Camper mobile dell’Azienda Sanitaria Locale operativo dalle ore 09:00 alle ore 12:30
Nuovo open-day vaccinale a Cerveteri. Venerdì 5 dicembre in Largo Almunecar, dalle ore 09:00 alle ore 12:30 sarà presente un camper mobile per effettuare vaccinazioni gratuite per età, patologia e condizioni di rischio. Non occorre la prenotazione.
“Un’iniziativa importante per la cittadinanza soprattutto in questo periodo dell’anno in cui il virus dell’influenza sta raggiungendo il picco massimo – ha dichiarato Manuele Parroccini, Assessore del Comune di Cerveteri che ha patrocinato l’iniziativa – una mattinata durante la quale chiunque voglia, senza appuntamento e in tempi davvero rapidi, potranno fare il vaccino antinfluenzale. Ringrazio per tanto la direzione generale della Asl Roma 4 per aver offerto alla cittadinanza di Cerveteri questa opportunità ed invito tutti gli interessati a recarsi presso il camper mobile messo a disposizione dall’azienda”.
A Palazzo Valentini, a cura di Terza Pagina Magazine, una serata dedicata a volontari, professionisti, associazioni e protagonisti del sociale che, con il loro operato quotidiano, contribuiscono a costruire una comunità più solidale e responsabile
di Marco Di Marzio
Si è svolta il 28 novembre 2025, nella suggestiva Sala Mons. Pietro di Liegro di Palazzo Valentini, la nuova edizione del Premio “Noi Ci Siamo”, un appuntamento ormai consolidato che riconosce e valorizza l’impegno di persone e realtà protagoniste del tessuto sociale, culturale e civico del territorio.
L’edizione 2025 è stata organizzata da Terza Pagina Magazine, rappresentata dal Direttore Alessandro Scarnecchia e dal responsabile di redazione Emilio Capoano, che hanno contribuito alla piena riuscita dell’iniziativa grazie a un coordinamento attento e professionale.
Il premio è stato promosso dal Consigliere Antonio Giammusso, Consigliere della Città Metropolitana di Roma e di Civitavecchia, insieme all’On. Fabrizio Santori, Segretario Generale dell’Assemblea Capitolina, con l’obiettivo di dare valore a chi ogni giorno sceglie di “esserci”: con dedizione, umanità e spirito di servizio.
A condurre la serata è stata la talentuosa attrice e presentatrice Francesca Ceci, che ha accompagnato il pubblico attraverso testimonianze intense e storie che raccontano il volto migliore della comunità. Numerose le istituzioni, le associazioni, gli enti culturali e i cittadini presenti.
Storie che generano cambiamento
Il Premio “Noi Ci Siamo” celebra progetti, volontari, professionisti, operatori del sociale, artisti e giornalisti che, con il loro impegno quotidiano, contribuiscono a costruire una società più solidale e consapevole. Anche quest’anno, la cerimonia ha restituito un mosaico di esperienze dal forte impatto umano e civile.
Tra i premiati dell’edizione 2025, realtà attive nel campo della solidarietà, dell’assistenza, della cultura, della tutela dei diritti, dell’informazione e dell’impegno civico: dalla Senatrice Maria Ida Germontani alla Polizia di Stato con Simona Battiston, dai progetti “Psicoleggimi” e Albergo Etico, ai volontari di MOSAP, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, di AICARM, fino a organizzazioni come Salva Mamme, ARVAS e molte altre.
Spazio anche a figure del mondo della comunicazione, dell’arte e del sociale – come Claudia Conte, Romina Caruana, Francesca Chialà – e a professionisti impegnati nella ricerca e nella tutela delle donne, tra cui la Dott.ssa Milena Mariano e l’Avv. Irma Conti.
Il ruolo dei premianti
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai numerosi premianti – tra cui Alma Manera, Lisa Di Giovanni, Ludovica Amoroso, Manuela Iatì, Niccolò Carosi, Valerio Di Gioia e molti altri – che hanno contribuito a rendere la cerimonia ancora più prestigiosa e coinvolgente.
Un ponte tra istituzioni, società civile e cultura
La serata ha confermato il ruolo del Premio “Noi Ci Siamo” come piattaforma istituzionale e culturale capace di unire cittadini, associazioni e volontari, mettendo al centro valori fondamentali quali responsabilità, inclusione e solidarietà.
L’organizzazione, insieme ai promotori e alla direzione di Terza Pagina Magazine, ha espresso gratitudine verso tutti i partecipanti, guardando con entusiasmo alle future edizioni.
Subentra ad Alessandra Feduzi, che ha rassegnato le proprie dimissioni.
“Finisce oggi la mia esperienza amministrativa al Comune di Ladispoli – dichiara Feduzi –. Ho consegnato le mie dimissioni al Sindaco Alessandro Grando, che ringrazio infinitamente per la fiducia accordata tre anni fa e costantemente rinnovata nel tempo attraverso un confronto continuo. In questi anni mi sono sempre rimboccata le maniche, lavorando a testa bassa. Credo che un buon amministratore debba agire sempre per il bene comune.
È questo il motivo per cui sono rimasta fino ad oggi. Tengo a precisare che le dimissioni non sono legate alle vicende partitiche dell’ultimo periodo, le quali però hanno comunque influito sulla decisione di non proseguire il mandato amministrativo e di iniziare un nuovo percorso”.
“Ringrazio la dottoressa Alessandra Feduzi – afferma il Sindaco Alessandro Grando – per il lavoro svolto con professionalità e grande dedizione, sempre nell’interesse della città e dell’intera comunità. Auguro buon lavoro alla dottoressa Lucilla Metta, certo che grazie alle sue capacità e al suo bagaglio di esperienze saprà dare un contributo importante al percorso che stiamo portando avanti come Amministrazione”.
