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Studenti del “Salvo d’Acquisto” in visita ai Vigili del Fuoco dell’aeroporto di Fiumicino

Una giornata di grande valore educativo per gli studenti delle classi 3ª, 4ª e 5ª dell’indirizzo aeronautico dell’Istituto Tecnologico “Salvo d’Acquisto”, che hanno visitato il Distaccamento dei Vigili del Fuoco presso l’Aeroporto Internazionale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. Accompagnati dal prof. Gianfranco Vadrucci e dalla prof.ssa Antonella Galderisi, i ragazzi hanno preso parte a un’iniziativa inserita nel percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, pensata per avvicinare gli studenti al mondo operativo dell’aviazione civile e alla gestione della sicurezza aeroportuale. Ad accoglierli è stato il Capo Reparto Massimiliano Raimondi, che li ha introdotti all’attività del distaccamento. Nel corso di un interessante briefing, il Capo Reparto Dario Di Falco ha illustrato l’organizzazione del sistema aeroportuale, spiegando la distinzione tra le aree “Air Side” e “Land Side” e il ruolo fondamentale svolto dai Vigili del Fuoco nella prevenzione e nella gestione delle emergenze.

Durante l’incontro, il Dirigente Superiore Dott. Cosimo Argentieri ha portato il proprio saluto istituzionale, sottolineando l’importanza della collaborazione tra scuola e mondo del lavoro e incoraggiando gli studenti a proseguire con impegno nel loro percorso formativo. La visita è poi proseguita all’esterno, dove i ragazzi hanno potuto osservare da vicino i mezzi antincendio aeroportuali, dotati di tecnologie avanzate per il pronto intervento. Particolare interesse ha suscitato il mezzo ARFF (Airport Rescue Fire Fighting), di cui gli studenti hanno potuto sperimentare, in simulazione, i sistemi di erogazione del liquido estinguente. L’iniziativa ha suscitato entusiasmo e curiosità, offrendo un’occasione concreta per comprendere l’importanza della sicurezza nel contesto aeroportuale e il prezioso contributo dei Vigili del Fuoco nella tutela di passeggeri e operatori. Un sentito ringraziamento va al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella persona del Dott. De Acutis, per la disponibilità e la collaborazione, e a tutto il personale del Distaccamento Aeroportuale di Fiumicino per la professionalità e la cortesia dimostrate.

Prof. (Gen.) Gianfranco Vadrucci

Metro C, il Governo taglia i fondi: a rischio la tratta Clodio-Farnesina

Il definanziamento blocca l’estensione della linea verso Roma Nord e accende lo scontro politico.

Il sogno della Metro C a Roma Nord subisce un brusco stop. Nella nuova legge di bilancio il Governo ha previsto un definanziamento di 50 milioni di euro destinati alla tratta T1 Clodio-Farnesina, il primo segmento dell’estensione verso il quadrante Nord. Un colpo pesante per un’opera dal valore complessivo di circa 900 milioni, considerata essenziale per migliorare la mobilità in aree da decenni prive di collegamenti su ferro. Senza queste risorse, la commissaria straordinaria non potrà approvare il tracciato né procedere con l’affidamento dei lavori, inizialmente previsti per il 2026. Il rischio è quello di un nuovo rinvio di un’infrastruttura attesa da interi quartieri.

La risposta politica non si è fatta attendere: il Municipio XV ha approvato una mozione con cui chiede al Governo di ripristinare integralmente i fondi tagliati. L’atto sottolinea la strategicità della tratta Clodio-Farnesina, unico tassello metropolitano concreto previsto a Roma Nord. La votazione è stata accesa: il centrodestra ha espresso voto contrario senza fornire spiegazioni giudicate convincenti dai proponenti, mentre Forza Italia ha abbandonato l’aula. La maggioranza municipale ha definito questo atteggiamento incoerente e contrario agli interessi del territorio.

Torquati ha commentato: «È deludente vedere il centrodestra sottrarsi alla responsabilità di difendere il territorio proprio quando serve compattezza. Questa tratta è il primo passo per colmare un ritardo infrastrutturale decennale e per garantire finalmente una mobilità dignitosa ai nostri quartieri».

