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𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐃𝐞𝐜𝐨𝐫𝐨 𝐔𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨: 𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨

Riceviamo e pubblichiamo

 
Proseguono con intensità le attività di 𝐩𝐮𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐬𝐟𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 per garantire ai cittadini spazi pubblici curati, sicuri e accoglienti.
𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨
È attualmente in corso un intervento di taglio del verde, passaggio della spazzatrice e lavaggio delle griglie.
Un’azione capillare che coinvolge vie, piazze e angoli del cuore storico della nostra città.
𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐚
Proseguono gli interventi nelle aree verdi: in questi giorni si è lavorato su via Santissimo Salvatore, nelle rotatorie della zona e nel parco di Traversa Borsellino.
Gli interventi continueranno nei prossimi giorni negli altri 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.
Un impegno quotidiano per un territorio più ordinato e vivibile per tutti.
Chiediamo alla cittadinanza di fare la loro parte e di lasciare le aree pubbliche pulite dopo averle frequentate.

La parola ad Alberto Civica, Segretario UIL Regione Lazio

Alberto Civica, cittadino di Anguillara, con un curriculum di tutto rispetto per quel che riguarda l’impegno sociale e nel sindacato, tanto da essere attualmente il Segretario UIL della regione Lazio, il suo mandato scadrà nel maggio del prossimo anno. Da dipendente ENEA, risiede ad Anguillara dal 1977, diventa il segretario generale UIL Università, Ricerca e degli istituti di Alta formazione coreutica e Musicale, fino a ricoprire la carica di membro del Consiglio di Amministrazione del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica con Ruberti Ministro (1989-92). E’ inoltre membro del Consiglio della Camera di Commercio di Roma e provincia. Un suo commento qualificato su alcuni temi caldi risulta sicuramente utile per comprendere quelli che sono i processi in corso nella Regione Lazio.

D. Nel prossimo giugno i lavori PNRR dovranno essere terminati, la domanda sul loro stato nella regione Lazio è d’obbligo. I finanziamenti del Piano dovevano aiutare il Paese e quindi anche le Regioni, a perseguire delle riforme di tipo strutturale, che giudizio dai sull’utilizzo dei fondi PNRR nella regione Lazio?

R.  Il giudizio è preoccupante, anche per l’uso che è stato fatto dei fondi PNRR all’interno della legge finanziaria in fase di approvazione, sembra infatti che alcune opere che avevano già la copertura dalle finanziarie precedenti, vengano invece finanziate con i fondi PNRR, distraendoli quindi da altri progetti.  Un altro argomento che sta a cuore a tutti noi è la sanità, quello che mi lascia perplesso è che a fronte di numerosi progetti utili per la realizzazione di strutture sanitarie e ospedaliere territoriali non si affronti la questione dell’assunzione  degli operatori sanitari da impiegarsi  in tali strutture. Non pensiamo che la richiesta della Regione Lazio ad utilizzare i medici di famiglia in tali strutture per almeno 8 ore a settimana sia la soluzione e paventiamo il rischio che la soluzione adottata possa essere la esternalizzazione dei servizi,  con tutti i problemi che ne conseguono, oppure, cosa ancora più grave, che tali strutture restino inutilizzate.

D.  Come abitante di Anguillara, quali potrebbero essere le ricadute sulla comunità se le preoccupazioni espresse dovessero confermarsi?

R. I timori espressi sopra che per il bene di tutti spero siano infondati, potrebbero concretizzarsi nell’ospedale di comunità che si sta realizzando ad Anguillara, infatti se non si attua già da ora un piano per l’assunzione degli operatori sanitari che andranno a gestirlo, potrebbe diventare una struttura utilizzata per altro, come per esempio ospitare la ASL locale. Un altro tema che mi ha colpito parlando con le persone che incontro nel paese, è la difficoltà nel reperire informazioni alla fonte, per esempio capire in modo organico come vengano spesi i fondi PNRR, quali siano i tempi di consegna o lo stato di avanzamento dei lavori. I dati sono distribuiti su più fonti ed è estremamente difficoltoso renderli omogenei. Paradossale nell’epoca dell’informazione globale, penso a quelle persone che non sono particolarmente abili con i mezzi informatici, ma che vogliano esercitare un controllo democratico su come vengano spesi i propri soldi, ricordiamo infatti che i fondi PNRR dovranno essere in gran parte restituiti. 

