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Conclusi i lavori per il by-pass, da oggi un sistema di depurazione nuovo ed efficiente per Campo di Mare e Cerenova

Riceviamo e pubblichiamo

Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Lavori durati quasi un anno frutto di un lungo iter portato avanti con Acea Ato 2. Mettiamo definitivamente la parola fine alla annosa vicenda del Depuratore di Campo di Mare, oramai vetusto e non idoneo”

“Un sistema di depurazione nuovo ed efficiente. Oggi, è ufficialmente entrato in funzione un nuovo sistema di sollevamento e rilancio idraulico, che ci consentirà di dismettere del tutto il depuratore di Campo di Mare, oramai obsoleto e tecnologicamente arretrato, e di confluire i reflui della Frazione di Campo di Mare direttamente al Depuratore di Cerenova, già gestito da Acea Ato 2 che utilizza le tecnologie più moderne ed efficienti nel rispetto delle norme vigenti in materia ambientale. Un risultato storico, perché mette la parola fine su una vicenda, quella del Depuratore, che la nostra città si trascina da oltre mezzo secolo e che non era più sostenibile. Un’opera dal valore di 800mila euro, realizzata e sostenuta totalmente da Acea Ato 2 senza alcuna compartecipazione di fondi comunali”.

A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, che questa mattina insieme ai progettisti e al personale di Acea Ato 2, insieme agli Assessori Matteo Luchetti e Alessandro Gnazi e al Dirigente Fabrizio Bettoni e al Responsabile del Servizio Opere Pubbliche Flavio Nunnari, si è recata in sopralluogo a Campo di Mare proprio nell’area del Depuratore.

“La questione del Depuratore di Campo di Mare è una vicenda che si trascinava oramai da oltre mezzo secolo, dai tempi della lottizzazione degli anni ’60 e che oggi, e di questo non posso che esserne soddisfatta, giunge ad una risoluzione definitiva – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – da sempre il nostro obiettivo è stato quello di far sì che la gestione sia del Depuratore che delle reti idriche di Campo di Mare, passassero ad Acea Ato 2, unificando dunque la titolarità dell’impianto ed oggi abbiamo raggiunto questo obiettivo, un impegno preso con i cittadini che ancora una volta abbiamo mantenuto”.

“Giungiamo a questo traguardo dopo una lunga serie di incontri e tavoli tecnici iniziati nel 2018 a seguito dei quali con Acea Ato 2 si è convenuto, considerata il tipo di impianto presente a Campo di Mare, di attuare un lavoro ancor più importante, che è proprio quello che abbiamo inaugurato questa mattina – aggiunge il Sindaco Gubetti – l’impianto funziona grazie a 3 pompe da 36kw di cui due in funzione continua e una terza pronta ad attivarsi in caso di emergenze. Il nuovo impianto, completamente gestito da remoto, che consentirà dunque ad Acea Ato 2 di avere sempre sotto controllo l’andamento delle pompe, oltre all’installazione di un gruppo elettrogeno fisso per sopperire eventuali sbalzi di tensione”.

“Con l’occasione – conclude il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – ci tengo a ringraziare Acea Ato 2 nella persona del Presidente Marco Salis e tutti gli uffici tecnici ed amministrativi oltre alla STO con il presidente Massimo Paternostro per la continua e proficua collaborazione in tutti questi anni di sviluppo del progetto. Ringrazio inoltre l’Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri Matteo Luchetti, l’Assessore all’ambiente Alessandro Gnazi, il Dirigente Fabrizio Bettoni, il Responsabile del Servizio Opere Pubbliche Flavio Nunnari e tutto il personale degli uffici Opere Pubbliche e Ambiente, per il grande lavoro svolto in questi anni affinché si giungesse all’obiettivo di oggi”.

Nuovo depuratore a Campo di Mare e Cerenova  Nuovo depuratore a Campo di Mare e Cerenova

Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo – 11 dicembre Milano

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In occasione della Conferenza sarà presentata l’edizione 2025 del Rapporto “Il Riciclo in Italia”, realizzato dalla Fondazione in collaborazione con tutti i 19 settori industriali coinvolti e i Consorzi. Il Rapporto conterrà anche una ricerca sui più recenti sviluppi del mercato dei materiali riciclati e una indagine su questo tema che ha coinvolto numerose imprese del settore. La Conferenza sarà l’occasione per fare il punto sulla elaborazione in corso del nuovo Circular Economy Act e sulle criticità crescenti che si vanno registrando in alcuni ambiti dell’industria del riciclo. Di tutto questo ne discuteranno rappresentanti istituzionali, imprese e consorzi, protagonisti di questa nuova fase.

