Nonostante i dubbi e le incertezze che fino a pochi mesi fa circondavano la realizzazione dell’edizione del festival del 2025, ecco che a fine novembre è stata inaugurata la 14° edizione del Trevignano FilmFest, che si sta svolgendo presso la consueta location del Cinema Palma di Trevignano Romano.
“Anni Luce” è il nome scelto per la rassegna di quest’anno. Al centro è proprio il centenario della fondazione dell’Istituto Luce, che tutt’ora riveste un ruolo fondamentale nel panorama cinematografico italiano e non solo, grazie al suo immenso archivio.
Ad aprire la manifestazione ci hanno pensato Corrado Giustiniani, presidente del Trevignano FilmFest, nonché giornalista freelance presso testate come L’Espresso e Il Fatto Quotidiano, e Fabio Ferzetti, direttore artistico del festival.
Il primo ha tenuto a ricordare come la kermesse che si svolge con continuità a Trevignano da ormai 14 anni, e che nemmeno il covid è riuscita a spezzare (ha raccontato come il cinema avesse anche provveduto in quell’occasione a fornire ai partecipanti delle speciali mascherine a tema), è considerato dal Ministro della Cultura come la 5° rassegna per importanza, tra le più di 100 in tutta Italia.
Ferzetti, tra le altre cose giornalista e critico cinematografico per Il Messaggero, ha illustrato il programma della tre giorni nella quale si svolgerà il FilmFest (dal 21 al 23 novembre, ed ha illustrati il tema principe di quest’anno: la memoria. Anche la sindaca di Trevignano Romano Claudia Maciucchi è intervenuta, oltre che per ribadire i punti precedenti, per ringraziare i proprietari del Cinema Palma.
Fabio e suo figlio Francesco rappresentano ,rispettivamente, la terza e la quarta generazione di proprietari del cinema, che ha spento quest’anno 85 candeline. La famiglia ha infatti avuto il grande merito di rendere il paese del lago un luogo di cinema; il ché ha un grande valore, soprattutto in un periodo non facile per i cinema italiani e non solo.
Il direttore Fabio Ferzetti ha inoltre ricordato lo stretto legame che unisce il cinema di Trevignano e Vigna di Valle: è infatti grazie alle tecnologie di quest’ultima che l’allora falegname Fabio Palma (nonno dell’omonimo proprietario) riesce ad aprire il cinema negli anni ’30.
E proprio Vigna di Valle è al centro della prima proiezione della giornata: un documentario del 1931, allora muto ma restaurato e dotato di suono dall’Istituto Luce, che mostra la partenza dell’idrovolante Umberto Maddalena, che da Bracciano arriva fino a Napoli.
Ad intervenire è stato quindi il colonnello dell’aereonautica Dario Bovino, che ricollegandosi al tema della memoria, ha voluto ricordare come questa sia ancora esplorabile materialmente presso il Museo Storico dell’Aereonautica di Vigna di Valle.
Subito dopo è stato il turno di “Miracolo italiano” e “Progetto panico”, due corti diretti dai registi Giovanni Piperno e Paola Randi. Questi sono due degli episodi che vanno a comporre “9×10 Novanta”, un progetto realizzato per commemorare i 90 anni dell’Istituto Luce.
A sostegno dei due registi, a dialogare con il pubblico presente ci ha pensato Enrico Bufalini, attuale direttore dell’archivio storico dell’Istituto. Bufalini ha infatti spiegato la composizione dell’archivio (circa 100.000 pellicole con 8000 ore di filmati), nonché la sua storia. Interessante il fatto che questo sia stato uno dei primi ad essere digitalizzato nell’ormai lontano 2001, ancora preistoria dell’internet.
I due lungometraggi che hanno concluso la prima giornata sono stati “La macchina delle immagini di Alfredo C.”, del regista italo-albanese Roland Sejko, e “100 di questi anni”, dei registi Michela Andreozzi, Massimiliano Bruno, Claudia Gerini, Edoardo Leo, Francesca Mazzoleni, Rocco Papaleo e Sidney Sibilla. Ad intervenire a fine proiezione con il pubblico sono stati Roland Sejko e Francesca Mazzoleni, i quali si sono prestati alle diverse domande pervenute dai presenti.