“Desidero ringraziare il Sindaco Grando per la fiducia che ha riposto in me – dichiara il neo assessore –. Ho accettato questo incarico con gioia e con un forte senso di responsabilità: con gioia, perché sarò felice di lavorare per il bene di Ladispoli e dei miei concittadini; con responsabilità, perché sono consapevole dell’importanza e della delicatezza delle deleghe che da oggi mi vengono affidate.
Metterò impegno, ascolto e determinazione in ogni scelta che sarò chiamata a compiere, con l’obiettivo di costruire insieme risultati concreti e duraturi per la nostra città”.
La nostra società è basata su un sistema patriarcale, cis-eteronormativo e intriso di
competitività tossica. La scuola rispecchia pienamente le storture del nostro Paese,
riproducendo e consolidando meccanismi malati che impediscono la crescita di student3
consapevol3 e decostruit3.
Un’indagine della Fondazione Libellula del 2024, condotta su 1.592 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, ha rivelato che 1 su 5 non riconosce gli abusi nelle relazioni e considera normale
toccare o baciare una persona senza consenso; più di 1 su 4 non percepisce come sbagliato
condividere dettagli intimi del partner senza approvazione.
È evidente che la scuola fallisce nel suo ruolo educativo ed emancipatorio, non fornendo
all3 student3 strumenti per relazionarsi con se stess3 e con la collettività che l3 circonda.
Questo fallimento è visibile anche all’interno degli istituti scolastici: le storie di molestie e
discriminazioni nelle scuole sono ormai all’ordine del giorno.
Per non parlare delle prestazioni e delle pressioni a cui l3 student3 sono continuamente
sottopost3, con ricadute significative sulla loro salute mentale.
Oggi le scuole non sono luoghi di cura e non riescono a orientare la società verso un reale
benessere collettivo. La nostra idea di scuola è diversa.
Vogliamo una scuola che curi la società, che educhi le nuove generazioni per interrompere
un ciclo di violenza che va avanti da troppo tempo. Vogliamo una scuola che sia presidio di
inclusione, avanguardia nell’applicazione di pratiche transfemministe e di cura. Vogliamo
una scuola dove la salute mentale sia prioritaria e smetta di essere un tabù. Vogliamo una
scuola sicura, per tutt3.
Da queste necessità, nasce la campagna “La scuola si-cura”, dalla volontà di costruire
strumenti che rendano le scuole luoghi in cui ognunə possa sentirsi davvero se stessə.
Servono metodi che mirino a decostruire e tutelare l3 student3, affinché la scuola diventi un esempio da seguire e imitare. Vogliamo costruire una scuola che sia luogo di cura, dove
crescere, formarsi a 360° e soprattutto stare bene.
Bisogna partire dai codici contro discriminazioni, molestie e mobbing; dall’educazione
sessuo-affettiva; dalle carriere alias; dai congedi mestruali; dalle tampon box; dagli sportelli psicologici in ogni scuola.
Vogliamo che la nostra Regione sia avanguardia nel costruire questa scuola e che le
istituzioni regionali, provinciali, comunali e municipali si impegnino concretamente in questa direzione.
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Codice per la prevenzione e il contrasto di fenomeni di
discriminazioni, molestie e mobbing
Vogliamo un codice di condotta in ogni scuola, che affronti in modo integrato le diverse
forme di discriminazione e lesione della dignità personale, oltre le sole molestie sessuali, e
che copra quindi un ambito ampio di prevenzione e contrasto di discriminazioni, molestie e
mobbing.
È fondamentale riconoscere l’intersezionalità dei fenomeni, per garantire un codice
coerente con l’obbligo pubblico di promuovere ambienti sicuri e inclusivi e per rafforzare la
cultura del rispetto nella comunità scolastica.
Servono definizioni chiare e corrette delle condotte di applicazione del codice, che offrano
un quadro concettuale dettagliato e mettano al centro l’empowerment della persona lesa,
evitando fenomeni di vittimizzazione secondaria e valorizzando l’autodeterminazione
individuale.
[Alleghiamo le definizioni delle condotte d’interesse a fine paragrafo]
Il codice deve partire da principi chiari:
La scuola deve garantire a tutte le sue componenti le medesime condizioni di rispetto e di
pari dignità.
Respinge ogni forma di discriminazione, tanto diretta quanto indiretta, in ragione di uno o più
fattori, inclusi il genere, l’ orientamento sessuale, l’identità e l’ espressione di genere, la razza,
le origini nazionali o etniche, l’ aspetto fisico e il colore della pelle, l’età, l’abilità fisica o
mentale, la salute, la gravidanza, la lingua, la religione, l’ opinione politica, la condizione
sociale, le condizioni personali, economiche o altre condizioni.
Ogni atto o comportamento che si configuri come discriminazione, mobbing, molestia
sessuale o morale è inammissibile; Tutt3 hanno diritto a essere trattat3 con dignità, a essere
tutelat3 nella propria libertà personale e a denunciare eventuali intimidazioni o ritorsioni
subite in ambito scolastico o lavorativo.
Il codice deve essere osservato da chiunque studi o lavori, anche occasionalmente, nella
scuola.
Il principio di responsabilità collettiva è centrale: tutta la comunità scolastica deve
contribuire a costruire un ambiente in cui discriminazioni e molestie non siano in alcun modo
tollerate.
Deve trovare applicazione ovunque le condotte di interesse siano tenute, anche al di fuori
dei locali della scuola, qualora connesse alla relazione di studio o di lavoro.