Durante la Conferenza saranno annunciati i vincitori del settore Startup | economia ciroclare del Premio Sviluppo Sostenibile, realizzato in collaborazione con Conai e con il supporto di Step SB Innovation Hub.

Civitavecchia: Plesso Posata soluzione interna al plesso e avviati lavori sul tetto

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In merito alle infiltrazioni d’acqua verificatesi nei giorni scorsi nel plesso “Renato Posata” dell’Istituto Comprensivo Ennio Galice, l’Amministrazione comunale ritiene necessario chiarire alcuni punti fondamentali.
Tutti gli istituti comprensivi della città sono stati ereditati in condizioni critiche, con problemi gravi e infiltrazioni che da anni compromettevano il decoro delle scuole: Don Milani, XVI Settembre, Flavioni e Galice presentavano difetti gravi e mai risolti.
Come sottolinea l’Assessore ai Lavori Pubblici Patrizio Scilipoti, «abbiamo ereditato una situazione estremamente critica: in tutti gli istituti comprensivi della città erano presenti gravi infiltrazioni d’acqua, e in molti casi si trattava di problemi noti da anni e mai affrontati.
Pioveva dentro alla Don Milani, alla XVI Settembre, alla Flavioni e alla Galice. In un anno e mezzo abbiamo avviato interventi che la città aspettava da tempo: alla Flavioni e alla Don Milani i lavori sono già conclusi; alla XVI Settembre, dopo dieci anni di impalcature ferme, siamo finalmente riusciti a riprendere il cantiere e a completare la prima parte della facciata, mentre la seconda tranche sta per partire; e alla Galice era già in corso un intervento sulla guaina del tetto nel plesso di via Toscana.
È un lavoro imponente, ma necessario: stiamo rimettendo in sicurezza, uno per uno, tutti i tetti delle nostre scuole.»
A seguito delle infiltrazioni rilevate nei giorni scorsi, l’intervento previsto sulla guaina del plesso di via Toscana è stato immediatamente spostato su via Renato Posata per intervenire sul punto critico senza perdere tempo.
L’Assessore alla Pubblica Istruzione Stefania Tinti, che questa mattina ha incontrato personalmente i genitori, ha dichiarato: «Abbiamo fornito tutte le informazioni sullo stato dei lavori e concordato con la dirigenza scolastica una soluzione temporanea interna al plesso, completamente sicura e adeguata. Grazie al lavoro immediato della ditta e degli uffici.
Le lezioni riprenderanno regolarmente all’interno dello stesso edificio».
L’Amministrazione ribadisce che il percorso di messa in sicurezza degli istituti scolastici non si fermerà . Dopo anni  la città sta  vedendo cantieri concreti e interventi reali sulle proprie scuole.

Viabilità. Al via i lavori sulla S.P. 4/b Santo Stefano

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Sono cominciati questa mattina i lavori di rifacimento della pavimentazione della S.P. 4/b Santo Stefano dall’inizio del tratto di competenza al km 0+850 per circa 1 km, compresi nel territorio del comune di Anguillara.
I lavori finiranno nella giornata di domani e una volta terminati, nei prossimi giorni verrà ristabilita la segnaletica orizzontale.
A renderlo noto la Consigliera delegata  della Città metropolitana di Roma Capitale alla Viabilità, Mobilità e Infrastrutture, Manuela Chioccia.
     ViabilitàViabilità

NEL XX RAPPORTO ANNUALE IL SERVIZIO CIVILE DI ASC APS: giovani, comunità, promozione della pace

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Il XX rapporto annuale di ASC APS è consultabile sul sito www.arciserviziocivile.it

Con il XX Rapporto annuale ASC APS riafferma un modello di Servizio Civile Universale fortemente radicato nei territori e centrato sulla qualità formativa e relazionale dei percorsi.e sulla capacità di leggere e tradurre in progetti i bisogni reali delle comunità locali.