L’appuntamento è quindi per sabato 22 novembre, dove ad essere proiettati saranno ben 3 lungometraggi.
La parrocchia di Santa Maria Maggiore di Cerveteri si prepara a un momento di grande significato spirituale e culturale: domenica 23 novembre saranno nuovamente sciolte le campane dopo il completamento dei lavori di restauro e messa in sicurezza del campanile. La data scelta non è casuale: coincide con la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, giornata che conclude l’anno liturgico e nella quale la diocesi di Porto-Santa Rufina celebra il raduno dei cori diocesani.
Due eventi, dunque, che si intrecciano e faranno della storica parrocchia guidata da don Gianni Sangiorgio il centro di una vera e propria “festa del suono”: quello delle campane, che richiama alla preghiera, e quello della musica liturgica, che innalza la lode a Dio attraverso il canto della Chiesa.
Il programma della giornata prevede alle ore 16 l’accoglienza dei cori partecipanti, seguita alle 16.30 dalla benedizione del campanile restaurato. A seguire sarà celebrata la Messa presieduta dal vescovo Gianrico Ruzza. In serata le formazioni coristiche proporranno i propri brani musicali.
Il restauro ha riguardato il consolidamento strutturale del campanile e l’intero apparato necessario al funzionamento delle campane. È stato realizzato un cerchiaggio interno con tiranti e travi in acciaio, un nuovo vano scale con pianerottoli e un nuovo castello campanario. Le opere edili hanno incluso la pulitura delle superfici interne ed esterne, il reintegro delle parti in cotto mancanti, l’applicazione di converse in piombo e il consolidamento degli intonaci antichi tramite iniezioni, successivamente tinteggiati e rifiniti. È stato inoltre effettuato il rimaneggiamento delle tegole della copertura e installata una nuova ventolina.
«È il secondo intervento conservativo che in pochi anni la diocesi di Porto-Santa Rufina ha messo in atto nel centro storico di Cerveteri: prima la messa in sicurezza della torre e ora il restauro del campanile di Santa Maria Maggiore. Un lavoro complesso e importante, voluto dal vescovo Gianrico Ruzza e realizzato grazie al contributo di numerose professionalità», dichiara Egildo Spada, economo e incaricato dei beni culturali ecclesiastici della diocesi di Porto-Santa Rufina.
L’opera, dal costo complessivo di circa 200mila euro, è stata finanziata grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica destinati ai beni culturali ecclesiastici. Di questa somma la diocesi ha coperto oltre 120mila euro provenienti dai fondi per il culto e la pastorale, mentre la parte restante è stata a carico della Conferenza Episcopale Italiana.
«La bellezza recuperata del campanile viene restituita alla cittadinanza, che potrà nuovamente goderne.
Il suono delle campane sarà un invito a rinsaldare l’identità culturale e religiosa della comunità», aggiunge Spada, sottolineando che «i fondi dell’8xmille destinati dai cittadini alla Chiesa cattolica ritornano alla collettività a vantaggio del bene comune e della custodia del patrimonio artistico, culturale e spirituale».
La parrocchia di Santa Maria maggiore è a Cerveteri in piazza Santa Maria, 14.
Si è chiusa a Palazzo Della Valle la due giorni di eventi promossa da Agriturist Lazio, con il contributo di Arsial e Regione Lazio, inerente le celebrazioni del sessantesimo anniversario dalla fondazione dell’associazione degli agriturismi italiani.
Il Forum “La Nuova Diversificazione in Agricoltura e l’Integrazione dei Servizi e dei Prodotti” con cui si sono aperti i lavori lo scorso 18 novembre presso la struttura del Borgo Pallavicini Mori di Roma, è stata occasione per approfondire i principali temi di interesse per le aziende e gli operatori del settore.