Salvatore Scaglione

Viviamo in un ambiente ferito. Un raggio di luce sul Summit Cop-30

L’ambiente è al centro di una grave crisi che spinge la comunità internazionale a introdurre l’ecocidio, come crimine, nel diritto internazionale penale. 

Il concetto di ecocidio, promosso da Charles Chernor Jalloh, membro della Commissione di diritto internazionale ONU, e le denunce sulla devastazione ambientale causata dalle guerre, sollevate dalla direttrice del programma ONU Inger la Cour Anderson, riguardano “drammi” che inquietano, per gli “effetti collaterali” che minano il futuro. 

La guerra, oltre a spezzare vite e distruggere città, lascia cicatrici profonde sull’ambiente, la cultura e le tradizioni di un popolo. 

Consapevolezza ritardata

Sebbene l’ambiente si presentasse “malato” sin dall’inizio del secolo scorso, la piena consapevolezza dello stato di crisi è emersa solo negli anni ’60 e ’70 e solo dagli anni ’90 il dibattito si è focalizzato sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile. Un momento chiave è stato il 1987, con la nascita del “Rapporto Brundtland”, per merito della politica norvegese Gro Harlem Brundtland. 

Questo rapporto ha messo in luce il dominio dell’uomo sulla Terra, nato con la Rivoluzione Industriale e giunto oggi a un punto massimo di insostenibilità. A questo dominio vanno correlati i bisogni umani e le esigenze della Natura. 

I problemi ambientali che si riversano sulla salute umana, animale e vegetale sono: le guerre; l’uso di combustibili fossili; l’inquinamento industriale; la gestione dei rifiuti; l’uso insostenibile del suolo e delle risorse; il consumo eccessivo di acqua dolce, minerali e materie prime.

A fronte di ciò, l’OMS ha adottato l’approccio “One Health”, sottolineando quanto la salute umana sia connessa a quella animale e all’ecosistema.

Un raggio di luce

Un segnale di speranza viene dal messaggio inviato da Papa Leone al prossimo Summit della “Cop-30”, che si terrà a Belem, in Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025. Il Pontefice ha sottolineato che, sebbene l’attenzione sia concentrata sui conflitti, è crescente la consapevolezza che la pace è minacciata anche “dalla mancanza del dovuto rispetto per il creato, dal saccheggio delle risorse naturali e da un progressivo declino della qualità della vita a causa dei cambiamenti climatici”.

Anche Papa Francesco si era pronunciato su quella parte di umanità che “si nutre del pervertimento delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della diversità vista come ostacolo”. 

Il vuoto normativo sull’ecocidio nello Statuto di Roma va colmato integrando l’art.8 del cap.2 con l’art.8/ter con atti ad hoc. 

Purtroppo, il negoziato Cop-30 è partito con assenze significative come Stati Uniti, Cina, India, Russia e Italia.

Franco Marzo

ECOCIDIO: crimine perseguibile dalla Corte Penale Internazionale

Negli ultimi anni è cresciuta la coscienza giuridica globale verso la tutela dell’ambiente come bene comune dell’umanità, e la spinta a istituire e perseguire il reato di “ecocidio”. In questi giorni viene rilanciata la proposta di riconoscere l’ecocidio come crimine internazionale, secondo la definizione proposta nel 2021 dall’associazione Stop Ecocide International: “atti illeciti o sconsiderati commessi con la consapevolezza che esiste una sostanziale probabilità che tali atti causino danni gravi, diffusi o di lunga durata all’ambiente naturale”.