Deve prevedere circostanza aggravante della molestia/discriminazione/mobbing l’esistenza
di una posizione di svantaggio, asimmetria e subordinazione gerarchica tra la persona che
ha subito e la persona autrice della condotta.
Deve prevedere circostanza aggravante l’eventuale reiterazione dei comportamenti.
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Vogliamo un codice che punti a prevenire e non solo a gestire le condotte sopra citate e
che quindi preveda attività di informazione, sensibilizzazione e formazione.
Serve che la scuola si impegni a:
➔ predisporre specifici interventi di sensibilizzazione di tutta la comunità studentesca in
materia di tutela della libertà e della dignità della persona, al fine di prevenire il
verificarsi di comportamenti configurabili come molestie sessuali, morali o atti
discriminatori;
➔ includere nei programmi di formazione di tutto il personale e della dirigenza gli
orientamenti interpretativi1 adottati in merito alla prevenzione delle molestie sessuali,
morali o atti discriminatori;
➔ assicurare con cadenza annuale, sulla base delle proposte elaborate, moduli formativi di
aggiornamento, tesi a sviluppare la cultura del benessere organizzativo e un positivo
clima lavorativo;
Definizioni:
Molestia: Si definisce molestia ogni atto o comportamento indesiderato, sia esso fisico o verbale, o la
minaccia di porlo in essere, sia in un unica occasione che ripetutamente, avente lo scopo o l’ effetto di
violare la dignità di una persona, la sua integrità fisica e la sua libertà, ovvero che sia suscettibile di
creare ritorsioni o un clima di intimidazione nei suoi confronti, direttamente o per sua conseguenza, per i
motivi di cui all’art.1
La natura indesiderata della molestia la distingue dal comportamento amichevole che è
invece ben accetto e reciproco. Spetta a chi la subisce stabilire quale comportamento sia da
tollerare e quale invece da considerare offensivo.
Molestia sessuale: Per “molestia sessuale” si intende ogni atto o comportamento indesiderato a
connotazione sessuale.
A mero titolo esemplificativo, senza pretese di esaustività, si enunciano taluni comportamenti
qualificabili come molestie sessuali: – – – – –
apprezzamenti e insinuazioni sul corpo e sulla sessualità;
richieste implicite o esplicite di prestazioni sessuali indesiderate, sconvenienti od offensive;
promesse implicite od esplicite di carriera, di agevolazioni e privilegi anche al di fuori dell’ambito
lavorativo o di studio, in cambio di prestazioni sessuali;
qualsiasi contatto fisico intenzionale non desiderato e inopportuno;
comportamenti violenti a connotazione sessuale;
1
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messaggi scritti/verbali o altre forme di comunicazioni allusive di natura sessuale che siano lesivi
della dignità della persona;
materiali pornografici o altri materiali analoghi esposti o diffusi nei luoghi di lavoro, studio e ricerca,
anche con strumenti informatici;
minacce, ritorsioni, ricatti o maltrattamenti per aver respinto comportamenti molesti a connotazione
sessuale.
Molestia morale: Si definisce “molestia morale” ogni comportamento ostile, fisicamente o
psicologicamente persecutorio, diretto contro una persona.
A titolo esemplificativo, senza pretese di esaustività, rientrano nelle molestie morali: –
gli atti vessatori o persecutori; – – – – – – – – – –
i rimproveri adottati con modalità offensive del decoro della persona;
le offese alla dignità e le umiliazioni;
la delegittimazione dell’immagine, anche di fronte a terzi, mediante insinuazioni su problemi
psicologici o fisici della persona sulla qualità professionale;
l’emarginazione ed isolamento con intento persecutorio, quale l’ingiustificata rimozione da incarichi
già affidati, la limitazione della facoltà di espressione o l’eccesso di controllo;
l’attribuzione di compiti impropri;
i comportamenti miranti a discriminare, screditare o comunque danneggiare chiunque nella propria
carriera o status;
le minacce di licenziamento ingiustificate;
l’immotivata esclusione o marginalizzazione dalle ordinarie comunicazioni;
l’emarginazione e l’isolamento con intento persecutorio;
la sottostima sistematica dei risultati non giustificata da insufficiente rendimento o mancato
assolvimento dei compiti assegnati;
È da considerarsi molestia anche ogni forma di ritorsione contro chiunque segnali comportamenti
molesti o ne sia testimone.
Atti discriminatori: Rientrano nelle molestie morali anche le condotte ed espressioni verbali
discriminatorie fondate sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere, sull’origine etnica o
sulla provenienza territoriale, sulla religione, sulla disabilità, sull’età, sulle diverse opinioni politiche o
sindacali, sulla condizione economica e sociale.
Si ha comportamento discriminatorio quando una persona è trattata meno favorevolmente di quanto
sia, sia stata, o sarebbe stata trattata un’altra persona in una situazione analoga.
Mobbing: qualsiasi forma di violenza morale o psichica nell’ambito del contesto lavorativo, attuato dal
datore di lavoro o da dipendenti nei confronti di altro personale o di student3. Esso è caratterizzato da
una serie di atti, atteggiamenti o comportamenti diversi e ripetuti nel tempo in modo sistematico e
abituale, aventi connotazioni aggressive, denigratorie o vessatorie tali da comportare un’afflizione
lavorativa idonea a compromettere la salute e/o la professionalità e la dignità della persona, fino
all’ipotesi di escluderlo dallo stesso contesto di lavoro o studio. Il mobbing si caratterizza dunque per
una mirata reiterazione di plurimi atteggiamenti, convergenti nell’esprimere ostilità verso la vittima e
preordinati a mortificare e a isolare la persona, in cui ricorrono l’elemento oggettivo della pluralità di
comportamenti vessatori e l’elemento soggettivo dell’intendimento persecutorio.