Un confronto che ha visto partecipare durante tutti i panel ed i tavoli di lavoro di entrambe le giornate i rappresentanti istituzionali di Roma Capitale, Regione Lazio e Parlamento. Si sono registrati infatti gli interventi del Sen. Giorgio Salvitti, Consulente del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, l’On. Paola De Micheli, l’Assessore ad Agricoltura e Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini e l’Assessore all’Agricoltura di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, oltre che tutti i massimi dirigenti di Confagricoltura, a partire dal Presidente Nazionale Massimiliano Giansanti ed il Presidente di Agriturist Italia Augusto Congionti.
Al centro del dibattito la diversificazione in agricoltura, la multifunzionalità delle aziende agricole e la multimprenditorialità all’interno delle imprese stesse. Sfide che attendono un settore come quello agrituristico dalle grandi potenzialità, che tuttavia per aumentare la propria competitività necessità di integrarsi in primo luogo con le nuove tecnologie digitali, prima tra tutte l’intelligenza artificiale, conservando la sua identità, che fa della qualità, della sostenibilità e della socialità, un tratto distintivo.
Un particolare focus è stato inoltre dedicato all’agricoltura sociale, a dieci anni dal varo della legge 141 del 2015, per sottolineare quanto sia importante implementare la dotazione finanziaria a sostegno di un settore dal forte valore sociale.
“Agriturist nasce proprio qui nel Lazio dichiara il Presidente di Agriturist Lazio Stefano Augugliaro – dall’intuizione di chi comprese quanto l’uomo avesse l’esigenza di riappropriarsi del suo tempo e del suo spazio, tornando dalla città alla campagna.
Oggi che il turismo sostenibile si prevede possa triplicare il suo fatturato, è necessario interrogarsi su come affrontare al meglio le sfide della modernità, prestando particolare attenzione al valore sociale del comparto dell’agricoltura sociale in termini di inclusione e valorizzazione della persona umana. Restare agganciati alla domanda, utilizzando anche la tecnologia, integrare e diversificare l’offerta, sono punti a cui stiamo lavorando confrontandoci con le istituzioni.
Proprio sulla diversificazione la Regione Lazio, grazie all’attenzione dimostrata dall’Assessore Giancarlo Righini, rappresenta un’avanguardia positiva, un modello che intendiamo far conoscere per essere esportato come buona pratica anche in altre regioni”.
Ieri mattina nell’Aula consiliare del Comune di Bracciano c’era il tutto esaurito. Alle ore 11.00 si è svolta la presentazione e la conferenza stampa ufficiale di un’interessante iniziativa promossa da Amore è rispetto, Rete Lia, Centro Donna (Relatrice Barbara Busetto) in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
In perfetta linea con il titolo “Per troppe donne la violenza è pane quotidiano”, nei giorni 24/25/26 novembre si potranno trovare, presso i panifici degli otto comuni partecipanti, le buste del pane, contenenti messaggi informativi, per un’efficace campagna di sensibilizzazione.
Alla presenza del sindaco di Bracciano Marco Crocicchi, della presidente del consiglio Giulia Sala e dell’assessora alla cultura Biancamaria Alberi, i rappresentanti degli altri comuni, insieme a Rete Lia – Associazioni del territorio, e alla Prof.ssa Lucia Lolli per il liceo I. Vian, hanno spiegato, ognuno con efficaci argomentazioni che hanno avuto il merito di toccare la sensibilità dei presenti, l’importanza di una giornata dedicata a una vergogna del nostro tempo.
La presenza dei ragazzi della Scuola media statale di Bracciano, accompagnati dalla prof.ssa Natascia Bisogni, sempre molto attenti e in assoluto silenzio e con un paio d’interventi molto applauditi, ci dà la speranza che le nuove generazioni possano raggiungere quei necessari, e non più rinviabili, risultati che noi non siamo riusciti a ottenere.
Al termine, alcuni interessanti interventi da parte dei presenti in aula hanno arricchito il dibattito. L’adesione di ben otto comuni a quest’ambizioso progetto dimostra che, quando c’è la volontà di fare qualcosa che cerca di evitare le quotidiane notizie di nuovi femminicidi, si possono superare differenze politiche e fastidiose barriere ideologiche.