Se ne sta facendo carico la Commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite – dando seguito anche ad una recente (2024) esplicita richiesta degli Stati insulari del Pacifico (Vanuatu, Samoa e Fiji) – con la proposta di estendere i poteri della Corte Penale Internazionale attraverso un emendamento allo Statuto di Roma, che definisce poteri e campo d’azione della Corte stessa.

Si tratta di aggiungere il crimine di ecocidio ai 4 oggi perseguibili – genocidio, crimini contro l’umanità, aggressione e crimini di guerra – facendo un grandissimo passo avanti per la tutela dell’ecosistema, sempre più compromesso sia in tempo di guerra che in tempo di pace.

Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente istituito nella conferenza di Stoccolma del 1972, intervenendo alla giornata internazionale per prevenire lo sfruttamento dell’ambiente in guerra e nei conflitti armati, celebrata dall’ONU ogni 6 novembre, ha presentato un quadro drammatico di distruzioni ambientali, da Gaza ad Haiti, alla Siria e tante parti del mondo. 

Non sono effetti collaterali, da accettare perché inevitabili, ma crimini contro l’ambiente e più in generale contro l’ecosistema. Le devastazioni ambientali causano fame e malattie, e alimentano sempre più importanti fenomeni migratori, mentre la crisi climatica acuisce le tensioni e genera conflitti per il controllo dei terreni coltivabili, dell’acqua e delle risorse naturali. È un serpente che si morde la coda: la guerra distrugge l’ambiente, alimentando così nuove guerre.

Per questo motivo, la protezione dell’ambiente in guerra assume una valenza ben più ampia: non si tratta soltanto di salvaguardare il patrimonio naturale, ma assicurare la pace e i diritti umani fondamentali, nella consapevolezza del legame inscindibile che lega giustizia ambientale e giustizia sociale.

Introdurre il reato di ecocidio vorrebbe dire anche cambiare le regole di base con cui opera l’economia perché renderebbe giuridicamente, oltre che moralmente, inaccettabile un eventuale grave danno alla natura, allontanando i finanziamenti dalle pratiche nocive per gli ecosistemi, e stimolando l’innovazione nel solco della sostenibilità.

E dunque, l’ambiente non può essere subordinato alle esigenze dell’economia e men che meno usato come arma di guerra, ma deve essere considerato al vertice della scala delle priorità nelle scelte dei governi.

Se ne è parlato anche alla COP30, Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite: https://www.lagone.it/2025/11/27/cop30-2025/

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In Europa: è stata approvata nel marzo 2024 la Direttiva (UE) 2024/1176 sulla protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale, che introduce il concetto di reati “comparabili all’ecocidio”.

In Italia: giace da 2 anni in Parlamento una proposta di legge per l’introduzione del reato di genocidio nella legislazione nazionale

Giuseppe Girardi

AL CANTAUTORE EDOARDO DE ANGELIS IL PREMIO MILANO INTERNATIONAL ALLA CARRIERA PER IL LIBRO “ANCHE LE STATUE PARLANO”

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Il Premio Milano International alla carriera è stato assegnato al cantautore, autore e narratore Edoardo De Angelis, uno dei nomi più significativi della canzone d’autore italiana e autore del libro “Anche le statue parlano”.

Il riconoscimento, promosso dall’associazione culturale Pegasus, celebra un percorso artistico ricco, coerente e innovativo, capace di intrecciare musica, scrittura, teatro e divulgazione culturale. La cerimonia di premiazione si è tenuta nei giorni scorsi nella “Sala Barozzi” dell’Istituto dei ciechi di Milano, presentata dal patron della manifestazione Roberto Sarra, e alla presenza di numerosi volti dello spettacolo e della cultura.

Il premio è un riconoscimento al lavoro svolto per “Anche le statue parlano”, edito da Re[a]daction, che raccoglie i testi nati dall’omonimo progetto dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto nei principali musei e siti archeologici italiani ed europei. Il libro rappresenta l’evoluzione naturale di un lavoro che, negli ultimi anni, ha dato nuova voce al patrimonio storico-artistico, trasformando reperti e opere antiche in narratori capaci di dialogare con il presente.