Il Presidente del Municipio XV ha sottolineato, inoltre, che la mozione approvata dal Consiglio conferma una linea inequivocabile: per l’amministrazione municipale la Metro C rappresenta un’infrastruttura indispensabile per Roma Nord e non può permettersi ulteriori rallentamenti e intervenire con tagli significherebbe di fatto bloccare l’unico collegamento metropolitano previsto per un’area che conta centinaia di migliaia di residenti.

In una nota congiunta, i capigruppo della maggioranza, rammaricati per la contrarietà dei colleghi del centrodestra, hanno espresso una posizione compatta denunciando che questo taglio rischia di compromettere l’intero sviluppo della mobilità verso Nord, perché la tratta Farnesina-Clodio rappresenta il punto di partenza di un tracciato destinato a proseguire sull’asse Cassia verso Grottarossa e La Giustiniana, territori che aspettano da decenni un servizio essenziale.

Fabio Rollo

“Discesa Libera”: quando il cinema diventa responsabilità sociale

Il nuovo film con Jennifer Mischiati racconta l’Alzheimer tra dolore, umanità e speranza

Discesa Libera, diretto e interpretato da Sandro Torella e uscito nelle sale nel 2025, affronta una delle fragilità più complesse dei nostri tempi: l’Alzheimer. Una malattia che non colpisce solo chi ne soffre, ma sconvolge famiglie, identità e quotidianità. Il film sceglie la via della responsabilità sociale, portando sullo schermo ciò che spesso resta invisibile.

La storia segue Manuel Falco, attore in crisi che trova lavoro in una struttura dedicata ai malati di Alzheimer. Qui incontra Vittorio, un tempo grande maestro di teatro, e la dottoressa Elisa De Blasi, interpretata da Jennifer Mischiati, originaria di Anguillara Sabazia e presenza ormai riconosciuta nel panorama internazionale. Il regista evita il pietismo per raccontare, con delicatezza, come la perdita della memoria sia anche perdita di linguaggi e relazioni. Il teatro diventa metafora di ciò che l’Alzheimer cancella ma, allo stesso tempo, tenta di salvare: una “commedia seria” che invita a riflettere su un fenomeno in crescita in un Paese che ancora fatica a sostenere chi vive la malattia.

Il film nasce in collaborazione con la Fondazione Melchiorri e con “Rete Prevenzione Alzheimer”, con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere iniziative territoriali dedicate alla cura. Per la comunità lacustre, la presenza di Mischiati assume un significato speciale: un talento cresciuto sulle rive del lago di Bracciano che sceglie un ruolo capace di unire arte e responsabilità.

Nella nostra intervista l’attrice racconta come la preparazione al ruolo sia stata profondamente personale: «Le mie due nonne sono morte per Alzheimer. Ho portato quel bagaglio nel film. Quando Sandro mi ha proposto il progetto, ho accettato subito». Per lei il cuore della malattia è la memoria: «Quando si sgretola, perdiamo frammenti di noi stessi. Da fuori le persone restano loro, ma dentro è come se si spegnessero».

Trovare l’equilibrio tra leggerezza e profondità è stato un lavoro di armonia: «Un film è una musica fatta di tanti momenti. L’equilibrio nasce dal montaggio». Se dovesse descrivere l’Alzheimer con un’immagine, sarebbe «un’ombra in una stanza vuota», tratta da una sua poesia dedicata alla nonna.

Il cinema, secondo l’attrice, ha un ruolo fondamentale: «Può avvicinare, far riflettere, rompere i pregiudizi. Spero che questo film faccia rallentare e ispiri ad essere più gentili». La scena più intensa è quella della signora al pianoforte, girata in una vera casa di cura: «Non ricordava quasi nulla, ma suonava ancora. Era un’ex concertista. Ogni volta che la rivedo ho i brividi».

Dopo molte esperienze internazionali, Discesa Libera rappresenta un ritorno alle radici: «Anguillara è parte di me. Questa culla resterà sempre casa». Agli spettatori augura che rimanga «il tempo: per rallentare, per un sorriso in più, soprattutto verso chi è fragile». Un messaggio semplice ma prezioso anche per le famiglie che vivono la malattia ogni giorno: «Non siete soli. Spero di farvi sentire almeno un po’ meno soli».