Di seguito i panifici in cui è possibile ritirare il prezioso materiale:
Anguillara Sabazia “Albanesi”
Bassano Romano “Lievito e farina” e “Pane e dolci di Nisati & Giardini”
Bracciano “Il forno di Claudio Millozzi” e “Il forno 2”
Canale Monterano “Pasquali” “Vicerè” e “Mecca”
Manziana “Baldassarini” “Il fornaiuolo di quadroni” e “La pagnottella”
Oriolo Romano “Alimentari Roberta Perrone” “La bottega dei sapori” “Il forno di Pierino” “Lievito e Farina”
Con la sua voce straordinariamente unica e la sua sensualità prepotente, ha accompagnato la giovinezza di molti di noi; maestra di gentilezza e coraggio, non avrebbe potuto interpretare canzone più giusta: “Senza Fine” perchè monumenti come lei sono imperituri ed eterni.
Tutti noi redattrici e redattori de L’Agone, applaudiamo la sua ultima esibizione che, per quanto quanto ci amareggi e ci rattristi, resta unica, come unica è stata lei, semplicemente Ornella.
Una “legge fisica” è una relazione, spesso espressa in forma matematica, che descrive il comportamento della realtà, ottenuta attraverso la misura delle grandezze fisiche. Il termine “legge” non va frainteso: non è un obbligo come una norma sociale, ma una relazione verificata sperimentalmente che mostra come le grandezze si modificano e si influenzano tra loro.
Le leggi e le teorie fisiche, come tutte le leggi scientifiche, sono considerate provvisorie: vengono considerate valide fino a prova contraria. Ciò accade quando si osserva un fenomeno che non riescono a prevedere o quando le loro previsioni risultano errate. In questi casi la teoria può essere sostituita da una nuova che la migliora, capace di descrivere e prevedere i fenomeni con maggiore precisione e in un ambito più ampio di validità.
LOGICA
Un’ipotesi, se confermata da numerose verifiche sperimentali e integrata in un quadro concettuale più ampio, può diventare una teoria. Lo scopo di una teoria fisica è descrivere e prevedere i fenomeni naturali in modo coerente, quantitativo e formalizzato matematicamente, mostrando come variano e si relazionano le grandezze fisiche coinvolte.
Nella costruzione del sapere scientifico si usano principalmente due procedimenti logici: l’induzione, che dai dati osservati porta a formulare ipotesi generali, e la deduzione, che da principi generali ricava conseguenze verificabili. Entrambi contribuiscono, insieme ad altri metodi, alla formazione delle teorie scientifiche.
INDUZIONE
L’induzione (dal latino inducere, ‘condurre verso’) è un tipo di ragionamento che, partendo da osservazioni o fatti particolari, porta a formulare conclusioni generali. In altre parole, consiste nel generalizzare dai casi singoli a una legge o regola più ampia, che dovrà poi essere verificata.
Il procedimento induttivo è rischioso perché, partendo da casi particolari veri, si ipotizza che la stessa verità valga anche in generale. In altre parole, se si osserva che alcuni individui possiedono una certa proprietà, si formula l’ipotesi che tutti gli individui di quel tipo la abbiano, ma questo non è mai garantito con certezza.
Una legge scientifica è valida solo se non ammette eccezioni. Nel linguaggio comune si dice che ‘l’eccezione conferma la regola’, ma in scienza vale il contrario: ‘l’eccezione distrugge la regola’. Se un’affermazione funziona in tutti i casi tranne uno, non può più essere considerata una legge. Per dimostrare che una teoria è corretta bisognerebbe verificarla in ogni situazione possibile, mentre per dimostrarne la falsità basta un solo caso in cui non funziona: quel controesempio è sufficiente a renderla inaccettabile.
«Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato.» (Albert Einstein, lettera a Max Born del 4 dicembre 1926)
La scienza offre molti esempi di induzione corretta.
James Clerk Maxwell formulò l’ipotesi della ‘corrente di spostamento’, mostrando che un circuito elettrico poteva chiudersi anche senza un collegamento diretto tra i conduttori metallici.