“Musicista e autore straordinario”, si legge nella motivazione, “ha coniugato estro e tecnica creando opere di cantautorato di pregevole livello. Ha saputo inoltre magistralmente abbinare l’arte musicale a quella letteraria regalando opere di altissimo valore contenutistico.”

“Anche le statue parlano” nasce da una domanda semplice e affascinante: cosa accadrebbe se statue, stele e reperti potessero parlare? Che storie racconterebbero? Le statue di Augusto ad Aquileia, la Stele di Meru del Museo Egizio di Torino o gli Sposi del Sarcofago del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia potrebbero narrare secoli di vita, di miti, di incontri. Il libro è la cronaca poetica e narrativa di un’avventura iniziata quasi per caso e cresciuta fino a diventare unesperienza culturale diffusa: un viaggio tra fantasia, storia, bellezza e memoria, accompagnato da una piccola quota di sorriso.

Il progetto si fonda sull’idea che i musei non vadano solo osservati, ma anche ascoltati. Ogni oggetto conservato  dalle opere più celebri ai reperti più umili  custodisce una storia che appartiene non solo al passato, ma anche a ciascuno di noi. Le visite teatralizzate, costruite sui testi originali di De Angelis e interpretate dagli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione, hanno permesso al pubblico di ascoltare miti, memorie, racconti di divinità, regine, sovrani, ma anche di uomini e donne comuni vissuti millenni fa. Attraverso musiche e suggestioni sceniche, viene creato un dialogo avvincente tra dati scientifici e voci immaginate, tra archeologia e contemporaneità.

Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Culturale CulturArti, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli, e sviluppato in partenariato con la Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, la Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia e con gli organi direttivi di tutti i distretti museali che hanno accolto le visite teatralizzate: dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, dal Museo Egizio di Torino al Museo Salinas di Palermo, dal Parco del Castello di Miramare al Castello Aragonese di Baia, solo per citarne alcuni.

Il volume include inoltre QR code che permettono ai lettori di “entrare” nelle sale dei musei, proseguendo virtualmente il percorso tra le opere protagoniste dei testi. Con il Premio Milano International alla carriera, Edoardo De Angelis viene riconosciuto non solo per la sua lunga attività artistica, ma anche per la capacità di innovare il linguaggio della divulgazione culturale, restituendo al patrimonio museale una voce nuova e coinvolgente.

A Cerveteri nascono le “aiuole sponsorizzate”: gestisci uno spazio verde in cambio di pubblicità

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“Un progetto che da un lato ci consentirà di avere spazi verdi più curati e adornati, dall’altro consentirà a privati, imprenditori e associazioni del terzo settore di promuovere gratuitamente la propria attività posizionando un banner con il loro nome e logo. Nei giorni scorsi in Giunta abbiamo approvato la delibera, un atto che di fatto ci consente di dare ‘in adozione’ rotatorie e aree verdi stradali della nostra città.

Un’iniziativa che crediamo possa rappresentare un’occasione importante per Cerveteri e per chiunque vorrà aderirvi”. A dichiararlo è Alessandro Gnazi, Assessore all’Ambiente del Comune di Cerveteri, che prosegue:

Un progetto a cui ho lavorato e che oggi è operativo grazie al lavoro del personale dell’Ufficio Ambiente, che ringrazio per il lavoro svolto. Sostanzialmente, tutti i privati che vorranno prendere in gestione una rotatoria o un’area verde, occupandosi del loro allestimento e della manutenzione, potranno farlo e in cambio verrà consentito loro di esporre gratuitamente il loro nome e logo. Chiaramente, ogni progetto sarà valutato dall’Amministrazione comunale e una volta approvato avrà una durata massima di cinque anni”.

“Una collaborazione tra pubblico e privato – conclude Gnazi – che crediamo possa darci una città più bella e più verde senza costi a carico della collettività”.

Si torna in sala con il Trevignano Proms.