In quanto ente titolare di accreditamento al SCU e rete associativa nazionale, ASC APS ha coordinato per il bando 2023 quasi 800 enti del Terzo Settore e pubbliche amministrazioni dentro 34 programmi e 206 progetti, con una prevalenza di soggetti del privato sociale (circa l’80%), spesso di piccole dimensioni e profondamente radicati nel tessuto comunitario.

La rete conta 1.527 enti di accoglienza, con un modello che tende ad evitare logiche di impiego massivo favorendo un numero di presenze equilibrato per ogni sede e la qualità dell’accompagnamento educativo. La scelta di lavorare in stretta collaborazione con le piccole realtà associative permette di costruire interventi “su misura”, capaci di rispondere a fragilità specifiche di contesti urbani, periferici, delle aree interne e di rafforzare reti comunitarie spesso vulnerabili.

Il modello di ASC APS mette al centro i valori costituzionali del servizio civile – difesa non armata e nonviolenta, cittadinanza attiva, solidarietà, promozione della pace – assumendoli come pilastri tematici dell’intero impianto formativo e progettuale.

Rosario Lerro, Presidente Nazionale di ASC APS sottolinea “La nostra formazione generale supera ampiamente le 42 ore complessive richieste dai i minimi normativi e lavora su obiezione di coscienza, gestione nonviolenta dei conflitti, pace, difesa non armata e i giudizi medi dei giovani in una scala da 1 a 10 superano stabilmente l’8. L’associazione, inoltre, investe sulla messa in trasparenza delle competenze civiche e trasversali acquisite nei percorsi di SCU, con un attestato specifico rilasciato da un ente terzo (EMiT Feltrinelli ETS) e, dal 2023, con un’estesa adozione della misura di tutoraggio quale strumento di orientamento e valorizzazione dei saperi maturati”.

Le aule di formazione generale si confermano una vera “finestra sul mondo giovanile”, dove emergono domande di pace, diritti, disobbedienza civile e linguaggi inclusivi, cui ASC APS risponde costruendo contesti protetti di confronto, ascolto e partecipazione.

L’associazione investe direttamente nel Servizio Civile risorse economiche e organizzative ingenti: 9.330,70 euro (calcolati fra costi monetari, tempo lavoro e strutture dedicate) per ogni operatore volontario. Risorse impegnate per la formazione dei giovani, degli adulti che li accompagnano nei 12 mesi di servizio, per la formazione specifica sulle tematiche dei progetti, per il monitoraggio, per questo Rapporto Annuale, per il costante aggiornamento delle articolazioni territoriali e i quadri dirigenti dell’associazione anche a livello locale.

Il XX Rapporto mostra come ASC APS concepisca il SCU non come gestione di posti a bando, ma come un investimento politico e culturale di lungo periodo sull’intera comunità — giovani, adulti e territori. Un investimento che si sviluppa anche nel dialogo con la CNESC, il Forum Nazionale del Terzo Settore, le istituzioni nazionali e i contesti locali, con l’obiettivo di consolidare l’universalità, la qualità e il riconoscimento sociale dell’istituto.

Aggiornamento caso Cupinoro: confronto istituzionale per condividere dati, criticità e scenari possibili