Federica D’Accolti

Trevignano DOCStories Festival 2025: tra riscatto femminile e ospiti internazionali

Si è svolto a Trevignano Romano, tra il 6 ed il 9 novembre presso il Cinema Palma, e con la collaborazione dell’Accademia di Cinema Griffith, il Trevignano DOCStories Festival, che con l’edizione di quest’anno è arrivato a spegnere la terza candelina. Tema centrale sono state le donne, e nello specifico tutte le indomite, da cui tra l’altro trae il nome la manifestazione, che con grande coraggio hanno ricercato una strada attraverso la quale potessero raggiungere una libertà a lungo anelata, ma celata talvolta dietro una cortina di violenza e non solo. 

Tante sono state le storie raccontate e proiettate sul grande schermo durante la quattro giorni. Tra queste, “Put Your Soul on Your Hand and Walk”, documentario della regista iraniana Sepideh Farsi, girato tra le macerie di una Gaza rasa al suolo grazie all’aiuto della fotoreporter Fatima Hassouna. E i protagonisti sono proprio i civili palestinesi, che a causa degli incessanti bombardamenti israeliani temono ogni giorno per la propria vita e quella dei loro cari. 

Tra le protagoniste assolute del festival, una menzione d’onore è doverosa per Kim Longinotto: classe 1952, originaria di Londra ma con radici nel Bel Paese (il padre era italiano), è tra le documentariste più affermate nel panorama internazionale, grazie alla sua capacità di raccontare storie che abbiano le donne sempre al centro della macchina da presa. Tra i suoi tanti lungometraggi, “Divorce Iranian Style” (1998), incentrato sulla storia vera di coppie iraniane che combattono con i mezzi forniti dalla legge del loro Paese ancora basata sulla religione, per riuscire ad ottenere il divorzio, le farà ottenere il Flaherty Documentary Award ai BAFTA.

Al Cinema Palma la regista inglese, oltre ad aver incontrato in sala i presenti durante la proiezione del suo “Rough Aunties” (documentario ambientato in Sudafrica, dove un’associazione di donne si prende cura di bambini lasciati a loro stessi), ha tenuto nella giornata di sabato 8 novembre la sua personale Masterclass aperta al pubblico. Appuntamento quest’ultimo che, come dichiarato dal cinema di Trevignano, è stato pensato “come esperienza di confronto e crescita condivisa”.

Davide Catena 

Roma celebra la Giornata della Grande Unione e inaugura l’Anno Culturale Romania-Italia 2026

L’Agone ha avuto l’onore di poter presenziare alle celebrazioni che Roma ha ospitato, nella cornice prestigiosa del Teatro dell’Opera, della festa nazionale della Repubblica di Romania, occasione che ha segnato anche l’avvio ufficiale della prima edizione dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026. L’iniziativa, posta sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi, si articolerà in un ricco calendario di eventi: mostre d’arte, rassegne cinematografiche, esposizioni archeologiche, concerti e spettacoli teatrali, pensati per raccontare la profondità dello spirito romeno e la bellezza del dialogo culturale con l’Italia.

La festa nazionale della Romania, conosciuta come “Giornata della Grande Unione”, si celebra ogni 1° dicembre e ricorda l’unificazione della Transilvania con la Romania nel 1918, momento fondativo della moderna identità nazionale.

Alla serata di gala hanno preso parte personalità di primo piano: l’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancau, il Ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli, il suo omologo romeno András István Demeter, e il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone.

La cerimonia è stata impreziosita dall’esecuzione solenne degli inni nazionali italiano e romeno da parte dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, diretta dal maestro Daniel Jinga. Sul palco, tre voci di fama internazionale, il soprano Anita Hartig, il mezzosoprano Ruxandra Donose e il tenore Stefan Pop, hanno interpretato celebri brani della tradizione musicale dei due Paesi, regalando al pubblico, presenti oltre 1200 persone, un momento di intensa emozione.

Nel suo intervento, l’Ambasciatrice Dancau ha sottolineato come “con il linguaggio universale della musica, l’emozione diventa argomento e l’armonia, la più convincente forma di diplomazia”. Ha poi rivolto un pensiero alla comunità romena in Italia, definita “un ponte vivo tra i due Paesi”, capace di arricchire la società che li accoglie attraverso professionalità, creatività e responsabilità civica. “Il senso di appartenenza, ha aggiunto, non si misura in miglia, ma in valori”.

Un applauso particolarmente sentito ha accompagnato le parole del Ministro Giuli, quando ha ricordato il contributo della comunità romena, ormai pienamente integrata nel tessuto sociale italiano, e ha reso omaggio alla memoria di Octav Stroici, l’operaio romeno rimasto vittima del crollo parziale della Torre dei Conti a Roma.

