Riceviamo e pubblichiamo

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
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Secondo la tradizione, durante il suo matrimonio e fino al martirio, Cecilia cantava inni a Dio nel cuore, trasformando la fede in canto. Questo gesto poetico e spirituale ha alimentato la leggenda che la lega per sempre alla musica e ai musicisti. Nei testi agiografici medievali il suo “canto interiore” è ricordato come modello di chi trasforma la devozione in melodia. Così Santa Cecilia è divenuta patrona della musica e, ogni 22 novembre, conservatori, cori e orchestre in tutto il mondo la celebrano con concerti in suo onore.
Con questo spirito, l’associazione Forum Clodii, con il patrocinio del Comune di Bracciano, ha offerto alla cittadinanza un concerto nella suggestiva cornice della chiesetta di Santa Maria del Riposo. Protagonista della serata è stato l’eccezionale Coro Polifonico di Bracciano, diretto dal maestro Martina Paciotti e accompagnato al pianoforte dal maestro Andrea Bosso, che ha conquistato il pubblico con esecuzioni applaudite e sentite. In programma brani di Vivaldi, Mozart, Ortolani, Rutter, Gjeilo e Hayes, capaci di intrecciare tradizione e contemporaneità.
Il concerto ha assunto un tono particolarmente toccante con la dedica alla memoria di Silvana Leonardi, una componente del coro, scomparsa pochi giorni fa. L’esecuzione del “Lacrimosa” dal Requiem di Mozart ha sottolineato il dolore della perdita, trasformandolo in un momento di intensa partecipazione collettiva.
Al termine della serata, il presidente dell’associazione Forum Clodii, Massimo Mondini, ha rivolto i saluti istituzionali, mentre il presidente del coro, Adelio Dal Mas, ha invitato la cittadinanza a partecipare alle prossime esibizioni: il 13 dicembre presso la chiesa del Santissimo Salvatore e il 20 dicembre nella chiesa di Santa Maria Novella. Occasioni da non perdere per chi desidera lasciarsi incantare dalla qualità e dalla passione di un coro che, ogni volta, riesce a deliziare il pubblico.
Riccardo Agresti
Ci sono persone che rappresentano un territorio divenendone parte inscindibile, come il campanile della chiesa, un fiume o un monumento, una leggenda antica o uno scorcio che ne tratteggia i confini.
Michele Fontana, classe 1945, a Canale è iconografia di estro e bizzarria, di tempra e simpatia, polivalenza e costanza, altruismo e ironia.
Ottant’anni di una vita declinata nei valori più alti per un uomo: la dedizione al lavoro; da artigiano imbianchino ha saputo gradualmente trascendere a maestro d’arte, scenografo e artista. L’amore incondizionato per la sua famiglia, marito e padre mai stanco, mai assente, mai troppo lontano nonostante per Michele le distanze, soprattutto quelle dalla banalità, non sono mai state quelle convenzionali.
L’attaccamento forte al paese che gli ha dato i natali e alle sue tradizioni; Michelino, così lo conoscono tutti, ha alimentato lo spirito folcloristico incarnando l’essenza stessa di ogni festa, a cui ha prestato la voce e il cuore, l’opera e l’inventiva.
La sua partecipazione attiva è passata attraverso le critiche e gli apprezzamenti senza mai flettere o deprimersi, noncurante dei commenti, dei giudizi, più forte di qualunque incentivo o detrazione.
Il sorriso e la grinta di Michelino sono state le maschere di un volto autentico di cui l’intera comunità deve andare orgogliosa; il suo entusiasmo mai fiaccato, lo ha visto attivo nella chiesa, membro della Confraternita e mano d’opera magica parrocchiale, ma anche nella locale pro loco, garante della tradizione e propulsore dell’innovazione.
La sua vulcanica energia ideativa, lo ha visto organizzatore di feste patronali, sfilate e carri di carnevale, manifestazioni sportive, premiazioni, sfilate; inventore e creatore di vere e proprie opere d’ingegno, trasformazioni e adattamenti, decorazioni e realizzazioni che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio folcloristico della comunità, ha indossato costumi, interpretato personaggi, rivisitato epoche e periodi storici sempre rimanendo se stesso.
Col tempo è trasmutato in Michelinangelo, soprannome autoironico con cui ha firmato veri e propri capolavori di scultura, come un presepe interamente scolpito nel legno massello, riproducente l’antico abitato di Monterano, l’eremo di Montevirginio e le Terme di Stigliano, ma anche pittore e decoratore eccellente, dotato di una manualità che fusa all’inventiva ne fanno un artista poliedrico e talentuoso.