Francesco Redi, sfidando l’autorità di Aristotele e della Bibbia, propose che i vermi della carne in putrefazione non nascessero da ‘generazione spontanea’, ma dalle uova deposte dagli insetti.
Isaac Newton estese la legge di gravità terrestre ipotizzando che fosse valida in tutto l’Universo.
La realtà offre numerosi esempi di induzione errata.
Un caso evidente è quello dei ragionamenti usati dai razzisti e dagli sciovinisti in generale. Essi generalizzano un singolo episodio negativo, come una violenza compiuta da una persona con determinate caratteristiche fisiche, per concludere che tutte le persone con quelle stesse caratteristiche siano violente. Questo è un errore logico, perché si attribuisce a un intero gruppo un comportamento osservato solo in alcuni individui, ignorando che atti di violenza possono essere compiuti da persone di qualsiasi colore della pelle o provenienza. In altre parole, si tratta di un uso distorto dell’induzione, che porta a pregiudizi e discriminazioni invece che a conoscenza fondata.
DEDUZIONE
La deduzione (dal latino deducere, ‘condurre lontano’) è un tipo di ragionamento che, partendo da premesse generali considerate vere, permette di ricavare conseguenze particolari. Se le premesse sono corrette, anche le conclusioni lo saranno necessariamente. Le regole della deduzione si basano su tautologie, cioè su forme di ragionamento sempre valide. In sostanza, la deduzione consiste nel derivare una verità particolare a partire da verità generali.
Il ragionamento deduttivo è sistematico: permette di organizzare le teorie scientifiche con ordine ed eleganza, perché da poche premesse generali si possono ricavare molte conseguenze particolari. Questo è uno degli obiettivi della fisica teorica.
La deduzione, però, non aggiunge nuova conoscenza: serve soprattutto nella comunicazione e nella didattica, poiché le conclusioni che produce erano già implicite nelle premesse, anche se non immediatamente evidenti. In altre parole, la deduzione non crea nuove teorie, ma può favorire lo sviluppo della tecnologia, rendendo possibili nuove applicazioni pratiche a partire da principi già noti.
Un esempio importante di deduzione è dato dalle equazioni di James Clerk Maxwell. Da esse si possono ricavare tutti i fenomeni elettromagnetici, dall’attrazione tra due cariche fino alle moderne tecnologie di comunicazione, come la radio, la televisione e, in ultima analisi, internet. Quando Maxwell le formulò, raccogliendo in maniera elegante le leggi dell’elettromagnetismo, non poteva immaginare le straordinarie applicazioni che avrebbero avuto. Tutte le invenzioni legate all’elettromagnetismo sono sviluppi particolari delle sue equazioni: è come se, senza saperlo, avesse già anticipato gran parte della tecnologia moderna.
LA LEGGE DELLE LEGGI
L’insieme delle leggi fisiche che descrivono una certa classe di fenomeni definisce una teoria fisica autoconsistente. Spesso, e questo è l’obiettivo, tale teoria può essere ricondotta a un principio più generale, una sorta di ‘legge delle leggi’, che unifica e sintetizza le singole leggi.
Un principio è un presupposto generale da cui si possono dedurre una o più teorie fisiche e le relative leggi. Viene accettato come ‘vero’ sulla base delle osservazioni sperimentali: non si dimostra direttamente, ma si riconosce come sintesi delle teorie e delle leggi che raccoglie. Da un principio derivano quindi le spiegazioni di tutti i fenomeni osservati fino a quel momento.
Ad esempio, il teorema generale di Emmy Noether mostra che dalle simmetrie dello spazio e del tempo derivano precise leggi di conservazione: dalla simmetria rispetto alle traslazioni nello spazio discende la conservazione della quantità di moto, dalla simmetria rispetto alle rotazioni la conservazione del momento angolare, e dalla simmetria rispetto alle traslazioni nel tempo la conservazione dell’energia. Queste leggi di conservazione sono alla base delle leggi del moto formulate da Newton e delle loro generalizzazioni relativistiche.