Con questa celebrazione, Roma ha non solo reso omaggio alla storia della Romania, ma ha anche aperto un percorso culturale che, nel 2026, promette di rafforzare ulteriormente i legami tra i due Paesi attraverso l’arte, la musica e il patrimonio condiviso.

 

Riccardo Agresti

Sagra d’autunno di Manziana: “La castagna 2025 ha dato il suo meglio”

C’è un evento a Manziana che riesce a far sbiadire la malinconia per le feste d’estate consentendo di conservare il sorriso anche durante l’autunno, la stagione della caduta delle foglie, delle giornate che si accorciano, i primi maglioni necessari, il tempo dei caminetti e dell’uggia: è la sagra della Castagna, un appuntamento atteso e divenuto simbolo di un territorio e delle sue eccellenze.

L’edizione 2025 ha confermato uno straordinario afflusso di visitatori, riempiendo le vie del centro della cittadina che si affaccia sul lago di Bracciano; il fatto che le edizioni non siano numerate, è metafora di un rito che si rinnova ogni anno, sempre diverso, come lo è la natura, mai uguale a se stessa nel suo nascere e sfiorire.

La castagna locale, regina della manifestazione, ha di corredo altre tipicità enogastronomiche del territorio, confermando, peraltro, un’organizzazione perfetta; parcheggi, piani di sicurezza, gruppi di intrattenimento artistico e musicale, aree per degustazioni di street food e, ovviamente, le grandi rostiere per fare le caldarroste, gli enormi fuochi che anticipano il tepore necessario per le sere fresche alle porte.

L’agone ha incontrato l’organizzatore della sagra, Giacomo Albicini, che con la sua tenera timidezza ha precisato che il merito della riuscita è da suddividere tra tutti gli organizzatori. 

“Siamo felici, tutti, perché anche quest’ anno la Castagna ha dato il suo meglio. Un paese intero, la sua comunità, si è vestita con il suo abito migliore e ha realizzato un evento speciale. Perché ciò che rende unica e speciale la Castagna di Manziana è il lavoro di tutti i volontari che con passione si adoperano nei mesi precedenti.
Tutti, dalle istituzioni al singolo volontario, ogni anno danno qualcosa in più. Ci regalano un piccolo dono. E la nostra capacità sta solo nel fatto di saper accogliere i loro doni, dare ad ognuno la stessa dignità, e metterli insieme fino a dare vita alla Castagna. I numeri e le presenze possono sorprendere. Ma quello che è veramente straordinario è la passione che tutti mettono nel dare vita a questo evento.

È impossibile dare merito a qualcuno di questo risultato, perché il merito è condiviso tra tutti quelli che rendono possibile questo evento”.

Ed è proprio questa comunità di intenti che permette all’evento di aggiungere un piccolo mattone a questa rara e coraggiosa costruzione che è la Castagna.
È impossibile fare dei ringraziamenti mirati o individuali, perché la parola “individuale” non può in alcun modo legarsi al senso profondo della Castagna di Manziana.

Gianluca Di Pietrantonio

Una rinascita che parte dai servizi: Manziana restituisce alla comunità spazi, identità e futuro

Negli ultimi anni Manziana sta vivendo una stagione di profondo rinnovamento, frutto di una visione amministrativa che mette al centro la comunità e i suoi bisogni. Dopo un periodo segnato dalla chiusura di strutture e dalla mancanza di servizi importanti, il Comune ha avviato un percorso di rigenerazione volto a restituire ai cittadini spazi dedicati alla socialità, alla cultura, allo sport e all’educazione. Un impegno concreto che si traduce oggi nella nascita di nuovi progetti e nella riattivazione di servizi rimasti a lungo inattivi, capaci di restituire vitalità al tessuto urbano e sociale di Manziana.

Emblema di questa rinascita è il nuovo asilo nido comunale “La Tana dei Lupetti”, un servizio educativo atteso da tempo e oggi finalmente realtà. Nato dalla volontà di trasformare aree dismesse in luoghi di crescita e incontro, il nido rappresenta un investimento importante sulle nuove generazioni e sulle famiglie di Manziana, offrendo ambienti moderni, accoglienti e sicuri. La sua apertura, avvenuta il 13 ottobre 2025, segna un passo decisivo nel rafforzamento dei servizi per l’infanzia e nel sostegno concreto alla genitorialità.