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Educazione sessuo-affettiva
L’Italia rientra nei 7 paesi europei in cui l’educazione sessuo-affettiva a scuola non è
obbligatoria.
Le linee guida Onu consigliano che si parta con percorsi di educazione sin dalle elementari,
con programmi ben definiti, comprensivi e scientificamente accurati.
L’UNESCO sottolinea l’importanza del diritto all’educazione affettiva e sessuale non solo in
quanto diritto alla salute, ma anche al fine di realizzare il pieno rispetto dei diritti umani e
favorire l’uguaglianza di genere.
Da anni scendiamo in piazza per chiedere che venga inserita nei programmi di ogni scuola e
di ogni grado, dopo le ondate di manifestazioni degli ultimi anni il Ministro dell’Istruzione
propone un disegno di legge che inserisce dei limiti chiari:
le famiglie dovranno dare il consenso per la partecipazione ai corsi.
Inoltre Valditara ha chiarito che le “teorie” sull’identità e sulla fluidità di genere non potranno
essere affrontate nella scuola dell’infanzia e nella primaria.
Questa non è l’educazione sessuo-affettiva che vogliamo: la proposta di legge di Valditara
va ritirata a favore di altri provvedimenti che prevedano educazione sessuo-affettiva per
tutt3.
L3 student3 hanno bisogno di un’educazione sessuale a tutto tondo che non tocchi solo i
temi della sessualità dal punto di vista medico-sanitario, ma anche contenuti di tipo
sentimentale e relazionale collegati al tema.
Serve parlare di consenso, di rispetto del corpo, di riconoscimento di segni di violenza e di
comportamenti tossici.
Vogliamo un istruzione che abbracci ogni tipologia relazionale, di genere e orientamento e
che non abbia quindi un impianto cis-eteronormativo.
E tutto questo deve avvenire nell’orario scolastico con esperti sessuologi e psicologi in
modo tale che, finalmente, l’educazione sessuo-affettiva possa essere uno strumento di
emancipazione culturale rispetto ai pregiudizi e ai tabù che ci sono stati insegnati finora.
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Congedo mestruale e tampon box
Il congedo mestruale è un’integrazione al regolamento d’istituto che permette di avere una
deroga dal numero di assenze di massimo 2 giorni al mese per l3 student3 affett3 da
dismenorrea e/o patologie legate al ciclo mestruale, in modo che non influisca sul monte
orario massimo.
Il congedo mestruale è una esigenza, tanto per permettere a tutt3 di vivere in maniera
positiva l’ambiente scolastico, quanto per abbattere i tabù ancora presenti riguardo il tema
delle mestruazioni.
È preoccupante che la maggioranza dei dirigenti scolastici non riconosca il congedo
mestruale come uno strumento effettivo e tangibile per migliorare la vita dell3 student3 e
anzi spesso ostacolano la sua introduzione cercando di influenzare il consiglio d’istituto.
Eppure, noi sappiamo che introdurre il congedo mestruale dentro le scuole è il primo passo
per garantire pari diritti e opportunità all’interno delle mura scolastiche. Nella stessa
direzione va l’iniziativa dei distributori di assorbenti nelle scuole.
Già da alcuni anni l3 rappresentanti d’istituto o i collettivi propongono l’istituzione di tampon
box: queste sono delle scatole rifornite dall3 student3 con gli assorbenti che hanno a casa,
una sorta di mutuo soccorso per tutte l3 student3 che potrebbero averne bisogno, per
motivi economici o di emergenza.
A lungo andare non è però sostenibile: in un momento in cui la tassazione sugli assorbenti è
salita al 10%, deve essere compito delle scuole garantirli come bene di prima necessità.
Questa spesa non può e non deve essere sostenuta dalle famiglie del3 student3, sono le
scuole che devono riconoscere le tampon box come un’esigenza reale e tangibile della
comunità studentesca.
Per questo vogliamo che nei bilanci delle scuole vengano destinati dei fondi per l’acquisto e
il rifornimento di distributori di assorbenti, al fine di garantire a tutt3 ciò che in Italia è
considerato un “bene di lusso”.
Identità Alias
Per garantire una scuola davvero inclusiva, è fondamentale che ogni istituto adotti un
regolamento alias — spesso definito “Carriera Alias” — ovvero un profilo provvisorio pensato
per le persone in transizione di genere e non solo, che consente di utilizzare negli ambienti
scolastici il nome di elezione.
Finora, l’introduzione delle Carriere Alias è stata possibile solo grazie all’impegno di singoli
Consigli di Istituto particolarmente attenti o alla forte mobilitazione studentesca. Questo
modello, dipendente dalla sensibilità del singolo contesto scolastico, impedisce che la
questione venga discussa ovunque, soprattutto in assenza di una chiara normativa nazionale
del Ministero dell’Istruzione.
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Per questo, riteniamo necessaria l’adozione di linee guida nazionali che invitino tutte le
scuole a deliberare un regolamento alias uniforme nei rispettivi Consigli di Istituto. È inoltre
fondamentale che tale regolamento non preveda l’obbligo di una diagnosi di disforia di
genere: richiederla significherebbe continuare a patologizzare le identità trans e creare
barriere di accesso per chi, per motivi economici o personali, non può intraprendere percorsi
psichiatrico-clinici.
Infine, perché il regolamento sia davvero inclusivo, l’accesso alla Carriera Alias deve essere
garantito non solo all3 student3, ma all’intera comunità scolastica, coinvolgendo anche
docenti e personale ATA.