Riceviamo e pubblichiamo
Martedì scorso si è tenuta la 𝗿𝗶𝘂𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 con tutti i gruppi consiliari e aperta ai 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶, di maggioranza e minoranza, dedicata alla recente 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗔𝗥 e alle prossime azioni sulla 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝘂𝗽𝗶𝗻𝗼𝗿𝗼. Il confronto istituzionale si è reso necessario per condividere 𝗱𝗮𝘁𝗶, 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ e 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 prima di assumere 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗹𝗲𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 per il futuro.
È stato un incontro importante e costruttivo. I Consiglieri comunali hanno condiviso all’unanimità la necessità di valutare il 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 per tutelare l’Ente, soprattutto sugli 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶 della vicenda, non considerati dal TAR, lavorando a stretto contatto con i 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶.
Tutti i consiglieri hanno dato disponibilità a partecipare agli 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 con la 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼, già richiesti al Presidente Rocca.
Al termine della riunione, i gruppi di minoranza hanno annunciato la presentazione di un 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 con alcune richieste: ricostruire la storia dei fondi per la gestione post-mortem, individuare eventuali criticità del passato, attivare tutte le tutele giuridiche possibili e trasmettere la documentazione agli organi competenti.
Avremmo preferito affrontare questi punti durante il confronto, ma da parte nostra non ci saranno polemiche: metteremo a disposizione 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗲 e ci impegniamo a 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲, in modo chiaro e trasparente, ogni passaggio di questa 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗻𝗱𝗮.
La nostra Amministrazione ha agito in questi anni unicamente a 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 e degli 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼, e lo ha fatto con 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 e 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. Abbiamo intenzione di continuare a farlo.
Ritengo, però, che un tema così rilevante non possa essere discusso solo nelle sedi istituzionali: deve essere condiviso con 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝘃𝗼𝗶.
Per questo, nei prossimi giorni convocherò una 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 aperta alla cittadinanza, in cui illustreremo 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, le 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗲 e le 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗲.
Vi terrò aggiornati passo dopo passo. 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
E continueremo a garantire tutto questo, 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲.

INAUGURAZIONE DEI LAVORI PER L’ECOMUSEO DI MANZIANA

Ieri, 26 Novembre, alla presenza del Sindaco di Manziana Alessio Telloni, del Vice Sindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna e Alessia Pieretti Consigliera Delegata di Città Metropolitana, si è svolta la cerimonia di inaugurazione per l’inizio dei lavori dell’Ecomuseo di Manziana.

L’intervento riguarda la creazione del nuovo Ecomuseo alla scoperta del Bosco della Macchia Grande di Manziana, mediante un intervento di ristrutturazione di un immobile esistente, posto in centro storico, prospiciente la biblioteca comunale. Il progetto ha lo scopo di creare un importante polo culturale, un Ecomuseo digitale e non solo, che andrà a valorizzare e rivitalizzare il centro storico del paese, in linea con le politiche e le finalità del PNRR “PUI Cultura”.

Nel corso del suo intervento, il sindaco Alessio Telloni ha voluto ringraziare la Città Metropolitana “per aver investito e creduto in questo progetto” sottolineando come questo spazio venga “donato alla comunità: un luogo che, grazie alla sua posizione strategica e all’affaccio sul nostro territorio, potrà diventare un hub dove recarsi per conoscere i nostri valori culturali”. Un messaggio, ha aggiunto, fortemente legato al senso di comunità e all’identità locale.

Dagli interventi delle Autorità è emerso come l’opera possa rappresentare un vero e proprio polo di attrazione per i giovani del territorio, ma anche per quelli dei comuni limitrofi e della città di Roma. La collocazione della struttura, affacciata sul suggestivo Comprensorio Sabatino e sul lago, contribuisce a rendere ancora più affascinante e significativo questo spazio culturale.

L’agone nuovo, presente all’appuntamento, si complimenta e augura che tali iniziative trovino e rappresentino nel tempo volani di aggregazione per i giovani e meno giovani in un contesto già piacevole e accogliente.

Giovanni Furgiuele 

Redazione Lagone

 

Greccio

Greccio, arroccato a 705 metri sulle pendici del Monte Lacerone, fa parte della “Valle Santa” reatina ed è oggi uno dei Borghi più Belli d’Italia, ricordato ovunque come il luogo del primo presepe. Le sue origini risalgono al IX secolo, quando era un “castrum” fortificato chiamato Grecce o Grezze.

 

Il primo presepe

La nascita del “Presepe vivente” si deve alla volontà di Giovanni di Pietro di Bernardone, noto tra gli amici come san Francesco d’Assisi.

