.

Il pigmento è ricetto di emozioni collettive, in sincronia, sintonia, sinfonia di un divertimento, nel senso letterale del termine, di un volgersi in altra direzione, per reintegrazione dell’alterità. L’identità non possiede la verità, è il movimento d’eccedenza oltre se stessa, alla differenza, per nuova coscienza di sé.

Il Rabbai dipinge fra necessità e libertà, fra ordine e caos, fra tramonto e palingenesi della conoscenza, a fondare, dal dinamismo che reintegra gli opposti, una nuova cosmogonia di senso proprio. I colori addensano al nodo geometrico di un pensiero figurale, allo sviluppo molteplice dell’unità armonica ritrovata.

L’artista trova l’oltre di sé, serbando tuttavia coscienza dell’argine identitario e al contempo trovando esondante libertà di essere, per trasformare creativamente limiti e i confini in scelte personali, coscienti e significate.

Nessuno degli orizzonti possiede la verità, che è al luogo di eccedenza, al di là delle visioni prospettiche, nel grembo veritativo del vivere diretto, in una provenienza e destinazione comune.

La forma dissolve in materia, convibra all’emozione panica e cromatica, a ritrovare la sinestesia di un’infinità perduta. È il rituale di una partenza e di un ritorno, di una forma riflessa, che è mancanza, domanda e invocazione di vita, per affrancamento dalla morte.

Le geometrie dell’artista donano un viaggio dedalico, che esorcizza lo smarrimento del cammino nell’inconscio e vince l’ascesa, la sospensione sapienziale, per la rinascita al senso intimo di una nuova visione delle cose. (prof.ssa Fulvia Minetti)

https://www.accademiapoesiarte.com/mostra-luigi-rabbai