Proposta di legge sulla Salute Mentale
Di salute mentale si parla sempre di più, ma continua a essere trattata come un tema
secondario, un problema che non si può affrontare, un disagio di cui la politica non si fa
carico.
Ogni giorno raccogliamo segnali chiarissimi: giovani che chiedono ascolto, mentre scuole e
università non riescono a rispondere ai bisogni emotivi delle loro comunità, famiglie lasciate
sole nel gestire situazioni sempre più complesse.
Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che il benessere psicologico è parte
integrante del diritto alla salute.
Non un dettaglio. Non un lusso, ma un diritto umano.
Da anni chiediamo che questo principio entri finalmente nelle politiche pubbliche, che il
benessere psicologico non venga affrontato solo nelle emergenze, ma con strumenti stabili,
accessibili e professionali.
In Italia, la quota di spesa pubblica dedicata alla salute mentale resta ferma attorno al 5%
della spesa sanitaria complessiva, meno della metà della media Ocse (11%), paesi, infatti,
come Danimarca, Norvegia e Olanda investono più del doppio, ottenendo risultati migliori in
termini di prevenzione e accesso ai servizi.
Inoltre: secondo i dati diffusi dall’associazione Pubblica, sono state oltre 360 mila le richieste
inviate dal3 cittadini per accedere al bonus psicologo. Un dato che conferma la crescente
attenzione verso la salute mentale e la necessità di un accesso più equo ai servizi
psicologici. Di queste richieste, solo 6.300 sono l3 beneficiari per mancanza di fondi.
Rimaniamo convint3 che i bonus sono uno strumento che aiuta, ma che non basta
minimamente per affrontare la questione del benessere psicologico nel nostro paese, serve
potenziare i servizi, investire in prevenzione e sensibilizzazione.
Per questo abbiamo portato avanti una proposta di legge con la campagna “Chiedimi come
sto”, che chiede l’istituzione di un servizio continuativo di supporto psicologico nelle scuole
e nelle università, con psicolog3 preparat3, presenti, e riconosciut3 come parte
fondamentale della comunità educativa, che lavori in sinergia con i consultori e con le ASL
territoriali.
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Una proposta concreta, necessaria, urgente. Eppure, ancora oggi, rimane ai margini
dell’agenda politica. Questo non è il modello di tutela che vogliamo. Vogliamo un’Italia in cui
chiedere aiuto non sia un privilegio, in cui la salute mentale non dipenda dal reddito, in cui
student3 e giovani non debbano portarsi addosso, da sol3, il peso di ciò che provano.
Vogliamo scuole e università capaci di riconoscere il valore dell’ascolto, del supporto, della
prevenzione.
Per questo chiediamo che la proposta di “Chiedimi come sto” venga finalmente accolta e
messa in atto. Perché ignorare la sofferenza psicologica significa lasciare indietro un’intera
generazione.
Interventi regionali a favore della famiglia, natalità e
della crescita demografica (207/25)
Nel pensare agli strumenti di cui possiamo dotarci per migliorare le scuole della nostra
regione non possiamo non interrogarci sul contesto politico attuale e sulle politiche che la
nostra Regione sta mettendo in atto che vanno a minare la parità di genere e hanno impianti
etero normativi.
La maggioranza del consiglio regionale del Lazio ha, infatti, recentemente depositato una
proposta di legge regionale sulla natalità, nella quale però c’è un evidente tentativo di
limitare la scelta dell’aborto.
In questa proposta si adotta un approccio legislativo che prevede un’unica tipologia di
famiglia: pensiamo, però, che si dovrebbe adottare un approccio più equilibrato che
riconosca e sostenga tutte le forme di famiglia, incluse quelle monogenitoriali o
omogenitoriali, le quali invece sono completamente escluse nella proposta.
Le politiche sulla gravidanza dovrebbero garantire tutela e libertà di scelta, offrendo
sostegni economici e sociali non solo per proseguire una gravidanza indesiderata ma anche
per affrontare la genitorialità intera, dalla nascita del bambino o della bambina fino al
compimento della maggiore età. Infatti l’incentivo che propone la regione Lazio suona in
realtà come un incentivo a non abortire, il che è un chiaro attacco alla libertà di scelta delle
donne.
Inoltre la proposta di legge dice di voler «sostenere il diritto dei genitori di scegliere i
percorsi educativi, ritenuti più adeguati per i propri figli, anche attraverso la prassi del
consenso informato» e incentiva i progetti di home schooling.
In ambito educativo però sarebbe opportuno tutelare il ruolo della scuola pubblica come
presidio di inclusione e di uguaglianza, arginando le forme di istruzione alternative che non
solo gravano, nel 90% dei casi, sulla figura materna, ma che anzi rischiano di creare una
disparità educativa tra l3 student3 che frequentano la scuola pubblica e chi non la
frequenta.
Vogliamo che la Regione adotti provvedimenti diversi che supportino tutte le famiglie, nel
rispetto delle loro diversità e che rispettino la libertà di scelta di ogni persona.
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Quindi cosa serve?