Ci racconta la sua storia Tommaso da Celano nella sua opera “Vita Prima”, testo del 1228-1229, detta anche “Legenda Gregorii” dal nome del Papa Gregorio IX cui fu presentata per la canonizzazione di Francesco; testo scampato dalla condanna alla totale distruzione di tutte le primitive biografie del santo. In questa cronaca preziosa viene riportata la richiesta del Poverello al suo amico Giovanni Velita, un nobile locale, di allestire una rappresentazione del presepe:

Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei fare memoria del bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asino.” (Vita Prima, 84,468)

L’idea di rievocare, in uno scenario naturale, il presepe affondava le radici nell’esperienza del santo d’Assisi a Betlemme nel Natale del 1222, dove ebbe modo di assistere alle funzioni per la nascita di Gesù. Francesco rimase talmente colpito che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poter ripetere le celebrazioni per il Natale successivo. A quei tempi, le rappresentazioni erano vietate nelle chiese, così il Papa gli permise solo di officiare una messa all’aperto. Fu così che, la notte della Vigilia di Natale del 1223, a Greccio, in Umbria, come continua il racconto di Tommaso da Celano, Francesco allestì il primo presepe vivente della storia:

E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza! Per l’occasione sono qui convocati molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco: vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme.” (Vita Prima, 85,469)

Con questa sua invenzione, probabilmente Francesco volle inviare un messaggio politico al papa: le guerre delle crociate per conquistare Gerusalemme erano inutili perché Gesù si può adorare ovunque, anche in un bosco di lecci in un paesello sui monti, la “nuova Betlemme”.

 

Federico II di Svevia

Nel cuore del XIII secolo l’Italia centrale viveva sospesa tra due forze inconciliabili: l’Impero di Federico II e il Papato romano. Rieti, incastonata tra l’Umbria e il Lazio, occupava una posizione cruciale: baluardo naturale sulla via verso Roma, città di confine e di acque, crocevia di ambizioni e timori.

Nell’estate del 1244 l’Aquila imperiale di Federico II tornò a solcare i cieli d’Italia, decisa a piegare l’autorità della Chiesa e a consolidare il dominio sulla penisola contro i Comuni. Le sue truppe raggiunsero la piana reatina per sferrare un colpo diretto al cuore del Papato, un tentativo di aprirsi un corridoio militare verso Roma.

L’assedio a Rieti fu breve. Le mura resistettero, gli abitanti videro l’esercito avvicinarsi, tentare di piegare la città e infine ritirarsi. Federico II non cercava una guerra di logoramento: constatata l’impossibilità di conquistare rapidamente Rieti, scelse una strategia più crudele e sottile, colpire il territorio per colpire il Papato, trasformando la geografia stessa in campo di battaglia.

Le campagne divennero teatro di devastazione: campi incendiati, mura abbattute, popolazioni disperse. Non fu solo distruzione materiale: le terre fertili e ricche d’acqua intorno a Rieti persero per anni la capacità di nutrire i loro abitanti. Era il segno che l’Impero poteva colpire ovunque.

Ancora oggi si racconta che Rieti visse un assedio “breve come un lampo, ma devastante come un incendio”. Da quelle ferite nacque la consapevolezza che la storia non si misura in anni, ma in attimi capaci di mutare il destino di una terra. Il passaggio dell’esercito imperiale non fu soltanto un episodio militare, ma un trauma che segnò per sempre il rapporto tra le comunità locali e i grandi poteri.

Greccio fu distrutta, e l’intera valle santa reatina messa a ferro e fuoco.

 

Napoleone Bonaparte

Nel pieno della guerra della Seconda Coalizione, le armate francesi, impegnate in Italia contro austro-russi e borbonici, attraversarono e devastarono numerosi centri minori. Era il 1799: in marcia verso il Nord, le truppe francesi giunsero anche a Greccio, depredando beni e risorse della popolazione. Non fu un assedio, ma un’incursione rapida e brutale, tipica delle campagne militari dell’epoca, quando i villaggi erano costretti a fornire viveri e denaro. La memoria locale conserva questo episodio come una delle ferite più profonde del borgo, accanto alla distruzione medievale. È un ricordo che testimonia come i grandi conflitti europei abbiano inciso anche sulle comunità più periferiche, lasciando tracce durature nella memoria collettiva e nel paesaggio culturale.

Le montagne della Valle Santa tacevano sotto il vento d’inverno, ma il silenzio fu infranto dal passo pesante delle truppe francesi. Non pellegrini né viandanti: soldati affamati, reduci dalle guerre che incendiavano l’Italia. Le campane di Greccio suonarono, la gente si chiuse nelle case, serrando porte e finestre, mentre i soldati calavano sul borgo. Le botteghe furono sfondate, il grano e il vino requisiti, le poche ricchezze strappate con violenza.