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In collaborazione con il Festival Nuova Consonanza,  il Maestro Stefano Cucci ci propone il duo per flauto e pianoforte di Mordente e Petrucci.

Musiche di Martini, Messiaen,Prokofiev, Santamaria con un programma che riunisce tre lavori cameristici del Novecento, tutti composti a ridosso della Seconda guerra mondiale e ciascuno testimone di un linguaggio musicale peculiare. Composta da Bohuslav Martinů durante il soggiorno statunitense, la Sonata H. 306 costituisce un brano di riferimento del repertorio flautistico del Novecento.

La ricchezza di sfumature e la combinazione di tecniche, in bilico tra lirismo espressivo e complessità ritmica, mettono alla prova l’abilità dell’interprete. In Le merle noir di Olivier Messiaen, il canto del merlo nero è trasfigurato in un raffinato intreccio di flauto e pianoforte, anticipando l’interesse ornitologico che avrebbe caratterizzato la produzione successiva del compositore.

Il brano, pervaso da un elegante virtuosismo, nasce come pezzo di concorso per il Conservatorio. Per la ricchezza e complessità tecnica richieste al solista, anche la Sonata op. 94 di Sergej Prokof’ev (1943) costituisce un brano di riferimento della letteratura flautistica. Il suo impianto formale richiama il modello classico in quattro movimenti, mentre la scrittura è alimentata da melodie cantabili e passaggi di brillante virtuosismo.

Si torna in sala con il Trevignano Proms  Si torna in sala con il Trevignano Proms

“Si accende il Natale a Civitavecchia”

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Civitavecchia si prepara ad accendere il Natale con il tradizionale evento di inaugurazione delle luminarie cittadine, in programma venerdì 5 dicembre a Corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano, un appuntamento pensato per coinvolgere famiglie, bambini, attività commerciali e l’intera comunità in un clima di festa e condivisione.

L’iniziativa segna l’avvio ufficiale delle celebrazioni natalizie e anticipa un calendario ricco di animazioni, musica, spettacoli e attività diffuse in città per tutto il periodo delle festività. La giornata prenderà il via alle 17.00 con l’animazione dedicata ai più piccoli, grazie ai personaggi Disney portati in scena da Civitamask, che accoglieranno bambini e famiglie creando un’atmosfera giocosa e colorata. Alle 17.15 la Banda Musicale “Giacomo Puccini” aprirà la serata con un’esibizione dal vivo che accompagnerà l’arrivo del pubblico e introdurrà il momento dei saluti istituzionali, previsti dalle 17.45.

L’assessore al Turismo, Piero Alessi, sottolinea che l’accensione delle luminarie “segna l’inizio di un periodo che vogliamo dedicare alla bellezza, alla partecipazione e al sentirsi parte di una comunità viva”, aggiungendo che il programma è stato costruito per “valorizzare gli spazi della città e portare cultura, musica e momenti di incontro nelle vie e nelle piazze, rendendo Civitavecchia ancora più accogliente durante le festività”.

Accanto a lui, l’assessore al Commercio, Enzo D’Antò, evidenzia l’importanza dell’iniziativa per il tessuto economico cittadino, spiegando che “il Natale rappresenta una grande occasione di vitalità per le attività del centro e per tutto il commercio locale” e che l’obiettivo dell’amministrazione è “sostenere gli operatori, valorizzare il centro e creare un clima capace di portare persone nelle strade, nei negozi e nei luoghi della città”.

Alle ore 18.00 avverrà il momento più atteso della serata, l’accensione delle luminarie e del grande albero di Natale, che illumineranno Corso Centocelle dando ufficialmente avvio alle festività. A seguire, dalle 18.00 alle 18.45, si esibirà il coro Gospel “Purple Gospel Choir APS”, che offrirà un concerto capace di unire tradizione, energia e spirito del Natale.