➔ L’approvazione di un codice contro molestie, discriminazioni e mobbing in tutte le
scuole della regione che preveda gli elementi sopra citati;
➔ Un programma di educazione sessuo-affettiva obbligatorio in ogni scuola di ogni
grado;
➔ L’approvazione del congedo mestruale e la previsione di un fondo per distributori di
assorbenti gratuiti;
➔ L’approvazione di regolamenti Alias senza obbligo di diagnosi di disforia di genere;
➔ L’adozione di provvedimenti da parte della Regione Lazio che supportino tutte le
famiglie, nel rispetto delle loro diversità della libertà di scelta di ogni persona;
➔ L’approvazione della legge sulla Salute Mentale;
➔ L’impegno da parte di tutte le istituzioni regionali, provinciali, comunali e municipali nella
costruzione di un modello di scuola sicuro e che miri a curare la nostra società da
discriminazioni e dis
Protagonisti i produttori a marchio De.C.O. e le cantine del territorio. Ad organizzare la rassegna, l’Associazione Momenti Divini con l’Assessorato alle Politiche Agricole del Comune di Cerveteri e il contributo del Consiglio Regionale del Lazio
A Cerveteri torna “Degustiamo il territorio”, manifestazione giunta alla sua terza edizione dedicata alla valorizzazione dei prodotti tipici locali a marchio De.C.O. e alle eccellenze agroalimentari del territorio etrusco. L’evento si svolge in concomitanza della 16esima edizione della Festa dell’Olio Nuovo di Piazza Santa Maria, nei locali di Sala Ruspoli con la collaborazione dell’Associazione Momenti Divini APS, della sommelier freelance Catia Minghi, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Agricole del Comune di Cerveteri, la presenza dei produttori De.C.O. Cerveteri e il contributo del Consiglio Regionale del Lazio.
Da venerdì 5 a lunedì 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, degustazioni di vini, show-cooking, dimostrazioni, convegni ed esibizioni, volte alla conoscenza e alla scoperta dei prodotti enogastronomici e a marchio De.C.O. d’eccellenza del territorio Caerite.
Si comincia venerdì 5 dicembre a partire dalle ore 17:00 con “Masterclass Vini di Mare e prodotti De.C.O.”. Sabato 6 dicembre, dalle ore 15:30 alle ore 20:00 e domenica 7 e lunedì 8 dicembre, dalle ore 11:00 alle ore 20:00, degustazioni di vini e dei prodotti a marchio De.C.O.
La rassegna proseguirà poi anche nel weekend successivo, quello di sabato 13 e domenica 14 dicembre, all’interno delle cantine vitivinicole principali della città.
“Una rassegna che già nelle sue precedenti edizioni ha riscosso un grande successo e un forte interesse da parte della cittadinanza – ha dichiarato il Vicesindaco di Cerveteri e Assessore alle Politiche Agricole del Comune di Cerveteri Riccardo Ferri – una manifestazione organizzata da Catia Minghi, figura di grande professionalità e con la quale il nostro Comune collabora con eccellenti risultati da tantissimi anni, che si inserisce all’interno della nuova edizione della Festa dell’Olio Nuovo, festa giunta alla sua 16esima edizione e che anche quest’anno è pronta a tornare con tantissime novità e che certamente rappresenterà uno degli eventi di maggior interesse di inizio dicembre”.
“Motivo d’orgoglio – prosegue il Vicesindaco Riccardo Ferri – è la partecipazione davvero numerosa dei produttori De.C.O. di Cerveteri – Denominazione Comunale d’Origine, riconoscimento istituito per tutelare e valorizzare un prodotto tipico, una ricetta tradizionale, un’attività agroalimentare o un prodotto dell’artigianato di Cerveteri al quale teniamo particolarmente e sul quale, anche grazie al prezioso lavoro di Catia Minghi e dell’apposita commissione stiamo facendo un grande lavoro. Saranno dunque delle giornate di promozione per Cerveteri e per il lavoro dei tanti imprenditori della nostra città, che con i loro prodotti sempre rendono onore alla nostra città. Vi aspettiamo a Cerveteri!”.
“Partendo dai produttori ortofrutticoli De.C.o. delle Due Casette, tra i primi ad aderire e collaborare alla realizzazione del marchio di riconoscimento di Denominazione Comunale d’Origine, i prodotti da forno quali tozzetti rosa, ciambelline al vino e biscotti delle zie (tutti insigniti del bollino De.C.O. del forno Luca Piergentili, di Travagliati, di Marzio e di Francesca Di Donato del Ristorante Zi Maria), ai prodotti ortofrutticoli dell’azienda agricola De Angelis Giuseppe, ai pani fatti con grani antichi di Francesco Ilari ai prodotti di Ovidius, dai panettoni artigianali di un’attività storica come il Café d’Europe, dalle tartare di Martina Sera di Oritum ai formaggi del caseificio artigianale ‘L’Ovile’, abbinabili alla perfezione con il miele de il Fuco e l’Operaia.
Sono solamente alcuni dei produttori locali protagonisti di Degustiamo il Territorio – ha affermato Catia Minghi. Teniamo molto a valorizzare le De.C.O. (denominazioni comunali di origine) del nostro territorio che sono certificazioni del settore agroalimentare che hanno la funzione di legare un prodotto o le sue fasi realizzative ad un particolare territorio comunale.
Inoltre raccolgono le voci del territorio valorizzando i prodotti agroalimentari tradizionali. Le De.C.O. sono anche uno strumento di marketing territoriale in quanto Comunicano e promuovono il patrimonio culturale e ambientale presente in una determinata zona oltre i propri confini locali e regionali, dimostrando l’origine locale del prodotto, fissando la sua composizione e garantendo gli ingredienti ai produttori del territorio e ai consumatori. Per questo la commissione De.C.O. si sta adoperando per far conoscere, promuovere e valorizzare l’intera produzione agroalimentare della città di Cerveteri”.
“Ai loro sapori e tradizioni – aggiunge Catia Minghi – si affiancherà anche l’arte del ceramografo etrusco, titolare di Pithos Ancient Reproduction Roberto Paolini, che esporrà all’interno dei locali di Sala Ruspoli alcune sue opere. Le caratteristiche dunque per un evento davvero di qualità ci sono tutte: non vi rimane altro che venirci a trovare a Cerveteri, per conoscere, scoprire e degustare i prodotti tipici della città”.