Il santuario francescano, cuore del paese, subì l’arroganza della guerra: non fu incendiato né distrutto, ma profanato dalla brutalità dei soldati. Gli anziani raccontano che una donna, inginocchiata davanti al presepe di San Francesco, implorò i militari di risparmiare almeno quel simbolo. Forse fu la forza della sua voce, forse la stanchezza dei soldati: il presepe rimase intatto, segno di pace in mezzo alla devastazione.

Il saccheggio del 1799 non è soltanto un episodio di violenza: è entrato nella leggenda del borgo. Greccio appare come un luogo che ha conosciuto la furia degli imperi, ma che ha sempre ritrovato la sua voce attraverso il presepe francescano, simbolo di resilienza e speranza.

 

Il centro storico

Oggi Greccio custodisce ancora l’anima del suo castrum medievale. Le pietre dell’antico castello dell’XI secolo, le torri e le mura sembrano vegliare sul borgo, mentre le case si stringono l’una all’altra, abbracciando vicoli e scalinate che conducono verso l’alto, quasi a sorreggere la Chiesa di San Michele Arcangelo e la sua Torre Campanaria.

Là, nella parte più alta, al termine di una scalinata che pare un rito di ascesa, si erge la Chiesa di San Michele, cuore spirituale del paese. Fondata nel XIV secolo sulle vestigia del castello, porta con sé la memoria della difesa e della fede: la torre campanaria, un tempo torre di guardia, oggi innalza il suo suono come richiamo celeste.

All’interno, la navata unica accoglie il visitatore in un silenzio solenne, dove opere del Quattrocento e Cinquecento raccontano la devozione di generazioni. Le cappelle laterali, ornate con ricche decorazioni, brillano come scrigni di arte e memoria, custodendo la bellezza che il borgo ha saputo preservare nei secoli.

 

La Rievocazione Storica del Presepe

Greccio incanta in ogni stagione, ma è nel tempo di Natale che si trasfigura in un luogo di meraviglia, dove lo spirito autentico delle feste torna a vivere tra pietre e silenzi.

L’evento più atteso è la Rievocazione Storica del Presepe: dal 1972, il borgo diventa palcoscenico e memoria, riportando alla luce quella notte del 1223. Gli abitanti, avvolti in costumi d’epoca, danno vita a sei quadri viventi che narrano l’arrivo di Francesco, la sua supplica al Papa e la nascita del primo presepe.

Tra dicembre e gennaio, le rappresentazioni scandiscono il tempo dell’attesa, fino alla notte di Natale, quando il rito si fa più intenso e solenne. È un’esperienza che intreccia fede e storia, tradizione e comunità, trasformando Greccio in un simbolo di pace e di bellezza condivisa.

 

Il Santuario Francescano di Greccio

Oggi il Santuario Francescano di Greccio, cuore spirituale del borgo, posto ad un paio di chilometri dal centro, custodisce il luogo del primo presepe e accoglie il visitatore con la Cappella del Presepe e un Museo che raccoglie natività provenienti da ogni parte del mondo. Qui esposizioni artistiche e popolari si intrecciano con la tradizione, creando un’atmosfera di pace profonda e di spiritualità silenziosa: un invito a rallentare, a respirare e a connettersi con la storia francescana. Il santuario è aperto ogni giorno, libero nell’accoglienza come lo fu Francesco.

Il nucleo più antico e suggestivo è la Cappella del Presepe, ricavata nella grotta dove, nel 1223, San Francesco volle ricreare la Natività. Edificata nel 1228, anno della canonizzazione del Santo, questa piccola cavità è il vero cuore pulsante di Greccio. Sotto l’altare affiora ancora la roccia viva su cui fu posta la mangiatoia, mentre sulla parete di fondo un affresco trecentesco di scuola giottesca raffigura insieme la Natività di Betlemme e il Presepe di Greccio. Fermarsi qui, nel silenzio, è un’esperienza che tocca l’anima e permette di cogliere l’essenza del messaggio francescano.

Accanto alla parte più antica, il complesso si arricchisce di una chiesa moderna, costruita nel 1959, che ospita una sorprendente collezione di presepi. Non un museo qualunque, ma una celebrazione universale dell’arte presepiale: opere in terracotta, ceramica e materiali diversi che raccontano, ciascuna a modo suo, la stessa storia di pace e di nascita.