Il sindaco Marco Piendibene sottolinea il valore dell’iniziativa ricordando che “l’accensione delle luminarie è un gesto simbolico ma profondo, perché dà il via a un tempo di condivisione, di luce e di comunità” e ringrazia tutte le realtà coinvolte “per aver contribuito a costruire un Natale che appartenga davvero alla città e alle persone che la vivono ogni giorno”, rimarcando il senso di partecipazione che accompagnerà tutte le iniziative in programma.

ll PD: “Fratelli d’Italia la smetta di fare populismo a buon mercato!”

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Ancora una volta, Fratelli d’Italia propone il solito minestrone insapore: un po’ di populismo a buon mercato, qualche slogan riciclato e zero memoria dei fatti. La ricetta è sempre la stessa: si mescolano problemi reali a una narrazione costruita per alimentare polemiche, non per risolvere questioni.

Sul Palazzetto dello Sport, sarebbe utile ricordare un dato che FdI finge di ignorare: l’impianto è in concessione a un gestore privato, lo stesso nominato quando governavano loro, con l’obbligo di manutenzione ordinaria e straordinaria. Chi oggi si indigna, ieri è rimasto in silenzio mentre gli impianti venivano progressivamente trascurati.

Quanto ai presunti “incarichi faraonici”, siamo di fronte all’ennesima distorsione. Non esiste alcuna consulenza milionaria: esistono incarichi tecnici regolari, necessari per partecipare a bandi, ottenere finanziamenti e progettare interventi concreti. L’alternativa sarebbe tornare all’improvvisazione che ha già prodotto, in passato, costi enormi e nessun risultato.

Sulla TARI e sull’IMU, la verità è che la città paga le conseguenze di una Partecipata lasciata sull’orlo del baratro e dell’assenza totale — nei cinque anni del centrodestra — di una strategia post-carbone.

L’uscita dal carbone era nota dal 2019, ma non è stato prodotto alcun piano industriale o economico per tutelare Civitavecchia dalla perdita del contributo Enel. Oggi l’amministrazione sta affrontando problemi ereditati, con serietà e responsabilità, non con slogan.

È semplice: chi oggi urla è lo stesso che ieri ha rinunciato a governare.

E ora che la città sta ritrovando una direzione, Fratelli d’Italia prova a risalire con la consueta polemica di facciata.

Si accomodino pure: tra quattro anni potranno riproporre gli stessi slogan.

Nel frattempo, i cittadini vedono la differenza tra chi lavora ogni giorno per rimettere ordine e chi si limita a gridare dal bordo del campo.

Partito Democratico di Civitavecchia

 

SUCCESSO PER IL TEA WELCOME DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO

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Una partecipazione oltre le aspettative per il Tea Welcome dell’Alberghiero, svoltosi sabato 29 novembre dalle 16 alle 18. Forte di una consolidata tradizione nei settori della formazione enogastronomica e dell’accoglienza turistica, l’Istituto di via Federici ha aperto le sue porte al pubblico, accogliendo gli studenti delle Scuole Medie e le loro famiglie.

Un pomeriggio durante il quale i Docenti hanno svolto dimostrazioni pratiche nei Laboratori grazie al lavoro congiunto della Presidenza, dei Responsabili di Sede, delle Funzioni strumentali per l’Orientamento e dell’intera Commissione, insieme agli assistenti tecnici, ai collaboratori scolastici e agli allievi, molti dei quali protagonisti dell’ampio buffet di benvenuto allestito per l’occasione.

Un lavoro di squadra che ha visto impegnati la Prof.ssa Anna Capodacqua, Seconda Collaboratrice della Dirigente scolastica Prof.ssa Lidia Cangemi, in Sala la Prof.ssa Donatella Di Matteo e il Prof. Michele Comito, nel servizio di accoglienza e ricevimento la Prof.ssa Giovanna Albanese e il Prof. Renato D’Aloia, in Cucina il Prof. Luciano Cucullo, il Prof. Salvatore Esposito e il Prof. Francesco Riili supportati dai Tecnici di Laboratorio Elisabetta Mannelli, Pietro Piccarisi e Vincenzo Riili. Alla Reception l’Assistente Tiziana Feliciano. L’appuntamento è per l’Open Night del prossimo 13 dicembre, dalle 18 alle 20. Vi aspettiamo!