Per informazioni e prenotazioni per la masterclass, contattare i numeri 3775473625 e 3388768903 oppure inviare una e-mail a momentidivini@tiscali.it
Nell’arco di tutto il 2025, grazie alla sensibilità e generosità della città, i Volontari di Aism a Cerveteri raccolti 3830euro per le attività dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla
“Una maratona di solidarietà, sensibilizzazione, informazione e speranza, che ha portato alle attività di Ricerca Scientifica 1650 euro. Anche quest’anno il Natale di Aism di Cerveteri è stato un grande successo: un appuntamento oramai entrato nella tradizione, al quale sono sempre in tanti ad aderire, sostenendolo con affetto e grande generosità. La nostra città si è confermata essere una comunità attenta e sensibile alle attività dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, realtà che da oltre mezzo secolo sostiene e garantisce sostegno alle persone con Sclerosi Multipla, una malattia che ad oggi, nonostante i grandi e continui passi in avanti fatti da medici e ricercatori, ancora non ha una cura. Grazie Cerveteri, grazie di cuore a tutti!”.
A dichiararlo è Adele Prosperi, Consigliera comunale di Cerveteri e Volontaria Aism, che nella giornata di oggi, lunedì 1° dicembre ha provveduto a devolvere ad Aism tramite bonifico i fondi raccolti in occasione del punto solidale organizzato in Piazza Aldo Moro.
“In termini di fondi raccolti quest’anno con il Natale di Aism abbiamo raggiunto un vero record: 1650euro, tra prodotti acquistati e tante donazioni spontanee, una cifra che solidifica ancor di più il rapporto tra Cerveteri e Aism – ha dichiarato Adele Prosperi, Consigliera comunale di Cerveteri e Volontaria Aism da oltre dieci anni – come sempre, il mio ringraziamento è per tutti i cittadini, i commercianti del Centro Storico e di Cerveteri tutta, sempre attenti e sensibili in tema di solidarietà, i colleghi Amministratori e i funzionari del Comune di Cerveteri che come sempre hanno sostenuto con affetto la raccolta fondi per la Ricerca Scientifica. La nostra si dimostra essere una comunità estremamente generosa nel sostenere Aism: sappiamo chiaramente che si tratta di una goccia in mezzo al mare, siamo altrettanto convinti però che è dalle realtà come la nostra, come quella di Cerveteri e di tante altre piazze che si possono fare importanti passi verso un futuro in cui la Sclerosi Multipla, finalmente, non sarà più definita come incurabile”.
Con il risultato del Natale di Aism, si chiude con successo dunque il 2025 nel territorio comunale di Cerveteri da parte dei Volontari. I 1650euro appena raccolti infatti, si sommano ai 1400euro di Bentornata Gardensia e ai 780euro delle Erbe Aromatiche, per un totale di 3830euro in favore di Aism e della Ricerca Scientifica sulla Sclerosi Multipla.
“Le attività di Aism proseguono tutto l’anno anche al di fuori degli eventi di piazza – conclude Adele Prosperi – per saperne di più, si può visitare il sito www.aism.it”.
Si è conclusa la missione a Wenzhou dell’Assessore ai Lavori Pubblici Patrizio Scilipoti, che si trovava in Cina in qualità di Presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia e che, nell’occasione, ha rappresentato anche il Comune partecipando a un incontro istituzionale organizzato dal Centro Sino-Italiano per la Cooperazione e l’Innovazione Internazionale, anche grazie al supporto del progettista Diego Bevilacqua, insieme alle autorità locali della città cinese. La missione ha permesso di avviare un confronto diretto con il governo municipale di Wenzhou, una delle principali realtà economiche del delta del fiume Yangtze, con quasi dieci milioni di abitanti e un PIL superiore ai cento miliardi di euro, riconosciuta come culla dell’economia privata cinese e protagonista nei settori dell’elettronica, del manifatturiero avanzato, dell’economia digitale e delle nuove energie. Nel corso degli incontri ufficiali, in particolare con il Vicedirettore dell’Ufficio Affari Esteri Lou Liaofan, è emerso un forte interesse a costruire un percorso stabile di collaborazione con Civitavecchia, fondato sulle rispettive vocazioni portuali, sulle sinergie culturali e sulle opportunità di sviluppo economico e turistico che un rapporto strutturato potrebbe generare.
Tra i temi affrontati sono state approfondite diverse ipotesi di cooperazione: la creazione congiunta di un museo della storia navale, legato sia al patrimonio archeologico di Civitavecchia sia alle recenti scoperte emerse nel territorio di Wenzhou; scambi turistici bilaterali per favorire l’arrivo di visitatori cinesi nel Lazio e di cittadini italiani nella regione dello Zhejiang; l’apertura, in coordinamento con Regione Lazio e Lazio Innova, di uno showroom dedicato ai prodotti italiani e cinesi per sostenere l’e-commerce transfrontaliero, settore nel quale Wenzhou registra una crescita eccezionale; la valutazione di possibili investimenti destinati a un parco divertimenti, un centro digitale 3D/4D o nuove strutture ricettive.
«Ho trovato una realtà di straordinaria vitalità economica e una forte disponibilità a collaborare con Civitavecchia» dichiara l’Assessore Patrizio Scilipoti. «Pur essendo in missione per la Compagnia Portuale, ho avuto l’onore di rappresentare anche l’Amministrazione comunale in un incontro che ha messo in luce interessi concreti e prospettive di sviluppo in più settori. È un dialogo da proseguire con metodo, perché le opportunità individuate possono tradursi in progetti reali e vantaggiosi per il nostro territorio».