 

Il Museo Internazionale del Presepe

A pochi passi dal centro storico sorge il Museo Internazionale del Presepe, ospitato nell’antica chiesa di Santa Maria. Qui si apre un viaggio affascinante attraverso una collezione straordinaria di presepi artistici, ciascuno capace di interpretare la Natività secondo culture e stili diversi. È un percorso che racconta l’eredità universale lasciata da San Francesco, trasformando la tradizione in un linguaggio senza confini.

 

Il Sentiero degli Artisti

Tra le esperienze più sorprendenti che Greccio offre c’è il Sentiero degli Artisti: un itinerario panoramico che fonde arte contemporanea e paesaggio naturale, trasformando il borgo in una galleria a cielo aperto. Lungo le vie del centro storico, le facciate delle case antiche si animano con 26 affreschi realizzati da artisti internazionali. Ogni opera narra episodi della vita di San Francesco e interpreta i valori del francescanesimo con sensibilità moderna.

Camminare lungo questo percorso significa immergersi in un dialogo continuo tra pietra e colore, tra memoria e creatività. La passeggiata diventa così un’esperienza unica, dove la bellezza architettonica del borgo si intreccia con l’arte contemporanea, regalando al visitatore un mosaico di emozioni e visioni.

 

La Fonte Lupetta

Tra i boschi che avvolgono Greccio, nascosta tra le rocce del Monte Peschio, sgorga la Fonte Lupetta. La sua acqua limpida e leggera scivola dalla pietra come un canto segreto della montagna.

La tradizione racconta che qui dimorasse un uomo che bevendo quest’acqua avesse l’ appetito un lupo o che vi vivesse un lupo famelico, ammansito dalla forza gentile di Francesco. Da allora la sorgente porta il suo nome, custodendo insieme leggenda e natura.

 

Greccio è dunque un luogo sospeso tra storia, spiritualità e paesaggio, dove la memoria francescana si intreccia con l’incanto del borgo medievale. Esempio di come mito, architettura e tradizione popolare si trasformano in simbolo universale: un piccolo paese che ha dato vita a un rito collettivo destinato a durare nei secoli.

 

Riccardo Agresti

Una giornata di spettacoli dedicati a Pier Paolo Pasolini nell’ambito de Il corpo danzante: omaggio a Pier Paolo Pasolini.

Riceviamo e pubblichiamo

 Un progetto di Mandala Dance Company a cura di Paola Sorressa

Roma, 29 novembre 2025. WDA Accademia Europea di Danza, via della Magliana 63/E

Nell’ambito de Il corpo danzante: omaggio a Pier Paolo Pasolini – il progetto multidisciplinare ideato e promosso dalla Mandala Dance Company guidata da Paola Sorressa, che mette in dialogo danza, arti visive e una riflessione profonda sulla poetica dell’opera pasoliniana – si svolgerà Il corpo danzante. Performance e creazioni, una giornata dedicata a performance di coreografi sia emergenti sia affermati, pensata per restituire, attraverso molteplici linguaggi, la complessità del pensiero e dell’immaginario di Pier Paolo Pasolini.

Sabato 29 novembre, alle ore 15:30, WDA Accademia Europea di Danza ospita tre performance site specific: Locker_room di Giovanni Careccia, interpretato da Alessandro Bonacina e prodotto da LOST MOVEMENT con FLIC_Festival Lanciano in Contemporanea, che indaga la dimensione sospesa dello spogliatoio come spazio emotivo dell’atleta; Conclusioni Provvisorie di e con Camilla Montesi, produzione Scenario Pubblico, che trasforma la riflessione sartriana sull’identità in un’esplorazione corporea del rapporto ambivalente con l’applauso; e Arca – Archè di Debora Renzi, con i danzatori di Mandala Dance Company, vincitrice della call NVED 2025, un viaggio coreografico nella memoria fluida e archetipica dove il corpo diventa contenitore di tracce umane e l’acqua presenza simbolica di trasformazione continua.