Ad esempio, dal principio di conservazione della massa-energia discendono sia le simmetrie dello spazio e del tempo (Teorema di Emmy Noether), da cui si ricavano le leggi del moto di Isaac Newton, sia la teoria della relatività ristretta di Albert Einstein, da cui derivano le leggi del moto relativistiche.”
MODELLI
Un modello fisico è una rappresentazione semplificata e idealizzata di un sistema reale. Il suo uso indiscriminato può essere rischioso, perché ogni modello ha limiti di validità; tuttavia offre il vantaggio di una maggiore generalità, rendendolo applicabile a sistemi simili a quello studiato. La costruzione di un modello è spesso la fase meno formalizzata del processo conoscitivo, poiché richiede intuizione e scelte interpretative oltre che rigore matematico.
Il modello fisico ha la funzione di semplificare il sistema reale e la sua evoluzione, portandoli a un livello astratto, ma più comprensibile e trattabile.
Ad esempio, se consideriamo la produzione della luce (i fotoni sono generati dall’eccitazione dei livelli elettronici) ci rendiamo conto che il modello atomico ‘a sistema solare’ è una rappresentazione molto povera della realtà dell’atomo. Tuttavia, rimane estremamente utile come strumento didattico e concettuale.
TEORIA DEL TUTTO
Uno degli obiettivi della fisica teorica è la cosiddetta ‘teoria del tutto’: una teoria omnicomprensiva che, unificando le interazioni fondamentali, possa spiegare in modo coerente tutti i fenomeni fisici osservati.
In fisica, per “interazioni” si intendono i modi in cui due o più corpi, particelle o sistemi agiscono reciprocamente l’uno sull’altro, modificando il loro stato o la loro energia. In altre parole, un’interazione è ciò che in fisica moderna sostituisce il concetto tradizionale di “forza”.
Uno degli obiettivi della fisica moderna è unificare tutte le interazioni fondamentali, mostrando che, pur apparendo diverse, sono manifestazioni di un’unica forza. Già nell’antichità si conoscevano fenomeni elettrici e magnetici, ma fu nell’Ottocento che Hans Christian Ørsted e Michael Faraday dimostrarono il legame tra corrente elettrica e campo magnetico. James Clerk Maxwell raccolse queste scoperte nelle sue celebri equazioni, che descrivono l’elettromagnetismo come un’unica interazione. Nel Novecento si è compiuto un ulteriore passo: la forza elettromagnetica e la forza nucleare debole, responsabile del decadimento radioattivo, sono state unificate nella teoria elettrodebole (Sheldon Lee Glashow, Abdus Salam e Steven Weinberg).
Oggi il quadro teorico che raccoglie elettromagnetismo, forza debole e forza forte, raccogliendole insieme, ma non unificandole, è noto come “Modello Standard”.
Rimane aperta la sfida di includere anche la gravità in questa unificazione: teorie come la gravità quantistica e la teoria delle stringhe.
Oggi, l’Associazione Rose Bianche sull’Asfalto, di cui è parte attiva anche la dott.ssa Lucia Colella, la Dsga del nostro istituto, promotrice dell’iniziativa, a pochi giorni di distanza dalla giornata nazionale delle vittime della strada, istituita con la legge 227 del 29 dicembre 2017, ha presentato presso l’aula polifunzionale della scuola secondaria di primo grado, il docufilm “OGNI GIORNO”, una emozionante testimonianza della vita di Francesco, raccontata attraverso gli occhi di chi l’ha amato.
L’obiettivo del progetto è quello di promuovere la guida in sicurezza e sensibilizzare i ragazzi circa i rischi della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di psicofarmaci e stupefacenti.
Ad introdurre la sequenza di proiezioni è stata la prof.ssa Antonella Di Spalatro, dirigente scolastico dell’IC di Bracciano, che rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze presenti, ha parlato di come sia importante l’informazione, la prevenzione e la consapevolezza dei rischi. In un mondo liquido, in cui tutto sembra rarefatto e distante , le convinzioni e le identità si fanno labili, ha esortato i ragazzi a riflettere e a riappropriarsi della loro identità di persone libere.