Accanto alle nuove strutture – come l’area calisthenics, il campo da calcetto e quello di picketball allestiti nello stadio comunale Marcozzi – Manziana celebra anche il ritorno di spazi storici rimasti chiusi per anni, come la piscina comunale. Dopo lo stop del 2022, disposto a seguito di prescrizioni sanitarie, l’attuale amministrazione ha scelto di investire nella sua riqualificazione. Nell’ottobre 2025, l’impianto ha riaperto al pubblico, diventando nuovamente un luogo di sport, salute e aggregazione. La sua rinascita rappresenta non solo il recupero di una struttura, ma anche la restituzione di un punto di riferimento per l’intera comunità e di un presidio di benessere per tutte le età.

A completare questa visione di rilancio c’è il progetto per la creazione dell’Ecomuseo di Manziana, parte del programma “PUI – Poli culturali, civici e di innovazione”. Con un investimento di 300.000euro, l’iniziativa mira a valorizzare il patrimonio storico, naturale e paesaggistico del territorio, promuovendo un nuovo modo di raccontare l’identità locale. I lavori, già avviati, porteranno alla creazione di uno spazio diffuso che coinvolgerà luoghi simbolo come la Caldara di Manziana, la Macchia Grande e i siti archeologici etruschi, trasformandoli in tappe di un percorso culturale condiviso con cittadini, scuole e associazioni.

L’apertura del nuovo asilo nido, la riattivazione della piscina comunale e la nascita dell’ecomuseo raccontano una stessa storia: quella di un’amministrazione che sceglie di investire sulle persone e sul territorio, che restituisce vita a spazi pensati per rispondere ai bisogni reali della comunità. Manziana oggi si presenta come un territorio in movimento, dove ogni progetto nasce per rafforzare il senso di appartenenza e migliorare la qualità della vita dei cittadini. 

“Tarquinia sottosopra”, il 6 e 7 dicembre doppio appuntamento tra letteratura e ceramica

Riceviamo e pubblichiamo

La rassegna “Tarquinia sottosopra” propone, nel primo fine settimana di dicembre, due appuntamenti alla scoperta della città attraverso la sua storia letteraria e la sua tradizione ceramica.
Sabato 6 dicembre 2025 è in programma “Tarquinia letteraria: da Vincenzo Cardarelli a Titta Marini”, una passeggiata guidata nei luoghi più amati dai due grandi poeti tarquiniesi, accompagnata da letture di brani tratti dalle loro opere.
La partecipazione è libera e non richiede prenotazione. La partenza è fissata alle ore 14.30 dalla “Barriera San Giusto”. Domenica 7 dicembre 2025 sarà invece la volta di “Tarquinia città della ceramica”.
L’iniziativa prevede la visita guidata al Museo Archeologico Nazionale negli spazi di Palazzo Vitelleschi, ai laboratori dei maestri ceramisti tarquiniesi e al Museo della ceramica d’uso a Corneto, ospitato a palazzo Sacchetti, sede della Società Tarquiniense d’Arte e Storia. Per questa attività è richiesta la prenotazione al numero 0766 849282 (massimo 30 partecipanti).
L’ingresso al Museo Archeologico Nazionale sarà gratuito, in occasione della prima domenica del mese. La rassegna “Tarquinia sottosopra” è promossa dal Comune di Tarquinia, con il contributo della Regione Lazio e il patrocinio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia.

Capranica, inaugurato il Villaggio di Natale in miniatura

Riceviamo e pubblichiamo

È stato inaugurato domenica scorsa a Capranica il Villaggio di Natale in miniatura, diventato un appuntamento tradizionale delle festività natalizie.

Il Villaggio di trova in via Valle Santi 3, e rimarrà aperto fino al 6 gennaio 2026, nei giorni di sabato e domenica con orario 10-12 e 16-19.

Alla cerimonia del taglio del nastro hanno presenziato il Vescovo emerito Dino Fumagalli, il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, i Sindaci di Capranica, Vetralla, Castel Sant’Elia, Graffignano, Vejano, Sutri, Bassano Romano, Montalto di Castro, Tessennano, Latera, Barbarano Romano.