A seguire alle ore 20:30 il tema del corpo pasoliniano prenderà forma attraverso due creazioni originali: Bisogna essere folli per essere chiari di Joseph Fontano, con i danzatori dell’AED, Mandala Dance Company e Luca Di Paolo, ispirato alle parole di Pasolini sulla diversità come lucidità estrema; e Il corpo danzante. Omaggio a Pier Paolo Pasolini di Paola Sorressa, debutto realizzato con i danzatori di Mandala Dance Company e musiche originali di Sergio De Vito, che rilegge in chiave contemporanea il libretto Vivo e Coscienza per indagare identità, coscienza e moto interiore. La produzione è preceduta da una pièce sulla potenza e poetica dei corpi nella sua astrazione più assoluta con tutti i partecipanti alla residenza di settimana laboratoriale. Dopo gli spettacoli seguirà una tavola rotonda con i protagonisti del progetto.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo: info@mandaladancecompany.com.

 Maggiori informazioni sul sito: https://www.mandaladancecompany.com/

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno promosso da Roma Capitale -Assessorato alla Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

PREMIAZIONE e Mostra DEL CONCORSO ARTISTICO IN SPAZIOTEMPISMO “LIBERAMENTE”

Riceviamo e pubblichiamo

I VINCITORI DEFINISCONO LA MULTIPROSPETTIVA DEL TEMPO E DELLO SPAZIO NELL’ARTE CONTEMPORANEA

Tutte le discipline artistiche saranno protagoniste dell’Evento in SpazioTempismo a Roma presso l’UniCusano.

Il 28 novembre a Roma saranno resi pubblici gli esiti del I Concorso “Liberamente” con la  premiazione dei vincitori e l’esposizione delle opere ammesse al concorso, tutte rigorosamente di dimensioni cm 100×100 escluse le sculture, alle ore 17,00 presso la prestigiosa Università “Niccolò Cusano”, Via Don Gnocchi n. 3, sotto gli auspici del Magnifico Rettore Prof. Fabio Fortuna e la curatela del promotore Enzo Trifolelli, con la collaborazione di Luciana Barbi.

La cerimonia di premiazione sarà il coronamento dell’iniziativa dedicata agli Artisti che hanno saputo interpretare in modo innovativo e libertà espressiva, attraverso i propri stilemi ed i diversi linguaggi visivi, la fenomenologia della multi-prospettiva nella continuità del tempo rappresentando il concetto di  SpazioTempismo per mezzo della pittura, scultura, fotografia (FoTotempismo), installazione, disegno, digital-art e altro.

Il Concorso “LiberaMente” in SpazioTempismo, quest’anno alla prima edizione, ha visto la partecipazione di 50 Artisti provenienti da tutta Italia, il che conferma un punto di riferimento per il panorama artistico contemporaneo, sfidando gli artisti a superare i limiti della rappresentazione tradizionale.

Arduo è stato il compito della Giuria composta da : Gianpiero Ascoli, Luciana Barbi, Silvio Merlani, Luca Salvatelli, Michele Telari, sotto la supervisione dell’ideatore del concetto Enzo Trifolelli, per la selezione dei finalisti ai premi posti in palio, le cui opere rappresentano una profonda riflessione sulla natura multiprospettica e multidimensionale del tempo e dello spazio.

Il Bando del concorso prevede il riconoscimento di un primo premio in assoluto della somma di €1000 e l’assegnazione di premi minori di diversa entità per coloro che si sono distinti nelle diverse discipline o per merito artistico.

L’opera vincitrice e quelle classificate entreranno a far parte della collezione d’Arte degli Higlighted.

Sarà questa l’occasione per il promotore Enzo Trifolelli, introdotto da Silvio Merlani della Galleria Chigi, per illustrare al pubblico, ancora una volta, i valori e la “mission” del Manifesto e della relativa Dichiarazione Programmatica.

Verrà, inoltre, fissato l’appuntamento per il prossimo 13 dicembre a Viterbo per l’edizione di un Secondo Seminario di Studi, con la stesura dei connessi Atti, con la partecipazione di otto Relatori di alto profilo di differenti ambiti culturali e scientifici.

I presenti avranno inoltre l’opportunità di visitare l’esposizione di tutte le opere ammesse che saranno allestite nella Hall di Accoglienza dell’UniCusano che rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 12 dicembre.

Premiazione mostra liberamente  Premiazione mostra liberamente