Diretto da Luca Pagliari, il film è un viaggio tra ricordi, lacrime e sorrisi, un tributo a un ragazzo che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di chi lo ha amato e non solo.
La proiezione, aperta alle classi terze della nostra scuola secondaria di primo grado, ha riunito amici, familiari e conoscenti di Francesco: ognuno ha condiviso un frammento della sua storia, tra scuola, campo da calcio e i luoghi che lo hanno visto vivere con passione ogni giorno. “L’obiettivo del regista – spiega Vittorio, il papà disoccupato di Francesco – era far conoscere Francesco non solo come una storia, ma come un esempio, un monito. Ci è riuscito: il suo sorriso, la sua energia e la sua fragilità ci avvolgono ancora, invitandoci a riflettere sul valore della vita.”
L’ evento di oggi non ha lasciato indifferenti i ragazzi che, attoniti e in rispettoso silenzio, hanno assistito alla proiezione.
Al termine del film, sono state numerose le domande rivolte a Vittorio che ha ringraziato per l’attenzione e l’interesse dimostrato.
Il culmine della giornata è stato un abbraccio silenzioso di molti tra i ragazzi e le ragazze presenti che hanno voluto ricambiare di affetto e vicinanza Vittorio per aver condiviso questo ponte tra il dolore e la speranza.
Rita Orecchioni
Questa mattina l’assessore all’Ambiente Stefano Giannini ha partecipato alla Festa degli Alberi organizzata dall’Istituto Comprensivo Civitavecchia II, un appuntamento che rinnova ogni anno l’impegno verso l’educazione ambientale e il legame tra scuola e comunità.
All’iniziativa era presente anche Alessandra Lecis, presidente della Commissione Cultura e Istruzione e docente della scuola dell’infanzia, con la quale l’Amministrazione sta sviluppando nuove progettazioni per l’abbellimento e la valorizzazione dei giardini scolastici, considerati spazi educativi essenziali.
“Desidero ringraziare la dirigenza scolastica e tutte le docenti per l’accoglienza, i bambini per l’entusiasmo che hanno portato alla giornata e le famiglie che sostengono percorsi educativi così importanti. Una comunità si misura da come si prende cura dei propri bambini, dalle opportunità che offre loro e dall’attenzione agli spazi in cui crescono.
Continueremo a vigilare, ascoltare e farci carico delle esigenze delle scuole del territorio, perché investire nel benessere dei più piccoli significa costruire il futuro della città”, dichiara l’assessore Giannini.
“La Festa degli Alberi è un momento significativo di sensibilizzazione e partecipazione”, afferma il Sindaco Marco Piendibene. “Le scuole hanno un ruolo centrale nella formazione ambientale delle nuove generazioni e l’Amministrazione sarà al loro fianco per sostenere progetti dedicati alla qualità degli spazi verdi e alla crescita di una comunità più attenta, consapevole e coesa.”
Una candidatura che nasce dall’esigenza condivisa di rilanciare il ruolo del partito come comunità politica viva, organizzata e capace di guidare i processi di cambiamento della città con serietà, metodo e responsabilità.Riteniamo che il PD abbia il dovere di tornare a essere uno spazio di ascolto e di elaborazione collettiva, un luogo dove le differenze si compongono e non si contrappongono, e dove la politica si misura sulla qualità delle idee e sulla concretezza del lavoro. La proposta di Patrizio Pacifico interpreta questa necessità con una visione moderna, fondata sulla ricostruzione dei legami interni, sulla partecipazione reale e su una struttura organizzativa solida, capace di produrre contenuti e non solo discussioni.
La nostra lista riunisce sensibilità diverse del circolo, unite dalla volontà di superare le logiche dell’appartenenza ristretta e di costruire un partito che torni a essere rete e non recinto, luogo di innovazione e non di ripetizione, palestra di formazione e non semplice contenitore. Condividiamo l’idea di un PD che rimetta al centro la competenza, la responsabilità politica, la formazione della nuova classe dirigente e la capacità di dialogare con la società reale, in tutte le sue articolazioni.