Nessuno che non lo sappia, direbbe che oggi ha compiuto 80 anni ma l’energia che lo anima obbedisce a logiche diverse e ribelli per cui sappiamo che ha soltanto traguardato la linea della terza giovinezza, quella che gli consentirà di darci tanto ancora. L’agone, attento custode delle preziosità del territorio, riconoscendoti il merito dell’autenticità, ti augura buon compleanno Michelinangelo.
Gianluca Di Pietrantonio, redattore L’agone
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Le associazioni sportive di Tarquinia, iscritte all’albo comunale, potranno presentare all’Amministrazione la richiesta di contributo per l’anno sportivo 2025 entro il 15 dicembre. “Rinnoviamo il nostro sostegno alle realtà sportive del territorio – dichiara l’assessore allo Sport Sandro Celli –.
Le associazioni svolgono un ruolo fondamentale per la crescita sociale e educativa dei nostri giovani. Invito tutte le società iscritte all’albo comunale a presentare la richiesta di contributo entro i termini, così da poter usufruire dei fondi”.
Le domande andranno compilate sui moduli scaricabili dal sito istituzionale del Comune di Tarquinia e dovranno essere portate al protocollo, in piazza Giacomo Matteotti 6, o inviate per email a comune.tarquinia@comune.tarquinia.vt.it o per Pec a pec@pec.comune.tarquinia.vt.it.
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L’8 e il 23 dicembre 2025, alle 17, il corteo natalizio tra musica, luci e intrattenimento
Tarquinia si accende di magia con la Parata di Natale. L’8 e il 23 dicembre 2025, un grande corteo colorerà le vie del centro storico, portando in città la suggestione e il calore delle festività natalizie. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Pro Loco Tarquinia, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione del gruppo di volontari “Troppo forti”.
La sfilata partirà alle 17 da piazzale Europa per attraversare via Umberto I, piazza Cavour, corso Vittorio Emanuele e raggiungere piazza Giacomo Matteotti, dove il pubblico potrà assistere a momenti di spettacolo dedicati a famiglie, bambini e visitatori. Sotto il palazzo comunale, la festa sarà animata da musica e intrattenimento, mentre per i più golosi non mancheranno zucchero filato e caldarroste, contribuendo a creare una cornice accogliente e suggestiva nel cuore della città.
L’8 dicembre rappresenterà il momento più atteso: la banda “Giacomo Setaccioli” accompagnerà il corteo eseguendo i più celebri brani natalizi e farà da preludio alla cerimonia di accensione delle luminarie a piazza Cavour, evento simbolico che inaugurerà ufficialmente il programma delle manifestazioni di Natale organizzate dal Comune insieme alle realtà associative del territorio. L’Amministrazione invita scuole, associazioni sportive e culturali, gruppi organizzati e tutte le persone che voglio vivere appieno il clima di festa a partecipare, contribuendo all’atmosfera dell’evento con un accessorio o un dettaglio a tema natalizio.
Per informazioni è possibile chiamare il 328 4779377 o il 347 6032913.
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Gli atleti della Mtb Santa Marinella hanno fatto registrare risultati positivi in tre distinte competizioni di ciclocross.
Alla seconda prova del Lazio Cross – Trofeo Romano Scotti, disputata a Tarquinia Lido nella località Mandrione delle Saline, Claudio Albanese si è messo in luce con un terzo posto nella categoria Master 7. Grazie a questo piazzamento, la Mtb Santa Marinella occupa attualmente la settima posizione nella classifica società del circuito dopo due prove.
In occasione della 39ª edizione del Roma Master Cross, svoltasi al Parco La Pompa di Rocca di Papa, il miglior risultato è stato di Angelo Ciancarini, che ha conquistato il primato tra i master 8. Ottime anche le prestazioni di Federico Forti (3° M4), Giuseppe Calò (3° M5), Paolo Tempestini (2° M6), Marco Deciano (4° M6), Daniele Bagnoli (5° M6), Mauro Gori (3° M7) e Walter De Leonardi (9° M7).
A Pontassieve, in Toscana, si è corsa la quarta tappa del Trofeo Florence Supercross al Parco Fluviale (circuito UISP Firenze) dove Andrea Mainardi si è classificato in tredicesima posizione nella categoria master 6.
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Augusto Fenili, Magister Generale dei TEMPLARI cattolici d’Italia, con una Comanderia a Bracciano e un museo dei TEMPLARI a Viterbo comunica che il 7 e 8 dicembre alle ore 10.30 sara inaugurata una piccola mostra e mercatino di beneficenza al chiostro degli Agostiniani.
Nella meravigliosa sala Drappelle della caserma Cosenz di Bracciano, è stato presentato questa mattina, sabato 22 novembre, il calendario 2026 proposto dall’Associazione Amici della Scuola d’Artiglieria: tema di quest’anno “Le donne e l’armi”.