Il Sindaco Marco Piendibene evidenzia la visione strategica dell’apertura internazionale: «Il rafforzamento dei rapporti istituzionali con realtà dinamiche come Wenzhou è un passo importante per accrescere il ruolo di Civitavecchia nel Mediterraneo e per attrarre investimenti, cultura e nuove occasioni di crescita. Guardiamo con grande interesse alle prospettive emerse e continueremo a seguire con attenzione questo percorso, nella convinzione che portare la città in dialogo con i grandi attori globali significhi lavorare concretamente per il suo futuro».
Il Comune di Civitavecchia informa che da oggi, 1 dicembre 2025, sono ufficialmente aperti i termini per la presentazione delle domande di utilizzo della Cittadella della Musica per l’anno 2026, secondo quanto previsto dall’avviso pubblico approvato con Determina Dirigenziale n. 5573 del 27/11/2025.
Le candidature potranno essere presentate fino al 21 dicembre 2025 e sono rivolte ad associazioni culturali, compagnie teatrali o musicali, scuole di musica, istituti scolastici, onlus e realtà artistiche interessate a programmare attività, spettacoli, concerti, conferenze, mostre o iniziative culturali all’interno della struttura.
Le istanze dovranno essere inviate tramite PEC all’indirizzo comune.civitavecchia@legalmail.it oppure consegnate a mano all’Ufficio Protocollo, utilizzando il modello allegato all’avviso. Le richieste saranno calendarizzate sulla base delle disponibilità e della programmazione già prevista, con eventuale proposta di date alternative in caso di sovrapposizioni; l’Amministrazione si riserva inoltre la possibilità di modificare concessioni già attribuite per esigenze istituzionali o per iniziative di particolare rilievo.
I richiedenti ammessi dovranno presentare una polizza assicurativa RCT con massimale di 500.000 euro, garantire la corretta gestione degli spazi durante l’utilizzo, sostenere le spese previste dal disciplinare d’uso tramite pagamento anticipato e farsi carico degli ulteriori oneri connessi all’evento.
Per le iniziative con bigliettazione il gestore opererà come agente contabile per conto del Comune, rendicontando e riversando gli incassi secondo quanto previsto dalle norme vigenti. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Iniziative Culturali e Cittadella della Musica tramite la mail cultura@comune.civitavecchia.rm.it
Un servizio di infermieristica nella Farmacia comunale di Cerveteri n.6 di via Fontana Morella n.84 disponibile in sede tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 11:00 alle ore 12:00. Prenderà il via oggi, lunedì 1°dicembre ed eseguirà, a prezzi estremamente calmierati, tutta una serie di piccoli interventi di medicazione, quali iniezioni, medicazioni varie, rimozione punti di sutura, terapie iniettive antibiotiche, lavaggi accessi venosi, misurazione della pressione, elettrocardiogramma valido anche per visita medico sportiva, holter cardiaci e pressori, tamponi rapidi Covid e streptococco.
“Ogni giorno recandosi presso la Farmacia comunale n.6, inaugurata lo scorso anno e che subito si è distinta per efficienza e grande disponibilità di servizi volti alla cura e alla prevenzione, gli utenti troveranno un infermiere professionista che a prezzi fortemente calmierati eseguirà piccoli interventi e medicazioni – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – un servizio completamente nuovo, che in questi primi giorni avevamo impostato sulla presenza per tre ore al giorno per due giorni a settimana e che ora abbiamo deciso di rimodulare, proprio per valorizzare più quel concetto di sanità di prossimità con la quale è nata la nostra sesta Farmacia comunale.
Tra l’altro questo è un servizio che come Amministrazione comunale insieme alla Multiservizi abbiamo fortemente voluto e che, così come già facciamo per tutte le altre attività, faremo in modo di rendere sempre più a portata di tutti i cittadini. A tutto il personale della Farmacia n.6 e delle Farmacie tutte, il mio augurio di buon lavoro”.
“Il servizio infermieristico, effettuato da “Sanità Lazio” del Dottor Federico Paciosi, sarà operativo ora tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 11:00 alle ore 12:00 – ha dichiarato Alessio Pascucci, Amministratore Unico della Multiservizi Caerite – un servizio che crediamo possa essere più funzionale per venire incontro alle esigenze di tutti ed in particolar modo di quella fascia di utenti che necessitano di piccoli interventi e medicazioni quotidiane.
In questi primi giorni dal mio insediamento, ho avuto modo di incontrare il personale delle nostre Farmacie, anche per capire quali sono le necessità e le esigenze di ognuno di loro e soprattutto dell’utenza. Con l’occasione, ci tengo a ringraziarli per la professionalità e la dedizione con le quali operano ogni giorno: sono certo che faremo delle nostre sei Farmacie comunali un punto di riferimento sempre più importante per tutto il territorio”.
Per maggiori informazioni sui servizi della Farmacia comunale n.6, chiamare il numero 0669450784, dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle ore 19:30 e il sabato dalle ore 08:30 alle ore 13:00
“Colpire il tempio di Monteverde dedicato a Michael Stefano Gaj Tachè un atto spregevole che ferisce la Comunità Ebraica romana e offende tutti i cittadini. Basta con l’antisemitismo. L’attacco alla sede de La Stampa e questo oltraggio sono figli di uno squadrismo ideologico inaccettabile e fuori dalla storia. Voglio esprimere la mia solidarietà alla Comunità Ebraica romana e condanno con forza ogni forma di antisemitismo e intolleranza”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale e segretario romano di Azione, Alessio D’Amato.