Crediamo in un partito che sappia lavorare insieme alla coalizione di governo, con autonomia politica e con la forza delle idee, sostenendo le scelte che migliorano la città e contribuendo allo stesso tempo a orientarne il percorso con elaborazione, studio e visione. Un partito che non rincorra le contrapposizioni ma ricostruisca un campo largo e plurale, capace di parlare a tutte le energie sociali e culturali della città.
Un progetto che guarda al futuro con l’ambizione di rimettere in moto la migliore tradizione democratica della nostra comunità.
Lista “Uniti per Patrizio Pacifico”
(candidati alla Direzione del Circolo)
A bordo dell’ammiraglia Costa Pacifica, nella mattinata di venerdì 21 novembre, si è svolto l’incontro conclusivo del progetto 4GoodFood, l’iniziativa realizzata in collaborazione con ASL Roma 4 – Servizio SIAN, Costa Crociere, Croce Rossa Italiana, Agenzia delle Dogane e Rotary per sostenere le persone bisognose del territorio.
La stagione 2025 si chiude con un risultato significativo: oltre 2.500 pasti completi donati grazie ai 19 scali della Costa Pacifica al porto di Civitavecchia. L’ultimo scalo solidale dell’anno è previsto per il 5 dicembre.
“Siamo orgogliosi di aver concluso con successo il programma di donazione delle eccedenze alimentari per fini sociali – ha dichiarato Silvia Fiori, Sustainability Director di Costa Crociere –. Un risultato reso possibile grazie alla passione e alla dedizione di tutti coloro che hanno contribuito al progetto. Civitavecchia si conferma un esempio virtuoso nella lotta allo spreco alimentare in ambito marittimo. Il nostro impegno è creare valore condiviso con le comunità locali, trasformando ogni scalo in un’opportunità di solidarietà e sostenibilità”.
Il progetto 4GoodFood ha riunito enti e istituzioni del territorio con un obiettivo comune: compiere un gesto di solidarietà e contribuire alla tutela dell’ambiente.
“L’iniziativa coniuga più esigenze fondamentali della mission sanitaria – ha spiegato la dottoressa Cristiana Bianchini, Direttore Sanitario ASL Roma 4 –: sicurezza e prevenzione, unite al valore sociale dell’intervento. Siamo fieri di aver contribuito al processo”.
“Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto – ha dichiarato Luca Grossi, presidente del Rotary Club Civitavecchia – che ha messo attorno allo stesso tavolo associazioni e istituzioni di grande valore per il nostro territorio. Un’iniziativa che unisce in modo concreto la lotta allo spreco alimentare, l’inclusione sociale e una vera integrazione tra le realtà locali.”
Il percorso del cibo donato parte dalla banchina del porto per arrivare a chi ne ha più bisogno, grazie alla cucina solidale della Croce Rossa in via Antonio da Sangallo, Civitavecchia.
“Grazie al supporto di enti e istituzioni – ha dichiarato Roberto Petteruti, Presidente CRI – abbiamo potuto realizzare un’iniziativa in grado di rispondere ai bisogni di chi vive in difficoltà. I pasti, controllati dagli operatori del SIAN, vengono distribuiti soprattutto presso la Repubblica dei Ragazzi e ai tanti clochard del territorio”.
Fondamentale il ruolo del Servizio SIAN dell’ASL Roma 4, che garantisce la sicurezza dell’intera filiera alimentare.
“I nostri operatori seguono ogni fase del processo per assicurare la corretta conservazione e la sicurezza dei cibi – ha aggiunto la dottoressa Valeria Covacci, Direttore SIAN ASL Roma 4 –. Per noi si tratta di un progetto dalla duplice valenza, sanitaria e sociale, che arricchisce il nostro lavoro”.
Un valore aggiunto riconosciuto anche dal mondo portuale: “È un impegno che ci permette di contribuire concretamente al territorio in cui operiamo” ha concluso John Portelli, Presidente RCT.