Forse non è un caso, perché non ci piace credervi, che la presentazione sia fatta a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata internazionale contro ogni violenza sulle donne.
A fare gli onori di casa è stato il generale Nicola Tauro che con il cerimoniale del militare e il garbo del gentiluomo, ha concesso a L’agone, presente alla presentazione con il suo presidente Giovanni Furgiuele e il direttore, una succinta ma esaustiva dichiarazione.
“Confido che la stampa presente riesca a cogliere il senso profondo e l’alto significato, che da individui con il timbro e il rigore militare, ma armati solo di sensibilità, abbiamo voluto conferire alla figura femminile nella Storia”. Un uomo tutto d’un pezzo il generale Tauro, di cui ci è rimasta la simpatia e il sorriso, coniugati armoniosamente con un grande senso del rigore e della grande cura con cui ha preparato l’evento, che ha moderato personalmente.
Il tema del calendario ripercorre il lungo itinerario delle donne dall’antichità al giorno d’oggi. Gli interventi che si sono succeduti sono stati di alto profilo culturale, introdotti dal generale Giorgio Zucchetti, che ha ricordato come la Storia sia fatta di cose minime, facendo riferimento a episodi quasi sempre sconosciuti ai più, in cui il coraggio delle donne ha contribuito a salvare le loro case, i loro figli e la loro patria.
Lo ha seguito l’intervento della prof.ssa Laura Bellanova, che ha ripercorso la figura della donna nel mito e nell’arte. Ha parlato delle amazzoni, riconoscendole come l’archetipo della contraddizione che diventa equilibrio, insegnandoci che si può governare in un altro modo. Nel mito la donna è talvolta rappresentata come potenza distruttrice, quando viene colpita nella sua profondità generatrice: è l’esempio di Medea e Clitennestra.
Ha ricordato, poi, il coraggio di Pantasilea, che combattendo con Achille, con la consapevolezza che sarebbe stata sopraffatta, ci ricorda come la forza della bellezza è in grado di sconfiggere la guerra e persino la morte. Ha parlato di Atena, la professoressa, ricordando che era sì era la dea della strategia militare ma anche dell’intelletto.
In una bellissima ricostruzione letteraria, mitologica e artistica ha sottolineato come nella donna il coraggio da sempre coesiste con il dubbio, e ha usato la violenza solo quando è stata costretta a farlo, pur ponendosi scrupoli e tormenti, perché la sua natura è di cura, amorevolezza e dedizione.
Nella relazione del generale Coltrinari si sono ricordate le condottiere, donne in armi che hanno lottato per il loro paese, cui ha fatto eco nell’intervento successivo la prof.ssa Annamaria Casavola, parlando delle partigiane: donne, grazie al cui valore, con il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1 febbraio 1945, è stato riconosciuto il diritto di votare e di essere elette.
Ha citato Tina Anselmi, la prof.ssa Casavola: “noi odiavamo la morte ma eravamo pronte a prendere le armi per difendere la vita”. L’ultimo intervento ha coniugato la storia con l’attualità, interpretando un ponte tra passato e presente. Il capitano medico dell’Aeronautica Militare Rossella Viscito ha commosso l’uditorio raccontandosi, accennando a due giuramenti e due divise, che ha deciso di fare e di indossare non privandosi del ruolo di madre e di moglie; seguendo il modello paterno ha dichiarato di aver scelto l’uniforme simbolo di rinuncia, orgoglio e degnità.
Interessanti anche gli interventi del prof. Crociani, che ha analizzato la figura femminile nel risorgimento e nelle prima e seconda guerra mondiale, così come l’intervento della prof.ssa Pasqualini che ha esplorato il ruolo delle donne nell’intelligence e gli aspetti del servizio militare femminile in Italia: notevole anche l’approfondimento di sorella Emilia Bruna Scarsella sulle Crocerossine, il cui motto è “ama, conforta, lavora, salva”.
Uniforme è sinonimo di determinazione, lealtà, senso del dovere, specificando che dietro a ognuno di questi valori ci sono mondi complessi fatti di sfide quotidiane e ricordando che la motivazione è l’unica arma per combattere queste sfide.
Da medico ha ricordato che non esiste medicina migliore della gentilezza e che chi ama davvero non trattiene ma consente di volare. Rivolgendosi a tutte le donne ha concluso: “Non abbassate mai il carrello di atterraggio finchè la meta non sarà raggiunta; per molti il cielo è un limite, per pochi che vogliono volare è casa”.
Non è stato un gesto come tanti, quello di riceve il calendario; prendendolo in mano, abbiamo sentito tutto il peso del sacrificio e del valore di milioni di donne a cui dobbiamo un silenzioso ringraziamento.
Ludovica Di Pietrantonio, direttore de L’agone
Gianluca Di Pietrantonio, redattore L’agone