Il villaggio in miniatura è un mondo incantato, che attira grandi e piccini, composto da vari quadri creati con materiali prodotti dalla ditta Lemax. L’inaugurazione è stata allietata dalla musica di uno zampognaro.

Il Vescovo emerito Lino Fumagalli ha benedetto il Villaggio e i partecipanti e ha sottolineato l’importanza del Natale, delle tradizioni cristiane e della famiglia che è l’asse portante della nostra società.

Il Presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha elogiato l’impegno di Virgili e dei suoi collaboratori e la sensibilità che essi hanno verso lo spirito del Natale. Il Sindaco di Capranica, ha sottolineato la passione e l’impegno di Virgili e dei suoi amici e ha definito una meraviglia l’allestimento di quest’anno.

“Provo una grande gioia per questa tredicesima edizione del Villaggio di Natale in miniatura– ha detto il consigliere comunale Francesco Virgili – ringrazio il Vescovo, il Presidente della Provincia, i Sindaci del territorio. Un grazie particolare agli amici del gruppo Per Migliorare Capranica e chi mi ha sostenuto in questa impresa.

Quest’anno il Villaggio ha un significato più profondo, perché lo dedico alla mia cara mamma, Lucia, scomparsa alcuni giorni addietro e che voglio ricordare per la sua forza.

Il Villaggio – ha concluso Virgili – è il simbolo della nostra comunità che si stringe attorno ai Valori del Natale, nel nome della pace e della fratellanza tra i popoli.”

Il consigliere comunale Francesco Virgili

A Pescasseroli, il XX Forum dell’informazione per la custodia del creato

L’appuntamento a Pescasseroli si è confermato un momento importante per promuovere un giornalismo sostenibile, etico e specializzato; tre giorni, dal 14 al 16 novembre, organizzati dall’Unione Stampa Sportiva Italiana e Greenaccord, associazione internazionale che si occupa di tematiche ambientali. Il tema della tre giorni era lo sport inteso come palestra di fraternità, declinato in sostenibilità, inclusività e rispetto di tutti. 

L’evento è stato patrocinato, tra gli altri, dal Ministero dell’Ambiente, dal CONI, dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, dal Comune di Pescasseroli e dall’Unione Cattolica Stampa Cattolica; tra i media partners autorevoli, come Radio Vaticana, l’Osservatorio Romano, il TGR Rai, l’Avvenire, Famiglia Cristiana, con orgoglio c’era anche L’agone, presente con il suo direttore a rimarcare l’impegno nelle tematiche in parola tanto care alla linea editoriale perorata con ferrea infaticabilità dal presidente Giovanni Furgiuele.

L’organizzazione impeccabile del presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio, ha visto l’alternarsi di autorevoli relatori tra cui Mons Santo Marcianò, Arcivescovo emerito di Frosinone, Stefano Pantano, campione del mondo di Spada, Luciano Sammarone, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Marina Marinucci, presidente dell’Ordine di Giornalisti d’Abruzzo, Mario Morcellini, prorettore della comunicazione della Sapienza Università di Roma, Sandro Fioravanti, telecronista sportivo RAI, Alessandra Ferraro, direttore Isoradio, Benedetta Rinaldi, conduttrice televisiva RAI.  

Le tre sessioni sono state dedicate alla sostenibilità che deve accompagnare e contraddistinguere lo sport, filo conduttore sono state le linee guida prodotte dal Comitato Olimpico Internazionale; all’analisi dello sport come promotore di uguaglianza e inclusione e alla narrazione sportiva che può fare molto per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente.  

Il Forum è stato anche l’occasione della consegna delle “Sentinelle del Creato”, riconoscimento che Greenaccord tributa a giornalisti che si sono distinti con i loro articoli sulle tematiche ambientali e a imprenditori che hanno scelto di ridurre l’impatto delle loro aziende sull’ambiente.

Un momento prezioso, quello della tre giorni di convention, in cui si è rafforzata la consapevolezza che il giornalismo detiene la potenzialità di incidere sulle coscienze attraverso la parola, o meglio la combinazione e la scelta giusta delle parole.

Tra le decine di contenuti preziosi, riporto quello che ho ritenuto più forte: l’opportunità di cancellare la parola ‘inclusione’ perché contemplandola si ammette l’accettazione dell’esclusione mentre Dio e il Creato, tutto include.

Gianluca Di Pietrantonio