L’Istituto Alberghiero di Ladispoli nasce come succursale dell’Istituto Professionale Statale dei Servizi Alberghieri e di Ristorazione di Tor Carbone in Roma, una delle prime Scuole Alberghiere del Lazio.

Divenuto autonomo, è ospitato oggi nella nuova sede di via Federici (nella vasta area adiacente alla Biblioteca Comunale), inaugurata nel gennaio del 2013, con ampi laboratori all’avanguardia per attrezzature e dotazioni tecnologiche.

Ottima la posizione dell’Istituto rispetto ai maggiori assi ferroviari e viari. Per coloro che provengono da Roma o da Civitavecchia, è possibile raggiungere la scuola in treno. La stazione di Ladispoli è in posizione centrale, a pochi minuti dall’Istituto. In autobus, le fermate sono altrettanto funzionali e vicine alla sede scolastica.

In automobile, si possono percorrere la Via Aurelia o l’autostrada Roma – Civitavecchia. I collegamenti con Cerveteri e le altre località lungo la via Aurelia sono garantiti dal servizio degli autobus di linea. Dal mese di Settembre 2016 sono state, inoltre, attivate tre nuove corse in orario scolastico che collegano Ladispoli al comprensorio del Lago di Bracciano.

L’Istituto Alberghiero consente di raggiungere, insieme ad adeguate competenze professionali, una preparazione culturale approfondita, idonea sia alla prosecuzione degli studi (universitari o di formazione tecnica superiore), sia all’ingresso nel mondo del lavoro.

Il diplomato ha specifiche competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, nei cui ambiti interviene in tutto il ciclo di organizzazione e gestione dei servizi.

Utilizzando le più moderne metodologie e strategie didattiche e avvalendosi di una consolidata rete di rapporti con le aziende del territorio, l’Alberghiero di Ladispoli offre tre indirizzi di studio: Enogastronomia (con la nuova opzione in Prodotti dolciari artigianali e industriali), Servizi di Sala e Vendita, Accoglienza Turistica.

Enogastronomia: Il diplomato è in grado di intervenire nella valorizzazione, produzione, trasformazione, conservazione e presentazione dei prodotti enogastronomici; operare nel sistema produttivo promuovendo le tradizioni locali, nazionali e internazionali e individuando le nuove tendenze enogastronomiche.

Servizi di sala e di vendita: Il diplomato è in grado di svolgere attività operative e gestionali in relazione all’amministrazione, produzione, organizzazione, erogazione e vendita di prodotti e servizi enogastronomici; interpretare lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per adeguare la produzione e la vendita in relazione alla richiesta dei mercati e della clientela, valorizzando i prodotti tipici.

Accoglienza turistica: Il diplomato è in grado di intervenire nei diversi ambiti delle attività di ricevimento, di gestire e organizzare i servizi, in relazione alla domanda stagionale e alle esigenze della clientela; di promuovere i servizi di accoglienza turistico-alberghiera anche attraverso la progettazione di prodotti turistici che valorizzino le risorse del territorio.

Il curriculum si basa su:

–  un’area di istruzione generale con discipline fondamentali per la preparazione culturale di base;

– un’area di indirizzo con le materie professionalizzanti (Enogastronomia / Servizi di Sala e Vendita / Accoglienza Turistica);

– due lingue: inglese e francese in tutto il quinquennio;

stage, tirocini di formazione ed orientamento, alternanza scuola-lavoro presso grandi aziende e strutture del settore enogastronomico e turistico, in Italia e all’estero (in particolare, in Inghilterra);

– possibilità di prevedere attività ed insegnamenti facoltativi, in linea con le più aggiornate richieste del mercato professionale.

successo per il TEA welcome all'istituto alberghiero  successo per il TEA welcome all'istituto alberghiero